04
Set 2007
ore 15:17

Da grande farò il cameriere

< >

In Italia oggi nessun giovane ha come ambizione di fare il cameriere in un ristorante, tutti sognano di diventare cuochi per passione ma anche per comparire sui giornali e in televisione. E così il servizio in sala sprofonda sempre più verso livelli di improvvisazione che riescono a penalizzare qualunque cucina, anche la migliore. Manca personale di sala qualificato è il  lamento di qualunque buon ristoratore. La scuola in questo non aiuta perchè dagli Alberghieri escono ragazzi già demotivati.

Se si guarda la ristorazione di punta e la si giudica con l'ottica del servizio di sala le gerarchie cambiano perchè alcuni ristoranti hanno personale di sala molto buono e altri si arrangiano.

Qual è la vostra classifica dei migliori servizi di sala? 

In Italia su tutti Enoteca Pinchiorri e Pergola dell'Hilton. 

In realtà per un giovane questo è un mestiere dalle ottime prospettive di carriera a condizione di avere fatto dei buoni studi, sapere le lingue e avere fatto dell'ottimo tirocinio in giro per il mondo.

commenti 41

Nella mia personale classifica al primo posto Le Calandre con il grande Raffaele Alajmo.
Significativamente inferiore rispetto alla qualità della cucina il servizio da Marchesi.

Ad Majora

04 Set 2007 | ore 18:26

Non sempre i ragazzi escono demotivati..ma forse ci entrano già!!! è la scuola ke comunque deve dare un minimo di formazione, ke deve mettere in condizioni i studenti di sentirsi sicuri ad affrontare una realtà lavorativa! prendeteme ad esempio me: quest'anno ho fatto gli esami di qualifica e sono uscita con il punteggio più alto della scuola;subito sono stata contattata(grazie ad una professoressa) da un piccolo hotel del centro di roma,mi hanno offerto di gestire sia la cucina che la sala da sola.A me la cosa mi ha terrorizzato, anche se ho già fatto uno stage in cucina in un hotel importante del centro di roma e ho lavorato come cameriera in un ristorante per matrimoni; ho rifiutato anche se la proprietaria mi aveva scelto ed era sicura di quello che faceva...
il problema è che c'è poco personale qualificato....le persone che si ritrovano a fare i camerieri sono quasi tutte persone non qualificate,senza la conoscienza delle lingue (non che a scuola si imparano)e da queste persone poi che il mestiere di cameriere viene screditato...è questo il problema!!!!
almeno per me!! =D

04 Set 2007 | ore 19:54

Vorrei aggiungere che non è vero che i ragazzi scelgono di fare i cuochi sono per poi apparire in televisione...per diventare una persona importante bisogna sudarselo e dare corpo e anima nel proprio lavoro!! se l'obbiettivo è diventare come Vissani che dice di essere un grande cuoco e per quello sta in televisione..bhè....non l'augurerei a nessuno!!!
susate se dico questo è che m fa arrabbiare questa cosa perchè ci sono chef migliori di quelli che stanno in televisione e che vengono strapagati per poi infangare un mestiere stupendo..scusate ancora.
Un saluto a tutti!! =D

04 Set 2007 | ore 20:02

Riguardo alla scuola alberghiera dovremmo aprire un lungo dibattito. Ci insegno da venticinque anni e se ho deciso di prendere un mini part time il motivo è legato allo stato misero in cui versano la maggior parte delle scuole. Gli insegnanti devono, nella maggior parte dei casi, inventarsi da soli la motivazione al lavoro. Con l'autonomia si sono formate scuole di serie A e di serie b. Tutto dipende dal dirigente scolastico:se è in grado di motivare, di creare rapporti con le istituzioni e con le realtà commerciali del proprio territorio, le scuole funzionano, altrimenti...Il problema si ripropone a livelli ciclici. Ricordo un'inchiesta di molti anni fa del Gambero sulle scuole alberghiere e i risultati non sono molto diversi. Perchè le iscrizioni sono in aumento e manca sempre personale qualificato? Perchè in Francia la situazione è diversa? Vari motivi: i professori sono pagati di più, a livello sociale è un mestiere di prestigio e, soprattutto, le scuole sono aperte all'esterno. Iniziando subito a capire che le persone pagano per mangiare si motivano i ragazzi a lavorare con maggior precisione ed impegno. Sul personale di sala in particolare si dovrebbe probabilmente far capire che non si possono basare i programmi sulle lavorazioni alla lampada e sull'abilità nell'usare le clips. Chiaro che poi i corsi privati vanno bene ed aumentano le iscrizioni anche a questi ma..vogliamo fare due conti sullo spreco di denaro pubblico?

