05
Apr 2007
ore 09:41

Le solite cose

< >

Le uova, simbolo stanco di una festa da ingorghi. E poi il Papa che fa la Via Crucis, la diretta televisiva, la lavanda dei piedi. Capretto si, capretto no. La gita fuori porta. Le notizie del traffico con immagini da Firenze sud. I cuochi che danno le ricette per un pranzo tradizionale, no, per un pranzo innovativo, no, per un pranzo a basso valore calorico. Le città d'arte invase dai turisti... 1978... 1999... 2005, 2006, 2007... 2010 il copione si ripete.

 

commenti 38

NOIA. Che p...e. Ha ragione.

05 Apr 2007 | ore 10:03

Si fanno figli anche per questo.
Per rendere nuove ed emozionanti cose che avevano perso di senso.

E poi il trucco è sempre lo stesso, il piacere della preparazione, la trasmissione delle conoscenze condivise.

Pastiera uber alles.

05 Apr 2007 | ore 10:12

je ne sais pas (qua).

Non amo la tv.
Figuriamoci guardarla sotto le feste.

05 Apr 2007 | ore 11:04

ma la tv esiste e... continua a trasmettere le solite cose!

05 Apr 2007 | ore 11:08

"Si fanno figli anche per questo.
Per rendere nuove ed emozionanti cose che avevano perso di senso."
Ecco, io una frase così la metterei in cornice....

05 Apr 2007 | ore 11:38

In ogni caso, auguri di Buona Pasqua a tutti!
;-*

05 Apr 2007 | ore 12:14

è la vita caro Bonilli è la vita, comunque Godiamocela!
Auguri

Ad Majora

05 Apr 2007 | ore 12:26

Grazie caro.
Attento alle cornici. Hanno gli spigoli.

Buona pasqua.

P.S.
Sapori da non dimenticare a Pasqua:

1) Ricotta salata
2) Sugna (per tortani e casatielli)
3)http://it.wikipedia.org/wiki/Pastiera

05 Apr 2007 | ore 13:18

forse tutto mi sembra ripetitivo perchè non ho figli?
Direi proprio di no.

05 Apr 2007 | ore 13:29

Non esageri, forse anche per quello.
Però stavo pensando, provi a fare una cosa. Stavo rivedendo delle immagini di Lucio Amelio fantastiche su you tube.
Amelio era un gallerista napoletano che a un certo punto nella metà degli anni 80 fece arrivare a Napoli Andy Warrol e Joseph Beuys.
Il tema era ripetivo se vuole, Napoli. Ma il progetto piacque e Napoli per qualche anno ritornò capitale della cultura.
Provi ad usare la parola Pasqua con degli artisit.
Chissà

05 Apr 2007 | ore 13:49

E' sempre lo stesso gioco. Guardare le cose con occhi diversi. Più nuovi.

Chiedo scusa per l'occupazione abusiva di spazio e tempo e per i refusi, sopratutto i refusi

05 Apr 2007 | ore 13:52

La mia brianzolissima madre per Pasqua fa sempre tortano e casatiello. Oltre alle uova di quaglia, alla spuma di trota affumicata all'aneto, alla ricotta di bufala con le olive nere, al finto pesce di tonno e patate. E all'agnello in umido.

05 Apr 2007 | ore 14:28

Mai una volta che a Pasqua scoppi una guerra atomica.
Che palle, sempre la solita storia.
Magari quest'anno siamo fortunati e gli alieni invadono la terra e la città del gusto....

Auguri atomici a tutti,

Mucca

05 Apr 2007 | ore 14:33

il turismo spaziale e' nato per dare brividi al primo mondo annoiato. L'anno prossimo per pasqua si potrebbe andare sulla luna a fare la via Crucis. E se invece provassimo a far provare la pastiera agli indios di Oaxaca che muoiono di fame, ai cartoneros sudamericani, o a chi scappa da Darfour? Non risolveremo i loro problemi ma un momento di gioia gastronomica lo daremmo sicuramente. Chi ha chiuso l'ufficio ideali?

05 Apr 2007 | ore 14:43

Caro Direttore, non direi che è solo un problema di TV. Mi pare che siamo in un classico ciclo tradizione - novità - tradizione.

Andrò in Costiera per Pasqua: temo molto l'effetto che dici tu, ma tutto sommato ogni tanto è rassicurante il "back to basics". O no?

Auguri

Carlo Viviani

05 Apr 2007 | ore 14:48

""Si fanno figli anche per questo.
Per rendere nuove ed emozionanti cose che avevano perso di senso."
Ecco, io una frase così la metterei in cornice...."

Invece Cesare Pavese la mette in croce, questa frase, ed è anche più in argomento... ;-)

05 Apr 2007 | ore 15:14

Cesare Pavese, non è il mio maestro di vita.
Anche se come aforista era sicuramente eccellente.


