09
Set 2007
ore 23:00

Quattro salti in padella o due spaghi?

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La vendita dei prodotti pronti, paste fresche, piatti pronti e piatti pronti freschi, sughi pronti freschi, surgelati di carne e di pesce elaborati, è cresciuta del 30% tra il 2003 e il 2006. Lo si legge nel Rapporto Coop 2007 sui consumi. Una lettura interessante per capire i gusti della gente e da questi dati si capisce che la gente preferisce risparmiare tempo e denaro per mangiare e tra quattro salti in padella e una buona pastasciutta fatta in casa opta per i quattro salti.

Andiamo verso un'omologazione dei consumi alimentari e una perdita dei sapori originari che ci porta sempre più verso l'Europa continentale e lontano dal Mediterraneo e ci fa perdere identità. Sono linee di tendenza, certo, ma di massa e quindi indicano una involuzione che altri vedranno sicuramente come positiva e chiameranno modernizzazione. 

commenti 51

Ricordo nel lontano 1981 il primo viaggio studio in Inghilterra e con esso l'orrore delle cotolette precotte vendute in porzioni singole al supermercato. Io e mia sorella, guardandoci negli occhi, ci dicemmo che non sarebbe mai successo in Italia: mia madre faceva (e fa tutt'ora) il pane e la pasta in casa. Invece, oggi i supermercati sono il regno dei prefatti, precotti, pretagliati e fra un pò predigeriti. Per come la vedo io, è il peggior aspetto della globalizzazione, quella che appiattisce i gusti, l'omologazione di cui parlava il Direttore, proponendo un prodotto consumistico per eccellenza: è facile, veloce, pur dando l'impressione di cibarsi di prodotti genuini e cotti espressi. Per me questi prodotti rappresentano senza ombra di dubbio un'involuzione, ma non perchè questi prodotti esistano, ma perchè esisteranno sempre di più in sostituzione di un piatto di pasta asciutta.

Il processo sembra inarrestabile e avrà conseguenze catastrofiche sulle tradizioni culinarie italiane e sulla salute dei consumatori. L'unica maniera per fermarla è educare la gente e favorire lo sviluppo di imprenditoria piccolo-media per prodotti di qualità superiore rispetto a quelli provenienti da grosse catene di produzione. Inoltre, creare lobbies di tutela del consumatore, lezioni obbligatorie di nutrizione nelle scuole.

10 Set 2007 | ore 00:56

Direttore, quando fra colleghi o fra amici si valuta il successo di alcuni ristoranti ci sorprendiamo di quanti coperti facciano ogni anno.
Ci sorprendiamo perchè sappiamo essere la loro cucina nemmeno mediocre, ambiente che odora pesantemente di cucina, materie prime che invece sono quinte.....e così via.
Poi il pensiero va ai milioni di bricchi di Tavernello venduti ogni anno, alla quantità di referenze di cibi da lei indicati che affollano i supermercati e subito abbiamo la risposta.
Quei ristoranti lavorano perchè il loro cibo e il loro vino in caraffa sono appena migliori di quello che normalmente la massa mangia a casa propria.
E chi prova a fare una ristorazione intelligente rischia di non essere capito e percepito come locale di nicchia, dove si mangia diverso.
Contro questa perdita di mediterraneità, contro questa perdita di identità dovremmo tutti batterci con forza.
A volte Davide vince contro Golia.

Ciao

10 Set 2007 | ore 10:59

triste ma vero, e in linea con il florilegio di pizzerie da asporto che nascono e prosperano anche nelle frazioni più sperdute. cucinare è sempre più un incomodo.
quasi quasi mi vien di preferire le temibili cene tra amici "ognuno porta qualcosa"...

10 Set 2007 | ore 11:29

Discorso validissimo per piazze come Milano, ma vada in Baslicata, Molise e Calabria a dire che il precotto é buono e vediamo come le rispondono...d'accordo sul fatto che si stia perdendo la mediterraneitá: produciamo e mangiamo poco pesce in comparazione agli altri paesi affacciati sul mare Nostrum e sempre meno verdura e frutta. Oggi le migliori cucine mediterranee le fanno spagnoli, greci e paesi dell'Africa del Nord. Noi arranchiamo, persino su olio e arance di cui eravamo fra i maggiori produttori (si rumoreggia che potremmo perdere il 2º posto mondiale in quanto a produzione di olio...)