04 Set 2007 | ore 22:15

Cara Kaipos, non fare l'errore di pensare che Vissani sia un bluff. Vissani è uno dei più grandi cuochi del mondo e quello che si vede in televisione è la sua parte da giullare. Ma se i giovani cuochi avessero fatto la gavetta di Vissani e avessero il suo palato e la sua capacità noi saremmo a posto. Una giovane si forma anche sapendo distinguere i bluff dalla qualità, i luoghi comuni dalle cose vere: Vissani è un vero grande cuoco i bluff sono tanti ma altrove.

04 Set 2007 | ore 22:23

Inutile sondare studi e metodologie degli I.p.s.s.a.r., Romanelli, il problema è più generale e diffuso. Piace ai giovani un lavoro che costringe per sua natura, a saltare il riposo domenicale, a lavorare molte ore in piedi e a vedere i tuoi amici che si divertono mentre tu lavori? Se un tempo c'era l'incentivazione di un discreto stipendio ora nemmeno quello, anche perchè, a torto o a ragione, molti restano in casa con i genitori fino ai 30 anni ed oltre. Poi, spesso, siamo noi genitori che spingiamo i nostri figli verso studi classici o scientifici più che verso una professione, spesso, sbagliando. Quandi, manca un imput importante. SB

04 Set 2007 | ore 23:14

Ma infatti se si deve intendere che cameriere = servo non solo i giovani ma tutti sfuggiranno questo lavoro. Il nuovo cameriere lo immagino una ragazzo o un ragazzo colto e gentile che conosce il menù, le principali materie prime e i vini. Una nuova figura degli anni Duemila che non sia il vecchio cameriere con i piedi piatti che odia i clienti.
Certo, anche il pubblico deve cambiare, imparare la cortesia e la pazienza e avere le idee chiare: i piatti li consiglia il cameriere ma li ordina il cliente.
E la mancia, se uno lavora bene, è quasi obbligatoria.

05 Set 2007 | ore 00:04

Si parla sempre che la scuola non prepara i giovani e che i giovani non hanno voglia di fare i camerieri. Ma perchè non parliamo dei Ristoratori? I quali prendono questi giovani come stagisti li fanno lavorare 14 o 15 ore al giorno non pagandoli o sottopagandoli solo con la scusa che devono imparare, ma dove siamo, ma come vogliamo che i giovani si avvicinino a questo lavoro.

05 Set 2007 | ore 08:58

Si parla sempre che la scuola non prepara i giovani e che i giovani non hanno voglia di fare i camerieri. Ma perchè non parliamo dei Ristoratori? I quali prendono questi giovani come stagisti li fanno lavorare 14 o 15 ore al giorno non pagandoli o sottopagandoli solo con la scusa che devono imparare, ma dove siamo, ma come vogliamo che i giovani si avvicinino a questo lavoro.

05 Set 2007 | ore 08:59

Andiamo per ordine:gli studi e le metodologie vanno sondati invece, perchè da lì partono le motivazioni. La maggior parte dei ristoranti di città chiudono la domenica, chi lavora in albergo ha turni che gli permettono di avere dalle tre alle cinque serate libere alla settimana, quindi tempo di frequentare gli amici ce n'e molto di più di quando andavo io a lavorare a quindici anni. E poi, la società è cambiata, sempre più lavori hanno orari strani. Vogliamo vedere gli orari dei neo assunti nei centri commerciali? Quante ore passano in piedi? Ci vogliamo confrontare con quelli che lavorano nei call center? Chi sa lavorare bene riesce a guadagnare molto facendo il cameriere, sono d'accordo con Bonilli. Ci sarà sempre il cliente che chiama il cameriere schioccando le dita ma..basta far finta di niente e torna l'uso della parola!Insomma, alla base mancano i motivatori

