ore 19:48
Gastronomo vecchio stile
Nell'ultimo numero di Slow Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food, mi definisce come il prototipo del gastronomo vecchio stile, e perciò stesso egoista. La cosa mi fa piacere perchè io trovo slow food un'associazione ormai ambientalista con venature semi-religiose, con una crescente tendenza a stabilire come l'individuo si deve comportare a tavola, in cucina, nei campi ecc..., indicando ormai precetti e peccati, con campagne e manifestazioni sempre più affette da gigantismo e che costano milioni di euro, vera concorrente di Legambiente, anzi sua continuatrice negli anni Duemila anche come capacità di lobbying.
Io, l'egoista, nel 1984 mi occupavo già di consumatori e di consumi e per tre anni ho fatto parte della redazione della trasmissione televisiva di Rai2 Di Tasca Nostra. La sensibilità c'era, la pratica pure e sono continuate di pari passo nel Gambero Rosso solo che credo poco nelle associazioni, nella necessità di fare tessere e rendersi visibili con campagne sempre più strillate e credo ancor meno a chi dice che siamo al tracollo.
Credo nel buon senso, credo nell'individuo e nei comportamenti coerenti... e ammetto debolezze, cadute e peccati.
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> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
Lo confesso, io sono un minestraro, adoro tutti i tipi di minestre e purtroppo mi accorgo...
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In quale articolo?
Comunque lascia correre.
1) Essere "vecchio stile" non è poi così male. Sarebbe forse interessante capire cosa sia invece il "nuovo stile", e se effettivamente esista.
2) Quasi tutte le persone che ho sentito definire "egoiste" in realtà sono quelle che stimo di più in assoluto.
Uh, Mucca sei in ascolto? C'è materiale da aggiungere: Bonilli, storico enogastronomo del Gambero Rosso, tenutario del blog Papero Giallo, moderatore di dibattiti colti e misurati, prototipo del gastronomo egoista vecchio stile. :-P
E ora si accapigliano?
Porca Vacca Gumbo,
Ma hai letto il post?
Il nonno si è svegliato dalla pennichella pomeridiana con grinta, però mi sa che non ha cenato....
Mucca
Meglio brutti che cerebrolesi.
Tu che ne pensi Gumbo?
cosa vuoi che dica gumbo??
hai bisogno del suo aiuto per intavolare una bella conversazione tra cerebrolesi o ti basta la tua dose quotidiana di popper??
e poi vedendo come ti diverti a fare le finte copertine dei giornali a 30 e passa anni credo che farsti molto meglio quando ti guardi allo specchio. oltre che farti le foto alla mutande, interrogati e chiediti..ma saro' io il cerebroleso??
(da San Paolo, Brasile)
Sono d'accordo con Farina che ammira gli egoisti. Questo termine che per molti e' dispregiativo se rivalutato puo' dare soddisfazione. Chi accresce se stesso,la propria passione accarezzando le proprie debolezze senza farle strabordare nel vizzio e' da apprezzare.l'egoismo ci riempe e quello che avanza puo' essere dispensato....e la cosa piu' bella che non pesa su nessuna religione o causa perche viene,appunto, dall'ego di una persona.
Direttore, saluti e buona pasqua da San Paolo
Direttore, la libertà di pensiero ha sempre avuto un costo!
Lei continui come crede, con alti e bassi ma sempre con libertà...
Prototipo del Gastronomo "Vecchio stile"!
Cacchio direttore, s'era mai accorto di essere un ossimoro!?!?!
Mucca, se rispondo una volta a voice poi si finisce come al solito con la sequenza di frecciate e insulti e tutto il resto. Ogni tanto mi annoio persino io, figuriamoci gli altri che ci leggono.
E poi, dai, va bene l'ego prorompente ma non vorrai rubare la scena al duello del giorno! ;-)
gumbo ma tu esci mai di casa??basta guardare tutti i blog e i forum di gastronomia e c'e' sempre la tua firma.Mi viene il sospetto che a Torino la scena sia un po' moscia per costringerti a stare in casa a scrivere al pc giorno sera notte etc etc.
Ma una boccata d'aria mai??
Guarda che Bonilli e il web non sentono la tua mancanza se esci a fare la pipi' anche una sola volta al giorno...
Specchio, specchio delle mie brame, chi è il più cerebroleso del web-reame?
E' Voice3868
Ok specchio, ora posso andare a fotografarmi con le mie nuove mutande acquistate direttamente dall'Australia ( http://www.aussiebum.com/it/underwear/ )
Nessuna voce diversa? nessun intervento sul veccio e nuovo? appur ce sarebbe a iosa da dire... !
io me ne sto nel cortile de De Russie bevendo Bollinger... vacanze a Roma vecchio stile :-)
Direttore che dirLe,
a volte è meglio essere vecchio stile che seguire forzatamente il nuovo modo di pensare, agire, vestirsi ed anche mangiare e bere.
Io diffido da sempre da chi vuole imporre il proprio modo di pensare e vedere le cose (in senso lato).
Scendendo nel particolare poi il gigantismo di determinate manifestazioni cui Lei faceva riferimento sono una contraddizione in termini di quello che vorrebbero proporre........ma lo vogliono davvero proporre o è la rappresentazione mediatica di un ego ormai smisurato ?
Poi come in ogni rappresentazioni ci sono anche le cose meritorie ma a volte soffocate da troppi lustrini, addetti stampa, telecamere, servizi nei TG e da troppi politici ospiti .
Ciao
Uhhhhh,
Il cerebroleso si è arrabbiato di brutto e quando tutti si arrabbiano con me è sempre la solita musica....mai una volta che qualcuno riesca ad insultarmi con più creatività.
