16
Mag 2007
ore 09:07

Business Eataly

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eataly.jpg

Sono arrivato buon ultimo a visitare Eataly. Gli articoli sui giornali italiani e stranieri dicevano meraviglie, in questo blog erano stati avanzati dei dubbi ma ci voleva una visita per capire fino in fondo questo progetto che ha preso il via alla fine di gennaio. Piero Alciati, che coordina tutta la parte del mangiare, cioè il ristorante e gli spazi-mangiare della carne, del pesce, dei salumi e formaggi, delle verdure, l'enoteca e il bar, racconta che il primo mese di Eataly sono stati travolti da un successo dalle dimensioni impreviste: tutto finiva, le file per mangiare e alle casse erano infinite... adesso tutto si è assestato su 50.000 pasti al mese - quanti da Guido, nello storico locale di Costigliole d'Asti, se ne sono fatti in una vita - dice Piero che del Guido di Costigliole è stato l'anima della sala insieme col padre, finchè era vivo, e che oggi è l'anima del Guido di Pollenzo ma anche di questa bellissima fabbrica e market del cibo aperta al Lingotto.

Già, perchè qui siamo di fronte a un progetto che non ha eguali al mondo, all'inizio di un progetto, per la verità, perchè dopo questi 10.000 metri quadri torinesi ci saranno i 1000 metri quadri di New York, ma sulla Quinta Strada, nel Rockfeller Center e poi Genova e poi Milano e poi Bologna e poi Roma ecc... ecc... trasformando prodotti e cucina di qualità in un traguardo per tutti.

- Il 90% degli italiani non si avvicinavano al cibo di qualità - dice Oscar Farinetti, l'inventore e proprietario di questa nuova impresa - e io gli voglio dare la possibilità di vivere bene e godere il buon cibo a un giusto prezzo.

eataly1.jpg

Chi è Oscar Farinetti e perchè si parla tanto di lui?

Lui è un signore che ha venduto Unieuro, catena di supermercati dell'elettronica, agli inglesi della Dixons per 530 milioni di euro e avendo il 51% di Unieuro ha incassato di conseguenza. Lui è il signore che ha investito 23 milioni di euro per aprire Eataly a Torino nell' ex  stabilimento Carpano, lui è colui che è volato a New York e ha fatto società con un grosso immobiliarista statunitense prendendo casa per Eataly Usa sulla Quinta Strada.

Eataly  è un grande progetto che nella prima realizzazione torinese mostra già un livello qualitativo altissimo anche grazie alla consulenza di slow food nella scelta dei prodotti. Ma l'idea e l'impronta di fondo è solo sua, del Farinetti... che al primo anno chiuderà già in attivo.

commenti 363

Mi fa piacere essere il primo a commentare questa discussione. Belle foto .... direttore io vado ad Eataly a fare delle foto e sono sicuro che non le trovera così belle come le sue, se vuole le faccio e gli e le spedisco. VOglio sperare che la sua visita sia stata improvvisa, senza essere stata comunicata prima anche perchè sarebbe stato troppo facile per loro organizzare un' ottima accoglienza.
Ripeto che la mia visita ad Eataly non è stata molto soddisfacente, il primo sabato dopo l apertura alle 2 di pomeriggio avevano un banco gastronomia "PENOSO", della carne di Piemontese non male ma non di certo delle migliori facce. Questo è un commento di un semplice consumatore .
Saluti Direttore

16 Mag 2007 | ore 21:08

Tò guarda anche qui si parla del sexyshop del gusto. Ernest perchè rovini il post con i tuoi commentacci? Visita il sito vedrai che meraviglia...pensa che c'è perfino il link con il San Paolo per eventuali finanziamenti. Le pensano proprio tutte per noi. Per aiutarci. I miei omaggi al direttore dott. Bonilli.
Il corsaro contadino

16 Mag 2007 | ore 21:46

Esatto, non siate salaci; Farinetti poi mi piace, deve essere un trozkista illuminato, un post leninista: la qualita' per le Masse; pure le infinite file per mangiare e alle casse fanno molto socialismo reale. Onore al Compagno.

16 Mag 2007 | ore 22:20

fatemi il piacere, non mescolate per una volta politica al cibo, le dacie erano riempite come i bunker nazisti di ogni ben di dio, come hd della cia.....
non credo molto alla dimensione se sono produttori veri, non potranno servire eatitaly se non per qualche settimana, poi subentreranno gli uomini mascherati delle varie coop...sbaglio?

16 Mag 2007 | ore 22:47

cuore di bue a 5.50?...alla faccia del trozskista leninista... ah ah ah ha!

16 Mag 2007 | ore 23:20

Il mio solito granello di sabbia:
http://simplicissimus.tumblr.com/post/1202381

Farinetti non me ne voglia.

16 Mag 2007 | ore 23:52

Ops... il link cui fa riferimento quel post (un articolo su Repubblica alquanto dubbioso sulle prossime aperture) è stato rimosso, sorry.

16 Mag 2007 | ore 23:54

il primo mese è stato un problema, e infatti è scritto. ma la struttura è bella e funziona: io ci sono andato dopo 4 mesi e non dopo pochi giorni... perché a chiunque bisogna concedere il rodaggio per un'iniziativa così complessa.
Agli spiritosi, quelli che fanno battute "politiche" consiglio di non essere patetici, parlano i fatti non le barzellette anni 50' da comitati civici.

17 Mag 2007 | ore 00:31

mi spiega direttore, siccome non posso andare a torino, se e' vero, che i piccoli produttori portano, gratis i loro prodotti, o sono cattive leggende?

17 Mag 2007 | ore 00:48

Scusa Adriano, ma se tu andassi a Torino, passeresti di negozio in negozio a chiedere se quello che mettono in vendita l'hanno avuto gratis?

17 Mag 2007 | ore 01:19

no....ma era un pensiero, per i piccoli produttori che per avere vetrina, devono dare magari sottoprezzo i loro sudati prodotti...se mi sbaglio, non conoscendo la struttura, chiedo scusa, ma era un dubbio venutomi....e' come se venendo da me dicessero, occhei siamo venuti a trovarti, adesso ci fai una cena gratis, mi son spiegato come un troglodita, ma forse ho reso l'idea..poi mi chiedo col giro che hanno, se veramente potrebbero avere solo prodotti artigianali,scusa la mia ignoranza magari ho pensato male.

17 Mag 2007 | ore 01:42

Alla fine anche il direttore è venuto a toccare con mano la realtà EATALY,dopo un post,se non ricordo male, di tutt'altro tono.
Sono contenta della vostra gita, e mi auguro che tornerete presto a trovarci nella bella,sincera e accogliente torino!
p.s. per adri, non ascoltare le solite chiacchere.. e vieni a vedere la realtà qual'è.

@Ernest... anche io ho fatto delle foto, e ti assicuro che erano belle,non come queste, ma belle e non ritoccate.
Forse è la macchina fotografica che ha qualche problema?
Potremmo passare a Eataly in qualsiasi giorno della settimana, e scattare foto belle..con una buona macchina digitale ;)

17 Mag 2007 | ore 02:11

scusa gou qual'e' la realta?....lo sai che sono un valligiano....

17 Mag 2007 | ore 02:15

Adriano, un conto è chiedersi come potranno garantire la continuità di fornitura di determinati prodotti di qualità che, presumibilmente, provengono da piccole aziende; un altro è prevedere, senza dati documentati, che tale continuità non potrà essere garantita, preannunciando foschi presagi per il futuro.
Non conosco Farinetti, pur avendolo incontrato, e ancor meno so qual è il concept dell'idea, per cui, parlando in generale e giudicando da quel che dall'esterno si può vedere e capire di Eatitaly, penso che sia una gran bell'idea e che non gli convenga tradirla.
Un'idea che, secondo me, può esistere con i migliori intenti (non sto dicendo che così è o che così sarà, perché non lo so), perché se è vero che un singolo piccolo produttore non può/potrà soddisfare la domanda di più punti vendita di distribuzione allargata (non so se è/sarà di "massa", anche se lo auspico), è pur vero che di piccoli produttori che puntano alla qualità ce n'è sempre più di uno. Allora tutto si riduce alla capacità di organizzarli e di organizzarsi, cosa che sono certa che sa fare chi ha messo in piedi Unieuro e l'ha venduta a quel che l'ha venduta.
Ed era ora che qualcuno lo facesse, per dimostrare che il nostro futuro sta proprio nella cooperazione commerciale e nella capacità di organizzarsi, muovendo sul mercato piccole aziende, fatte di persone che conoscono per nome ogni pomodoro che raccolgono, come se fossero uno sola grande azienda.
Tra l'altro, uno che si trova in banca quasi 300 milioni di euro, potrebbe vivere alle Bahamas senza far nulla, lui, i suoi figli e tutti i nipoti per qualche generazione.
I 23 milioni di euro che ha investito poteva giocarseli al Casino, invece che creare posti di lavoro, dare immagine all'Italia e ai suoi prodotti, creare uno sbocco commerciale per piccoli produttori che nella GDO generalista non avrebbero mai potuto accedere per i motivi che citi tu.
Eccheca**o, possibile che in Italia si debba sempre fare il processo alle intenzioni anche quando sono ignote, senza aspettare eventualmente i fatti che motiverebbero una critica? Possibile che se un'idea ha i requisiti per avere successo, dobbiamo comunque cercare l'inghippo e continuare a lamentarci?

Non eri tu che volevi andare proprio a Torino per fare la battaglia contro i mulini a vento dei McDonalds delle Olimpiadi, per servire prodotti genuini? Non è meglio se questa battaglia la fa chi ha le spalle sufficientemente grosse per avere successo su scala mondiale?

17 Mag 2007 | ore 03:00

compreso, ho letto solo ora, si' ero io...come sono io che cerco disperatamente, di uscire dall'appiatimento dei peperoni di plastica, o dei suini olandesi, certamente mi rendo conto che una grossa organizzazione puo' diramarsi sul territorio, in maniera capillare, piu' di un pistola che con la propria macchina, va in valle a cercarsi i prodotti....figuriamoci mi rendo conto delle difficolta' per organizzare, il lavoro su questi prodotti per pochi clienti, era una perplessita' sui grandi numeri che sta facendo a Torino, mica ho detto che l'idea sia malvagia....sul fatto dei milioni impegnati, sicuramente e' un rischio.....senno' che imprenditore sarebbe?

17 Mag 2007 | ore 09:10

Pia senti, permettimi. Rileggiti da sveglia, dopo una doccia fredda magari...
Giudichi le persone dal conto in banca?
Uno è un bravo imprenditore perchè fa unieuro e poi lo rivende? Ma bene. Meno male che son comunisti. Cioè dalla parte del popolino. Alla faccia.
Non è che per caso ti sei mai domandata questo pullulare di mega strutture da dove arriva e dove vuole arrivare?
Ma il latifondismo non era stato sconfitto?
Cari amici è incredibile la vostra superficialità che vi porta a una visione idilliaca delle apparenze. Idilliaca o di convenienza?Va bene...contenti voi. sognate sognate, dormite dormite
corsaro contadino

17 Mag 2007 | ore 09:59

Ecco un commento sulla Qualità-quantità ecc . di Eataly. D'OC e' un produttore.Questo è un copia-incolla. L'originale è qui:
http://tagliatellevaganti.splinder.com/post/11323255#comment
ma anche da altre parti.

Vorrei dire solo due parole sulla qualità,quantità ,distribuzione ecc.,dato che ho letto parecchie inesattezze su varie discussioni -in vari blog-.Cercherò di essere breve ,sono un piccolo produttore della provincia di Cuneo , fino ad una decina di anni fa producevo es. 70 (faccio numeri a caso) , con il passare degli anni e qualche apparizione al Salone del Gusto (ebbene si) sono riuscito a far conoscere ed apprezzare il mio prodotto non solo in Piemonte ,ora la mia produzione è arrivata a 100 e qui si ferma perché andare oltre vorrebbe dire meno qualità ,su questo non ci sono discussioni. Se ora i miei prodotti li distribuisco in 10 (sempre a caso) piccoli punti vendita e ad ognuno vendo 10 pz., con il mio ingresso in Eataly , NON CAMBIA ASSOLUTAMENTE NULLA in fatto di produzione, rimane e rimarrà 100.Cambierà la distribuzione , mi pare banale, perché onestamente mi sento molto più “sputtanato” a vedere un mio prodotto venduto , magari in qualche piccolo famoso negozio di Milano , a 16 ,quando da me è stato comprato a 10 ,che non vederlo venduto a Eataly a 12 o 13 : il mio margine non cambia. Ripeto , cambierà il modo di distribuire , probabilmente ad alcuni negozi (specialmente quelli a cui alludevo prima) invece di dare 10 darò soltanto più 8.E quando il prodotto è finito , rimarranno gli scaffali vuoti .Punto. Forse non lo sapete ma esiste anche una possibilità di alternanza di piccoli produttori inoltre è certo che quando apriranno altri centri Eataly es. Milano, Genova ecc. NON troverete il mio prodotto ma altri di produttori locali. Forse gestire il limite vuol dire proprio questo o sbaglio? Ovviamente i disonesti esistono ovunque ma sarà il mercato ad escluderli , su questo non ci piove, perché il consumatore ,oggi ,è molto informato e sa scegliere , non c’è slogans che tenga.
Spero di non aver fatto troppa confusione con i numeri , ma la realtà è questa.

D’OC

17 Mag 2007 | ore 10:20

Uno scrive che è " un contandino cattivo, incazzato e stanco", aggiungiamoci che è di Cuneo, cioè piemontese come Farinetti, come la città dove ha aperto Eataly ed ecco che dovrebbe passare il concetto che lui ha il diritto di dire le sciocchezze che qui sta scrivendo su un'iniziativa grande - e per questo sbagliata? perchè è grande?? - e sullo sfruttamento dei piccoli produttori. Io sono qui, ascolto e pubblico tutto e quindi se ci sono dei produttori con nome e cognome e delle prove certe delle malefatte di Farinetti & C. ne parliamo ma se il ragionamento deve partire dal fatto che poichè Farinetti ha soldi e tanti e poichè è notoriamente di sinistra le due cose sono in contraddizione... per favore lasciamo perdere.
E lasciamo anche perdere il discorso su Eataly = GDO perchè vorrei proprio che tutta la GDO avesse dentro gente come Piero Alciati, vorrei che tutti i lavoratori potessero mangiare al banco dove mangiano i clienti durante la loro pausa-mensa, vorrei che Caprotti, il boss della Esselunga e da sempre anti sindacato fosse come Farinetti.
E vorrei che qui si discutesse in modo anche aspro ma intelligente.
E la demagogia è tutto meno che una manifestazione di intelligenza.

17 Mag 2007 | ore 10:27

difatti mica ho detto che sono un genio, difatti cerco di capire, sempre.
:-O)

17 Mag 2007 | ore 10:37

Quando qualche mese fa il mio "innocente" invito a visitare prima di giudicare fu leggermente frainteso dal Direttore, che mi accusò di voler "liquidare" la discussione, sapevo comunque di non essere in errore.

Tuttora i toni della discussione sono molto accesi ma sostanzialmente diversi tra chi ha visitato e chi no. Visitare Eataly e vedere al lavoro Farinetti, piuttosto che Alciati, Fiorentini, Capaldo e tanti altri può contribuire a farsi una opinione.
(E in questo mi trovo in perfetta sintonia con l'ultimo commento di Bonilli).

17 Mag 2007 | ore 10:48

Pomodori cuore di bue a maggio? Arrivano ovviamente da una serra. Per credere davvero al progetto ("i cibi di stagione sono più buoni e costano meno"), avrei preferito vedere piselli e asparagi.

17 Mag 2007 | ore 10:58

D'oc chiarisce quello che io avevo ipotizzato 4 mesi fa e cioè:
Per far funzionare Eataly non c'è bisogno che io abbia un piccolo produttore di carne che produca per 10 punti vendita, ma di dieci piccoli produttori diffusi sul territorio.
Il piccolo formaggiaio ha esaurito la sua produzione di formaggette di malga nel mio "supermercato"? Buon per lui e Eataly ne trova altri dieci.

Qui abbiamo a che fare con i soliti "Talebani" del gusto che credono di essere solo loro i depositeri della verità e dei buoni prodotti.

SVEGLIA!

In Italia abbiamo migliaia di piccolissime aziende che non possono permettersi una rete di rappresentanti e che hanno bisogno di vendere!!

E comunque quattro mesi fa, nel post su Eataly, ero forse l'unico a favore dell'iniziativa: ora posso dire...ve l'avevo detto!

P.s.: leggermente fuori OT ma a proposito dei Talebani del gusto:
quando, qualche mese fa ho citato io Peter Drucker e la sua tesi sulla qualità, se non ricordo male sul blog di Nerina, sono stato preso a male parole dallo Zaccaria produttore di riso.
Vedo ora , con piacere , che anche Bolasco approva.....

17 Mag 2007 | ore 11:01

@Edoardo Bresciano
Perché non me lo dici tu da dove arriva e dove vuole arrivare questo pullulare di grandi strutture?

Quoto Bonilli (anche se mi pare che abbia messo insieme il post del contadino di Cuneo, che non mi pareva incazzato e che ha spiegato da persona del settore quello che intendevo dire io sulla possibilità di vendere prodotti di nicchia in grandi strutture, con quello del "corsaro contadino", che incazzato e livoroso invece mi pare lo sia parecchio).

17 Mag 2007 | ore 11:16

Il contadino di Cuneo lo ha scritto nel suo blog, dove io sono arrivato tramite link, che è "un contadino cattivo, incazzato e stanco" e io l'ho preso in parola :-)

17 Mag 2007 | ore 12:34

Ma che palle Tombolini con il suo solito granello di sabbia.
Pier

17 Mag 2007 | ore 13:21

Scusate devo gumbo-cavillare un po':

@troglo: io ho parlato con dei (relativamente piccoli) produttori di formaggio che conosco e non regalano i prodotti...che idee strane hai ogni tanto!?

@annalisa: di asparagi e piselli freschi da Eataly ce ne sono in quantità, oltre a una stanza dedicata a quali sono le verdure di stagione (in cui si sono fatti immortalare bonilli e Farinetti).. Però credo che non siano proprio talebani della stagionalità anche perchè i clienti che passano di lì non sono così integralisti e magari se non trovano un prodotto non comprano neanche l'altro.
Poi se bonilli sul blog mette proprio un prodotto di serra, con tutte le foto che avrà fatto Sigrid, che dire...! :-)))

@Pia il contadino di Cuneo E' il corsaro contadino(Edoardo Bresciano, non gianni/D'OC!

17 Mag 2007 | ore 13:50

Preciso:D'OC è anche lui un piccolo produttore della prov. di Cuneo (come il corsaro).Anch'io sono della prov. Granda ma non produco ,Mangio e faccio controlli in questo campo.
Gianni

17 Mag 2007 | ore 14:07

appena ritrovo due produttori, li faro' scrivere, sul quantitativo richiesto a meta' prezzo oltre che pagare un "obolo" per le varie manifestazioni.....se vuoi leggere come organizzo la 2° giornata di piccoli produttori....do dai 150 ai 200 euro di bonus per partecipare, altro che chiedere a piccoli produttori di svendere i loro prodotti e pagare la pubblicita'

17 Mag 2007 | ore 14:38

Sarà come dice, sta di fatto che c'è la fila di produttori che vorrebbero entrare ad Eataly. Comunque cerca i 2 produttori.

17 Mag 2007 | ore 15:13

Non credo che Farinetti sia un benefattore ma un imprenditore che vuole lavorare nel segmento della qualità: compra a X e vende a Y tenendo conto dei prezzi della concorrenza, dell'immagine, dei blog e del passaparola... insomma un progetto da 23 milioni di euro non credo che parta con l'obiettivo - scritto nel budget - di strangolare i piccoli produttori. A quello ci pensa già la GDO e non solo i piccoli...

17 Mag 2007 | ore 15:15

perche' la gdo usa i piccoli produttori?...spiegatemi allora la soglia dei piccoli produttori.....

17 Mag 2007 | ore 15:18

Adriano ,cosa vuol dire soglia dei piccoli produttori?

17 Mag 2007 | ore 15:31

Vuol dire che anche la Barilla nella GDO deve fare i conti con le loro scelte, figurati Callipo oppure Occelli o i consorzi medi

17 Mag 2007 | ore 15:50

Non toccatemi Occelli , abito a 300 metri da casa sua e so benissimo come produce.
Pier

17 Mag 2007 | ore 16:22

Direttore Bonilli il termine sciocchezze poteva risparmiarselo. Allora io dico che Voi tutti siete servi del potere se la mettiamo su questi termini.
Vede direttore mi hanno insegnato il rispetto delle idee altrui. Senza eleggermi il Dio in terra non tollero.. ma accetto. Accetto con riserva di critica. Questa è la libertà che mi hanno regalato e che difenderò sempre. Ok?
Per il resto Le dico che ho cinque generazioni di imprenditori alle spalle...per cui so bene di cosa parlo. Vede, l'aver creato una realtà virtuale dove tutto appare bello, colorato e a portata di mano contribuisce ad addormentare e addomesticare la gente. Questo non succede solo a eataly ma succede nel quotidiano. Questo non è cosa giusta. Che facciano pure quello che vogliono tutti ma il tarlo in testa a qualche persona rimarrà. Non sono il solo contestatore/produttore: non vi chiedete chi c'è lo fa fare? Era più conveniente salire sul carro...no? Meditate gente meditate!! Brava Annalisa Barbagli hai visto quello che volevi, non quello che volevano...
Omaggi al padrone di casa il corsaro, senza padroni, toglie il disturbo.

17 Mag 2007 | ore 16:47

Corsaro, ma di che tarlo parli? Non capisco dove vuoi arrivare. Contestatori?Ma chi sono ? Sarai te.Ma poi cosa contesti?Sicuramente non puoi contestare la Qualità di Eataly perche se così fosse ..(ti rispondo dopo)Hai una azienda ,che credo funziona bene,avrai i tuoi punti vendita ,di cosa ti preoccupi?
Se è solo per fare un po' di casino , allora va bene,va bene tutto.
Pier

17 Mag 2007 | ore 17:00

Le sciocchezze sono sciocchezze, senza tanti salamelecchi, in questo caso uno che dice "... salire sul carro.." dice una sciocchezza e è un piccolo demagogo anche con 4 generazioni di imprenditori alle spalle.

17 Mag 2007 | ore 17:01

Ma non è per caso che quando Slowfood ha selezionato alcuni prodotti per Eataly ha scartato i vari patè e prosciutti d'oca del Corsaro.Mi sorge il dubbio.Mah

Pier

17 Mag 2007 | ore 17:05

Scartato? Demagogo?...Parole che rafforzano la fiducia nella mia strada. Sciocchezze invece mi sa di razzista. Vi credevo più aperti.. culturalmente s'intende.

17 Mag 2007 | ore 17:13

Ma in due parole riesci ad esporre il tuo problema verso Eataly , senza poetare tanto, scusa ma , ripeto, non so dove vuoi andare a "parare".
Pier

17 Mag 2007 | ore 17:19

Senti Pier...io non ho problemi l'hai detto anche Tu. Rileggiti.
Ho solo detto la mia opinione su quella iniziativa e sul rimbambimento generale del Pianeta. Tanto per dirti tutti a vomitare oscuri presagi di fine del mondo per via dell'inquinamento ecc.ecc. di Gaia e poi?
Niente.
Hai capito adesso: solo libera critica.
Sono fuori dal coro punto e basta...il post stà degenerando in nulla.

17 Mag 2007 | ore 17:25

i prodotti di edoardo scartati?...perche' non ne ha a sufficienza...prodotti veramente eccellenti, lui e' un cancher, ma lavora da dio...per me il discorso finisce qui....
Pier scusami ma la tua e' una levata di scudi programmata.

17 Mag 2007 | ore 17:26

Allora, devo dire che non finise mai la polemica su Eataly. Il buon Gianni ripubblica pari pari lo stesso commento su più blog compreso quello del sottoscritto, e rispondere un'altra volta mi sembra inutile. Credo che il coinvolgimento di Slow Food, almeno a livello di immagine, con Eataly sia stato l'aspetto scatenante della discussione. Se all'inizio, alla creazione dei Presidi, affermi solennemente che non ti inserisci nella parte commerciale(vallo a spiegare ai produttori di Pesca Regina di Londa, che chiedono aiuto e tu rispondi che non puoi farlo)e poi, come afferma Pier, sei proprio tu a fare la selezione dei prodotti, vuol dire che è cambiato il modo di pensare. Ma se tutto questo ai soci Slow Food va bene, da fuori possiamo discettare se questo è coerente o meno con l'idea iniziale, non certo impedirlo. Sono rimasto colpito dal commento di Bonilli rispetto a quanto scritto a Gennaio; sembra una sorta di folgorazione sulla via di Damasco l'incontro con Farinetti. Forse una visita in oncognito poteva svelare più cose ma tant'è. Comunque non viene messa in discussione la capacità imprenditoriale di Farinetti, la sua capacità di creare ottime pubbliche relazioni piuttosto che non venga tradita l'idea originale di più qualità per tutti.Nessuno ha smentito, ad oggi, che si vendono gli scaffali, che si chiede un contributo d'entrata, uno sconto forte..ed Eataly non ha i punti vendita di Coop al momento, ma le logiche di GDO ci sono tutte

17 Mag 2007 | ore 17:27

@Edoardo B
... con il tuo valido contributo ...
Pia

17 Mag 2007 | ore 17:28

parli in codice Pia?