05 Set 2007 | ore 09:04

@apifera
Chi si comporta così è un delinquente. Gli stage delle scuole alberghiere sono programmati per 6 ore al giorno e ti assicuro che se il ragazzo è valido la proposta di assunzione è automatica. ALmeno, per la mia esperienza fiorentina

05 Set 2007 | ore 09:07

scusami bonilli ma io sono nuova del mestiere però conosco persone che sono andate a mangiare nel suo ristorante e mi hanno detto che non hanno mangiato bene e hanno pagato tantissimo, il che mi fa pensare...e poi 1 altra cosa, il cuoco di oggi deve dare l'immagine di una persona qualificata che sa le lingue con un grande senso di pulizia.Non credo che il sig.Vissani trasmetta questo.. anzi!!!e inoltre non dico ke è l'unico bluff,so che ce ne sono moooooolti altri...è naturale!
riguardo alla scuola vorrei dire che nell'ultimo anno nella mia scuola sono stati fatti degli stage all'estero con ottimi risultati.
Credo che se una persona è davvero interessata al laoro che svolge,si relativamente può dispiacergli di non avere pause, ma poi viene ricompensato!Poi oggi giorno si insegna ai ragazzi che ilcameriere come il cuoco sono figure che nel mondo stanno prendendo sempre più piede e per questo devono sempre più qualificarsi!
Credo anche che le persone che rimangono a casa dei genitori fino a trent'anni non vogliono fare niente nella vita....io non vedo l'ora di andarmene per imbarcarmi a lavorare nelle navi da crociera!!!
scusatemi ancora se faccio questi interventi interminabili,è che di queste cose scriverei un libro!!!
un saluto a tutti! =D

05 Set 2007 | ore 09:07

Bè però non ci si può basare su una sola opinione per giudicare. Ad esempio tutti quelli che conosco che sono stati da Vissani si sono trovati benissimo.

Comunque riprendendo uo sputo di Romanelli, è vero che orari e nei call center (e centri commerciali, ma ne conosco meno)sono da incubo. Non sempre c'è un valido motivo per preferire questi al lavoro di cameriere se non che nel call center ti senti sicuramente addosso meno responsabilità, non sei tenuto a imparare nulla di più di ciò che sai già, nè a vestirti da pinguino/a e facendo più turni forse ci sono più sere libere.

05 Set 2007 | ore 10:20

ehmmm nel mio post era uno spunto di Romanelli, non uno sputo (scusate l'involontario effetto comico e il doppio post c'è un problema con il tasto!) :-)))