Che gourmet banale.
Come al solito sei riuscito ad inzozzare il blog di Bonilli.
Mucca
Sei liberissimo di acquistare le mutande all'ipercoop ma non puoi criticare quelli che invece curano anche l'abbigliamento intimo....
..oppure tutti la devono sempre vedere alla tua maniera?
Sulle mie spese telefoniche (e quelle in generale) non credo che debba render conto a te.
Ed ora scusami, ma devo andare in palestra, fai gli auguri di buona pasqua a Egle da parte mia.
Mucca
Io veramente non ho capito
esattamente cosa significa gastronomo vecchio stile. Forse quello "nuovo" mette al primo posto la storia e l'eticità dell'ingrediente e solo al secondo posto il gusto? Mi piacerebbe almeno leggere prima tutto l'articolo.
p.s. Sarà che prima avevo fame e mi interessava più mangiare che stare a discutere con voice; invece ora mi si rovina un po' la digestione leggendo gli interventi dell'essere più ossessionante e privo di senso dell'umorismo del web e allora mi chiedo: chissà quando se ne riparte per andare a studiare geografia, invece di stare a casa ad annoiarsi per poi doversi sfogare pedinando me e Mucca e ripetere le solite cose...
non potrei vivere senza Slow Food e senza Gambero Rosso
sono due meta' della mela che si completano a vicenda
sono lo zio gaudente ed edonista, gran viveur e simpaticone e quello tutto di un pezzo, sparagnino e un po' moralista, grillo parlante (ma in fondo gli vuoi bene)
amo tutti e due
c'e' bisogno di tutti e due in Italia
grazie di esistere! (a tutti e due) :)
Nico
poiché avevi dichiarato al mondo che te ne andavi per sempre e invece sei ritornato, come al solito ossessivo e insopportabile, il tempo di tornare a casa, caro voice, e ti cancello, spero per sempre!!!
...l'importante, però, è finire prima di sorseggiare il Boellinger con tutta calma; specialmente se da quelle parti c'è il sole e una giornata tiepida come qui! :-)))
Tanto per riprendere la frase di Mucca sopra: meglio brutti e depressi che frustrati, permalosi, rozzi e rosi dall'invidia come te. (tanto tra un po' questo topic verrà ampiamente ripulito dagli OT, ma almeno a te il messaggio è arrivato, ci tenevo)
Non sono sospettabile di posizioni di parte, sono socio Slow Food e una fetta del mio percorso, anche professionale, è stato anche dentro SF. Tra l'altro, non più di qualche giorno fa, ho letto e sottoscritto l'appello "Difendiamo l'etichetta" che mi sembra buono e giusto, tanto per usare termini conosciuti.
Ecco, di questo tipo di riflessioni ce n'è bisogno, e anche parecchio. Di dissertazioni sui gastronomi giusti e sbagliati proprio no. Certo i che comportamenti devono essere frutto di scelte individuali, e non di divieti. Anche perché che senso avrebbero altrimenti? Personalmente da quando so cosa sono gli avanotti delle anguille e cosa comporta la loro pesca mi è passata la voglia di mangiarli. Ma non mi sento migliore per questo. Quando spiego a mio nipote perché la menta non sa di dentifricio (e sono temi della didattica Slow) un po' sì.
Possiamo compiere gesti simbolici, questo è sicuro, ma la gastronomia non salverà il mondo. Conoscenza e l'intelligenza aiutano. E le rilessioni laiche sono ginnastica per l'intelletto.
@Rein: non ho detto esattamente così. Ho solo detto che molte delle persone che stimo di più sono state definite (quasi sempre abbastanza a torto) egoiste.
@gumbo, mucca e voice: siete spassosissimi, mi piace quando si sparge tutto questo astio gratuito.
Torno intanto al discorso che ha buttato lì Stefano in un commento nel bel mezzo della rissa: cosa sarebbe il "nuovo stile"? Usare ogni due per tre la parola "sostenibile" forse?
tanto per dirne una....ho scritto sul mio blog, dell'intenzione di Slowfood di accorpare Mantova col Garda e Vallesabbia...un enorme cagata!
mi sono iscritto e candidato come fiduciario....
se riusciro' nell'impresa o mi gambizzeranno o daro' una scrollatina alla zona....
Caro Direttore il fatto che tu già nel 1984 fossi attento a consumi e consumatori non è che ti dia una patente di verginità e superiorità perenne.
Se tu potessi, invece, chiarirci i motivi della tua preconcetta allergia ad associazioni e campagne, sarebbe interessante.
Io, invece, credo fermamente che una campagna come "Difendiamo l'etichetta" e la prossima sul consumo di pesce sostenibile (Farina, non ti agitare sull'uso di questo aggettivo) siano operazioni concrete, serie e legittime e non strilli di facciata, come del resto correttamente commenta Marco Bolasco.
Anzi ci metto pure un linketto, che male non ci sta...
http://associazione.slowfood.it/associazione_ita/ita/difendiamoletichetta.lasso
Quanto al fastidio sui profeti di sventura e sul tracollo sono piuttosto ottimista. Se ne stanno accorgendo perfino americani e cinesi, prima o poi ci arriverà pure il nostro direttore. :-)
Io non credo di essere superiore, non ho fatto la citazione del mio impegno prima ma dopo l'articolo su Slow, ma non mi metto neppure a dare il voto come fa Piero Sardo e per di più un voto definitivo.