17 Mag 2007 | ore 17:32

"levata di scudi programmata"?Ma cosa dite?Penso anch'io che i prodotti del corsaro sono ottimi, se poi non sono sufficenti ,cosa centra?Nessuno lo obbliga ad avere sempre gli scaffali pieni se NON NELLA GDO , li si.
Poi mi fa ridere , scusatemi ,l'andare in incognito da Eataly, ma cosa pensate di trovare o non trovare? Allora chiamate i RIS di Parma ,se la pensate in questo modo.
Gira e rigira il post di D'OC la dice lunga.
Pier

17 Mag 2007 | ore 17:39

Romanelli L. ci fa osservare un punto cruciale della faccenda: Slow food e Eataly. Forse è proprio qui che nascono i problemi. Con copia/incolla espongo quello che ho detto a Gianni B. nel mio blog: Gianni hai centrato la faccenda. Dal punto di vista commerciale...
Da quello umano invece...
Vedi, gente semplice come me ha sognato con Carlin e con tutto quello che ha creato.
Vedere e sentire uno di noi che non si inginocchiava al cospetto dei potenti anzi rivendicava il nostro diritto ad esistere. Capisci che roba. Con Terra Madre si toccava veramente il massimo.
Adesso si ha la sensazione di essere stati impacchettati e venduti al nemico. Credimi Gianni, queste parole mi escono dal cuore, con grande dolore....Non sono solo in questa situazione. Tanti riusciranno ad ingoiare il rospo e tirare avanti. Io non credo, certe ferite non possono rimarginarsi che per un miracolo.
Ora... vedete saccenti interlocutori di che pasta sono fatti quelli che si definiscono contadini veri.

17 Mag 2007 | ore 17:43

edoardo nella gdo?
ne faccio un romanzo.

17 Mag 2007 | ore 17:48

Ha, direttore ancora una cosa riguardo il piccolo demagogo, termine da Lei usato nei miei confronti.
Ha ragione. Sono piccolo. Un piccolo produttore. Perfettamente in linea con cosa si sosteneva un tempo: piccolo è buono e bello.
Demagogo è anche vero. Ma non credo che i miei pensieri siano espressione di degenerazione della democrazia.

17 Mag 2007 | ore 17:51

Per oggi voglio chiudere qui, ma voi non lavorate mai? Forse i problemi nascono da SF-Eataly, non certamente dai produttori vs Eataly , a parte il corsaro. Sulla vendita di scaffali, sconti ecc.. , chi è che deve smentire ? io con D'OC ho parlato 2 mesi fa ed era entusista di questa iniziativa , comunque lasciamo perdere.
Corsaro, PICCOLO E' BELLO, ma secondo te ,la maggior parte dei produttori di Eataly sono GRANDI?
NO. Hanno fatto scelte diverse dalle tue.Punto.
Ciao a tutti.
Pier

17 Mag 2007 | ore 17:55

pier levata di scudi programmata....

17 Mag 2007 | ore 18:25

Pier, troppo bello gettare il sasso, fare casino e poi non aspettare risposte. Lo smentire riguarda la logica da GDO che o viene o non viene utilizzata. Ripeto, questo è il punto ma non è VIETATo o altro:basta dire che tecnica si adotta. Coop, Esselunga, Sidis ecc. hanno criteri molto simili riguardo alla gestione dei fornitori, ce l'ha anche Farinetti? Bene, basta non fare finta di fare altro. Poi, è giusto che un imprenditore faccia impresa, cioè guadagni, che segua una morale meglio, ma che sia trasparente..meglio ancora!E poi Pier, , certo che si lavora, si risponde nei ritagli di tempo, qualche errore di battitura ci sta :-))))

17 Mag 2007 | ore 20:13

se vi interessa di la' sul forum GR ho riaperto discusssione poi anche sul mio miserrimo blog(brutte fotografie e discorsi scarni e poco approfonditi...datemi una mano a capire.....)

17 Mag 2007 | ore 20:34

che dire? sono esterefatto. Romanelli è stupito... a proposito, ma a Eataly ci sei stato? I problemi di slow food? se c'è uno che ha criticato quando tutti erano in ginocchio, sono io. ma qui che c'entra slow food? qui il discorso è più vasto, qui c'è un commerciante-bravo che fa un'iniziativa del tutto nuova e io la registro e applaudo sapendo benissimo che ci saranno delle contraddizioni ma che comunque i consumatori ci guadagneranno.
e a quello che parla di Terra Madre come della Rivelazione chiedo: ma quelli che l'hanno finanziata erano/sono diversi da Farinetti?
Ma che mondo è quello che un marziano capirebbe leggendo questa kafkiana e faustiana discussione?
sono in treno... vi lascio.

17 Mag 2007 | ore 20:45

sono in piedi...rimango.
buon viaggio.

17 Mag 2007 | ore 20:52

Sono seduto sul trono...perfortuna sennò la "Kafkia" era nei pantaloni. Ora sono definito "quello".
Ma bene direttore. Devo essere proprio in gamba, dato la suo grandissima esperienza, per averla così disorientato. Terra madre bisognava guardarla tra le righe caro mio direttore. Esprimeva la potenza della propaganda.
Concertare tutta quella gente che aveva solo un nome in testa: "Carlin"...
E allora? Certo il tutto si poteva muovere a piacimento, ma noi abbiamo voluto credere alle buone intenzioni. Non capisco la Sua battuta...forse è a sfondo politico... boh? Guardi, e se riesce ancora a distinguere sincerità da paraculaggine, le dico che il tempo....solo il tempo sentenzierà. Non di certo i blog, (quelli pro e quelli contro) e tutto il coro di ruffiani del gusto che infestano il mio settore. Ne ho già visti di voltafaccia che Lei non si sogna nemmeno. Arrivederci e buon viaggio

17 Mag 2007 | ore 21:11

Eh si, trattasi di talebani, caro Direttore....che uno poi pensa - visto che vendete tutta la vostra microproduzione al di fuori dei canali di vendita GDO, ma perchè non andate da qualche altra parte a rompere le scatole ed a pontificare sui canali di vendita giusti o ingiusti!
E' che le idee nuove non riuscite non dico a capirle, ma neanche lo sforzo di comprendere: per voi c'è solo o Lilloni che si deve fare 200 km su e giù per le valli o la GDO
Tertium non datur!

Ma non è che lassù sulle montagne vi sentite soli con le oche e vi siete rotti le palle delle caprette che sanno fare solo ciao?
:-))

17 Mag 2007 | ore 21:31

non solo tombolini...io non faccio duecento chilometri per un chilo di formaggio od il culo di un oca...sto organizzando in piccolo un reticolo di piccoli ristoranti che ad una data prestabilita fanno scendere il produttore, o si fanno spedire, il prodotto...sa' cos'e' la collaborazione di settore, o conosce solo uomini e lupi?...parliamone

17 Mag 2007 | ore 22:25

Adriano lascia stare. Non c'è GUSTO qui.

17 Mag 2007 | ore 23:10

no e'non solo tombolini e pier che non capisce...io non posso certamente rispondere a uno che dice : per voi c'e' solo liloni...ma non fatemi ridere..io non sono distributore sono un trattore che ama scoprire...materia prima buona...
bona le'!...
non sono tombolini se vorrai parlarmi a visu io sono qua!....
azz non ho la mappatura...comunque chiedi in giro....:-O)

17 Mag 2007 | ore 23:18

Antonio T., ora nonsonotombolini (chissa quando avremo l'onore di leggere il suo nome per intero), la smetta di citarmi a sproposito. Faccia girare le rotelle prima di scrivere.

17 Mag 2007 | ore 23:37

Eataly è un grande progetto che riuscirà a mutare le abitudini alimentari dei consumatori. Eataly arriva proprio nel momento in cui la GDO sembra stia peggiorando notevolmente il livello qualitativo di parte della merce offerta. Alla discussione che ho letto in questi numerosi commenti sarà il tempo a dare risposta perché è il profitto a condizionare spesso le metodologie di produzione che sono innegabilmente diverse a seconda dei volumi di distribuzione (un esempio su tutti la stagionatura dei vari prodotti).
Personalmente non ritengo che il futuro della distribuzione dei prodotti di qualità superiore passi attraverso la distribuzione dai grandi volumi.

18 Mag 2007 | ore 00:07

Intervengo dopo l'ennesima telefonata che ricevo in merito a questo post.
Premesso che conosco Capaldo, avevo sentito parlare del progetto eataly a maggio 2006 e
sentendo quello che mi raccontava Sergio pensai che l'idea (almeno a parole) fosse buona perchè alla base del progetto c'era anche l'intenzione di rendere del buon cibo popolare.
Già, parlavamo proprio di quel cibo realizzato con una materia prima invidiabile che solitamente è appannaggio di pochi ristoranti ma che con tutte le pugnette che girano dietro un certo tipo di ristorazione quel piatto e quella materia prima non può essere venduta al di sotto una certa soglia di prezzo facendo dell'alta ristorazione un luogo proibitivo ai più del pianeta.
Eataly invece non vuole far altro che offrire l'opportunità di accogliere persone che in altri contesti si sentirebbero intimidite a prescindere dal prezzo e non solo.

In questo post c'è stato chi paventava l'ipotesi che fosse impossibile far fronte a una certa quantità di richiesta con la vera qualità.
Evidentemente chi partecipa a queste discussioni si dimentica della regola fondamentale della domanda e dell'offerta.
Per spiegarmi provo a fare un esempio. Ad Eataly vendono la carne della Granda che attualmente è la migliore carne presente sul territorio nazionale ed è distribuita da solo 6 macellerie. Ora, questi 6 macellai possono contare su un tot. numero di bestiame proveniente da una 20 di allevatori che lavorano seguendo un detreminato disciplinare al fine di garantire una qualità elevata del prodotto. Mi sembra normale che se la domanda cresce dovrà crescere anche la produzione che andrà ad estendersi ad altri allevatori ma dov'è sta il problema se viene rispettato un disciplinare?
Magari in Italia potesse aumentare la domanda e di conseguenza l'offerta di cibi di qualità penso che farebbe la felicità di chiunque, invece in questa discussione mi sembra che si cerchi di fare un inutile caccia alle streghe ergendosi a paladino della ristorazione e della produzione zappando e fertilizzando solo il proprio orticello e gettando l'erbacce e le lumache in quello del vicino.

Ho trovato anche stupido che molte persone si facciano delle seghe mentali su quali siano i ricavi di Farinetti, quanto riesce a strappare sul presunto potere di acquisto esercitato da Farinetti o chi per lui, sembrano tutte discussioni da bar dello sport dove si tira in ballo la “notizia certa” saputa dall'amico di un amico di un amico del parente di uno che è stato contattato da eataly per la fornitura oppure l'ha sentita raccontare da quella fonte attendibile (l'altro giornalismo gastronomico) che è Vuggì.
Ma voi fate tutto a gratis?
Credete che Bonilli abbia inventato la Città del Gusto perchè da piccolo giocava con il Lego?
Pensate che il Corsaro Contadino allevi le oche perchè gli fanno compagnia?
Fatevi spiegare da Liloni che qui fa tanto il paladinodella qualità tirando le pietre al povero Farinetti cosa intende con il suo concetto di gestione differenziata.....

Tutta questa ipocrisia, che sa tanto di rosicamento, è uno dei motivi che mi tengono lontani da questo blog.......rosicate pure, buon pro vi faccia.

Mucca

18 Mag 2007 | ore 00:45

io tiro le pietre al "povero" Farinetti?...mucca non farmi ridere, io torno a ripeterlo, non c'entro nulla, la mia era una ricerca personale, se poi tu piero pompili pensi per partito preso che io sia un millantatore stronzo, ti ritorno la palla, io non ho mai offeso il tuo operato, se non credi a quello che sto facendo, logicamente in piccolo, non criticarmi, non sai neanche cosa sto facendo.
Tu fai bene il tuo lavoro? bene...son contento che qualcuno s'impegni...
io nel mio piccolo sto cercando di virare la mia cucina su prodotti particolari trovabili, a prezzi contenuti, anche io nel mio piccolo faccio felice l'umanita' godereccia.
con te non si puo' intavolare un discorso chiaro, per la antipatia personale, nata da scontri che non hanno ragione di essere....
buonanotte e stai tranquillo, non ho nessuna intenzione di intralciare, od offuscare la tua luce tubo di wood.....continua a ballare, io intanto lavoro e ricerco per me, quello che mi piace.
ciao

18 Mag 2007 | ore 01:00

Direttore, scusami ma anche tu ne hai parlato prima di esserci stato. Ci andrò, questo è sicuro. Riguardo a SF, nell'ambito del tuo precedente post ed anche in quello attuale l'argomento è venuto fuori, o sbaglio? nessuno ti ha certo detto che hai lesinato critiche anzi la faccia l'hai sempre messa senza paura. Comunque, se lgli interventi diventano virulenti come quello di muccapazza, che mette il naso, spara e poi scappa, è un peccato..

18 Mag 2007 | ore 09:03

Personalmente, da consumatore, vorrei rispondere brevemente al produttore di Cuneo che parlava a favore di Eataly: mi sbaglierò, non sono un produttore, ma io un mio ipotetico prodotto alimentare di qualità lo vedrei svilito a Eataly, e non in una piccola ma autentica bottega del gusto... L'opposto di quanto detto dal produttore di Cuneo, ovviamente nel pieno rispetto delle sue idee. Quel che trovo strano è che da tutti i commenti postati (alcuni anche un pò di cattivo gusto) non è uscita una parola su una delle differenze principali tra GDO (come Eataly!) e piccoli artigiani (o bottegai che dir si voglia): questa differenza sta nella passione, nel coinvolgimento, nella conoscenza e/o nella scoperta... Ma vogliamo paragonare la bellezza di un prodotto comprato in bottega, con una persona competente (almeno in tanti casi, certo non in tutti) che ti spiega come nasce QUEL prodotto, come lavora CHI lo produce, COME è bene gustarlo, con COSA abbinarlo per assaporarlo al meglio.... Non vorrei passare per patetico visionario, per carità, ma quando acquisto un prodotto "particolare", qualitativamente parlando, mi piace ricevere anche un pò di cultura a riguardo, quasi come se fosse il prodotto a parlare, ma già in bottega, prima di essere sul piatto! In una parola sola, deve uscire il CUORE!! E invece a Eataly, con tutto il rispetto, cosa esce? I prodotti saranno buoni, ma nessuno dica che l'effetto non è tipo quello di un supermercato....
E poi chi ci mette la mano sul fuoco circa la sostenibilità dei prezzi? Io consumatore da Eataly pago meno un prodotto X che non da altre parti: ammesso che questo sia vero, diciamo che mi fa piacere; ma Eataly il prodotto X al produttore quanto lo paga? Lo paga il giusto? O la logica dei pagamenti è la stessa della GDO classica, quindi con pagamenti bassi a 180 giorni? Se la logica è quella di applicare prezzi bassi ma guadagnare sui grandi volumi, siamo in piena logica GDO: e questa, spiace dirlo, con la QUALITA' non c'entra nulla.

18 Mag 2007 | ore 09:27

....dunque vediamo....EdoardoB c'è....Lilloni pure.....Zaccaria si è appena affacciato.....chi manca?.......Ah si, Pianogrillo e siamo completi!

18 Mag 2007 | ore 09:37

E poi chi ci mette la mano sul fuoco circa la sostenibilità dei prezzi? Io consumatore da Eataly pago meno un prodotto X che non da altre parti: ammesso che questo sia vero, diciamo che mi fa piacere; ma Eataly il prodotto X al produttore quanto lo paga? Lo paga il giusto? O la logica dei pagamenti è la stessa della GDO classica, quindi con pagamenti bassi a 180 giorni? Se la logica è quella di applicare prezzi bassi ma guadagnare sui grandi volumi, siamo in piena logica GDO: e questa, spiace dirlo, con la QUALITA' non c'entra nulla.

scusi Ripellino, se le domande le facesse per davvero a chi può risponderle (Farinetti), forse avrebbe anche delle risposte vere. così è solo retorica spicciola, una delle specialità in cui noi italiani primeggiamo alle olimpiadi delle palate di merda a gratis, da riservare a chi ha successo (e non può offrirci un posto di lavoro, in tal caso scatta l'operazione "tutti in soccorso del vincitore")
oloap
che trova eataly un capolavoro assoluto, culturale prima di ogni altra considerazione
io i negrieri non li ho visti, prodotti di merda nemmeno e un discount a me pare diverso

18 Mag 2007 | ore 09:42

Mi sono sentito tirato in ballo più volte su vari blog, cercherò di essere breve: prima di tutto ,rispetto molto le posizioni di edoardo anche se abbiamo in parte scelto strade diverse; in parte perchè entrambi abbiamo nostri prodotti in vendita in diversi punti ,in più io vendo ad Eataly. Devo dire che ho sempre seguito con attenzione la filosofia di Slowfood specialmente quando si parla di pulito buono e giusto. Ecco , il giusto, e quello che più interessa a me ,ma soprattutto verso il fruitore finale del mio prodotto cioè il consumatore. Desidero che chi compera paghi il giusto. Non è una banalità. Onestamente non m'importa molto che certe botteghe abbiano da pagare affitti da favola ecc. Esistono ,eccome se esistono rivenditori onestissimi. Come ho già scritto un po’ di tempo fa ,mi sento sputtanato a vedere un mio prodotto venduto a cifre da capogiro che non vederlo ad un prezzo giusto, ritenuto giusto da me, e ad Eataly questo accade. Romanelli fa un po' di conti su quello che avevo scritto , ma ripeto, ci sono moltissime botteghe che "vanno avanti" benissimo mantenendo prezzi onesti. Ad Eataly vendo una parte di quello che riesco a produrre , la mia produzione e la mia qualità non è variata di un millimetro e quando lo scaffale è vuoto, rimane vuoto .Senza nessuna penale, cosa che invece succede nella GDO. Questo vorrei che fosse chiaro. Perchè vendo ad Eataly? E perchè no. A me in termini economici non cambia nulla, la visibilità è alta, tant'è che molti clienti vengono a visitare l'azienda e anche per loro qualcosa rimane. Questo dovrebbe farmi dispiacere? Comunque vorrei che fosse chiaro che la mia produzione è rimasta tale quale a quella di un anno fa. E così resterà. Ditemi voi perchè non avrei dovuto aderire a questo "progetto"? Ci sono altre soluzioni come ha scritto Adriano, cioè la vendita online, ma giustamente qualcuno l'ha subito stoppato: i costi sono troppo alti. Onestamente ,se la polemica in se è nata dal fatto che Slowfood "si è messo a commercializzare" a me non interessa ,anche se non sono d'accordo su questa tesi e comunque a me, come ho già detto ,interessa il consumatore: non sono Babbo Natale come non lo è Farinetti ma da questa iniziativa sicuramente il cliente finale non ci perde. Ancora una battuta finale, che mi ha fatto sorridere: è il consiglio di Romanelli a Bonilli ,cioè andare in incognito a Torino. Spero fosse proprio soltanto un battuta. O forse si spera di trovare il baffuto Farinetti intento a frustare i suoi dipendenti? Mah. Concludo, Romanelli,Adriano ecc. fatevi un giro ad Eataly, parlate con i produttori, con i consumatori e poi discutiamo. Non vogliatemene ma dico questo perchè la maggior parte di chi scrive qui è solo un "teorico" , spero di essermi spiegato. Il Corsaro no, lui è come me ,forse un pò più incazzato , lo capisco anche se non condivido quasi nulla di quel che dice. Ovviamente non pretendo che altri condividano le mie posizioni. Grazie direttore.
D'OC

18 Mag 2007 | ore 10:14

viaggio di ritorno, aspettando ES per Roma: sempre più sorpreso leggo questi interventi abbastanza demagogici - non tutti, ovviamente - e penso che in Italia è difficile fare cose nuove perché si privilegia l'esistente.
La bottega dove ti spiegano... ? si ce ne sono molte e altrettante di furbacchioni che vendono spaghetti a 7 euro per 500 gr dicendoti un sacco di frgnacce. Oggi che cibo e vino tirano hanno fatto irruzione nel settore i lanzichenecchi e per i piccoli e bravi è dura.
Farinetti ha rilanciato e la proposta è interessante e forte. Con lui Coop Liguria, Coop Adriatico e in misura diversa slow food.
Non mi sembra proprio la banda Bassotti, certo, il progetto dovrà affinarsi ma intanto "la gente" di Torino l'ha promosso con il 9.
Quello che diciamo noi è contorno... :-)

18 Mag 2007 | ore 10:22

per mucca, mai attaccato il signor Farinetti, non lo conosco, ero perplesso sulla possibilita' di numeri elevati con prodotti di bassa produzione numerica,ne ho esempi anche in zona senza andare a Torino...Per il signor antonio t io sono fruitore non produttore come quei tre bravi da lei citati, non capisco il sarcasmo suo nei nostri riguardi me lo spiega?

18 Mag 2007 | ore 10:32

Muccapazza sarà pur stato virulento (ma è presto per dire se è scappato), comunque almeno una riflessione utile alla discussione l'ha introdotta: se il mercato impara a riconoscere la qualità, e la richiede, è possibile che si inneschi un circolo virtuoso, con sempre più produttori e sempre più distributori che competeranno sulla qualità, la salubrità, la sicurezza piuttosto che sul prezzo tout-court.
Inoltre mi piacerebbe sapere da tutti quelli che sono scettici sulle intenzioni e critici sulle strategie di approvvigionamento di Eataly (peraltro non avendo documentato, fino ad ora, nessuna delle affermazioni, riferite per "sentito dire") quale sarebbe la loro soluzione per realizzare un'attività imprenditoriale di successo, che si regga in piedi senza sovvenzioni pubbliche, e che porti al grande pubblico alimenti di qualità a prezzi corretti, facendo, oltre che un'operazione commerciale, anche un utile lavoro di divulgazione e di promozione dei buoni prodotti italiani.
O trovate giusto che il buono rimanga destinato a pochi eletti?

18 Mag 2007 | ore 10:36

il discorso e' inverso Pia, io non certamente per l'oligarchia alimentare, ma se un produttore fa mille chili di bagoss in un anno, come puoi pretendere di trovarlo a disposizione di migliaia di persone?ho fatto l'esempio del bagoss perche' e' una realta' vicina a me, qualcun altro potreb be dirlo sul lardo di colonnata o sul pecorino di fossa...sono prodotti di nicchia il volere aumentare a diusmisura la fruibilita', porta inevitabilmente ad un calo della qualita', assaggia ora il colonnata ti ricorda quello di dieci anni fa? o per parlare del bagoss che per curiosita' assaggiai in toscana, e mi veniva da ridere, era nelle migliori delle ipotesi latte di pianura lavorato e stagionato in valle.... ecco questi sono i lanzicchenecchi che ti vendono un formaggio a 40 euro al chilo, sputtanandone l'originale qualita' e unicita'.

18 Mag 2007 | ore 10:43

@Adriano
E che c'entra con il discorso Eataly, almeno per quanto ne sappiamo?
Fin'ora nessuno ha parlato di "forzare" la capacità produttiva dei piccoli produttori. Ne è addirittura intervenuto uno (D'OC) per spiegare che, esaurita la produzione, lo scaffale rimane vuoto oppure viene rifornito da altri prodotti simili di altri produttori (che è anche quello che ha scritto Mucca sulla carne della Granda e che dicevo io con il discorso che è solo una questione di organizzazione).
Che ci siano i furbi che spacciano per Colonnata ciò che Colonnata non è, e che se lo fanno pagare come se lo fosse non mi pare sia una novità e, per quanto ne so, non dovrebbe rientrare nella strategia di Eataly ... o tu hai informazioni diverse in proposito?

18 Mag 2007 | ore 10:53

Caro Adriano, i "prestigiatori" come qualcuno li ha definiti,esistono in tutti i campi,sapessi quanti ne conosco e sono proprio quelli che negli ultimi 2-3 anni hanno invaso moltissimi bottegai , i quali ,nella maggior parte dei casi sono all'oscuro di tutto.E' qui che bisogna controllare e Slowfood , per quanto ne so fa la sua parte.
D'OC

18 Mag 2007 | ore 10:53

difatti io non ho parlato di eatitaly nell'ultimo intervento...torno a ripeterlo la mia perplessita' e' quella iniziale,non conosco il signor Farinetti, e non ho visitato eatitaly, nessuno me ne aveva accennato, erano semplicemente miei ragionamenti....se poi qualcuno vuole mettermi in bocca cose che non ho detto faccia pure...quello che ho scritto non e' stato cancellato, scripta manent.... :-O)

18 Mag 2007 | ore 10:59

evidentemente se fosse davvero una distribuzione come ha detto d'oc ne sarei felice....

18 Mag 2007 | ore 11:00

D'oc, non condividi la mia onestà? Avere rispetto per chi mi da da mangiare non creando competizioni assurde con la nuova "strada"?
Chissenefrega, io vado a testa alta, ovunque e non devo MAI abbassare gli occhi...MAI.
haha rido perchè, in bottega, sento dei produttori preoccupati per scarsa disponibilità di loro articoli. Poverini non sanno come giustificare le mancanze...Già e tutto in via Torino...Comodo il piede in due staffe.

18 Mag 2007 | ore 11:04

Giusto per rispondere al Sig. Marchi: non ho parlato di discount, di negrieri e di prodotti di M (scusi, am non dico parolacce); semplicemente ritengo che sia (Etaly) uno scatolone con dentro cose anche interessanti, ma che nel complesso poco hanno a che fare con la qualità: ripeto, solo secondo il mio modestissimo parere (e su questo blog forse di modestia ci sarebbe bisogno....)! Come sa, Sig. Marchi, esistono anche le vie di mezzo: chiaro che ognuno compra ciò che vuole, ma non vedo come si possa associare l'offerta di Eataly nel suo complesso ad un discorso di enogastronomia al top!! Ritengo interessanti le proposte di "aperitivo con il produttore", i vari angoli didattici, le lezioni di cucina, ecc: ma l'acquisto dei prodotti io lo preferisco fare altrove! E' solo un punto di vista, senza pensare ai negrieri... Poi chiaro che sta al consumatore cercare di non farsi gabbare: i furbacchioni ci sono ovunque, i disonesti pure, non parliamo dei ladri! Ma uno, potendo scegliere e aguzzando l'ingegno, cercherà ben di non farsi fregare.... O no?

18 Mag 2007 | ore 11:08

...."ero perplesso sulla possibilita' di numeri elevati con prodotti di bassa produzione numerica"...
Ecco appunto, scripta manent, Lilloni.

