25
Mar 2007
ore 17:05

Politici e cuochi se ne fregano... !?!

< >

Ho mangiato la pajata, si, quella proibita da Bruxelles e, giù per li rami, dal nostro Ministero della Salute. Ho mangiato i rigatoni con la pajata e poi la pajata con le animelle al forno. Da sballo.

Ma perchè è ancora vietata? Perchè la fiorentina con l'osso è stata "liberata" e la pajata no? Forse perchè i ristoratori e i politici romani se ne fregano? 

Dal sito del Ministero della Sanità. 

Quali garanzie esistono per i consumatori?
Il Comitato scientifico europeo ha individuato come materiale specifico a rischio gli organi e i tessuti che, in base a ricerche scientifiche, hanno dimostrato una capacità infettiva. In particolare sono: 

  •  per i bovini di età superiore a 12 mesi il cranio, compreso il cervello e gli occhi, le tonsille e il midollo spinale e, per i bovini di qualsiasi età, l'intestino completo. Nello specifico si chiarisce che dell'intestino non fanno parte i prestomaci (""trippa"") e lo stomaco.
  • Per gli ovi-caprini di età superiore ai 12 mesi il cranio, compreso il cervello e gli occhi, le tonsille e il midollo spinale e, per gli ovi-caprini di qualsiasi età, la milza.
    In base alle ricerche scientifiche non è stata rilevata alcuna infettività nel muscolo scheletrico (carne), nel latte e nei tessuti adiposi (grasso).
Per quanto sopra le attuali disposizioni normative, che prevedono l'eliminazione e la distruzione del materiale specifico a rischio, riducono in maniera significativa il rischio di esposizione dei consumatori.

commenti 45

Ho capito, non frega niente a nessuno, eppure non è un "fatto romano" ma una ricetta storica della cucina italiana.

26 Mar 2007 | ore 10:35

sarebbe interessante pero' sapere piu' nello specifico perche' e' vietata la pajata. forse sarebbe anche interessante avere il parere di un veterinario o di qualcuno che sia essperto in materia.
E poi io di base non tollero i divieti.. fara' pur male un hamburger di mc donalds e le sue patatine con mezzo litro di cola cola o no??

26 Mar 2007 | ore 10:47

Sarà, ma pensare a trippa, pajata, perchè non la finanziera? al mattino...uhm...io al massimo posso parlare di croissant e doppia dose di caffè. Magari più tardi eh! :-)))

26 Mar 2007 | ore 10:50

ti vorrei vedere al salone del gusto in un laboratorio del gusto a fare una degustazione di krug alle 11 del mattino..altro che croissant e caffe..

26 Mar 2007 | ore 10:58

Bè in Scozia ho bevuto il whisky al mattino; ma qui si parla di pajata...tutt'altro "peso specifico". :-)

I politici e cuochi magari se ne fregano, ma anche il pubblico mi sa che si sta riducendo perchè incontro sempre più persone schifate da frattaglie, quinto quarto ecc (io no); anche 2 cuoche che conosco specializzate nel "genere" confermano. Il gusto medio si sta tarando su gusti meno forti, credo...

26 Mar 2007 | ore 11:10

Se eliminassero per sempre la pajata ed altre interiora mi sentirei male dal dolore.

Comunque, non ho mai capito se è veramente vietata o no... perchè ogni tanto si trova?!?!

Per la fiorentina i ristoratori e i politici di Firenze fecero qualcosa? Se si, è ora che ci muoviamo anche noi laziali allora...!!

26 Mar 2007 | ore 11:21

pajata
animelle
coratella

tutte cose ottime, e che pratico con gioia

a dire il vero, non sapevo di essere carbonaro......

26 Mar 2007 | ore 11:22

Ieri il maestro Olmi, ospite di Fazio, difendeva il valore della semplicità, semplicità forzata, per molti, dalla "dignitosa povertà".
Olmi che difficilmente parla, usa una metafora gastronomica.
Ma la cucina povera non è poi la migliore cucina?