10 Set 2007 | ore 11:30

Caro Ninko 7-5, io vivo in Puglia. Non credo sia molto diversa dalle regioni da Lei citate.
Quì i supermercati sono affollati di questi prodotti e per la legge del mercato ci sono perchè si vendono !!!
Ormai credo che a cucinare come una volta sia rimasta solo la generazione delle nostre mamme, dove si va magari la domenica a pranzo per stare tutti assieme e finalmente mangiare bene! Negli altri sei giorni della settimana la barbarie impazza sulle nostre tavole di casa.
Naturalmente questa è una generalizzazione....ma dovremmo ragionarci un po' attorno.

Ciao

10 Set 2007 | ore 11:43

Veloce è bello

ullallà

Perchè stupirsi se la cosa è invece così naturale?

Tra l'altro rafforza le mie convinzioni ed i miei ragionamenti articolati in forma veloce veloce anche su questo blog un po di tempo fa.

roccacerro veloce veloce

Mario Iacomini

10 Set 2007 | ore 12:03

Tutto questo è un grosso equivoco: facendo i "quattro salti" si risparmia tempo, ma certamente non denaro. Sono un prodotto che non è affatto economico.

10 Set 2007 | ore 12:15

La mia sicurezza è che le contaminazioni dei quattro salti (e da quattro soldi, in termini di qualità ma non di costo al consumatore) arriveranno (e già lo fanno) sempre di più anche ai prodotti di nicchia, che molti di noi ricercano e difendono da sempre, e indubbiamente alla ristorazione di livello medio-alto.
Come difendersi dunque? Secondo me studiando sempre di più, ricercando ancora di più, battendoci informando ogni giorno chi ci sta vicino (anche le mamme e le nonne, ormai anche loro pericolosamente sempre più inclini a precotti&co, almeno nelle grandi città - ma i numeri è in quelle che si fanno, non è vero?).
Consapevoli comunque :-( che sempre troppo poco si potrà fare contro il dilagare di questi prodotti

maurizio

10 Set 2007 | ore 12:47

Io recentemente abbiamo dovuto cambiare frigo. Chiedevo ai negozianti di mostrarci quelli con i freezer più piccoli e loro guardavano straniti:"Ah forse ne abbiamo uno. Adesso tutti vogliono i freezer enormi perchè vanno al massimo una volta alla settimana al supermercato e fanno la scorta. Beati voi che avete tempo di fare la spesa e cucinare come una volta".
Maaa?!!! Allora ogni volta a spiegare che è una questione di scelte e di priorità; però io che sono cresciuta a surgelati non li posso vedere.
Se non ho tempo, preferisco la pasta in bianco; è più buona e costa meno di un piatto fintamente elaborato.

10 Set 2007 | ore 12:57

Non c'è dubbio!
Due spaghi, due gnocchi, due tortellini, due candele, due agnolotti, due tagliatelle, due spaghetti alla chitarra, due trenette, due paccheri, due malloreddus, due sagne, due lasagne, due rigatoni, due orecchiette, due bucatini... ma sempre fatti da se!

10 Set 2007 | ore 13:06

premetto che io sono contraria a tutti questi ritrovati precotti o prefabbricati che dir si voglia.concordo con chi ha detto che la questione economica non sia determinante perchè costa di più il 4 salti che un buon piatto di spaghetti con pomodoro fresco cucinati a casa(peraltro in massimo 10 minuti sugo compreso!).la cultura del consumismo ha fatto molti danni, i frigoriferi sono sempre pienissimi di quantità enormi di schifezze.dipende molto dalla educazione alimentare, intendendo per questa una sana abitudine alimentare.certo non abbiamo più il tempo per preparare ogni giorno gustosi manicaretti ma anch'io ai 4 salti preferisco un piatto di pasta in bianco condito con olio evo e parmigiano

10 Set 2007 | ore 13:20

Aggiungo anche un trucco per risparmiare di dover lavare la pentola per cuocere la pasta: cuocetela direttamente nel sugo! :)