Io lo avevo detto 4 mesi fa: se un prodotto finisce sullo scaffale si mette il prodotto di un altro contadino di genere simile.

E' tutta qua la differenza fra la GDO e Eataly

Semplice e geniale.

E' che voi (talebani) siete convinti che a fare prodotti tipici siano i soliti quattro gatti quando invece l'Italia è piena di piccoli produttori che fanno ottimi prodotti che non hanno sbocchi commerciali.

Per la serie: ma che, ce l'avete solo voi?

18 Mag 2007 | ore 11:12

Ti prude nonsolotombolini?
Grattati o lavati. Poi presentati come si deve, nome e cognome e forse sarai all'altezza di parlare.
Talebano lo dici a tua sorella. Io non lapido donne...non impongo niente a nessuno mi esprimo in libertà. Servo del potere sai cosa è la libertà? No non lo sai e non la meriti. Nasconditi

18 Mag 2007 | ore 11:20

io non l'ho epitetata nonsonotombolini, io non sono un rivenditore ho una piccola trattoria, e non mi sembra di avere detto che ho la bibbia in mano, semplicemente questo.
Ho usato molto del mio tempo per trovare dei piccoli produttori che per una giornata faro' riunire in zona, poi si organizzeranno, per spedire personalmente i loro prodotti a chi sara' interessato,ho ammazzato qualcuno, ho sequestrato qualcuno per farmi dare del talebano dal primo arrivato?.....

18 Mag 2007 | ore 11:22

Aiuto, delirio generale! :-))

In quanto torinese, vorrei ribadire il fatto che questo temutissimo (non da me) mostro capitalistico fagocitatore di piccoli e onesti artigiani sorge in una zona in cui di cibo di qualità se ne trova ben poco.

Inoltre, occasionalmente io apprezzo la competenza del venditore specializzato (ma poi non è che ce ne siano proprio a bizzeffe).

Ma quotidinamente mangio tre volte al giorno, mi tocca far la spesa 2-3 volte alla settimana e non ho tempo nè voglia per girare il Piemonte alla ricerca della qualità.
E' così comodo Eataly! Per uan volta che c'è una cosa interessante e pure qui a Torino ecchecavolo!

E poi voi non siete neanche di queste parti perchè vi impicciate così tanto degli affari nostri?
Non vi piace il progetto? Non supportatelo, non partecipate, non andate a fare la spesa o a mangiare lì.
Se no spiegatemi in 3 frasi in cosa consiste il DANNO provocato da Eataly, vediamo se mi convincete...

18 Mag 2007 | ore 11:29

Scusa Ripellino,ma se altri produttori come me non vendessero ad Eataly ma soltanto alla piccola bottega , dove magari tu vai a fare la spesa , allora il prodotto sarebbe di qualità? Solo perchè lo trovi ad Eataly non lo è? Spiega il concetto , perchè ,altrimneti mi sento tirato in ballo in modo non indifferente .
D'OC

18 Mag 2007 | ore 11:30

o cavolo!...ma parlo italiano o cosa?
Se a Torino mancava una cosa del genere e ne siete contenti, bene!
io non ho demonizzato nessuno!....se e' un alternativa migliore di certa gdo meglio!....se qualche produttore non ha voluto partecipare al rastrellamento(un po' di ironia no?) di eatitaly, avra' le sue ragioni....
Le discussioni si iniziano per capire, credo.....

18 Mag 2007 | ore 11:33

Se tu non capisci la poesia del recarsi in cascina, in malga...fare su e giù per monti e colline e trovare qualche cosa che ti piace. Poi tornare a casa e gustarlo avendo da raccontare nuove storie...significa che non sai nemmeno lontanamente cosa sia la golosità del gusto.
Poi, torinese sono anche io. Dove vivo e lavoro è una altra faccenda.
Danni? chi parla di danni.
Dormi, dormi pure. L'appiattimento procede.
E l'est avanza.

18 Mag 2007 | ore 11:36

Più che corsaro contadino, caro Edoardo B, dovresti chiamarti snob contadino ...

18 Mag 2007 | ore 11:39

Hai ragione Edoardo , sarà anche poetico andare su e giù per le valli a trovare i prodotti, io sono contento quando qualcuno arriva qui da me , ma cerca di capire che non tutti hanno questa possibilità e allora si ritorna a qualche "punto" del manifesto di Eataly dove si dice di voler portare la qualità alla maggior parte di persone.O no?

18 Mag 2007 | ore 11:42

No Sig. D'OC, non voglio tirare in ballo nessuno, e non metto in dubbio che sia vero quanto lei afferma, cioè che la sua produzione è rimasta invariata dall'anno scorso. Le credo, punto e basta! Però mi permetto di avere il legittimo sospetto che siate in pochi a comportarvi così, o che quantomeno ci sia anche chi in questo ci sguazza, e se fino a ieri produceva 10, da oggi fa i salti mortali per produrre 15 (per ragioni anche ovvie, se vogliamo), a discapito del prodotto che non farà certo schifo, ci mancherebbe, ma diventerà progressivamente meno autentico, meno artigianale, ecc... E' solo un sospetto, da rispettare come va rispettato il sospetto di chi pensa che le botteghe siano tutte organizzazioni a delinquere! Un esempio? Visto l'assalto del primo mese ci sono prodotti che sugli scaffali di Eataly non si dovrebbero vedere più per tutto l'anno, tanto è limitata la loro produzione; non capisco chi dice che esaurita la roba del produttore X basta rifornirsi dello stesso prodotto dal produttore Y perchè gli artigiani non sono 4 gatti: a parte che i produttori eccellenti (e dico ECCELLENTI, non "soltanto" bravi o validi) non saranno 4 gatti ma nemmeno nascono come funghi, ok che non ce l'hanno solo loro, ma questo è un concetto che cmq non può essere applicato a qualsivoglia prodotto; può andar bene come discorso con un vino, magari con gli ortaggi (a patto di rispettarne la stagionalità) e altri prodotti, ma non può andare bene con il blu del Moncenisio, che è un formaggio di cui si producono solo poche decine di forme all'anno, letteralmente a rischio estinzione.... e dove sono le flotte di casari e allevatori che ne producono quintali, in modo da poterlo vendere tutto l'anno!! Questo volevo dire, e questa, rispettando tutti, è la mia modesta opinione.

18 Mag 2007 | ore 11:53

ieri ho controllato dal mio verduraio(che non ha l'orticello del nonno) i cuore di bue costavano 2.80 euro al chilo......

18 Mag 2007 | ore 11:58

"....se tu non capisci la poesia del recarsi in cascina, in malga...fare su e giù per monti e colline...."

Ma fatteli tu i monti e le colline!

Io non voglio mangiare bene una volta al mese che ho tempo per le colline e le valli!

Io voglio mangiare bene sempre, tutti i giorni ed al giusto prezzo.

Io lavoro, guadagno e sono disposto a spendere di più e se Eataly mi evita il giro delle malghe, viva Eataly!

Siamo ad un punto di svolta e voi non siete pronti, questa è la verità!!

Avete scoperto anche voi che di formaggiai ce ne sono a centinaia.

Servo del potere a me?

Sei tu che ti senti elite....io sono per il Libero Formaggio in Libero Stato! La qualità al Popolo!

E scommetto che da voi anche le caprette hanno la erre moscia!

18 Mag 2007 | ore 11:58

Io rispetto tutte le opinioni ,anche la tua Luca,e non demonizzo sicuramente i bottegai , dico soltanto che sia tra i produttori (aumento produz.) che tra i rivenditori (aumento prezzi), i furbi esistono.Ma se tu sei un consumatore attento prima o poi quel tal prodotto non lo comperi più.Se poi mi fai un esempio concreto di quale prodotto non dovrebbe più esserci ad Eataly...

18 Mag 2007 | ore 12:06

prima ci si presenta, se si vuole rompere gratuitamente, vorrei almeno sapere con chi sto parlando..per il tuo motto mi viene da ridere!
chiedero' al consorzio del bagoss di distribuire gratis a tutti gli italiani un chilo di bagoss al mese.....e domani telefonero' a quelli del parmigiano mucche rosse di far rotolare qualche migliaio di forme verso casa tua per ringraziarti degli interventi intelligenti...

18 Mag 2007 | ore 12:07

L'evangelizazzione del gusto. Ma fatemi il favore. Al popolo nessuno mai ha fatto favori, d'oc. Sogni?
Io e Te possiamo fare favori...siamo due entità reali. I business man non fanno favori fanno calcoli.
Ma chissenefrega, basta...ok...fate quello che volete tutti. Il mondo non è l'Italia.
Vi piace vivere nel medioevo...pagare il 65% del reddito come pizzo allo stato...andare a elettricità più costosa del pianeta...andare dal parrucchiere il lunedi, in taxi.
Fatelo, ma non pretendete che tutti siano daccordo. Imparate a accettare il diverso...
Pia, pia,pia; prova, accendi per un attimo il cervello. Ma credi veramente che uno snob perderebbe il suo tempo qui.
In questo stato dove la gente si è calata in massa le mutande al palazzo?

18 Mag 2007 | ore 12:09

No Pia, permettimi di dire che stai sbagliando strada: nessuno snob; è solo che la terra è bassa (e chi produce lo sa!), ma la schiena va tenuta dritta.
Per il resto, che brutta quest'abitudine al "tutto e subito" che rispecchia in pieno l'andamento della nostra società, frenetica, isterica e sempre più di corsa, talmente di corsa da perdere "cose" (cioè valori) per strada senza nemmeno accorgersene.... Pazienza dire "non ho tempo" di girare aziende e cascine, ripeto è uno specchio dei nostri giorni; ma preferire la comodità di trovare tutto in un unico posto perchè "non si ha voglia" di girare aziende e cascine è triste, o forse meglio dire che è snob! Questo è snob! Non si può parlare di cibo, di enogastronomia, di passioni culiarie, di interessi legati a questo ambiente se si rifiuta a priori il contatto con la fonte, con l'essenza di ciò che mettiamo nel piatto, con chi il cibo lo produce, e per farlo si fa il mazzo e si sporca le mani: questo è snob! E' come voler imparare ad andare in barca a vela odiando il mare.... E in questo, lo ripeto, grazie a Dio esistono bottegai seri, in grado di far da tramite fra produttore e prodotto: non è la stessa cosa, ma è meglio di Eataly! E per chi dice che l'argomento riguarda solo i torinesi, rispondo che non sono torinese, non abito a Torino, ma ho Torino nel cuore e la considero la città più fascinosa che esista: quindi parlo di Eataly, e (senza fare pubblicità ad alcuno, mai mi permetterei...) il formaggio lo compro da Borgiattino, e un piatto di gastronomia pronta da Steffanone: solo esempi, anzi semplici esempi, per dire dov'è che comprando s'impara pure.... E a chi ora pensa "facile parlare così col portafoglio gonfio" rispondo: nessun portafoglio gonfio, per la precisione 1.100€ al mese! Semplicemente, SELEZIONO!
E qui chiudo; buona giornata a tutti. Luca

18 Mag 2007 | ore 12:13

Certo che sei servo del potere. Servo e vittima lobotizzata. Hai una scusante. Talmente convinto di non avere tempo che...non hai tempo. Lo sai che il tempo è una illusione?
Prova a vivere slow...vedrai come ti si moltiplicano le ore.
Un esercizio semplice: focalizza il pensiero sulla respirazione. Prendi coscenza che respiri...che sei vivo. Senti la vita. Prova, magari funziona. Dopo vedrai con altri occhi.
Credi a me.

18 Mag 2007 | ore 12:17

Vorrei sapere anch'io ,da Luca, qual è quel prodotto che è terminato mesi fa ed invece si continua a trovare negli scaffali.
@ Adriano , il cuore di bue di Eataly è quello di Albenga , se sei un ristoratore dovresti conoscerne le qualità .

18 Mag 2007 | ore 12:21

Sono Pugliese
Il link che segue ti porterà a al sito del Ministero delle Politiche agricole.
E' l'elenco dei prodotti tipici pugliesi

SONO SETTE PAGINE FITTE!

Per ogni prodotto elencato ci sono almeno quattro produttori

SIAMO PIENI DI PRODOTTI TIPICI DA VENDERE LO VOLETE CAPIRE O NO??!!!

PIENI!

Che fai lilloni, ce li vendi tutti tu nel tuo ristorante??

http://www.politicheagricole.it/ProdottiQualita/ProdottiTradizionali/risultati.htm?nPage=1&selectregione=15&selectsettore=

18 Mag 2007 | ore 12:22

Ho conosciuto pugliesi con le palle che si sarebbero venduti tutto da soli. Dove le hai messe?

18 Mag 2007 | ore 12:26

Non credo che Edoardo B conosca personalmente Gumbo Chicken, dunque non può sapere se capisce o non capisce "la poesia del recarsi in cascina, in malga...fare su e giù per monti e colline e trovare qualche cosa che ti piace. Poi tornare a casa e gustarlo avendo da raccontare nuove storie...". Non c'era nulla in quel che Gumbo ha scritto che potesse dare questa informazione.
Però Edoardo B, dall'alto della sua spocchia, o dal fondo della sua incazzatura con il mondo, ha deciso che "significa che non sai nemmeno lontanamente cosa sia la golosità del gusto".
Gumbo Chicken ha scritto altro.

18 Mag 2007 | ore 12:27

per Ripellino: lo so che non ne ha parlato lei direttamente, era per dire che mi fa ridere chi dipinge farinetti come un dracula del capitalismo ed eataly come un posto mediocre
dico solo che come facciamo a sapere oggi che domani ci sarà meno prodotto buono e così via?
io sono certo che senza eataly a torino il panorama della grande distribuzione si abbasserebbe
certo che è divertente: se il formaggio è venduto in alpeggio è corretto, buono, democratico e antifascita, se lo stesso viene venduto a un prezzo non da strozzinaggio in una grande città e in un grande punto vendita (dove non esiste un marchio della grande industria alimentare) diventa un formaggio del cazzo e se oggi è ottimo, cattivo lo sarà domani, e, comunque, è un formaggio capitalista, plutocratico, affamatore del popolo e via con la demagogia spicciola

18 Mag 2007 | ore 12:33

Un esempio l'avevo fatto, ma forse ho detto cose che non andavano e non vedo pubblicato il post! Cmq l'esempio (ed è solo un esempio) è il blu del Moncenisio! Vale lo stesso discorso fatto da chi mi ha preceduto sul bagoss... Ok adesso?

18 Mag 2007 | ore 12:33

lo sxcem,pio agricolo del sud e' noto...intere coltivazioni lasciate a marcire, colpa di chi del contadino o coltivatore? no...colpa della grande distribuzione che spunta prezzi da tagliagole e pagamenti a quando?
Ho un amico che ha un frutteto in calabria, gli davano 0.13 euro al chilo per le arance!
dopo parlano di manovalanza in nero, per
forza!
per il sig.burdese che io sappia, oppure sono disinformato i cuore di bue provengono tutti da quella zona.

18 Mag 2007 | ore 12:44

Per caso, senza accorgermi, mi sono iscritta a un corso con un guru pesudo-indiano oppure stiamo parlando di vita quotidiana di persone normali?

Il giro per i monti e parlare con i produttori una volta ogni tanto fa certamente piacere, è interessante, arricchisce, io lo faccio volentieri. Ogni tanto.

Tranquilli che non vado di fretta e sto benissimo.
Ma da lunedì a venerdì io lavoro x ore, e quando esco già ci sono una serie di cose noiose da fare (tipo il bucato o lavare i piatti). E poi ho una serie di interessi a cui voglio dedicarmi. Me lo concedete? O dovrei vivere come volete voi, soltanto per mangiare, cercare il cibo nei boschi, nei prati, in giro per le campagne e i negozietti d'Italia?
Dovrei forse guidare per un'ora per 1 etto di formaggio, 5 pomodori?
O andare una volta ogni tanto in modo da vedere gli acquisti ammuffire in casa? Siamo in due mica un esercito!
E dato che si fa il conto dei centesimi...la benzina chi la paga? O forse dovrei andare in bici che è ecologica o perchè no a piedi? Io da Eataly da dove lavoro ci vado a piedi, con tutta calma in mezz'ora e mezz'ora torno con tutta la spesa per 2 o 3 giorni e ho un sacco di tempo per fare altre cose che mi piacciono....oh là!

18 Mag 2007 | ore 12:44

E meno male che c'è anche Pia che mi supporta! ;-)
Io se devo fare la snob come Edoardo B, preferisco andare in barca a vela, toh! :-)))
A godermi il silenzio e il suono del mare e il vento. Oppure a un concerto.
Ma queste cose non sono approvato dall'organizzatore del tempo altrui, che evidentemente non è in grado di apprezzare tante altre cose belle che volendo si possono fare oltre ad andar per malghe...

18 Mag 2007 | ore 12:48

Adriano sei disinformato sui pomodori , tant'è che se vai all'inizio dei commenti , vedi la foto, e c'e' pure scritto (non completamente).
Per il Blu del Moncenisio NON si parla di quello d'alpeggio ( è vero, poca quantità) e infatti non lo trovi adesso ad Eataly ma quello "normale" e le cose cambiano , e non è nemmeno un DOP.

18 Mag 2007 | ore 12:52

cioe' vuoi dire che i cuore di bue hanno altre provenienze?

18 Mag 2007 | ore 12:58

Nella foto secondo me c'è scritto: provenienza "Albenga". Ho vinto un pomodoro? :-)

18 Mag 2007 | ore 13:00

@ Gumbo
... quando c'è da cavillare ... ;-))

18 Mag 2007 | ore 13:01

Adriano ,scusa, ma dovresti, visto che sei un ristoratore, conoscerli i cuore di bue di albenga o chiamati anche pera ligure.
Vabbè , comunque è così.

18 Mag 2007 | ore 13:05

difatti ho detto che per quel che ne sapevo io erano di quella provenienza, non sto smentendoti, ho chiesto se per caso hanno altre provenienze....

18 Mag 2007 | ore 13:06

Ola Gumbo!
Ti piace il mio nuovo nick?

Tu sei di Torino, io sono Pugliese: perchè domenica non ci si vede in Toscana?

Conosco un contadino che come fa lui la Squinternata di Passo non la fa nessuno!

Ci stai?
;-)

18 Mag 2007 | ore 13:08

Scusa Adriano non avevo letto bene e comunque la maggior parte dei cuore di bue arriva dalla Sicilia e dalla Sardegna e i prezzi sono altri ma anche la qualità.

18 Mag 2007 | ore 13:10

@nonsonotombolini (è buffo, ma ti sei affezionatoa lui?)
Purtroppo questa domenica ho già organizzato per comprare il Fermadi Frant direttamente in Friuli, ma per la domenica successiva va bene; non posso dire di no a un gancio esclusivo per la Squinternata... ;-)

Ammetto che invece sulla questione del pomodoro, persa nel caos generale, avevo capito che secondo Adriano arrivavano dalla Calabria e non avevo visto che Burdisso aveva già scritto più su la provenienza reale diq uelli di Eataly.
Mi sa che questo thread è quasi al collasso!

18 Mag 2007 | ore 13:27

ti sbagli!....non e' al collasso, oggi corro a vedere se sono di albenga o siciliani, puo' essere la seconda ipotesi visto che i proprietari sono siciliani....
:-O)

18 Mag 2007 | ore 13:31

So che la maggior parte della gente guarda solo se riconosce più o meno la forma di una verdura nota e non fa caso ai " dettagli" (al massimo qualcuno guarda se è Spagna, Argentina o Italia).

Ma pensavo che Adriano quando compra la verdura fosse più attento ahi ahi! :-)))

18 Mag 2007 | ore 13:42

io non ho mai comprato i cuore di bue...bocciato?
sai quanti prodotti si comprano per la gestione di un locale, magari io sto piu' attento sui formaggi, oppure sui vini....rimproverero' mia moglie per la sua mancanza....ah ah ah

18 Mag 2007 | ore 13:47

Dopo 117 post la musica continua. I piu' forti detrattori di Eataly sono quelli che non ci hanno messo piede. (Il mio amico Troglo continua addirittura a chiamarlo "eatitaly"...).
Fa pensare, no?

@ripellino
E perche' mai uno non puo' conciliare la visita alle botteghe con Eataly? Borgiattino va benissimo. (Quale dei tre ti riferisci?). Vuoi qualche indirizzo alternativo?
http://www.to.camcom.it/maestridelgusto

18 Mag 2007 | ore 14:21

me piaceva de piu', e' piu' broccolino niuiorchese....:-O)
grazie per l'amico ne avevo bisogno, di qua e di la' mi stanno mangiando...ah ah ah ah
ho capito, dovro' venire a Torino....con la mia maglietta....

18 Mag 2007 | ore 14:25

@Ripellino

*"...Non si può parlare di cibo, di enogastronomia, di passioni culiarie, di interessi legati a questo ambiente se si rifiuta a priori il contatto con la fonte ..."*

Io avrò pure sbagliato strada, ma tu o non leggi o ami esagerare. Tra il dire "Non ho tempo durante la settimana, perché lavoro e ho altri impegni" e "rifiutare a priori il contatto con la fonte" c'è la stessa differenza che c'è tra Tina Pica e Sofia Loren.
Senza contare che mi devi spiegare come lo trovi nei "negozietti" che citi il "contatto con la fonte".
Buon Peck a tutti!

18 Mag 2007 | ore 14:56

Poveri voi se vi fate abboccare da queste cose .... Ha ragione ernest
ciao a tutti Marco

18 Mag 2007 | ore 15:42

Quali cose?

18 Mag 2007 | ore 15:52

Se cercavo una risposta al perché per almeno 150 anni i francesi sono stati leader nel panorama eno-gastronomico e gli spagnoli sono riusciti a doppiarci nel giro di 15 anni, direi che l'ho trovata, leggendo il livore con cui alcuni qui hanno giocato al lancio del gavettone di m****, senza saper esprimere una critica oggettiva. :-(

18 Mag 2007 | ore 16:10

loro si vendono meglio.....e sono piu' corporativi, noi invece facciamo ancora crtica, siamo piu' vivi, non trovi?
non sono uno spalatore di m@@@@@, gli altri non so ma io no, ho messo in dubbio anche la storia dei pomodori, mi sembra che il beneficio del dubbio anche sulle mie convinzioni lo do....

18 Mag 2007 | ore 16:20

Fare critica (costruttiva) significa dichiarare con chiarezza cosa si pensa non vada bene e spiegare perché, con altrettanta chiarezza (e possibilmente con argomentazioni fondate e dimostrabili).
Qui in questo post di critiche non ne ho lette.

18 Mag 2007 | ore 16:26

ok ci faro' un giro dopo scrivero', nel mio limite.....

18 Mag 2007 | ore 16:29

Anzi, no, mi correggo: una critica costruttiva l'ha fatta Annalisa Barbagli, anche se penso che la risposta di Gumbo Chicken sia più che corretta.

18 Mag 2007 | ore 16:40

i pomodori sono ragusani, chiarito l'equivoco, come vedete, ho approfondito,
2.80 al chilo

18 Mag 2007 | ore 16:45

"i pomodori sono ragusani"

Bé, mi pare che possiamo chiuderla qui.....!

;-)))

18 Mag 2007 | ore 17:38

meno male che c'e' il liloni, che mi faccio due risate va'!....spiegami perche' non riuscite a distribuire in zona i vostri prodotti....le dinamiche della mancata vendita....

18 Mag 2007 | ore 17:51

Perchè esistono quelli come te che invece di andare ogni volta ad Albenga a comprare i "cuori di bue", si accontentano di una copia siciliana.

La prossima volta che vuoi una burrata fammi il c@@@@o di piacere di metterti in macchina e venire a Gioia del Colle!

....E' tutta da ridere!
:-))))

18 Mag 2007 | ore 18:13

se vuoi mandarmi la burrata ti do la mia e.mail...sto distribuendo in tutta italia prodotti tipici, pagamento al corriere, ossia cash pronta....

18 Mag 2007 | ore 18:22

E pensare che il titolo di questo 3d è "Business Eataly" e invece avrei dovuto intitolarlo, visto il tipo di discussione, "Pericolo Eataly" perchè lo sforzo di un progetto come questo che si articolerà almeno in una decina di grandi strutture sparse per l'Italia è quello di vendere al grande pubblico prodotti di qualità sia consumabili subito al banco sia da asporto. Quando ho visitato io la struttura era martedì mattina e c'erano dei torinesi che facevano la spesa... già, la spesa, sapete quando uno prende un po' di carne, il pane, la verdura ecc... ? Beh, non mi sembravano snob abbienti e comunque ho chiesto chi erano, perrchè erano lì e cose di questo tipo ed erano abitanti del quartiere che dopo il primo mese di rodaggio e confusione hanno iniziato a venire qui regolarmente a fare la spesa, come gumbo e come tanti torinesi.
Non capisco che senso ha fare i discorsi sul bagoss o su altri formaggi o salumi di piccola produzione come se dovesse darmi problemi se l'Occhio di Pernice di Avignonesi finisce in enoteca o al ristorante... vabbe!!! prenderemo un altro vino da dessert ma non cambia la qualità del negozio o ristorante, chiaro?
E allora penso che questa iniziativa vada seguita, criticata quando ci sarà da criticare ma in partenza apprezzata perchè cambia profondamente il panorama della distribuzione in Italia e non solo.

18 Mag 2007 | ore 19:31

Ti prego Pia, non far iniziare l'ennesima diatriba sulla Spagna... :-)

18 Mag 2007 | ore 19:36

bene.....sono passato per il cattivone ma non e' cosi', il tempo dira' la sua...scommetto una cena per 50 persone che ne leggeremo sul gr mensile...entro breve
:-O)

18 Mag 2007 | ore 19:59

La GDO è una iniziativa che ha destabilizzato il sistema economico italiano.
E' foraggiata dalla politica e fa gli interessi dei pochi.
Quando le banche finiranno di mangiarsi tra loro ne resterà una sola....così per la GDO.
Ma siete tutti ciechi?
E direttore non tiri fuori la storia che noi animali odiamo certe persone perchè sono di sinistra....MAGARI!!!!!!
Quelli sono arrivisti, e basta. Non offendiamo i comunisti veri. Quelli che
hanno bollato il cartellino tutta una vita e sono andati in pensione con il cancro ai polmoni.
Quelli presi per il culo da un sindacato servo dei padroni arrivisti...
Quelli che adesso si vedono RUBATO il TFR.
Volevate le ragioni? Queste sono le ragioni!!!!