Perchè non mi piacciono le associazioni? Perchè slow food l'ho vista nascere e ho visto i criteri di formazione del suo gruppo dirigente e non mi è piaciuto come avveniva. Perchè ho visto come funzionava l'Arci e poi Legambiente e perchè, per fortuna, credo si possa rivendicare l'individualismo a fronte di un associazionismo vecchio e che ha sempre uguali difetti e se volete ne parliamo, ma dicendo le cose vere, in un'altra parte. Dico solo che a Roma slow food è stata commissariata da un uomo venuto da Bra (!!??!!)e tutto il gruppo dirigente se n'è andato lanciando accuse pesanti a cui non ho visto seguire risposte.
Che siano sempre rancorosi e in colpa quelli che se ne vanno?
@J. P. : non mi agito, ho fatto semplicemente una domanda per capire se Stefano si riferisse a quello o meno.
Comunque, ho appena letto il pezzo di Sardo per intero. E' una persona appassionata, e lo rispetto profondamente, ciononostante io in questo caso sto dalla parte di Stefano. E non per piaggeria, ma perché i loro "gesti simbolici" e questi ed altri proclami in salsa ambientalista sul "consumo responsabile" sono distanti dalla mia sensibilità come Plutone dalla Terra, se non di più. Dovremmo smettere di mangiare quello che ci piace solo perché a loro non gli va giù?
@bonilli
Le tue critiche generiche alle associazioni e alle battaglie di potere che si consumano all'interno possono trovarmi in accordo, ma solo da un pdv generico e teorico. Molto meno la tua critica alle campagne strillate e l'inno a un liberismo selvaggio che magari può star bene a un Farina, ma non ritrovo nelle tue corde e nella tua storia.
Per quello che concerne Roma, sicuramente sei più informato di me. Ma, mi sorge spontanea la domanda: si è trattato di un caso unico sulle 400 condotte italiane. E nelle altre 399? Tutti fedeli alla linea, succubi della politica del centro?
Io comunque rispondo alla tua ultima domanda. Si', chi se ne va è solitamente rancoroso (chi piu', chi meno).
@farina
Prendo nota che il consumo responsabile e' lontano dalla tua sensibilita'.
Trovo ancora una volta conferma che troppo spesso l'uso dei termini "libero" e "libertà" viene confuso con la rivendicazione di poter fare quello che cazzo ci pare.
(La locuzione volgare e' la citazione di uno sketch di qualche anno fa mandato in onda da "TeleKabul").
Comunque, ti invito a esprimere un commento serio sulla campagna "Difendiamo l'Etichetta" e giustificarmi in questo senso l'ultima tua frase che trovo di una superficialita' e faziosita' enorme.
Difendiamo l'etichetta è una faccenda assolutamente sacrosanta e da sostenere. Una cosa mi incuriosisce: di che faziosità mi accusi? Faziosità anti-slowfood? Spero proprio di no, perché i miei sentimenti sono proprio il contrario.
@ JPSullivan
Vedi, io ho fatto tutti i passaggi che uno della mia età e con una storia di sinistra (boh? che vuol dire oggi?) può avere fatto. Se penso anche solo alle ultime elezioni e vedo cosa poi hanno fatto quelli a cui ho dato il mio voto mi incazzo e vergogno contemporaneamente. Le associazioni le ho passate un po' tutte e potrei dirtene i principali difetti ma non è il luogo.
Slow Food? Fa cose buone, molte, ma è diventata ministeriale, istituzionale, slow food ormai per fare le sue manifestazioni deve tessere un rapporto privilegiato coi poteri alti, Alemanno prima, De Castro oggi e san Tampieri sempre. E' un soggetto politico e politicizzato che stringe l'occhio cinicamente a tutti, AN? DS? Di Pietro? l'importante è che passino le sue parole d'ordine. Io di questa lobying tra il consumerista e il politico con un occhio sempre rivolto al mondo (vedi Terra Madre)non so che farmene, non ci credo, vedo crescere solo gli aspetti "partitici" che per me vuole dire degenerativi e sento tanta insofferenza di questa super associazione.
D'altra parte, nel mio piccolo, sento crescere l'antipatia per il Gambero Rosso visto come potere.
Se siamo antipatici noi che di potere ne abbiamo lo 0,0001% pensa cosa deve essere per slow?
Comunque buon lavoro e spero che le critiche vengano accettate, non come lo scorso anno quando l'inchiesta del Gambero Rosso su slow food, secondo me buona e obiettiva, è stata presa come un attacco di lesa maestà. Allora io sono rimasto trasecolato per la reazione che ha provocato.
Che vuoi, io sono un criticone, chiedilo ai miei...
scusa Bonilli ma tu dici che Slow food e' ministeriale e poi fai la premiazione delle tre forchette in campidoglio, il comune di Roma con sindaco annunciato e poi assente..???
come spesso dice gumbo.. non capisco..Se non ti va a genio slow food perche' ne parli??Perche' apri uno stand al salone del gusto??
Sei contro le associazioni ma non dimenticare da dove sei partito...
Direttore,
per evitare le derive delle quali parla secondo me bisogna fare in una sola maniera: tornare in mezzo alla gente e parlarci possibilmente in maniera ancor più diretta. L'autoreferenzialità,il potere, il narcisismo, il successo se fine a se stesso, le vendite sono tutte cose che alla lunga possono corrodere il rapporto con il proprio popolo di riferimento. Secondo me alla fine ciò che piace è la concretezza, il fine dichiarato perseguito con mezzi che con il fine stesso hanno a che fare. E secondo ma alla fine di tutti i discorsi si torna a quella famosa massima di un grande pensatore italiano che però ripropongo con una piccola modifica : "il fine non giustifica i mezzi".....e le persone per i mezzi che usiamo sono attente e ci giudicano.
