ore 18:40
E' la stampa... bellezza!
Esce sul Giornale una porcata di una pagina firmata Carlo Cambi. Un articolo diffamatorio, volgare e, giornalisticamente, pessimo. Molti lettori scrivono, chiedono, comunque reagiscono.
E i colleghi? Gente che sa leggere tra le righe di un articolo e conosce anche la qualità morale di Carlo Cambi? Nada de nada, eppure se le cose scritte o adombrate fossero vere sarebbe clamoroso per il piccolo mondo del food & wine. Io di giornalisti ne conosco a decine, sanno chi sono, la mia storia e quella del Gambero Rosso è nota e, in caso di dubbi, perchè non chiamare direttamente? E invece no, come tu avessi il cancro - io so cosa significa - si glissa, un saluto imbarazzato "tutto bene?" che tu vorresti dirgli "ma che cazzo dici!" e rispondi "tutto bene" perchè il clima è di un'ipocrisia assoluta e anche violento perchè Dagospia può dire che c'hai l'amante, sei fallito o stai crepando nessuno reagisce e tutti sghignazzano tanto sono cose che capitano agli altri...
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Io stimo Bonilli sin dai tempi del Manifesto. Bonilli, non ti curar... Piena solidarietà al direttore Bonilli, tra l'altro omonimo. Stefano Buso
No caro Buso, non è un appello per avere solidarietà.
Piuttosto è un uso vero del blog e della Rete :-)
potete linkare la pagina dove leggere il pezzo?
Vero Direttore. Simili porcate non dovrebbero mai capitare a nessuno. Il dramma è che questa sorta di assuefazione omertosa e strafottente alberga un po' in ogni anfratto e corporazione di questa società, che anche noi abbiamo contribuito a costruire, seppure inconsapevolmente e senza complicità alcuna. A testa alta pochi possono permettersi di indignarsi. Caro Bonilli lei è tra questi ultimi. Ne sia orgoglioso e fiero.
Ma non si aspetti rivoluzionarie mutazioni comportamentali. C'è sempre chi pensa che tutto sommato qualche beneficio personale, seppure piccolo, potrebbe finache capitargli addosso. Altrimenti come si sarebbero potute scrivere tante pagine sulla miseria dell'uomo?
In una simile occasione ebbi modo di apprezzare questa frase scolpita in latino:
ALIQUANDO HOMINIS MISERIA
PROFUNDIT SAPIENTIS DIVITIAS.
MAGNUS SAPIENS
QUI SEMPER DIVES
MANEBIT.
Che significa:
Talvolta la miseria dell'uomo è più grande della ricchezza del sapiente. E' grande il sapiente che riesce a rimanere sempre ricco.
Certo Bonilli era evidente l'intento e sentito.
Stefano
Avevo aperto un thraed sul forum per parlarne ma ci sono stati solo 9 post di cui 3 miei... :-(
Un commento è stato quello di non parlarne per non innescare polemiche: mah ?
Leo
Ho letto l'articolo ed era mia intenzione scrivere qualcosa visto e considerato che sia con Cambi che con la moglie ho avuto un incontro telefonico del terzo tipo che non hanno lasciato alcun dubbio sul loro concetto di moralità.
Sarò sincero, aspettavo da mesi un occasione per parlare di Carlo Cambi e questa occasione finalmente mi è stata servita su un vassoio d'argento.
Ma adesso a forza di leggere qua e la delle incredibili proprietà della Dominia della Lagostina mi è salita la pressione e devo andare in stampa con un altro pezzo.
Tempo al tempo, la vendetta è un piatto che va servito freddo...
Mucca
Stefano, qualche giornalista solidarietà per questo articolo l'ha espressa... Io, ad esempio, sul mio blog, con questo post che tu sicuramente avrai letto...
http://vinoalvino.org/blog/2007/09/cambi-vs-bonilli-il-gambero-rozzo-spara-su-gambero-rosso-slow-food.html
f.z.
Sig. Ziliani a me quell'articolo, che ho letto qualche giorno addietro, non sembra esprimere solamente solidarietà.
