30
Lug 2007
ore 10:40

Dica blog

< >

Quasi tutti i blog sono vuoti, brutti e stupidi? E ancora, tutti parlano, pochi ascoltano.

Andrew Keen, uno di quelli che dal '90 hanno fatto la storia della Silicon Valley, ha scritto un libro, The Cult of the Amateur, nel quale dice che la maggior parte dei blog fanno semplicemente pena. Inoltre sempre Keen fa notare di non vedere  quasi mai un progetto economico nella gestione dei blog, in poche parole non hanno una lira.

Mauro Lupi, la pensa esattamente all'opposto e nel suo blog ne è scaturito anche un interessante scambio di opinioni ma voi che leggete papero giallo  e che in generale ve ne infischiate dei guru statunitensi, cosa pensate della qualità raggiunta dai blog ? Poco tempo fa avevo chiesto un elenco dei migliori blog di food, microcosmo all'interno del mare magnum dei blog, e le risposte erano state le solite, sia le firme che gli indirizzi segnalati, a conferma che di blog si parla tanto ma i blog veri e relativi lettori sono molto meno di quel che si immagini.

commenti 28

Il Blog, a mio avviso, dovrebbe essere "presidio" di informazione alternativa, spiccia e frizzante ed è un peccato che, alcuni Blog, perdano quello spirito iniziale, forse anche spartano, ma del tutto sincero[SB]

30 Lug 2007 | ore 17:48

Nel mondo blog del cibo/vino ci sono blog interessanti (e non penso siano poco letti, un buon indice è it.blogbabel.com che non da statistiche sulle letture, ma sulle query di ricerca usate ed i risultati sono notevoli), ma per uno fatto bene, ce ne sono almeno una ventina che sono vuoti, brutti e stupidi (come giustamente osserva Keen).

Per valutare un blog, prima bisogna formarsi un giudizio sull'informazione "non blog" di un settore e poi vedere cosa offrono i blog di quello stesso settore.

Se il lettore noterà del valore in essi li leggerà frequentemente, altrimenti cerchera un'alternativa, fino a formarsi quel gruppo di 4/5 blog che valuta positivamente.

Secondo me la qualità raggiunta dai blog nel settore vino/cibo è medio/alta, ma sono convinto che questa percezione sia influenzata dal fatto che la comunicazione ufficiale (soprattutto quella di massa, tipo le rubriche dei giornali o certe trasmissioni televisive: Gusto e Co.) è molto ingessata, non approfondisce, parla sempre dei soliti personaggi, dipinge un mondo idilliaco.
Nei blog invece trovi passione, critica, approfondimenti, che possono anche sfociare in litigio ed informazione approssimativa, ma almeno è un punto di vista diverso.

Certo che se la comunicazione "ufficiale" fosse di buono/ottimo livello, forse i blog non sarebbero mai nati come fenomeno di comunicazione professionale o semi-professionale, ma sarebbero rimasti nell'ambito di chiacchiere tra amici.

E secondo me il Gambero Rosso in generale con questo ed altri blog "sega" un pò le gambe ai blogger non professionisti :-)

30 Lug 2007 | ore 19:04

Non sono d'accordo con Nerina, perché mai un buon blog dovrebbe escluderne altri? Inoltre questo è un buon blog, ma rimane pur sempre l'espressione di un punto di vista di una persona, di conseguenza limitato per definizione. La ricchezza viene dai punti di vista di tutte le altre persone, perché, mi pare lo dicesse Lupi (che curiosamente ho letto oggi per la prima volta ancora prima di questo rimando), i blog sono delle persone, non dei media. Mi sembra un osservazione basilare, ma che mi ha fatto pensare per un attimo, quando l'ho letta. E' così mi sembra, questo è l'importante e la forza del blog, rispetto anche ad un forum aperto o a un newsgroup: il blog è l'espressione di una persona, anche nei casi di corporate blogs, se funzionano è perché sanno dare un impronta personale grazie alla persona che c'e' dietro, altrimenti non funzionano e basta.
Sono d'accordo con Lupi anche rispetto alle altre osservazioni, ovvero che mi sembra inutile concentrarsi su quanto c'e' di brutto, semmai il punto è come scremare velocemente quello che c'e' di interessante da quello che non interessa. Stesso discorso per la sostenibilità economica, e qui si riallaccia al discorso blogger-persona (era di Lupi, ora ho controllato), che importanza ha se è sostenibile, uno lo fa se gli va di fare, e più ce n'e' meglio è.