Ciao
Ho letto il pezzo. La prima cosa che mi viene in mente è che a me pare che Slow Food e il Gambero Rosso abbiano un nemico principale in comune: l'ignoranza (riguardo il cibo) e la superficialità con cui la maggior parte sceglie le cose di cui si nutre.
Slow Food parte da un approccio e il Gambero da un altro. A me sembrano entrambi utili e quando penso ad alcuni individui di Slow Food che ho incontrato soprattutto in Piemonte mi pare che le due cose possano funzionare senza entrare particolarmente in conflitto. Poi penso ad altri individui - tipo qualche fiduciario in Emilia Romagna di cui ho letto un pezzo che mi sembrava un po' da fanatico - e mi rendo conto che non sempre è così.
Dell'articolo su Slow direi che condivido l'idea di fondo dietro la campagna (così com'è espressa dal trafiletto di Cinzia Scaffidi). Non condivido, invece, il fatto che Piero Sardo identifichi i gastronomi ("vecchio stile"?!) come principali avversari. Perchè a me pare che il grosso del danno non lo facciano i gastronomi, ma la folla che riempie carrelli e sacchetti senza far caso a cosa compra; e che non si fa problemi a comprare i prodotti "genuini" dall'amico dell'amico dell'amico che vende la selvaggina, e il pesce che dagli altri non trovi, e chissà cos'altro a prezzo più basso possibile senza mai porsi domande su come è arrivato lì.
Tra l'altro a me pare che i ristoratori più pericolosi in questo senso non siano quelli di alta qualità (trattorie o grandi ristoranti che siano) ma quelli mediocri che a volte si basano proprio su cose come queste per raccattare clienti o fanno di tutto per tenere i prezzi bassi. Sbaglio?
E comunque il pubblico da raggiungere e informare non risponde sempre agli stessi stimoli: una parte è motivata a cambiare abitudini se conosce le conseguenze e i rischi di un certo comportamento (che io, dall'esperienza quotidiana, ho l'impressione sia una minoranza); una parte invece se ne frega ed è motivata a cambiare abitudini dal piacere del gusto. E i toni allarmistici non solo non li convince, ma li allontana addirittura. Poi ci sono quelli che si interessano un po' di entrambe le cose (come me) e sicuramente un'altra serie di combinazioni, ma per ora mi fermo qui che è già una mappazza!
(senza parole)
@T.Farina.Avevo capito e ti do ancora ragione volevo solo ampliare il concetto di egoismo che e' rivalutabile e non sempre negativo...Io riesco a leggervi a questa ora che per voi e' notte fonda. (mi scuso cambio discorso) ieri sera sono stato a cenare da Gero e ne sono rimasto soddisfatto. Sono a San Paolo per lavoro anche se e' pasqua ma non mi posso lamentare perche' riesco a mangiare cose ottime...Un saluto a tutti..
“Il Vecchio ed il Nuovo”
Riflessioni veloci e come sempre distratte e non curate per mancanza di tempo
La vita ci costringe spesso a muovere noi stessi nel tentativo di superare quel limbo insormontabile “del vuoto del senso” che ci attanaglia tutti. Allora ci mettiamo di fronte: l’uno contro l’altro. In questa condizione per avere ragione alziamo la voce utilizzando poi ogni possibile ed altro Mezzo.
Già il Mezzo: “[…] Le persone che hanno poco da dire hanno spesso potenti canali per comunicare; i loro dibattiti consegnano un senso di vuoto; arrivano ad affermazioni scontate facendo apparire le loro scoperte più clamorose, restituendo così quell’odioso senso di potere precostituito che in tempi diversi avevano deciso di combattere […]”.
In questo modo un illustre ed interessante intellettuale del gusto definiva in un suo articolo, per noi altri poveri e mortali, le coordinate necessarie per orientarsi all’interno dell’attuale critica del gusto. Il senso del suo discorso sembra essere riferito al fatto che essa da anni promuove soprattutto se stessa alla ricerca di spazi sempre più importanti: almeno questo io ho capito.
Nel mentre il mondo “altro” gira segnando aree di riflessioni e di analisi sempre diverse.
E’ un movimento inarrestabile che articola le sue ragioni attraverso mezzi che sembrerebbero non adeguati se paragonati ai megafoni megafonanti in uso.
Però…..
Il discorso allora sul chi fa e che cosa fa e chi lo ha fatto per primo sembra sbiadire divenendo una sorta di fuori campo sonoro (sonorità del coro?) sfocato nella dissolvenza incrociata che lega comunque una chiesa ad un’altra chiesa della produzione intellettuale e squillante sul mangiare, ma non solo.
Nelle sacrestie di tali chiese si onora il padre senza rendersi conto che i figli sono cresciuti.
Liberi di muovere i loro passi, poiché marginali rispetto ai grandi agglomerati del sapere, non hanno avuto paura di cercare di “spostare i limiti del confine dei nostri orizzonti organolettici”, ma non solo.
Tale movimento in avanti certamente può essere sbagliato relativamente ai risultati ma non nel valore che riconosce al movimento stesso: di cambiamento delle cose: cioè quello che era estremamente necessario fare.
Se guardata da questo punto di vista non solo la Sua polemica a distanza con il Movimento Lento – io amo invece la velocità - si commuove, ma anche ciò che in questi anni si è dibattuto sulle questioni del gusto prende una forma diversa.
Sinceramente credo che gli elementi del sistema gusto che hanno rappresentato l’ossatura intorno alla quale tutta la critica studiosa si è mossa e continua a muoversi erano vecchi gia una decina di anni fa.
Tornando alle Chiese è proprio in questi luoghi che ho imparato ad essere nel coro.