26 Mar 2007 | ore 11:36

rispondo prima a Costantino: quella che si trova in giro comunemente è la "pajatella", che è la pajata di abbacchio, cuoce in un attimo ed è comunque molto buona. La "pajata" vietata sarebbe invece quella di vitello. Lì in teoria ormai tocca avere l'amico al mattatoio e neanche è detto che te la procuri... la coratella non è vietata, trattandosi di organi comunemente in commercio così come le animelle, che spesso ormai son pure quelle di abbacchio. La cosa che in realtà non si capisce è il perché debba essere vietata la pajata di vitello, dato che questa è la prima parte dell’intestino tenue del vitello da latte, età sei mesi e non di più. Quindi, secondo quanto determinato dal Comitato scientifico europeo, non rientra fra i possibili tessuti infettivi. Personalmente sono per il ritorno della pajata... se ci fosse un comitato aderirei immediatamente.

26 Mar 2007 | ore 11:57

@serena

grazie della risposta, aderirei anche io al comitato!!

26 Mar 2007 | ore 12:08

ricordavo degli articoli interessanti sulla pajata, di un bel po' di tempo fa... e in effetti ricordavo bene, ho controllato e ve ne segnalo un paio:
Bolasco ne scrisse in un suo post del 6/10/2005 e ci fu un bell'intervento di Paolo Marchi su Affari di Gola, che si può leggere online (sul sito di Identità Golose, Affari di Gola del 13/11/2005).

AAA: a proposito di interiora, cerco qualcuno che abbia mangiato le budella essiccate ripassate in padella con patate o cicoria oppure fatte alla brace per condividere questa esperienza un po'... forte. :-)

26 Mar 2007 | ore 12:25

http://blog.gamberorosso.it/forchetta/archives/2005/10/aridatece_la_pa.html

Già, e lo mandai anche all'allora ministro Storace che credevo sensibile al tema.
E invece niente...

26 Mar 2007 | ore 12:30

Pure io l'ho mangiata mercoledì scorso.
Boni boni boni i rigatoni con la pajata.
Anzi quasi quasi, se sta settimana ce l'ha di nuovo, ci rivado... :D

Formiamo un comitato pro pajata. :D

26 Mar 2007 | ore 13:15

Per favore, dite il peccato ma non il peccatore, cioè non dite dove si può mangiare, o ditevelo per sms o mail, perchè la pajata di vitellino è vietatissima e il ristorante che venisse scoperto in "fragrante pajata" verrebbe multato e chiuso per X giorni.

26 Mar 2007 | ore 13:49

Uau, che setta pericolosa, ...la loggia della propaganda della pajata (La PP)

26 Mar 2007 | ore 14:09

direttore...direttore

ma non era lei che diceva che se si parla di qualcosa bisogna fare i nomi e i cognomi......???altrimenti bisogna tenere la bocca chiusa.........

mmmmmm

;-)
Massimo

26 Mar 2007 | ore 14:10

a me sul forum del gr raccontai la mia pessima esperienza di capodanno in un ristorante del nord dove alla mezzanotte non ci fu il brindisi e nemmeno lo spumante se non alle 0.10..e l'admin di turno disse che se non facevo il nome mi cancellava tutto.
adesso per un po' di pajata di deve tacere il nome del ristorante...
bella coerenza...

26 Mar 2007 | ore 14:17

aggiungo che era uno stellato michelin con una stella e aggiungo che nessuno dello staff usci' fuori per fare gli auguri di buon anno. Un cenone di capodanno assolutamente insolito e infatti dopo 15 minuti dalla messanotte incazzato lasciai il locale con 400.00 euro in meno in tasca...

26 Mar 2007 | ore 14:19

tutto bello, ma se per cazzeggiare fai chiudere un ristorante... sei un discreto infamone :-)

26 Mar 2007 | ore 14:46

concordo........

però....... il ristorante non dovrebbe essere proprio aperto se non rispetta regole e leggi(giuste o sbagliate che siano)!!

26 Mar 2007 | ore 14:51

ci sono espressioni molto colorite per descrivere una posizione come questa: alla vostra immaginazione :-)

26 Mar 2007 | ore 15:11

non è la mia posizione.....

è solo ciò che sarebbe giusto....
in un mondo utopistico......

;-)

26 Mar 2007 | ore 15:16

Stefano, a me della questione frega, eccome se frega. La pajata (quella vera, non i surrogati "legali" di adesso) è un monumento nazionale. Ma si sa, è sempre meglio seguire onde europeiste (che all'italiota provinciale, esterofilo e sempre bisognoso di passaporti piacciono moltissime) sulla scia di un salutismo fasullo.

26 Mar 2007 | ore 15:18

Ogni volta che ho provato a dare il mio contributo "scientifico" sul forum me ne sono pentito;spero questa sia la volta buona.

