17
Ago 2007
ore 16:51

Fare una guida dei ristoranti

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Lunedì 20 agosto e martedì 21 in redazione, a Roma, si controlleranno i PDF dell'edizione 2008 di Ristoranti d'Italia del Gambero Rosso 2008, dopo di che si passerà in tipografia per la stampa e ci si vedrà a Roma l'8 ottobre per la presentazione. La prima edizione di questa guida è uscita nel 1990 e da allora molte cose sono cambiate, anche per noi, e oggi la guida è un prodotto maturo, come si usa dire negli uffici marketing. Lo è perchè dal '90 a oggi si sono moltiplicate le fonti di descrizione dei luoghi del mangiare, le pubblicazioni, gli articoli, i servizi televisivi e quelli sul Web. Ciò nonostante questa guida rimane ai vertici - non sto a dire prima o seconda - ma ai vertici, perchè ha sempre mantenuto alta l'asticella della qualità andando a visitare i ristoranti da recensire con i suoi circa cento ispettori e pagando il conto nei circa duemila locali visitati.

Vedete, già questo fa la differenza con quasi tutte le altre pubblicazioni. Sul tema si glissa, si fa melina o addirittura si sparla, di solito a guide uscite e una volta tanto io anticipo i tempi e incomincio da questo punto perchè un'impresa come la nostra si regge solo se ai costi molto alti corrispondono altrettante alte vendite in modo da allettare la pubblicità, che deve essere massiccia per coprire le spese. E noi da sempre abbiamo un ottimo fatturato pubblicitario. Ciò non toglie che il prodotto vada rinnovato, nei dettagli e in alcune linee generali, e questo sarà il prossimo sforzo di un'equipe che, mi guardo attorno, unica tra tutte ha già fatto il cambio generazionale mettendo dei giovani - a cominciare dal curatore - nei posti chiave.

Non capisco come mai ma c'è chi pensa che fare un prodotto come questo sia facile e quando leggo banalità al riguardo mi cascano le braccia. Facendo una guida fatta in casa, forse si può fare un prodotto "medio". Mettendo fuori il naso e confrontandosi con i mille locali che valgono e che nascono si deve per forza dare il meglio, pena non contare nulla sul mercato.

Ora direi proprio che le Tre Forchette, ma anche tutte le altre segnalazioni e l'essere in guida contino molto per tutti i ristoratori e questo lo si ottiene solo sul campo e si chiama prestigio, credibilità, forza di un marchio.

Attendo tesi contrarie... attenzione, non dico critiche, che quelle sono sempre utili e bene accette, ma tesi contrarie al fatto che questa guida si sia conquistata sul campo credibilità e prestigio.

Se è così ora ci servono suggerimenti per introdurre quei cambiamenti che i nuovi tempi impongono. Avete delle idee? 

commenti 33

mi faccio una domanda, che pongo a Bonilli con intento per nulla polemico. Sicuramente vi sarete posti il problema del fare una guida cartacea al tempo di internet, anzi sono sicuro che è una domanda che vi siete fatti, visto che su internet ci siete e ci investite. Ma il punto rimane: ha o avrà nel prossimo futuro, ancora senso per l'appassionato continuare a comprare una guida cartacea, aggiornata una volta l'anno, quando invece potrebbero - e sicuramente lo saranno - essere disponibili le recensioni su internet, complete di foto e altro materiale multimediale, aggiornate di continuo?
Per sgombrare il campo da inutili polemiche aggiungo che non mi riferisco a prodotti del tipo VG, ma a prodotti come il vostro come professionalità, solo diversi. Anche se ora non ci sono, probabilmente ci saranno, credo che sia solo una questione di tempo.
Personalmente mi piace avere il prodotto cartaceo a portata di mano, ma non è da escludere che molti ragionino già, o lo faranno sempre di più con lo sviluppo della banda larga mobile, in modo diverso.
In più, mentre per le guide del vino ha senso una edizione l'anno, vista la stagionalità della produzione, per i ristoranti il discorso è diverso, l'annualità è solo una convenzione, mentre la realtà è che p un settore in evoluzione costante, meglio forse descritta da uno strumento non cartaceo.