05 Set 2007 | ore 10:22

Cara Kaipos sei già stata da Vissani? io ci sono stato ed effettivamente devo dire che non solo si crede un grande cuoco: Vissani è un grande cuoco e la sua cucina è uno dei più fulgidi esempi di sintesi fra tradizione, creatività, innato senso di equilibrio dei sapori ed unicità di eventi. Fatta questa premessa devo dire che nella mia esperienza di cliente-fruitore ho dialogato con molti addetti al servizio di sala siano essi titolari, responsabili, addetti di staff o stagisti ed rilevato parecchie differenze in questo variegato mondo, differenze legate ad inclinazioni e cultura personale, scuole, esperienze e contatti acquisiti. Nel mio piccolo nord ovest percepisco situazioni sempre più legate ad una potenziale stasi delle motivazioni personali dei giovani che da un lato fanno i conti con un mondo del lavoro sempre più difficile e dall'altro, pur senza generalizzare, inseguono maggiormente parametri di comodità di orari, ed appagamento economico a scapito di formazione e, dunque, gavetta. Chi ha studiato, pur nella inadeguatezza ed obsolescenza delle scuole, chi ha cercato o avuto occasioni, chi ha lavorato seriamente ha avuto proposte ed ha pure potuto scegliere fra diverse occasioni riuscendo a scartare sfruttatori o delinquenti come dice Leonardo. Il mercato è in continua evoluzione e nel nostro frequente peregrinare ci capita sempre più spesso di vedere sì meteore ma soprattutto volti noti che scopriamo non essere "senza patria" ma contesi fra i diversi locali ovvero nelle condizioni di poter scegliere il proprio percorso professionale in ragione di migliori prebende, migliori esperienze, avvicinamenti a casa o quant'altro. C'è da dire che, per quanto mi dicono, i veri talenti per potenziali nuove speranze non sono molti ed anche nei nostri locali cominciano a fare capolino asiatici, balcanici, nordafricani che dimostrano ottima preparazione derivata forse da una maggior inclinazione all'impegno ed all'apertura precoce al mondo rispetto ad i pargoli nostrani assai meno avvezzi a lasciare il nido per capire la portanza delle proprie ali. Noi stessi a suo tempo e non ascoltati consigliammo ad una delle nostre figlie una seria scuola in questo campo pure disposti vederla su navi o in giro per il mondo ancora in giovane età: la professionalità degli anni 2000 non sta’, o meglio non solo, in una perfetta esecuzione alla lampada o nel sapere tutto sulla patata ma, oltre che nella preparazione specifica legata alle basi scolastiche del mestiere, nella capacità di comunicazione con il cliente (lingue, cultura generale, esperienze), nella perfetta integrazione con la cucina (conoscenza dei piatti e della filosofia ad essi legata) oltre all'interpretazione del ruolo attraverso i pur diversi stili ed attitudini proprii sempre nel solco di educazione discrezione e rispetto. Solo così il servire diventa Servizio dove in quella S maiuscola sta la vera differenza. Una frase dello zio Orefice, perfetto cameriere in "La vita è bella", fa dire al compianto Giustino Durano al nipote-Benigni: "...ricorda sempre che tu servi, non sei servo”.
Saluti
Pier

05 Set 2007 | ore 10:50

Tempo fa parlavo con un amico che aveva perso il suo lavoro e ne stava cercando un altro. Quando gli chiesi cosa sapeva fare, cosa era disponibile a fare, mi ha detto "tutto, qualsiasi cosa, anche il muratore (lui è laureato in architettura, ndr)...certo il cameriere proprio no".

Lì per lì c'ero rimasto male, poi ho riflettutto sull'equazione cameriere=servo che è radicata in tanta gente.

Le dita del cliente che schioccano, il cameriere che corre con la divisa che lo soffoca e il tovagliolo sotto l'ascella, il cliente che gli dice "portame n'altra bottija de vino" e lui che mentalmente ce lo manda ma gli risponde "subito, Signore".

Credo che, alla fine, i camerieri che abbiamo sono quelli che noi clienti ci meritiamo.

05 Set 2007 | ore 11:15

Credo che proprio noi, chi scrive, i clienti più evoluti e i cuochi-proprietari dovremmo fare lo sforzo di far crescere questa categoria cominciando a trattare con più rispetto chi fa questa professione, senza sconti o paternalismi, ovvio e mandando a quel paese chi è villano ma dando segni tangibili di apprezzamento a chi ha voglia di fare ma magari cade in ingenuità da perdonare e da correggere, se possibile. Alcuni di noi si attardano ancora a fare la lezioncina sul vino al giovane incerto quando sarebbe più utile dargli due o tre dritte per migliorare.
Il tutto ha come obiettivo la qualità che, almeno in Italia, sta diminuendo invece di crescere e questo, in una competizione turistica mondiale senza esclusione di colpi, è il segno del nostro declino.
Un declino che, almeno a tavola e in cucina, è tutt'altro che inevitabile.

05 Set 2007 | ore 11:56

sono pienamente d'accordo con bonilli....invece di fare le lezioncine, che si potranno anche servire, dare consigli spiegare il duro mondo del lavoro....
@ piermiga:uno potrà avere una sua opinione su una persona no?se a me Vissani non piace per svariate motivazioni, nessuno mi può far ricredere!!!!
la figura del cameriere non è tanto riconosciuta..però credo sia a persone come noi far capire alla gente "ignorante" che non è come credono,in fondo siamo esseri umani!!no esistono servi!!!!!