10 Set 2007 | ore 13:25

Adesso mi scannerete: ieri sera ho preparato una pasta con un barattolo di sugo (scarpariello, omessis sulla marca, comunque non è quella che pensate :-P), un po' perché era una situazione di emergenza (nessuna fame, frigo vuoto e una stanchezza davvero infinita), fatto sta che ho appunto risottato la pasta nella salsa ed era sorprendentemente simile... a una pasta al pomodoro fatta in casa (??!!- cioè non aveva quel tipico e odioso saporino di industriale, anzi sapeva di pomodorini anche buoni!). Resta che io quel sugo l'avevo in casa perché mi era stato regalato (dovevo provarlo appunto, beh ecco l'ho provato), mentre non capisco a prescindere cosa può mai spingere qualcuno a comprarsi una roba del genere - che costa almeno tre volte quanto gli ingredienti di base (e non è che si guadagna tutto quel tempo visto che nel mentre la pasta va cotta comunque).

10 Set 2007 | ore 14:16

Scivolare verso i quattro salti o chi per essi è ormai una deriva vincente e quando si dice che ormai non se ne può più di cuochi, ricette, rubriche e trasmissioni si parla d'altro, cioè di una moda non tanto italiana quanto del mondo anglosassone che noi abbiamo mutuato.
La prova del cuoco della Clerici è un format inglese, mica italiano.
I cuochi che furoreggiano a livello di pubblicistica sono stranieri come del resto i loro piatti.
Noi, che abbiamo una cucina adatta al piatto da fare in casa in dieci minuti ma genuino, cioè la pasta, lo facciamo alla Findus, cioè una bestemmia qualitativa ed economica.
Credo non ci sia nulla da fare ma non mi arrendo e continuerò a dire che è meglio cucinare i nostri semplici piatti, anche se si è stanchi ed è tardi piuttosto che arrendersi a un piatto surgelato.

10 Set 2007 | ore 14:21

Il problema a monte, comunque, credo che sia il gusto: se le media delle persone è assuefatta ai sapori di quel tipo non vede validi motivi per cambiare comportamento. Ai miei piacciono proprio, non è solo per il fatto che odiano cucinare.

Tra l'altro in Italia c'è questa abitudine assurda di giustificare tutte le proprie azioni dando la "colpa" ai bambini invece di assumersi le proprie responsabilità su vacanze, acquisti, orari, cibo. Una delle giustificazioni che sento più frequentemente dalle famiglie di fans dei surgelati è che li prendono per i bambini che se no fanno gli schizzinosi.
Come se il loro gusto si fosse completamente formato in modo autonomo e senza possibilità di variare!

10 Set 2007 | ore 14:49

Ribadisco nuovamente che i quattro salti saranno anche veloci da preparare, ma non sono per niente risparmiosi.

10 Set 2007 | ore 15:42

Caro Direttore,penso che come spesso accade,la pubblicità piu che il tempo, sia l'artefice di questa involuzione alimentare.Penso sempre alle emozioni che mi da la lievitazione di una pizza fatta in casa,di una crostata che si dora nel forno cosi come di un piatto di pasta condito con del pomodoro e basilico!
Amiamoci un po di più!
Andrea Castiglione

10 Set 2007 | ore 15:48

Registriamo il fatto che i piatti pronti stanno affermandosi ma qual è la soluzione?
E' antistorico opporsi al progresso?
Ma questo è progresso?
E come si esce dalla solita litania della cucina buona e semplice versus il surgelato cattivo?
Siamo fritti.. :-) ?

10 Set 2007 | ore 15:52

é business. come in altri settori. E il business usa strumenti di marketing che non hanno nessuna relazione con l'etica, in questo caso alimentare.

10 Set 2007 | ore 16:03

E' che qui sta diventando difficile pure reperire i prodotti per fare la cucina buona e semplice! :-(

10 Set 2007 | ore 16:05

Lo ripeto, per me l''unica maniera è favorire lo sviluppo di imprenditoria piccolo-media per prodotti di qualità superiore rispetto a quelli provenienti da grosse catene di produzione. Inoltre, creare lobbies di tutela del consumatore, lezioni obbligatorie di nutrizione nelle scuole.

Continuare a dirci tra noi che é meglio un piatto di pasta che un prodotto surgelato, purtroppo non basta. Ma se facessimo in modo che la madre di famiglia che torna a casa stanca potesse fermarsi in un supermercato ed acquistare prodotti genuini, fatti giornalmente e di ottima qualitá a prezzi competitivi ai quattro salti, forse la madre di famiglia stanca ci penserebbe sú. Ma oggi come oggi, sarebbe troppo costoso (sono stata da Franchi ultimamente...meglio un ristorante!)
Se opuscoletti oppure pubblicitá oppure corsi (al GR??!!) insegnassero i principi base della nutrizione e Fast Food Nation fosse piú noto, forse si potrebbe rallentare questo processo di appiattimento. Spero.