30 Lug 2007 | ore 22:12

Scusate, ho detto Nerina ma l'intervento era di Max-QM. Ciao Max.

30 Lug 2007 | ore 22:14

Credo che in ogni attività ci siano attività buone, altre inutili. E' il tempo che dice se un blog è o non è interessante da leggere. Ma teniamo presente anche l'aspetto tecnologico: non tutti in Italia comprendono appieno la filosofia del blog. Un appunto però vorrei farlo sulla qualità: molti blog di cibo e di vino italiano sono realmente vuoti, brutti e stupidi. Perchè? Perchè parlano senza tener presente del lettore e a lungo andare questi blog finiscono fuori dai lettori di feed, ovvio.

31 Lug 2007 | ore 14:19

@gianpaolo
Non è che un blog ne esclude altri, ma un blog fatto bene (come può essere il tuo come "blog produttore") induce i lettori a concentrarsi su quello e a scartare gli altri.
Se poi gli altri fanno una concorrenza qualitativa alta, le letture non si concentrano su uno solo ma su un numero più elevato, ma rimanendo sempre in numero limitato.

31 Lug 2007 | ore 15:13

anche secondo me il livello medio è piuttosto buono, io dopo una overdose iniziale ne leggo ogni giorno soltanto 5 o 6 sui 25 totali che magari leggo ogni settimana. Quanto all'aspetto monetario, è difficilie che un blog (anche USA) faccia soldi di per se quanto invece sia uno strumento di marketing e comunicazione alternativo che spesso da risultati migliori del marketing tradizionale. Detto questo, penso che comunque imparo più da due giorni di rss che da una settimana di lettura di riviste del settore

31 Lug 2007 | ore 23:58

Il discorso di Keen e' un po' piu' complesso. Lui teme che alla lunga il dilettante-anonimo (e possibilmente malintenzionato) soppiantera' il professionista-stimato (e in teoria neutrale).

Come esempio eclatante Keen cita il caso di Wikipedia, che per quanto ne sappiamo potrebbe essere scritta da scimmie, ma che e' piu' consultata dell'Enciclopedia Britannica, che invece sappiamo per certo essere scritta da persone super-qualificate.

Siccome il dilettante non ha le risorse ne' di tempo ne' di denaro per essere informato/preparato come il professionista, e siccome l'anonimita' rompe il meccanismo della reputazione, la visione (un po' apocalittica) di Keen e' di un mondo in cui scompariranno non solo l' EB, ma anche il Financial Timese e perfino i grandi scrittori, critici ed artisti.

Anche se ho letto il libro con piacere, secondo me il ragionamento fa acqua da tutte le parti, per tutti i campi. Ma non e' il caso di parlarne qui. Per quel che riguarda la cucina e la gastronomia, a me davvero non sembra che la critica e il giornalismo professionista siano in media (la qualita' varia molto) di livello superiore, piu' competenti o piu' informativi almeno dei miei blog e siti preferiti. E' vero come dice Keen che ci vogliono tempo e risorse per diventare esperti, ma questo e' proprio uno di quei campi in cui l'appassionato puo' competere con il professionista quasi ad armi pari.

Penso infine che il pubblico sia perfettamente in grado, alla lunga, di premiare i bravi e ignorare i cattivi. E' piu' protetto un giornalista gastronomico mediocre in una testata importante che una povera anima di blogger senza particolari appoggi.

01 Ago 2007 | ore 20:03

Credo che il succo del discorso si possa riassumere nel "livellamento verso il basso" a cui tutto ormai tende, e al quale neanche il fenomeno Blog ed Internet in generale potrà mai sfuggire.
A fronte di una mente fervida che scrive, migliaia di altre diluiscono tale apporto, e su questo non credo ci sia niente da fare perché il discorso coinvolge proprio tutti quanti noi in ogni momento della nostra vita, non solo virtuale.

02 Ago 2007 | ore 12:30

Io fatico molto per tenere vivo questo blog e lo faccio perchè è un modo di comunicare molto diretto e che trovo stimolante e utile. Ovviamente leggo e ho memorizzato tutti i blog che considero per i più svariati motivi interessanti. Non vedo e non capisco quale pericolo ci sia se non quello di non sapere che esiste un blog XY che mi interessa e del quale non so l'esistenza.
Ma la stessa cosa vale per la carta: escono 50.000 titoli in italiano ogni anno ma quelli che mi interessano io prima o poi li sfoglio o compro e così è per quotidiani e periodici.
Perchè un'enorme offerta, che poi, a ben guardare non è tale perchè c'è tanta fuffa, mi dovrebbe essere di ostacolo nella ricerca dei blog o siti interessanti e di qualità?

