13
Ott 2007
ore 18:01

A Bologna si mangia male?

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tortellini8s.jpg

A Bologna si mangia male?

I veri bolognesi si potrebbero offendere perchè non trovano il Diana o Il Pappagallo nella guida del Gambero Rosso Ristoranti d'Italia 2008? Questa domanda la pone Carlotta Fabbri in un articolo del Resto del Carlino di giovedì 11 ottobre a proposito dell'esclusione dalla guida di questi e di altri locali storici come il Battibecco o Nello. Il Diana è quel ristorante che quando Prodi ci andò con Blair - nel suo precedente governo - non aveva il culatello. Non male per un ristorante che vuole essere vetrina della tradizione, una pacchia per quelli del Consorzio del culatello di Zibello che andarono direttamente a Londra a portare una fornitura di questo squisito salume a casa del primo ministro inglese.

Ma veniamo al vero quesito: a Bologna si mangia bene o male? La cucina tradizionale è ben fatta?

A Bologna in generale si mangia male e in modo molto pesante. I ristoratori che fanno cucina tradizionale, Diana in testa, dicono che la clientela dà loro ragione, io, che sono bolognese, dico che conosco molti buongustai che non frequentano più questi locali, tradizionali si, ma spesso con una cucina pesante, locali vecchi e incapaci di rinnovarsi.

Mi chiedo, dove è possibile mangiare una buona cotoletta alla bolognese? Dove si mangiano dei tortellini buoni? Dove si trovano delle lasagne non unte e pesanti? Chi fa delle tagliatelle al ragù come la buon anima di Mirella Cantarelli?

La risposta sconfortante è,in pochissimi posti.

A me la tradizione piace da pazzi, stravedo per i buoni tortellini e quando ho visto alcuni anni fa Tamburini, storico negozio di alimentari, mettere in vetrina i tortellini fatti a macchina ho capito che la città tradizionale stava voltando pagina. Certo, molti ristoranti hanno ancora le sfogline che fanno la pasta fresca a mano, il Diana tra questi, ma non basta per dire che si fa una buona cucina. Loro, i ristoratori, dicono che delle guide non gliene importa nulla, per loro quelli che contano sono i clienti.

A me piacerebbe sentire la voce dei gourmet bolognesi e anche quella dei ristoratori, ma su questi ultimi non ci conto :-) 

Nella foto, tortellini industriali 

commenti 50

Tamburini a breve diventerà "Tambulini".
Tambulini?
Si perché il noto imprenditore sta per lanciarsi nella moda della cucina giapponese però i cuochi affermano che non sarà cucina gipponese (che ai bolognesi non piace) quanto una cucina, come dire, imbastardita.
Quanto ai locali della tradizione bisogna provare il Pappagallo che recentemente ha cambiato gestione.
Da oggi fino a metà novembre sono full con gli impegni ma appena posso ci vado perchè parrebbe che adesso i piatti della tradizione non siano niente male, almeno stando a quanto mi hanno detto i miei amici gourmet.

Quanto alle tagliatelle di Mirella Cantarelli penso che sia meglio non rincorrere quel mito inarrivabile.

Mucca

13 Ott 2007 | ore 20:19

A proposito.....come sta messo Mucca in Guida?!?

13 Ott 2007 | ore 21:36

per saperlo basta acquistarla :-)

13 Ott 2007 | ore 23:18

Primo commento..quindi saluti di rito ma subito in medias res.

Il rapporto tra soddisfazione personale del cliente e la sua concentrazione lipidica ematica dopo pasto non è certo da sottovalutare...d'altra parte al cliente disattento basta una ragù con 4 dita di burro per dirti "ah, che saporito!!Complimenti!"

Il pesante fa clienti, ma chi il gene della MASTICAZIONE RAGIONATA e protratta, c'è l'ha espresso e danzante come molti che provano piacere anche solo a leggere di cucina, pregustandosi esplosioni esotiche di sapori emozionanti, ahimè lo apprezzano per le prime due serrate di mescelle e poi lo vedono mestamente svanire in un restrogusto che spesso sa di sconfitta...