05 Set 2007 | ore 12:39

Lungi l'idea di far ricredere qualcuno: alla domanda sull'esserci o non esserci stata bastava un si od un no. Quella che ho espresso in seguito è una mia opinione, dopo esserci stato, e rivolta esclusivamente alla sua cucina indipendente dalla persona peraltro presente, urlante, ed a tratti attiva al servizio al tavolo.
Saluti

05 Set 2007 | ore 13:15

Mica stiamo discutendo del Vissani uomo, qui parliamo di quello che arriva nel piatto, cioè di ciò che cucina il Vissani cuoco.
E i piatti non sono simpatici o antipatici ma buoni o meno buoni... e quelli di Vissani sono OGGETTIVAMENTE buoni per storia e continuità, alcuni più altri meno.

05 Set 2007 | ore 15:28

a me potete dire qualunque cosa non mi piae come persona.....no nn c sono stata al suo ristorante!! da quello che si vede in televisione non mi piace!tutto qua!

05 Set 2007 | ore 18:55

Ma si parlava di Vissani o di camerieri? E quindi del figlio Luca o di Gianfranco?:-))))

05 Set 2007 | ore 19:05

Poi, forse non è nemmeno una questione economica, di giorni di riposo. Di motivazione, forse! Certo che anche il settore informatico è oramai saturo di tecnici ed operatori, quindi, il settore alberghiero potrebbe essere un'opportunità. Ma deve piacere, in ogni caso. Può darsi, Romanelli che quando hai iniziato tu il contesto fosse diverso, ora il sacrificio pesa...

05 Set 2007 | ore 19:23

Il sacrifico pesa...ma non è peggio fare il magazziniere e sollevare scatole o pancali? O mettere il catrame sulle strade ad agosto? Di sicuro anche a Firenze ci sono sempre più ristoranti(non solo pizzerie) che impiegano personale proveniente da fuori(Est europeo, Nord Africa),sicuramente professionale e dotato di una conoscenza delle lingue che tanti italiani se la sognano. I camerieri si sono trovati spiazzati tra il successo dei sommelier e quello dei barman. Al cinema mentre ad interpretare un barman c'era Tom Cruise, ad interpretare un cameriere c'era Paolo Villaggio:-))) A parte gli scherzi, sono convinto che è un lavoro che può dare grandi soddisfazioni anche economiche. Alla base manca la capacità di motivare gli studenti. Si preferisce spingere i ragazzi a prendere i soldi dei catering prr i banchetti, frequentati da camerieri di mezza età demotivati e poco professionali, piuttosto che far crescere i giovani in grandi case. Se il meccanismo non si interrompe...si va poco lontano!

06 Set 2007 | ore 09:20

Sono d'accordo con te; da parte nostra e sono d'accordo con Stefano Bonilli, bisognerebbe dar un pò di spinta a questa professione. Io stesso cerco di intervistare i cuochi ma non uno chef de rang o maitre; rimedierò. Il servizio finale, l'armonia, è dato dalla collaborazione e professionalità di cucina e sala. Ciao

06 Set 2007 | ore 14:48

sono pienamente d'accordo con Romanelli....OTTIMO INTERVENTO!!!
un saluto! =D

06 Set 2007 | ore 17:02

da grande esattamente nn so cosa farò anche se ho già 18 anni ed il mio mestiere iniziale era quello di fare il cuoco, persa per colpa di una brutta esperienza lavorativa. So solo che se la mia idea andrà in porto nell' arco di poco tempo sentirete parlare di due giovani ......d' altro canto io voglio uscire dal coro, voglio essere differente dagli altri, considerando che gli altri mi credono diverso da loro.
speriamo in meglio!!!!!
con questo colgo l occasione per salutare il simpaticissimo direttore che non mi ha mai ricambiato il saluto. E spero un giorno di venire ospite nella sua trasmissione, e quando sarò li vuol dire che me lo sarò guadagnato!!!!

09 Set 2007 | ore 21:21

Ricambio il saluto.
Va bene così?