Già il nostro coro! Un nostro vecchio parroco che amava mangiare di fino, e che era il Magnifico Direttore, accettò di lavorare, nell’approssimarsi della pasqua, ad una rappresentazione nella quale il cibo era il filo conduttore che univa i diversi quadri viventi.
Ed il coro commentava tutta la storia.
In verità attraverso il nostro testo riuscimmo a far passare la nostra visione della vita di Cristo.
E fu la festa.
“[…] I cuochi del Re giocavano in tre
al gioco dell’oca
l’acqua pure era poca
mancava la cuoca
ed al gioco dell’oca
giocavano in tre i cuochi del Re.
Convocato d’urgenza il grande consiglio
il Re tacendo l’enorme bisbiglio. […]
Dopo il consiglio nel quale fu messo al bando il povero Cristo il Re risolta la situazione decise infine che tutti dopo la carestia dovessero far festa
“[…] Dopo l’editto ci fu l’armonia
nelle cucine carne grasso e cosissssia
Ogni sera orge feste e benchetti
eran presenti li cortigiani tutti
Marchesi Duchi Principi in abbondanza
tranne qualcuno (?) che facea da pietanza.
Ed i cuochi felici di tanta grazia
davano di sega coltello e spezia […]
[…] Trillala trallalla chi in cucina sii san far
un forma in crema aurora con le…..... della Suora
Trillallla tallallo […]
[…] Si fecer Mercati di Miti e Memoria
Nessuno però ci disse come finì storia
La storia se scritta non cambia la sera
Non cambia il mattino malgrado l’aurora
Cambia la vita ogni volta che nasce
Ma non il Poter che al pascolo pasce.
Ed allora il Re ….[…]”
Ma il tempo è tiranno ed il mio mestiere di lavapiatti impone dei tempi rigorosi. Pertanto debbo chiudere scusandomi se le mie considerazioni alla luce delle Sue conoscenze, ma non solo, risultassero prive di fondamento. Come ho già detto sono di fatto semplici frettolose e personali opinioni
Roccacerro nel giorno del Cristo Risorto
Mario Iacomini
di professione Nullafacente
“Sto sperimentando il valore del mio nulla attuale”
Una summa di letture e argomenti affastellati. Non ho capito quasi nulla, non mi è chiaro cosa c'entri Cristo e comunque se lei è nullafacente e lo presenta come una medaglia capisco ancora meno.
Gentilissimo Dott. Bonilli
In realtà di letture c'è solo l'articolo a cui ho fatto cenno, citandone un estratto.
L’argomento non era forse il Vecchio ed il Nuovo?
Il vecchio se non ho capito male per il Movimento Lento è rappresentato da Lei, il prototipo del vecchio gastronomo; mentre il nuovo sembrerebbe essere proprio lo Slow Food. Giusto?
Io ho seguito la linea di ragionamento che Lei ha indicato presentando in maniera forse affastellata - “voglio essere chiaro, ma spesso non so dire” - , il mio punto di vista.
Non è stato Lei a parlare di Chiesa?
Non ha implorato una voce fuori dal coro?
Allora recuperiamo tutto:
1) Il Vecchio (la critica del Gusto) ,
2)) Il Nuovo (le esperienze di ricerca marginale – ricorda la stagione del teatro delle cantine romane che cambio il volto della proposta culturale alla nostra città qualche decennio fa - che hanno comunque aperto altre strade),
3) Le Chiese ( la critica del Gusto, senza distinzione di testata, come luogo di celebrazione di un’idea del gusto oramai normalizzata), e collegato ad esse il valore del coro recuperato alla sua stessa funzione
4) Il prete ( l’officiante e direttore del coro)
5) Il Povero Cristo (perché siamo tutti figli di Dio)
6) La rappresentazione del Povero Cristo Morto ( il nostro modo di dire la nostra)
Roccacerro in ogni istante
Mario Iacomini
di professione Affastellatore
“Sto stratificando su piani orizzontali la mia idea verticale di Gusto”
@bonilli
Se riesco a farmi largo tra le esternazioni iacominiane, provo a commentare... :)
Capisco che è proprio la tua storia e la disillusione ad alimenare il ph di qualche tuo commento. Oh, ma è comprensibile, il blog è tuo e quella è la funzione... :))
A parte lo scherzo, un paio di considerazioni. Troppo spesso secondo me ci sono interpretazioni sulle mosse di SF e aspettative in merito. SF collabora con Ghigo e Alemanno. Ecco i pericolosi opportunisti. Salvo poi, quando Carlin dichiara un appoggio esplicito alla campagna di Bresso, aprirsi il cielo!
Le olimpiadi? Tutti a lamentarsi che fosse tutto in mano a McD e a stigmatizzare la passività di SF, (A fare che, poi?). E potremmo continuare con molti esempi.
In fondo non mi sembra cosi' strano che l'associazione segua propri percorsi. Questi, talvolta, portano a collidere con personaggi in palmo alla sx (Veronesi), in altri casi, come nell'attuale campagna per le Etichette, a collaborare in una degna operazione bi-partisan (a quando le proteste per il consociativismo?).
Notarella sull'inchiesta di GR dell'anno scorso. Anche a me è parsa un po' sopra le righe. Quasi a privilegiare l'immagine di gruppettino pittoresco, visionario e catastrofista, rispetto a una realtà diffusa di una associazione che lavora molto, anche nel quotidiano e nel concreto. Se molti hanno colto questo tono nell'inchiesta, forse vale la pena di rifletterci... dopo essere trasecolati.
@farina
Ho apprezzato molto il tono della tua risposta, soprattutto quella privata. Contenti entrambi che (notizia dell'altro ieri) i primi effetti della sollevazione pro-legge 204/2004 si siano fatti sentire in parlamento.