14 Ott 2007 | ore 00:39

Ancora con sta storia che a Bologna si mangia male...e allora u veneziani cosa dovrebbero dire? Dovrebbero spasarsi, avessero loro il Diana o Franco Rossi (a proposito lí il culatello sí che si trova). E al Caminetto d'oro. Quello che mi preoccupa della splendida Bologna sono 2 temi: i prezzi, ormai ai livelli della vicina Firenze, e le lasagne difficilissime da trovare decenti. Ricordo quelle del pastificio Pallotti e del sempre buono Diana (anche se il mortadellone in vetrina andrebbe cazmbiato). E da Gianni della vecia come si mangia???? Peró non toccatemi Tamburini: lui é la storia, é Bologna. E non mi dite che i prodotti lí non sono buoni: salame del Po, cinta Falorni ecc. ecc. Sul velocibó si avrei qualcosa da dire....Insomma non si puó buttare lí a Bologna si mangia male, perché in quale cittá italiana si mangia meglio? A venezia? A Milano? Forse a bologna uno va con troppe aspettative, tutto qui. E poi che importa se a Bologna si mangia male...resta comunque la cittá piú belladel mondo

14 Ott 2007 | ore 02:00

Citta più bella del mondo? Forse una volta, prova a girare da solo la notte per le vie di Bologna, se poi sei donna ancor meglio, così ti rendersti conto di quanto sia caduta in basso.
E' facile valutarla da turisti ma viverci ti assicuro che tutt'altra musica.
Quanto a Tamburini preferisco non esprimermi, dico solo che è un imprenditore ed ha preferito un impostazione finta giapponese per quello che poteva essere una bellissima vetrina per far conoscere i sapori più autentici di Bologna.
Passeremo dai tortellini ai toltellini...

Mucca

14 Ott 2007 | ore 03:23

Torino gastronomica è una goduria, poi Milano in declino, Venezia o Verona di mangiar bene non se ne parla proprio, Bologna....beh siam qui a parlarne, Firenze ed Ancona mmmhhh......giudizio sospeso, Roma, Napoli e Bari oasi felici e poi bisogna saltare fino a Palermo per godere di nuovo!
In generale le capitali non se la passano gastronomicamente benissimo e forse non è il caso di buttare la croce addosso a Bologna.
Sul perchè nelle grandi città si mangia male (ammesso che la mia osservazione sia giusta) rilancio la palla al Diretur per una lucida ed attenta analisi.

P.s.: Per lavoro spendo ogni anno 300euri circa in guide, ma se non vado in una grande città (Bari nel mio caso) non le trovo: a novembre vado alla Feltrina e con comode rate mensili le compro tutte.
La mia non è micragna, ma solo la curiosità di sapere se dopo il "caso Vissani" esiste anche un caso "Mucca"!
;-)

14 Ott 2007 | ore 11:18

Cosa vuol dire mangiare male? Vuol dire che Bologna è ferma da tempo, si può dire fin dai miei tempi, tanto è vero che già allora se volevi mangiare-vero mangiare-bene andavi fuori, in provincia.
Mangiare bene vuol dire anche fare ricerca, presentare i prodotti dell'artigianato alimentare, cercare i migliori Parma, o non crederete che quelli del Consorzio siano prosciutti tutti uguali?!? Idem per il Parmigiano e poi la pasta fresca: io sarei proprio curioso di vedere una grande degustazione di tortellini fatta a Palazzo Re Enzo, si scoprirebbe che vincono quelli di San Lazzaro o di Bazzano o di Borgo Panigale non certo quelli che si trovano in centro.
Bologna ha una Fiera che porta clienti tutto l'anno e i ristoratori credono che il fatto di avere pieno - sempre meno di bolognesi dal buon palato - sia indice della buona cucina. Come esempio potrei indicare alcuni ristoranti romani sempre pieni dove non manderei il mio peggior nemico.
Non sono solo i tavoli pieni l'elemento della discussione ma la qualità e allora parliamo dei ragù che offre Bologna, mediocri e troppo unti-troppo cotti, parliamo delle lasagne, sparite perchè quelle che si mangiano in giro sono quasi tutte mediocri e troppo unte, parliamo della scomparsa-cotoletta-alla bolognese chè quelle in circolazione sono un insulto alla tradizione.
Ci si riempie la bocca di tradizione e poi la si offre mediocre che è un po' come inalzare una bandiera sdrucita.
Facciamo così: io mi vado a fare un bel giro dei ristoranti tradizionalisti bolognesi e poi lo racconto nel Gambero Rosso, senza invocare Mirella Cantarelli - che non era bolognese ma era la più brava.