Sembra un'abile sunto delle accuse ammantato di nobili intendimenti uniti ad una buona dose di citazioni autocelebrative.
Non avrei voluto parlarne ma visto che è Lei a richiamarlo un commento mi sembra dovuto.
Ciao
Beh, Ziliani, il post in questione mi sembra si un attacco a Cambi, ma nei confronti di Bonilli e co. mi pare alquanto corrosivo (ad essere buoni).
Definirlo una manifestazione di solidarietà mi sembra eccessivo. Più che altro appare una difesa e riproposizione delle sue critiche (peraltro gravi a mio avviso)al Gambero e a Slow rispetto a quelle espresse in modo becero e avventato di Cambi.
O è solo una mia impressione?
Ad Majora
Beh, se quella di Ziliani è solidarietà io somiglio molto a Sharon Stone, compreso tette e fondo schiena... sin dalla prima lettura a me sembrava piuttosto una buona occasione per tirare in ballo critiche e lamentele nei confronti di Bonilli. Posso anche sbagliare ma...
Accidenti, tre post simili uno dietro l'altro. Mi sa che non ho sbagliato...
Vignadelmar, Ad majora e crapapelata, credo che vi sbagliate e vi invito a rileggere quanto ho scritto, senza prevenzioni nei miei confronti, dimenticando che il vituperato autore di quel testo sia io. Io ho espresso e confermo sincera solidarietà a Bonilli per quell'attacco tanto "rozzo", ma non potevo mica far finta di dimenticare le critiche (spero concordiate di ben altro stile) fatte in questi anni a Gambero rosso (per la guida vini) e Slow Food...
cordialità
Io personalmente non ho assolutamente prevenzioni che La riguardano.
Dico solo, e mi sembra di essere in buona compagnia, che Lei confermando la solidarietà a Bonilli nei fatti ne rilanci tutte le accuse, autocelebrandosi come padre nobile delle stesse (infatti in ben altro stile).
Rilanciando contemporaneamente il Suo blog.
Poi, per carità, può essere solo un difetto di comunicazione.
Ciao
Caro Ziliani, non mi chiamo Ad Majora (che, come noto, è una forma di saluto) ma Giovanni Gagliardi. Venendo a noi premetto che non ho alcuna prevenzione nei suoi confronti, anzi la stimo professionalmente.
Ma ribadisco che il post in oggetto non mi sembra tanto "solidale".
Ciò precisato, sono d'accordo che il suo stile è di gran lunga meno "rozzo" di quello di Cambi. Ma il problema è di forma? O di sostanza?
Ad Majora
Gagliardi, mi scuso per l'errore. Penso che il problema non sia solo di forma, ma anche di sostanza. E che Bonilli avrebbe potuto ricordare che qualcuno, anche se nel modo non convincente denunciato da voi, gli aveva in qualche modo espresso "solidarietà" dopo quell'attacco forsennato.
Cosa che fa anche in questo intervento sul suo sito Luciano Pignataro
http://www.lucianopignataro.it/articolo.php?pl=3378
Si, pure io ho avuto la stessa sensazione (e ripeto sensazione) di Vigna e di Giovanni. Ciò non toglie valore nè alla solidarietà espressa e tanto meno al legittimo diritto di critica che nell'articolo di Ziliani resta tale contrariamente a quello incriminato dove a pertinenza di opinioni si contrappogono citazioni di fatti che se smentiti paiono rientrare dritti dritti nella diffamazione. Ciò detto non rinuncio a confermare l'opinione che dietro alla solidarietà fra incisi, punturine e sapienti richiami a concetti peraltro già espressi, serpeggi un sottile rimarcare quelle legittime opinioni sfruttando un comodo trampolino di lancio. Mi ricordo di alcuni strali, sicuramente anch'essi legittimi, lanciati da Raspelli sul quotidiano La Stampa in merito ai giudizi della Michelin che però erano inseriti all'interno di una recensione di un ristorante piemontese quella volta comodo quanto subente pretesto. Forse sarebbe stato meglio separare nettamente i due momenti artrimenti si rischia di far passare il messaggio che per Ziliani il difetto stia più nella "rozza" forma che nella sostanza, anche se do atto che qui sopra ne vengono chiariti i voluti intenti.