02 Ago 2007 | ore 17:12

Beh, forse perché, tanto per cominciare, le ricerche sono di tipo quantitativo e non qualitativo, cioè non esiste un Google che conosca il nostro spirito critico, il nostro sedimento culturale e, di conseguenza, non lo può applicare nel fare il suo mestiere. In più, anche i sistemi di catalogazione sono di tipo quantitativo e, se anche si sviluppasse un sistema di catalogazione qualitativa, quale sarebbero i riferimenti per le necessarie misure?
Tornando all'odierno, noi possiamo comunque mettere dei termini di ricerca per sostantivi che servano a discernere nella massa ciò che cerchiamo (un autore, un movimento, una periodo), ma in ogni caso ci troveremo davanti una varietà di risposte ed opinioni che non possiamo sapere quale di queste sia la più giusta, la più obiettiva.
Trovo che questo sia il problema primario, che spesso ritengo essere fondamentale anche nel compimento di una democrazia: la diffusione delle chiavi di precomprensione culturale alle masse, la diffusione capillare della cultura omnicomprensiva affinché ognuno, appunto, maturi un suo spirito critico di buon livello. E' l'utopia principe, forse, ma senza di essa il gioco non funziona, come possiamo ben vedere tutti.
Per cui, la moltitudine di informazioni che oggi si riversa su Internet nelle forme del momento, e le altrettante miriadi di ricerche di esse che ogni giorno viaggiano in Rete, le vedo oggi come una specie di cortina fumogena, una nebbia all'interno della quale è necessario dotarsi subito del miglior radar possibile che, ad oggi, non può che basarsi su quel poco o tanto di spirito critico che ci siamo costruiti individualmente negli anni.

02 Ago 2007 | ore 17:37

Sono perfettamente d'accordo con Bonilli e spero che continui a faticare...

02 Ago 2007 | ore 17:50

In molti faticano, si danno pena ed intanto è pur vero che il Blog ha restituito una sorta d'umana dimensione alla comunicazione, come lo era un tempo l'andare per mercati,mercatini e bancarelle e dove trovavi la gente vera..Buone ferie, signori

03 Ago 2007 | ore 18:01

Bè io ero al mare in tenda senza corrente elettrica e senza computer. Devo ammettere che blog, forum ecc non mi sono mancati neanche un po'. Vorrà dire qualcosa? :-P

03 Ago 2007 | ore 20:51

allora io sono malato perchè sono al mare con notebook modem pmcia e telefonino con opera mobile a scrivere post e commentare a giro!

04 Ago 2007 | ore 00:04

Io sono in Val Badia, sole, gite e poi doccia e letture ma poi ci sta anche un po' di web. Ne posso fare a meno ma se c'è, perchè no?

04 Ago 2007 | ore 09:50

Autorevolezza dei blogs? Mi sembra un falso problema. Prendiamo per es. l'autorevolezza dei quotidiani. Chi compra il Giornale penserà che è autorevole quello, chi compra la Repubblica farà lo stesso, chi compra Libero, il Manifesto, ecc. ecc., lo stesso. Poi c'e' chi, per es., si compra due o tre giornali diversi e di diverso orientamento, per avere un panorama più completo. E spesso rinuncia a priori all'idea che vi sia una "verità".
Perché, coi blogs non è lo stesso? Col vantaggio che sono gratis, che si possono sottoscrivere i feeds, e che esistono i motori di ricerca. Non sono perfetti, di sicuro miglioreranno, ma esistono. Se ti devi cercare una notizia sul giornale cartaceo è più facile?
Il livellamento è verso il basso? Forse la media è bassa, ma il punto è che non sei mica costretto a leggerti tutto quello che c'e' in rete. E' come se uno rinunciasse a guardare il film preferito perché alla TV esiste anche il grande fratello, basta non guardarlo.

05 Ago 2007 | ore 19:00

Blog "autorevole" (ma il termine non mi convince) per me è semplicemente quello scritto da una persona che mi piace e di cui mi fido, sia perché la conosco personalmente o professionalmente, sia perché ho imparato ad apprezzarla nel tempo. Tutti i blog che ho nel mio "arcipelago" di link sono così, anche i più "leggeri"; uno scambio continuo di idee, informazioni, pensieri. Da prendere con serena curiosità, senza tanti problemi.
Buona Badia!

