ore 11:30
Paccheri, la rucola degli anni Zero?
Camillo Langone, inarrivabile curatore di Maccheronica, guida palatale, inservibile ma preziosa che esce sul Foglio mensilmente, ha scritto nell'ultimo numero del 29 agosto che "... i paccheri ci hanno stufato, sono la rucola degli anni Zero e ormai siamo disposti a tollerarli solo tra Amalfi e Sorrento..."
Come al solito divertente e provocatorio, attento a smarcarsi e propenso a farsi citare, Langone introduce un nuovo codice di comportamento del gourmet snob: i tortellini solo a Bologna, il culatello solo nel parmense, i carciofi romaneschi solo a Roma, il pannerone solo nel lodigiano e al massimo a Milano, lo speck - quello vero - solo in Val Pusteria e l'elenco di questa Italia dei sapori diventa infinito. Poi ci sono i prodotti nazionali, gli spaghetti, i pomodori in scatola, il Parmigiano e poco altro.
PS Il gourmet snob, cioè Langone, mangia sempre e solo in piatti tondi, non beve mai barricato e guarda sempre il sedere delle signore. Poi va a messa, in latino of course :-)
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Mise en place da istituto alberghiero anni '70: ortodossia reazionaria. Nulla da meravigliarsi vista la bibliografia dell'autore.
Sarebbe triste pensare invece ai vari prodotti igp dop docg da consumare esclusivamente entro l'area del disciplinare. Il Gourmet non sarebbe snob, ma triste e nevrotico per l'ansia da privazione.
Penso però che Langone si sia veramente stufato del pacchero come io del cappuccino di baccalà. O no?
Io la farò il gioco dei piatti che mi hanno stufato, primo fra tutti il dolce di cioccolato col cuore liquido, ma i paccheri perchè? Dieci anni fa nessuno li conosceva e adesso hanno fortuna e domani magari saranno sulla cresta dell'onda le farfalle o le candele. Già, perchè le candele no e i paccheri si?
Ma sono giochi d'estate.
Il pacchero tira perchè ha un nome che sa più di "tradizione" e "tipicità" (che sono di moda). :-)
Del resto se Mick Jagger fosse stato negli Herman's Hermits o nei Burgundy Runn secondo me avrebbe faticato un po' di più ad affermarsi come trasgressivo sex symbol...
E poi il concetto di "anni Zero" non si può sentire. Il gourmet snob deve (e questa cosa è snob solo in italia) per forza prendere a calci la matematica?
Più che gourmet snob mi sembra tutto il contrario.
Per mangiare i piatti regionali non c'è neanche bisogno della guida: anche il turista medio lo sa.
@ bonilli: simpatica l'idea dei piatti che hanno stufato! E veramente tra i primi c'è il tortino caldo di cioccolato, che ormai lo trovi pure all'autogrill. Però, come faremmo senza?
Beh le farfalle già hanno fatto carriera con panna e salmone secondo un manuale degno della cucina di sala.
I paccheri se non era per Marchesi che li farciva ad uno ad uno e poi per Gennarino Esposito restavano relegati fra i piatti regionali tipo con lo stocco oppure lardiati, cioè ripassati il giorno dopo in padella con il lardo.
Le candele erano parte di un rito: mi sono tagliate di dita aiutando mia nonna la domenica per il ragù. Ora sempre Gennarino le manda nella Genovesa. Verrà la loro gloria. E passerà. Intanto continuo il gioco.
Vi lamentate del tortino, ma quante tartarre ci sono in giro!
Col tonno con l'avogado con lo spada.
Fermiamoci un po'!
Io invece dei paccheri propongo i pugliesi schiaffoni con una ricetta pisana "alla renaiola" o del renaiolo. Sarà merito del nome ma agli avventori del mio locale piacciono molto..
La tradizione potrà quindi sposarsi con territori diversi negli anni successivi allo zero ?
Già, il tortino di cioccolato col cuore caldo e liquido al primo posto, ma al secondo la tartare di tonno non scherza.
No, direttore: "tartarre".
Quelle con due "r".
E così al gioco aggiungiamo una viariante: cerca l'errore nel menu!
E la scaloppa di Foie Gras Ungherese al gusto di medicina amara ? Materia prima scadentissima ma è Foie Gras per dinci ! :-)
Tra i piatti che mi hanno rotto le scatole, inserisco di filato la gelatina al Campari.
Sono un ristoratore italiano residente a Sao Paulo in Brasile e fa effetto vedere che anche qui i luoghi comuni culinari sono gli stessi. Il tortino col cuore caldo, che nella maggior parte dei casi non è fuso ma indistinto dal resto e le tartare di variegate fogge e materie.
