23
Apr 2007
ore 22:30

Una classifica

< >

E' uscita la classifica dei 50 migliori ristoranti del mondo organizzata dalla rivista inglese The restaurant. Credo sempre meno a queste classifiche e comunque registro che Adrià è primo (sorprendente, chi lo avrebbe immaginato !!!) e che gli italiani, Pierangelini in testa, che è dodicesimo, (il sito di riferimento è il nostro!?! e infatti non ci hanno fatto votare perchè il regolamento impedisce di votare per sé stessi e quindi Gambero Rosso... Editore non ha potuto votare Gambero Rosso... ristorante) sono nella classifica con Le Calandre al 16, il Pescatore al 31, Enoteca Pinchiorri al 41, Cracco Peck al 42, Combal.Zero al 46.

commenti 51

Non serve nemmeno sprecare una parola su questi elenchi. Chi li gradisce se li tenga pure.

23 Apr 2007 | ore 23:31

Mi spiace, ma non sono d'accordo con Tommaso Farina. Credo, al contrario, che chi ha autorevolezza in materia, in particolare chi può vantarla anche in campo internazionale, dovrebbe alzare la voce e spiegare (senza lamentare "ingiustizie") perché è scorretto includere solo quei pochi ristoranti italiani, o perché non è giusto che navighino a mezza via nella classifica mondiale.
Naturalmente, sempre che sia vero che i ristoranti (e non gli chef) italiani siano all'altezza o migliori di quelli stranieri che li sopravanzano.
Tra le persone che conosco, che si occupano di critica gastronomica e che hanno sbocchi all'estero, mi viene in mente un solo nome ... ;-)

24 Apr 2007 | ore 13:44

Però leggendo le regole di votazione e dando per scontato che vengano rispettate, mi pare che il problema sia (anche, o principalmente) che gli stranieri non conoscono o non apprezzano i ristoranti e i cuochi italiani.

La giuria italiana è formata da 31 persone, che devono votare al massimo 2 ristoranti italiani su 5 voti a loro disposizione, escludendo i localia cui sono direttaemnte collegati e scegliendo solo locali in cui sono stati negli ultimi 18 mesi. Gli stranieri delle altre 20 zone, con i loro 31 membri di giuria per ogni zona, evidentemente NON scelgono spesso l'Italia. E magari neanche gli italiani hanno scelto 2 ristoranti italiani...

24 Apr 2007 | ore 14:22

Cara Pia, per quel che riguarda il premio, le cose funzionano così: 651 persone sparse per il pianeta, che per tommaso sono 651 incompetenti prezzolati pur svolgendo professioni come il cuoco, il ristoratore o il giornalista, suddivisi per zone, esprimono 5 preferenze per altrettanti ristoranti (e non chef). Hanno un solo obbligo: non votare più di due locali del loro stesso paese.
E' in questo 2+3 la chiave per capire molte cose per quanto riguarda le posizioni dei posti italiani in classifica: i nostri grandi non sono arcifamosi nel mondo come americani e inglesi, francesi e spagnoli, olti dei quali premiati da guide universali come michelin e zagat, e a loro vengono così meno quei voti che alcuni, in buona fede sia chiaro, agli angoli dell'impero danno più per glamour, fama, marketing mediatico che per esperienza diretta.
E' un po' quello che accade con il Plalone d'Oro calcistico: chi fa gol ai mondiali o in champions league lo vince perché la tivù porta questi eventi ovunque, a differenza dei campionati nazionali.
certo che da tommy arriva una critica costruttiva.
mettiamo pure che siamo davanti a 50 incapaci bruciapentole e imbrattapadelle che hanno corrotto, ipnotizzato, traviato 651 coglioni corrotti, ma chi mettiamo al loro posto? dei cuochi intendo?

24 Apr 2007 | ore 14:29

oloap, tra l'altro io che non sono neanche parte n causa e mi limito ad osservare i fatti ho contato 22 zone; moltiplicato 31 (membri di giuria) diventano 682 votanti totali. Di cui al massimo 42 dall'Italia.
Chissà chi è riuscito a corrompere Joshua Tse, Zhang Jin Jie, Abhijit Mukerji, Shriji Arvind Singhji, Roman Rojnikovskiy, Anna Lyudkovskaya? Già riuscire a spedire a tutti questi una mail senza sbagliare il nome è un impresa! :-)))

24 Apr 2007 | ore 14:52

scusate, dimenticata un pezzo: al massimo 42 dall'Italia per l'Italia.

p.s. Comunque, per chi non l'avesse notato, l'elenco dei votanti è visibile da chiunque, pubblicato sul sito ufficiale di cui è presente il link nel post di bonilli.