18 Mag 2007 | ore 22:17

Eataly va seguita, è un'iniziativa che lascerà il segno. Si tratta comunque di grande distribuzione e su questa si è espresso ottimamente nel suo ultimo intervento Edoardo Bresciano.

18 Mag 2007 | ore 22:45

Ma Edoardo B. è della CUB che mette in mezzo il TFR anche quando non c'entra niente? :-))

Comunque noi qui siamo un pubblico particolare. Mi piacerebbe sentire un parere degli integralisti riguardo un altro tipo di pubblico di Eataly. Ad esempio i miei genitori e quelli del mio fidanzato - che comprano sempre solo gli alimentari alle GDO "Normali". E che non hanno mai messo piede in un negozietto specializzato nè sono mai andati da un produttore. Però da Eataly ogni tanto ci vanno. E stanno scoprendo prodotti che non avrebbero mai assaggiato. E tutti quegli studentelli che invece di vagare solo per il centro commerciale di fronte e mangiare alla catena degli hot dog e a quella dei finti sushi bar ora vanno da Eataly? E prendono il gelato fatto con ingredienti veri e mangiano l'hamburger della Granda e bevono una birra artiglianale?

E poi che dite dei piccoli produttori che vengono da Eataly - a far assaggiare i prodotti, a parlare con i clienti che non sapevano neanche della loro esistenza, a raccontare ciò che fanno?
E chiacchierare con loro o con Sergio Capaldo che ho incrociato diverse volte, lì dentro non vale niente? Non è un'esperienza che arricchisce?

A quanto pare non va bene che molte persone in più abbiano l'opportunità di scoprire un modo diverso di mangiare; nooo, deve restare di un'élite che ha tutto il tempo per cazzeggiare. Me li vedo quelli che fanno il turno di notte che al mattino partono e vanno per malghe. Invece qualcuno da Eataly ci passa. Forse non dovrebbe, meglio che continui ad andare al discount oppure aspettare baffone eh? :-)))

18 Mag 2007 | ore 22:57

...ah già che è il contadino corsaro. COBAS? E' ora del comizio?

18 Mag 2007 | ore 23:13

gumbo sei uno spasso....ma tu li usi i condom?
:-O)

18 Mag 2007 | ore 23:17

Vista l'ora tarda mi sono preso la briga di rileggermi l'intervento di Bonilli con tutti i post a commento di gennaio e poi quello attuale. Siamo a casa del direttore e quindi mi sono soffermato molto a leggere soprattutto i suoi. Mi pare evidente il cambio di direzione dopo la visita, quindi credo che valga la pena un viaggio a Torino per capire meglio il progetto. Suppongo che nel futuro se ne parlerà nel mensile. Quelllo che emerge in generale, dopo tantissimi interventi è che la contrapposizione tra i tanti soggetti intervenuti appare difficile da mediare. Perchè?

18 Mag 2007 | ore 23:27

perche' io ed Edoardo siamo talebani ohh yes!
:-OI

18 Mag 2007 | ore 23:35

Eh? Adriano del cuore (di bue) ragusano, spiegami: che c'entrano i condom ora?

18 Mag 2007 | ore 23:42

non usarli voglio un figlio da te!.....una che fa la spesa come te la sposserei!
:-O)

18 Mag 2007 | ore 23:50

Leonardo R. perche? Perchè hanno ipnotizzato il consumatore al gusto. Chiaramente all'unico-gusto: quello infiocchettato sotto casa.
Poi mi chiedo ancora ma come si fa dire che a Torino non c'era altro. Non si mangiava carne? Sapete cosa è il coalvi...c'era già quando Sergio Capaldo era ancora poppante. Diteglielo da parte mia...diglielo gumbo.

19 Mag 2007 | ore 00:00

Leonardo R. perche? Perchè hanno ipnotizzato il consumatore al gusto. Chiaramente all'unico-gusto: quello infiocchettato sotto casa.
Poi mi chiedo ancora ma come si fa dire che a Torino non c'era altro. Non si mangiava carne? Sapete cosa è il coalvi...c'era già quando Sergio Capaldo era ancora poppante. Diteglielo da parte mia...diglielo gumbo.

19 Mag 2007 | ore 00:05

repetita iuvant?
:-O)

19 Mag 2007 | ore 00:08

Esatto Edoardo, sembra quasi che prima di Eataly la carne di pregiata razza Piemontese fosse introvabile, con tutte le macellerie che ci sono a Torino.
La carne di razza piemontese si trova comunque anche nella gdo.

19 Mag 2007 | ore 00:12

ci sono razze da carne che tutti evitano(perche' non le conoscono) la bruna alpina per esempio...ed adesso riaccendiamo la miccia....

19 Mag 2007 | ore 00:44

Già che ci siamo vi elucido il giallo sui pomodori cuor di bue in foto: né siciliani né calabresi (si, vero, li fanno anche lì), questi qua vengono da Albenga, di serra quindi (ma poi non mi pare che ci sia scritta da nessuna parte che eataly propone esclusivamente roba di stagione...), comunque, volendo approffondire, si può scaricare dal sito della cooperativa di albenga un pdf di ben 22 pagine che esamina attantamente ogni sfaccettatura della coltivazione del loro cuor di bue,
http://www.ortofrutticola.it/tesoridalbenga/4dalbenga/pomodorocuordibue.php

19 Mag 2007 | ore 00:57

sei arrivata tardi e non hai letto i 150 passaggi...ci eravamo gia' delucidati...un bacio sigrid
:_O)

19 Mag 2007 | ore 01:00

@Tommaso Farina
Tranquillo, non ci penso proprio ... ho già dato, e poi, la Spagna non è in cima ai miei pensieri :-)

19 Mag 2007 | ore 01:13

@ adriano: infatti, leggendo in diagonale avevo beccato il tuo 'sono ragusani' e mica l'intervento dopo :-) (chiedo venia... e consiglio lettura pdf :-P)

19 Mag 2007 | ore 01:22

un bacio rimane....chiedo i tuoi fianchi autoctoni fiamminghi, stiamo parlando di materia prima dop o no? eh eh
notte

19 Mag 2007 | ore 02:38

Oggi,io e la mia amica Zenza, ci incontriamo a Eataly,che fate venite ?? :-)))
Lory

19 Mag 2007 | ore 08:26

Sono così tanti i post che mi è stato difficile arrivare fino in fondo e solo per stanchezza degli occhi non certo per l'interesse della discussione per cui può darsi che dica dell'ovvio o del già detto. Io ci sono stato, ho parlato, conosco bene alcuni attori, ho comprato. Semplicemente dico che bisogna riflettere su cosa muove le nostre opinioni per cercare di liberarle completamente da quel senso di "invidia" tutta italiana (ed in parte molto umana) che ci pervade quando vediamo più che il successo di un uomo (che da grande intuitore com'è avrebbe potuto vendere bene creme solari in centr’Africa o ghiaccio in Groenlandia ) il successo di un'idea che, al di là di tutte le considerazioni sui potenziali pericoli o mistificazioni, è una gran bella idea e ciò che forse fa più accalorare alcuni è che, in fin dei conti, è un'idea semplice, naturale evoluzione in termini economico-commerciali di una campagna (questa si non sempre filologicamente corretta) che da anni ha come centro di gravità il pianeta cibo, campagna che inizia di lontano da embrioni come il “viaggio nella valle del Po” di Soldati per arrivare ad una serie cospicua di format legati a questo tema presenti su molta della televisione generalista che raggiunge una grande fetta di pubblico creando un seppur ancora nebuloso centro di interesse. Si trattava dunque di arrivare a tirar riga di somma ed inserirsi in un spazio che si era creato ed era pronto per essere riempito: l'anello mancante fra la GDO, che nonostante alcuni tentativi non era (e non é) riuscita a intercettare innalzando il livello qualitativo, ed la piccola o piccolissima bottega che non poteva raggiungere grande utenza o non poteva permettersi numeri e prezzi. Farinetti introduce la quarta variabile, la qualità, in un triangolo che nella GDO teneva come obiettivo primario il concetto di reperibilità-quantità-prezzo rendendo accessibili alcune produzioni che ad molti risultavano ignote. Non solo è anche una sorta di didattica sul campo che facendo leva sulla naturale curiosità o sulla conoscenza di una ridotta fetta di produzioni ne estende la medesima verso altre tipologie, presenti magari al banco vicino o nel settore attiguo in una sorta di evoluzione e coordinazione programmata di un antico mercato rionale. Poi sulla qualità reale, sulla sua sostenibilità con numeri più alti, sulla ipocrisia del demone profitto possiamo discutere per ore possibilmente senza aridi pregiudizi, intanto solo il tempo saprà affinare risposte; dal canto mio già solo la conoscenza della preparazione, onestà intellettuale e trascorsi di persone che hanno sposato e condiviso questo progetto ne è un buon indicatore quantomeno per una sicura coerenza. Ho comprato, dicevo, ed il capretto che ho cucinato era fra i migliori anche se il prezzo non era certamente da discout e, nel mio piccolo, vi assicuro che presto molta attenzione ai fornitori ed alla ricerca che continueranno ad esserci con o senza eataly che semplicemente considero una buona risorsa in più ed un’idea che mi sarebbe piaciuto aver avuta io. Oltre ai 23 milioni di euro.
Saluti cari
Pier (piermiga)

19 Mag 2007 | ore 10:36

Bresciano , visto che sei della zona, dovresti conoscere bene tutta la storia del Coalvi (lo so , molte cose in questi anni non sono trapelate) , comunque quella della Granda è tutta un'altra cosa.In questi anni anni ci sono state molte degustazioni e la carne della Granda l'ha sempre spuntata. Il disciplinare è rigidissimo , tant'è che molti allevatori non entrano perchè non lo vogliono accettare.

19 Mag 2007 | ore 11:06

I disciplinari sono pezzi di carta e chiacchere. E di solito vengono venduti a peso d'oro...capito mi hai? L'uomo, il contadino/allevatore è la garanzia di qualità... Parla parla pure del coalvi...L'ho citato solo perchè la razza piemontese non è ancora esclusiva di nessuno. Sai Gianni, c'è l'ho il disciplinare...me l'ho ha dato Sergio...tempo fa, quando passava giorno e notte in una tana a Fossano proprio
per scriverlo. Ma mi fa un baffo. Non vuoi capire quello che dico, non vuoi non che non puoi.
All'altro romanziere, piermiga dico: sogna sogna....
A Lory e Zenza....dipende come siete...

19 Mag 2007 | ore 11:56

caro Edoardo B la tua si chiama sicumera o anche alterigia... suoni presuntuoso e, per quello che hai scritto, dai toni antipatici. si può pensarla diversamente ma diomio un po' di Modestia, please! i disciplinari sono pezzi di carta? ma allora anche tutte le menate sui piccoli sono solo parole, di ognuno vorrei vedere, tanto per incominciare, la denuncia dei redditi... conosco alcuni piccoli tanto bravi e tanto evas ori... ne vogliamo parlare? Vogliamo insomma affrontare il punto sia dal punto di vista qualitativo che materiale ma con gli occhi del cliente e non del produttore?
il post di questo parlava.

19 Mag 2007 | ore 12:15

..."L'uomo, il contadino/allevatore è la garanzia di qualità"...

Io oltre a romanziere sono figlio di commercianti (in vino) e nipote di contadini. Vivo ancora fra i contadini. Alla fiera di S. Lorenzo vengono premiate le migliori stalle e Sindaco, comuni cittadini(circa 1800), Parroco sanno chi sono i sani e chi punturano, chi a foraggi, chi a farine dubbie. Basarsi sull'uomo, contadino, allevatore scevro da controllo è come nelle nostre zone credere al vino genuino dei contadini (o almeno di molti di loro). Forse Le sfugge quanto pugliese o emiliano scorra in quelle bottiglie di Barbera, ora. Anni fa correvano anche acqua e buste. Io sarei molto attento a dare per assoluta la qualità individuale solo perchè è un coltivatore diretto pur fra tanta buona fede e buona produzione
Saluti

19 Mag 2007 | ore 12:25

Vedo che Edoardo B quando esaurisce gli slogan e non sa cosa rispondere cambia argomento o traduce le parole degli altri in modo stravagante. Qualcuno ha forse detto che non esisteva la carne a Torino? Inutile continuare a discutere, ho capito.

p.s. Adriaanoooo, tranquillizzati 'nattimo eh! :-)

19 Mag 2007 | ore 12:31

Ricapitolando il decalogo di EdoardoB:

GDO = tutti ladri
Eataly = tutti truffatori
la 'Ggente comune= tutti rincoglioniti
I disciplinari = tutte cazzate
nonsonotombolini = un mentecatto
GamberoRosso (eh si, Bonilli, mica solo io!) = carta straccia

Io ve l'avevo detto: ce l'ha solo lui!

19 Mag 2007 | ore 12:59

oggi ho deciso di scrivere due righe anche io.
Sono Slow Food anima e cuore e adoro Eataly e la trovo una operazione geniale.
A che si sente odffeso dal "matrimono" Slow Food/Eataly chiedo una semplice cosa: ma credete forse cha abbiamo lavorato tanto con i produttori e per i produttori (leggi presidi) perchè continuino a languire? O non perchè i loro ottimi prodotti abbiamo un reale sbocco commerciale?
A chi si meraviglia dei prodotti che trova sui banchi (pomodori cuore di bue per esempio) ricordo le innumervoli piccole realtà produttive che ci sono sparse per l'Italia, che è molto lunga e il clima di Torino non è quello della Siclia o della Sardegna
A chi pensa chi i produttori portino gratis i loro prodotti chiedo: ma siete davvero convinti che qualcuno sia disponible a regalare il proprio lavoro, quello che gli da da vivere, per fare bello e ricco qualcuno?
A chi teme l'effetto GDO e la richiesta di grandi quantità di prodotto dico semplicemente che di tanti prodotti non è proprio possibile che ce ne sia di più: quando sono finiti sono finiti.
I disciplinari poi non sono solo pezzi di carta. Certo ci sono quelli che non li rispettano, ma sono di più qualli che li rispettano
A me Eataly piace moltissimo.Ogni volta che vado è Torino è una tappa obbligata (e una spesa enorme e veramente goduriosa). Sono veramente felice che qualcuno abbia avuto la forza e il coraggio di farlo!

19 Mag 2007 | ore 13:00

mentecatto no, ma un po' sbruffone si', sei entrando a gamba tesa, mettendo tutti nel mucchio i Talebani, ti ho scritto cercando di relazionarmi, e non mi hai risposto....cosa vuoi?

19 Mag 2007 | ore 13:11

PER IL CORSARO:"Ho pensato di costruire una tracciabilità oltre che con la carta, come di solito, anche con una memoria storica scritta ed illustrata con fotografie".QUESTO HAI SCRITTO SUL TUO SITO , ASCOLTAMI LASCIA PERDERE , NON SCRIVERE NULLA , "RIMARRA SOLO UN PEZZO DI CARTA ..E CHIACCHERE"

21 Mag 2007 | ore 10:22

IL NOSTRO SERVER SI E' ROTTO SABATO ALLE 14 E NOI RIAPRIAMO IL LUNEDI'E QUINDI TUTTO SI E' FERMATO.
QUESTO SUCCEDE A CHI TIENE I SERVER IN CASA E NON HA L' H 24, CIOE' UNA SENTINELLA PER IL WE

21 Mag 2007 | ore 10:27

Mi è spiaciuto che la pausa obbligata abbia interrotto il dibattito che è molto interessante.
Io sto scrivendo l'articolo per il Gambero Rosso di luglio e vorrei riportare anche le obiezioni più interessanti e sensate e quindi se avete cose da dire scrivetele pure perchè io sto leggendo tutto e poi riassumerò le tesi critiche principali e i ragionamenti a favore più convincenti.

21 Mag 2007 | ore 10:30

Riepiloga direttore? bene allora l'ho faccio anche io. Non mi sembre logico che tutto il buono pulito e giusto vada a finire nelle mani del monopolio. Monopolio di una organizzazzione che stà, o pensa, di diramare i suoi siti qua e là per il mondo.Questo non potete contestarmelo è cosi.
Gianni sii ottimista. Ti leggo molto contrariato...Lasciami scrivere le mie cose almeno a casa mia. Non penserai che siano pericolose? Io ho solo nemici...più scrivo meglio è...

21 Mag 2007 | ore 11:34

EdoardoB = Tafazzi ?

21 Mag 2007 | ore 11:39

Per i detrattori: ma, a parte la teoria, quale alternativa pratica proponete, ad uso delle persone normali che vivono in città, per la piccola spesa quotidiana?
Così, tanto per capire...

21 Mag 2007 | ore 12:09

Corsaro, puoi scrivere tutto quello che vuoi, ma se il disciplinare della Granda è solo un "pezzo di carta" non vedo cosa possa essere la tua tracciabilità, ma va bene tutto.....

21 Mag 2007 | ore 12:12

Be', provero' ad essere sensato ma mi autocitero' (sorry!)
http://vinotecaonline.blogspot.com/2007/01/impossibile-resistere.html
.. e bentornati online ;-)

21 Mag 2007 | ore 12:14

Fiorenzo, ma sono cose dette e stradette ...

21 Mag 2007 | ore 12:21

uffa.....se e' meglio della gdo andateci....fate bene.
Torino non e' vicina, ma la curiosita' e bestia....
non sono un attaccante della squadra nemica, auguro che l'iniziativa continui, con lo stesso entusiasmo.....

21 Mag 2007 | ore 12:25

@nonsonotombolini:
Hai dimenticato almeno un paio di "comandamenti" di Edoardo B:
i giornalisti = servi del potere
chi compra o comprerebbe, potendo, da Eataly = lobotomizzati
:O)

21 Mag 2007 | ore 12:45

Io però chiedevo interventi concreti: ciò che è stato scritto l'ho letto e appuntato, se c'è del nuovo, se altri torinesi vogliono dire la loro...

21 Mag 2007 | ore 12:54

Dopo 174 interventi (bel record, Direttore) c'è ancora qualcuno che confonde i meccanismi della GDO con quelli di Eataly (vedi Fiorenzo).

Se non riesco stavolta, giuro cambio mestiere:

Se alla Esselunga finisce il galbanino sullo scaffale, la Esselunga chiama la Galbani e ordina 100.000pz di Galbanino e così per tutto l'anno.

Se a Eataly finisce il formaggio di un piccolo produttore sullo scaffale(scegliete voi il nome), Eataly chiama il piccolo produttore, il piccolo produttore dice che non ne ha più e Eataly telefona ad un altro piccolo produttore.

Oppure Eataly invece di avere sugli scaffali solo quattro aziende produttrici di formaggio, come la Esselunga, ne avrà quarantaquattro, che vuol dire formaggio tutto l'anno!

Chi ha detto che Eataly costringerà ad aumentare le produzioni di due o tre piccoli produttori per far fronte alle richieste dei clienti?

Sapete quanti piccoli produttori di formaggio esistono in Italia?

E' possibile dare uno sbocco a tanta gente che lavora seriamente?

Oppure il vostro problema è che volete avercela solo voi?

21 Mag 2007 | ore 13:03

.....E giuro che se qualcuno ripete ancora che "la qualità non è per tutti", mi incazzo sul serio!
:-)

21 Mag 2007 | ore 13:06

il prossimo spot elettorale:
bagoss vero per tutti!

21 Mag 2007 | ore 13:12

Questo mi sembra nuovo o no?

21 Mag 2007 | ore 14:23

io il cazzeggio lo cancello... Liloni avvisato...

21 Mag 2007 | ore 14:28

be', sei il padrone di casa, nonsolotombolini cosa sta facendo?....
Allora dico una ultima cosa, auguro veramente che la struttura distribuita in altre citta' mantenga l'iniziale qualita', e non si perda, nell'immancabile calo di perseveranza di tante grandi distribuzioni(non ho citato la gdo) che dopo il boom iniziale, cominci a vedere sparire tanti prodotti, vedesi il boom dei vari Bennett....
sono cazzate anche queste?....
lo spot elettorale l'avevo dedicato a nonsolotombolini che mi ha dato del talebano senza motivo, ed ha citato a sproposito tre ottimi produttori....
Zaccaria Pianogrillo e Bresciano, che ho avuto modo di testare personalmente....
saluti bonilli

21 Mag 2007 | ore 14:35

Sono un piccolo produttore di formaggi (in carta dal Pescatore dall'89 e in diversi altri ristoranti italiani, Gambero Rosso compreso).
Se decuplicassi la mia produzione, la qualità ne risentirebbe, perchè dovrei inevitabilmente cambiare modalità di allevamento, feed, mungitura, caseificazione, ecc.
Forse se producessi pomodori, mi sarebbe possibile aumentare la produzione senza turbare la qualità.

21 Mag 2007 | ore 14:42

alberto di che zona?

21 Mag 2007 | ore 15:07

Eataly?
Ullallà,
Abbiamo immaginato anche altro ...... di Piacevole

Mario Iacomini

21 Mag 2007 | ore 15:44

@nonsonotomboeccetera: bene, capisco che la linea e' ma noi siamo diversi dalla GDO. steremo a vedere se ed in che misura eataly sara' diversa da qualsiasi GDO nella forma e nella sostanza. come ho gia' detto (in tempi non sospetti, si dice) auguro a lorsignori ogni bene. la fenomenologia della fornitura da te descritta, ammetto, l'ho letta per la prima volta nei tuoi commenti; probabilmente e' colpa mia, ma non ho altri riscontri: e' una tua opinione, o e' la strategia dichiarata da eataly?

@gianni: cose gia' dette? davvero? e dove, e soprattutto, con che effetti?

21 Mag 2007 | ore 16:13

I riscontri dei produttori , vedo che cominciano ad arrivare: nel mio brevissimo commento precedente si vede.

21 Mag 2007 | ore 16:27

Parlando stamani con il mio amico ed editore di Gola gioconda scopro che è stato a Torino, ha visto Eataly e ne è rimasto folgorato(in positivo intendo). Proviamo a riassumere i pro e i contro:
PRO
Ampi spazi dove comprare senza ressa
Personale gentile e disponibile
Prezzi bassi rispetto alla qualità
Si può mangiare quello che si acquista

CONTRO
Produttori vessati da richieste esose come sconti o pagamento scaffali

Rischio acquisto di brand conosciuti nei settori artigianali onde poter in futuro gestire la produzione secondo propri criteri

A questo aggiungiamo, in ordine sparso, la liceità della consulenza SF, uno sviluppo potenziale eccessivo..
SOno stato troppo coinciso?

21 Mag 2007 | ore 19:18

direi circoinciso...cosa volevi dire?
:-o)

21 Mag 2007 | ore 19:29

Cito da Romanelli ".....la liceità della consulenza SF, uno sviluppo potenziale eccessivo...."

E ribalto:
.....l'eccezionale know-how di slowfood messo finalmente al servizio di produttori e consumatori.......la possibilità infinita di crescita in una nazione come l'Italia, che ha tra le sue caratteristiche peculiari, quella di una estrema diffusione e parcellizzazione sul territorio di prodotti tipici e produttori di qualità......

In ultimo:
Non so come andrà a finire (spero benissimo) ma trovo l'idea Eataly perfetta per l'Italia, perchè dell'idea di Italia che ho io (qualità, tipicità, bellezze paesaggistiche e architettoniche, storia e cultura diffuse sul territorio) Eataly è lo specchio fedele.

Un grande maestro, Guy Debord, sosteneva che in Italia per motivi storici, si verificavano prima che negli altri paesi del mondo le condizioni di vita ideali per la Società dello spettacolo: spero che dall'Italia arrivi la svolta, per vederne la fine.

Puo essere, per qualcuno, l'inizio della fine.

Speriamo bene.

21 Mag 2007 | ore 19:47

Meglio chiudere che trascinare stancamente questa discussione. Lo si e' capito ci sono coloro che vedono Eataly come il male, la piovra che strangolera' i poveri, piccoli produttori e quelli che vedono in Eataly una grande novita'.
Per ora io sto assolutamente con i secondi, pronto a raccontare eventuali cambiamenti di rotta di Eataly.

21 Mag 2007 | ore 20:30

SF ha svenduto una cosa non sua.
Se propio si doveva fare bene. Si poteva studiare un coinvolgimento attivo dei produttori nell'investimento. Naturalmente supportati da Enti/regioni/consorzi/ecc.
Di modo che il privato investitore, 49% non avesse il monopolio. capito MONOPOLIO. Come la faccenda di quel tizio che aveva troppe TV.

21 Mag 2007 | ore 21:22

bonilli la smetta di generalizzare, se ci sono interessi, li coltivi, ma non faccia un mazzo di tutto....l'unica piovra in italia era ed e' la mafia, comunque collegata al lavoro in nero nelle zone agricole del sud, il che fa anche la differenza fra cuore di bue siculo e di albenga, la differenza qualitativa, non credo sia cosi' marcata come il prezzo lascia sottindenre, lo so che sei un esperto, pero' se vuoi, e se non pensi che io parli sempre da rompicoglioni , ti potrei fare degli eclatanti esempi, ed anche piccoli produttori delle zone limitrofe di nonsono tombolini,se questo e' parlare stancamente, vedi un po' tu....saluti

21 Mag 2007 | ore 21:41

Comunque una cosa che non mi pare sia emersa nonostante i 200 post è che i 10.000 metri quadrati includono sì un supermercato ( fuori dal comune) in cui vagare liberamente a curiosare tra prodotti sconosciuti; ma anche i ristorantini in cui ci si siede ai tavoloni e spesso si finisce per chiacchierare con i vicini e scambiarsi consigli e opinioni; le aule per incontri e corsi, la libreria-biblioteca in cui sedersi a sfogliare libri e giornali, i Mac (visto, che scelta eh?) per navigare gratis, il museo della Carpano, il ristorante di qualità, l'enoteca in cui puoi assaggiare un sacco di vini.
E tutto senza quel senso di disagio che io e molti altri che conosco proviamo entrando nei negozietti un po' snob del centro o le enoteche da superconvinti in cui siamo evidentemente pesci fuor d'acqua.