17 Ago 2007 | ore 19:00

Eliminare il rapporto qualità-prezzo sennò io e te tra due mesi torniamo a infilarci le dita negli occhi.
Vi curo, eh?

Il Cairoli

17 Ago 2007 | ore 19:16

Secondo me una guida tra qualche anno dovrà essere compressa in una o più schede di memoria da inserire nel navigatore/palmare/cellulare. E si dovrà pure aggiornare via internet.

17 Ago 2007 | ore 19:37

Cit. "perchè ha sempre mantenuto alta l'asticella della qualità andando a visitare i ristoranti da recensire con i suoi circa cento ispettori e pagando il conto nei circa duemila locali visitati.
Vedete, già questo fa la differenza con quasi tutte le altre pubblicazioni. Sul tema si glissa, si fa melina o addirittura si sparla, di solito a guide uscite e una volta tanto io anticipo i tempi e incomincio da questo punto perchè un'impresa come la nostra si regge solo se ai costi molto alti corrispondono altrettante alte vendite in modo da allettare la pubblicità, che deve essere massiccia per coprire le spese."


Io invece partirei proprio da questo passo dell'intelligente excursus del Direttore: non ho capito ancora, dopo ormai più di venti anni di guide e sguide, quanti ispettori abbia in Italia la guida gommata. Risponde al vero o è pura leggenda metropolitana che siano solo 7/8 ispettori a giudicare i ristoranti (e anche alberghi, presumo) di tutta Italia ? Se così fosse la validità della "Rouge" per i ristoranti di fascia media sarebbe al livello delle Pagine Gialle.. dando per scontato che gli ispettori si concentrino sui locali di fascia medio/alta.

Un'altra banale considerazione: se la nostra guida GR, nonostante i costi molto alti, riesce a dare un profitto, quanto valore aggiunto può dare la Rossa con dei costi "bassi" (8 persone che girano confrontati con il centinaio del GR) e con la sua grossa tiratura ?

17 Ago 2007 | ore 19:45

sul ritorno economico del gambero non si discute...non so se saremo nella 2008 ma negli ultimi tre anni in cui siamo stati recensiti abbiamo avuto tanti nuovi clienti che ci hanno confessato di averci scoperto con il gambero...guida che anche io uso, magari congiuntamente alla slow food. Come consiglio darei quello di far uscire un navigatore brandizzato gr con le mappe stradali con segnalazioni delle guide gr non solo ristoranti ma vini cibi bar. Chiedo troppo?!?

17 Ago 2007 | ore 23:17

Bello, perché avete scritto quello che penso io.
Speriamo che arrivino altri contributi, io vado a comprare il pesce a Montalto :-)

18 Ago 2007 | ore 07:19

Trovo il suo blog sempre molto interessante e questa volta non è da meno. A mio modestissimo parere, non v'è dubbio che la GR abbia voce in capitolo più di ogni altra guida in Italia. E' anche vero però che un aggiornamento attraverso i nuovi mezzi di comunicazione siano assolutamente necessari. Che sia attraverso newsletter oppure attraverso aggiornamenti di mappe ed informazioni da scaricare su un TomTom qualsiasi, questi update sarebbero benvenuti. Inoltre, perchè non anche in inglese? Dopo la versione in stampa, anche quella via internet potrebbe aiutare a varcare definitivamente le frontiere. L'unica critica che muoverei, semmai possa essere considerata tale, riguarda i bonus. A mio parere i bonus dovrebbero essere schematizzati e non decisi di volta in volta. Facendo un esempio, il bonus si riceve perchè si hanno 3 menù degustazione, o pane artigianale, etc..semprecchè siano valutati all'altezza. In questa maniera, credo, ci sarebbe una più equa distribuzione dei bonus e si eviterebbe di vedere che un ristorante ha ricevuto un bonus perchè ha eliminato la voce servizio dal proprio conto rispetto all'anno precedente.