"Ho girato abbastanza il mondo da sapere che tutte le carni sono buone e si equivalgono, ma è per questo che uno si stanca e cerca di mettere radici, di farsi terra e paese, perché la sua carne valga e duri qualcosa di più che un comune gioco di stagione".

05 Apr 2007 | ore 15:49

Non è che perchè uno si è suicidato deve per forza aver ragione!

05 Apr 2007 | ore 18:16

Io sono convinto che se i telegiornali trasmattessero, in queste occasioni, sempre gli stessi servizi nessuno se ne accorgerebbe. Sulla qualità della nostra televisione tanto ci sarebbe da dire. Critiche forse trite e ritrite ma purtroppo sempre attuali.
Un'ultima cosa, non credo che per rendere una vita emozionante e/o degna di essere vissuta sia necessario anche fare dei figli; se li faceste per questo motivo sareste degli egoisti. La mia è una vita bella, piena, goduta, senza figli.....e non la considero una vita di serie B.

Ciao

05 Apr 2007 | ore 20:28

...quanta poca fantasia....ci sono anche figli metaforici.

05 Apr 2007 | ore 21:22

Mi sono distratta un attimo e dalla noia per le solite cose siete arrivati ai figli metaforici?!

Comunque non è mica solo la Pasqua. Anche Natale, l'inizio dell'estate, agosto, ferragosto, la fine dell'estate, l'inizio dell'inverno, l'inizio dei saldi, San Valentino, i ponti più lunghi, la festa della mamma e del papà...uhmm...da qualche anno a questa parte abbiamo guadagnato anche Halloween!

Forse a renderli quasi irreali nella loro ripetitività ossessiva è accendere la TV (ma la radio e i giornali sono solo poco meglio) e rivedere su decine di canali, più volte al giorno, a partire da una settimana prima fino a una settimana dopo "l'evento" la cronaca inutile di ciò che comunque vediamo e viviamo già da soli nella realtà, con tanto di interviste per strada a gente che ripete le stesse frasi insignificanti.

Nell'attesa dell'eventuale invasione aliena contrastata coraggiosamente da crostacei giganti se non accendo la TV comunque mi sento già meglio...

06 Apr 2007 | ore 00:14

OK.

Chi ha un figlio, vada da lui e gli dica: "ti ho fatto perché la mia vita era diventata noiosa e avevo bisogno di un'emozione forte".

06 Apr 2007 | ore 01:02

Caro Rossano, questa non è una canzone di Califano.
Le emozioni forti e la noia li lascerei da parte.
Ho solo cercato di raccontare come il senso delle cose passa anche attraverso il racconto.
Tanto per restare in tema quindi, a cosa servirebbero le ricette altrimenti?
Perché non lasciare una "emozione" gastronomica unica ed irripetibile.
Sfugge alla modernità "progressista"il concetto di ripetizione.

06 Apr 2007 | ore 07:44

A proposito leggo sul corriere che la Sacher compie 175 anni.
Che palle Vienna, la Sacher e Nanni Moretti. Alla fine sempre la stessa torta!

06 Apr 2007 | ore 07:46

Per me però c'è una certa differenza tra tra raccontare cose che hanno una utilità pratica o che aggiungono qualcosa alle conoscenze della persona che ascolta e, invece, ripetere parole fondamentalmente inutili che servono solo a riempire qualche minuto di tempo con poco sforzo e senza neanche essere divertenti.

E vedo anche una differenza tra fare una cosa con una motivazione e perchè piace veramente oppure perchè "si è senpre fatto così", senza mai chiedersi se c'è un'alternativa. Io mi sono sempre chiesta perchè così tanta gente fa la scampagnata con grigliata di Pasquetta restando in coda per ore e trovando ogni angolo di parco e di verde invaso dalla folla quando si può fare tranquillamente il weekend prima o dopo ed è esattamente uguale!

06 Apr 2007 | ore 10:12

Forse dovevo dirla meglio: che palle sempre gli stessi argomenti, gli identici servizi televisivi narrati senz'anima, uguali a se stessi anno dopo anno. Forse dovevo dire questo perchè probabilmente anche l'evento più banale raccontato con amore e passione si trasforma in un unicum.
Forse la noia c'è sempre stata ed è diventata più visibile grazie alla televisione.

06 Apr 2007 | ore 11:23

come al solito anche quest'anno si passeranno le feste spostandosi da un tavolo all'altro.

Comunque ho deciso che pubblichero tutte le foto dei pranzi su Flickr, insieme alla mia piccola collezione di vini e test gastronomici.

http://www.flickr.com/photos/dags1974/

Per il resto buona pasqua a tutti voi!!!!

... e non perdetevi il servizio al telegiornale sui consigli per smaltire i chili accumulati durante le feste..... :-D

06 Apr 2007 | ore 12:42

quest'anno sicuramente Pasqua diversa: non mi muovo da casa mia, niente parenti, niente capretto, niente cucina, niente uova

facciamo un bel brunch e una giornata alla terme, poi cinema e pizza

06 Apr 2007 | ore 15:47

io solo il vero innovatore: pasqua a Roma, da solo per motivi familiari, musica a tutta callara, prima lunga passeggiata, poi pranzo e poi scrittura... un libro...