24 Apr 2007 | ore 14:56

...nooo, ho sbagliato a digitare! Ehm...62 non 42. Ops,basta ora sto zitta, promesso!

24 Apr 2007 | ore 15:01


È qualche anno che seguo questa classifica e, pur con infinite perplessità espresse da chi mi ha preceduto, non la trovo completamente priva di interesse.

Certo, si sente chiaramente la soggettività di giudizio di critici stranieri. E, certo, ferisce il nostro orgoglio e il nostro gusto, e qualche volta anche il buon senso, non vedere alcun italiano nei primi dieci dove invece campeggiano australiani e americani (addirittura due ristoranti americani che , se non sbaglio, hanno il medesimo chef).

Superato questo shock, devo ammettere che la classifica, se non altro come stimolo per le discussioni, è intrigante o quantomeno provocatoria.

Due i pregi che vedo
1/ rompe il quasi-monopolio misclen su questi temi internazionali
2/ ha un sistema di votazioni che, da quel che dicono, è piuttosto articolato e ha una sua serietà.
Una cosa che mi è piaciuta è che il numero di “grandi elettori” francesi è uguale a quello degli italiani. Per l’Italia ad esempio hanno votato questi 30 che non sono proprio gli ultimi arrivati: Raffaele Alajmo, Fabio Barbaglini, Marco Bolasco, Stefano Bonilli, Massimo Bottura, Pier Bussetti, Riccardo Camanini, Moreno Cedroni, Anna Claudia Grossi, Roberta Corradin, Carlo Cracco, Luigi Cremona, Enrico Crippa, Anthony Genovese, Giorgio Grigliatti, Paolo Marchi, Elisia Menduni, Maurizio Menichetti, Bob Noto, Davide Paolini, Fulvio Pierangelini, Piero Pompili, Lucio Pompili, Lugi Riccadonna, Alfredo Russo, Davide Scabin, Ciccio Sultano, Marco Trabucco, Mauro Uliassi, Enzo Vizzari. Per saperne di più http://www.theworlds50best.com/


Lascio ovviamente a chi c’era un giudizio più attendibile, e già vedo che Bonilli adombra qualche dubbio.

Ciao
Glue Nic

24 Apr 2007 | ore 15:13

Paolo è stato molto chiaro. Credo che, con i dovuti distinguo, questa classifica stia al mondo delle classifiche come la Zagat sta al mondo delle guide.

Detto questo può farci riflettere ancora una volta sul mondo della comunicazione e sull'importanza di creare un nostro standard qualitativo che molto incide sulla percezione all'estero della qualità dei nostri ristoranti. Non c'entra nulla con l'abilità e la competenza dei nostri chef ma è un argomento importante del quale si parla poco.

24 Apr 2007 | ore 15:30

Mai detto che non siano autorevoli (domani, se vi interessa, uscirà un mio pezzo sul giornale in cui dirò la mia). E Paolo, non ho mai lasciato scritto che si tratti di "prezzolati", "incompetenti" o simili: questo me l'hai messo in bocca tu, e non so il perché. Non mi piace quando qualcuno mi fa dire cose che non ho detto, specialmente quando è evidentissimo agli occhi di tutti. Ho parlato solo degli elenchi, della brama classificatrice, delle graduatoriette. Non mi piacciono quelle di Wine Spectator, non vedo perché mi dovrebbero piacere quelle sui ristoranti. Oltretutto, il particolare del sito web sbagliato di Pierangelini è veramente incredibile.

Fatto sta che ho criticato questa classifica, e in tre sono saltati su a difenderla, manco gli avessi messo in dubbio l'onore della nonna. Perché tutto questo zelo apologetico? Suvvia, un po' di allegria.

24 Apr 2007 | ore 15:34

tommy, qui ci sono delle persone che cercano di discutere un certo argomento e ci sei tu che ci dici che "Non serve nemmeno sprecare una parola su questi elenchi. Chi li gradisce se li tenga pure", salvo avvisarci che domani uscirà un tuo pezzo. forse è meglio che tu ti metta d'accordo con te stesso medesimo proprio tu...
io dico solo, e gumbo lo ha capito al volo e gli altri pure, che il lavoro di 651 persone non è paragonabile alla flatulenza della scimmia dalle chiappe rosse, cosa - questa sì - a cui io non dedicherei nemmeno la prima sillaba di una parola qualsiasi

24 Apr 2007 | ore 16:10

Come per il vino c'era il palato tarato sul cabernet e se tu produttore di vino non producevi un cabernet finivi in coda nelle degustazioni internazionali, così per la cucina italiana scontiamo la nostra marginalità perchè molti dei votanti non conoscono i cuochi italiani, non sono mai venuti in Italia, non sanno chi siano i nostri migliori cuochi. Non è una congiura, è un dato di fatto.
Tornando al vino, trent'anni dopo il cabernet è stato soppiantato dai vitigni autoctoni e l'Italia è diventata di moda, così sarà per i nostri giovani, grandi cuochi.

