25
Ott 2007
ore 16:24

Cari spaghetti

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alfonso_spaghetti3.jpg
Alfonso Iaccarino nella cucina della Città del gusto... meraviglioso :-)


Si, va bene, gli spaghetti, cioè la semola, cioè il grano hanno avuto un'impennata impressionante dei prezzi. Ma impressionante quanto? In euro saranno nel peggiore dei casi 15 a testa in più per anno. Quindici euro, capite?

15 euro diviso 365 fa quattro centesimi in più al giorno per continuare a godere di un bel piatto di spaghetti.

Io proprio per questo sto' casino attorno all'aumento della pasta non lo capisco se non come vetrina per  commentatori vari, un pretesto per mettersi in mostra. Ma ce li vedete Barilla e soci che fanno un cartello per aumentare lo spaghetto? La pasta, dicono le statistiche, da noi costa meno che in qualunque altro paese del mondo, e noi ne consumiamo 28 chili pro capite. Quattro centesimi in più al giorno paragonateli al costo della benzina che consumate per andare da casa a ufficio e capite che non valgono neppure la messa in moto :-)

FOTO SIGRID VERBERT

commenti 19

Poche sere avanti, in Osteria, per uno di quei casi altrimenti inspiegabili, una serie di cari amici sono venuti singolarmente a trovarmi. Non ci andava di scegliere dal menù, dalla mia Cuoca ci siamo fatti fare un bel piattone di spaghetti alla carbonara, abbiamo scelto una bella magnum da stappare....e la serata è volata !!!
A volte ci dimentichiamo che per essere felici ci vuole veramente poco.

Ciao

25 Ott 2007 | ore 19:14

Vero. Sarebbe molto, ma molto più preoccupante se il prezzo diminuisse!

25 Ott 2007 | ore 19:33

piccola prova techica, in ogni modo, viva glispaghetti!

25 Ott 2007 | ore 20:04

Proprio qualche giorno fa sul commendevole diario di Kela Blu facevo identica osservazione sulle caldarroste e sul pane: polemica capziosa anzichè no, perchè se anche il prezzo di tutti questi beni raddoppiasse, nelle nostre tasche mancherebbe assai meno di quanto non manca alla fine di ogni mese ad ogni stormir di barile (di petrolio).
La cosiddetta "impennata" del prezzo della pasta puà costare al più ingordo degli italiani sì e no quanto l'ultima telefonata alla morosa.
E io che mangio pasta da 3 euri al chilo sono più povero di chi mangia, per dire, pasta zara da 0.95 di circa un par d'euro il mese.

25 Ott 2007 | ore 22:15

Nessuno pensa al fatto che il barile di petrolio lo paghiamo in dollari americani, quindi in questo momento anche se al massimo delle quotazioni ci è relativamente favorevole.
Pensate se fossimo anche in un momento di dollaro forte !!!
Saremmo alle pezze.

In ogni caso è anche vero che l'aumento della pasta e del pane riportato in termini assoluti è modesto, però tanti piccoli e continui aumenti sommati ad altrettanti grandi aumenti danno come risultato una propensione alla spesa voluttaria, non indispensabile, di godimento, minore.
Se ne parla da molto e credo che se ne parlerà ancora per molto.

Ciao

25 Ott 2007 | ore 23:01

Sottoscrivo in pieno. Sulle cause degli aumenti ti potrei indicare un mio post di qualche tempo fa.

26 Ott 2007 | ore 00:23

Il discorso secondo me va spostato dalle percentuali altrimenti quando uno legge + 120% non ha dubbi e dice che la pasta è diventata carissima.
Il discorso riguarda gli stili di vita, la spesa alimentare che è passata in trent'anni dal 30% del portafoglio familiare al 14% essendo ormai privilegiati altri consumi.
Tornare alla famosa massima "L'uomo è ciò che mangia" permetterebbe di capire che a questo punto è necessaria una rivoluzione copernicana che porti noi italiani ad apprezzare e cercare i prodotti di qualità, senza tante disquisizioni sul lusso, a scapito dei consumi più o meno manipolati perché la qualità della nostra vita dipende in massima parte da ciò che mangiamo.
E leggere che il consumo di pasta è diminuito del 4,5% nell'ultimo anno mi fa pensare al prevalere di una visione dell'alimentazione sempre meno italiana e mediterranea e sempre più esterofila e dettata dalle mode, come se mangiare pasta fosse provinciale e "red bull molto cool", tanto per sfottere. I pochi centesimi di euro di aumento della pasta non c'entrano con la diminuzione del consumo registrata perché parallelamente siamo i recordman nella spesa per la telefonia, i telefonini, le telefonate, le suonerie.
Questo dei telefonini è un consumo nuovo che ci ha affascinato e conquistato, il consumo alimentare non lo capiamo, specialmente i giovani, non ci rendiamo conto che eravamo nel paradiso terrestre, guardiamo altrove per sprovincializzarci e anche le polemiche sull'aumento della pasta contribuiscono a questo GUARDARE ALTROVE, affascinati da diete americane o asiatiche, noi che avremmo tutto per star bene.