18 Ago 2007 | ore 12:57

Quante volte lo abbiamo detto e scritto di una guida dei ristoranti del Gambero rosso in rete e quante volte io ho parlato di soldi, si di soldi che con la carta sono "certi" e in rete no. La Rete ha abituato tutti, me per primo, a usufruire di migliaia di informazioni gratis. Sono pochi quelli che sono riusciti a far pagare e, se si esclude il porno, quei pochi hanno posizioni di monopolio o quasi, pensate al WSJ appena acquistato da Murdoch e che ha un sito a pagamento che va bene perchè lo si deve consultare se si è in affari.
Perchè uno dovrebbe acquistare la guida del Gambero rosso in Rete e non invece copiarla, rubacchiarla insomma averla non pagando? La Rete è culturalmente gratuita e sembra difficile sradicare questo concetto.
Comunque ci ragioneremo ulteriormente anche pensando ai navigatori e ad altre comodità tecnologiche ma intanto pensiamo all'edizione 2008 che uscirà l'8 ottobre.

18 Ago 2007 | ore 18:18

Io non vorrei un navigatore brandizzato! Vorrei la guida su un supporto che posso utilizzare con più strumenti, come, appunto, una microSD che posso infilare nel cellulare o nel palmare mentre cammino a piedi.
Capisco che fare una guida esclusivamente in questo modo equivale a caricarle direttamente sul Mulo, ma se ci fosse la possibilità di acquistare la guida cartacea e opzionalmente una scheda del genere (un po' come accaduto negli ultimi due anni per i DVD), io farei l'acquisto.
Una buona via di mezzo, anche se meno efficace, potrebbe essere quella di associare ad ogni guida un codice alfanumerico unico, in modo tale che l'acquirente possa connettersi e scaricare in esclusiva delle recensioni più approfondite, aggiornate o anche corrette rispetto agli errori che sempre possono esserci in una edizione cartacea.

P. S. Approfitto dello spazio per segnalare che nella Guida 2007 ho riscontrato due errori nella cartina della Puglia che potrebbero essere corretti nell'edizione 2008: il ristorante Bolina è a Tricase Porto e non Tricase e il comune di Taviano non è evidenziato in giallo pur ospitando una trattoria (Casa Tu Martino) segnalata in guida (nella 2006 era evidenziato, invece)

18 Ago 2007 | ore 20:38

Bonilli, è vero quello che dice lei, nessuno, o pochi, pagherebbero per avere l'accesso alle informazioni della guida via internet, e poi sarebbe facile copiarla, rubacchiarla, ecc. Giusto.
E allora come si fa a fare i soldi con internet (a parte il porno)? Come Google. Google è il più grosso business esistente sulla rete ed interamente dipendente dalla rete (e quasi viceversa), eppure non vende nulla. A me che lo uso. Vende invece la pubblicità, e altri servizi, alle aziende.
Lo diceva anche lei nel post, la pubblicità deve essere massiccia per contenere le spese. E perché la pubblicità è solo cartacea? No, come dimostra Google. E anche come dimostrano altri. Io per es. ho investito qualche migliaio di euro per fare pubblicità in rete su Tigullio Vino. Lo farei su un sito, come quello della guida ristoranti, se attirasse pubblico.
Il punto è tutto lì, non vendere nulla all'utilizzatore, ma fare in modo che siano tanti, molti di più di quelli che riuscite a toccare con la guida cartacea, e su internet, se fosse gratis, non mi stupirei se decuplicaste il numero di lettori in un baleno. Dimenticarsi gli introiti, ma anche i costi, della vendita del volumetto, e concentrarsi solo nella pubblicità e nei servizi per le aziende.
Un esempio che mi viene in mente è questo, in USA già esiste un servizio di prenotazione i molti ristoranti online (http://www.opentable.com). Se io avessi un sito che mi riporta tutte le recensioni della guida (con possibilità di integrazione da parte dei clienti che ci sono stati e che possono dire la loro, anche in contrasto con voi), e tutti i contatti del ristorante stesso, mi verrebbe spontaneo offrire un servizio di prenotazione online (a pagamento da parte del ristorante), così che mentre leggo dove andare a mangiare posso anche fare la prenotazione del tavolo.
Ma di cose del genere se ne possono pensare mille.
Chi ruba e copia le recensioni? Quelli ci sono sempre, ma non faranno mai niente di buono. Io, se gratis, preferisco andare allla fonte. E poi, pagare qualcuno perché controlli abusi perseguibili in rete, non mi sembra una cosa tanto difficile.
Gratis per l'utilizzatore finale, non significa gratis per tutti: Google insegna. Basta avere tanta ma tanta gente che vi visita, ma su quello siete bravissimi, i contenuti voi già ce li avete, a differenza di altri. E' chiaro, ci vuol coraggio per passare da una via già collaudata a una nuova, ma se non lo fate voi prima o poi lo farà qualcun altro (e qualche esempio, seppur rudimentale, già si vede).