10 Set 2007 | ore 16:09

Mio cognato si lamenta che la moglie gli rifila i quattro salti giacchè esausta per il lavoro. E si lamenta pure che sono costosi: ha ragione Farina.
Le addita la fresella con il pomodoro, i vermicelli incaciati o il risottino che lesti riusciamo a preparare non appena lo si scorge all'orizzonte di casa e si capisce che resta con noi. Tra l'altro non costano molto e la loro semplicità esalta.
Ha ragione il direttore. Come Catone dobbiamo insistere: Delenda Cartago.
Eppure un dubbio mi viene: sfogliano Gourmet e Bon Appetit mi pare che le pubblicità delle nostre grandi aziende italiane siano proprio orientate verso i piatti pronti. Ce la faremo a resistere o fra non molto anche qui sarà la stessa cosa?

10 Set 2007 | ore 17:15

Il problema è anche che oggi, se uno va in vacanza in Toscana, e va al supermercato a comprarsi una bistecca, l'origine è FRANCIA!!!!

Scusate, ma se sono in Val di Chiana, perchè il supermercato (e ne ho girati 3 Coop, PAM e Despar) non mi dà la possibilità di comprare anche carne chianina di qualità?

Se devo mangiare la stessa carne che compro a Milano, che ci vado a fare in Toscana?

PS: alla fine sono andato in una piccola macelleria di paese, risparmindo pure....

10 Set 2007 | ore 17:21

Ma la grande distribuzione ha delle regole di approvvigionamento: un fornitore piccolo o tanti fornitori piccoli non possono garantire l'approvvigionamento di una catena di supermercati. E questo vale per Coop perchè gli stranieri saranno la nostra rovina in quanto Auchan o Carrefour se possono comprano francese e qualunque discorso diverso è contraddetto da una visita attenta ai banchi di questi supermercati.

10 Set 2007 | ore 17:47

La pubblicità parla di merendine, biscotti e frollini, associandoli alla famiglia felice. Il cuoco del ristorante blasonato non saprebbe come fare senza il dado di marca. La nonna simapatica manda i nipoti alla trattoria chiusa per turno per potersi mangiare da sola la busta di pasta. La cultura dell'informazione passa questi messaggi, e di conseguenza siamo lo specchio di quello che vediamo, leggiamo. Ho vissuto in Svizzera per qualche anno, a parte che non ho mai visto una pubblicità alimentare nelle fasce dedicate ai bambini, la scuola di stato (federale) consegnava un vademecum ai genitori nel quale, oltre a tante cose impensabili per noi italiani, consigliava lo spuntino tipo di mezza mattina. Ricordo parole come frutta, pane, confettura, dolci fatti in casa, dove si sollecitava povertà di grassi e richhezza di zuccheri. Bisogna cominciare da piccoli che quando son grandi non ascoltano più.
Loste

10 Set 2007 | ore 18:01

La chianina al supermercato non si comprerá mai perché di capi in tutto ce ne sono 30 mila, di vitelli in purezza ne nascono pochi e di allevatori disposti ad allevarla ne nascono ancora meno. In Italia la qualitá non potrá mai andare d'accordo con la quantitá e il buon prodotto lo troveremo solo nei piccoli negozietti, Eatly a parte. Francia e Spagna sono paesi che hanno uguale o meno abitanti e il doppio del territorio, quindi la qualitá la possono portare al supermercato...io di cinta al Despar non ne ho visto, di jamón iberico decente in un supermercato madrileno ne ho trovato e parecchio

10 Set 2007 | ore 19:25

il discorso secondo me è più simile a quello che qualche giorno fa venne fuori su cosa la gente vorrebbe fare e assurdamente cucinare era tra le prime voci...il che stride con l aumento del 30% dei quattro salti. Il problema è culturale non economico e nemmeno di tempo che cmq si può sempre trovare. Se uno nel cucinare ci sente e vive un momento sacro e arcaico della preparazione del cibo per la famiglia non credo che indulgerà in precotti...anche io ero caduto dopo la nascita del primo pargolo nella trappola del poco tempo vai col precotto.ora che di figli ne ho due ho meno tempo bloggo la notte ma cucino ogni sera...