Ogni volta da Eataly incontro qualcuno che conosco e persone più disparate! Solo proprio ieri sera un informatore incrociato per caso ci ha detto che poco lontano c'era una degustazione di Amarone e noi ci siamo potuti fiondare immediatamente...! ;-)

21 Mag 2007 | ore 22:54

non mi sembra un dettaglio....bene.

21 Mag 2007 | ore 23:05

Io vedo che gumbo chicken, che è di Torino, che di mestiere fa altro che il gastronomo o il produttore di formaggio e pomodori trova Eataly un luogo piacevole e di aggregazione. Molti scrivono non avendo ancora messo piede nell'ex stabilimento Carpano, il che mi sembra singolare, poi ci sono alcune fissati che parlano di monopolio non sapendo ciò che dicono dato che il monopolio è ben altra cosa e quelli che temono per i piccoli produttori.
Nell'insieme vedo un bello schieramento di conservatori e del resto non ho mai trovato innovatori in campagna e quelli che hanno fatto qualcosa di nuovo in prima battuta sono sempre stati osteggiati.
Mi ricordo quando Elio Altare diradava e produceva 40 quintali ettaro e gli altri contadini-produttori dicevano che era matto - a loro avevano detto che era bravo chi faceva 100/120 quintali ettaro - ma poi la storia e il mercato hanno dato ragione ad Altare.
In questo caso il progetto Eataly sarà da verificare quando anche Genova e Milano apriranno i battenti. Per ora a Torino io ho conosciuto molti consumatori contenti e questo è un fatto.
Per le cose che non funzionano si tratterà di fare un elenco obiettivo e non una lista di proscrizione...
Comunque ancora una volta è dimostrato che il nuovo non paga. Subito...

22 Mag 2007 | ore 00:28

notte serena.....:-0)

22 Mag 2007 | ore 00:41

Due osservazioni, una di forma e una di sostanza, circa i formaggi. Se..."Eataly è l'unione di piccoli produttori che, da generazioni, creano cibi e bevande di altissima qualità in piccole quantità"...nella vetrina dei formaggi in vendita on line, sarebbe doveroso citare sistematicamente il nome del produttore di ogni formaggio, e non solo quello del selezionatore.
Altrimenti, è come se, del Sassicaia, si dicesse solo che è distribuito da Meregalli...
Se io fossi uno di quei "piccoli produttori" lo pretenderei, per rispetto del mio lavoro.
Ma, scorrendo l'elenco dei formaggi in vendita, non si intravvedono "piccoli" produttori. Non lo è certamente il produttore del cichinota-fontal, la cui sola presenza, qui, al posto della Fontina, sgomenta!

22 Mag 2007 | ore 02:20

oilà un extraterrestre!

22 Mag 2007 | ore 08:49

Direttore, Ok chiudere la discussione, siamo a casa tua, e magari il mondo gastronomico va avanti su moltissimi altri temi da poter trattare nel blog. Però scusa, tutte le volte non dire che trovi singolare parlare di Eataly senza esserci stati:ci hai dato il La a gennaio, se guardi i tuoi prim post sono di tutt'altro tenore rispetto a quelli odierni..ovvio che ora alla prima occasione, prima della Mole Antonelliana o del Museo Egizio vado a visitare Eataly a Torino!

22 Mag 2007 | ore 09:00

@EdoardoB
Parli e pontifichi in una maniera incomprensibile.
Quella del "corsaro cattivo" e' una posa. Magari di persona sei diverso, ma qui ti stai ponendo solo in maniera inutilmente arrogante.

@Leonardo
E' divertente. Sono stato il primo a valutare singolari i giudizi di chi a Eataly non c'era stato e mantengo fermamente questa opinione. Se il direttore ha corretto il tenore, in fin dei conti, una ragione ci sara'.

@Gumbo
Ce n'erano ancora di Amaroni? ;)

22 Mag 2007 | ore 09:43

Sono molto invidioso dei torinesi che possono accedere ad un mercato come questo. E' ovvio che e' un paradiso per l'appassionato di buoni prodotti.

Pero', senza esserci stato, sono un po' perplesso dalla convivenza di pomodori di serra (a Maggio!) venduti a piu' di 5 Euro al Kilo e di striscioni che inneggiano alle verdure di stagione.

Forse sono sbagliate sia le demonizzazioni che le sperticate celebrazioni. Forse e' solo un'iniziativa interessante da cui il consumatore avveduto e informato trarra' beneficio e godimento, e quello coglione e disinformato verra' illuso e spennato.

Come sempre, come e' giusto che sia.

22 Mag 2007 | ore 09:50

@JPS
Ce n'erano fin troppi, considerando che avevamo a disposizione solo 20 minuti prima della chiusura (peccato, abbiamo dovuto autolimitarci drasticamente). Sob, sob!

Tornando in tema Eataly:
GLi interventi dei miei concittadini sono pochi, sono più i teorici che amano dibattere. Ovviamente ci sono anche moltissimi torinesi a cui Eataly non interessa per niente.
Però c'è anche il fatto gran parte del pubblico che apprezza quel luogo non è di enogastronomi fissati, ma di gente fondamentalmente "normale"; che non frequenta blog e forum di gastronomia, che va al ristorante raramente, che non va nei negozi specializzati, non dibatte di massimi sistemi ma semplicemente cerca un posto in cui mangiare spendendo poco o dove far la spesa quando serve!

22 Mag 2007 | ore 10:13

credo che, stringi stringi, tutto si riduca a una domanda: senza Eataly, come cliente, starei meglio o peggio? Io peggio, come mi dispiacerebbe svegliarmi domattina e scoprire che non esiste più la Città del Gusto o lo Slow Food, mentre vivrei benissimo senza tante altre cose a iniziare dai discount e dalla McDonald's al pari della demagogia di chi pontifica senza essere mai stato a Eataly
oloap

22 Mag 2007 | ore 10:28

Guarda JPS diverso sarai Tu. Io sono me stesso sul blog, fuori dal blog. Sono così: naturale capisci? Odio il pensiero...perchè ferma l'azione! Ma non siete Voi quelli del cibo equosolidale? quella roba che aiuta il bovero gontadino del burundi? Come mai qui vi frega solo del sito bello e accogliente come dice olap e tanti altri.

Qui non fa comodo vero?

22 Mag 2007 | ore 10:43

Ancora due parole, se permettete, a commento degli ultimi post: non vorrei passare per il "maniaco" del formaggio, ma mi pare che nessuno abbia risposto alle educate (e secondo me giuste) obiezioni di Alberto circa la tracciabilità dei formaggi.... o cmq dei prodotti in generale; ho detto formaggi perchè è stato Alberto a citarli, e ripeto: perchè nessuno ha risposto?
Vorrei dire anche due parole veloci a chi ha scritto testualmente (purtroppo non ricordo il nome, o il nick name): "chi l'ha detto che a Eataly devono vendere solo ortaggi di stagione?"..... Con tutto il rispetto, a me un'affermazione simile fa rabbrividire: siamo ancora lì che badiamo alle primizie, alle ciliegie belle e perfette a vedersi (ma assolutamente insapori!!) da mettere in tavola per il pranzo di Natale?! Per favore, voglio pensare e sperare che nessuno (e dico nessuno) metta in dubbio l'importanza della stagionalità dei prodotti... Anche gumbo chicken, che si definisce "normale", forse contrariamente a chi lei reputa anormale, su questo sarà d'accordo con me... Per mille e più motivi (dal Gusto alla sostenibilità della produzione, dai costi ai principi guida dello Slow Food, ecc), come si può parlare di qualità (o di buono pulito e giusto) se non si rispettano i cicli normali e naturali di produzione... Perchè a questo riguardo nessuno ha detto nulla?

22 Mag 2007 | ore 11:46

Luca , probabilmente chi ha scritto cosa tu dici (stagionalità) non è stato ad Eataly e forse nemmeno te.Vorrei sapere cosa vendono "di fuori stagione".E poi se vedi la foto all'inizio post (Bonilli e Farinetti), parla chiaro, e credo che sicuramente non si sputtanano.
@ Bresciano : ma dove la vedi la carne rosaaaaaaaaaaa per settimane, forse in macellerie che frequenti te, scusami eh.

22 Mag 2007 | ore 11:56

Quoto in toto Gumbo. E, se non proprio da torinese ma da astigiano, vedo la cosa come una sicura opportunità in più che per dirla alla Marchi sarebbe peggio se non ci fosse. Altresì dico che non biasimo neppure i vari discount o il tessile cinese. Non tutti possono comprare i pomodori a 5.50€ o un cachemirino anche se nello spaccio di Loro Piana o di Piacenza. L'inverno viene per tutti e una famiglia con cinque persone e monostipendio mangia tutti i giorni. Il fatto che si ampli la scelta e l'ordine dei prezzi non è altro che democrazia. E questo non si confonda con un politichese spiccio o solidarietà da quattro soldi che intravedo più in vecchi clichè di monopoli o sterili percentuali.
Saluti
Pier

22 Mag 2007 | ore 11:59

Per nonsonotombolini: ho letto uno dei tuoi ultimi interventi, o forse l'ultimo, non ricordo. Capisco cosa volevi dire sostenendo che quando il piccolo produttore X ha finito le sue provviste di prodotto Y Eataly chiama un altro piccolo produttore (chiamiamolo Z) e si fa dare da quest'ultimo lo stesso prodotto Y.... Ok, mi sta bene, non dico che sia sbagliato, ma perchè non vuoi ammettere che questo ragionamento non può valere per tutti prodotti venduti? Non ti conosco ma ti rispetto senza alcuna remora, pertanto mi rifiuto categoricamente di credere che tu questo non lo RIESCA a capire, e quindi ti chiedo perchè non lo VUOI capire? Scusami, ma esprimendo questa mia opinione non sto offendendo nessuno, e non sto dicendo che a Eataly sono tutti ladri, o tutti fessi quelli che ci vanno: senza presunzione, non è nel mio stile farlo! Però a Eataly (di questo dovete darmi atto) questo succede, cioè i prodotti ci sono sempre tutti: porca miseria, ci sono formaggi (un esempio, il Bettelmatt) che vengono prodotti solo 2 mesi all'anno, luglio e agosto, e possono chiamarsi Bettelmatt solo quelli prodotti in 7 alpeggi (tutti e 7 tra le valli Antigorio e Formazza, provincia di VB): come fa un prodotto così a esserci sempre? E dov'è quest'esercito di piccoli produttori che sforna forme di Bettelmatt a go-go? Per carità, è solo un esempio: giuro che ho parlato di Bettelmatt perchè è il primo esempio che mi è venuto in mente..... e perchè abito a Novara, relativamente in "zona Bettelmatt"... Onestamente, non sei d'accordo? Di post ne possiamo scrivere ancora 3mila, ma basta che si torni a livelli di dibattito civili ed educati: intanto parliamo di cose che dovrebbero appassionare tutti più o meno allo stesso modo.... Cmq per chiudere, rispondo che io personalmente non dico che Eataly non dovrebbe esistere, ma che vivevo (e vivo!) bene anche senza. Soprattutto, senza che nessuno si offenda.

22 Mag 2007 | ore 12:02

Da Torinese che frequenta:
Ottima iniziativa, da seguire nel tempo e nell'evolversi, ad esempio come verranno gestite le scadenze dei prodotti, se riescono ad assorbire tutto con i ristoranti direi bingo!
Non ho percepito il pieno di gente che leggo nei post ma sicuramente se va benino in una città come Torino( refrattaria alle novità) negli altri siti sfonda sicuramente.
Consiglierei di investire un pò in formazione del personale che non mi è sembrato particolarmente preparato.
Due precisazioni:
Il pomodoro cuore di bue mi risulta varieta del nord, da Sicilia e Sardegna arrivano altri tipi di pomodoro e visto il clima di quest'anno credo che in liguria stiano già maturando da qualche settimana in pieno campo i pomodori.
Credo che il primo a diradare in Piemonte sia stato Angelo Gaja, non per altro ma diamo ad Angelo quel che di Angelo.
Cordialità

22 Mag 2007 | ore 12:02

Veramente sulla stagionalità dei prodotti avevo già dato la mia opinione, che riscrivo con parole diverse: vedo che ogni giorno che passa ci sono piccoli cambiamenti, quindi è evidente che stanno ancora assestando il progetto (del resto è il primo). So anche che il pubblico di Eataly è molto vario e secondo me almeno la metà non ha la minima idea di cosa sono i prodotti di stagione, come non è abituata a pensare che esistano differenze tra un pomodoro e l'altro perchè prende sempre il primo che capita al primo ipermercato in cui capita, in qualunque momento dell'anno. A furia di passare nella stanza con il tavolone della verdura e frutta di stagione, confrontare i prezzi delle cose di stagione e quelle che non lo sono...magari si autoeduca a un altro modo di consumare.
Se invece andasse lì, al livello di consapevolezza alimentare che ha ora, e trovasse solo le verdure di stagione direbbe "ma in questo supermercato non c'è niente! Mi tocca andare poi a finire la spesa da un'altra parte, tanto vale andare direttamente al vecchio ipermercato".

Secondo me molti che hanno scritto qui sopravvalutano il consumatore medio. E pensano che il cambiamento di abitudini avvenga per grazia ricevuta o per improvvisa illuminazione.
Ma avete idea di come mangia anzi consuma la gente "normale" - e con questo termine intendo
quella non maniaca di cibo e vino? Forse avete perso il contatto con la realtà della popolazione media italiana! :-)))

22 Mag 2007 | ore 12:02

@LUCA
Ma sei proprio sicuro che i prodotti ci sono sempre tuttttttttttti??Onestamente quante volte sei stato ad Torino?
@ Alberto
Ma lo sai chi produce la cichinota-fontal ?
Nn vorrei passare per l'avvocato del diavolo , ma leggo talmente tante inesattezze che...

22 Mag 2007 | ore 12:10

Oh, ecco che tra un po' viene fuori che Eataly deve diventare una sorta di Conferenza Episcopale del Gusto e dire a tutti noi quello che si deve e che non si deve fare!
Come giustamente aveva fatto notare Gumbo Chicken, è possibile che i pomodori ci siano perché altrimenti alcuni clienti, che sono abituati ormai a consumarli tutto l'anno, non trovandoli avrebbero potuto pensare che il luogo non fosse adeguatamente rifornito scegliendo quindi di andare altrove per la propria spesa.
E' un'esercizio commerciale, mica un ente morale per l'educazione e la riabilitazione dei riluttanti!
Non mi pare comunque che ci sia l'obbligo dell'acquisto del pomodoro fuori stagione. E' lì, chi vuole lo compra, chi è attento alla stagionalità guarda e passa oltre ...
Tra l'altro la foto che ritrae Bonilli e Farinetti dimostra che l'intenzione di informare i consumatori in materia di convenienza (non solo economica) dei prodotti stagionali c'è ...

22 Mag 2007 | ore 12:11

Per Gianni: ci sono stato una volta a Eataly, e di ortaggi "fuori stagioe" ne ho visti un pò; e la cosa è confermata da gumbo chicken nel suo ultimo post, lei che è persona estremamente favorevole al progetto Eataly... Stai tranquillo, non dirò mai di esserci stato tante volte se poi non è vero, stanne certo, ma gli ortaggi fuori stagione c'erano: non so se ci sono tutt'oggi, ma un paio di mesi fa c'erano, che ti devo dire....
Per piermiga: non facciamo retorica, è sacrosanto quello che sostieni, ma allora se è solo per questo meno male che ci sono le mense della Caritas, visto che c'è anche chi non può permettersi emmeno il discount... Mi pare che il discorso fosse incentrato su altri aspetti; ma cmq, a proposito di famiglie monostipendio, nelle zone italiane dove il tessile andava forte (biellese, comasco, varesotto, ecc) hai idea di quanti posti di lavoro ha tolto la concorrenza (sleale) del tessile cinese?!

22 Mag 2007 | ore 12:16

@Luca
Non mi permetto di insistere , ma se c'erano, spero , che come dice la foto, tu ti sia fatto FURBO..

22 Mag 2007 | ore 12:24

Certo Luca. So benissimo che grandi problemi citati in poche parole o slogan diventano retorica. Il mio era una semplice puntualizzazione all'altrettanto breve acceno di Marchi. Questo senza entrare nei reali e cocenti problemi produttivi, concorrenziali sociali. Comunque da fonti certe il tessile si sta riprendendo tarando meglio la natura ed il target delle produzioni, le rubiletterie pure, oltre alla Caritas che non manca, purtroppo, di "Clienti". Il tema non è neppure quello che citi tu stirando giustamente le mie poche parole ma in quel "sleale" a cui accenni: Non trovo affatto scorretto che esistano capi a cinque euro ma solo che si violino le regole.
Saluti

22 Mag 2007 | ore 12:29

Pia scusa, ma è qui che sbagli: compro se me ne frego della stagionalità dei pomodori, oppure guardo e tiro dritto se invece mi interessa, se sono al SUPERMERCATO!! Certo che è un esercizio commerciale, e chi ha detto che non ci dovrebbe guadagnare? O chi ha detto che ci sia qcs di male? Il punto però è che questa è una logica che a me (che non sono nè maniaco di cibo nè sapientone) non piace: ma come, si parla di sostenibilità, di territorialità, e poi non ci si chiede quanto viene a costare a livello di ambiente e di energia produrre d'inverno un qle di pomodori.... Questo è il punto, ok al supermercato, ma visto che il buonopulitogiusto non l'ho inventato io, dimmi per favore cosa c'è di pulito nella verdura fuori stagione? Ripeto, "pulito" nel senso della sostenibilità di certe poduzioni! E poi per forza che costano 5,50€ al kg, che non tutti se li possono permettere, ecc ecc... Per forza, ma hai idea di quanto costa all'agricoltore produrli? Poi, mi pare con livore e nervosismo, parli di conferenza episcopale, di ente morale, di riabilitazione dei riluttanti: ma non sono le pubblicità di Eataly che parlano di educazione al gusto, di freschezza dei prodotti, di sostenibilità, di scuole di cucina, del gusto a portata di bambino, ecc? E poi mi proponi i pomodori d'inverno perchè se no "almeno della metà della clientela di Eataly" (cito testualmente da gumbo chicken) tornerebbe al supermercato perchè non riuscirebbe a riempire la borsa? Senza offesa, a me questa sembra un pò un'incoerenza... Ripeto, nulla di male in tutto ciò, non rubano nulla, ci mancherebbe: ma che c'entra tutto ciò con l'agroalimentare di qualità? Se scriviamo su questo blog è perchè quella è una cosa che interessa tutti; o no?

22 Mag 2007 | ore 12:30

Giustissimo piermiga! Parlavo di slealtà in fatto di violazione di regole, non certo in altri sensi...
Gianni, "furbo" cerco di esserlo sempre quando faccio la spesa, non solo quel giorno a Eataly!

22 Mag 2007 | ore 12:37

Gianni la carne rossa. Anzi fuxia. Saranno i neon?
Sai ta TORINESE ero abituato a vecchi rimbambiti di macellai tipo Ghiotti di via s. Tommaso. Li la carne trita dopo un minuto ossidava. Adesso è tutto lucido e bello. Ma andate...dove volete: mega store del cibo...multisale...ma..e il sesso? sempre in casa? Nei covoni di grano? speriamo che facciano in fretta quello che c'e per es. in cote d'azur e per il mondo...3 piani di 1000mq l'uno di vera lussuria. Con questo saremmo proprio a posto: tutto sotto casa, tutto comodo e tutto per la nostra felicità.

22 Mag 2007 | ore 12:38

@Edoardo
Mi sembri un po' confuso, specialmente nell'ultimo commento.Ma parla chiaramente. Cosa vuol dire la "carne si ossidava"?Che quella della Granda o chi per essa è piena di antiossidanti?Sii concreto per favore , almeno una volta

22 Mag 2007 | ore 12:46

Inr ealtà, chiariamo, io formulo ipotesi, ma non so esattamente cosa decidono a Eataly e perchè - quindi non basatevi su di me per contruirci sopra chissacosa.
Però, la seconda parte del mio post l'avete letta?
Come fate a pretendere di cambiare da un giorno all'altro le abitudini delle persone?
I miei che odiano cucinare e molte persone che conosco che lavorano tutto il giorno si cibano quasi solo cose pronte, l'insalata già lavata e le carote già tagliate, E mangiano pomodori in insalata e prosciutto e melone tutto l'anno,le frittate già cotte e i surgelati e i polli allo spiedo al girarrosto.
Non ci posso credere, su 10 volte ora magari 2 volte vanno a comprare le cose fresche!

Però non si può pretendere che da un giorno all'altro tutti cambino abitudini. Se vuoi dare una chance anche a loro, devi offrire una gradualità, secondo me, se no li fai fuggire.
Col tempo, magari anche il pubblico si evolverà e così le proposte sugli scaffali - come sta già accadendo ora.

22 Mag 2007 | ore 12:49

A quest'ipotesi di "redenzione" preferisco l'obiettività: quelli citati da te, gumbo chicken, mi sembrano casi disperati, nel senso buono del termine, ovvio... Lì non c'è bottega, Eataly, supermercato o discount che tenga; il Gusto, purtroppo, l'hanno perso!

22 Mag 2007 | ore 13:04

Aaaaah il piccolo mondo antico......con le mucche di una volta che brucavano foraggio sapientemente irrorato di DDT....quelli si che erano sapori!

P.s.: al primo che dice "non ci sono più le mezze stagioni" in regalo un cd di James Brown intitolato "The nigger has the music in his blood", da ballare con la propria mamma.......che c'è ne una sola!

22 Mag 2007 | ore 13:26

@Ripellino
Mi spiace ma ti sbagli. Se i miei (nati negli anni 40 ma mia nonna non era tanto diversa) mangiano così, e aggiungo che sono stati poco tempo fa a fare un giro a Milano e hanno pranzato da McDonald's...io come credi che abbia mangiato fino a un certo punto in cui ho scoperto che c'erano anche altri modi di alimentarsi?
Volendo si cambia, si cambia...

22 Mag 2007 | ore 13:34

nonsonotombolini, non ci sono piu' gli uomini di una volta, ti rispondo cosi', qua in valle si stanno abbandonando monti e pascoli, perche' la gente sogna la comodita' cittadina, e' piu' comodo l'intensivismo delle serre, che un raccolto magari piu' magro, tutti vogliono diventare professori, o professionisti nel terziario, irreversibile tendenza?
no, un gruppo di persone, si sta organizzando, per gestire le malghe che i figli non vogliono piu' tenere.....un ritorno alla terra, certamente in maniera piu' umana, non come la vita dei contadini del primo 900....se hai tanto da sfottere perche' non hai risposto sul fattore sprechi nel sud, perche' non dici che la mafia gestisce la raccolta?, comunque legata alla grande distribuzione? Perche' non parliamo della concorrenza dei paesi emergenti anche nel settore agricolo?
ad una catena di supermercati fa' piu' comodo un olio magrebino a 2 euro litro che non un prodotto italiano, lo usano come taglio tanto la legge dop sugli olii per esempio, e' come non esistesse....

22 Mag 2007 | ore 13:37

ad una catena di supermercati fa' piu' comodo un olio magrebino a 2 euro litro che non un prodotto italiano, lo usano come taglio tanto la legge dop sugli olii per esempio, e' come non esistesse....

questo mi sembra un argomento concreto a favore di iniziative come Eataly, no?

22 Mag 2007 | ore 13:51

allora, qualcuno non ha letto tutto, io ho iniziato in maniera colorita, ammetto, ma non volevo demonizzare eataly, essendo a contatto con piccoli produttori, la mia perplessita' era sull'approvigionamento di certe materie prime per quello che effettivamente e' una grande distribuzione!....Eataly sta aprendo filiali addirittura all'estero....io andro' a visitare la sede torinese, senza preconcetti, assaggero' poi ti diro', premesso che non sono un assaggiatore professionista, forse quello che volevi dire che Eataly e' un gradino superiore come selezione alla grande distribuzione, ma comunque non e' la soluzione, gli slogan piu' qualita' per tutti lasciamolo al paese di bengodi, l'Italia non e' bengodi.....

22 Mag 2007 | ore 14:00

Si puo' forse concludere provvisoriamente e pacatamente come dicevo nel mio penultimo post, che Eataly non e' ne il Regno del Bene ne' quello del Male. E ' un'iniziativa interessante ma non perfetta, da monitorare attentamente, e che puo' convivere con altre iniziative.

22 Mag 2007 | ore 14:05

Infatti mi piacerebbe che qualcuno di quelli che si sentono titolati a denigrare per partito preso Eataly (a scanso di equivoci, lo ritengo diverso dal legittimo criticare con motivazioni oggettive) raccontassero quale potrebbe essere la soluzione "perfetta". L'avevo chiesto circa 150 interventi più su ma, a parte un accenno di tentativo di Edoardo B (forse in una rara pausa dall'incazzatura d'ordinanza) nessuno ha proposto alcunché ...

@Luca Ripellino
Ti ha già risposto Gumbo, più volte e in modo esauriente, ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire (così faccio contento anche nonsonotombolini ;-) ) ...

Ah, e non sono nervosa. Mi capita di esserlo sì e no un giorno all'anno e per il 2007 è già avvenuto un paio di mesi fa.