26 Ott 2007 | ore 11:18

..... e allora incominciamo a far leggere a tutti "Mi fido di te" di Carlotto....

26 Ott 2007 | ore 12:00

... non solo, incominciamo anche a parlare in modo diverso dei nostri must, pasta in testa.
Una mia amica americana, a me pastaro scatenato, ha detto "sei proprio italiano"... siiiii!! è vero, è giusto, è bello!!!!

26 Ott 2007 | ore 12:05

Direttore credo che le nostre posizioni non siano inconciliabili, anzi.
E' verissimo ciò che dice sui diversi canali di spesa dove vengono dirottati i nuovi consumi. La telefonia ne è l'esempio eclatante, ma anche il nuovo bere giovanile, il vestiario griffato che una volta almeno era veramente di qualità mentre ora questi nuovi marchi....
Il problema è, come sempre, di origine culturale. Al di fuori di questa vasta ma al contempo ristretta cerchia di appassionati pensiamo che il tema della qualità del cibo e del vino sia ai primi posti? Nelle scuole pensiamo che si parli di corretta alimentazione e di conoscenza dei prodotti alimentari italiani o di qualità in genere?
L'educazione civica è già tanto bistrattata, figuriamoci se volessimo introdurre il valore civico di una sana, corretta alimentazione di qualità!!
Tornando alla pasta è pur vero che quando vado a far la spesa vedo che le persone vanno a cercare molto spesso il pacco meno costoso....vorrà dire qualcosa??

Ciao

26 Ott 2007 | ore 12:28

Il discorso deve essere capovolto al totale perché come diceva totò la somma fa il totale
Aumenti significativi dei prezzi -sottolinea la Cia- si registrano per i derivati dei cereali (più 5,2 per cento), della carne (più 5 per cento), dei salumi (più 4, 8 per cento), delle uova (più 4,7 per cento), del latte e dei suoi derivati (più 3,6 per cento).
Pane, pasta e latte sono, comunque, i settori che più degli altri hanno avuto rincari considerevoli, ai quali, ovviamente, si è contrapposto -sostiene la Cia- un evidente calo negli acquisti domestici di luglio. Nella composizione della spesa alimentare troviamo al primo posto degli acquisti la voce carne, salumi, uova (23,5 per cento), seguita da latte e derivati (18,8 per cento), dall’ortofrutta (16,9 per cento), dai derivati dei cereali (15,0 per cento), dai prodotti ittici (8,8 per cento), dalle bevande analcoliche (5,9 per cento), da quelle alcoliche (5,0 per cento), da olio e grassi (3,5 per cento), da zucchero, sale, caffè e thè (2,8 per cento).
Rincari che sono ingiustificati e alimentati solo da manovre speculative. Le quotazioni praticate sui campi, proprio negli ultimi mesi, non hanno infatti registrato particolari lievitazioni. In molti casi sono addirittura calate.

26 Ott 2007 | ore 13:35

C'è un altro aspetto del problema che va considerato. Gli aumenti, come osserva il direttore, sono pressochè ridicoli se parametrati al consumo procapite e all'aumento della benzina e delle altri fonti di energia domestica in genere. Il problema secondo me si rivela soprattutto sui prodotti "lavorati" che utilizzano, nei singoli componenti, farina, olio, etc., che hanno subito gli aumenti che abbiamo sin qui sottolineato.
Detto questo, vi invito a fare una stima di quanto, ad esempio, sono aumentati i prezzi della pizza al taglio, giustificando il tutto con l'aumento esponenziale della farina.
Non esite alcuna relazione tra i due incrementi,il solo aumento della Pizza è mostruosamente sproporzionato rispetto a quello dei suoi ingredienti.
Credo che questa considerazione sia da approfondire perchè alla fine è quest'aspetto che viene percepito dalla gente e non si rischia di vedere compressi i consumi di farina, uova, olio, latte etc., ma sicuramente di pizza, pasta all'uovo e tante altre meraviglie.