Saluti
Pier
Direttore,
se fossi in te, non mi stupirei di quello che scrivono i giornalisti del Giornale, perchè di cazzate ne scrivono tante, ma tra le righe del tuo messaggio, emerge una nota malinconica, che non si capisce cosa tu voglia dire.
Spiegacelo meglio!
Cordialmente
Non cerco solidarietà, ho scritto una cartolina incazzata che molti hanno potuto leggere perchè per fortuna molti leggono questo blog. C'è chi privatamente mi ha scritto che la cartolina-sfogo non è piaciuta perchè era un segno di debolezza. Io dico che è una manifestazione di un disagio di una persona che si sente sporcata da chi fa lavoro sporco anche per conto terzi.
Grazie, comunque, a chi mi ha battuto la mano sulla spalla.
Direttore,
esiste la querela.
Se ci sono i termini perchè non avvalerti di questo tuo diritto?
Cordialmente
Le volte che ho querelato (due e con motivi fortissimi) ho ricevuto solo critiche e comunque nella vita non si va avanti a querele perchè viste le condizioni preagoniche della nostra giustizia prima si subisce la diffamazione, cioè il danno, dopo, ma molto dopo si ha l'eventuale risarcimento.
Intanto gli schizzi di fango hanno colpito.
Direttore, fatto naturalmente salvo il suo diritto di fare come meglio crede, confidando nella lentezza della giustizia italiana i furbi, chi getta fango, i calunniatori hanno gioco facile.
Mentre chi subisce, per ragioni opposte, non esercita un sacrosanto diritto.
Io credo che la giustizia arriva tardi ma arriva e forse a freddo fa ancora più male.
Non elimina immediatamente il fango che uno si trova incolpevolmente gettato addosso poi però genera in noi un forte senso piacere.
Ciao
Mi piace la risposta di Bonilli, siamo in un mondo dove le persone confondono ancora il sapere con il conoscere? a che servirebbe poi chiedere scusa dopo? Personalmente mi spiace che sia successa questa cosa ed auspicherei invece, più solidarità tra i giornalisti, i comunicatori..evidenziando eventuali errori, per carità, ma con civiltà.
ciao
Caro direttoremi piacerebbe che lei mi spiegasse con piu approfondimento talediscussione,semi posso permettere.
Saluti caro direttore
La discussione e il suo inizio/causa sono stati ampiamente trattati qui, nel forum e in altri blog di cui qui sono riportati i link. Una settimana dopo non si riprende il gioco dall'inizio, accade solo a Monopoli :-)
Ho criticato Bonilli quando è ricorso alle querele. E non ho alcuna difficoltà a dire che *questo post* è al contrario *il miglior scritto che Bonilli abbia postato da quando il suo blog esiste*. Un pezzo da "manuale del blogger", sul serio.
Io però sono ancora qui a rispondere a quelli che mi chiedono se le calunnie sono vere o no...
Beh, nessuno è perfetto, e anche tu devi imparare ancora qualcosa Direttore :-)
Ad esempio, che non è affatto obbligatorio rispondere per forza a tutti.
PS Anche perché le "calunnie" (una volta che uno le ha definite tali) sono "false" per definizione, e ribadirlo sarebbe solo un inelegante pleonasmo, ne converrai.
Sara' perche' non essendo "giornalista" ignoro il clima nel quale ci si deve trovare a svolgere il proprio lavoro quotidiano. Pero' quando lessi il testo dell'articolo incriminato di Cambi, seguendo un link dal post di Ziliani da lui stesso citato (a proposito: a me e' sembrata eccome una manifestazione di solidarieta'; oltretutto esplicitamente dichiarata nello stesso post), ricordo di aver pensato: tutto qui? Nel senso che non mi pare diverso da tanti altri esempi di monnezza giornalistica che mi e' capitato di leggere. Al sentire poi altri dettagli (un articolo pubblicato contro un gruppo da un giornalista che sembrerebbe avere una causa in corso con quel gruppo...!!la testimonianza di muccapazza..!!!) mi sono rapidamente scordato di quell'articolo e soprattutto del suo autore. Della storia. Mi domando davvero come possa simile spazzatura crucciare Bonilli. Anzi, visto che sono in casa sua lo domando a lui.