14 Ott 2007 | ore 11:47

posso, Bonilli? Grazie..
Bhe quando studiavo a Bologna andavo a S.Luca con la mia scassata XT 500 a mangiare un'ottima piada...sapete tra affitto dell'appartemento soldi ne avevo pochi..

14 Ott 2007 | ore 12:16

L'Emilia della tradizione, sotto forma delle crescentine più buone d'Italia, le mangiavo da Gilberto, nei dintorni di Bologna. In città, ho una sana fissazione per lo Scaccomatto. Passa per essere una trattoria lucana, se non sbaglio, ma in realtà fanno una bella cucina "piccolo-creativa" attenta e saporita. E' pure in centro. Certo di tradizionale c'è proprio poco...

14 Ott 2007 | ore 12:57

Io a Bologna mangio da Marretti (E' CUCINA)

14 Ott 2007 | ore 13:04

Qualcuno ha scritto tempo fa che a Bologna si mangia bene nelle case...forse è l'ultima consolazione di una città dove la qualità media della ristorazione è in declino. Ci sono certo alcune buone soste, penso al Caminetto, dalla Gigina, da Gianni, al Cambio, al Bistrot di Fadiga, ecc. Ma purtroppo manca un "faro" che dia uno scossone. Così abbiamo solo discreti ristoratori, vecchi cadaveri, qualche buona osteria. Mal che vada basterà fare pochi chilometri e andare a Modena...

14 Ott 2007 | ore 15:07

Bonilli, la prego: i Ragù troppo unti e troppo cotti e talvolta privi di fondo corretto, sono ovunque, non Le pare. Colpa di certi cuochi che si sono dimenticati di parare bene la carne, dissossare, preparar farcie per polpettoni e schiumar fondi bianchi comuni ed anche, di far un Ragù come si deve. Sarebbe eretico dover mangiar un buon ragù a Miami..un peccato, direi!

14 Ott 2007 | ore 20:26

I miei ricordi di Bologna gastronomica risalgono agli anni novanta. Qualcuno di Bologna, per favore, mi dica che esistono ancora le lasagne e la cotoletta di Boni.
( Fuori tema :mi ricordo anche l'osteria del sole dove era possibile portarsi il "cartoccio", cioè il mangiare da fuori e sedersi a bere).

15 Ott 2007 | ore 09:07

Io posso raccontare la mia esperienza di milanese curiosa che frequenta Bologna assiduamente dal 2002 e ci vive da quasi 5, oltre metà settimana.
All’inizio avevo grandi aspettative e, stando in albergo, mangiavo fuori veramente spesso.
Il Diana l’ho frequentato parecchio all’inizio, perché vicino all’ufficio: anni fa non lo trovavo male, anche se niente di eccezionale e un prezzo del coperto a pranzo vergognoso. Sono tornata l’anno scorso, a inizio settembre, con i miei: una delle cene peggiori mai fatte: lasagne riscaldate più volte, secche, orrende; tortellini crudi; un bollito misto di una tristezza unica; ci hanno trattati da turisti, con camerieri sudaticci (orrore); tavolo di servizio attaccato al nostro dove transitavano (a lungo) avanzi di altri tavoli. Sinceramente, non ci metterò più piede: l’ho trovato scandaloso.

