05
Mag 2007
ore 16:14

La nausea

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In TuttoLibri della Stampa Umberto Eco dice: "... perché una specialità degli uffici stampa delle case editrici è di mandarti di tutto, anche i libri di cucina, ma mai quelli che veramente possono interessarti..." Avrebbe potuto dire di sport, di cinema, di vela, di bricolage ma il noto semiologo per dire il colmo dell'inutilità ha dovuto dire "libri di cucina". Forse ha ragione !?! E pensare che nel 1985 lo stesso Eco era tra i promotori-collaboratori della Gola, il bellissimo mensile fondato da Gianni Sassi.
Il vero problema è che nel 1982 quando nasce La Gola, l'argomento è snob e snob sono gli autori che si alternano nelle pagine del mensile. Oggi un intellettuale non vuole avere a che fare col supermercato delle ricette, delle guide, dei ristoranti. Tutto troppo, tutto tanto, tutto eccessivo e con un tono di fondo intollerabile. Vorrà dire che facendo la strada inversa noi ci dedicheremo alla poesia.

commenti 12

Caro direttore,
volevo informarla che da tempo mi diletto, tra l'ora del lupo e il canto del gallo, in poco shaskespeariani sonetti, liberi ma sentiti omaggi alla mitica "Signorina Richmond" di Nanni Balestrini. Che dice, posso mandargliene, senza impegno e senza lode, qualche (as)saggio nel caso la mole editoriale potesse interessare la sua casa editrice? Poeticamente suo, Petrini

05 Mag 2007 | ore 17:08

Gli uffici stampa delle case editrici fanno bene, e a volte male, il loro mestiere. Eco, in questo caso fa bene il suo mestiere di intervistato, e si lamenta di ricevere di tutto. Beato lui che non ha più, a suo dire, il problema dell'acquisto in libreria. Io i libri li compro e scelgo quelli mi interessano e penso mi possano piacere. Se poi li scopro inutili fa niente restano là sullo scaffale insieme a quelli utili. E' capitato già. Mi ha sorpeso mia figlia che, 17 anni ora, mi ha detto : pà ma lassù c'è la Morante. risparmio di comprarla. E mio figlio, 20 anni beato lui: uhelà Voltaire tra i maccheroni, pà bello! Perchè dedicarsi alla poesia caro direttore? Qualche cuoco è stato anche poeta. E qualche poeta è stato anche cuoco. Eco? Anche lui è un buon cuciniere di parole. Lasciamolo snob e brontolone. Come il ragù. Va bene anche così.O no?

05 Mag 2007 | ore 17:20

La poesia era un filo di ragionamento che partiva dalla mia conoscenza con Gianni Sassi e il fatto che allora, erano i Settanta/Ottanta, lavoravo a Milano e lui organizzava MilanoPoesia... no, no non prendetemi sul serio e non mandatemi poesie, al massimo ayku metricamente perfetti :-)

05 Mag 2007 | ore 17:33

ma davvero non si scrive haiku?! basita, sul serio...

05 Mag 2007 | ore 18:28

L'estinzione della 'Gola' è stato una tragedia per l'Umanità terribile quasi quanto l'estinzione dei dinosauri e quella dei temoli.
Dava asilo a (as)saggi favolosi, specie quelli di Camporesi.

P.S. Post inaspettatamente bello. Eco, tuttolibri, la Gola, non si parla di cotolette, di D&G e di Cupertino: che accade?

05 Mag 2007 | ore 18:35

La Gola ...!
Devo avere ancora i primi numeri da qualche parte nella libreria. Li avevo dimenticati: per fortuna che non butto mai niente :)

05 Mag 2007 | ore 19:52

La Gola era bella ma molto impregnata di quell'intellettualismo autocelebrativo, dal dialogo tra simili - siamo intellettuali - che il lettore subiva in parte. Certo, c'erano anche articoli molto belli ma complessivamente io dicevo sempre a Sassi, sfottendolo - che palle voi intellettuali che vi vergognate di essere gourmet - e lui rideva perchè era intellettuale e spiritoso, cosa non molto frequente.

06 Mag 2007 | ore 00:36

Sul Fuori Tema ed altre cose
Gli elementi del discorso che ritornano.
Considerazioni davvero svagate, frettolose e senza cura, poiché oramai le cure costano troppo

Prima di affrontare con dei ragionamenti le questioni “aperte” dalla considerazione del Maestro Umberto Eco mi sembra necessario un “fuori tema” – anche se a me non sembra - .

E' di oggi la notizia che la Critica Studiosa e non del Gusto ha iniziato a ragionare sul piacevole.

Ullallà
Ullalllallalallà

Il "Piacere del Piacevole" - anche quello generato dalla lettura di un libro di cucina? - quindi come nuova area della ricerca, e non solo alimentare, oltre quello prodotto dal buono?