Diciamo la verità, slow food non ama le critiche e mentre tu sei sempre cortese e corretto capita che all'inchiesta dello scorso anno si sia risposto con una circolare "riservata" inviata ai governatori e molto dura nei confronti del Gambero Rosso e miei.
Dio mio, dico io, non siete abituati alle critiche ma solo a lodi, persino sperticate, la volta che appare un'inchiesta vera - magari dai toni sbagliati (!?!) ma che diceva tutte cose non smentibili - la prima reazione è invitare al boicottaggio del Gambero Rosso?
Poi i rapporti tra persone sono amichevoli ma io ho ormai la fama dell'antipatizzante e invece sono solo uno che non ha amato e non ama i toni sciamani - per dirla come Bertinotti rivolto a Petrini a Terra Madre-
Otto anni passati da fiduciario a Firenze non sono pochi, ti assicuro James P. Sullivan, e il fatto che tu qualifichi chi va via come rancoroso vuol dire non conoscere bene la situazione di Slow Food. Io sono andato via senza sbattere la porta ma ha ragione Bonilli che Slow Food rimane un'associazione dove non è possibile criticare. Il caso della Toscana è emblematico, tieni conto che dopo dieci anni di onorata collaborazione con la guida Osterie d'Italia ho ricevuto il "Niet" da parte della attuale presidente nel proseguire la collaborazione e ti assicuro che i rancorosi sono i vari governatori e fiduciari(non tutti ovviamente) rimasti. Sta di fatto che succedono cose comiche:una condotta va a visitare una cantina posta in una provincia diversa ed il fiduciario scrive una lettera di protesta per "invasione territoriale"!! Tornando al post iniziale, la posizione in cui più mi ritrovo è quella di Marco Bolasco. SOno d'accordo quindi che molte iniziative siano buone e giuste. E' l'idea di essere perennemente soli contro tutti che alla lunga stufa..e forse il fatto che i soci nazionali siano in calo e che l'associazione, come accennava Bonilli, diventi sempre più simile a Legambiente, con più attenzione alla politica che ai soci aiuta a non creare simpatia. Se poi abbiamo voglia di ritirare fuori il discorso di Eataly andiamo pure..
Leonardo, il mio commento era evidentemente relativo al contesto della discussione con Bonilli. Non vorrei che tu ti fossi sentito "toccato" per la mia opinione. Proprio il fatto che tu sia andato, per usare i tuoi termini, "senza sbattere la porta" è a mio parere degno di rispetto.
Resta però il fatto che combattere una battaglia ed emettere giudizi ha più senso dall'interno della nave. Meno (soprattutto se la battaglia è "strillata") dopo averla abbandonata.
Non direi che la Toscana sia un caso emblematico (come non lo è Roma) della situazione di Slow Food. Anzi per quel poco che so, mi pare sia assai peculiare e fortemente viziata (molto più che altrove) da giochi di potere e conflitti di campanile esacerbati. Conosco anche se superficialmente, o per le parole di amici, le valenze di alcuni personaggi che hanno lasciato, per cui posso comunque comprendere e accettare le tue riserve sulla mia battuta.
Nello specifico, da lettore di Osterie, aggiungo che la parte da te dedicata a vinai e trippai fiorentini mi pareva piacevole e ben fatta e ritengo il "niet", cui fai cenno, piuttosto spiacevole.
D'accordo anch'io sull'apprezzamento per il post di Bolasco mentre per contro non mi pare che Legambiente ci azzecchi molto.
Figli alla ricerca dei Padri
Considerazioni strampalate e senza cura per mancanza di tempo
Gentilissimo dott. Bonilli
I Movimenti Lenti - io che amo invece la velocità - hanno rappresentato un punto di riferimento che ritengo straordinario. Dentro le Vostre parole che segnavano allora una possibile prospettiva, molti, me compreso, si sono formati. Avendo un sapere a cui riferire la propria volontà di lavoro hanno guardato il mondo che li circondava iniziando a ricercare.
Hanno assaggiato per capire, nei luoghi segnalati: facendo il giro: la giostra.
Hanno aperto laboratori nei supermercati comprando i microscopi per guardare meglio il gusto nel “Ventre dell’architetto”, giocando poi carte vere alla ricerca del jolly.
Hanno ragionato “sul cielo vuoto come oggetto di lutto” per capire chi lo avesse comprato nel grande mercato del gusto.
Hanno cucinato la “fisiologia del gusto – ma non solo - ” trovandola passata.
Hanno “fotografato” l’immateriale cercando di cucinare la sua forma.
Poi le parole. Le parole che la Cucina indicava, sempre nuove, e trovate infine altre strade si sono forse persi, oppure si sono solo messi in movimento.
Il movimento delle immagini del film che racconta tutta questa storia poi è altro. E altro è l’obbiettivo ultimo che guarda alla cucina non come arte di serie B. (Allora perché non discuterne).
La loro non è una corsa disillusa, Gentilissimo dott. Bonilli. E’ solo una corsa all’indietro, ma non è come quella del rossomeritorio gambero: guarda diverso.
Diverso è anche il mio punto di vista sulle questioni che lo SF affronta.
Al “Buono Giusto e Pulito” di Petrini (testo che ritenevo importante ma non pienamente in grado di offrire tutti gli strumenti per affrontare il Gusto nella molteplicità degli “incastri delle sue conseguenze” come dicevo) preferisco - già nel 2000 - il Piacevole, individuandolo inoltre, mi ripeto per essere chiaro nel mio discorso, come area della ricerca per una Nuova Pedagogia Alimentare – se Lei ci riflette bene vedrà che mi darà ragione - , ma non solo.