Per il resto, negli anni ho provato veramente tanti posti, con parecchie delusioni; in particolare nei giorni di fiera. I posti che ormai frequento sono più o meno quelli citati sopra: Fadiga, Ciacco, Scaccomatto, ma non sono locali di tradizione (anche se qualche piatto, ad esempio da Fadiga, si trova), Caminetto d’oro, Pietro (si stava trasferendo, ora non so dov’è).
Per la tradizione, in città, mi restano la Bottega, Serghei, qualcosa dal giovane Biagi (però ci sarebbe anche qui un discorso da fare…).
Su Marretti meglio che non mi esprima.

Per finire, non sono d’accordo con chi dice che se un piatto è tanto/troppo condito, è buono. Credo che ormai anche la cucina tradizionale non si debba giudicare così.
Le lasagne migliori della città, che ho la fortuna di mangiare a casa della mamma di un amico, sono gustose ma leggerissime!

15 Ott 2007 | ore 10:01

La voce di chi non è di Bologna e ne racconta la terribile decadenza e quella di chi come me la conosce da 50 anni spiegano meglio di ogni discorso perché il punto di domanda nel titolo sia solo retorico. Purtroppo.

15 Ott 2007 | ore 10:37

Io da franco Rossi mangio davvero bene, ed anche la piccola trattoria al Meloncello preparà un ragù molto corretto ed equilibrato, non particolarmente grasso ma di gran gusto.
Lo so che il topic è Bologna, ma leggere da Debord che Napoli sarebbe un'oasi felice........

Ad Majora

15 Ott 2007 | ore 12:12

c'è un'altra cosa di Bologna che mi ha colpito: c'è anche poca voglia di sperimentare prodotti nuovi....

tre anni fa in centro avevano aperto un negozio delizioso di prodotti francesi: foie gras, formaggi, vino
e, poco dopo, ha chiuso

c'era un pugliese, sempre in centro, che aveva ottimi prodotti: burrata, focacce, formaggi, taralli, sughi ecc.
ha già chiuso

c'era un siciliano che aveva cassate squisite e freschissime, pignolata (l'unico in città dove ero riuscito a trovarla), tutti i prodotti di campisi: chiuso pure quello

ora la smetto con le storie tristi.....

15 Ott 2007 | ore 12:15

Ho studiato a Bologna anche io e con pochi soldi in tasca. Il ricordo migliore di allora è la trattoria Da Vito. Qualcuno sa dirmi lo stato di quella Osteria? Si mangia ancora bene? E soprattutto si respira ancora lo spirito della città o no?
Saluti Raffaele

p.s.: Per Giovanni...lo sai che non si può parlare di argomenti off topic!!!

15 Ott 2007 | ore 12:59

@ Gagliardi

A Napoli, perlomeno, se vuoi una pizza "vera", pizza vera mangi e in decine di ottimi indirizzi.
Vuoi le migliori sfogliatelle o un babà fatto a mestiere? accomodati in una delle tante pasticcerie.
O ti è venuta voglia di una bufala come Dio comanda? Avrai a disposizione quante salumerie vuoi.
Senza dirti che a Napoli puoi passare la giornata a mangiare senza neanche entrare nel classico ristorante, tanta è l'offerta di "street food".
Prova la frittata di maccheroni del "Presidente" e poi mi dici.
Tu mi vuoi dire "che forse forse un ristorante che fa una bolognese decente c'è": in una città di qualche milione di abitanti? Scherziamo?

Sono d'accordo con Bonilli e dirò di più: per quattro anni sono stato espositore ad ARTEFIERA di Bologna e ti posso dire che per gli espositori era un problema trovare un ristorante decente.
La sera, con altri amici galleristi, si finiva regolarmente all'Osteria Bentivoglio, chè almeno lì c'era il jazz ed una buona scelta di vini.
In quattro anni di tentativi, passaparola speranzosi e ricerche andate a vuoto, io un buon ragout alla bolognese non l'ho mai mangiato.