22 Mag 2007 | ore 14:21

Eataly è una grande novità, va bene per i consumatori e costringerà anche le altre catene di supermercati a migliorare l'offerta qualitativa. Il problema sollevato da alcuni è però un'altro e riguarda il sistema di distribuzione che forse non molti conoscono.
Distribuire in massa prodotti alimentari di alta qualità non è semplice e per certi versi è anche sconveniente. Nella distribuzione di massa contano i numeri (quantità e finanziari), non semplici da far quadrare con i prodotti di eccellenza.
Spesso sarebbe utile considerare che chi scrive si basa anche su esperienze vissute e non semplicemente su opinioni personali. L'agroalimentare italiano di eccellenza è stracolmo di produttori di eccellenza che hanno abbandonato la distribuzione di massa, non solo per un problema proprio ma anche e soprattutto di chi distribuisce, che fa nettamente più reddito sui prodotti standardizzati e di largo consumo.
Lasciamo lavorare Eataly, con l'augurio che ottenga i risultati sperati, sarà il tempo a darci le risposte che cerchiamo.
Attenzione poi a fare determinati discorsi perchè le nostre peculiarità sono legate ai rispettivi territori e non alle fabbriche di città, perché come dice giustamente Adriano nei luoghi di produzione alcune situazioni diventano sempre più insostenibili.

22 Mag 2007 | ore 14:40

@ Gianni:
no, mi spiace ma non so chi sia il produttore del cichinota/fontal.Dal sito Eataly non mi risulta si ricavi questa informazione.
Diversamente da quello che succede, ad es., in saporipemontesi.it, dove sono disponibili i dati essenziali della tracciabilità.

22 Mag 2007 | ore 15:16

lasciamo stare...gli interessi in ballo sono giganteschi, non si puo' parlare normalmente di distribuzione, quando si parla di milioni di euro, parlandone poi senza prendere in considerazione, l'indotto lavorativo, e l'esclusione, nel tempo, dei veri produttori....piu' che mai piccolo e' bello, piu' che mai,salviamo le piccole produzioni, piu' che mai non mettiamoci bende sugli occhi....
Credete quello che volete se vi fa piacere, non fatevi troppo male...
il fascista del gusto per pochi....
:-O)
la falsa democrazia alimentare avanza...ci sentiamo fra 6 mesi.

22 Mag 2007 | ore 15:36

@ ALBERTO
Hai scritto " Non lo è certamente il produttore del cichinota-fontal, la cui sola presenza, qui, al posto della Fontina, sgomenta!"Certo sul sito non è molto chiaro ,ma comunque c'è scritto - prodotto da Giolito - e poi se uno si facesse un giro a Torino il tutto si potrebbe vedere nel banco.Su Giolito non mi sembra debba dilungarmi.Vedi il perchè scrivo che sovente si leggono certi commenti (ovviamnete leciti)ma in fondo non si conosce la realtà

22 Mag 2007 | ore 15:40

@ Gianni
Giolito non è un produttore, ma un (importante) commerciante di prodotti caseari di Bra.
E se producesse formaggi, lo farebbe come industriale caseario e non farebbe certamente parte di quell'"unione di piccoli produttori che creano cibi e bevande di altissima qualità in piccole quantità"...che emoziona così tanto gli estimatori di Eataly!
Beninteso: niente contro i commercianti, ci mancherebbe. E' solo una questione di trasparenza.
I piccoli produttori di formaggio sono altri, possibilmente, alla francese, fermiers...
(e quanto sopra vale non solo per il fontal, che sta alla Fontina come la cicoria tostata al caffè, ma per il bra duro e via di seguito)

22 Mag 2007 | ore 16:21

@Alberto
Non voglio passere per presuntuoso , ma a volte basterebbe informarsi un po' meglio,capisco che, per chi non è del posto è un po' difficile , certo che Giolito è un buon affinatore ma a volte non solo , mai sentito parlare di valle Maira , Elva , mucche , latte ecc...
E poi secondo te, perchè , sul sito ha scritto "prodotto da Gilito"?

22 Mag 2007 | ore 16:30

Pia, non dirmi che deleghi ad altri le risposte da dare.... Ti avevo chiesto che ne pensi in fatto di sostenibilità, e non hai detto nulla! Non prendertela, è meglio chiudere qui perchè, fatta salva la libertà d'opinione e il libero arbitrio, questo blog sta un pò degenerando, meglio calmare i bollenti spiriti... Cmq, e qui giuro che chiudo, mi chiedo una cosa: che ci fa in un punto vendita di prodotti di qualità il chichinota-fontal? Ma cos'è, una roba che si mangia?! Stop. Buona cena a tutti, Eataly e non Eataly...

22 Mag 2007 | ore 16:38

@ Luca
Veramente mi sento l'avvocato difensore di Farinetti ma lungi da me la cosa.Luca , probabilmente lanci il sasso per continuare la discussione : se non sai cos'è la cichinota (e non chichinota) come fai a fare certe affermazioni?
Gianni

22 Mag 2007 | ore 16:46

luca.......fa' el brao.....qui ci prendono per visionari.... :-o)

22 Mag 2007 | ore 16:46

Vedete che siete troppo fissati col cibo per capire che esistono anche persone "normali", meno maniacali?
Che c'è che non va con Giolito?
E io ora non ricordo assolutamente chi era, ma sono sicura che un cuoco che conosco (non quelli al top, ma neanche 'na ciofeca) usa il fontal perchè funziona bene in alcuni casi.
Forse è velenoso?
E se Ripellino fa domande che a pia sembrano già risposte...come minimo deve rileggere meglio oppure riformulare la domanda.
Ma forse sarebbe ora per me di chiudere il discorso.

22 Mag 2007 | ore 16:51

@ Gianni
va' al sito eataly.it, formaggi e leggi bene:
per i primi 9 formaggi elencati, c'è scritto "selezionato da Giolito" e non compare alcuna informazione circa i produttori; il 10° risulterebbe "prodotto da Giolito", ma trattandosi di Robiola di Roccaverano dop, da agricoltura biologica, di Agrilanga, mi pare improbabile....(eufemisticamente parlando...)

22 Mag 2007 | ore 16:53

augh......io non ho avuto risposte da chi direttamente interpellato...sono un fantasma?
nonsono tombolini ad esempio fa il cecchino, scrive e non risponde alle domande..dov'e' finito il pugliese ?

22 Mag 2007 | ore 16:55

@ gumbo
il fontal è un formaggio industriale che si può produrre con qualunque latte, magari di provenienza ungherese. La Fontina è un formaggio prodotto con latte fresco di vacche valdostane, ecc.
La Fontina è l'originale, il fontal la copia,il surrogato; per questo ho fatto il paragone: fontal sta a Fontina come la cicoria tostata al caffè....

22 Mag 2007 | ore 16:59

Scusate, ma leggete anche o no? A me dà sempre fastidio quando si crea un caos con informazioni parziali, distorte, vaghe.
Avete cliccato, sul sito di Eataly, sull'elenco produttori? Provato a leggere cosa dice dei formaggi e di Giolito, dove prende i formaggi ecc.?
Poi se la critica è il sito è migliorabile sono d'accordo, ma prima bosogna leggere tutto e poi elencare cosa c'è che non va.

Io comunque la chicinota, onestamente, non so cos'è quindi più di tanto non posso dire, al limite posso andare ad assaggiarla!

22 Mag 2007 | ore 17:04

Zitto Lilloni, non mi disturbare......sto incassando una tangente, non lo vedi?

22 Mag 2007 | ore 17:06

@ Alberto
Hai ragione , sicuramente il roccaverano è dell'agrilanga di Vesime , il cichinota (deriva da cichin ,nome proprio maschile mentre cichinota è femm.) è prodotto in valle Maira , certo materialmente non è Giolito ,essendo sempre ad Eataly , ma è "suo". Fontal è un termine entrato in uso nel 1955 e deriva dalla contrazione dei due nomi Fontina ed Emmental, in passato sono state fatte molte porcherie , ma ora e soprattutto in questo caso ti garantisco che è un metodo di lavorazione più che artigianale (Elva farà 100 abitanti) .
Come vedi alla fine i "torni contano" o no?

22 Mag 2007 | ore 17:07

una risposta intelligente...ho gia' capito.
rispondimi invece di sparare cazzate..sono stato nella tua terra tre settimane fa...se e' quello che devi dire...era meglio se stavi in silenzio...
:-O)

22 Mag 2007 | ore 17:08

Sei stato in Puglia e nonostante la mafia sei sopravvissuto? Incredibile! Non c'è più neanche la mafia di una volta, quella che ti faceva sparire sciolto nel formaggio acido!

Si lo so, non sono molto intelligente, ma pensavo che magari in mezzo a tanta idiozia non mi si notasse.....!

22 Mag 2007 | ore 17:26

@ Gianni
i conti non tornano..
Ho difficoltà a capire cosa significhi:
"... certo materialmente non è Giolito ...ma è"suo" (di Giolito?)..."
Giolito lo vende, altri lo producono; che male ci sarebbe a conoscerne il nome?

22 Mag 2007 | ore 17:29

@ Alberto
semplicemente ci sono 2-3 persone in valle Maira che lavorano per lui .Punto.
Occelli ,per esmpio, mica si mette a cagliare ? O sbaglio.Vai ad Eataly, ti compri un pezzo e vedi da dove arriva.

22 Mag 2007 | ore 17:38

@ gumbo...
Tracciabilità, trasparenza, chiarezza, ecc vorrebbero che così come di una bottiglia di vino si conosce non solo il distributore ma anche il produttore (che può essere vigniuolo o industria vinicola e per il consumatore è interessante saperlo); anche di un formaggio potrebbe essere utile conoscere se l'ha prodotto un allevatore che trasforme il latte fresco dei suoi animali, oppure un'industria chimico/casearia, che lavora latte di chissà quale provenienza e qualità.

22 Mag 2007 | ore 17:39

@ Alberto
Scusa ma se non vuoi capire , dillo subito e tolgo il disturbo .Che il sito di Eataly sia forse un po' da rivedere forse hai ragione , i produttori non ci sono , ma nemmeno su quello di san-lorenzo (Tombolini) e questo è uno sbaglio ma se tu vai ad Eataly ti compri la tua famosa cichinota , avrai tutti i "dati" disponibili , come tutti gli altri formaggi.

22 Mag 2007 | ore 17:45

non mi hai risposto pugliese...giri giri ma spari a vanvera..dammi una risposta seria..
ho parlato di mafia perche' esiste, se tu non la vedi e' perche' come il sindaco di Catania in una famosa vignetta di forattini rispondeva cosi': la mafia non esiste!! ed aveva un canne mozze nel culo..
occhei tolgo veramente il disturbo...

22 Mag 2007 | ore 17:54

stop

22 Mag 2007 | ore 19:44

@alberto
A parte che il problema della tracciabilità è esclusivamente del sito, non in generale.
Comunque, fermo restando che va migliorato o aggiornato più frequentemente il sito di Eataly riporta, ad esempio:
" il blu del Moncenisio, formaggio tradizionale dell'alta valle di Susa (....) Per questa produzione, a latte crudo, Giolito si serve di un piccolo caseificio savoiardo del paesino di Lanslebourg.
nostrale di Elva, poiché il piccolo caseificio che lo produce destina tutta la produzione a Giolito.
Il formaggio prende il nome dal meraviglioso paesino occitano di Elva, il comune più alto d'Italia, dove viene prodotto. Si tratta di un formaggio di alpeggio, dalla pasta grassa, che reca il sentore e i profumi delle erbe dei pascoli brucati dalle mucche e va consumato entro tre-quattro mesi dalla produzione."

Eccetera. Ora che non ci sia il nome del produttore è vero, ma questo non basta per capire se è fatto da un'industria con latte di chissà quale provenienza oppure no?

22 Mag 2007 | ore 20:24

no!

22 Mag 2007 | ore 21:54

@ Antonio T. ora nonsonotombolini domani chissà:
mi creda, è impossibile non notarla, dice che siamo in mezzo a tanta idiozia me è probabilmente anche lei a contribuire in maniera sostanziosa.
Liloni le ha posto domande ben precise, risponda visto che la sa lunga invece di continuare ad offendere chi partecipa civilmente ad una discussione.

22 Mag 2007 | ore 23:04

Perchè no?

22 Mag 2007 | ore 23:51

Incredibile! In inghilterra oltre a non avere Eataly hanno dei supermercati molto, molto attenti a qualità e igiene.
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/05_Maggio/22/supermercati_inghilterra.shtml

22 Mag 2007 | ore 23:55

nonsolotombolini...notte serena : -O)

23 Mag 2007 | ore 04:01

In Inghilterra sono Inglesi. In Italia ci sono banderuole al vento pilotate dai gattopardi. Prevaricano i mediocri senza idee. Sono zombi che hanno instaurato una perenne "notte dei morti viventi". Le intelligenze espresse in questo blog sono state travolte da insulti degni di un impero del male. Anche le legittime perplessità di una consumatrice come Gumbo passano in secondo ordine. Tutto è ricoperto dalla bava della mediocrità dal malaffare dall'imbroglio e dall' interesse personale che è presente in tutto anche nelle cose più impensate... E' una società pornografica perchè è pregna di immagini scabrose che esaltano il nudo e il morboso della sostanza. Vedasi in tutti i casi della cronaca quotidiana dove ci propinano verità già confezionate e illustrate. Gumbo è una consumatrice pericolosa. Il processo del suo risveglio si stà innescando: fa domande!!Stai attenta, "segui il coniglio bianco"... Il grande occhio ci osserva...

23 Mag 2007 | ore 07:47

Edoardo , ieri avevo posto una domanda sulla questione della carne ossidata , puoi chiarirmi le idee.magari rileggi il mio commento.

23 Mag 2007 | ore 08:05

Non conviene a nessuno. Credimi. Le guerre portano morti da entrambi le parti. Ma vale sempre che chi non ha peccato scagli la prima pietra.
Tu, non sai come attaccare e allora vuoi elucubrare su una mia innocente domanda. Cambia disco. Parlami di Gianni.

23 Mag 2007 | ore 08:50

@ Edoardo B
"... tutto è coperto dalla bava della mediocrità dal malaffare dall'imbroglio dall'interesse personale..."
Uno che usa questo linguaggio a casa mia o chiede scusa o se ne va.
Non credo che una semplice storia come questa, con spunti interessanti ma non tali da sconvolgere gli animi possa essere il pretesto per interventi retorici, demagogici e insultanti come il suo ultimo... lasci perdere e cambi tono.

23 Mag 2007 | ore 08:57

@Edoardo B
Gumbo fa domande perché è curiosa e intelligente. Infatti poi ragiona con la sua testa, senza sventolare nessuna bandiera e quando esprime un'opinione usa parole che hanno significato. Non le fa rotolare una vicina all'altra giù dalla torre solo perché cadendo fanno un bel suono.

23 Mag 2007 | ore 09:10

@ Edoardo
Scusami tanto , io non voglio attaccare nessuno e tantomeno te e poi non mi sembrava ,la tua, una domanda tanto innocente ,forse sarebbe meglio che tu STACCASSI un pò.Certi toni magari , usali sul tuo blog, a volte un pò di buona educazione non guasta e questo vale anche per i contadini incazzati.
Saluti

23 Mag 2007 | ore 09:14

...QUI GIACE LA LIBERTA'...

23 Mag 2007 | ore 09:26

....E tu chi sei , il suo becchino?
Mah....

@zaccaria
Secondo lei cosa devo rispondere a Liloni, che si è vero in Puglia c'è la mafia che gestisce la raccolta, che tutti gli sprechi sono al sud, che la nostra è una economia assistenzialista e altre idiozie del genere?

Quando l'idiota (solitamente del nord) non ha più argomenti tira fuori dal cassetto quei quattro luoghi comuni che gli hanno insegnato e cominciano gli schizzi di merda.

No Lilloni, in Puglia la mafia non c'è, io non pago tangenti per lavorare e lo sfruttamento degli extracomunitari c'è anche dietro l'angolo di casa tua: non è il paradiso ma ho imparato nel tempo che ad ogni latitudine c'è un piccolo inferno che aspetta solo il momento buono per farsi vedere.

Voi, novelli Savonarola, credete di essere gli unici depositari della Verità, le menti illuminate (sic!), coloro che hanno aperto gli occhi ed hanno visto la luce!

In realtà siete solo i "Signori del Banale" ed il Grande Occhio è vero che vi osserva, ma si fa due risate e torna a dormire tranquillo......

23 Mag 2007 | ore 09:42

@Pia
..."Non le fa rotolare una vicina all'altra giù dalla torre solo perché cadendo fanno un bel suono.

Gran bella immagine!

@nonsonotombolini
Idiota generalizzare:vero. Luoghi comuni:vero
Anche il Suo intervento però pare frutto di perdita di pazienza e lucidità. Forse guardare una fetta dei quelle "verità confezionate e illustrate" che si chiama Repor(RaiTre) potrebbe risvegliare un pochino certe coscienze e far pensare che il malaffare non ha certo latitudini prefissate ma si sviluppa dove meglio ne dimorano le condizioni. Dovremmo al di sotto delle Alpi cominciare a fare tutti un bagno di umiltà e, naturalmente, di legalità.

@Alberto
...di una bottiglia di vino si conosce non solo il distributore ma anche il produttore...
Mi sembra che l'obbligo sia per l'imbottigliatore ma posso sbagliare
Saluti
Pier

23 Mag 2007 | ore 10:27

se leggi quello che scrivo invece di darmi dell'idiota, capiresti che non banalizzo lo dico da sempre che la mafia parte anche dal nord, pero' attecchisce bene dove c'e' omerta'...non mi dire che nelle regioni del sud non c'e' mafia su dai sei davvero banale....

23 Mag 2007 | ore 11:48

Nonsonotombolini, se permette, suggerirei di riportare il discorso sui temi prefissiti dal blog, o forse meglio ancora troncare davvero tutti (me compreso, ovvio) il discorso! Parliamo di eataly, parliamo di cibo, ma lasciamo stare altri argomenti assai più impegnativi, perchè altrimenti, solo per onor di verità, bisognerebbe dire che il suo intervento è cmq fazioso! Va bene, nessuno nega che il malaffare sia ovunque, che ovunque ci siano sprechi e cose che non vanno, ma non vorrà negare l'evidenza di certe cose, vero? Sull'economia assistenzialista ci sarebbe da parlare per anni, e le cifre pagate dagli idioti del Nord a favore dello sviluppo del Sud forse era meglio darle alla Croce Rossa.... PEr favore, siamo seri! Al Nord (almeno finora) i cassonetti dell'immondizia per strada non li ha ancora bruciati nessuna, al Sud (che secondo me è la parte più bella dell'Italia, sia chiaro!) purtroppo si, e una delle soluzioni proposte è quella di portare i rifiuti al Nord oppure in Germania perchè al Sud (cronaca di questi giorni, Campania) c'è l'emergenza rifiuti, che però forse emergenza non è, visto che mi pare duri da un pò di anni..... Meno dipendenza dal Nord secondo me ci vorrebbe, dopodichè date degli IDIOTI a chi volete! Parliamo di Eataly, che è meglio....

23 Mag 2007 | ore 12:03

E adesso si mangia!
Ovviamente la cichinota.

23 Mag 2007 | ore 12:31

.........

23 Mag 2007 | ore 12:38

No grazie Gianni, non offenderti, ma penso ci sia di meglio.... Adoro la fontina, per esempio!!

23 Mag 2007 | ore 12:57

Per carità qui nessuno si offende (a parte qualcuno), però secondo me bisognerebbe prima assaggiare e poi dare giudizi.Io ho sempre adottato questa "tecnica"

23 Mag 2007 | ore 13:08

Io faccio sempre domande. Però se le risposte sono vaghe e non supportate da fatti, non mi convincono.

Allora, dato che siamo passati al menù:
@Luca Ripellino, allora hai assaggiato la Cichinota? (mi toccherà andare a prenderne un pezzo, a questo punto).
Che cosa proponi precisamente in alternativa?

@Alberto, io attendo sempre i dettagli su cosa manca nell'informazione e perchè è importante.

23 Mag 2007 | ore 13:09

Bonilli ma un pò di diserbante qua dentro non lo dai mai?
Se vuoi ti presto il mio libro: Diventa anche tu un pollice verde!

Mucca

23 Mag 2007 | ore 13:11

Lasciamo stare la cichinota , io vado a farmi una margherita e una Baladin , tanto sono qui a 2 passi.Queste la conoscete tutti , almeno credo.
I diserbanti fanno male.molto male.

23 Mag 2007 | ore 13:16

Muccapazza, grazie a Dio siamo in democrazia e ognuno, se educato, può dire quello che vuole... Il tuo richiamo al diserbante metaforico sa tanto di richiamo al direttore per un "ripulisti" generale; la cosa mi sembra grave e di cattivo gusto. Poi per carità, se l'umanità intera deve riflettersi nelle tue idee e nelle tue parole, beh faccelo sapere, ci adegueremo... Nomi, per favore: chi sono (anzi probabilmente chi siamo) le erbacce da diserbare? Caduta di stile: anche questa rotola e fa rumore, come le parole....Complimenti!

Per gumbo chicken: visto che sei di Torino (città che amo da impazzire!) mi permetto di pensare che ogni tanto, o magari spesso, andrai in Liguria al mare... Bene, quando ci vai passa a Rapallo, "bottega dei sestieri" di Guido Porrati (personaggio, oltrechè bottegaio, da conoscere...) e portati a casa un assaggio di Trarcantu: un formaggio a pasta semi-dura della Val d'Aveto, stagionato e poi affinato in vinacce di Sciacchetrà delle 5 Terre.... Così, giusto per non essere banali!! E vai tranquilla: non per farti i conti in tasca, lungi da me l'idea, ma non spenderai tanto di più che a Eataly... Parlo sinceramente, provalo! Come "alternativa" non è male...

23 Mag 2007 | ore 15:26

se gumbo passa da queste parti la porto in malga .....
signor pompili i suoi interventi sono bellissimi....

23 Mag 2007 | ore 15:31

@Luca Ripellino
mi fa piacere che ti piaccia Torino e apprezzo sempre i consigli su cose da acquistare, posti da visitare, negozi e ristoranti interessanti.
A dir la verità al mare...ehm...non vado mai in Liguria perchè le spiagge sono quasi tutte a pagamento e troppo affollate, così come l'autostrada per il ritorno. Però in autunno e inverno ogni tanto qualche giro càpita.

Tornando al cibo: forse continua a esserci un equivoco. Io non ho detto che compro solo da Eataly, nè ho mai accennato ai prezzi.
E' che io in tutto questo post parlavo di spesa quotidiana non di occasioni particolari in cui si va in giro alla ricerca di specialità - cosa che io faccio volentieri, ma non certo ogni due giorni!

Per il resto, prendo nota, grazie! :-)

23 Mag 2007 | ore 16:13

Come dicevo , una buona pizza si mangia sempre.Io sono un patito. Ad inizio marzo ero a Napoli e non ho potutto fare a meno di andare da Michele, dove fanno la migliore pizza (solo 2 tipi) ebbene ,la margherita di Eataly non ha nulla da invidiare , io la trovo ottima ed anche il prezzo (5 euro) onesto.La farina del mulino marino ha una marcia in più.
E' vero, questa è pubblicità gratuita , ma quando ci vuole ,ci vuole.

23 Mag 2007 | ore 17:10

Mmmmm, cosa leggono i miei occhi, dunque, dunque si parla a me di stile?
Allora vediamo di arredare questo blog con un intervento ricco di classe, manierismi e bien vivre, argomentando a differenza di molti di voi, le mie posizioni.
Volete le nominations di chi fucilerei e i motivi?
Eccovi accontentati:

Adriano Liloni perché in questa discussione non ha fatto altro che farsi pubblicità per non so quanti post (purtroppo posta a raffica ed ho perso il conto), ogni suo post è un continuo IO, IO, IO, IO, ed io (me medesimo) mi sono rotto le palle di leggerlo soprattutto quando messo alle strette in una discussione si nasconde dietro la falsa figura ingenua del valligiano. Liloni, caro, non c’è bisogno che continui a scrivere che sei ignorante e che vuoi solo “comprendere”, il blog di Bonilli è pieno di tuoi post che mettono in evidenza la tua rusticità e ignoranza più unica che rara.

Luca Ripellino. Ti saresti potuto anche potuto firmare Ribellino se in tutti questi post avessi avuto la decenza di documentarti visto che non hai messo piede a Eataly e di conseguenza ti sei limitato a consultare il sito (per amor di Dio già è tanto molti come Liloni non hanno fatto manco quello) dicendo o ipotizzando cose che in realtà non sai perché non le hai vissute o viste con i tuoi occhi.
E’ lo stesso discorso quando si parla di Vissani tutti a dargli addosso anche se non son mai stati da lui.
E per questo motivo già di per se ti sei guadagnato la seconda raffica di forme di Fontal.

Edoardo B. perché sembra appena sbarcato dalla corazzata Potemkin e meriterebbe di ruzzolare giù dalle scale mentre trascina i suoi prodotti con il carrello di plastica riciclata di Eataly. Sembra più sclerato lui di uno che vive a New York, per fortuna che sta in campagna……avanzando dei sospetti sul disciplinare della Granda senza argomentarli.

Insomma, a me sembra che in tre ve la siete cantata e suonata da soli nel peggiore dei modi….quella sorta di via di mezzo tra il patetico e il riluttante.

Mucca

23 Mag 2007 | ore 18:02

Mucca Forever....

23 Mag 2007 | ore 18:05

Direttore, non riesco a postare un intervento.....che succede?

