18
Giu 2007
ore 19:04

Cracco non più Peck

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peck.jpg

Il cane che morde l'uomo non fa notizia, l'uomo che morde il cane è una notizia.

All'inizio di luglio si scioglie formalmente la società tra Carlo Cracco e la famiglia Peck, quest'ultima  titolare del più importante negozio di gastronomia d'Italia - 3300 metri quadri su tre piani -  con succursale in Giappone. Il ristorante CraccoPeck diventerà solo Cracco. Stesso luogo, stessa cucina, diversa proprietà ma, questa è la notizia già ripresa con rilievo dagli osservatori attenti, non se ne è andato il cuoco ma il grande e potente socio.

Nella foto le cucine di Peck di via Spadari

commenti 10

Su Cracco, incredibilmente, non ci sono commenti.
Ho messo subito dopo il 3d sulle ricette per verificare la reattività e infatti...

19 Giu 2007 | ore 16:21

tira più una ricetta che un pelo di ....

:)

19 Giu 2007 | ore 18:48

in realtà, Direttore, commentare questa notizia è difficile a meno che non si sappiano i retroscena ed i risvolti economici dell'operazione..

20 Giu 2007 | ore 17:17

Non pensavo fosse difficile perchè non voleva essere un'analisi economica ma un ragionamento sul percorso di un cuoco e su cosa sta ad indicare.
Se guardiamo le cose da un altro punto di vista, infatti, scopriamo che i nostri cuochi sono tutti imprenditori: Pierangelini, Vissani, Santini, Alajmo, Iaccarino, Scabin, Alciati, Uliassi, Cedroni, Esposito, Sultano e a questo punto restano solo Beck come cuoco-prestatore d'opera insieme con Barbieri e il cuoco di Pinchiorri, Italo Bassi... magari mi sbaglio ma credo che sia questo l'elenco.

21 Giu 2007 | ore 13:54

"Il cane che morde l'uomo non fa notizia, l'uomo che morde il cane è una notizia."


il suo articolo, Direttore, mi è sembrato più virato verso la meraviglia che ha destato l'addio degli Stoppani dal "loro" ristorante, piuttosto che la discesa in campo nel mondo imprenditoriale di Cracco.

Per questo motivo, visto in questa ottica, cioè di quanto fosse strano che l'imprenditore-Stoppani lasciasse campo libero allo chef-Cracco nel prendere il timone della sua creatura, ritengo che l'operazione debba essere valutata conoscendo i retroscena, soprattutto economici.

21 Giu 2007 | ore 17:41

Peraltro credo che ad un cuoco, giunto all'apice della sua carriera, e giunto, perchè no, all'apice della critica nazionale ed internazionale, stia un po' stretto il ruolo di dipendente (seppur molto ben pagato).

Ritengo, proprio perchè ha dinanzi a sè le fortunate (e ricche) esperienze imprenditoriali dei suoi altrettanto famosi colleghi, che Cracco abbia fatto una scelta naturale, quasi ovvia.

Probabilmente gli Stoppani, da ottimi imprenditori, hanno capito che il "loro" ristorante era molto più legato alla classe cristallina di Cracco piuttosto che alla celebre gastronomia, ed hanno preferito farsi da parte, magari verso un cospicuo ritorno economico che, ribadisco, ha certamente avuto un ruolo preponderante nell'avvicendamento.

21 Giu 2007 | ore 17:49

Andrò a Milano a chiederglielo.

21 Giu 2007 | ore 19:03

se non erro si parla di circa 2 mln. di Euro

Ad Majora

22 Giu 2007 | ore 13:51

Una finanziaria svizzera è subentrata agli Stoppani che hanno da tempo messo sul mercato Peck ma chiedono molto, almeno secondo il mercato.

24 Giu 2007 | ore 19:46

quindi la gastronomia è in vendita?

27 Giu 2007 | ore 14:23

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