09 Set 2007 | ore 22:26

Accetto gentile direttore....un gesto semplice, spero ben volutoe non sforzato ma che rende felice una persona.
Saluti direttore

10 Set 2007 | ore 14:14

Sono una ragazza di 25 anni;studentessa in Lettere, per mantenermi gli studi, ho sempre fatto la cameriera in vari ristoranti e trattorie della mia provincia, fin dall'età di sedici anni. Non è stato sempre facile dividersi tra lo studio,il lavoro e la famiglia (ho anche un figlio di due anni),ma, quando verrà il momento di dire addio a questo lavoro per dar seguito ai miei studi,sono sicura che me ne dispiacerà. E' un mestiere affascinante ed è stupefacente come venga guardato con sospetto chi lo fa di professione; molti miei coetanei preferiscono farsi sottopagare nei call center, che fare il mestiere del porta-piatti, come lo chiamano loro. E' vero; i clienti,di frequente, ti trattano come un servo: ma quale settore è esente dalla maleducazione? Spero che la mia testimonanza vi abbia fatto piacere..non lavoro da Vissani e ho imparato a fare la cameriera sul campo, tuttavia sono persuasa che questo mestiere affrontato con impegno, dedizione e curiosità sia migliore di altri impieghi ripetitivi e annoianti.
E aggiungo, com'è stato già fatto notare: non scrivete solo di grandi cuochi!!

10 Set 2007 | ore 14:54

Una domanda banale, ma io non ne so nulla: in media quanto si guadagna? Per quante ore alla settimana? Sono in molti a far lavorare in nero? E i contratti quanto durano di solito?
Ovviamente dipenderà molto anche dal tipo di ristorante, dalla professionalità ecc. ma credo che siano tutte cose che potrebbero influire.

11 Set 2007 | ore 12:09

caro roby ...leggendo il tuo intervento mi è venuto in mente un mio amico...anke lui come noi vuole fare il cuoco, ha avuto un'esperienza poco gradevole (non sto a raccontare) e si è completamente demotivato...
però te mi sembri diverso!!! hai grinta da vendere e la vedi come me!!! distinguersi dalla massa!!! SEMPRE
Anke io ho quasi 18 anni e il mio obbiettivo spero di raggiungerlo presto; ce la metterò tutta x farlo!!
Se il tuo obbiettivo era di diventare un cuoco non farti abbattere da una esperienza brutta..è capitato...potrebbe ricapitare o sicuramente andare meglio!!!o no?
scusa uhna domanda perchè sentiremo parlare di 2 giovani? =D
CIAO A TUTTI

11 Set 2007 | ore 16:17

Ciao Kaipos, certo mi sono fatto abbattare tanto da rinunciare un posto daaiuto cuoco per l estate passata in un ristorante a una stella michelin.
Ora ho intenzione di partire con un mio progetto che per scaramanzia non racconto,ma se andrà bene sarete i primi a saperlo!!!!
devi sapere che io sono un ragazzo con molta grinta, idee e voglia di fare.dicevo due giovani perchè questo progetto comprende un mio amico ed io, ma la mente e le mani sono soprattutto io.
Anche io sono un tipo di persona che mi voglio distinguere dalla massa, nonmi piace viaggiare in greggi come le pecore!!!!
Cmq buona fortuna caro collega!!!!
in quanto agumbo ti dirò tutto parte dal tipo di datpre di lavoro se onesto o meno. Se è onesto ti mette a posto anche con un piccolo contratto e ti da unapaga mediocre;seè disonesto non ti fa nessun contrattino ti sfrutta e ti da poco. Gli orari piu o meno potrebbero essere dalle 10,30 alle 15,00 circa e poi dalle 18-19 fino a fine servizio che dipende dal locale.e cmq tutto influiscee poi ogni caso è diverso.
Mando i miei saluti al caro direttore,a kaipos e a gumbo chicken
ma.... kaiposdi dove sei????