Non voglio neanche incominciare a parlare di quello che ci facevano mangiare in fiera, perchè dovrei parlarvi di denunce ai NAS ed altre varie amenità.

Quando succedeva tutto questo? Dal 1990 al 94.
Evidentemente è una crisi che parte da lontano, Diretur....

P.S.: A proposito di Fiere, Diretur....perchè verso febbraio non apre un bel post del tipo "centomila gourmand ed enogastronomi costretti a mangiare merda ai bar del Vinitaly"?
L'ultima volta sono arrivati ad una tale faccia di culo da pemettersi di scongelare i panini sui banconi davanti a tutti. E qualche panino, giuro, si muoveva pure!

15 Ott 2007 | ore 13:06

Ci fu uno che cercó di dare uno scossone al grigio panorama sotto le due Torri ed é Marco Fadiga, poi si é perso, chissá perché...da Franco Rossi si mangia bene peró effettivamente a che prezzi e lo stesso dicasi per il caminetto d'oro...qualcuno mi sa dire come si mangia da Bertino? Mucca é un po' che manco da Bologna, quello che mi dici su Tamburini é sconvolgente: é come se chiudessero gli Asinelli o mettessero una facciata di plastica a San Petronio, quello é un pezzo della storia di Bologna, una meta imprescindibile come Piazza Maggiore...comunque a Bologna ci si puó anche consolare con i gelati del Gelatauro di via San Vitale. Su Napoli sto con gagliardi tutta la vita: a parte le 3 pizzerie arcinote, Trianon, da Michele ecc. anche lí ho mangiato pizze orribili (ricordo ancora quelle del Soldino in via dei tribunali, orribile...) e in quanto alla ristorazione be' isola felice é una definizione che neanche il partenopeo piú sfegatato darebbe. Cibo rapido e da strada: anche Bologna é pieno di bar che fanno piadine, pizzette, trammezzini e sfogliatine varie :)

15 Ott 2007 | ore 14:03

per Ninko

Fadiga non si è perso: aveva sbagliato formula aprendo un ristorante che probabilmente i bolognesi non hanno capito

non posso giudicarlo perchè non ci sono stata, ma ora ha aperto un bistro' che va benissimo con una formula molto furba: pochi piatti, sempre diversi, buoni antipasti di crudo

un posto aperto solo alla sera con un lunghissimo orario, anche dopo teatro e uno dei pochi in città dove ti senti a tuo agio sia se vuoi fare una cena completa, sia se vuoi mangiarti un paio di piatti veloci

è sempre pieno, anche se
non è economicissimo; DEL RESTO è in linea con i prezzi della città dove, per ora per me unica in italia, trovi il caffè al banco in piedi a 1,20 (allo zanarini)

15 Ott 2007 | ore 14:20

Caro Debord, io ho fatto solo i primi due esempi che su Bologna mi sono venuti in mente. Peraltro, non vi è dubbio che anche la ristorazione bolognese risenta del "male oscuro" che attanaglia un pò tutte le grandi città e che si chiama crisi delle tradizioni e della tipicità, globalizzazione spinta, fast food (anche di "piatti tipici"). Ma sicuramente, a mio avviso, a Bologna si mangia mediamente molto meglio che a Napoli. Ma purtroppo è off topic.....

Ad Majora

15 Ott 2007 | ore 14:56

mangio a bologna da 'esterno' e lo faccio da quasi 10 anni. li ho girati - assaggiati - tutti. e si salvano solo un paio. serghej ok, talvolta la drogheria. ma fuori bologna - appena fuori.. - e' un'altra cosa: a trebbo, ad esempio, dai leoni del 'sole'. una meraviglia..