18 Ago 2007 | ore 20:50

Sì, ma se già oggi ci sono polemiche sulle recensioni della guida, non oso immaginare cose succederebbe se i ristoratori dovessero pagare. Sarebbe facile pensare che chi non paga per i servizi non entra in guida o entra con voti più bassi, mentre chi paga riceve qualche "bonus". Chi compra la guida lo fa perché spera di avere una raccolta di giudizi di esperti e possibilmente oggettivi; ed è lo stesso motivo per cui in tanti (io per primo) affianco la guida alle rece del forum fatte da utenti e per questo "più oggettive" ancora, se possibile.

18 Ago 2007 | ore 21:03

Il servizio di prenotazione online immagino che sia un servizio che costa al ristorante così tanto poco da far ridere al pensare che uno si faccia corrompere per qualche manciata di euro.
Comunque i sospetti in questo campo, specialmente ai più maliziosi, non mancano mai, qualunque cosa uno faccia, per cui io non mi farei intimidire, se il servzio ha un senso, sia per il consumatore che per il ristoratore. Io lo troverei comodo ed intelligente, e tanto mi basta. Semmai l'unico problema vero è l'arretratezza tecnologica di tanta nostra ristorazione, il che impedirebbe il collegamento online in tempo reale con il sistema di prenotazione del ristorante. Se poi questo si riduce ad una agenda, diventa un pò difficile pensare a una cosa del genere, ma la tendenza è quella ormai.

Se poi ogni recensione avesse la possibilità di avere commenti liberi (ma non anonimi, un pò come questo blog, ma io metterei l'obbligo di registrarsi almeno per postare un commento), sarebbe un ulteriore dimostrazione di trasparenza e terzietà ed interazione. E sarebbe anche uno spazio per il ristoratore, per rispondere a critiche, elogi, domande varie.
Lo vorrei un servizio come questo? Io sì.

In ogni caso, insisto, la strada non è vendere qualcosa all'utilizzatore finale. Se poi la gente penserà che la guida non è affidabile o trasparente questo automaticamente farà perdere lettori, e quindi soldi derivanti da pubblicità, esattamente come avviene oggi con l'edizione cartacea. Ma se uno pensa sempre a queste cose è meglio che se ne sta a casa invece di fare l'imprenditore.

18 Ago 2007 | ore 21:26

Sì, ma il mio discorso non si limita solo alla prenotazione on-line, e neanche il tuo si può limitare a quello se ammetti che il costo per i ristoratori e, quindi, il guadagno per il GR sarebbe minimo.
Hai ragione quando dici che al momento l'arretratezza tecnologica dei ristoratori è allucinante: oramai ho rinunciato a prenotare con una e-mail! Per non parlare poi dei siti di alcuni ristoranti (anche triforchettati/stellati!) che fanno a dir poco pena! Ecco, io introdurrei un bonus speciale per quei ristoratori che curano l'aspetto web, non tanto dal punto di vista estetico ma di servizio: che mi offrano un sito aggiornato col menù e i prezzi dei piatti e degustazione, la carta dei vini coi prezzi, la possibilità di prenotare con una mail o direttamente dal sito (e il tempo di risposta per la conferma). Io inizierei, se fossi nel GR, a segnalare questa cosa nella guida, in modo da sollecitare i ristoratori ad impratichirsi con questa benedetta internet. Preparare il campo, insomma, per la conversione informatica della guida iniziando con "l'educare" i ristoratori ad usare il media ancora sconosciuto...