24 Apr 2007 | ore 16:32

Diciamo pure che nel pezzo esprimerò il concetto di cui sopra in modo più articolato... Ma la "scimmia" sarebbe qualcuno in particolare?

24 Apr 2007 | ore 16:44

C è una cosa che non mi quadra. Nel sito ufficiale, pagina The Academy ( http://www.theworlds50best.com/academy.html ) si fa riferimento a un totale di 2.800 voti che vengono espressi da ciascuna delle aree (che, effettivamente sembrerebbero essere 22, e non 21). Se ciascun "giurato" può assegnare 5 voti, a me risulterebbero 560 giurati e non 30 o 31 ...

24 Apr 2007 | ore 18:14

Caro Bonilli, da questo argomento si vede la differenza fra il suo blog e il forum: qui interessanti interventi su questa classifica, di là, sul forum intendo, medesimo argomento 17 interventi di cui almeno 10 inutili.

24 Apr 2007 | ore 19:01

Bello vedere Farina che dà le capocciate contro il muro!

Sveglia Farina!

Bonilli, Bolasco e Marchi fanno parte del panel!!

24 Apr 2007 | ore 19:19

AntonioT, non usare linguaggio cifrato.

24 Apr 2007 | ore 20:25

"Non serve nemmeno sprecare una parola su questi elenchi. Chi li gradisce se li tenga pure"

Ma tu proprio qui lo dovevi venire a dire?

E Bonilli che ti doveva rispondere, "Si Farina hai proprio ragione"?

Chiudiamola qua, che c'è rimasto ancora qualche tramezzo in piedi!
;-)

24 Apr 2007 | ore 20:42

"Credo sempre meno a queste classifiche"

Però a rileggerla bene, Bonilli, neanche lei normale normale....


@Bollicine
Forse è meglio se torni sul forum.....!

24 Apr 2007 | ore 20:53

@Bollicine
Forse è meglio se torni sul forum.....!

Nel senso che non ho competenza per leggere e/o discutere o perchè anche qui si va in vacca ?

24 Apr 2007 | ore 21:16

Vacca proprio no.....diciamo che la discussione sta perdendo di lucidità....

24 Apr 2007 | ore 21:23

AntonioT, potresti parlare in maniera più comprensibile? Da quel che dici si capisce, in modo piuttosto vago, che sei in disaccordo con me e poco altro...

24 Apr 2007 | ore 21:33

Pia, è da un po' che non cavilliamo eh!

La frase è molto equivocabile ma credo che il "voting panel who cast a total of 2,800 votes" sia da intendersi quello totale. E così quadra abbastanza, considerando che molti potrebbero aver espresso meno di 5 voti.
Altrimenti diventano cifre astronomiche di giurati e di voti!!! :-)

24 Apr 2007 | ore 21:39

Ci provo...

Il direttore dopo aver dato il proprio voto per la classifica dei migliori ristoranti scrive il post cominciando con queste parole:
"Credo sempre meno a queste classifiche"

Il tuo, Farina, è il primo commento:
"Non serve nemmeno sprecare una parola su questi elenchi. Chi li gradisce se li tenga pure"

Non avevi capito che Bonilli è tra quelli che questa classica la fanno?

E non avevi capito che tra i giurati c'è anche Bolasco e Paolo Marchi?

Non avevi capito perchè Marchi si incazzava?

Non sono in disaccordo con te, ma voglio dirti che qui se la stanno a difendere perchè loro sono tra i votanti!

Nulla da dire sulla classica e sul metodo di voto, per carità, sono stato tra i sostenitori di Adrià su questo blog, ma almeno ditelo che siete tra i giurati e soprattutto non ve ne vergognate!

Poi sono io che parlo cifrato....!

24 Apr 2007 | ore 21:50

Per dirla tutta, tra i giurati c'è anche Muccapazza.