Chiedevate il parere di un Veterinario?
12 anni come Veterinario Ufficiale al Macello e qualche ispezione da parte del FVO della Comunita’ Europea mi dicono che forse qualche cosa la posso dire.

Di certo i regolamenti CEE oggi sono precisi e sono fatti solo ed esclusivamente per tutelare la salute del consumatore e non per fare del terrorismo.
Quindi chi si lamenta lo fa per ignoranza e/o mala fede.

Perche' non si puo' mangiare l'intestino dei bovini?
E' stato dimostrato che il prione si concentra in alcuni organi e l'intestino e' tra questi.
In termine tecnico, tali organi/tessuti si chiamano SRM, Specific Risk Material, e come tali, vanno distrutti; prima vengono identificati con un colorante in modo da poterli evidenziare,poi vengono stoccati in particolari stanze/ contenitori a seconda della quantita e, comunquie, tali stanze/contenitori vengono altrettanto identificate e infine vengono inceneriti.
Si deve eliminare assolutamente ogni possibile fonte di contaminazione crociata e sbaglio in modo che sulla catena alimentare non finiscano parti e/o animali che non devono finire sulle nostre tavole.

Tutti i materiali SRM on possono lasciare il macello per il libero consumo; esiste un regolamento preciso che prevede il controllo, la gestione e lo smaltimento di tale materiale.
Chi viola tale regolamento, e’ un vero criminale, senza se e senza ma.

Ci sano sanzioni
Il veterinario ufficiale rischia e quindi se dite che trovate l'intestino di bovino l’operatore e’ compiacente o non fa bene il suo lavoro in quanto incompetente.
Colui che si occupa del trasporto e dello smaltimento rischia, il macellaio sta vendendo un prodotto non autorizzato o il cuoco che la propone rischia altrettanto
Chi rischia piu’ di tutti e’ comunque il consumatore.Questa e’ una cosa che bisogna mettersi in testa.
E’ oramai appurato che la variante umana della BSE ha in comune delle caratteristiche biologiche con quella bovina.

Perche’ l'intestino di bovino no e quello caprino si? La scienza ha fino ad oggi dimostrato che non ci sono rischi; il giorno in cui si dimostra che il rischio sussiste o non esiste piu’ verranno cambiati i regolamenti.Comunque e’ sacrosanto che se non ci sono dati scientifici a supporto, il principio precauzionario (precautionari principle) viene messo innanzi a tutelare la salute umana.
Tutto cio’ come avviene?

Nel 2002 Il Parlamento Europeo ha decretato l’istituzione dell’'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA). Tale autorita’ svolge il compito di analisi e comunicazione del rischio; la commissione europea e gli stati membri hanno invece l’onere della gestione del rischio e dei controlli ad esso legati.
Per quanto riguarda la “fiorentina”, si sapeva che era essenziale rimuovere i gangli del midollo spinale; nel momento in cui e’ stato sperimentato il metodo di taglio che salvava(in parte) la forma a “T” della bistecca, L’EFSA ha valutato la bonta’ di tale proposta e dopo gli studi ha dato parere positivo e quindi, a suo parere, che tale bistecca poteva tornare sulle tavole dei conumatori.
Credo di avere risposto cosi' a Serena.


Il discorso che oggi il quinto quarto faccia ribrezzo e quindi non risquota successo nelle cucine dei ristoranti e delle nostre case e’legata alla nostra cultura.
Ma credo bisogna distinguere i discorsi.
Spero di essere stato abbastanza chiaro e scusate se sono stato prolisso

Roberto

26 Mar 2007 | ore 15:25

adesso, dopo la chiarificazione tecnica di Roberto Andrea, sono curioso di sentire dal Direttore una di quelle espressioni molto colorite per descrivere la posizione (sebbene utopistica) che avevo manifestato sopra!


in galera il fornitore,il macellaio, il ristoratore e chi non fa i nomi???
praticamente,come diceva La Sposa,tutta la loggia della propaganda della pajata

26 Mar 2007 | ore 15:38

Copio dal sito del Ministero della salute:

"Che differenza c'è tra il morbo di Creutzfeldt Jacob e la nuova variante del Morbo di Creutzfeldt Jacob?
La malattia di Creutzfeldt-Jakob sporadica è conosciuta sin dagli anni '20 ed è diffusa in tutto il mondo con un tasso di mortalità di circa 1-2 casi per milione di abitanti (in Italia ci sono circa 50-70 casi l'anno). Non vi è alcuna evidenza epidemiologica o di laboratorio che la MCJ sporadica sia legata alle encefalopatie spongiose degli animali. La MCJ sporadica colpisce sia uomini che donne, di età superiore ai 50 anni (ma sono anche stati descritti rari casi in soggetti più giovani). La malattia esordisce nella maggior parte dei casi con disturbi cognitivi (deterioramento mentale) o disturbi visivi ad evoluzione molto rapida seguiti da altri gravi segni neurologici. La malattia è sempre fatale, usualmente in meno di 6 mesi. Non c'è evidenza che la MCJ sporadica possa trasmettersi da uomo a uomo per via aerea, sessuale, per contatto o attraverso le trasfusioni di sangue.

La nuova variante è diagnosticabile?
La variante della MCJ è stata fino ad oggi riscontrata solo in Gran Bretagna (113 casi), Francia (5 casi), in Irlanda (1 caso) ed in Italia (1 caso). I soggetti colpiti sono in genere molto più giovani dei pazienti affetti da MCJ sporadica e la sintomatologia clinica esordisce in modo più subdolo con disturbi di tipo psichiatrico (depressione, ansia, apatia, illusioni) ai quali fanno seguito, nei mesi seguenti, segni clinici simili a quelli della MCJ sporadica. Alcuni esami diagnostici (elettroencefalogramma e risonanza magnetica del cranio) sono in grado di distinguere la MCJ sporadica dalla variante della MCJ."

In Italia siamo a 2 casi di malattia negli ultimi 8 anni e quindi deduco che gli animali italiani e i controlli alle frontiere abbiano creato una situazione ben diversa da quella inglese e anche francese.
Perchè, mi chiedo, si deve applicare una direttiva europea e non si possono applicare leggi draconiane nazionali?
Perchè gli allevamenti modello non possono vendere carne che è totalmente sicura, posto che si possono attuare controlli nazionali severissimi, si possono vietare con la modalità attuali tutte le carni importate, si possono determinare condizioni di assoluta sicurezza?
E' una delle tante "violenze" che l'Europa propina ai cittadini europei emanando provvedimenti erga omnes per non creare problemi agli allevatori inglesi e francesi e alle loro esportazioni, così come, per le quote latte, non si dovevano disturbare i grandi produttori del nord europa.
Scrivere, anche col punto di domanda, galera per tutti la dice lunga su come si sia imbarbarita la questione.

26 Mar 2007 | ore 16:30

ma farsi un branzino al ristorante no??
si deve sempre giocare sul filo di lana o documentarsi sul sito del ministero prima di ordinare un po' di carne??

26 Mar 2007 | ore 16:37

La penso come te Stefano, e aggiungo al signor Balbo che non sono né ignorante né in mala fede, e che quindi con i titoli deve andarci piano.

26 Mar 2007 | ore 16:51

Sono spesso in Argentina e la mangio due volte alla settimana (alla griglia), con l'animella e le altre frattaglie. Come fa il 70-80 per cento della popolazione ondigena, del resto. Mai proibita da quelle parti, senza conseguenze dannose, mi sembra. Certo che in Italia l'idea di mangiarla di contrabbando quasi mi eccita. "Resistenza" gastronomica (e clandestinita')contro la burocrazia europea

26 Mar 2007 | ore 17:15

Stefano,
quali sarebbero le leggi draconiane nazionali?

una direttiva permette di interpretare e grosso modo adattare ad uso dello stato membro; un regolamento CEE lo si esegue; e' scritto nero su bianco cosa si deve e non si deve fare.

I controlli esistono ma non sono efficaci al 100% se no non si continuerebbe a mangiare la pajata.

I disonesti, i furbi, tutti quelli che hanno reso possibile la diffusione della BSE ( e non solo)e , di conseguenza il diffondersi della variante umana, non hanno rispettato le leggi ma soprattutto quando le leggi non erano chiare ed esistevano le direttive e non i regolamenti, trovavano tutti i modi per farla in barba al legislatore e all'ispettore.

Parli di carni sicure. La carne non permette la trasmissione della malattia, l'intestino si.


Qui non si parla di servilismo; quando ci si "incazzo'" sulla rimozione della colonna vertebrale si sapeva che la colonna vertebrale in toto non era responsabile di un "possibile contagio".

Perche ci si deve lamentare se la comunita' scientifica , sulla base degli studi effettuati e' cosciente che il rischio di trasmissione non e' da escludere?