18 Ago 2007 | ore 22:00

...medium... :D

18 Ago 2007 | ore 22:05

si risolverebbe con un servizio prenotazioni che include non solo i ristoranti segnalati dal gambero ma magari anche qualcuno che invece paga e questo dovrebbe essere chiaro come per gli ad di google. Così uno usa il prenotagambero online sia per cercare un tavolo in un ristorante che può essere o no in guida pur nascendo dalla guida cartacea...poi da cosa nasce cosa e col tempo la guida gr sarà più consultata online che su paper...

18 Ago 2007 | ore 22:12

Il ristorante non segnalato non so quanto sia contento di dare i soldi ad una guida che non lo recensisce, sinceramente.

18 Ago 2007 | ore 22:37

Salvatore, qui non si tratta di essere contenti o fare contento il gambero o altri. Il punto è completamente un altro: o tu offri informzioni e contenuti interessanti, aggiornati, con possibilità di interazione, con multimedia, con servizi che hanno un senso e che servono a qualcosa, e allora la gente viene, legge, usa, e c'e' un ritorno economico, oppure fai un buco nell'acqua, che ti chiami Gambero, Murdoch o Warner.

La lezione di internet è chiara: se offri un contenuto o ancora meglio un servizio, che serve a qualcosa, e lo offri GRATIS a tantissima gente, allora fai anche i soldi.

YouTube, Flickr, Google, Yahoo, ecc., offrono servizi interssanti? A giudicare dai milioni di iscritti o di utilizzatori direi di si.

Fanno pagare una lira che è una ai loro utilizzatori? Direi proprio di no, altrimenti sarebbero un fiasco colossale.

Hanno generato un business con i loro servizio? Direi proprio di si, e in qualche caso anche di dimensioni ragguardevoli.

il Gambero Rosso, con la Guida dei Ristoranti, il blog, gli autori, il continuo lavoro di recensione, ha contenuti interessanti capaci di convogliare, GRATIS, centinaia di migliaia di persone? Direi di sì (se non ce l'hanno loro chi ce l'ha?). Possono anche offrire servizi oltre a questo? Secondo me sì.

Quella del gratis non è uno svantaggio della rete, è la grande rivoluzione della rete. E' il gratis che permette di aumentare in modo esponenziale il numero di utilizzatori. Ed è anche un metodo altamente meritocratico, perché gli unici in grado di fare soldi col gratis sono quelli che hanno veramente qualcosa di interessante da offrire. Fai pagare all'utilizzatore anche 1 millesimo di euro, e il modello crolla.

Bonilli l'ha detto, ha 100 ispettori che visitano 2000 locali l'anno, a spese della redazione. Chi altro ce l'ha questo materiale da offrire in questo settore? Più tutte le sinergie con le altre attività.

18 Ago 2007 | ore 23:03

Capisco quello che dici giampaolo, ma dico che la siatuazione, al momento, per quello che riguarda un mondo come quello di una guida di ristoranti in Italia, non credo possa avere un giro di affari sulla rete paragonabile a quella di un motore di ricerca a diffusione planetaria o un sito di video altrettanto diffuso! Gli utenti di Google, YouTube, Flickr, Fotolog etc. sono trasversali, il target, come dire, è estremamente eterogeneo e questo permette di avere un grosso numero di utenze e tanti potenziali sponsor, cosa che vedo molto dura in questo campo.
Allora un conto è parlare di come dovrebbero essere le cose (anche io vorrei un sito/servizio come quello che sogni tu, ci mancherebbe!), altra cosa è cercare di capire e proporre soluzioni adottabili già dal prossimo anno. Se il 90% dei ristoratori, cantine, bar e via discorrendo ha un rapporto inesistente con internet, è impensabile che qualcuno investa in quel campo tralasciando la certa e consolidata strada del cartaceo, non credi?

18 Ago 2007 | ore 23:33

You tube faceva il conto alla rovescia aspettando un compratore, non guadagnava una lira e costava sempre di più, ogni giorno di più, più successo più banda più costi. Per for una è arrivata google ma You tube continua a costare e a non guadagnare.
Il Gambero rosso avrebbe piacere di incontrare google, in caso contrario temo che l'edizione principale della guida continuerà a uscire il libreria, rilegata, poi, forse, anche in Rete.