11 Set 2007 | ore 00:16

Frank tocca un nervo scoperto: c'è un sacco di gente che pensa che affidandosi alla GDo si possa risparmiare. Invece, nell'80% de casi non è nient'affatto così.

11 Set 2007 | ore 13:32

Penso che il consumo dei cibi percotti e surgelati, sia l'ennesima prova della deriva che l'uomo ha intrapreso da molti anni, che passa per l'isola dei famosi, all'attimino, al gossip, all'apparire piuttosto che essere, al lavoro precario per i giovani, e quant'altro.
Cosa fare, RESISTERE RESISTERE RESISTERE, sì mà come? Un modo è anche leggendo questo BLOG, e vedere che ci sono persone che in termini gastronomici la pensano come te, e come dicevaa una canzone di Vasco "La vita non è facile, a volte basta un complice e tutto è già più semplice".
Hasta gli spaghetti.

11 Set 2007 | ore 15:59

il problema è che il mondo si stà totalmente americanizzando...la vita stà diventando più frenetica e tutti voglio arrivare....non so dove!!
i mass media lavorano su questo "nuovo" stile di vita e fanno pubblicità che ingannano o con l'alimento danno il regalino che spinge a chiedere quella determinata merendina o cose simili....

11 Set 2007 | ore 16:52

Intanto stringo la mano a questo grande ragazzo, kaipos, un altro ragazzo come me, stessi pensieri.
Meglio una bistecchina ai ferri con un insalatina o due spaghetti con una noce di burro o un cucchiaio di olio con un po di parmiggiano, che fanno bene anche al corpo chetutte queste preparazioni elaborate congelate riscaldate che spaccano lo stomaco. Vorrei sottolineare che io sono un anti M'... e fin.. in parte, chi vuole capire capisca.....
Buona serata a tutti

11 Set 2007 | ore 23:14

Quattro salti in padella? Cibi precotti e sughi pronti?


Ora vi racconto un colloquio tra una sciura milanese ed un salumaio al quale ho assistito tempo fa:

Era un sabato.

“Buongiorno, avete mozzarella di bufala?”

“Certo Signora” ed il salumaio si avvicina alla vaschetta dove stazionavano debitamente imbustate come da normativa i prodotti (di aspetto simil-artigianale) richiesti.

“Mi scusi, può guardare la scadenza perchè intendo consumarla giovedì o venerdì della prossima settimana” (praticamente 6 giorni dopo l’acquisto……!)

“Non si preoccupi signora, scade tra 20 giorni…….”

“Meraviglioso, grazie”.

Questa è la normalità al di fuori del nostro blog....

Ad Majora

12 Set 2007 | ore 09:52

Certo che Hasta gli spaghetti siempre! è divertente :-)

12 Set 2007 | ore 10:32

Bungiorno Signor Bonilli e a tutti, capito casualmete sul vostro sito e, ora mi vergogno quasi a dirlo,per svariati motivi pratici sono una felice consumatrice di surgelati. Mi piacciono. Per via della mia professione mangio frequentemente fuori casa in ristoranti medi e le devo dire che spesso sono più avvelenata (e spesso mi piacciono meno dei quattro salti che mi faccio a casa)dai piatti di certi cuochi che dai miei spaghetti surgelati. Accedendo alla vostra homepage (volevo cercare un ristorante che sulla porta aveva il simbolo vostro ma non mi ricordavo il nome)noto che è presente la pubblicità di una casa di surgelati:DIVINE CREAZIONI SURGITAL. Mi verrebe da farle una domanda spontanea: "perchè parla male dei surgelati e poi li promuove?" però invece potrebbe forse dare una indicazione più utile alle milioni di persone che mangiano ANCHE i surgelati: si può scegliere tra un prodotto buono/migliore di un altro anche in questo campo? E' questa la motivazione della vostra pubblicità? Se è così il suo consiglio tornerà utile a me e a molti altri. Grazie per l'ospitalità. Paola