Altra cosa,non evitiamo di confondere le quote latte con i pareri scientifici, si rischia un autogoal clamoroso.Quella e' stata l'incapacita' dei politici a gestire una situazione che poteva pportare vantaggi ad una nazione piuttosto che ad un'altra.

La comunita' europea ha messo in ginocchio o quasi l'industria della trasformazione delle carni Inglese, i divieti ci sono stati per la Francia; non ha sicuramente legiferato in maniera lobbystica.

Essere ignoranti non e' reato ma se uno dice una cosa sbagliata se ne assume le proprie responsabilita', io per primo.

Se il signor Farina ( e non solo)non e' ignorante o in malafede, posso solo esserne contento.

Ognuno e' libero di pensarla come crede ma che esprima opinioni che abbiano un supporto scientifico.

Volete mangiare le cose proibite? fate pure

26 Mar 2007 | ore 17:46

Rosario, mi auguro che non dovremo diventare clandestini davvero.

Roberto, Stefano intendeva semplicemente dire che in Italia ci sono fior d'allevamenti sicurissimi, che danno bestie la cui pajata non darebbe nessun problema medico. O almeno credo. E penso anch'io che sia ingiusto penalizzare chi lavora bene per colpa di chi opera disonestamente.

26 Mar 2007 | ore 19:14

per quello che ricordo di un servizio a roma sulla pajata, farne commercio, macellaio o ristoratore che sia, è reato penale, non una flatulenza di ausiliario della sosta.
poi discutiamo pure se il divieto ha ancora ragione di esistere o meno, ma il divieto di sosta o il regolamento per mettere due tavolini sulla via davanti al bar sono cosette diverse
oloap

26 Mar 2007 | ore 22:44

Ma scusa Roberto, se mangio la pajata due o tre volte l'anno, cosa rischio in termini percentuali?

Possibile che - consapevoli dei gravi rischi che si corrono - si possa fumare un pacchetto di sigarette al giorno e una pajata una volta tanto no?

Nico

26 Mar 2007 | ore 22:50

Fumare fa male
e' assodato .

I legislatori hanno finalmente legiferato e provano a tutelare la salute di chi e' contrario al fumo. Io da qualche mese non fumo piu' ma da anni non fumavo piu' a casa ma solo all'aperto nel giardino di casa per rispetto di chi non tollera il fumo.

L'abuso dell'alcol puo provocare gravi danni al fisico; ma qui' si parla di abuso.
Statisticamente oggi sappiamo relativamente poco sulla BSE ,abbastanza per capire che OGGI la malattia segue un pattern che domani potrebbe essere peggiorato.

Ho mangiato e con gusto, come tanti di voi, cervella e tante altre cose che oggi sono vietate; ma ci venivano date perche' si pensava ci facessero bene.


Vi faccio un esempio per farvi capire quanto sia migliorata la legge sugli alimenti; prima come carne si poteva intendere qualcosa oltre la fibra muscolare. Potete capire benissimo che le frodi e le adulterazioni erano all'ordine del giorno per coloro che volevano fare i furbi.
La stessa carne ricavata meccanicamente era usata in maniera "allegra"e spesso non non veniva menzionata.Abbiamo mangiato per anni schifezze senza rendercene conto, oggi per lo meno possiamo scegliere.

Vogliamo parlare dei prodotti che possono provocare allergie? finalmente e' obbligatorio menzionarne la presenza nelle etichette.
Quanta genete e' morta o ha avuto problemi per l'ingestione di alimenti contenenti latte, noccioline etc che sapeva essere pericolosi per la propria salute ma che ha ingerito perche' non sapeva che li stava mangiando?

Oggi e' diverso, per fortuna e forse i nostri nipoti saranno quelli che potranno godere i benefici;ieri era diverso ma per cambiare le leggi ci sono voluti gli scandali, l'operato dei comitati per la difesa consumatori.

Pero' e' vero, nessuna legge e' perfetta.

Il Precautionary Principle e' lo strumento che oggi, finalmente, fa si che quando non esiste l'assoluta certezza he una cosa non faccia male viene invocato per tutelare il consumatore.

pensiamoci, e' piu' facile accelerare piuttosto che tornare indietro.

Nico,cosa si rischia se si mangia la pajatamanigata una tantum? tutto e nulla perche' e' possibile che uno muoia prima che il prione faccia danni ma quando li fa ...

