24
Giu 2007
ore 21:32

Calamaretti e Sauvignon '84

< >

Ho cenato da Lorenzo a Forte dei Marmi. Cena sontuosa ma non ne parlerò se non dei calamaretti pescati alle 17 e arrivati nel piatto alle 22, autenticamente da perdere la testa.

Parlo del vino e di un Puligny Montrachet di Leflaive "scomparso" a fronte di un Sauvignon 1984 della Cantina di Terlano ( il '79 era finito!!!) veramente superbo e che Lorenzo ha bevuto con noi condividendo il giudizio. Aggiungo un Ansonaco del Giglio della Famiglia Carfagna prodotto in 1500 bottiglie che mi ha ricordato il significato della parola vitigni autoctoni. 

commenti 17

Direttore, una volta che c'è l'occasione per parlare di un grande ristorante che non sia a Roma o giù di lì :-)) che fa ? tace ?

Non siamo poi messi male in Toscana.. Lorenzo, Romano, il Piccolo Principe in Versilia, Pinchiorri, Arnolfo, Tenda Rossa e Canto nel fiorentino/senese, Bracali, Caino e Gambero nella bassa.. e quanti ne dimentico.
Però per la Toscana, nel bene e nel male (per me più bene :-) ), si parla sempre di Pierangelini e Pinchiorri, il resto esiste appena.
Esempio: recensione Tenda Rossa sul forum = 10 messaggi, Romolo al Porto = 30 messaggi.

Va bene così ugualmente però uscire da Roma e parlare anche del resto d'Italia non farebbe certo male.

24 Giu 2007 | ore 22:36

In questo caso ero in una sala con quattro tavoli di russi e non ho preso appunti perchè a volte si va al ristorante per stare bene e basta.

24 Giu 2007 | ore 22:57

Cit. "In questo caso ero in una sala con quattro tavoli di russi e non ho preso appunti perchè a volte si va al ristorante per stare bene e basta."

Direttore, avevo messo la faccina, non la rimproveravo veramente..

Quattro tavoli di russi certo non depongono a favore della nostra cultura gastronomica; e in estate i tavoli sono prenotati dai cummenda milanesi e parmigiani..

24 Giu 2007 | ore 23:01

Sull'Ansonica, infatti io non capisco perché in Maremma quasi tutti puntano solo sul Vermentino e trascurano quello che secondo me è il vero autoctono, l'Ansonica (o Ansonaco, come la chiamano al Giglio).

Per chi interessa l'argomento, da una pubblicazione del 1999 di Sala, Scienza et al. (Vitis 38 (4) 161-166; 1999), risulta diffusasi in Maremma dalla Grecia, via Sicilia. L'attuale vitigno greco più somigliante è il Roditis, una delle varietà più antiche coltivate in Grecia. Si trova in Francia (Clairette) e Spagna (Airen).

25 Giu 2007 | ore 09:16

Ogni volta che parlo con qualcuno di Lorenzo, nessuno omette mai di parlare di quei sublimi, elementari calamaretti. Spero di riuscire a provarli quanto prima. Particolare curioso: sono gli stessi che mangiò Raspelli prima del suo infarto.

25 Giu 2007 | ore 20:16

Cit. "Particolare curioso: sono gli stessi che mangiò Raspelli prima del suo infarto."

Farina, ometti di dire che Raspellik, oltre ai calamaretti, mangiò anche altri 7 o 8 ottimi piatti come faceva di solito.. :-))
Ora si trattiene un po' ma ormai dalle recensioni è vago: fa un elenco dei piatti e giudica parecchio tutto il resto (compreso il dare addosso alle sguide "gommate" e "veloci"..)

25 Giu 2007 | ore 20:38

Lui, a dire il vero, scrisse che mangiò pochissimo, e che proprio per questo capì subito che i dolori che sentiva non potevano derivare da un'indigestione da strafogamento mangereccio. Francamente si tratta d'una esperienza che spero di non provare mai. Io ho provato la colica renale, che è dolorosissima ma almeno non ti fa rischiare la vita.

25 Giu 2007 | ore 21:33

Io ricordavo invece di aver letto sulla Stampa della sua convalescenza in Versilia e che si riprometteva di abbassare le dosi; probabilmente ti ricordi meglio te: in effetti fino a quel momento, anche se non da Lorenzo, aveva esagerato un tantino ;-).

Quoto i tuoi pensieri su quell'esperienza da non provare mai.

25 Giu 2007 | ore 23:21

...insomma da quello che ho capito chi ha mangiato i calamaretti di Lorenzo se li porta nel cuore....

Bonilli oggi non si è fatto "vivo" da queste parti?

Mucca

26 Giu 2007 | ore 00:48

Cit. "Bonilli oggi non si è fatto "vivo" da queste parti?"

Mi sa che è rimasto in Versilia a smaltire i cibi biologici della manifestazione Sapor Bio, altro che Lorenzo !

26 Giu 2007 | ore 10:21

Io sono vivo :-)

26 Giu 2007 | ore 14:16

Ma com'è andata a Viareggio? Io proprio non ho potuto esserci.

26 Giu 2007 | ore 14:29

Ne ho discusso a suo tempo con Marco Bolasco: sono e resto convinta che Lorenzo sia uno dei grandi della nostra ristorazione e si meriti d’ufficio le Tre Forchette. Una materia prima così stratosferica - pesce in tempo reale- non è solo un prerequisito, ma nel suo caso è l'essenza stessa dei piatti. "No frills": i calamaretti da soli sono fuochi d'artificio che non hanno bisogno di altri fronzoli. Senza contare la costanza: questo livello di eccellenza assoluta negli approvvigionamenti Lorenzo lo garantisce da almeno trent'anni (ricordo quando il locale si chiamava Sole Verde), e anche questo direi che non è poco.raffaella prandi

26 Giu 2007 | ore 15:18

difficilmente i bianchi francesi non perdono la faccia di fronte a certi bianchi altoatesini.

vogliamo poi parlare del prezzo esorbitante dei primi e quello dei secondi?

26 Giu 2007 | ore 15:39

Sicuri che non ci sia un po' di scenografia ad hoc nel fare arrivare sempre il pescatore alla stessa ora ?
Guardacaso anche quando c'ero io a cena è entrato un signore con stivaloni di gomma ed un paio di sporte con pesce fresco.
Che poi sia anche buono, non discuto anche se personalmente rimasi un po' così circa il servizio.

26 Giu 2007 | ore 22:53

direttore, mi interessava il vino del giglio. i primi anni (77-78)che andavamo lì lo compravamo da uno che aveva la cantina al castello e la vigna scendendo verso il campese, dove c'è un masso in bilico con altarino.
era un vino molto color ambra, robusto, pure difficile. ma buono. si fa fatica a comprarlo da questi nuovi produttori?

30 Giu 2007 | ore 12:33

No, ma ce n'è poco e bisogna andare in azienda o, in subordine, lo si beve da Lorenzo che ne compra "molte" bottiglie.

01 Lug 2007 | ore 19:27

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