12 Set 2007 | ore 11:56

Mi associo alla richiesta di paola, non mi vergogno a dire che anche noi a volte facciamo uso di prodotti surgelati. Uscendo di casa alle 7.45 e rientrando alle 19.30 (quando va bene), è spesso difficile fare la spesa tutti i giorni ed il tempo per cucinare è sempre poco (anche la voglia a dire il vero).
Mi ricordo che anni fa ci fu nel mensile un servizio in cui Vissani preparava una cena completa utilizzando solo prodotti in scatola, mi piacerebbe che si affrontassero cose analoghe anche con i surgelati

12 Set 2007 | ore 12:06

Caro Direttore, leggo spesso il suo blog ma è la prima volta che intervengo, per ragioni di tempo,
ma oggi l'argomento mi sta particolarmente a cuore.E' una vita che lotto(tra le mie modeste mura
domestiche)col cibo spazzatura e tutto ciò che ruota intorno ad esso. Prima di diventare
sushichef(per convinzione)sono una mamma che ha cresciuto sua figlia a pane olio e pomodoro,
mai una merenda "comprata" è entrata in casa mia. Ma che fatica reperire cibi genuini! Più della
metà dei nostri pasti viene consumato fuori casa e quando si rientra vai coi pronto-cuoci(è così che
ci fregano)Abitudini alimentari dovute alla vita frenetica ma anche una trasformazione intenzionale
delle abitudini alimentari da parte delle industrie alimentari che spingono a consumare cibo
scadente che favorisce l'obesità e tutte le patologie degenerative che ne conseguono. Basta entrare in un supermercato e leggere una qualsiasi etichetta di tali prodotti, sembra di essere in farmacia:antiossidanti amidi idrolizzati, bisolfito di calcio, coloranti, conservanti,edulcoranti, glutammato monosodico, grassi idrogenati, nitriti e nitrati di sodio, solfiti... la lista è lunga e assolutamente legale."vendere cibi
adulterati non sarò più reato penale" le nuove norme prevedono soltanto multe fino a 100mila
euro(Corriere della Sera)Bel deterrente. Che c'è da aspettarsi che ci scappa il morto?
Letizia Di Rocco

12 Set 2007 | ore 15:20

A giudicare dall'incidenza di tumori per cause alimentari mi sembra che di morti ce ne siano scappati più d'uno....

12 Set 2007 | ore 15:37

Ci tengo solo a far presente che c'è una differenza abissale tra cibi surgelati e cibi precotti.
Il surgelato non è assolutamente sinonimo di cattiva qualità, anzi, se viene rispettata la catena del freddo può essere un prodotto sano e genuino, a volte migliore del fresco.
Lo stesso molto spesso non si può dire del precotto.
Attenti a non confondere le 2 cose.
Rob78

12 Set 2007 | ore 15:49

4 salti in padella versus penne all'arrabbiata fatte in casa in 15 minuti, di questo si parla :-)

12 Set 2007 | ore 16:03

Appunto direttore, ma avevo notato che la discussione si stava spostando verso i cibi surgelati.
I cibi precotti dal punto di vista nutrizionale non possono essere accomunati ai generici surgelati.
Nello specifico i famigerati 4 salti presentano vari difetti:1)richiedono aggiunta di grassi(olio o burro) in cottura, come se già non ne contenessero abbastanza
2) alcuni contengono conservanti, nitriti e polifosfati
3)spesso è presente olio di semi di girasole(=bassa qualità) associato a olio extravergine in piccole quantità: la presenza dell'extravergine in basse dosi sembra tanto uno specchietto per le allodole.
Es. con una veloce ricerca in rete ho trovato gli ingredienti del purè ricco
Patate 50%, latte scremato reidratato, mozzarella 6,5%, margarina (ingredienti: oli e grassi vegetali parzialmente idrogenati, acqua, emulsionanti: mono e digliceridi degli acidi grassi: sale, correttori di acidità: acido citrico; aromi), formaggio 3%, prosciutto cotto affumicato 2,5% (ingredienti: coscia di suino, acqua, sale, destrosio, aromi, stabilizzanti: polifosfati e trifosfati, antiossidanti: ascorbato di sodio, conservanti: nitrito di sodio), sale, noce moscata.
Oli e grassi vegetali parzialmente idrogenati??!!
Nitriti??!!
Fatevi un piatto di speghetti in casa che è meglio

12 Set 2007 | ore 16:36

un applauso a rob78..... fatevi du spaghi....
saluti

12 Set 2007 | ore 22:13

bravo rob78!!!!
feteve du spaghi!!!
critico per precisare sono una ragazza!!!
ciauuuuuuuu

14 Set 2007 | ore 16:28

Lavoro con la Grande Distribuzione : sono un broker del settore.
Le aziende sono strozzate dalla Grande Distribuzione e per salvarsi ( non parlo di profitti ma di non chiudere l'azienda )peggiorano tutti i giorni la qualita' del prodotto.
Dovete saperlo tutti quello che costa al pubblico 100 non costa all'acquisto piu' di 30. E' una vergogna ma non solo per Auchan e Carrefour ,la Coop non e' da meno !!!