24 Apr 2007 | ore 22:50

Per Gumbo:
E' vero, c'ho perso un po' il callo sui cavillamenti (e mi mancano), vittima della pressione delle scadenze improrogabili a cui a volte il lavoro ti costringe.
'Sta volta, però, l'impulso ha vinto, persino in questi spazi che non mi sono molto familiari.
Tornando al punto: sarà come dici tu, anzi sicuramente lo è, perché altrimenti avremmo a che fare con l'invidiabile panel di ben 12.320 giurati, con un totale di addirittura 61.600 voti da spartire ... resta il fatto che quando si tratta di numeri, io che sono un monumento del "circa", mi aspetto la precisione e se incomincio a leggere 651, poi 682, che magari invece sono 560, per 21 oppure 22 aree (?), dove ci dovrebbero essere 30 o 31 (?) giurati e poi leggo su un sito ufficiale l'elenco dei Top 50 ma facendo la somma dei locali inseriti paese per paese ne conto solo 48 ...
già che ho difficoltà con la matematica, a questo punto non ci capisco più niente.
Giusto per cavillare, eh ... mi rendo conto che un po' più su o un po' più giù si sta parlando del top, però dato che si è tanto esigenti (con ragione) quando si valuta un ristorante top, passandolo al setaccio in tutte le sue componenti, pubblicando risultati e i metodi usati per ottenerli, da parte di chi pretende di giudicare, io mi aspetterei come minimo un po' più di attenzione.
Per concludere, esulando dai numeri, la toppata sul sito del Gambero Rosso (Editore, confuso con il ristorante) non depone a favore dell'accuratezza di chi ha gestito le informazioni ...

24 Apr 2007 | ore 23:38

Visto che siete così pignoli ma non ve ne siete accorti, lo ripeto: io non sono riuscito a votare perchè avendo segnato tra i miei cinque prescelti il ristorante Gambero Rosso di San Vincenzo, quando ho scritto chi ero e che ruolo ricoprivo per completare la scheda-voto ho scritto - direttore - e poi il nome del giornale che dirigo - Gambero Rosso - ma il voto non è stato accettato perchè non si può votare per sé stessi anche se io non sono un ristorante, cioè me stesso (Ionesco!!!).
Chiaro? Io non sono riuscito a votare e poi al momento dei risultati mi sono trovato il sito del Gambero Rosso, quello mio, attribuito al Gambero Rosso di Pierangelini, un po' una piccola beffa per via del non-voto.
Sulla classifica penso che si faccia un batage eccessivo così come per i 100 vini migliori di WineSpectator, o forse se il concorso lo facessimo noi... :-)

25 Apr 2007 | ore 00:05

L'avevo capito ... :cool: infatti ho scritto, con altre parole, che è un fatto allucinante quello di confondere l'un per l'altro.
Se ti può consolare, mi/ci è successo qualcosa di simile/correlato proprio ieri, nel tardo pomeriggio:
Lunedì. Ristorante chiuso per turno. Siamo nei paraggi per una cena in stile "Questo l'ho fatto io". Igles cercava di riempire lo stagno vicino al ristorante con palline da golf dalla traiettoria imprevista e io ho risposto al telefono.
Chi chiamava, la redattrice di un GR-radio, cercava lo chef. Le ho spiegato che mi ci voleva qualche minuto per raggiungerlo e lei ha manifestato un'estrema urgenza. Mentre convocavo Igles con il cellulare, mi sono portata avanti, facendomi spiegare il motivo della chiamata.
La giornalista: "Si tratta della classifica dei 50 migliori ristoranti mondiali."
Io: "Ah, ha bisogno di un commento dello chef?"
La giornalista:"Sì, è uno famoso, vero?"
Io (un po' perplessa per l'urgenza di parlare con Igles - > - penso tra me): "Abbastanza, credo. Ha bisogno di un suo commento? Ora?"
La giornalista: "Sì!!!"
Io (mentre ri-sollecito Igles, sacramentando al cellulare): "Tra 2 minuti è qui. Mi spiace farla attendere"
La giornalista: "Come si chiama lo chef?"
Io: "Igles Corelli"
La giornalista: "Ma lavora per il Gambero Rosso?"
Io: "Beh, diciamo che collabora ..."
La giornalista: "Guardi, vuole che richiami tra 2 minuti?"
Io: "Sì, così non la tengo inutilmente in attesa"

Morale (e l'ho capito solo almeno 20 minuti dopo ... anche dopo aver interrotto Igles dalla sua mezz'ora di relax giocando a golf :-( ): NESSUNO L'HA PIU' SENTITA! AVEVA CONFUSO (ma ce ne vuole di ingegno - e pure di ignoranza, nel senso di ignorare, si intende) IGLES CON PIERANGELINI e il GR EDITORE con il GAMBERO ROSSO ristorante!!!! Ma si può ... :p senza contare lo sforzo di rintracciare Igles attraverso il sito GR (Editore) ... :laugh:

25 Apr 2007 | ore 00:49

Cara Pia, io sono stupito di chi è contento per i 6 cuochi italiani in classifica.
E' una classifica che parla inglese, fatta da una maggior parte di critici che non conosce l'Italia. Io i ristoranti francesi, spagnoli e nord americani li ho visitati. Mi sapete dire quanti dei 650 giurati hanno messo piede in Italia?
Altra domanda: ma da Tetsuya, che sta in Australia, quanti giurati hanno mangiato? E quanti conoscono di persona Tetsuya Wakuda?
E a Tokyo quanti hanno messo piede? Insomma, noi giurati eravamo delle lobby in azione o dei giurati super partes?
Penso che questa sia una votazione come quelle per eleggere il presidente della Fifa, senza nulla togliere ad Adrià dove, tanto per dire, è sicuro che pochissimi dei 650 hanno cenato... :-)

25 Apr 2007 | ore 01:03

Questa me la dovete proprio spiegare!!!!

Lei BONILLI partecipa ad una giuria dove non sanno chi è ?!?!?!?

Io esco pazzo!

E lei non ha protestato?!?!

E se il suo voto in più a Pierangelini valeva qualche posizione all'insù?

Ma che razza di idioti sono questi che organizzano un concorso, chiamano dei giurati e non sanno neanche chi hanno chiamato?!?!?

E soprattutto Bonilli, perchè non denuncia sui giornali una tale idiozia?

Senza contare il reato di "Lesa Maestà" nei suoi confronti..... :-o

P.s.: a Farina: gira gira alla fine avevi ragione tu, non vale la pena sprecare una parola.....

25 Apr 2007 | ore 09:55

Ora arriva il buon Paolo, perde la sua abituale discrezione e s'incazza di brutto... E sì che sono solo voti, sono solo ristoranti... Poi magari siamo capaci di fare i "superiori" quando vediamo gente litigare su Inter e Milan (visto anche in redazione negli ultimi giorni), ma alla fine anche noi facciamo come loro...

25 Apr 2007 | ore 11:55

scusate, ma secondo i più in anni e anni e anni nessuno in italia, ha mai fatto confusione tra gambero e gambero? nessuno ha mai scritto, chessò, ducass o blumental? cerchiamo di essere umani e realisti
tra poco a parma viene organizzato un forum chiamato Futuretaste nel cui invito ufficiale vengono storpiati i nomi dei cuochi spagnoli che cucineranno: Sances Romera e Fratelli Rocha. che facciamo? un articolo per dire che a parma sono dei gastroignoranti?
e se questa classifica è una boiata pazzesca, perché altre devono esserre attendibili? perché i voti di ogni guida non sono in fondo la stessa cosa ma in scala più stretta, nazionale?
tommy non mi riferivo a nessuno, volevo indicare un qualcosa che non mi interessa, potevo scrivere un duna di terza mano color grigio (sperando non sia la tua macchina)

25 Apr 2007 | ore 11:58

Il voto negato per dell'omonimia con il ristorante Gambero Rosso ero indecisa se considerarla una battuta o se fosse realmente andata così!

Ma tanto se non avete dovuto presentare la ricevuta, non sapremo mai chi veramente stato in un ristorante che ha votato.
E tanto non sappiamo neanche chi ha votato chi, nè sappiamo con quanti voti (=clienti negli ultimi 18 mesi) Adrià è arrivato al primo posto e quanti voti lo distanziano dal secondo, il quarto il decimo, il cinquantesimo.

Però secondo me è interessante. Non per stabilire quale sia il migliore ristorante del mondo - cosa secondo me comunque impossibile e assurda qualunque metodo di voto si adotti, con o senza errori grossolani; ma perchè esprime la percezione del pianeta gastronomico secondo chi ne fa parte.

Come tutte le classifiche del mondo ha dei difetti. Se qualcuno pensa sia una verità assoluta sbaglia, invece è una grande collezione di opinioni di gente (più o meno) competente in materia.
A me pare che sia utile comunque a farsi un'idea di cosa si pensa della cucina italiana; perchè anche le mode, le lobby, chi ha i ganci e chi no, chi cura il marketing e le pubbliche relazioni e chi si fa i cazzi suoi...sono tutti aspetti della realtà di questo mondo. Sarebbe strano se la classifica ne fosse completamente immune...No?

25 Apr 2007 | ore 11:59

antonioT, facciamo così: tommy, tu e via così per un totale di 651 persone ai quattro angoli del pianeta, perché non mettete giù i vostri voti e alla fine li discutiamo? è sempre facile sparare, perché non passate a un livello propositivo e poi vediamo l'effetto che fa?