11 Set 2007 | ore 22:58

Insomma, non si può die che manchiate di modestia ma è giusto così, a 18 anni si deve voler spaccare il mondo, non certo accontentarsi! Comunque, avendo esperienza quasi quotidiana di ragazzi e ristoratori, sta anche ai prof indirizzarvi nei luoghi giusti per crescere professionalmente senza farsi sfruttare. Da un lato essere consapevoli del livello di professionalità aiuta a chiedere la giusta cifra. Dall'altro, la ricerca dei soldi facili porta ad andare in luoghi dove, dopo un po', arriva la crisi. In ogni caso, tenete conto che, da quando sono tornato dopo le vacanze, sono aumentate le richieste di camerieri e non di cuochi..almeno a Firenze

12 Set 2007 | ore 09:36

Ci dovrebbe essere tuttavia, un sistema premiante per chi ha un diploma di Ist. Prof. Alberghiero di Stato e chi invece no. Non tanto economico, ma credo che la formazione scolastica, unita alla pratica paghi. Cmq solo la pratica, ahimè, al giorno d'oggi non basta più!

12 Set 2007 | ore 18:51

certo che a questa età non tutti la pensano come me e critico....anzi si abbattono, fanno una cosa e poi si ritrovano a fare tutt'altro...
volevo dire che non dovevi rinunciare al lavoro, buttati poi se va male...amen.. io ho rifiutato un lavoro lunedì perchè pensavo di non farcela e ora mi sto pentendo di quello ke ho fatto!!! =(
cmq sono di roma....te critico d dove 6?
Ciao ciao un bacione a tutti

14 Set 2007 | ore 16:19

kaipos ma sei una ragazza o un ragazzo....... io sono di torino .... io ho un grandeprogetto in testa ma esattamente non so se riuscirò a realizzarlo. Cmq volevo aprire una piccola discussione.... la scuola non aiuta i ragazzi ad entrare nel mondo del lavoro infatti di continuo mi sento dire" o lavorate o venite a scuola";a questo punto io mi chiedo se loro si dovrebbero vergognare o esserne fieri di tale affermazione, dato che la scuola costa molto emagari una famiglia nn può permettersi tutto quelle spese. io dico che dei ragazzi che lavorano andrebbero aiutati e non discriminati perla loro volontà.
saluti roby

14 Set 2007 | ore 20:16

io dico che si dovrebbero vergogare di questa affermazione,poichè avere un minimo di cultura è essenziale per vivere in questo mondo dove la maggiorparte è "ignorante". la scuola serve in tutti i campi, ha lo scopo di aprire la mente ai ragazzi e a prepararli ad un futuro mondo del lavoro.capisco anche la tua affermazione;i ragazzi che lavorano vannoassolutamente rispettati però non credi che il loro futuro poteva andare meglio se finivano gli studi e prendevano un diploma? bisogna pensarci a queste cose!!!!
non ci si deve far prendere dalla fretta e saltare delle tappe di vita importanti, ne vale del futuro.
roby sono una ragazza!!!
bacione grande a tutti!!!!!

15 Set 2007 | ore 07:57

kaipos io intendevo dire che i ragazzi continuano a studiare ma nel frattempo devo lavorare per esigenze varie.....
kaipos sei una grande
saluti a tutti

15 Set 2007 | ore 13:53

ahhhhhh scusa non avevo capito =D perònon bisogna dimenticarci di quei ragazzi che mollano scuola per esigenze!!! a quei ragazzi serve una mano, lo stato gliela dovrebbe dare!!! e non dico altro.....
grazie robert anke te!!!!
ciao ciauuuu

15 Set 2007 | ore 16:55

io sono saro e lavoro come cameriere in un bar pizzeria ristorante e pensate mi fanno lavorare solo in sala e tutti i pomeriggi fino alle 24 da solo prendo le comande i proprietari li servo tutti scusate come scrivo ma a scuola non ero troppo fotti umiliazioni da quando entro fino a quando esco veramente se ce qualcuno che mi offre del lavoro come gestore di qualcosa senza troppe domande a io o 38 anni e faccio il cameriere da 20 anni ciao atutti

19 Mar 2010 | ore 00:50

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a cura di Stefano Bonilli


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> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".

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Lo confesso, io sono un minestraro, adoro tutti i tipi di minestre e purtroppo mi accorgo...


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