18 Ago 2007 | ore 23:49

Direttore, per una volta (?) siamo d'accordo.. :-)

Siamo favorevoli a tutte le innovazioni tecnologiche ma non ci togliete il piacere di sfogliare il caro, vecchio libro rilegato; credo che per i quarantenni come me ma soprattutto per quelli della sua generazione possedere una libreria piena di volumi letti e da leggere sia un piacere per gli occhi.
Quando qualche anno fa uscirono i primi e-book ne acquistai subito uno: adesso è a prendere polvere in qualche scaffale... sotto parecchi libri. ;-)

19 Ago 2007 | ore 10:13

Il discorso di Gianpaolo ha una certa validita' in astratto, ma non tiene conto della scala necessaria in pratica. Ci vuole una dimensione molto, molto grande per fare soldi solo da internet offrendo il contenuto gratis. Anche se il Gambero Rosso decidesse di internazionalizzarsi e diventare un global player, il problema e' che per questo tipo di business model i costi aumentano con la scala: bisogna visitare altri 2000 ristoranti per coprire un nuovo paese. I modelli che funzionano sono o quelli di Google, o quelli di Amazon, che vendono qualcosa di tangibile, pero' (1) espanendosi distribuiscono i costi fissi senza aumentare troppo quelli variabili (2) non temono il downloading illegale del proprio prodotto.

Secondo me ha ragione Bonilli a insistere su un prodotto altamente qualitativo, un bell'oggetto che la gente vuole tenere in mano, sfogliare e portare con se', con un eventuale supporto in rete.

La competizione in rete e' molto alta. Ad esempio: io sabato vado a Budapest per lavoro per una settimana. Non compro nessuna guida dei ristoranti. Scrivo invece a eGullet, attendo la risposta di qualche lettore di cui ho stima, che mi da consigli e mi rimanda a siti e blogs di cui lui ha stima, eccetera. Ho gia' una bella lista, di cui mi fido, tutto gratis. Il GR deve differenziarsi dall'oceano della rete e secondo me lo sta facendo bene.

19 Ago 2007 | ore 10:41

Io sono in vacanza a Capalbio. L'ho scoperta lo scorso anno dopo 25 anni trascorsi sfrecciando lungo l'Aurelia verso Bolgheri e ho scoperto subito che su Capalbio si sono sempre scritte sciocchezze. Comunque, arriviamo al sodo, a Capalbio ci sono alcuni locali che si trovano nelle guide e molti altri che non ci sono perchè una guida nazionale deve selezionare per motivi di pagine cioè di budget.
Ecco allora che delle guide di territorio dovrebbero essere la giusta risposta alle richieste di informazioni eno gastronomiche. Magari a basso costo, 2 o 3 euro per scaricarsi una guida della bassa Maremma con indirizzi di trattorie, negozi e cantine che nazionalmente non avrebbero spazio.
Io comunque stasera vado a mangiare in un nuovo ristorante, Ibla, che ha aperto il 9 agosto.
Più sulla palla di così :-)

19 Ago 2007 | ore 13:25

Alcune considerazioni sparse.
Flickr ma ancor più YouTube sono due casi particolari perché per espandersi hanno bisogno di una banda allucinante oltre che di spazio sufficiente a contenere le foto e i video. I loro costi fissi e variabili non credo quindi possano essere presi ad esempio. Tantomeno messi a paragone con un eventuale progetto che sarebbe prevalentemente editoriale e testuale quindi necessitante risorse estremamente più limitate. Google è un pianeta a sé stante e credo che nessun imprenditore ad oggi possa paragonarsi a qualcosa che di fatto è globale.
Inoltre trovo ancora poco utile paragonare un'eventuale impresa online del Gambero con i servizi sopra descritti, non solo per dimensioni ma per tipologia. Mentre come giustamente qualcuno ha asserito youtube, flickr, google - giusto per citarne alcuni - sono trasversali, un'impresa editoriale online di settore è verticale cioè offre contenuti specializzati e può contare (pro e contro) solo su lettori interessati a quel tipo di contenuto.