07 Ago 2007 | ore 12:20

Oggi niente camminate e quindi mi riaffaccio anche perché il mio albergo si è modernizzato e è facile collegarsi. vedo che quando il sole cala un giro nel web è sempre interessante anche se le "chiusure d'agosto" sono molte.
c'è chi sostiene che in vacanza si sta lontani dalla Rete, quasi fosse un lavoro e non, invece, un piacere e uno stimolo intellettuale. O almeno, così lo è sempre stato per me.
Forse che in vacanza non si legge?
E un blog cosa è se non un interlocutore intellettuale?
Certo, a ognuno i suoi blog e anche a ognuno i suoi libri.

07 Ago 2007 | ore 14:43

Il web è uno stimolo intellettuale ma spesso quello che leggo mi fa arrabbiare o mi infastidisce. Lo stress della mia vacanza senza internet invece era pari a zero (come al solito).
Inoltre io preferisco sfruttare il breve tempo in vacanza d'estate per fare cose che non posso fare quando sono in città o d'inverno; o per parlare con persone che vivono in luoghi diversi da dove abito io e quindi non ho occasione di incontrare.
Il mondo del web e i suoi abitanti li vedo già tutto l'anno.
I libri me li porto sempre (leggere in spiaggia, in una pineta, con la lanterna davanti alla tenda ha comunque un suo fascino), ma quelli non mi stressano mai quanto il web.

Per tornare al tema principale: a me pare che la qualità media sia piuttosto bassa di ciò che si trova sul web ma anche in edicola, in tv, al cinema, al ristorante, al bar, nei negozi di dischi, nei locali. E tutte le cose raffazzonate, approssimative, banali, ripetitive e fondamentalmente inutili mi danno fastidio allo stesso modo; creano solo un rumore di fondo e già (per i miei gusti) ce n'è troppo dappertutto.

p.s. si vede che sono di ottimo umore perchè sono da poco tornata al lavoro, eh! ;-)

07 Ago 2007 | ore 23:32

Perchè GumbaCicca , hai pure un lavoro ? Ti pensavo una casalinga disperata considerati orari e toni dei tuoi interventi da vorrei ma non posso, viceversa ti permetti pure di rubare uno stipendio a qualcuno che evidentemente non è a conoscenza del tuo kazzeggio qui sopra.
Bella storia.
Firmato Imprenditore che paga stipendi a gente che kazzeggia sul web, ma ancora per poco.

08 Ago 2007 | ore 11:20

Imprenditore anonimo, che fa commenti geniali: ma che vvuoi? Forse ci conosciamo? Anche se non sai nulla di me e certo non sei molto perspicace...sei almeno in grado di leggere l'ora in cui sono postati i commenti prima di parlare a vanvera? Evidentemente no.
Però questo scambio di battute inutili è un chiaro esempio di quello che intendo quando dico che -almeno in vacanza - è meglio stare senza computer!

08 Ago 2007 | ore 12:50

Gumbo, il problema è che prima o poi uno torna alla realtà quotidiana, riaccende il computer e inciampa in un Imprenditore (?) di tale successo, educazione e ricchezza che in pieno agosto, invece di fare il brillante ovunque nel mondo, non ha nient'altro da fare che navigare in rete e offendere. lo trovo splendido, che sia di Zagarolo?
parlando piuttosto di cose serie, mi spiace averti mancato da Fulvio, tu la sera prima e io il giorno dopo
buone cose
oloap

08 Ago 2007 | ore 16:14

come vedi, cara gumbo, il ritorno alla realtà è sempre un po' più complicato di quello che uno immagini, io comunque dopo le gite - oggi ha diluviato - un passaggio da queste parti lo faccio sempre :-)

08 Ago 2007 | ore 17:43

Eh, oloap...sarà per la prossima volta. Però io ero riuscita a non far sapere in giro che zone ho frequentato quest'estate e tu lo me lo spiattelli così ai quattro venti? Ah questi giornalisti pettegoli. Tra l'altro rischio pure di perdere la mia immagine di casalinga "vorrei ma non posso" che avevo tanto faticosamente costruito! ;-)

bonilli è più webdipendente di me. Io con mare, boschi, spiaggia, cose buone da bere e da mangiare, buona compagnia, barchette e biciclette a disposizione col cavolo che penso a internet! :-)))

08 Ago 2007 | ore 22:01

bonilli hai perso la connessione o hai deciso di disintossicarti dalla blog dipendenza? :-P

10 Ago 2007 | ore 10:40

No, non sono intossicato, il fatto è che il wi fi è in sala da pranzo-bar e quindi le mie ore, al netto delle passeggiate, sono molto selezionate :-P

10 Ago 2007 | ore 14:59

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