Ho idee diverse - già nel 2000 – anche sul tipico. Non sul tipico tipico, ma sul concetto di tipico.
Ho idee diverse sul valore del Sapore Neutro ritenuto – almeno per quanto è alla mia conoscenza - quasi un non sapore. Per me infatti è altro.
Ho idee diverse.
Anche sulla cucina: “ per me cucinare rappresenta un Atto Politico, di trasformazione dell’esistente - specifico che sto parlando di gusto – “ .
Solo questo ma anche altro
Allora ritengo necessaria - già nel 2003 anno in cui ho iniziato la mia stramba forma di comunicazione - una discussione proprio sul Vecchio e Nuovo, e quindi sulle cose che insieme potrebbero fare. Tra l’altro – guarda il caso - rappresentano i termini del mio discorso… e poi ci rimandano al grande sovietico ed alla sua teoria generale fonte inesauribile di ragionamenti.
Adesso però il mio mestiere di lavapiatti mi costringe di nuovo al lavello cosi come la mia idea di sapore al coltello. Si ricomincia la masnada
Roccacerro nei giorni della mia solitudine
Mario Iacomini
dal xxv secolo Marte a.C.
di professione “Futurologo”
“Sto declinando il Presente al Passato del Prossimo Futuro”
p.s. Sull’introduzione del Povero Cristo Morto come tema di discussione: ieri era Pasqua.
Inoltre per favore non ditemi che quello che sto facendo all’interno del mio nuovo mestiere di Futurologo sia Ovvio. Non è così in questa nostra società.
Iacomini, mi risparmi!!!!!
Roma non è peculiare. La Toscana non è peculiare. Temo che le critiche non siano peculiari.
E come al solito è fiato perso perchè è un dialogo tra sordi e quindi amici come prima.
Bonilli, Bonilli... sapevo che eri li' in agguato.
Roma e' una condotta su 400. La Toscana e' una regione su 20. A cercarle con il lanternino non si sarebbe potuto fare di meglio.
Ti lascio il thread. Continua pure con Voice e Iacomini.
:-D
in uscita siete piuttosto fast :-)
Sul risparmio ed altre cose
Riflessioni veloci e senza cura per lo stesso motivo di sempre
Il risparmio non è una forma di cautela?
Allora per risparmiarLa dovrei forse essere avveduto risparmiando…. fiato?
Se è così, allora il suo “mi risparmi!!!” è un’importante indicazione di percorso. Grazie, sinceramente.
Se invece la “proposta di risparmio” è relativa ad altro….. non so!
Il discorso sulle critiche non “peculiari” ?
Se è riferito alla “polemica” che ha aperto questo breve spazio di discussione, scusate sono “critiche vostre”.
Se riguarda invece i miei ragionamenti sul vecchio e nuovo, e sul mio punto di vista “diverso” relativamente anche allo SF, allora debbo ammettere di nuovo di non essere stato in grado di dire le cose pur volendo apparire sempre chiaro.
Eppure ho fatto tutto il mio possibile cercando inoltre di attenermi di nuovo ad una sua indicazione sulla necessità di essere sinceri contenuta più sopra in quel ”Diciamo la verità……”.
E’ per questo che mi sono mosso ragionando sulle cose sinceramente – lo potevo fare? - , con la consapevolezza però che la sincerità a volte non corrisponde alla verità dei fatti. Proprio per questo già mi ero espresso in merito al valore del mio punto di vista “scusandomi se le mie considerazioni alla luce delle Sue conoscenze, ma non solo, risultassero prive di fondamento. Come ho già detto sono di fatto semplici frettolose e personali opinioni” .
Io alcuni - troppi ? - ragionamenti comunque li ho prodotti. Riguardano innanzitutto la relazione possibile, secondo me certa, tra cucina e comunicazione anche quella espressiva. E di questo volevo discutere discutendo del "vostro discorso su vecchio e nuovo". Tra l’altro è da questo mio spazio della mia ricerca che, forse sbagliando, leggo le cose che accadono in giro come l’uscita di un libro importante; un libro che non mi ha soddisfatto. Allora perché temere!!!
Mario Iacomini
senza lavoro
Bonilli, apprezzo la malignità: ma, in questo thread, lungi da me negarti la primogenitura della fuga.
Quoto: "come al solito è fiato perso perchè è un dialogo tra sordi"...
:-)
Preciso pure che, da quando frequento la rete in amabile cazzeggio (FidoNet, Usenet, Web), ovvero più o meno da dodici anni, parlo esclusivamente per me stesso. Quindi l'uso della seconda persona plurale è improprio.
Passata la Pasqua, oggi mangero' capretto.
Ho la tua approvazione?
:-)
Solo una precisazione: l'articolo di Piero Sardo è uscito su Slowfood, la rivista italiana dell'associazione, e non su Slow, messaggero di gusto e cultura, che esce in sei lingue, ed essendo destinato ai soci internazionali – dal Giappone al Messico – si occupa di questioni d'interesse mondiale, e pertanto anche nella citazione dei personaggi (e dei gastronomi) utilizza riferimenti comprensibili ai quattro angoli del globo.
