ore 17:05
Vivere bene all'italiana
Voi avete lo stile di vita italiano - mi ha detto con tono naturale il conoscente newyorkese - Cosa è per lei questo stile di vita? - gli ho chiesto - e lui con altrettanta naturalezza e un po' stupito che la domanda fosse fata da un italiano - Il vivere bene a basso costo: quello che per voi è normale, in America se lo possono permettere solo i ceti alti - e vedendo la mia faccia scettica ha specificato - voi vestite bene, mangiate bene, avete una buona sanità e la pensione... -Mangiamo bene? - Si - fa lui convinto - avete la pasta, le verdure, l'olio, la frutta, il vino, il pane, i salumi, i formaggi, i ristoranti, le pizzerie, i mercati... - Il paradiso - dico io - si vede che non è mai stato nelle città del centro degli States, che non sono come New York o San Francisco, come pensate voi italiani - dice lui - e forse ha ragione, forse non sarà il paradiso ma per molte cose l'Italia è un posto dove si vive ancora bene, per altre, invece, stiamo scivolando verso il terzo mondo, già tra gli ultimi in Europa.
Il cibo e il vino sono ancora una delle voci positive del "buon vivere" italico?
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notizie in breve

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
Lo confesso, io sono un minestraro, adoro tutti i tipi di minestre e purtroppo mi accorgo...
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I libri sul cibo spesso sono noiosi, spesso...





Io direi proprio di si. Mia moglie è inglese, e quando si dibatte in famiglia dei vantaggi/svantaggi di vivere in Italia piuttosto che in Inghilterra, ci troviamo almeno d'accordo che da noi l'alimentazione è generalmente un fatto importante e di riguardo della nostra cultura. Basta vedere ad es. lo scandalo dei cibi nelle mense scolastiche inglesi, portato in evidenza da Jamie Oliver. In molte fette della popolazione inglese i bambini mangiano cibi precotti o junk food a pranzo e a cena. In certe famiglie non esiste proprio la cucina familiare. E se questo è vero in Inghilterra, per la mia esperienza è ancora peggio in USA. Anche per i vini è così, ci si lamenta costantemente degli esosi ricarichi dei vini nei ristoranti italiani (di solito il 100%), ma si dimentica che all'estero è normale un ricarico del 300 % sul prezzo di acquisto.
Purtroppo devo dire, da padre di un bambino di 5 anni e di una tre, che anche da noi la situazione va degenerando. Spesso vedo i bambini italiani ipernutriti (oltre che iperprotetti) e spinti ad ingozzarsi di junk food. Spesso le mamme portano ai bambini borsate intere di merendine, cioccolata, biscotti salati, che poi offrono anche agli amici dei figli pensando ovviamente di fare una cosa generosa, mentre invece non è così.
Purtroppo però non si vive di solo pane e di solo vino, e questa è una delle poche superiorità che riconosco al mio paese.
Anch'io direi proprio di si'. Avuta una proposta di rientro in Italia dagli UK qualche tempo fa, io e mia moglie nella lunga discussione se tornare (dopo 20 anni) o meno non abbiamo saputo trovare null'altro che cucina e ambiente naturale come argomenti a favore...
L'amante intelligente del mangiare bene a prezzi ragionevoli davvero trova in Italia un paradiso. E per godere di questo paradiso non c'e' bisogno di andare in ristoranti multistellati (e a mio parere spesso ridicolmente cari).
Giampaolo ha ragionissimo sui vini (in realta' a Londra fanno spesso anche il 400%), e provare un ottimo vino a non troppi euro in piu' che in enoteca in un buon ristorantino o trattoria e' una delle gioie che solo in Italia si possono avere.
Io vedo tanto talento e cultura culinaria nel nostro paese, se paragonato all'estero. Insomma, l'Italia va a rotoli, ma almeno in questo siamo ancora i primi.
Non ci sono dubbi, assolutamente!!! Ho la fortuna di poter e di dover :) assaggiare cibi di tutta Italia e devo dire che le campagne ben tenute, gli animali ben allevati e i cibi ben prodotti con passione e dedizione nel nostro territorio sono sinonimo di bontà e felicità per la mente, il cuore e per il buon vivere, appunto. Saluti
a milano in due giorni mi hanno aperto due volte la macchina. La prima forzando la portiera, la seconda rotto il vetro. Questo si è vivere bene
Io a Milano la macchina l'ho sempre lasciata aperta. Per 22 anni.
Mai successo niente :-)
Pia, però dì anche che la tua macchina è un catorcio! ;-)
A me è rimasto impresso un musicista di Detroit - che ha la fama di una delle città più pericolose d'america, non so se mi spiego! - hanno rubato proprio a Milano la valigia con i costumi di scena che conservava fin dagli anni '50, aprendo la macchina lasciata un attimo parcheggiata incustodita fuori dal locale.
A parte questo...in generale, mi pare che per ora stiamo ancora piuttosto bene - per quanto tempo ancora non lo so?
Il cibo e vino direi che sono ancora potenzialmente voci del buon vivere italico, le cose buone non mancano; molti mi sa che se li lasciano sfuggire preferendo junk food o prodotti standardizzati e cose pubblicizzate a tappeto (dal cracker "dietetico", all'ananas che non so perchè ha invaso i locali di ogni genere e grado!)
Sinceramente non avrei dubbi: cibo e vino sono tra le principali voci del buon vivere italiano.
Ad Majora