27
Set 2007
ore 17:36

Cous cous fatto a mano

< >

Sono il presidente della decima edizione del Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo. Della gara tra otto paesi non dirò ovviamente nulla, se non a gara finita venerdì 28 alle 22,30. Qui voglio dire cosa dimostra una manifestazione come questa: dieci anni fa è stata una scelta lungimirante. Ha unificato i paesi del Mediterraneo tanto che dalla prima edizione qui cucinano i cuochi palestinesi e quelli israeliani, i tunisini e i marocchini, e poi della Costa D'Avorio, del Senegal e quest'anno del Brasile. Ha permesso al Comune di triplicare le presenze turistiche. E' una manifestazione vera che per cinque giorni coinvolge un'intera città e porta, in fine stagione, migliaia di turisti. E' la dimostrazione che chi ha usato le tradizioni enogastronomiche vere come leva turistica senza snaturarle ne è stato ripagato con gli interessi. Il posto è bellissimo e circondato da una fantastica riserva naturale e il mare e la spiaggia sono belli e puliti. 
couscousfest_2007.jpg

Quanto al cous cous, quello vero, fatto a mano e non industriale, è un cibo fantastico perchè si abbina con pesce, carne, verdure, spezie e perchè se anche a Roma e Milano si cominciasse a farlo fresco, come la pasta fresca, sarebbe un successo dieci volte superiore a quello che ha già. E' il piatto nazionale dei paesi del Nord Africa ma anche di molta parte della Sicilia.

Qui a San Vito sto mangiando degli incredibili cous cous cotti in una pentola speciale e accompagnati da brodi di condimento - tradizione trapanese -  e ho lo stesso atteggiamento, io bolognese, di chi scopre la sfoglia, le tagliatalle ecc... dopo non può farne a meno e io, mangiandolo a Roma, mi ero dimenticato cosa era il vero cous cous. 

commenti 9

Eh, il cous-cous. Chi è abituato a quello precotto, non sa cosa significhi.

Per me è un piatto della tradizione, visto che il ramo materno della mia famiglia era tra i coloni italiani a Tripoli ed ha vissuto lì per oltre vent'anni, fino all'avvento di Gheddafi.

Devo dire che la preparazione della semola, la cosiddetta incocciatura, non è un'operazione difficile come sembra. Basta un po' di pazienza e qualche prova, poi il movimento viene naturale. A quel punto ogni condimento è buono. Quello tradizionale (della mia famiglia, intendo) è condito con sugo di castrato abbastanza piccante e servito con la stessa carne e - come vegetali - ceci, zucca, carote e patate.

Ad ogni modo, se proprio non si ha voglia di incocciare, il precotto di Marchesi (non Gualtiero, come sa chi ha letto il servizio sul gambero di qualche mese fa) è secondo me un buon prodotto.

27 Set 2007 | ore 18:46

A me il Cous Cous piace molto.
Ne ho mangiati in diversi Paesi europei, Francia, Inghilterra, Germania, Belgio. Preferisco quelli a base di montone, appunto a Parigi ne ho mangiati di eccezionali. Tre, di pesce, molto buoni li ho mangiati anche in Italia, uno a Trapani nell'attesa di un imbarco sul traghetto per Pantelleria, e due a Pantelleria.

Ciao

27 Set 2007 | ore 19:22

Ho mio padre che Ericino e ovviamente sono stata "educata" pur essendo nata in Puglia alla cottura del CousCous, con tanto di incocciatura e riposo nella Mafaradda... anche a Trapani in agosto abbiamo avuto la fortuna di beccare una manifestazione che si chiama COUSCOUS Day e ho avuto modo di assaggiare prodotti decisamente sublimi, quello che mi è rimasto più impresso è stato quello di Spada e Melanzane... Buon divertimento a te in quel di San Vito

27 Set 2007 | ore 19:41

BUONO IL COUSCOUS!!!
ne vado letteralmente pazza, peccato che l'ho assaggiato solo 1 anno fa!!! =( che tristezza
comunque io conoscevo una signora di origini libanesi che viveva qui a roma e lei faceva un couscous (a detta di mia mamma e non solo) eccezionale.lei iniziava la mattina a prepararlo per la sera..quindi non è una preparazione veoce come dice pino.

28 Set 2007 | ore 09:08

Direttore,
se permetti, ti consiglio una pasticceria a San Vito Lo Capo, sita in una traversina del corso principale, andando verso il mare a sinistra; si chiama Randazzo, fà dei cannolli espressi veramente unici.
Beato te!