25 Apr 2007 | ore 12:04

io mi incazzo di brutto quando è il momento, il bla bla bla da barsport mi ha sempre schifato perché non porta a nulla se non alla perdita di tempo e se a farlo sei ad esempio tu tommy che scrivi della materia lo trovo desolante. tanto è vero che dovresti prendere a esempio da gumbo che esprime dei concetti sensati e logici
non è per caso che il tuo problema è che da londra non hanno cercato i critici con il farfallino ma vizzari, marchi e bonilli?
il vero lato positivo di questa classifica è la percezione che nel mondo si ha delle varie ristorazioni, su questo si dovebbe discutere perché poi è ovvio che c'è dentro di tutto, chef vivi e cuochi che andrebbero distesi su un carrello dei bolliti come un posto a londra che vale il bar degli stoppani a milano ma che risponde a un concetto di ristorazione che hanno in gran bretagna, e allora?
tetsuya gira il mondo anglosassone e, cmq, è votato da tutti i giurati del suo continente e questo gli dà una base solida su cui si aggiungono altri voti qua e là.
il vero problema è che i nostri grandi lo sono in pratica solo per noi
Redzepi aveva la tv di stato al seguito, adrià idem, questo ha il suo peso
vado a mangiare quello che mi aspetto sia un formidabile brunch
tommy sorridi che il mondo non coincide con bresso, alessandria e le valli dell'ossola, è ben più variegato e intrigante e spesso procede infischiandosene alla grande dell'italia e di quello che vi accade, purtroppo

25 Apr 2007 | ore 12:19

@ Vedi Paolo, la differenza tra i voti di una guida come la mia e questa classifica e' che noi i ristoranti li votiamo dopo averli visitati e i 615-1, cioe' io, non credo votino solo ristoranti visitati ma nomi-simbolo dato che da Adria' almeno la meta' e' matematicamente certo che non ci ha messo piede. E' la raccolta di voti di lobby gastronomiche, compresa la lobby italiana :-)

25 Apr 2007 | ore 12:23

@Marchi
Mi trovo in totale disaccordo con te!
Qui stiamo parlando di gentaglia che invita il direttore del Gambero giornale ed il cuoco del Gambero ristorante e li confonde alla grande, togliendo addirittura il voto a bonilli per Pierangelini!

E non stiamo parlando della "Squilla di Bergamo" ma della rivista inglese "THE RESTAURANT"

Poi dice che Farina è provinciale!
Il provincialotto sei tu che giustifichi queste menate!

Io non voglio arrogarmi il diritto di votare, l'esperto sei tu, e allora cazzo fai l'esperto e non coprire con i tuoi discorsetti petulanti gli errori ed il pressapochismo di questi improvvisati.

Se nel mio lavoro commetto uno sbaglio, io pago: questo fa la differenza tra un professionista ed un critico della domenica.

Ma è possibile che in questo cacchio di Paese nessuno più si prende le sue responsabilità ed ammette i suoi errori?
Ma ci ha rovinato così tanto Berlusconi?

Siamo diventati davvero così inaffidabili?

P.s.: Viva la Valle dell'Ossola!

25 Apr 2007 | ore 13:03

Io manterrei i toni pacati. Dico, per quel che mi riguarda, che dal prossimo anno non farò più parte di questa giuria non perchè abbia scoperto particolari maneggi ma perchè non me ne frega niente di partecipare al coro di Restaurant Magazine, se proprio mi manca una classifica me la faccio autarchica, sempre Gambero Rosso sono, e chi vota mi deve provare di essere stato in quel ristorante al quale dà il voto... oh, certo, si potrebbe ironizzare sul commercio di ricevute-prova ma alla fine è un grande gioco mentre quella di Restaurant Magazine è diventata una prova di forza tra lobby e mi spiace per il mio amico-lobbysta Andrea Petrini :-)

25 Apr 2007 | ore 13:48

@Paolo Appunto perché il mondo se ne infischia, preferirei non farlo almeno io (e non voglio, in ogni caso, imporre questa mia visione ad alcuno: mi limito a farla mia, assumendomene ogni responsabilità). E sempre sorridendo, perché (come hai detto anche tu) la gente che si accapiglia per cose del genere mi fa un effetto indescrivibile. In ogni caso, come ribadisco, non ho nulla da ridire sui giurati né sulla loro dirittura morale e professionale: l'hop già detto almeno due volte, lo ribadisco. Ma la povera val d'Ossola che ti ha fatto? Ci fanno un burro da fine del mondo (questo sì, è incontestabile).