Il modello di business per l'online, almeno finché qualcuno non ci spiega come monetizzare altre valide strade, resta la pubblicità. Prova ne è anche il fatto che Google stessa l'ha scelta come principale veicolo di monetizzazione con AdSense / AdWords.

Ma adottare quel modello per il Gamebero sarebbe puntare al ribasso. Certo, tutto dipende dalla quantità di traffico generato ma è senz'altro più redditizio - allo stato attuale - un servizio di vendita interno in grado di valorizzare le peculiarità di un progetto editoriale di settore piuttosto che quello offerto da Google che inevitabilmente detta i prezzi che vanno bene per il circuito generalista, non certo per esperimenti settoriali come possono essere il gambero o altre entità più o meno riconosciute.

Un caro saluto.


Filippo Ronco


p.s. : Gianpaolo, per la precisione e per correttezza nei confronti degli editori del network pubblicitario che rappresento, il tuo investimento è proporzionalmente (in base al traffico) distribuito su tutti i siti e blog che lo compongono non certo solo su tgv.

19 Ago 2007 | ore 17:14

Google è attualmente una, se non sbaglio la seconda, della aziende più capitalizzate in USA (e quindi credo nel mondo). E' chiaro che non si può paragonare al Gambero, ma al tempo stesso è vero che si tratta di un azienda che nasce dalla cultura del servizio gratuito all'utente finale. Pensare questo è già dirompente.
Anche Amazon ha dovuto perdere per molti anni, eppure è un modello per molti. E se Google ha comprato YouTube ci sarà un motivo.

Il caso del Gambero è diverso, è vero che il pubblico è più piccolo, quante copie vende, 50.000? Ma sarebbe difficile immaginare che il pubblico su internet potrebbe essere 10 volte di più? Comunque non voglio fare i conti in tasca a nessuno, bisognerebbe vedere anche quanto costa stamparla e distribuirla una guida. Dico solo che secondo me qualcuno prima o poi ci arriva a farlo, e poi vediamo se funziona.

E visto che io sono di Orbetello, complimenti a Bonilli per la scelta della vacanza di fine agosto, e sono particolarmente interessato a sapere se ci sono novità in questa parte della Maremma.

19 Ago 2007 | ore 22:13

OSSERVAZIONE NUMERO UNO
Bonilli, lei va a provare Ibla e se è un posto valido ce lo saprà consigliare solo ad ottobre 2008. Cioè se io per informarmi sui ristoranti utilizzo esclusivamente la guida del Gambero -e ce ne sono- scoprirò una nuova apertura dell'agosto 2007 solo ad autunno 2009. Ecco dove internet può venire utile alla carta. Venire utile, non sostituire chiaramente. In un circolo virtuoso in cui uno più uno non fa due, ma tre.

OSSERVAZIONE NUMERO DUE
Internet sarà anche gratis nell'animo, ma farci dei soldi, specie con iniziative verticali -come osserva giustamente Ronco- non è affatto impossibile. Come il Gambero è una realtà editoriale di prestigio nel mondo dell'enogastronomia, la "mia" Exibart è una realtà di pari livello nel mondo dell'arte. Con una versione online che ha introiti poco inferiori alla cartacea, ma spese (stampa, distribuzione...) dieci volte meno impattanti!!!

19 Ago 2007 | ore 23:31

per me 2 o 3 euro ma forse anche 5 per scaricarmi una bella guidina aggiornata su una regione con vini locali e cibo sono un prezzo onesto. Mettiamoci poi un podcast audio da sentire mentre ci vado in auto o con l ipod sul treno ed il servizio è pronto eccome!