28 Set 2007 | ore 10:52

Nei dintorni di San Vito Lo capo il cous cous migliore a mio giudizio (e anche tutto il resto della cucina) e' quello del 'Pocho'.

http://www.pocho.it/ristorante.html

L'eccezionale Signora Marilu' alla Domenica offre un menu tutto a base di cous cous, e alla mattina chi non ha avuto la fortuna di averlo imparato da piccolo, puo' andare nelle cucine a scoprire come si fa e si cuoce.

28 Set 2007 | ore 11:31

Già, condivido quello che hai detto... io sono appena stato a Trapani e ho mangiato dell'ottimo cous cous con brodo di pesce, ovviamente cucinato dalla nonna della mia ragazza, tutto fatto in casa e tutto un altro mondo e sapore.

28 Set 2007 | ore 22:21

e mentre gliene dai di cous cous, ecco che il Papero sbanca Squisito Blog Cafe´, complimenti direttore!
http://www.x-ics.it/squisito/?p=97

29 Set 2007 | ore 23:53

La manifestazione è eccezionale! Ci vado ogni anno! Ho visto che si sta già lavorando alla prossima edizione, in programma dal 23 al 28 settembre: la linea grafica è nuova ed il sito rinnovato (www.couscousfest.it).
Speriamo in tante belle novità enogastronomiche..
Ci si rivede a San Vito Lo Capo?

29 Feb 2008 | ore 00:46

scrivi un commento

Puoi scrivere quello che vuoi, ma se è una sciocchezza posso cancellarlo. Se il tuo commento non viene pubblicato subito, è colpa dell'antispam che ha dei criteri tutti suoi. Non ti preoccupare, magari scrivimi un breve messaggio per avvisarmi, appena posso recupero tutto.

marchio_cucinare.jpg
a cura di Stefano Bonilli

Pollo_coniglio.jpg
Torte_crostate.jpg
in libreria e on-line

* VOLUMI GIA' PUBBLICATI
NELLA STESSA COLLANA


notizie in breve

Lucky_Peach.jpg

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".

Fagioli_cotiche.jpg Revisionismo gastronomico

Sarà per via della crisi? Può essere, oppure è semplicemente stanchezza, è non poterne più...


ultimi commenti

  • Giovanni - Chi è , a Roma, il sindaco ? Quello...
  • pier luigi roscioli - Grande Cristiana!!!!...
  • Il Feltri di Bergamo - Tipico di Ziliani è scappare a gambe levate quando...
  • Cristiana Lauro - No Zakk, le escort sono lavoratrici autonome e autogestite...
  • zakk - Premesso che per me i produttori possono fottere e...
  • vincenz - Lauro:"Dobbiamo scoperchiare la pentola o stai bene così?" Bonilli:"Anche...

ultimi post

17
Apr
A Roma la differenziata è un bluff, tutta la spazzatura negli stessi camion - Noi facciamo la raccolta differenziata della spazzatura,...
13
Apr
Vino, mignotte e coca al Vinitaly - Riassunto delle puntate precedenti.Il Signor 25...
08
Apr
Vinitaly 1988, mi ricordo che... - ... lo stand al Vinitaly del 1988...
05
Apr
Cosa si legge in tempi di grande crisi - Avevo scritto un post simile nel lontano,...
02
Apr
Wagyu, non Chianina - Wagyu e sai quel che mangi?L'altro...
29
Mar
Hotel Rex, albergo con carbonara incorporata - Non si vive di sola carbonaraMa se...
27
Mar
Roma tra teppismo e casta - La notizia era di quelle che...
22
Mar
Vade retro Nestlè - Vade retro me Nestlè Vade retro...
alex atala e la formica.jpg Dalle sfilate gastronomiche al New Localism

Sei un giovane cuoco e guardi con invidia e orgoglio questa foto.Potrebbe essere un grande...


ultime letture

IMG_0522.jpg Gianni Brera, il grande padano

Ho ripreso in mano La pacciada, il...


IMG_4090.jpg Approfittare del Natale per acquistare libri di gastronomia belli

Io fossi in voi sfuggirei le strenne, i...


IMG_2291.JPG Libri per cucinare e vivere felici in tempi di crisi

Mi ricordo quando andavo a New York...


Twitter
Friendfeed