(anche se ovviamente il sottoscritto non conta un fischio, non e' vero che in occasione delle querele abbia avuto solo critiche. oltrettutto, Bonilli, io ritengo che non sia solo un suo diritto, ma un suo dovere civico querelare l'autore di accuse che lei sa essere false. Non si parla di insulti, di critiche formulate eccessivamente. Ma di accuse riguardanti fatti. Un dovere, Bonilli, un dovere!)
Ho come il sospetto che quello uscito sabato scorso sul Giornale sia solo il primo di una serie di articoli-campagna contro chi occupa posizioni di rilievo nel comparto gastronomico.
Una campagna che, guarda caso, la butta sulla politica, sulle origini di sinistra del Gambero Rosso e di slow food quasi che una buona matriciana potesse avere un colore diverso dal rosso :-)
Ma la Gricia, Bonilli, eh?, come la mettiamo col colore della Gricia? :-D
Infatti non si chiama matriciana! :-)
Allora, Bonilli, a maggior ragione e' doverosa una difesa condotta nelle sedi adeguate. E ne approfitto per aggiungere che se l'appunto mosso da Luciano Pignataro nel post citato da Ziliani ("ingenua mancanza di comunicazione ufficiale") e' vero, la cosa ha dell'incredibile. Ma come? Non ci si degna di pubblicare una smentita formale e di adire le sedi legali di fronte a una diffamazione fatta non di semplici insulti, di eccesso di dialettica diciamo cosi' (spero non si vorra' mettere sullo stesso piano questa vicenda con quella di Guelfo Magrini, vero?), bensi' fatta di accuse di circostanze fattuali che si sanno false, per poi dover comunque dedicare tempo ed energie a trattare la materia informalmente sul blog? Non capisco, proprio non capisco. Ma vorrei capire che cosa significherebbero allora le parole scritte proprio da lei (o da te) nel post che stiamo commentando: "nessuno reagisce e tutti sghignazzano". E chi dovrebbe reagire se non proprio la vittima delle diffamazioni??
Mica ho detto che non ci sarà querela ma un conto è la via giudiziaria millenaristica - noi con quella brava persona di Carlo Cambi siamo in causa da due anni e intanto lui pubblica tranquillamente la guida oggetto della causa - e un conto sono le reazioni immediate che dovrebbero esserci non perchè io scrivo su un blog la mia delusione ma perchè quella era una porcata anche per conto terzi. Per capire: io ho chiamato Vizzari e lui mi ha detto che si, lo aveva chiamato Cambi e lui gli aveva detto che era una puttanata quella di slow food che passa a fare la guida vini con l'Espresso poi leggi l'articolo e scopri che è incentrato in parte su questo.
Quindi la difesa nelle sedi adeguate si svolgerà in un'altra epoca storica mentre oggi e qui è stata tirata la secchiata di merda.
PS: So benissimo di avere fatto da cassa di risonanza al querelato Cambi ma se tacevo sembrava avessi cose da nascondere e poi un anellide merita a volte di stare sotto le luci.
Va be', non voglio insistere perche' non sono al corrente dei retroscena, e poi anche perche' saprete meglio voi come tutelarvi, immagino che i consiglieri non vi manchino. Soltanto, non capisco molto bene cosa sia la via giudiziaria millenaristica, e la difesa in altre epoche storiche. Se per caso (se per caso) si intende una causa civile in atto, osservo che questa (qui e ora) e' una cosa completamente diversa, che ha rilevanza penale non civile. Inoltre ricordo che qualcuno (un grappaiolo) ricorse a un certo articolo per ottenere l'urgenza a fronte del danno che si presumeva una certa recensione avrebbe causato alle vendite. Non potreste fare altrettanto in questo caso? A volte essere troppo dentro al problema fa mettere le cose in una prospettiva migliorabile.
Si vede che non ha mai avuto a che fare con un tribunale, civile o penale che sia. Una causa con l'Inpgi iniziata nel '94 si è conclusa lo scorso anno. Non è forse un'altra epoca storica e un altro contesto?
