18
Apr 2007
ore 18:51
ore 18:51
Gli esami non finiscono mai
... oggi c'erano gli esami del corso di cucina alla Città del gusto. Si controllano gli elaborati degli allievi... è un lavoro stressante :-)
FOTO SIGRID VERBERT
Stefano Bonilli
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notizie in breve

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
Sarà per via della crisi? Può essere, oppure è semplicemente stanchezza, è non poterne più...
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E poi si parla di sovrappeso!! :-PP
Direttore non sa come La capisco. Io sono sottoposto a questa "tortura" quasi tutti i giorni. La Cuoca mi condanna al supplizio della prova delle sue creazioni.....con l'aggravante che prima devo anche far la spesa per comprare gli ingredienti adatti alla bisogna....e Lei ?
Compagni di sventura e di supplizio !
Certo che dopo aver scritto il post sui 5 chili in più, caro Bonilli, sarai già passato a 6? :)
Facciamo a cambio per un giorno?????
Lei davanti al PC a risolvere problemi creati dagli altri.
Io li ad assaporare i Piatti preparati dagli allievi!!!
;-D
ecco sono le 10.17 e gia HO FAME!!!!!!
Farei a cambio volentieri caro Bonilli...
Da non credersi, stamattina il peso era 79,300, quindi direi che la vicenda mi è "costata" sui 200 gr :-)
Quando si dice IL DOVERE
ps Le ultime analisi dicono che, facendo le corna, la macchina-bonilli ha tutti i parametri entro i limiti prescritti e quindi i miei scritti sul sovrappeso e una intelligente attitudine al nutrirsi "cum gaudio" sono coerenti. Insomma, predico bene e pratico benino, non dico bene ma con il lavoro che faccio...
Ormai ai sensi esperti basta guardare il piatto e piluccare per capire chi e che cosa si ha davanti. Poco ingrassante, vero? ma certo è stressante. Mi capita di farlo per le gare tra allievi negli istituti alberghieri per le prove di cucina: e qui nasce un altro problema. Lì al Gambero, da quello che vedo e leggo, mi pare sia tutto coerente tra teoria, pratica e il mondo che c'è fuori. Avete mai assististo a una prova nelle scuole ordinarie?
Se interessa se ne può pure parlare.
Mi interessa eccome sapere/vedere come va nelle scuole ordinarie. Cosa si intende per ordinarie?
Bene.
Primo esempio.
Scuole alberghiere appunto. Oddio penso che da non tutte le parti sia così. E certamente quel che dico vale per quel che ho visto.
Grande impegno. Via vai; Grande animazione come è giusto che sia. I migliori lì in gara. La giuria che giudica e dà voti. Il resto degli allievi spettatori impazienti in attesa della campanella che suona la fine delle lezioni ordinarie. Prima prova: cucina di sala. (Oddio ma si fa ancora? - mi chiedo- Sì). Ecco che allievi di sala e non di cucina, che devono preparare in pochi minuti farfalle al salmone, filetto di cernia e banana split. Il maestro che dà qualche dritta. L'allievo si impappina.Risultati? Qualche capitombolo, qualche catastrofe, qualche buon ok. Là dentro nella scuola ordinaria così, ma fuori, (e dove? e con quale risultato con l'arietta che tira!) può oggi permettersi un cameriere, seppure di garnde esperienza e in un grande albergo, di cimentarsi al fornello a spirito per preparare che cosa e per far da mangiare a chi?
C'è coerenza tra buona teoria, buona o maldestra pratica e il mondo del buon mangiare così come va?
Intanto a scuola è così.
Si, ma ce ne parli un pò in dettagio. Com'è il livello medio?
Ad Majora
Ve ne parlo io se volete visto che ho insegnato in tutte e due le tipologie di scuola.
Le scuole alberghiere fanno parte delle scuole dell'obbligo e quindi gli alunni hanno un'eta media tra i 14 e i 20 anni. Al Gambero Rosso il corso "Professione cuoco" oggi costa intorno hai 7000 euro e nei 2 anni in cui ci ho insegnato io abbiamo constatato che piu del 50% degli inscritti era gia laureato, questo vuol dire che il corso e preso come una seria possibilita per entrare nel mondo del lavoro.
Ditemi chi di voi a 17/ 18 anni prendeva gli esami in maniera cosi seria se non per il motivo di dover passare l'estate a studiare se non si fosse stati promossi.
I ragazzi di professione cuoco invecie si giocano
una parte importante della loro vita perche chi arriva primo all'esame (ma non solo chi arriva primo) va a fare stage da Piccini, Alajmo, Corelli, Barbieri, Iaccarino, Cedroni, Esposito Ecc.
I ragazzi della scuola alberghiera nel 50% dei casi finisce a fare le stagioni chissa dove, un altro 35/40% va all'estero e un 10% finisce in ristoranti di fascia medio alta.
Preferisco non parlarvi del livello di preparazione dei docenti delle scuole alberghiere ma vi assicuro che la situazione è alquanto preoccupante. Con questo non voglio fare di tutta l'erba un fascio, so che ci sono in Italia scuole alberghiere molto buone e dico che è da li che bisognerebbe ripartire.
Apra altre filiali a Palermo, a Napoli, a Firenze, a Bologna, a Milano, c'e' bisogno di formazione seria e di gente motivata altrimenti il futuro del turismo italiano lo vedo molto, molto grigio.
Un saluto,
Fattux
Molto interessante Fattux. Cosa determina il livello basso delle scuole alberghiere? Ci sono ostacoli all'espansione di quelle buone? Perche' il 'mercato' non espelle quelle cattive? E quelle all'estero, sono migliori?
Faccio un paragone con il settore universitario, che conosco meglio. Le universita' italiane fanno schifo (in media, ci sono illustri eccezioni) rispetto a quelle inglesi per un motivo semplice: se un'universita' inglese assume un ricercatore/docente mediocre, perde soldi e alla lunga rischia l'estinzione; se un'universita' italiana lo fa, non succede praticamente nulla (per le scienze poi c'e' un discorso a parte di sottoinvestimento).
C'e' un meccanismo simile nelle scuole alberghiere, che permette che i cattivi docenti sopravvivano?
Man
Non so rispondere a tutte queste domande ma penso che il problema sia nel programma didattico, troppo vecchio, poco motivante, ancorato a concetti ormai vecchi e poco compatibili con quello che succede in realta adesso fuori dalla scuola. Insomma ci vorrebbe una riforma fatta da tecnici specializzati del settore, gente che in questo mondo ci vive e ha successo. Mi e capitato di vedere insegnare ragazzi che si erano diplomati solo tre anni prima!
l'istruzione e una cosa seria e la puo fare solo chi ha gia raggiunto una esperienza convalidata dai fatti. Ogniuno da quello che ha e se non hai niente dai solo il niente.
F.
Caro Direttore,
oggi Aldo Grasso pubblica una mail di una ragazza che dovrebbe far riflettere.
Lei che oltre che essere editore è anche direttore didattico di scuole interessate all'argomento credo dovrebbe avere il coraggio e approfondire l'argomento.
Lo dico perchè so che Lei almeno lo spazio a qualcuno lo ha dato. Talvolta, anche solo per merito.
http://www.corriere.it/corrforum/corriere/Intro?forumid=4