Speriamo, così almeno possiamo confrontare i risultati della nostra esperienza. La quale ragionando sul fatto che la ricerca del Piacevole muove la corsa dell’umanità al gusto (forse sarebbe meglio aggiungere che la ricerca del piacevole muove anche la corsa dell’umanità alla vita. Senza orgasmo quanti di noi farebbero all’amore?), ha attraversato tutte quelle esperienze del “piacevole gastronomico” – tre volte sono finito all’ospedale per abuso di sostanza (patatine fritte) - per cercare di carpirne i segreti: innanzitutto la forma della struttura intima del sapore.

Quella forma che dal nostro punto di vista dovrebbe essere posta alla base di un discorso riferito al rapporto tra Cucina ed Arte.

Così dicevamo qualche giorno fa:
“Il passaggio secondo noi necessario è quello appunto dalla “cucina come fatto artigianale alla cucina come fatto espressivo”all’interno di una concezione Nuova del Tipico.”

Ullallà

Il Piacere del Piacevole del Gusto del Rimorchio: frammenti di ricette pronte all’uso

“[[..] Zampe di ragno cresta di gallo
lingua di
Rospo
Erba raccolta nel

boscoLosco

Tutto Tritato
e
con Vino
Innaffiato…..
per Dessert
un Respiro
Fatato [..]
Invitoti
di sentimento
conVinto
con il mio
Cuor
già più che vinto - e stramazzato al suolo come cavallo az(z)zoppato –
allo scoccar della
ventunesima
Ora
a
Pasteggiar nella mia
umilDimora” (da… .)

Ma il tempo è tiranno, ed il mio mestiere di lavapiatti impone dei tempi rigorosi. Pertanto debbo chiudere scusandomi se le mie considerazioni alla luce delle vostre conoscenze risultassero prive di fondamento. Come ho già detto sono di fatto svagate frettolose e personali opinioni

Roccacerro, nel piacere della vita

Mario Iacomini
Abate Mar(z)io Brigante
dal xxv secolo Marte a.C
di professione “Agitatore Osservante”
“Sto agitando le “Sudate Carte del Gusto” per osservarne gli ingredienti”

06 Mag 2007 | ore 19:36

Iacomini, mai sentito parlare di sintesi? Ma proprio qui lei deve venire a scaricare una evidente frustrazione da mancate pubblicazioni?
Mi risponda in due parole... ce la fa?

06 Mag 2007 | ore 20:51

Sullo stupore ed altre cose.

Ullallà (stupore sinteticamente espresso)

Commento sintetico, per quel che mi riesce

Gentilissimo Bonilli
Io sintetico credo di esserlo stato.
Non penso che il Maestro abbia voluto dire che i libri di cucina siano inutili. Semplicemente perché non lo può dire. I libri di cucina sono infatti molto “utilizzati”.
Ha detto solo che sono poco interessanti.
E vedendo e leggendo tutto quello che vediamo e leggiamo quotidianamente sulla cucina e sul gusto come fare a dare torto al Maestro?
Dal mio punto di vista sono poco interessanti perché poco piacevoli (cosa penserà invece il Maestro?) .
Certo le eccezioni esistono in ogni campo.
Domande:
allora come fare ad introdurre un punto di vista nel dibattito sul suo blog senza essere irriverente?
Avrei forse dovuto dire che la sua interpretazione non era corrispondente alle parole di Eco da lei riportate?
Si metta nei miei panni.
Quando non sai come fare le parole le usi così, magari solo per dare, giuste o sbagliate, le tue indicazioni.

Inoltre non credo di aver espresso frustrazioni. La mia idea della Cucina infatti mi tiene al riparo da qualsiasi problema al riguardo: pubblico ogni sera.
Ho “manifestato” invece in questi miei interventi la voglia svagata divertita ed irriverente (sono sempre figlio di Papà Ubu ) di ragionare sul “Piacevole” in genere: anche quello generato dal confronto di posizioni diverse. Quando non sai come fare le parole le usi così, magari solo per dare, giuste o sbagliate, le tue indicazioni

Infine mi farebbe immensamente piacere averla come ospite, questa settimana, alla presentazione ufficiale della nostra ultima “pubblicazione”. Certo staremo un po’ stretti, sono molti infatti gli invitati e c’è molta attesa.
Le prometto e chiudo, che nelle future divagazioni sarò più sintetico.

Mario Iacomini

07 Mag 2007 | ore 01:59

beh forse voleva solo dire che ci sono libri e libri di cucina, alcuni sono talmente fatti con passione che sono come degli elenchi del telefono

09 Mag 2007 | ore 13:46

e come dimenticare che uno dei direttori de La Gola era il poeta Antonio Porta (che è lo pseudonimo di Leo Paolazzi). L'altro direttore era Alberto Capatti.
Comunque si pubblicavano anche poesie sul cibo.

16 Apr 2012 | ore 16:55

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