James,non conoscendoti mi fa piacere che tu rimarchi il fatto che parli per te stesso. Venendo da una lunga esperienza SF nella quale le persone parlavano per il ruolo che avevano e non perchè teste pensanti è un bel passo in avanti. Riguardo a Stefano Bonilli, sono d'accordo sul dialogo tra sordi; ci si confronta quando si ha voglia di capire le ragioni dell'altro. Altrimenti diventa un puro esercizio di stile nel quale quello che dice l'altro serve solo a trovare materiale di contrapposizione. Ho cercato a lungo un dialogo che non è mai arrivato e quindi meglio trovare una strada in proprio. Sul fatto che Roma e Toscana siano solo realtà peculiari..vogliamo parlare della Campania e Vito Puglia che è scomparso? O della condotta di Alessandria e Maurizio Fava? Insomma, esempi ce ne sono a iosa, si tratta di capire che il vento è cambiato e quindi se uno non si adatta fa bene a venir fuori dal gruppo. Riguardo al fatto che bisogna lottare dall'interno io l'ho fatto inutilmente per molti anni poi ho capito che era fatica sprecata. E' giusto evitare di usare toni acrimonosi ma allo stesso tempo tacere completamente dei problemi è altrettanto inutile
Quindi - Dio mio - Gambero Rosso e il suo direttore non sono materia di citazione comprensibile ai quattro angoli del globo? Ma ne siete sicuri redazione?
Eppure io a Tokyo sono andato anche in Tv, negli States abbiamo appena avuto degli articoli e in Argentina siamo noti grazie a Scarpato (ignoto ai tre angoli ma lì noto).
Mannaggia, vorrà dire che mi darò ulteriormente da fare per essere anch'io sul "messaggero di gusto e cultura" come gastronomo-egoista ma la cui citazione sia comprensibile almeno a due/tre angoli del globo :-)
Leonardo, i riferimenti alla condizione di Roma e Firenze li avete fatti per primi tu e Bonilli. Io ho commentato che non sono emblematici e totalizzanti di una associazione presente in 400 condotte sul territorio. Tu rincari la dose parlando di Puglia e Fava.
Certamente possiamo trovare ulteriori esempi di fiduciari e governatori in dissidio con la sede nazionale, piuttosto che in guerra con il vicino, per motivi che vanno dal prosaico al futile.
Il punto della discussione pero' non e' qui.
Il dialogo tra sordi nasce nel momento in cui, magari sull'onda di un afflato emozionale, si fa passare l'immagine di un gruppetto di esaltati "ambientalisti con venature semi-religiose" (sic!), di una lobby che strizza l'occhio ai soggetti politici che più fanno comodo.
La critica e' legittima quando e' costruttiva. Spigolosa finche' si vuole ma non distorcente.
Altrimenti meglio tirare un sano colpo di freno.
E non significa uscirne "fast"!
Baci e abbracci a Alemanno, a partire da Riva del Garda mentre a sinistra si polemizzava sui fascisti al governo - e non solo dall'estrema - non è opportunismo?
Andreotti la chiamava la politica dei due forni, tu dici, ma abbiamo fatto votare Bresso! Appunto, una società con Ghigo, fondamentale nello sviluppo del Salone del gusto, era il socio, e relazioni privilegiate con l'Emilia. Ma se si dicono queste cose non si fa critica politica, si è provocatori.
Dio come mi ricorda un'organizzazione politica da cui sono stato espulso nel '71...!!
saluti fast :-)
Beh, a Sanremo Fassino se ne stava comodamente assiso accanto al suddetto uomo nero.
E ti dirò di più: sempre Fassino, ieri, ha pure ringraziato sua emittenza.
Comunque, si', ormai sei sceso a livello di provocazione.
Bisogna ammetterlo, hanno ragione. Un comportamento troppo provinciale per essere citato su Slow.
Buonanotte. ;-)
Contano i tempi, allora c'era scontro, allora la destra era per la prima volta al governo, ma che c'entra adesso, Fassino e lo sfrangiamento di tutti i partiti. Figurati, c'è chi adesso salverebbe Moro!!! contano i tempi in cui le cose avvengono, comunque se mi dai del provocatore ti pregherei di non comunicare più con me, trovo il metodo vecchio e imbarazzante... per chi lo usa.
Sul peculiare ed altre cose
Ullallalallà... che bella polemica da notte dei lunghi coltelli tutta interna ad un mondo - vecchionuovo? - che non si muove.
Aveva ragione allora voice3868 più sopra con il suo commento: preciso puntuale ed esaustivo nelle interrogazioni.
Ed io sciocco che ho pensato di chiarirlo ulteriolmente
Va bé torno a lavare i miei piatti ragionando ancora su quel peculiare estratto con il quale ho iniziato questi miei interventi: “[…] Le persone che hanno poco da dire hanno spesso potenti canali per comunicare; i loro dibattiti consegnano un senso di vuoto; arrivano ad affermazioni scontate facendo apparire le loro scoperte più clamorose, restituendo così quell’odioso senso di potere precostituito che in tempi diversi avevano deciso di combattere […]”.
Inoltre invito tutti a leggere un pieghevole a firma dello SF capitatomi tra le mani questa mattina e nel quale vengono indicate delle strade per una sana alimentazione nei centri della salute. Interessante ma con alcune precisazioni che inducono a riflettere ancora una volta sul ritardo proprio dello SF, ma non solo, in merito ad alcune fondamentali questioni.
voice3868; Lei ne sa qualcosa? (Cerco alleanza)
Mario Iacomini
ancora senza lavoro
Ma!!! Un attimo...io più su ho detto che per la mia esperienza diretta (=individui che ho incontrato), tutto sommato lo stile Slow Food e lo stile Gambero possono anche convivere pacificamente e voi mi litigate così? Su Andreotti e Fassino poi!? Ci sono le faccine, suvvia... :-)
(io mi riferivo a bonilli vs JPS - iacomini poco fa non c'era!)
Gumbo, si sta a scherza'...
(Almeno io!) :-)
stiamo scherzando, neehh!! è così chiaro (almeno a lui) :-)