Caro direttore buon giorno penso che sia lora di colpire questa persona oltre che daunpunto legale anche da un punto morale..... lei è il direttore di unagrande organizzazione e sono sicuro che avrà grandi conoscenze è ora che questa persona finisca di disturbare in giro. Perciò usi i suoi mezzi e colpisca si fidi.....
buona fortuna
saluti
No, no. Ho avuto a che fare con un tribunale, ho avuto. E continuo a fare una bella distinzione fra civile e penale per quanto riguarda i tempi, anche se la mia esperienza mi ha risparmiato tempi geologici come quelli che cita. Se mi parla di una causa con l'Inpgi immagino che sia stata una causa civile. Nel caso in questione in questo post si tratta di una cosa con rilevanza penale. Comunque, come dicevo, fate vobis. Solo che poi ha poco senso lamentarsi che "nessuno reagisce".
Sig. Cintolesi è ora che il direttore renda "pan per foccaccia ",già che siamoin temadi alimenti.come dicevo nel mio intervento precedente.
saluti
E' quel che dico anch'io, Sig. Robert, e' quel che dico anch'io. E' una questione di dovere civico a mio avviso. Oltre che, da un punto di vista puramente personale, di opportuna tattica difensiva: a graziarli sempre questi signori non e' che poi ti portano riconoscenza, al contrario ti rispettano sempre meno. Come diceva un grande nonno: a brigante brigante e mezzo.
Sulle Questioni Poste nel Concetto: Spostamento di Valore sugli Ascensori in Movimento
Veloce veloce poichè debbo andare a lavare i piatti
Gentilissimo Bonilli
personalmente sono dispiaciuto.
Ho espresso nel mio commento dal titolo “Figli alla ricerca dei Padri” di qualche tempo fa la mia opinione sul meritorio lavoro che la “Critica del Gusto anche quella Studiosa” ( quindi non solo come soggetti singoli ma soprattutto come soggetti plurimi) aveva prodotto.
Il problema che individuavo però era relativo al ritardo che la stessa palesava dal punto di vista culturale….. “… per lo più arroccata sul “valore agricolo” del mangiare ma non solo…” (da… di…)
Tale ritardo ho cercato di discutere con tutti in questi anni con una importante quantità di “pubblicazioni”, proponendo in ogni discorso la mia “… visione Politica, ma non solo, della Cucina e di conseguenza dell’atto attraverso il quale l’uomo inizia a conoscere il mondo: il Mangiare”(da …. Di Mario Iacomini)
Le forme della pubblicazione scelte – l’Ovviocoltura - avevano come obiettivo lo spostamento sulle nostre “qualità” o ragioni dei sentimenti del dibattito culturale megafonato
Malgrado il Silenzio degli interlocutori (anche quello di tutta la stampa?) ci siamo riusciti?
Ullallà
Allora quello che sto cercando di dire è che sbaglia chi opera nella “critica” del singolo….
Allora spero di essere stato chiaro (poiché spesso non so dire)...
Chiudo con la mia solita firma (l’ho gia utilizzata in questa forma nel maggio scorso) in cui i discorsi precipitano i loro significati.
Roccacerro nel valore delle parole
Mario Iacomini
Abate Mar(z)io Brigante
dal xxv Secolo Marte a.C.
di professione “Datore di FormaCritica”
“Sto dando FormaCritica al gelatoalcioccolatofreddounpòsalatogelatoalcioccolato imperante”
In realtà il colpo segreto del bonilli è che un anellide sotto un potente riflettore...si rinsecchisce! :-)))
Ma questo Cambi è lo stesso della Carlo Cambi editore che pubblica i libri dello Zanfi?
No, per sua fortuna l'editore toscano non ha nulla a che fare col gentiluomo che scrive porcate contro il gambero.
Ma è sicuro?!(sicuramente sì immagino) Perchè nel suo ultimo libro, Andrea Scanzi a pag. 214 fa chiaro riferimento che il sig. C.C. è sia l'autore/curatore del "rozzo" che editore della collana Grandi vini d'Italia.