@Antonio. Paolo non mi ha dato del provinciale. E Berlusconi cosa c'entra?

Ah: oggi, tanto per cambiare, sono al lavoro.

25 Apr 2007 | ore 15:25

antonioT complimenti, gentaglia? non ti sfiora il dubbio che magari c'è di mezzo un programma di computer che deve avere valore per tutti ovunque siano nel mondo, non solo tra maremma e roma, un programma che legge dei nomi quale che sia la lingua usata e se rileva gambero rosso non sa distinguere il ristorante dalla casa editrice e "pensa" siano la stessa cosa? certo, 'sti improvvisatori pressapochisti di inglesi potevano anche avvisare il programmatore che due persone su centinaia e centinaia hanno in comune la loro ragione sociale e magari una avrebbe votato per l'altra, ma non ci hanno pensato (nemmeno per questo a inserire un comando per così dire manuale per permettere a bonilli di mandare un voto cartaceo a londra che poi il john smith di turno avrebbe digitato - per tommy: è un nome di fantasia, non mi riferisco a nessuno che si chiami nella realtà john smith) e adesso rischiamo la terza guerra mondiale, perché noi italiani adoriamo mandare in vacca tutto e facciamo fatica a mettere il naso oltre chiasso così come discutere e stop, senza far esplodere il biscardi che è in noi o dare del cazzone a uno che cerca di intavolare una discussione. per il resto ognuno ha il suo stile e i tombolini si distinguono per il loro, grazie un'autentica lezione morale

Stefano: lo so che la tua guida ha basi diverse. intendevo dire che appena esce una classifica, quale essa sia, noi italiani ci divertiamo a criticarla, a spiegare dove è sbagliata, stilata da corrotti e così via. pensando a un famoso proverbio, guardiamo da stolti il dito e non la luna che lo stesso indica
io invece spero di restarci a vita per fare dispetto ai tombolini

25 Apr 2007 | ore 15:51

grazie tommy, davvero
perché resti al di qua del limite di civile convivenza

la val d'ossola l'adoro, era per dire un ambito più ristretto rispetto a un continente o due

lavoro pure io oggi, però ci pagano e questo ha il suo peso direi

25 Apr 2007 | ore 15:56

Il mondo enogastronomico, però, potrebbe sfruttare questo slancio naturale alla suddivisione in fazioni: t-shirt, cappellini, sciarpette, bandiere, adesivi, spillette, portachiavi, magneti per il frigo...!!

@Pia: certo che sarebbe stato divertente una telefonata di Igles alla tizia del gr-radio per dirle: "senta mi ha interrotto la partita a GOLF solo perchè non sa neanche distinguere un Gambero Rosso dall'altro? Si informi prima di telefonare a vanvera!". ;-)
Buffo perchè fa molto snob, la questione del golf club; un po' come la vela. Non perchè lo siano, ma perchè molti pensano siano cose esclusive, chic, solo per una certa tipologia di persone.
E' un po' OT, ma ho capito che qui tanto ormai è partita la lotta fra gang, tanto vale fare qualche battuta negli intervalli! ;-)

25 Apr 2007 | ore 16:00

@AntonioT, quando ti decidi a cambiare nick per renderlo meno equivocabile con Tombolini?
Mi pare che di equivoci ce ne siano già abbastanza in questo giro!!

25 Apr 2007 | ore 16:32

Si discute per bande? Ma no... si discute appassionatamente poi c'è chi è contento dei sei cuochi italiani in classifica Top 50 e chi, come me, avendo guardato bene il meccanismo si è convinto che è meglio andarsene :-) e che i nostri siano abbastanza penalizzati, non per premeditazione ma perchè la lingua inglese e i chilometri producono un mix irreale.

25 Apr 2007 | ore 16:40

Grazie a te Paolo. Però AntonioT non è Tombolini.

25 Apr 2007 | ore 17:34

una firma geniale, libera da equivoci
a quando un oloapM o un tomassoF?
ps se il 7 maggio verrai al diana scoprirai che a copenhagen non c'è del marcio

25 Apr 2007 | ore 17:41

@ tutti:
Con Tombolini ho in comune quasi tutto il cognome, che ci posso fare?

Bravo Diretur, così si fa: basta regalare il proprio nome a gente che non distingue un ristorante da un giornale.

@ Marchi
Non ho detto che c'è del marcio, ho detto che ci sono degli imbecilli.

Vuoi le prove?

Nonostante le proteste di Bonilli il link del ristorante è ancora sbagliato: non ci sono programmi che fanno queste puttanate da soli, qualcuno lo ha scritto, qualcuno gli ha passato la scheda e qualcuno non ha controllato gli errori di editing!