26 Ott 2007 | ore 14:09

Io conosco ristoratori che invece che scegliere della buona pasta, magari un po' più costosa del normale, cercano quella a minor prezzo badando al costo più che alla qualità.
E pensate che su un primo piatto i margini di guadagno sono enormi e venti o trenta centesimi in più per mezzo chilo avrebbero riflessi insignificanti sul margine di guadagno.
Se loro si comportano così immaginarsi la massaia che fa la spesa e arriva con sempre maggiore fatica alla fine del mese..

26 Ott 2007 | ore 15:03

INDAGINE 2007 COLDIRETTI-SWG

La struttura dei consumi
alimentari delle famiglie euro/mese
Carne - 106 euro
Pane e trasformati di cereali - 79 euro
Latte, formaggi e uova - 64 euro
Ortaggi, frutta e patate - 84 euro
Pesce - 42 euro
Zucchero, dolciari e caffè - 32 euro
Bevande - 42 euro
Oli e grassi - 18 euro
In totale - 467 euro

26 Ott 2007 | ore 16:17

come ha riportato hipert credo che non sia questioni di centesimi, ma la gente si è fatta 2 conti e risparmiando da 1 parte e dall'altra arrivano alla fine del mese con 1 pò d soldi in più, visto che la famiglia è formata non solo da 1 persona...... dovete valutare questo fatto importantissimo. non dovete pensare al fatto di mangiare bene e cose del genere perchè questo può interessare a persone come noi che piace la cucina sana ecc.. a la gente non interessa,per risparmiare vanno ai fast-food e si mangiano la "m....a"!!!!!
questo è il mondo di oggi!!!

26 Ott 2007 | ore 19:15

Eh no, non tiriamo in ballo i pochi soldi per dire che allora anche 4 centesimi inducono a risparmiare... perchè la pasta costa comunque poco, riempie, sazia, dà carboidrati ecc... non ha senso risparmiare su 500 gr e comprare la stupida fettina di vitello. Qui mica stiamo parlando di lusso ma di 500 gr di pasta Barilla, non dico neppure De Cecco... per favore guardate le macchine parcheggiate nei quartieri periferici e durante i fine settimana e ditemi se 4 centesimi al giorno possono portare squilibrio economico o psicologico.

27 Ott 2007 | ore 00:01

caro direttore quì non si parla solo di pasta, se dobbiamo fare i conti in tasca, facciamoli bene, per favore.... una famiglia non può mangiare solo pasta!!!! allora se aumenta la pasta, la carne, il pesce, ecc.... sommando di qua e di la, a fine anno sono soldi; pensi che uno stipendio medio di una persona è di 1200 euro, levando tutte le spese rimangono quasi 500 euro, se permette è logico ke si vuole risparmiare?? non pensi solo con i suoi soldi!!!!

27 Ott 2007 | ore 08:54

Sono d'accordo, risparmiare sull'alimentazione è da sciocchi. Non voglio parlare del povero pensionato da 400 euro al mese, in questo caso si parla di indigenza, ma negli altri casi dove si risparmia nell'alimentazione, per indossare il capo firmato, o per andare in ferie 2/3 volte all'anno, o per cambiare l'auto ecc. , secondo me è da schiocchi. Poi ognuno la sua vita se la vive come meglio crede, e qui non ci piove, ma io ai miei figli non do dell'olio extra vergine di oliva da 3,50 euro alla bottiglia, o della pasta del discount, come raramente gli ho dato del pesce di importazione dubbia, o congelato, ma sempre al massimo della freschezza. E ricordiamoci che non ci sono solo gli scampi da 50/60 euro al kg., ma anche delle ottime triglie ( fresche naturalmente ) da 6/7 euro al kg. Credo proprio che prima che di un fattore economico, si tratti di un fattore culturale, di uno stile di vita : essere e non apparire.
Mentre purtroppo, specialmente tra le giovani generazioni e non solo, è sempre piu' un mondo dove conta apparire, piuttosto che essere, ed allora si risparmia su pochi centesimi di pasta, quando con un kg. una famiglia di 4 persone fa oltre due pasti ( 1 etto a testa se non sbaglio ).
salute a tutti
Roberto

02 Nov 2007 | ore 12:49

Strano che nessuno abbia fatto notare che il grano e' raddoppiato di prezzo in un anno...

02 Nov 2007 | ore 18:34

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