15 Ott 2007 | ore 15:46

Da bolognese ormai romano da oltre 10 anni, cerco ancora tornando nella mia città i posti della tradizione. Certo e' sempre piu' difficile ma fuori le mura ancora qualche trattoria vecchio stile si trova. Da provare: Trattoria dalla Mamma - via emilia ponente, 6089, Localita' Osteria Grande, Castel S. Pietro Terme (BO).
Tortellini, tagliatelle e passatelli doc. Ve li consiglio

15 Ott 2007 | ore 18:44

Con un'ottica romana - le distanze della capitale sono enormi - Trebbo è un quartiere semi centrale e invece per i bolognesi sembra che sia chissà dove.
Comunque chi ha visto Emilia Romagna allegata al Sole 24 Ore di venerdì scorso avrà notato che tutti i posti che giudichiamo negativamente sono stati cassati perchè sarebbe fare un cattivo servizio al lettore metterli perchè si deve, perchè ci sono, perchè....

15 Ott 2007 | ore 19:09

Stefano, pensi anche tu (come penso io) che la ristorazione bolognese è forse la più cara d'Italia (ecceziona fatta, noblesse oblige, per Venezia)?

15 Ott 2007 | ore 20:04

Non credo che Venezia sia cara..

15 Ott 2007 | ore 20:41

Stefano Buso: sicuro che tu sia stato a Venezia??? Mai mangiato all'antico martini alla terrazza del Danieli o al Graspo de ua...se guadagni meno di 5000 euro al mese non te li consiglio...Bologna é carissima, diciamo come Milano, ma la vergogna di venezia é un caso che andrebbe affrontato a livello istituzionale perché a volte rasenta la rapina...e dopo ci si lamenta del degrado dei centri storici, se cacci via la gente per i prezzi la risposta é ovvia...in fin dei conti basterebbe poco per far rinascere Bologna: una cittá del gusto, Eatly...i bolognesi vivendo di allori non si sono accorti che la loro cucina ormai non é neanche fra le prime 100 d'Italia. Cofferati che fa? E Veltroni per rilanciare il turismo che cosa ha in programma????? Guardate che i prezzi altissimi e i menú immangiabili nelle piazze storiche o vicino ai monumenti á una cosa tutta italiana, gli stranieri non riescono proprio a capirlo e mi dicono: "e perché non fate qualcosa?????"

15 Ott 2007 | ore 21:54

A Bologna si mangia male, é vero e non ci sono scuse. Ci sono delle eccezioni come la bottega, il camnetto e gianni a la vecia bulanga. Quindi concordo sostnazialmente con bonilli....però purtoppo non capisco perchè aprendo la guida mi trovo sempre godot valutato positivamente. Mi chiedo se bonilli abbia mai cenato da godot. o anche solo fatto un aperitivo. godot fa semplicemente rabbrividire. non ha mai scorta di vino e nonostante la mia tenera età (27 anni) lo frequento (anzi frequentavo è meglio) da tanto e non trovo mai quello che mette in carta. Mi permetto di dare un piccolo consiglio a chi valuta i ristoranti al gambero: faccia due metri da godot ed entri alla drogheria della rosa che forse non troviamo la ristorazione bolognese per eccellenza ma ci si trova almeno un ristorante (e mi fermo nel commentare perchè sarei fazioso, in quanto amico del mitico emanuele addone).

cordiali saluti

P.S. Bologna è una città in declino, Guazzaloca o Cofferati questo declino culturale e sociale si vede anche al ristorante, dove appunto conta il numero di coperti e non la qualità con la Q maiuscola (servizio, materie prime, vino).....