Viva la professionalità!

@ Farina
Berlusconi c'entra, ti assicuro: o credi che il dire una cosa un giorno ed il contrario il giorno dopo sia frutto del caso e dell'improvvisazione?

Per finire: è 25 Aprile è feta e la Val d'Ossola ha prodotto anche ottimi partigiani: auguri a tutti.

25 Apr 2007 | ore 22:22

AntonioT, guarda che il nickname non necessariamente deve rispecchiare nome e cognome - soprattutto se costantemente qualcuno ti scambia per un altro...puoi anche chiamarti AntonioTarattatà, AntonioT-Bone, AntonioTzk, TonyTaralluccio,AnTonWarhol. O vuoi proprio tenere come direttore responsabile dei tuoi scritti l'ignaro Tombolini? :-))

26 Apr 2007 | ore 09:49

Credo di averlo già scritto qualche post più su ma, se anche mi ripetessi … repetita juvant:
le classifiche non le prendo alla lettera, mi interessano solo come macro-informazione. I primi 50, ma anche i primi 100 o 200, ristoranti del mondo sono sicuramente luoghi interessanti per un gourmet, dove mi aspetto di trovare una cucina originale e intrigante, ben eseguita e ben servita in un ambiente curato. Da questo punto di vista, non credo ci siano enormi differenze tra il 1° e il 100°. Così come sono certa che quegli stessi elementi potrei trovarli in altri locali, che non sono stati votati e che quindi non compaiono in graduatoria. Tuttavia l'esperienza mi porta a non sottovalutare le classifiche, che siano attendibili o meno. Infatti hanno un riscontro economico che pochi si possono permettere di sottovalutare.
Sicuramente, come ha detto Marchi, a favore di chi occupa le primissime posizioni, hanno pesato glamour, fama, marketing mediatico ma dal primo all’ultimo, stiamo parlando comunque di eccellenza.
Per la cronaca, ho dato una sbirciatina su e-gullet e pure là, nei forum dei vari paesi, ci sono utenti che discutono la posizione di un ristorante rispetto ad un altro, un’esclusione, un inserimento …
Questo è il link per accedere ai forum europei: http://forums.egullet.org/index.php?s=25c934c06293c9a54c92bc10b9a53bb7&showforum=48

Ritornando all’utilità che personalmente attribuisco alle graduatorie, soprattutto quando la panoramica si estende al di là delle Alpi, indubbiamente mi inducono a delle riflessioni.
Le sparpaglio qui come bastoncini del shangai.
Noi italiani riteniamo di essere i migliori, gastronomicamente parlando, o comunque di meritare maggior considerazione di quella che riceviamo ogni volta che ci confrontiamo sullo scacchiere internazionale. Gli stranieri, evidentemente, non la pensano così. Chi ha ragione? e perché?
Sarà perché non ci conoscono? Ma allora, perché non ci conoscono? Che cosa dovremmo fare per ottenere l’attenzione e chi potrebbe farlo?
Siamo noi che non siamo bravi a “venderci”? E’ la lingua, il nostro problema? O, come giustamente ha fatto notare Bolasco, è la mancanza di uno standard che contribuisca a rafforzare l’identità della nostra cucina, rendendola unica, riconoscibile e non imitabile?
E poi, stiamo parlando di cucina, di chef o di ristoranti? Se la classifica è intitolata World’s 50 Best Restaurants, sono i ristoranti a dover essere valutati e, eventualmente, discussi.
Per caso, c'è qualcosa che non funziona nel modo in cui proponiamo/gestiamo i nostri ristoranti, confrontandoli con gli standard a cui gli stranieri sono abituati?" Ed eventualmente, chi ha ragione, noi o loro?
Ampliando la riflessione alla cucina, che tipo di immagine dell’italianità diamo, anzi danno, gli chef italiani? … Insomma, esiste uno “stile italiano”, riconoscibile d’acchito come accade in altri settori (che so, il vino, la moda, il design)?

26 Apr 2007 | ore 10:10

Credo valga la pena discuterne in un 3d dedicato che apro subito.

26 Apr 2007 | ore 10:50

mi rivolgevo a farina e alla sua bella pagina su libero e allo stupore perché nella capitale danese c'è un ristorante votatissimo
per il tresto mi riscalda il cuore sapere che tutti al mondo sbagliano eccetto un antonio quasi tombolini e i suoi dipendenti. non ho mai conosciuto dio ma almeno vengo vaffan dalla sua copiacarbone e mi consolo

26 Apr 2007 | ore 10:59

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