06 Apr 2007 | ore 16:33

"Forse dovevo dirla meglio: che palle sempre gli stessi argomenti, gli identici servizi televisivi narrati senz'anima, uguali a se stessi anno dopo anno. Forse dovevo dire questo perchè probabilmente anche l'evento più banale raccontato con amore e passione si trasforma in un unicum.
Forse la noia c'è sempre stata ed è diventata più visibile grazie alla televisione."

Forse è colpa della televisione. Forse la televisione è colpa di chi la fa, o di chi la guarda, probabilmente entrambi annoiati. Dell'uovo e della gallina, non dico niente di particolarmente sagace, mi rendo conto.

Io a questo riguardo ho una sensazione. Parlo spesso con i produttori di vino di un po' tutte le parti d'Italia. Essi sono imprenditori, prima di essere appassionati di vino. Quando chiedo loro il motivo di scelte palesemente mediane (ovvero mediocri), ripetitive, che non osano e per la paura di osare si riducono allo sciatto, esce puntualmente un disprezzo profondissimo per "la gente".

Mi dicono la maggior parte delle volte, con mezzo snobismo (loro ovviamente non fanno parte della "gente") mezzo provincialismo (se chiedi esempi ti parlano di quello che passa a fianco per caso o del vicino di casa, non di dati seri sull'argomento), che "la gente è stupida".

A me pare che questa posizione sia il riflesso di una profonda disistima verso sé stessi.

Forse dipende dal fatto che in Italia chi prende le decisioni proprie dell'imprenditore raramente è stato selezionato come il più capace per farlo? Che quindi, essendo imprenditori incapaci, non sanno immaginare altro che un consumatore idiota? E' questo l'impulso impresso costantemente al gorgo emotivo/esistenziale in cui la più ricca cultura del mondo, la nostra, sta pateticamente annegando in sé stessa?

Se persino i figli sono visti come un rimedio alla noia, se non ci si vergogna più di non essere capaci di trovare da sé un senso alle cose, forse è più grigia di quanto pensassi. La speranza è che sia il fondo, e che non rimanga altra alternativa che risalire.

06 Apr 2007 | ore 16:34

Condivido pienamente l'analisi di Rossano Ferrazzano. Ce n'e' da farsi andare di traverso la pastiera... perche' non sono tanto sicuro che il fondo e' vicino. Fino a duecento anni fa ci "salvavano" le guerre. Non posso pensare che la civilta', la cultura, il merito avessero piu' rispetto a quei tempi.

06 Apr 2007 | ore 16:45

e non avevo ancora letto l'intervista a Guido Rossi su repubblica...

06 Apr 2007 | ore 17:05

bonilli vuoi un consiglio??
viaggia di piu' e tieni la tv spenta. viaggiare ti fa sentire cittadino del mondo e non solo di questa italia de merda...altro che auguri..buon viaggio a tutti..viaggiate e vedrete che la noia passa...

07 Apr 2007 | ore 00:11

Gioca facile il Direttore!
Per me Pasquetta a casa ad aspettare gli amici da Lecce ed il martedi la Pasquetta vera!!! Tutti ad Amalfi col traghetto da Salerno.
Più originale di così.....

07 Apr 2007 | ore 10:15

Per me invece una pasquetta metafisica a Mostacciano.

p.s. Ferrazzano sei vermaente poco acuto. Non ho neanche più voglia di ribattere.
Direttore grazie per le precisazioni.

10 Apr 2007 | ore 16:35

Cara Sposa, leggo sul tuo blog che tu hai una figlia. Io no. La differenza più grossa è questa, credo.

A volte si dicono cose che non si pensano fino in fondo, o a cui non si è pensato fino in fondo, o che si intendono in un altro modo, perché in un certo momento, in un certo luogo, suonano bene.

Acuto, ottuso. Non sono un angolo, lo posso sopportare. Da parte mia non trovo alcun motivo per continuare una rappresaglia che mi pare quantomai sterile. Una bella contraddizione, parlando del senso dei figli. Ad una prossima discussione, più felice e sensata di questa.

10 Apr 2007 | ore 20:05

Va bene Rossano, un ultimo suggerimento per dare il senso alla conversazione.
Se hai tempo vai a leggerti questo articolo di De Marchi:

http://www.luigidemarchi.it/innovazioni/psicologia/articoli/05_kundera.html

11 Apr 2007 | ore 11:01

Ciao, sono 2398gr e ho scoperto oggi questo blog, carino anche interessante, ma quanto litigate!Gastronomo vecchio e nuovo, agnello si agnello no,cucina tradizionale destrutturata?E poi ancora, il cibo che governa e fa girare il mondo. Peccato che in alcuni paesi,la disponibilità stessa del cibo è ancora una semplice questione di vita o di morte.

13 Apr 2007 | ore 20:23

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