16 Ott 2007 | ore 00:24

io devo dire che si mangia molto meglio fuori bologna e precisamente al ristorante voli e sapori ad ozzano dell'emilia li fanno si una cucina tradizionale ma rivista in chiave contemporanea leggera e senza grassi.voto 10 da provare lo consiglio

16 Ott 2007 | ore 00:48

Salve, scrivo dall'estero è non riesco a capire che in tutta Bologna non ci sia un buon fornitore di carne per poter fare un buon ragu'. di quel che leggo, sembra impossibile mangiare un buon ragu', ma vuol dire che i ristoratori sono scarsi o comprano materie prime scadenti ? Con grandi materie prime si fa' la migliore cucine, è in fin dei conti, il ragu' è un piatto semplice.
Saluti da Ginevra,

16 Ott 2007 | ore 09:57

Scaccomatto, Ciacco, Fadiga, Il Cambio, ci metto pure Godot (e Il Sole, of course)... non mi sembra che manchino le occasioni per mangiare bene.
Se poi per mangiare bene si intende SOLO piatti della tradizione, beh, allora, non saprei perché a me non interessano più di tanto; adesso che ci penso: forse da Cesari?

16 Ott 2007 | ore 16:40

Ma per il turista, romano, newyorkese o afgano per prima cosa interessano tortellini, tagliatelle e lasagne e se non glieli dai buoni non tornano e parlano male di te.
E di Bologna ormai si parla bene se non ci sei mai stato, altrimenti... :-(

16 Ott 2007 | ore 18:41

Caro Bonilli, vada per qualche romano, ma prima che un turista newyorkese o afgano si accorga se i tortellini sono buoni.....con quello che vedo mangiare ai turisti (con gusto e soddisfazione)al centro di Milano.
In altre parole, il problema non è che il turista non torna, è che torna solo il turista!

Ad Majora

16 Ott 2007 | ore 18:50

Era un modo per dire che la notizia che si mangia male a Bologna comincia a diffondersi e così come per anni la gente diceva " ah, sei di Bologna... si mangia bene..." adesso il ritornello diventerà " sei di Bologna, che sfiga eh, si mangia male..."

16 Ott 2007 | ore 20:29

Comprendo "l'imput" che il direttore ha voluto lanciare ed è stato un "sasso" intelligente! Non è un mero inchino, perchè, quando non sono d'accordo con Bonilli, dal mio piccolo, lo scrivo e lui magari s'incavola, ma mi risponde! Altri manco ti rispondono. Stavolta concordo, ok. Tuttavia, siamo in un momento tale che tutto ciò che era ovvio non è più scontato e viceversa, per cui dove mangiavamo bene sino a qualche tempo fa, ahimè, ora... non più. Ciao.

16 Ott 2007 | ore 20:37

volevo rispondere a stefano buso che secondo mè vi state fossilizzando solo nei ristoranti in centro ma come ho detto ieri non esistono solo ristoranti in centro ma esistono anche quelli fuori mi piacerebbe vedere su questo blog discorsi belli o brutti anche su quelle trattorie o ristoranti fuori porta, ad esempio io sono andato a mangiare allo scacco matto,alla terrazza,ecc. e sono andato a mangiare al ristorante voli e sapori ad ozzano,be posso garantirvi che l'unica differenza è stata che al voli e sapori si mangia meglio e il servizio è superiore ad altri ristoranti.dopo queste affermazioni mi piacerebbe che qualcuno mi rispondesse.

16 Ott 2007 | ore 23:20

Io sono 20 anni che sento dire che a Bologna si mangia male, perlomeno da quando Raspelli lanció il primo sos...quindi la notizia sarebbe ascoltare cose de tipo "a Bologna si rista di nuovo bene", il resto é deya vu. Il ritornello non diventerá é diventato da una ventina d'anni. certo che non sappiano fare neanche i loro piatti ha dell'incredibile. Comunque tutto ció meriterebbe una riflessione piú ampia, perché se Bologna piange l'Italia tutta non ride. Nelle cittá italiane medio grandi, specie del centro Nord e con ingenti flussi turistici, si mangia male. Io, che non sono Raspelli, sono 10 anni che dico che le lasagne in Belgio, Francia, Catalogna ecc. sono migliori che a Bologna. E il turista francese, spagnolo ecc. sí che sa differenziare una buona lasagna da una cattiva e quando torna a casa dice: "Sti italiani non sanno fare neanche le loro cose, figuriamoci le altre" E i piccoli orizzonti che animano la classe dirigente locale? gli imprenditori bolognesi in altri campi molto piú intraprendenti che fanno? E lei, che é bolognese, conosce la giunta, ha influenze per poter fare iniziative e cittá del gusto perché preferisce Napoli e Roma alla sua Bologna, per fare 1 esempio???? Tutti siamo responsabili dell'inciviltá gastronomica della nostra capitale del gusto,me compreso che quando vado a Bologna vado al primo Diana di turno, perché é comodo e tanto tutti passano di lí...