P.s.: ho anche tolto le parolacce
:-)

23 Mag 2007 | ore 18:10

io mi firmo con nome e cognome, la tua riluttanza nei miei confronti mi fa solo piacere, se mi spieghi la mia ignoranza assoluta, mi farebbe piacere!
ho detto che la differenza fra il cuore di bue ragusano e quello di albenga, non e' abissale come il prezzo, sottintende!...sbaglio? grande professore il tuo attacco e' inutile e neanche motivato, spiegati...valligiano lo sono ignorante puo' darsi, tu invece sei un ristoratore rintronato dalle trasmissioni, perfido perche' irrisolto, hai l'appoggio di non so chi e me ne frego...l'ultima volta che sei venuto a trovarmi non hai avuto nulla da dire sul mio servizio, gradirei una volta per tutte capire i tuoi attacchi insulsi....
ti rendi conto della situazione?...ti spiace che mi esprima nei miei termini e non sia colto(colto?) come te? cos'e' un invidia di poca rintracciabilita'....spiegati una volta per tutte....dimmi se sono una montatura o se veramente mi sto impegnando per migliorare alcune cose.
il tuo attacco e' gratuito oltre che cretino.
adriano liloni

23 Mag 2007 | ore 18:12

Non ti preoccupare, è successo anche a me l'altro giorno. Ricevevo un messaggio che diceva "Hai postato troppo, riprova più tardi" :p
Ho fatto Preview, ridigitato il codice ed è partito subito.

23 Mag 2007 | ore 18:14

nonsono tombolini e' un grosso coglione e firmo.....adriano liloni
sopratutto perche' si nasconde dietro un nick

23 Mag 2007 | ore 18:15

ci vedremo fra sei mesi con etaly...un con to e' tenere l'olio un conto sono formaggi introvabili, oppure verdure, oppure carni...vi auguro ogni bene.

23 Mag 2007 | ore 18:18

Non sono importanti i nick o i nomi ma i pensieri che vengono espressi. Tu hai solo il nome.

Mucca

P.s.
In questa discussione sei salito a 64 commenti, Bonilli ti dovrebbe far pagare l’affitto per lo spazio che occupi sul suo blog.

23 Mag 2007 | ore 18:22

io e altri stiamo ridendo della tua insulsaggine...;-O) io solo nome?...ho pagato qualcuno oppure e' frutto del mio lavoro?...spiegati il perche'...da dieci anni ho un locale che lavora....sono tutti masochisti ed imbecilli?...ciao piccolo bulugnes trapiantato.

23 Mag 2007 | ore 18:30

No Pia, quello che hai detto è capitato altre volte anche a me.
Questa volta mi dice che l'amministratore "leggerà e deciderà" in inglese....of course!

Puzza di preview lontano un miglio!
;-)

23 Mag 2007 | ore 18:31

@ Liloni
al mio cognome corrisponde un sito di un operatore del settore marketing enogastronomico (esagerato!).

Per deformazione professionale la pubblicità la faccio per i clienti, mai a me stesso.

Sono timido.

23 Mag 2007 | ore 18:36

Se fossi meno concentrato su di te capiresti che il tuo locale e il tuo lavoro non l’ha tirato in ballo nessuno. Solo tu continui a farlo. Pubblicità progresso.
Torna a ridere con i tuoi amici.

Mucca

23 Mag 2007 | ore 18:38

anche sono un timido e difendo la mia persona ed il mio operato...saluti per conto mio sono un indipendente e contento di esserlo....non ho nulla da nascondere.
se devo pagare le royaltes al capo me lo faccia sapere.....

23 Mag 2007 | ore 18:40

se c'e' uno concentrato su se stesso sei tu...io non ti ho attaccato ho solo esposto una mia idea un mio pensiero...su questa organizzazzione.....non ti ho tirato in ballo o non posso esprimere cio' che penso?......rileggiti tutto poi vediamo chi ha fatto gli interventi piu' adatti al caso.

23 Mag 2007 | ore 18:44

Bravo Muccapazza, tu si che hai classe.
Mi ricordo bene di te ai tempi di peperosso, dai baci della buonanotte alla tragedia dei foodies (non mi sembra che tu allora ne abbia occupato poco di spazio).
Tieniti pure il tuo stile e i tuoi prioni, io al tuo posto proverei solo tanta tanta vergogna, non ci si rivolge così a persone di cui non si condivide il pensiero.
Mi sa che ne devi ancora mangiare di farina di carne (perdonami la battuta, andava meglio polenta ma visto il tuo nick...).

23 Mag 2007 | ore 18:51

....e allora continua ad illuminarci tutti caro Valligiano....

Mucca

p.s.

Io ci rinuncio, purtroppo la lingua araba non lo conosco.

Zaccaria,
il mio linguaggio è sempre adeguato al livello dell'interlocutore.
E con questo ti ho detto tutto.

23 Mag 2007 | ore 18:58

vatti a rileggere cosa sto facendo invece di ciancare, ho sprecato un sacco di parole per te.....
distribuzione di prodotti di nicchia, e non fare gli sboroni, come ha detto nonsolotombolini, io non ci guadagno nulla, voglio solo che chi vuole assaggiare questi prodotti lo possa fare rimanendo in casa...ho parlato di corriere non a caso...invece di fare la blatta per attaccare quello che dicco...vuoi che ti spedisca in giornata una ricotta oppure un petto d'oca?...pagamento al corriere, a prezzo di produttore, il produttore non aspetta mesi e riceve i soldi subito....
lapalissiano no? hanno soldi in tasca possono reinvestirli...subito!
il valligiano illuminato al padano rintronato.

23 Mag 2007 | ore 19:55


Liloni, Liloni, Liloni….fammelo ripetere, Liloni.
La tua idea è semplicemente geniale, finalmente qualcosa di nuovo e così innovativo, sono certo che questa tua lodevole iniziativa lascerà il segno e sono il primo a benedirti augurandoti tanto di quel successo che nemmeno immagini.
Già, il successo, parliamone.
Toglimi una curiosità, come hai intenzione di gestire il limite delle scorte di questi prodotti di nicchia rispetto ad un ipotetico successo della tua lodevole iniziativa? Sempre che la tua iniziativa non abbia già riscosso un grandissimo successo visto che scrivi: “vuoi che ti spedisca in giornata una ricotta oppure un petto d'oca?...pagamento al corriere, a prezzo di produttore, il produttore non aspetta mesi e riceve i soldi subito....lapalissiano no? hanno soldi in tasca possono reinvestirli...subito!”
Ora quando parli di soldi che i produttori possono reinvestire subito nella loro azienda immagino che tu faccia riferimento ad un giro d’affari che nelle tasche dei produttori portino migliaia di euro perché se pensano di reinvestire quanto di guadagnato con una ricotta e 400g di petto d’oca manco la bolletta della luce ci pagano.
Alla luce (sempre che sia stata pagata) di tutto sto successo, dov’è disponibile la lista dei produttori? C’è un sito dove poter visionare le caratteristiche merceologiche e i disciplinari ai quali si attengono le produzioni di nicchia? E la storia del produttore dove la trovo?. E dove sponsorizzate questa lodevole iniziativa per farvi conoscere al grande pubblico?
Capisco che il nome Liloni sia sinonimo di Garanzia però converrai con me che in non tutte le parti d’Italia ti possono conoscere….sai mica tutti leggono il forum o il blog di Bonilli.

Ed ora, ricollegandomi a questa innovativa e geniale idea di Liloni non posso non pensare a cosa scriverà Luca Ripellino, compagno di merende dello stesso Liloni nella discussione Eataly e già perché Liloni ha messo su una lodevole distribuzione di prodotti di nicchia dove chi compra sta comodamente seduto a casa sua senza andare in giro per cascine…..oppure come non pensare a Edoardo B. che fedele al suo credo di assoluta contrarietà a tutto starnazzerà come un Oca nell’aia di Bonilli contro la tua geniale e lodevole iniziativa….fatti coraggio Liloni, noi siamo con te.

Prima che tolga il disturbo, qualcuno stasera desidera uno dei miei famosi bacini della buona notte?

Mucca

23 Mag 2007 | ore 21:17

Bacino della buonanotte a bonilli a fine partita, no?
Comunque, dai come si fa a non ridere della raffica di forma di fontal (cichinota, spero!) :-)))

23 Mag 2007 | ore 21:55

tu che fai per distribuire prodotti?...io il bagoss quello vero, l'ho distribuito eccome...altro che 400 grammi..se questa e' la tua risposta scemo del villaggio, ho gia' capito dove andate a parare....a fine stagione vi daro' nomi produttori e quantitativo garantito....per questa discussione ci sentiamo fra tre mesi...furbacchione
qui si parla con stronzi e la puzza non mi piace....
:O)

23 Mag 2007 | ore 22:10

Come al solito quando ti si becca in fallo eludi le domande e attacchi, se questa è la tua professionalità, lunga vita a Liloni sinonimo di Qualità Garantita.

Scemo del villaggio ci sarai te che non sei in grado di rispondere a delle domande su i tuoi stessi progetti.

Quanto a quello che faccio non sono affari che ti riguardano visto che non mi faccio spam come te.
Ed ora se vuoi gentilemente rispondere alle domande che ti ho fatto bene, altrimenti mi sento autorizzato a pensare che le tue sono le solite balle che racconti per far credere a tutti quanto tu sia umano, e se non rispondi in questa discussione avresti fatto bene a startene zitto fin dall'inizio piuttosto che parlare di cose di cui non hai la minima conoscenza.

Mucca

P.s.
Gumbo, forse tu non conosci i miei famosi bacini della buona notte che postavo su Peperosso. non credo che Bonilli ci tenga tanto a tutta la mia attenzione, certo che se poi insiste....

23 Mag 2007 | ore 22:24

benissimo, ritorniamo al dunque spam torno a ripeterlo non lo faccio per me, se non l'hai capito ho il locale pieno , lo faccio per i produttori che fanno fatica perche' gli stronzi fighetti ristoratori, talvolta gli fanno fare 100 chilometri per consegnare tre chili di formaggio fresco, fai tu i calcoli, genio della lampada, io sto organizzando una piccola rete di ristoratori che ordinano in determinati giorni il prodotto, cosi' il ragazzo produttore, lo fa per qualcosa, la reperibilita' e' garantita visto il contatto diretto tra produttore e cliente,invece di blaterare sir serpent, vieni a controllare quello che sto facendo, facile sputtanare....
sarebbe troppo facile mandarti a quel paese, cosi' il discorso si chiude, no caro!
Avrai notizie della distribuzione di materia prima valida e garantita...Tu che puoi girare come una trottola a fare la starlette al teatro 7 domani sera assaggerai cosa sto distribuendo...
basta chiacchiere velenose caro pompili....:-O)

23 Mag 2007 | ore 22:37

Non ricordo i bacini su Peperosso, però per essere citati immaginavo avessero qualcosa di speciale. Mi sembrava divertente - nel caos di questo thread - organizzare un invio a bonilli in un momento in cui sicuramente non sarebbe intervenuto per controbattere... ;-)

23 Mag 2007 | ore 22:45

cavolo...non l'ho capito prima!...scusate sono un po' tonto...
1° LUGLIOI TENUTA TREVISANI
ospiti d'onore nonsonotombolini e muccapazza nonche' bonilli e lo staff....
miei ospiti.
troglometelli
l'autoironia non mi manca, ve la insegno....:-O)

23 Mag 2007 | ore 23:22

No Mucca, il tuo linguaggio è stato sbagliato, non si attaccano così le persone.

23 Mag 2007 | ore 23:23

ok! non centra un cazzo!
ma milan 2 liverpul 1. ora mi dice che bottiglie sono state aperte questa sera?
da un romanista che questa sera, solo per questa sera ha tifato milan.

23 Mag 2007 | ore 23:29

1° LUGLIO ANDATE SUL MIO BLOG E PRENOTATE!...CAVOLO ...SENNO' COME FACCIO? I DISTRIBUTORI PICCOLI SONO DEPRESSI, HO INIZIATO LA COSA E NESSUNO MI HA CONFERMATO.....
notte serena al rosy bindi bolognese,non sa se e' carne o pesce... non lo capisco....pero' cerco di farmene una ragione del suo modo di fare....:-O)

23 Mag 2007 | ore 23:38

Ma stasera vale tutto?
Edoardo B. ha un cane uguale ai miei che però abbiamo trovato in canavese. Potremmo farli intervenire tutti e tre nella discussione e vedere che ne pensano di Eataly e soprattutto del banco macelleria. :P

23 Mag 2007 | ore 23:44

Mmmmmm, liloni, liloni che dire, hai le idee chiarissime molto più di quelle che ipotizzi per il progetto Eataly.

Prima dici che: “distribuzione di prodotti di nicchia, e non fare gli sboroni, come ha detto nonsolotombolini, io non ci guadagno nulla, voglio solo che chi vuole assaggiare questi prodotti lo possa fare rimanendo in casa...ho parlato di corriere non a caso...invece di fare la blatta per attaccare quello che dicco...vuoi che ti spedisca in giornata una ricotta oppure un petto d'oca?”

Poi argomenti con:” lo faccio per i produttori che fanno fatica perche' gli stronzi fighetti ristoratori, talvolta gli fanno fare 100 chilometri per consegnare tre chili di formaggio fresco, fai tu i calcoli, genio della lampada, io sto organizzando una piccola rete di ristoratori che ordinano in determinati giorni il prodotto, cosi' il ragazzo produttore, lo fa per qualcosa, la reperibilita' e' garantita visto il contatto diretto tra produttore e cliente,invece di blaterare sir serpent, vieni a controllare quello che sto facendo, facile sputtanare....”

Ora, scusami se te lo faccio notare ma forse non hai bene le idee chiare, almeno stando a quanto scrivi.
Allora, prima di tutto vediamo di fare un di luce perché un conto è offrire l’opportunità a chiunque lo voglia di approvvigionarsi di prodotti di nicchia stando direttamente seduti a casa vedendosi recapitare la merce da un corriere, un conto invece è organizzare una rete comune di acquisti per i ristoratori che se sensata ed organizzata bene, può portare vantaggi sia al ristoratore che al produttore, perché se da un lato il produttore guadagna perché ammortizza i costi di consegna (stando almeno a quello che affermi) dall’altro i ristoratori possono permettersi di far leva su un prezzo migliore rispetto alle singole consegne proprio perché fatte in comune. Insomma, alla fine della filiera da questa operazione sicuramente lodevole potrebbero guadagnarci entrambi, ristoratori e produttori. Ora, alla luce di quest’ultima osservazione mi chiedo un paio di cose.
I ristoratori che sicuramente spunteranno un prezzo migliore sugli acquisti quanto faranno pagare i piatti al cliente finale? Allo stesso prezzo a fronte di un costo di materia prima più basso? Certo che no, altrimenti il consumatore finale (che va tutelato nella stessa identica maniera del produttore e del ristoratore) non trarrebbe alcun vantaggio da questa iniziativa.
Quindi non mi resta che chiederti quali garanzie finali hanno i consumatori finali da questa iniziativa?
Ad Eataly i clienti finali oltre alla varietà di prodotti spuntano un prezzo più conveniente rispetto alle tradizionali botteghe, tu invece, quale garanzia economica offri al consumatore finale?
L’altro dubbio che ho in mente è questo e non si discosta da quanto già chiestoti in un altro commento. Come gestirete le scorte dei prodotti di nicchia quando questi piccoli produttori si troveranno a dover far fronte ad una serie di ristoranti che complessivamente potrebbero lavorare (stando statisticamente bassi) con una media 10.000/15.000 coperti al mese? I ristoratori coinvolti nel progetto comune di acquisto si vedranno costretti ad abbassare la qualità della materia prima in cucina quando il prodotto sarà finito? Oppure il produttore sarà costretto ad aumentare il suo volume produttivo sacrificando la qualità per far fronte alle richieste dei ristoratori?

Gumbo,
i miei bacini della buona notte erano molto, molto speciali. Non appena Bonilli se ne meriterà uno sarà mia premura offrirglielo, anzi le mie labbra già sospirano sulla sua guancia.

Zaccaria,
ti prego, risparmiati la solfa su cosa è giusto e cosa è sbagliato, almeno in questo 3d.

Mucca

24 Mag 2007 | ore 00:21

festeggio i 310 interventi da ATENE dove il 2-1 contro il Liverpool mi ha fatto perdere la voce

24 Mag 2007 | ore 00:38

stai parlando di cifre assurde, io gestisco, un manipolo di piccoli produttori, niente a che vedere con grande distribuzione, mi hanno gia' dato i loro prezzi, nessun sconto, ed i locali contattati sono in zona, si parla al massimo di 3000 persone al mese, mai chiesto aumenti di produzione, loro sono contenti di finire la loro produzione e basta....io non chiedo gabelli a nessuno, e puoi informarti se non e' vero...hanno bisogno di una vetrina annuale, ed e' questo che offro loro....anzi ti diro' di piu', offro un bonus di 200 euro giornaliero per presenziare, alcuni li ospito io in alberghi della zona, voglio che queste realta' non scompaiano.....
se non mi credi posso passarti i numeri di telefono dei produttori....
quella giornata fruttera' con 300 persone 9000 euro di cui 5000/6000 ai produttori bagni chimici affittati, navetta bus, siae affitto agriturismo, affitto stand in parte, una parte data dalla coldiretti, la mia giornata con chiusura locale...prima di parlare informati....io ci perdo qualche migliaio di euro....che mi ritornera' in visibilita' e continuita' lavorativa....
buonanotte alle serpi in seno.
una volta tanto lasciate i preconcetti e valutate l'impegno di una persona singola che crede ancora in quello che fa'.
per info chiedete a Zaccaria Carlo riso
Edoardo Bresciano oca e anatra
Vini piacentini .net Paolo Rusconi
Piergiovanni Cristiano"timpa dei lupi"
Travaglini Francesco "parco dei buoi"
Anna Tiraboschi ca' lojera lugana
Parona az. agricola "la basia"
Pellegrini Cristina miele della Vallecamonica
Delai e gli associati dei sovversivi del gusto
Acetaia valle del tuono reggio emilia
Cencig verdicchio friulano
ecc.....
tutti avranno un rimborso spese minime di duecento euro...trovatemi chi nelle varie organizzazioni rimborsano almeno parzialmente i piccoli produttori
di solito li spennano, chiedendo sconti sul prezzo merce, oboli di partecipazione e quant'altro.
io non ho nulla da nascondere...voi?
:-O)

24 Mag 2007 | ore 00:40

verduzzo friulano...ovvio...la fretta mi sbagliare

24 Mag 2007 | ore 01:15

Mah.... senza voce per il Milan? Se sapessero che hai la CdG sulla riva del Tevere, implorerebbero la piena, e tu fai il tifo per loro?

Meno male che ci lasci il forum del GR.

Che Carol Alt te ne renda merito.

^___^

24 Mag 2007 | ore 01:16

Liloni,
alcune considerazioni.
Prima di tutto io non ho fatto alcun riferimento alla grande distribuzione e ancora non riesco a capire per quale motivo in questa discussione debba emergere in continuazione lo spettro della gdo.
Ma ora veniamo al dunque. Affermi che i produttori ti hanno già dato i loro prezzi e che non ci sarà nessuno sconto sugli acquisti. Ti chiedo, ne sei proprio sicuro? Scusami però mi viene da ridere se penso a quanto hai affermato pubblicamente quando è nata l’associazione i sovversivi del gusto: “Si tratta di artigiani che realizzano tutto in proprio, interessati alla vendita diretta al consumatore per garantire, sostiene Liloni, un risparmio sul prezzo di circa il 30%. (fonte Aristide: http://www.aristide.biz/2006/07/sovversivi_del_.html)
Quindi, prima incongruenza. Da parte degli acquirenti (in questo caso i ristoratori) ci sarà oppure no uno sconto del 30% e se si i prezzi delle singole portate diminuiranno del 30% al consumatore finale?
La seconda cosa curiosa che ho notato è che per quanto sia lodevole offrire una vetrina ai piccoli produttori, mi stupisce il fatto che questa vetrina in realtà rappresentata da ristoranti che utilizzano questi prodotti di nicchia, debba esser condivisa con produttori provenienti da più parti d’Italia.
Insomma, se nel piatto si vuole far emergere la realtà agricola della zona non ha alcun senso proporre e valorizzare materie prime di altre zone. Che la promozione se la facessero in casa loro piuttosto che a casa vostra, mi sembra normale che il produttore ti chieda un rimborso spese per esser da voi….intendiamoci, non che sia campanilista però se i locali che si approvvigionano di questi prodotti di nicchia sono di impostazione tradizionale, bhe lasciami dire che hanno un concetto del territorio particolarmente allargato (dopo giochi senza frontiere ci spetta tradizioni senza frontiere) nulla da obiettare invece se questi locali propongono una cucina innovativa….

Detto fra noi mi sembra che tu abbia poche idee ma confuse, per il resto in bocca al lupo credo che ti serva.

Mucca

24 Mag 2007 | ore 02:32

Muccapazza, solo 2 cose velocissime: sul tuo stile e sulla tua educazione, che ti suggerisce di offendere e insultare chiunque non la pensa come te, preferisco glissare: stendo un velo pietoso! Cmq la tua furia cieca ti ha probabilmente annebbiata un attimino: se vai a rileggere un post di un paio di giorni fa (forse mentre rispondevo a Gianni, se non ricordo male) ti accorgerai che io, senza alcun problema (e senza toni di superiorità, nè complessi d'inferiorità) ho dichiarato di esserci stato a Eataly: 1 VOLTA!! Capito, una volta, nè 0 volte nè 150, soltanto una! E' vietato? Sono un criminale per questo? ho commesso qualcosa di grave? Ci sono stato una volta, mai lo negherei, mi sono fatto il mio giro, ho colto le mie impressioni (mi risulta sia ancora una cosa possibile e legale....) e a riguardo di quest'ultime sono intervenuto sul blog. Ti dò fastidio? Disturbo? Cmq muccapazza di una cosa puoi stare certa: mi sono firmato Ripellino (pardon, Luca Ripellino) perchè Luca è il mio nome e Ripellino il mio cognome: nè Ribellino, nè altri nickname... Porta pazienza, ma sono fatto così: dove posso metto la faccia, quando non è possibile almeno metto il nome, quello vero! Riguardo la fucilazione prossima ventura di Liloni, di Bresciano e mia, ti chiedo gentilmente una cortesia: non è che mi includi per favore nel gruppo anche Zaccaria? Sai, siamo amici, ci faremmo un pò di compagnia... prima di essere fucilati, beninteso!! Preferirei vedere esaudito questo "ultimo desidrio", che non quello del Fontal: grazie per la generosità della raffica, ma è più forte di me, quello proprio no mi va giù, mi fa tappo.... Grazie per la tua cortesia, ti auguro ogni bene!

24 Mag 2007 | ore 09:17

Ma il titolo iniziale non era : BUSINESS EATALY ?
Si, e allora parliamo di Eataly e lasciamo da parte le beghe personali.
Qualcuno "butti" un argomento e ne discutiamo (lavoro permettendo) e così il buon Bonilli avrà un pò di materiale "utile" per il suo prossimo articolo. O no?

24 Mag 2007 | ore 09:40

Hai pienamente ragione Gianni! Ci siamo fatti prendere un pò tutti la mano,il problema è che cmq idee ed opinioni (anche se divergenti) su Eataly sono già state espresse, Bonilli materiale un pò ne avrà già raccolto, e quindi forse è meglio piantarla lì del tutto. Forse è il caso di cambiare proprio l'argomento, oltreche il modo di argomentare.

24 Mag 2007 | ore 09:50

L’iniziativa di Adriano si pone, da quel che ci ha raccontato, come alternativa alla distribuzione commerciale, quella di Eataly, per esempio, ma non solo. Quindi, parlandone, non siamo OT, anzi.
Se facciamo un gran calderone, mettiamoci pure dentro la GDO (dai vari Coop, Esselunga, Bennet ecc. a Metro, Marr & compagnia cantando), le reti specializzate di prodotti pregiati per la ristorazione (Selecta e similari, per intenderci) e tutti quei siti che sul web propongono l’acquisto di prodotti eno-gastronomici a privati.
Ecco, messa così è un gran guazzabuglio.
Se posso permettermi un consiglio ad Adriano, conviene innanzitutto che definisca meglio il profilo del destinatario dell’idea: sono i ristoratori (quindi gli utilizzatori professionali) o sono i privati?
Finché si tratta di raccontarsela tra noi quattro gatti, gastro-maniaci che frequentiamo il web, si può fare tutto e il contrario di tutto, senza porsi altri problemi, ma se si volesse andare oltre un’incontro conviviale tra amici, organizzato annualmente più per incontrarsi che per altro, allora alla domanda bisogna saper rispondere, perché l’approccio deve essere necessariamente diverso.
Far sapere agli utenti, professionali e non, di questo piccolo mondo virtuale, che esiste il prodotto X del piccolo produttore Y, aggiungendo all’informazione la presunta garanzia della propria credibilità e adoperarsi per mettere in contatto diretto gli uni con gli altri, è poco più che fare una segnalazione. Meritoria, utile, quel che volete, ma NON è un’organizzazione. In altre parole, non è un’iniziativa destinata a svilupparsi, a durare e a smuovere il mercato. Ne beneficiano poco, e pochi.
Consorziarsi in un gruppo che programma l’acquisto di prodotti ben definiti, secondo scadenze e quantitativi prevedibili con buona approssimazione è ben diverso e infinitamente più facile dal vendere a consumatori indistinti, per i quali le previsioni sono praticamente impossibili se si tratta di numeri piccoli.
Morale: il buon Adriano può serenamente suggerire e “garantire” con il suo nome e cognome i prodotti, la correttezza del rapporto q/p, l’affidabilità di una decina di piccole aziende agro-alimentari di amici, se queste aziende dovessero diventare un centinaio o più, non potrebbe più farlo nei ritagli di tempo, tra un post e un piatto, pena il rischio di rimetterci la faccia. Perché è molto probabile che se io, convinta dalla stima per Adriano, decido di comprare il prodotto dell’azienda n° 99 e questo non corrisponde agli standard qualitativi che mi erano stati “promessi”, o non mi viene consegnato nei tempi pattuiti o si verifica qualsiasi altro inconveniente in questo rapporto commerciale diretto, è molto probabile che le mie rimostranze le faccia anche al buon Liloni ed è altrettanto probabile che tentenni alla prospettiva di acquistare dall’azienda n° 98 e n° 100.
Perciò qualcuno, prima o poi, all’idea deve dedicare il 100% del suo tempo. Non essendo macchine, abbiamo la disgraziata necessità di alimentarci almeno un paio di volte al giorno, senza contare bollette e balzelli che dobbiamo pagare con moneta sonante, perciò il tempo che un volenteroso dedica all’idea incomincia ad assumere un valore economico, non perché ci si trasformi in biechi capitalisti, ma per esigenze diciamo di sopravvivenza.
In questo modo, l’idea smette di essere un sogno, un hobby, una buona intenzione e diventa necessariamente business. Si grava di costi e, per quanto contenuti (perché Liloni non è l’avido Farinetti), richiedono di essere colmati con un tornaconto che non può più essere la riconoscenza dei produttori o dei consumatori felici. La macchina deve per forza crescere e, per farlo, ha bisogno di “nutrimento”.
A quel punto l’approccio non può più essere quello della scampagnata: bisogna scegliere quale mercato servire. L’idea è buona, non è nuova ma in Italia (e bisognerebbe chiedersi perché) non ha mai trovato molta diffusione, però può funzionare se orientata ad un target omogeneo di consumatori.
Augh, ho detto :)

24 Mag 2007 | ore 10:46

C'è una domanda che a me pare di aver posto diverse volte ma non ho avuto risposta. Il fatto è questo: molti se non la maggior parte degli interventi critici riguardano aspetti da addetti ai lavori....prdotuttori, distributori, ristoranti, numeri, quantità, prezzi.