20 Ago 2007 | ore 08:11

Questa guida si è certamente conquistata la credibilità ed il prestigio noto a tutti. Detto questo, sono convinto che la versione cartacea continuerà ad avere la sua importanza anche in futuro, sia per il piacere di sfogliare "il libro" che per la sua praticità alle generazioni meno familiari alle nuove tecnologie. Chiaro che un'idea del tipo versione cartacea + digitale è molto attraente. Già mi vedo con la guida che passa dalla sua ubicazione solita in auto sotto al sedile all'ipod o in altra diavoleria.
Altrettanto valida l'idea della mini guida regionale anche se preferirei di gran lunga che nella guida nazionale entrassero più ristoranti di quelli che attualmente sono pubblicati. Esisterà un vincolo di budget però se si vuole migliorare, più ristoranti ci sono e meglio è.

20 Ago 2007 | ore 10:37

Verticali...orizzontali...uno piu' uno non fa due...La questione si fa complessa...

Tanto per rimanere in tema, se 50,000 diviso 2000 fa sempre 25, ovvio che il prezzo della guida non paga neanche i pranzi e dunque la pubblicita' e' fondamentale. Quindi in questo senso anche il modello cartaceo e' simile a quello di internet: la guida offre gia' i contenuti in parte gratis. Una versione internet piu' tempestiva e 'malleabile' e' di conseguenza allettante perche' e' in linea con il modello esistente, non ha costi di stampa e distribuzione e aumenta gli introiti pubblicitari, come osservato da altri. Tutto questo e' chiaro, e quindi qualcosa in rete uscira' prima o poi.

Pero' sono convinto che ancora per molti anni il 'nucleo' del GR rimarra' la guida cartacea: e' su quella che si e' costruito il prestigio e la qualita' ed e' sorprendente quante persone ancora ci siano che amano palpeggiare le pagine stampate.

20 Ago 2007 | ore 11:40

Un esempio di cosa potrebbe essere il mix tra tradizionale carta e Web è il 3d che segue: avevo detto che andavo a visitare un ristorante nuovissimo e ecco la scheda di Ibla a Pescia Romana in tempo quasi reale.
Diciamo allora che la carta resta e poi ci dovrebbe essere una vetrina per correzioni e novità ma riservata agli iscritti del Girone dei golosi.

20 Ago 2007 | ore 11:58

Purtroppo, però, anche il fatto che il ristorante Ibla non abbia un sito internet né che la scheda contenga un indirizzo e-mail per le prenotazioni è esempio di quanto dicevamo prima a proposito del rapporto ristoratori/internet.
Il ristorante immagino abbia una sua immagine coordinata: carta intestata, ricevute, bigliettini... e allora non capisco perché non si investa anche in un buon sito da subito.

20 Ago 2007 | ore 12:14

Dio mio, in questo caso siamo proprio all'inizio di un'avventura che, per chi non conosca Pescia Romana, avviene in una Maremma chiusa, tradizionale, qua e là slabbrata e credo che con i problemi che hanno dovuto affrontare il sito internet sia tra i problemi di seconda linea. Prima devono trovare fornitori di prodotti di qualità tutto l'anno, pesce, verdure, carne, pane, poi devono farsi conoscere nel territorio e in questo caso parliamo anche di Roma di cui Pescia Romana è una delle depandance del fine settimana, autunno e inverno compresi.
Certo, sarebbe stato bello che ci fosse il sito e la mail ma forse, banalmente, non c'è nessuno che ha il Web tra i suoi interessi primari.

20 Ago 2007 | ore 16:06

Capisco bene tutti i problemi che possono esserci all'avvio di una attività commerciale, però mi pare strano che nel 2007 non si metta il web tra le priorità, essendoci la necessità di farsi conoscere, come Lei stesso afferma. Del il fatto che ne parliamo e conosciamo già il locale lo si deve ad internet e alla Sua recensione, senza la quale, come diceva Tonelli, avremmo forse aspettato il 2009 per saperne qualcosa usando i vecchi sistemi. Insomma, la mia era solo una constatazione di come non ci si renda conto, da parte dei ristoratori, delle potenzialità della rete e la si releghi in secondo piano.

20 Ago 2007 | ore 17:08

@bonilli

"Diciamo allora che la carta resta e poi ci dovrebbe essere una vetrina per correzioni e novità ma riservata agli iscritti del Girone dei golosi."


Questa a mio avviso è la soluzione migliore, per il momento. Più avanti si vedrà.

21 Ago 2007 | ore 11:39

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