16 Set 2007 | ore 15:02

E' una bufala che con la Grande Distribuzione si risparmia : tutti i listini dei fornitori sono taroccati di un buon 60% perche' le richieste commerciali di Auchan , Coop , Carrefour , Conad , Pam ecc. sono ormai insostenibili( se non dai quello che chiedono ,ti eliminano come fornitore ).
Se vi faccio vedere i contratti non potete credere ai vostri occhi : sono ricatti pesantissimi quale azienda fornitrice si puo' permettere di perdere qualche milione di euro di fatturato ???
Questa e' mafia o camorra legalizzata.
Non lo dicono sui giornali ma adeeso capirete percheì'il latte costa ai produttori Euro 0,30 e nei suopermercati si vende a Euro 1,30 !!!!!!

16 Set 2007 | ore 15:11

QUESTE SONO REGOLE DI MERCATO, C'è LA CATENA ED è LOGICO KE OGNI FIGURA DEVE PRENDERE UNA PERCENTUALE...ANCHE TE GOLOSONE PRENDERAI UNA PERCENTUALE SU OGNI PRODOTTO CHE VENDI....NO?
POI SI SA CHE OGNI SUPERMERCATO PUR DI VENDERE "TI AMMOLLA LE SOLE", PER ESEMPIO FATECI CASO, LE BATTERIE CHE SONO IN OFFERTA CON I PACCHI ENORMI, SCADONO TUTTE DOPO POCHI MESI!!! E QUESTO PERCHè? PERCHè SE LE DEVONO DAR VIA SENNò GLI RIMANGONO E NON POSSONO PRODURNE ALTRE. COSì è ANCHE PER LE ALTRE COSE, ALIMENTI E NON!!

16 Set 2007 | ore 19:08

Bhe vi posso dire che la qualità proposta è ottima......ed in tanti ristoranti a cui assegnate stelle e stalle non si mangia cosi bene.

18 Set 2007 | ore 11:57

Mi sembra un intervento un pochino schematico :-)

18 Set 2007 | ore 17:41

Sono stato schematico per non dilungarmi troppo sulla mia professione.Non voglio neanche portare acqua al mio mulino...non ci penso proprio.Sono uno Chef professionista ed ho esercitato in grandi alberghi e ristoranti.Una proposta mi ha poi fatto approdare all'interno dell'R&D di una grossa multinazionale del frozen food...

19 Set 2007 | ore 10:17

Vorrei aggiungere che nei nostri prodotti non è mai esistito un colorante,mai un emulsionante.La nostra ABC policy ci vieta di usarne.le nostre materie prime passano severi controlli di qualità al di fuori di quello che potete immagginare.Il frozen rimane il miglior modo di conservazione.Sai quanto pesce che si vende sul mercato del fresco è in verita decongelato oppure trattato con vari sistemi???

20 Set 2007 | ore 16:29

Desidero essere contattato dal Sig.Treggiari, al mio indirizzo e-mail.
Resto in attesa, Grazie.

15 Ott 2007 | ore 17:17

Mi sono dimenticato di pubblicarla: bocconeavvelenato@libero.it

15 Ott 2007 | ore 17:22

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marchio_cucinare.jpg
a cura di Stefano Bonilli


Zuppe_Minestre.jpg
Arrosti.jpg
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Lucky_Peach.jpg

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".

Pasta_broccoli_arzilla.jpg Minestra di pasta, broccoli e arzilla

Lo confesso, io sono un minestraro, adoro tutti i tipi di minestre e purtroppo mi accorgo...


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IMG_6089.jpg Meglio le favelas della vita da contadino

Ho letto una recensione sul Sole24Ore di domenica...


_electaweb_images_nondisponibile.jpg E' la pappa bellezza

I libri sul cibo spesso sono noiosi, spesso...


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