Ora per capire indirettamente come si può mangiare tutti i giorni meglio, ma senza usare tutto il tempo libero per fare fare acquisti di alimentari.
A me piacerebbe sapere da queste persone come fate voi la spesa? Sempre nei negozietti specializzati? Facendo le scorte dai vari produttori? Avete un ottimo mercato vicino a casa che sia aperto anche di pomeriggio? Al supermercato non andate mai se non per comprare la carta igienica? Il negozio sotto casa vostra non vende le stesse cose dei supermercati a prezzi più alti? Come fate?

No perchè io prima che ci fosse Eataly lo stesso tipo di spesa che adesso faccio lì, la facevo al supermercato. Il che significa che a parte le verdure - che quasi sempre alla GDO sono uno schifo e sapevo dove comprarle altrove e non troppo lontano - io alla fine compravo prodotti di grandi industrie e non di produttori medi e piccoli come ora. Con molta meno soddisfazione del gusto, ma come ho detto io non sono proprio una maniaca ho anche altri interessi.
Vi sembra meglio questa prospettiva o Eataly o cos'altro?

24 Mag 2007 | ore 10:51

Ecco mentre scrivevo l'intervento di Pia non c'era!

Aggiungo, perchè mi sono dimenticata di scriverlo, che l'unico altro posto di cui sono da tempo cliente fissa è un piccolo supermercato di qualità che la comunità di Damanhur ha aperto in Valchiusella dopo aver ristrutturato un edificio ex-Olivetti abbandonato da anni. Producono formaggi, carne e altro e poi vendono anche prodotti selezionati (solo due settimane fa ho assaggiato salumi buonissimi di un produttore di Chianocco di cui però non ricordo il nome). Lì mi capita di passare spesso, ma di posti così non ce ne sono molti.
Ah per la cronaca loro vendono i formaggi anche a Eataly...

24 Mag 2007 | ore 11:00

Ora i toni sono ottimali, e il dibattito può ripartire!
Gumbo chicken, che dirti.... Parlo, se vuoi, della mia esperienza, o meglio di come solitamente mi comporto io: innanzitutto negozi specializzati o botteghe ben vengano ma una volta ogni tanto, ti assicuro che non faccio compere solo ed esclusivamente lì, non potrei permettermelo (anche economicamente) e non ho vergogna a dirlo! Precisato questo, mi considero cmq uno che, come giustamente dici tu, al supermercato compra non solo carta igienica.....ma poco altro. E questo perchè? Perchè mi "arrangio" come posso e dovendo anche lavorare per poter mangiare 2 volte al giorno: per esempio ho una macelleria "di fiducia", negozio normalissimo ma con carne straordinaria, ci vado ogni tanto e in quell'occasione prendo qualche kg di carne (3 o 4 kg, non 50!!) in modo da averla per un certo periodo e non doverci andare 1 volta ogni 3 giorni... Ho la fortuna di fare un lavoro che mi porta a contatto quotidiano con aziende agricole, e quindi ciò mi copre bene le spalle per la verdura: nel senso che la spesa la faccio mentre vado da quei 2 o 3 orticoltori "in gamba" che conosco (e di cui mi fido, anche riguardo i metodi di coltivazione) e compro gli ortaggi, unisco l'utile al dilettevole; oppure li compro al mercato, ma solo nei giorni in cui ci sono i produttori stessi che vendono la loro roba, un pò come sotto la tettoia di porta Palazzo a Torino, di fianco al mercato coperto vero e proprio!! Altri esempi? Ho la fortuna di avee una casa in Liguria, precisamente a Spotorno: bene, quando sono lì (e ovviamente quando ne ho bisogno) faccio "il pieno" di olio taggiasco da un paio di olivicoltori della zona, finora mi sono sempre trovato bene! Per la pasta aderisco al GAS (gruppo di acquisto solidale) di Novara, e quindi ne prendo un certo quantitativo ogni volta che tutto il gruppo fa l'ordine, in modo da ridurre al minimo i passaggi di vendita, e spuntare qualcosa sui trasporti. Sono solo esempi, ma che fanno capire che certo dò molta importanza al cibo (senza cmq essere maniaco...), ritengo che mangiare bene oggi voglia dire anche stare bene domani, e quindi all'acquisto del cibo (e alla sua scelta) dedico parecchio tempo e risorse! Ovvio che sono "umano" anch'io: c'è il giorno o la settimana in cui non si ha tempo, eccome se c'è, in cui proprio non si riesce perchè c'è altro da fare, o magari anche perchè non si riesce a trovare il prodotto X che si cerca.... E allora faccio come fanno tutti: compro dove riesco, dove capita e/o dove sono comodo, e mangio quello! Certamente non si muore, per carità, ma come hai detto tu la differenza si sente eccome... D'altronde al giorno d'oggi, chi più chi meno, penso che saremo tutti limitati dal fattore-tempo, purtroppo....

24 Mag 2007 | ore 11:16

Ok Ripellino, esadirò il tuo desiderio, fucilerò anche Zaccaria e poi vi farò seppellire in una delle sue risaie.
Le fosse le faccio scavare a Pia che è una via di mezzo tra uno scaricatore di porto ed un camionista, come scava lei a fondo non c'è nessuno....

Ieri avevo scritto un commento in risposta alla lodevole ed originale iniziativa di Liloni ma non mi è stato pubblicato perchè il server del gambero mi diceva che era in attesa di approvazione da parte dell'amministratore del blog.
Che fine ha fatto il mio commento?
Bonilli ci tieni tanto al bacino della buona notte?

Mucca

24 Mag 2007 | ore 11:25

Farinetti e' un imprenditore, non e' un avido, fa il suo lavoro,quello che hai detto da brava manager, e' esatto.
L'iniziativa e' al secondo anno, e mi piace pensare, che queste attivita' non chiuderanno, la mia iniziativa, non era per fare concorrenza a nessuno, semplicemente rendere visibili alcuni meritori produttori, che purtroppo in valle non avevano uno sbocco degno di nota, nemo profeta in patria , tutto qua.
Intanto tre locali della zona inizieranno a servirsi dei produttori valligiani, per me e' gia' un ottimo risultato.
Vedremo il primo luglio.....
Non sara' mai la mia attivita' primaria, questo mi sembra sia chiaro, non ho il tempo ne i soldi del signor Farinetti,magari!
:-O)

24 Mag 2007 | ore 11:26

scusami Liloni,
ma guardando l’elenco dei produttori che hai postato mi sembra piuttosto naturale che questi produttori non avessero uno sbocco nella tua vallata. Si trattano di produttori che provengono da altre zone quali il Piemonte, l’Emilia, il Friuli, il Molise.
Per amor di Dio la tua iniziativa è lodevole ma questi tre locali che si approvvigionano di questi prodotti di nicchia propongono una cucina tradionale? No perché altrimenti siamo davanti a un concetto di territorio particolarmente allargato nulla da ridire invece se parliamo di ristoranti che propongono una cucina creativa (ma ho i miei dubbi).
Non sarebbe meglio che questa vetrina mettesse in risalto i prodotti di nicchia della zona e basta?
Così si rischia di fare solo confusione e i ristoranti che aderiscono rischiano di non valorizzare il proprio territorio.
Mi sembra che tu abbia le idee un po’ confuse…..

Mucca

24 Mag 2007 | ore 11:41

assolutamente no!.....ho messo di fretta i primi nomi che mi venivano, e' solo una parte di produttori, io in cantina ho vini nazionali fra cui anche il friulano citato, scusami ma tu hai solo vini dei colli bolognesi?
i formaggi , ne ho livello nazionale, travaglini lo con osco personalmente, sono andato a Larino nella sua azienda, mi spedisce olio e formaggi direttamente....sai bene che non faccio solo cucina di territorio, che tu sia d'accordo o no, uso anche prodotti di mare, come l'olio che mi arriva da una decina di regioni....sia piu' o meno ortodosso, non mi pongo il problema, vedo che i miei clienti gradiscono anche provare gli olii sentirne la differenziazione, magari della stessa zona, non mi sembra una cattivca idea...sul confuso lo sono da vent'anni, difatti esisto ancora!
lo smemorato di gavardo.
;-O)

24 Mag 2007 | ore 11:51

Le mie perplessità riguardano la tua lodevole idea non il tipo di cucina che proponi, perdonami ma francamente penso che radunando più produttori di nicchia da più zone d’Italia non è che abbia un gran senso.
A mio avviso manca la territorialità che sicuramente avrebbe potuto caratterizzare la tua iniziativa perché allora si che questa sorta di vetrina avrebbe incentivato a valorizzare la zona invece pensandola come hai fatto tu non hai fatto altro che creare una sorta di Selecta dove in pratica manca il passaggio dell’intermediario e di conseguenza, non ci vedo nulla di così speciale e poetico e credo che la pensino nella stessa identica maniera anche gli stessi produttori che hanno aderito alla tua iniziativa visto che si aspettano da te un rimborso spese per partecipare alle iniziative che li riguardano. Non mi sembrano dei produttori ai quali interessi farsi conoscere (visto che dici che non hanno una vetrina e visibilità) e far conoscere il loro prodotto di nicchia. Mi sembrano dei venditori ne più ne meno.
Credo proprio che sarebbe meglio che tu riflettessi prima sulle tue iniziative piuttosto che perder tempo a dimostrare le tue perplessità nelle iniziative degli altri.

Mucca

24 Mag 2007 | ore 12:55

gira gira viene fuori che Liloni temeva la concorrenza di Eataly!
;-))

24 Mag 2007 | ore 13:07

nonsonotombolini, non hai detto nulla di speciale in tutti i tuoi post....complimenti!
per mucca, non mi hanno chiesto nulla, anzi qualcuno era contrario, sono io che volevo dare almeno un rimborso spese, la territorialita' e' data dal 70 per cento dei produttori della zona, di formaggi, di insaccati di vino di olio e di tartufi
domani chiudo la lista e mettero' tutti i nomi, non qui, qui basta, visto che nonsonotombolini e tu non gradite mischiare su questo post, volete solo lodi sperticate, allora fatevele fra di voi....
per conto mio, vango il mio orticello e sono contento di avere amici veri anche nel mio lavoro, probabilmente qualcun altro invece si guarda il culo coll'altro....

24 Mag 2007 | ore 13:18

la cacca di cane ha tre destini:
1) venire raschiata da una paletta.
2) venire pestata da uno scarpone.
3) seccarsi e disperdersi al sole.
Mucca pazza e Nonsolotombolini state attenti a dove il cane vi deposita.

24 Mag 2007 | ore 14:11

@ Edoardo
Visto che sei ritornato ,a modo tuo, sarei sempre interessato a conoscere la storia della carne che non si ossida più . Era quella della Granda ? O carne in "generale"?Così tanto per capire.

24 Mag 2007 | ore 15:03

Tutti veri intenditori di cucina e di economia aziendale ma perchè,,,, non vedete le cose da un punto di vista di un capo famiglia normale che lavora 8 ore giornaliere e che arriva appena alla fine del mese con il suo stipendio, queste persone cercano la giusta qualità a un prezzo adeguato. Secondo Eataly è capace di dare tutto questo??? La risposta ve la dico io ..... "NO". Ora i sostenitori di questa macchina sforna soldi potranno anche sentenziare la mia opinione ma la verita rimane questa. Signori siamo uno dei paesi dell' UE con un tasso di poverta più alto. Non provate a rispondere che non esiste la qualità a basso prezzo perchè tuttto è possibile basta che ci siamo un pò di buon senso da parte dei venditore, dal produttore al rivenditore.
Comunque gourmet anche io sono passato ad Eatay ( a farmi un giro e non comperando niente per principio alle mie idee) e alcune cose facevano accapponare la pelle.

Saluti a tutti

24 Mag 2007 | ore 15:11

La qualità a basso costo esiste fino ad un certo punto, se per esempio prendiamo la pasta , che tutti più o meno consumiamo, esiste la Barilla o quelle industriali ed esiste la Gragnano od altre (tanto per uscire da Eataly)semiartigianali , ora , onestamente non mi puoi dire che la prima è più "buona", nel vero senso della parola, certo la Gragnano costa di più ma mentre una essicca in 24 ore ,l'altra in 8-9 ore (a vent. forzata).Domanda : come fa il produttore a non venderla un po' di più. Spero di non essere stato troppo tortuoso.

24 Mag 2007 | ore 15:57

io sono solo un trattore...di economia non capisco un cazzo, vado ad istinto...
:-O) per critico

24 Mag 2007 | ore 17:34

....non solo di economia, a giudicare dagli ultimi articoli che hai postato sul tuo blog....

24 Mag 2007 | ore 17:54

nonsonotombolini, guardati i tuoi di post e vediamo chi ha spiegato di piu'..sul coglione che sei rimango dell'idea....sul mio blog parlo non solo di cucina e penso di esprimere il pensiero mio e non solo, se non sei d'accordo tranquillo, mi preoccuperei del contrario, saluti dalla valle.

24 Mag 2007 | ore 18:01

Toh liloni, schiarisciti le idee e togli quella vergogna dal tuo blog!
Gia che ci sei fai vedere questo link anche ai tuoi compagni di merende.....

http://www.lanuovaecologia.it/ecomafie/ciclo_dei_rifiuti/2480.php

Com'era verde la mia valle....e ci credo: basta buttare la merda un pò più giù!

24 Mag 2007 | ore 18:09

te l'ho gia' detto.....se leggi il mio blog vai sul tributo al grande Falcone....e su altri tributi scritti da me...sulla industria piazzata nel sud solo per prendere soldi dallo stato, sulla Fiat rovina d'italia, ha succhiato piu' soldi lei di tutta la mafia esistente.
sei di coccio rimanici!...mi hai giudicato per degli articoli, peraltro confermati....
sei della tipologia di terrone ignorante(e dio sa quanti amici del sud ho)....vatti a vedere il video di "centopassi" realizzato dai ragazzi calabresi dedicato a Fortugno.....
IGNORANTE!!!

24 Mag 2007 | ore 18:17

Ragazzi, state 'bboni.

24 Mag 2007 | ore 20:50

Ancora a litigare voialtri?
Bè oggi sono stata a Eataly, ma non ho trovato la Cichinota che ormai ero decisa ad assaggiare.
A fine cena, ottimo gelatozzo dall'ex collega di Max, all'Agrigelateria, che ha trovato un'idea decisamente furba per abbandonare la noiosa vita impiegatizia!

Stanno montando pure il dehor (con questo significato si scrive con la s o senza? boh), per mangiare all'aperto pizza, pasta e gelati.

E per "la serie chi incontrerò oggi?" ho incrociato una mia ex compagna di scuola, a suo tempo nota come "secchiona della classe", che a dispetto dei pronostici e nonostante gli ulteriori chili acquisiti ha trovato un fidanzato (o marito). :-P

24 Mag 2007 | ore 21:32

Propongo di inserire per solidarietà e per la sua spiccata simpatia anche nonsonotombolini nella lista nera di Muccapazza.
Occhio però mucca che poi rischiamo di inquinare le falde.

Sempre con Liloni.

24 Mag 2007 | ore 23:31

occhio Carlo .....questi non hanno capito un cazzo e pretendono di essere intelligenti...ritiriamoci in buon ordine, noi non abbiamo bisogno di loro...o sbaglio?
ciao finta mucca ciao pirla pugliese...leviamo le tende....
Bonilli attento alla compagnia...da me sapeva che non c'erano "dietrologie" con questi occhio...li gestisca bene.

25 Mag 2007 | ore 01:18

@critico
E quali sarebbero questi principi che ti impediscono di fare acquisti a Eataly?
Per completezza di informazione:
Dove ti consentono di fare la spesa?
Che cosa esattamente ti ha fatto accapponare la pelle e perché?

25 Mag 2007 | ore 01:56

Adriano, credo di conoscerti abbastanza per non aver bisogno che mi spieghi le tue intenzioni.
Nessuno può affermare che la tua iniziativa non sia lodevole, generosa, interessante, umanitaria, disinteressata e aggiungici pure tutti gli aggettivi positivi che ti vengono in mente. Infatti nemmeno Mucca lo sta dicendo.
Tutto ciò però non può essere sbandierato come LA soluzione, IMHO of course. Non è così che si riusciranno a risollevare le sorti del comparto agro-alimentare di qualità, non è così che si modificano in modo significativo le abitudini all’acquisto e al consumo della grande massa dei consumatori, non è così che si contrastano i meccanismi che regolano il sistema commerciale, non è così che si dura a lungo.
Bisogna essere pesanti per riuscirci, bisogna essere grandi, avere la voce grossa, le spalle solide e bisogna muovere milioni di consumatori e milioni di euro.
Le regole economiche non se le è inventate nessuno, sono la conseguenza dei comportamenti umani.
A meno che qualcuno qui non ritenga di vivere abbastanza a lungo da riuscire a convertire e catechizzare al Verbo di Bresciano e dei suoi Apostoli tutti gli abitanti della terra (che metta in conto qualche migliaio di anni, come minimo), l’unica via praticabile con speranze di successo è quella di colonizzare un altro pianeta e creare là la nuova Arcadia, secondo un modello economico ispirato al feudalesimo, naturalmente selezionando i coloni con la massima accuratezza. Guai se si infiltrasse qualche lobotomizzato!
Perciò, ben vengano le iniziative come la tua, anzi facciamo in modo che cresca e che ne crescano altre analoghe ma poi, veniamo giù dal pero e accettiamo il fatto che a un certo punto o ci si organizza commercialmente, o non si scalfisce nulla o si svanisce. A buttare una manciata di granelli di sabbia sulla roccia non lasci tracce, nemmeno in un’Era geologica, ma se usi una sabbiatrice …
Ergo, primo o poi, un compromesso di qualche tipo lo si deve accettare. E poi, smettiamola di raccontarci che il profitto è immorale! Non sono i soldi il diavolo, ma il modo in cui si fanno o si usano … quindi, per tornare a Eataly e a Farinetti, non conoscendo la storia del suo patrimonio né le sue motivazioni, mi astengo dal fare illazioni. Giudico dai benefici che posso trarre io, come consumatore nell’immediato e li metto in relazione con gli eventuali “rischi” sociali che qualcuno qui ha paventato. Per il momento l’ago della bilancia, a mio avviso, pende dal lato del “più”. L’importante è vigilare che le promesse siano mantenute e, se non succederà, saranno sempre le solite regole del mercato ad intervenire …

25 Mag 2007 | ore 02:08

Ciccino Liloni,
grazie, grazie e ancora grazie, al teatro 7 questa sera abbiamo fatto indigestione del bagoss che non hai mandato, come al solito parli a vanvera.
Te l'ho detto di non attaccarti al boccione del vino che poi ti dimentichi le cose che scrivi.
Oppure si è trattato di uno dei tuoi soliti problemi con il corriere o siamo al primo problema di saper gestire le scorte?
Qualunque sia stato il problema tutti ti ringraziano della tua umanità.

Mucca

25 Mag 2007 | ore 02:11

ho appena parlato con la proprietaria per sapere se era arrivato...domattina...in ritardo arrivera' il bagoss...la tua umanita' e' pari al tuo quoziente intelletivo..fai palestra...devi prepararti al Liloni...sei un coglione di prim'ordine....ed i bastardi che mordono li affronto deciso.
cerca di risolvere i tuoi problemi personali, le persone col tuo carattere non rientrano nel mio modo di pensare.

25 Mag 2007 | ore 02:19

...sai cosa significa organizzazione?
Auguri per la tua iniziativa ne hai bisogno....

Mucca

25 Mag 2007 | ore 02:22

io ho ordinato tre chili di bagoss ieri mattina...i disguidi possono succedere....io non posso controllare le consegne...ieri in Puglia e' arrivato tutto....la tua malignita' e' nota, ti sei fatto conoscere per quello che sei, un quaquaraqqua...ti mandero' i prodotti gratis alla tua osteria territoriale, come cazzo farai a dare un bagoss ai tuoi clienti? deficiente! no anzi intelligente con aggravio cattiveria....non e' poco lo sai scemotto?

25 Mag 2007 | ore 02:30

muccapazza alias pietro pompili uomo dell'anno....tenetevelo stretto..mi raccomando ..tutti voi della congrega....
:-O))

25 Mag 2007 | ore 02:46

Bonilli pensavo non avessi difetti. Invece si: sei milanista!!!!!

25 Mag 2007 | ore 09:08

Pia, non avevo cavillato sul commento di critico perchè uno che parte con argomentazioni zero difficilmente darà soddisfazione. ;-)

Di fondo secondo me in Italia parliamo tanto di cibo, ma non facciamo poi tanto attenzione a cosa scelgiamo. Mediamente si preferisce indebitarsi per il tivvù LCD e cambiare frequentemente l'auto ma poi fare la spesa al discount (con le dovute eccezioni di chi sta sotto la soglia di povertà, ma la maggioranza non mi risulta sia in quella fascia).

In ogni caso, un'alimentazione stile bisnonni...con risi e bisi, pasta e ceci, minestroni, verdura e frutta di stagione magari comprata al mercato prima della chiusura, pane fatto con buone farine e cotto come si deve (tra l'altro quello di Eataly costa meno di alcuni pani e grissini pessimi del Diperdì, senza contare che ai pensionati costa anche meno), carnepesce e formaggi scelti con attenzione a voi pare che costi tanto di più e sazi di meno di carrelli pieno di bibite gassate, surgelati pronti, merendine preconfezionate ecc?
E se all'alimentazione spazzatura aggiungiamo le elevate spese mediche a lungo termine, non escluderei il sorpasso...

25 Mag 2007 | ore 09:54

Sono totalmente d'accordo con te, gumbo! Quello che tu sottolinei è purtroppo un problema che può essere considerato "di massa", o cmq riguardante molte persone... Fatte ovviamente le dovute eccezioni, pochi danno la giusta importanza al cibo (ripeto giusta, non maniacale, quello è un altro discorso ancora...): ormai l'idea dominante è che sei out se non hai il cellulare giusto, quello che tra un pò sfornerà pure le merendine!! Ritengo che manchi un discorso di "cultura" gastronomica, ma non basato sul piacere, bensì intesa come cultura da un punto di vista prettamente salutista: mi chiedo, ma è possibile che nessuno si renda conto di cosa contengano i prodotti da te citati, per esempio bibite, merendine, prodotti surgelati già pronti all'uso, ecc ecc? Possibile che nessuno capisca che su quelle confezioni dovrebbero scrivere "nuoce gravemente alla salute", proprio come le sigarette? Possibile che nessuno pensi che i nostri ragazzi vengono quotidianamente avvelenati da addensanti, conservanti, coloranti, lievitanti, e altre diavolerie? Possibile che a nessuno si accapponi la pelle pensando che i soloni della politica a Bruxelles hanno autorizzato la produzione dell'aranciata senza l'uso del succo d'arancia? Sembra aberrante, eppure è così.....

25 Mag 2007 | ore 11:14

@ Gumbo
Lo so, e non mi aspetto spiegazioni da Critico... però mi sembrava utile evidenziare l'ennesima voce critica, incapace di dare motivazioni diverse da quelle demagogiche.

Liquidato l'inutile commento di Critico, vorrei invece quotare quello di Ripellino, che ha finalmente scoperto qual è il vero mostro da combattere ;-)

25 Mag 2007 | ore 12:51

....dagli il tempo di accorgersene e vedrai!


P.s.: Diretur, smaltita la sbornia?

25 Mag 2007 | ore 12:58

Buongiorno
sono arrivato,ennesima margherita e Nora Baladin.Tutto gratis oggi , scommessa vinta , Milan-Liverpuuuul.
Da domani riso in bianco.

25 Mag 2007 | ore 13:06

Margherita e baladin? Ti sei fatto un mutuo? Ah Ah!
5 euro una pizza mangiata su uno sgabello mi sembra un po' troppo? Due della Buitoni 3 euro. Ah Ah

25 Mag 2007 | ore 13:56

@ rombo
"5 euro una pizza mangiata su uno sgabello mi sembra un po' troppo?"

... se non lo sai tu ...

E' arrivato lo spiritosone.

25 Mag 2007 | ore 14:39

Siamo alla frutta , mi sa che cambio aria , ormai l'argomento è "stanco" , come me .
A meno che...

25 Mag 2007 | ore 16:21

QUI qualcosa si muove.

25 Mag 2007 | ore 16:27

Il confronto è arrivato a esaurimento e quindi la chiudo qui e molti degli spunti li troverete nel prossimo numero del gambero rosso.

25 Mag 2007 | ore 19:23

ora le prove che eataly sia a pieno titolo GDO ci sono, e copiose.
Onore a Liloni Romanelli e Bresciano che lo avevano capito e detto nel 2007 (devo dire che lo stesso feci anch'io, peraltro)
Per gli altri... coraggio, sicuramente vi avrà reso qualcosa.

08 Ago 2013 | ore 15:43

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