17
Set 2007
ore 15:05

I figli di...

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Abbiamo presentato la guida di Roma 2008. Parterre delle grandi occasioni, praticamente tutta la Roma che produce qualità in ristoranti, trattorie, bar, gelaterie, macellerie, enoteche ecc... della città e della provincia.

In sala molti giovani e tra loro le nuove generazioni che arrivano in azienda con tanta voglia di fare e non vogliono essere conosciuti solo come i figli di Tizio o Caio ma vogliono portare nell'attività di famiglia anche la loro personalità. C'è da ben sperare.

commenti 11

Questa storia mi ricorda tanto quella di Fulvio e Fulvietto....

17 Set 2007 | ore 18:54

Fulvietto si è ben guardato dal fare il ristoratore sulle orme del padre mentre le nuove generazioni di cui parlo io sono i fratelli Trimani, i due fratelli Roscioli, Caterina Milozzi tanto per citare alcuni nomi.

17 Set 2007 | ore 19:12

bè è logico ke una persona si vuol far conoscere per quello che fa, non per quello che ha fatto il padre o chi per lui. vuoi mettere che una persona ti dice:ahhhhh ma te 6 quel.....di quel ristorante;invece di dirti: ahhhhhh ma te 6 il figlio di........che lavorava in quel ristorante!

17 Set 2007 | ore 20:31

Parlando ieri sera con un giovane cuoco è venuta fuori anche una nuova caratteristica della piazza romana, cioè la capacità di parlarsi e aiutarsi tra cuochi, titolari di ristoranti, negozianti delle nuove generazioni. Questo ha svecchiato il panorama gastronomico romano, fino ad alcuni anni fa molto provinciale.
Direi che è stato proprio uno dei fattori di sviluppo anche se c'è ancora molta strada da fare.

18 Set 2007 | ore 12:34

Anch'io ho notato come tra i vari cuochi, e tra loro e alcuni dei bottegai premiati, ci fosse una bella atmosfera, fatta di stima reciproca. Sembrava tutto fatto con sincerità e per un attimo mi sono sembrati lontani i tempi del ristoratore che spara a zero sui colleghi, di quello che se gli chiedi un consiglio su un buon ristorante(oltre al suo) ti dice che lui di solito va a mangiarsi una pizza in centro. Speriamo di non sbagliare.

18 Set 2007 | ore 13:05

Complimenti al Pizzarium doppiamente, per il riconoscimento e per le nozze di Gabriele e Lisa

:)

18 Set 2007 | ore 14:26

Carissimo Pino,

proprio in riferimento alla reticenza di certi cuochi nel consigliare altri ristoranti tolto il loro, ricordo che tempo fa (mi pare lo scorso febbraio) mi recai senza prenotare in un noto ristornate a sud di roma, per pranzare. Suonai e ad aprirmi la porta fu proprio lo chef il quale alla mia richiesta di un tavolo per 2 mi rispose che non c'era più posto; allora chiesi se poteva consigliarmi un posto carino non troppo lontano (non avevo voglia di tornarmene a roma) e per tutta risposta mi disse "Un posto simile al mio si trova a parigi, qui vicino non saprei proprio cosa dirle!" Alla faccia della modestia pensai! Comunque sfogliai la guida GR, allungai il viaggio di una 20na di km ed arrivai ad acuto alle COLLINE CIOCIARE. Pranzo indimenticabile che non mi ha fatto minimante rimpiangere la meta di partenza!!!

18 Set 2007 | ore 14:31

certo ke così però si perdono clinti...almeno dire che si potrebbe mangiare in un locale vicino e poi la prossima volta invitarli a mangiare nel locale tuo

18 Set 2007 | ore 15:44

Hai ragione Kaipos...
Comunque a fine pranzo lo chef delle colline ciociare ci chiese perchè avevamo deciso di spostarci verso acuto (da roma nord non è proprio vicinissimo...) e noi gli spiegammo che in realtà eravamo diretti verso un altro ristorante e che il suo è stato una specie di ripiego e che ripiego. Anche se lo chef di acuto non si è pronunciato minimamente mi pare di aver capito che tra i due chef non corra buon sangue... Ma questa è un'altra storia!

18 Set 2007 | ore 15:54

E' sempre un'altra storia perchè lo stupido rimarrà sempre stupido e se tu hai vicino un ristorante buono e di qualità fai un figurone, se sei pieno, indicandolo come meta possibile. Il cliente sarà doppiamente contento, perchè ha scoperto un nuovo indirizzo e perchè ritornerà da chi essendo pieno gli ha indicato una buona soluzione alternativa.

18 Set 2007 | ore 17:39

Ha ragione direttore. Lo chef del "primo" ristorante (credo abbiate capito di chi sto parlando) avrebbe dovuto darci un'alternativa perchè prima di tutto chi se ne parte da roma NORD di venerdì pomeriggio (colpevoli comunque di non aver telefonato prima per prenotare) e si fa quei bei 40 km tra centro e raccordo per venire a mangiare da te dovrebbe essere ripagato del viaggio se non con il pranzo almeno con una valida alternativa e poi perchè credo che se pure con quella battuta "un posto simile al mio si trova a parigi" volesse fare solo il simpatico alla fine è stata solo una caduta di stile.

18 Set 2007 | ore 19:41

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