16 Ott 2007 | ore 23:25

Interessante quesito....Bologna..il turista non sa capire se il tortellino è buono o meno......il punto è che poi torna solo il turista da spennare, non il buongustaio che vive in città o ci viene per passione. Dunque a Bologna si trova ottima cucina "innovativa" (da Fadiga al Cambio passando per Marretti e altri già citati) ma pessima tradizionale, con alcune eccezioni (L'Osteria Bottega per esempio).
Rimango anche io dubbioso su Godot (specialmente se paragonato a Fadiga, mi pare li dividano poche cifre nella valutazione).
Il direttore che ne pensa?

17 Ott 2007 | ore 00:33

Penso che pur rimanendo questa discussione aperta il tema si sia esaurito senza l'intervento dei tradizionalisti che dicono che a Bologna va tutto bene e con il desolante panorama gastronomico delineato dagli interventi che si sono succeduti.
Non sarà la verità assoluta ma certamente si può scrivere che a Bologna si mangia male, senza il punto interrogativo.

17 Ott 2007 | ore 11:23

Sarebbe capire quale sarebbe, secondo debord, il declino di Milano.

17 Ott 2007 | ore 21:37

Tommaso, a Milano per mangiare bene devi pagare ben oltre una soglia abbordabile; ci sono rare, rarissime eccezioni dove il rapporto qualita`-prezzo ha un suo perche'. Pero` devo dire che e` divertente scoprire certi posti :)

18 Ott 2007 | ore 01:49

Sì, sono d'accordo anch'io. Si mangia mediamente male a Bologna.

Trovo però che ci siano delle eccezioni. L'osteria Bottega è una di queste. A parte l'ambiente troppo ristretto lì ho trovato una cucina attenta e corretta e fatta, una volta tanto, con una punta di passione.

Che ne dite? Almeno la bottega la salviamo? Solo che mica possiamo andare tutti lì...sarà 15 mq!!!!!!!

18 Ott 2007 | ore 11:27

Certo a Bologna si mangia male ma, secondo voi, in quale città "grande" si mangia mediamente bene? Secondo me nessuna.

Ad Majora

18 Ott 2007 | ore 15:21

Non esistono soglie, nè livelli..esistono altresì situazioni in gastronomia dove, in quel momento stai bene e, sequenzialmente mangi anche bene o abbastanza. Il rapporto qualità - prezzo è roba da illuminismo oramai o per coloro hanno una visione contestuale delle cose. Ciao.

18 Ott 2007 | ore 19:32

Elisa, non mi pare si parlasse di rapporto qualità-prezzo ma di qualità e basta.

19 Ott 2007 | ore 11:34

Tommaso, ma io e te lo sai che veniamo da Marte? Forse siamo noi in error..

19 Ott 2007 | ore 16:06

Tommaso, allora se qualcuno parla di "declino" tutti i torti non li ha considerando che la qualita` e` relegata a pochi nomi.

21 Ott 2007 | ore 01:37

a bologna nei ristoranti si mangia bene, ma si pensa a risparmiare e si usano materie prime di qualità mediocre. Perciò il piatto a fine lavoro risulterà comunque mancante, incapace di esaltare le sue potenzialità.

13 Lug 2009 | ore 21:22

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