Tommaso
qui non si mette in dubbio che ci siano in Italia allevatori seri, coscenziosi che danno il meglio ai propri animali e che li fanno vivere rispettandone il welfare, o macelli con controlli ultracapillari,questo pero' non significa che il rischio prione sia scongiurato.
E questo e' valido tanto in Italia quanto in altre nazioni; Se oggi si mangia di nuovo la fiorntina sapete benissimo che dovete ringraziare un veterinario Italiano che ha adottato il sistema di taglio della colonna vertebrale in modo da continuare a dare una parvenza di forma alla "fiorentina"
In futuro se dagli studi emergera' che la malattia e' debellata perche' la progenie degli animali allevati con farine animali non e' piu' infettiva e avremo tests ancora piu' precisi magari l'EFSA cambiera' opinione.

Nel frattempo continuo ad essere dell'opinione che chi smercia materiali a rischio e' un criminale tanto quanto colui che riempie di sostanze illecite gli animali che poi finiscono sul nostro desco.


Scusate gli errori di battitura ma penso di avere le pile della tastiera scariche

26 Mar 2007 | ore 23:51

interessante tema e disquisizione, per uno che era completamente ignorante su queste cose.

Ringrazio di cuore l'amico Roberto per il contributo di estrema chiarezza che ha voluto fornire.

27 Mar 2007 | ore 00:00

Ho più probabilità di ammalarmi io o tu se hai fumato 20 sigarette al giorno negli ultimi anni?
Perchè questa logica di precauzione preventiva non viene applicata al alcol e al fumo? Che mondo è quello nel quale ci sono schifezze lecite e schifezze vietate? Perchè questo rigore a fronte di pochi morti (alcune centinaia) e un debole rigore a fronte delle centinaia di migliaia di morti per cancro al polmone? La salute e le leggi sono ad andamento variabile? Tu sei veterinario e quindi del cancro dell'uomo te ne puoi disinteressare? e chiami reato il vendere e mangiare pajata?
A rigor di legge è reato, a rigor di salute mi sembra che ci sia da sbellicarsi - e qui non sono le quote latte - per una società che guarda unidirezionalmente ciò che fa bene o male.
Per una società di immortali, poi?

27 Mar 2007 | ore 00:44

per non parlare dello smog che c'e' nelle nostre citta'.

27 Mar 2007 | ore 01:48

Il Precautionary Principle viene per definizione adottato (tipicamente in presenza di potenziali conseguenze catastrofiche) in caso di grande incertezza, e/o mancanza di consenso, scientifica che non permette una quantificazione adeguata dei rischi. Chi e' interessato alle definizion puo' guardare questo ottimo documento del governo inglese:

http://www.hse.gov.uk/aboutus/meetings/ilgra/pppa.htm

Difatti, richiesto di una quantificazione del rischio da parte di un lettore, Roberto non ha potuto dare che una risposta vaga ('tutto e nulla'): questo e' lo stato a la misura dell' incertezza scientifica alla base della legislazione UE. Il rischio associato al fumo, per contro, e' perfettamente quantificabile.

E' automatico che in questo tipo di situazione ci sia dissenso sulla natura catastrofica del rischio, e perfino sulla sua esistenza. Come Roberto potra' confermare, alcuni scienziati dubitano addirittura del meccanismo di trasmissione del vCJD tramite il prione. Qui si riassume una posizione scettica espressa sul Journal of Pathology:

http://www.medpagetoday.com/Neurology/GeneralNeurology/tb/2958

Il meccansimo cancerogeno associato al fumo, per contro, e' molto meglio compreso.

Di qui il paradosso che una cosa che fa sicuramente male in qualsiasi guisa, il fumo, e' lecito, mentre una cosa che non fa sicuramente male, e che se opportunamente controllata quasi sicuramente non fa male, la pajata, e' proibita.

A me il proibizionismo sembra quasi sempre cattiva regolamentazione, che peggiora la qualita' media del prodotto in circolazione (abusivamente) rispetto ad una regolamentazione intelligente. Il governo italiano, insieme ai veterinari, dovrebbe fare lobbying per una regolamentazione piu' sensata. Ma probabilmente al momento ha altri pensieri per la testa...