Abbracci a tutti
Marco Renzetti
mentre concordo ampiamente sul tortino al cioccolato (ormai è la prima cosa che guardo sul menù, se c'è butta male...), non penso lo stesso del tartare di tonno, cioè se uno ha del tonno buono e il commensale ha voglia di una roba fresca e non complicata il tartare mi pare un buon punto d'incontro. Se no mettiamo al bando pura la tagliata di manzo o, più snobbinisticamente, il crudo di mare (scampetti e gamberi rossi con poca arancia, quante volte? :-)
@michelangelo: certo che il turista sa quali sono i piatti tradizionali, solo poi che li mangia fatti male (a meno che non abbia una guida in tasca :-) ps: la frontiera del tortino ormai si è spostata nel supermercato, lo trovi in bustine, pronto a cuocere a casa (sic)
Salve da Ginevra, ma siete rimasti ancora con il tortino di cioccolato ? almeno qui qualche chef prove a fare cose diverse, tipo il tortino caldo con cuore liquido al pistacchio siciliano o mandarino.. pensavo che c'era un po piu' di fantasia in Italia... saluti dalla Svizzera
Salve a tutti e ben trovati.
Senza gli eccessi (peraltro a mio avviso adorabili) del buon Langone, direi che un minimo di contestualizzazione a tavola non guasta, anzi.
Per il resto il mio piatto insopportabile è il tonno scottato. Non male anche il tortino col cuore liquido, però l'ho mangiato una settimana fa al St. Hubertus e........ SLURP!
Ad Majora
Il flan al cioccolato Guanaja che fanno al Don Giovanni di Ferrara rimane uno tra i miei dolci preferiti: di certo non innovativo ma buono da impazzire! D'altra parte c'è tortino e tortino (ne ho mangiato altri molto scadenti). Però su questo punto ho già ammesso di essere il re dei riluttanti!
Mi infastidiscono molto di più l'onnipresente foie gras o il caviale, spesso veramente di pessima qualità e avulso da ogni logica di abbinamento
communque il segreto è sempre il prodotto.. un tortino fatto con cioccolato Valrhona è servito con un gelato di vaniglia appena turbinato è il massimo, io lo faccio a casa.. per quanto riguarda il foie-gras, dipende sempre dalla qualita' del prodotto
Camillo è un visrtuoso del calembour , e il suo snobismo massimalista è fonte di ottime intuizioni letterarie. tradurle in indicazioni pratica è nello stesso tempo riduttivo ed eccessivo perchè lo scopo pare essere più accendere discussioni: cosa nella quale non è secondo altri che al suo monumentale direttore.
per conto mio se il pacchero è buono me ne frego, e lo mangio con discreto entusiasmo pure a Samarcanda.
uno si sveglia, dice una stupidaggine (i pacchieri hanno stufato) e noi ce la beviamo come una provocazione intelligente. E questo sarebbe niente. Il fatto e' che noi perdiamo anche il nostro tempo dietro quella stupidaggine.Se queste sono le conquiste dell'era cibernetica, meglio i piatti che hanno stufato.
Uno si sveglia e scrive un articolo in una rubrica che leggono in 3000/5000.
Sono idee sulle quali si può assentire o dissentire.
Un altro ne trae spunto per un commento in un blog che leggono in 3000/5000.
Alcuni decidono di commentare... dove sarà mai il problema! La vostra vita è così occupata da non poter dedicare un minuto a un ironico passatempo e cazzeggio?
in realta non e' un problema. A un palmo da me (parafraso l'Aretino Pietro) cazzeggi ognuno come puo'e vuole. Solo mi e' sembrato uno spreco che il tempo e l'attenzione di 6-10000 persone, tra le quali possibilmente il top degli esperti e/o appassionati di enogastronomia in Italia, vada dietro a questa esternazione da dopolavoro ferroviario del signor Langone. Magari e' l'etica, come dire?, calvinista della mia gastronomia che mi condiziona ;-)o il rispetto per chi fa e legge questo blog
bhè un pò di ironia fa bene, mica bisogna essere sempre seri e dire cose intelligenti.questo intervento ke vinocchio dice ke è fuori luogo non è l'unico però non se ne può fare una questione di stato!!! e poi è bello ridere e scherzare su argomenti del genere....e poi cosa dire...
VIVA IL MACCHERONE !!!! =)
dall'intervista a Marco Bolasco uscita su Food & Wine (via kelablu):
'Paccheri, a southern Italian pasta like a big, unridged rigatoni, is particularly trendy'
:-)
...che poi il pacchero non è neanche questo gran formato di pasta, quando è cotto si "appiccicano" i due lati e diventa duro e calloso e, soprattutto vuoto dentro. Poi il condimento non si aggrappa bene!
Per me, comunque, al primo posto c'è la torta ricotta e pere, non ce la faccio più, vi prego abolitela per legge, tanto la fanno tutti male!