27 Mar 2007 | ore 09:26


Stefano qui siamo d’accordo su diversi punti.
Oggi, in base a cio’ che la scienza ha studiato ,c’ e’ sicuramente piu’ probabilita’ che io mi ammali di tumore ai polmoni(nonostante le 6/7 sigarette al giorno circa ). Rimpiango il benessere che mi dava a volte l’accendere la sigaretta; Non ho smesso perche’ ho entrambi i genitori malati terminali di tumore nonostante non abbiano mai fumato; conosco tanti che si sono ammalati di carcinoma al polmone senza avere mai toccato una sigaretta.
L’ho promesso a mia moglie e a mia figlia , cosi’ come ai miei genitori.
Ma l’eziologia dei tumori e’ molto piu’ complessa di quello che normalmente si crede, infatti entrano in gioco varie cause, predisposizione, ereditarieta’, ambiente, alimentazione, stile di vita etc.

E’ assolutamente vero, bisognerebbe vietare il fumo ; lo dice uno che sta provando a disintossicarsi. Badate, non sono lacrime di coccodrillo.
L’alcol e il fumo sono comunque regolamentati visto che non si possono acquistare prima di una certa eta’ . E’ pure uscita la legge che tutela i non fumatori.
Tieni presente pero’ che sono entrambi due prodotti che non finiscono per forza a casa di tutte le famiglie in quanto non sono beni indispensabili, il cibo invece lo e’.

Qui il discorso comincia a diventare complicato. Per capire realmente la posizione dell’EFSA bisogna tornare indietro e ripensare alla vecchia e permissiva legge.
I materiali a rischio finivano spesso e volentieri dentro prodotti che potevano essere mangiati da tutti, dai neonati agli anziani.
Oggi e’ assolutamente obbligatoria la tracciabilita’ per la stragrande maggioranza degli alimenti e , lo dico per esperienza diretta, e’ una cosa molto ma molto complicata da impostare, mantenere e implementare. Lo e’ per l’operatore che la deve gestire(che sia un allevatore o un commerciante), lo e’ per l’ispettore che deve capire realmente la storia del prodotto.
Io credo che il rischio chei furbi riescano ad eludere i controlli possa essere purtroppo elevato.

Ti faccio un esempio: pensa, e questo l’ho imparato nella mia attivita’ lavorativa nell’industria della trasformazione delle carni, quanto intestino viene usato per la paiata su , diciamo, 1000 kg disponibili? A Roma o in posti dove la tradizione prevede l’uso del prodotto, probabilmente ne verranno usati anche 1000; e il resto? Dove credi che finisca? Senza determinati controlli puo’ finire ovunque perche’ i costi e i profitti vanno studiati al millesimo di euro, la gente deve guadagnare e a nessuno piace buttare via le cose

Io dico che se la legge lo vieta’ e’ criminale vendere, non il comprare. La legge punisce lo spaccio e non l’uso personale; l’industria del tabacco e’ molto potente e ricca e i governi che ci piaccia o meno ci hanno speculato sopra; Qui entrano in gioco logiche lobbystiche(immagino tu abbia visto il divertente film”thank you for smoking”. E’ vero i politici sembra abbiano legiferato ad uso e consumo dei potenti.

Sono d’accordo, se un giorno si capisse che l’incidenza della variante umana e’ veramnete trascurabile e si trovassero dei controlli adeguati(il fatto che sia disponibile e’ la misura delll’inadeguatezza) potrei accettare a malincuore che la pajata tornasse in vendita sulla base del fatto “scelgo io il modo di ammalarmi cosi’ come faccio con il fumo .

Credimi, e’ veramente un discorso complesso; come dici tu a prima vista siamo portati a credere che esistano due pesi e due misure. Si puo’ essere liberi di sbellicarsi dalle risate. Pero’ credo che bisogna andare a fondo al problema e non fermarsi alle apparenze. Io continuo a credere che oggi questa sia una legge giusta.

Io credo che bisognerebbe rivolgere tale questito all’EFSA o a chi gestisce in Italia la comunicazione del rischio. Oggi cominci tu con il blog se riesci a stimolare l’opinione pubblica sei a buon punto;tu e credo tutti hanno il diritto di ottenere risposte.

27 Mar 2007 | ore 10:27

Comunque è un vero piacere discutere con uno come te, caro Roberto, e mi fa piacere che la discussione sia diventata così complicata perchè affronta problemi gravi e veri.

27 Mar 2007 | ore 10:38

Martedì ero da Checchino a Testaccio.
Se avete dubbi sulla mitica Pajata, andate da Francesco e Elio e fate loro qualche domanda. Io ho avuto delle risposte interessanti.
Prima fra tutte: i 200 ristoratori laziali che cucinano Pajata non hanno mai pensato di associarsi per tutelare la loro realtà. Mai.
E slow food?? Non esiste solo il Piemonte!! Basterebbe poco. Penso a un progetto di tutela come quello già messo in pratica a Firenze per il Lampredotto..

29 Mar 2007 | ore 13:36

Scusa qoca, ma cosa intendi con "non esiste solo il Piemonte"...?

29 Mar 2007 | ore 13:46

torno a scrivere dopo un paio di giorni in cui sono stato iper impeganto e ringrazio Stefano per le parole e Man per le segnalazioni.
Un piccolo appunto per Elisia; dei ristoratori non possono riunirsi per tutelare un prodotto che contiene un alimento "bannato"; nel caso del lampredotto si usa una una parte ammessa al consumo; nel caso della pajata in questo caso non si tratta di fare uno "strappo alle regole di igiene come avviene per certi prodotti" ma utilizzare un alimento"proibito". Il link segnalato da MAN econtiene la speigazione esatta del perch'e si aplica il precautionary principle;e' in inglese ma scritto in maniera semplice e se hai problemi provo a tradurlo ma non subito.

30 Mar 2007 | ore 14:07

Succede spesso in Italia;
ogni tanto gli interessi politici dei mammasantissima locali fanno sì che si spacci per "dannoso" ciò che invece non è economicamente conveniente.
I nostri politici sanno benissimo che questo splendido alimento non provoca epidemie nè tampoco stragi sociali a nessuno (almeno da quando non si parla più di mucca pazza) ma probabilmente gli interessi di allevatori,categorie di macellai,mattatoi o quant'altro sono di gran lunga superiori di quelli dei buongustai.Vedrete che si arriverà alla disobbedienza civile in difesa di questo cibo per gli eletti

09 Mag 2009 | ore 17:24

le multinazionali formate da privati e ........ srivono nel pacchetto delle sigarette NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE .Ci permettessero la stessa cosa in un vassoio di pajata questi ........ MACELLAIO CON PASSIONE

08 Giu 2012 | ore 21:38

scrivi un commento

Puoi scrivere quello che vuoi, ma se è una sciocchezza posso cancellarlo. Se il tuo commento non viene pubblicato subito, è colpa dell'antispam che ha dei criteri tutti suoi. Non ti preoccupare, magari scrivimi un breve messaggio per avvisarmi, appena posso recupero tutto.

Pasta_sarde_1.jpg Pasta con le sarde

Eccola qui la pasta con le sarde, una di quelle ricette che tutti conoscono e nessuno...


ultimi commenti

ultimi post

29
Apr
Le formiche del Noma, i tortellini di Bottura, The50 Best e l'Italia che gufa - Renè RedzepiIn questo post si parlerà di...
28
Apr
Il gelato da F1 di Carapina è sbarcato a Roma - Carapina ha aperto la sua sede...
23
Apr
Cappelli, un romanziere che ama l'Aglianico, i paccheri e le frattaglie - Con Gaetano Cappelli ci siamo visti...
14
Apr
Le vite degli altri, cioè di tutti noi, spiate anche al ristorante - Una scena tratta dal film "le vite...
12
Apr
Assunta Madre, un ristorante di pesce fresco e "cimici" - Assunta Madre, Il ristorante di attricette tv,...
09
Apr
Panino, dove hanno venduto una tonnellata di pane di Matera - Fatti 50 metri, forse meno, dall'ingresso...
02
Apr
Josean Alija, il Guggenheim di Bilbao, il ristorante Nerua e la sua storia - Se non siete mai stati da...
31
Mar
Bonci fa traffico... e anche pane e pizza - Gabriele Bonci è un bravo cuoco...
Pollo_arrosto_erbe.jpg Pollo arrosto alle erbe aromatiche

In momenti di crisi il pollo è un'ancora di salvezza perché anche i polli buoni esistono...


ultime letture

IMG_3446.jpg Cappelli, un romanziere che ama l'Aglianico, i paccheri e le frattaglie

Con Gaetano Cappelli ci siamo visti da...


IMG_2291.JPG Viaggiare in aereo con 200 romanzi, saggi e libri di cucina

Leggendo sul New York Times alcuni autorevoli pareri...


Ferricuoco.JPG Maria Antonietta Quaresima ovvero Marie-Antoine Careme detto Antonin

Poco tempo fa parlavo con un giovane...


Twitter
Friendfeed