15
Dic 2007
ore 16:47

Feste e affettati: i Savonarola del menu

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Oddiooo, noo!!! adesso c'è anche il manuale di comportamento per le feste. Girando qua e là per la rete ho incocciato Il Manifesto del Gusto redatto da Paolo Massobrio con tanto di firme che, immagino, siano state sollecitate da Massobrio stesso altrimenti non mi spiegherei perchè Alberoni, Langone, Padre Enzo Bianchi, Primo Vercilli, il professor Calabrese e altri avrebbero dovuto arrivare sul sito di Papillon e sobbalzare contenti di fronte al Manifesto per poi scrivere una mail di adesione.
Una volta si firmavano i manifesti per il Vietnam o, visti i nomi di alcuni dei firmatari, per i Berretti Verdi e oggi per meno affettati e paste ripiene.

Vorrà dire che mangerò in vostro onore doppia razione abbondante di tortellini in brodo :-) 

Le Feste sono tristi da tanto tempo e su questo stato d'animo esiste ampia letteratura. In molte parti d'Italia a festa corrisponde una mangiata pantagruelica ma la tradizione scompare più ci si avvicina alle nuove generazioni che il cibo proprio lo detestano, forse anche per le costrizioni a tavola nei giorni di festa. Fare un manifesto con delle regole di comportamento che fotografano un copione da film anni Ottanta ma non anni Duemila e... vuol dire ignorare che le famiglie sono sempre più delle entità formali con i giovani nella parte di quelli che non mangiano, ti guardano e ascoltano con profondo distacco e delle feste se ne fregano e se non fosse per i regali, quelli si puro spreco, neppure si presenterebbero.

Quindi un manifesto per i quarantenni e oltre che le mangiate le fanno poche volte l'anno perchè il dottore ha detto che... 

commenti 22

lo dovrò regalare a mia madre che il giorno di natale si raccomanda tanto di non preparare troppe cose perché "durante le vacanze si mangia sempre troppo, meglio stare leggeri"
per me tortellini tripli e voglio anche vedere in quale film l'indomani, il 26, si mettono a preparare la pasta ripiena con la carne avanzata

15 Dic 2007 | ore 17:37


decalogo??? sembra un decreto un DPR del Natale.
Si agisca con serenità con le propie scelte. Sono giorni di festa riuniti con le propie scelte. Non rendiamo queste feste con regole costituzionali che ognuno si diverta o si massacri come vuole
per favore le regole no basta poi questo è stato un mese bastardo gia con i doveri finanziari
ICI
Tasse
Rai
Fatece respirà

15 Dic 2007 | ore 18:10

Bisogna che dica a Massobrio di inserire quella piuma di dolce di natale che e' il Christmas Pudding...una vera prova di coraggio che affrontero' anche quest'anno.
Il Natale vero, scusate la banalita', e' solo quando ci sono tanti bambini, e purtroppo, da un po' di tempo in qua, in Italia bisogna andarli a cercare da chi si e' trasferito qui da altri paesi.

15 Dic 2007 | ore 18:27

Al punto 9 del Regio Decreto in oggetto ci viene intimato di bere spumante. Ma quale, metodo Martinotti, oppure metodo classico ??
E poi sono indeciso sulla marca di Brachetto....aspetto consigli !!! :-(

Ciao

15 Dic 2007 | ore 18:28

... si ma lo Champagne è così politically sbagliato? :-)

15 Dic 2007 | ore 18:39

Sempre al punto 9 del Regio Decreto in oggetto ci viene intimato di non bere a fine pasto alcun vino passito causa di una certa pesantezza digestiva.....sono perplesso, perchè l'altro giorno dopo aver condiviso con amici un Creato di Murana del '76 nessuno poi si è lamentato o ha avuto problemi!!!

Ciao

15 Dic 2007 | ore 19:08

comunque a rileggerlo mi viene da ridere sembrano i consigli di suorpaola la suora che avevo all'asilo
però diciamolo alla mia età ben 48 e alla sua età direttore 71 occorre fare un decalogo appropiato:di leggero brodino con quadrucci,semmai con un goccio di vino rosso e semmai una fetta di panettone con zuppetta nella camomilla
per la sua età scherzavo non si offenda lo so che ne ha 70 gle ne ho aggiunto uno
Hasta!!!!

15 Dic 2007 | ore 19:18

Strano che non abbiano raccomandato di bere solo Vin Santo o vino da messa... :)

15 Dic 2007 | ore 19:19

Bacco se la passa male. Tabacco non sta certo bene. E Venere? Lasciamo stare... Tempi duri per i beneamati vizi, vero. Si legge il Manifesto e vien da dire, ahia, qui ci fregano anche la pappa. Lo scopo dell’iniziativa, tuttavia, credo sia un altro. Porre a tema proprio quello che tu, direttore, dici nella seconda parte del tuo intervento. Come ridare “vita” a quei momenti conviviali delle feste, oggi tristemente privi di bellezza. La modalità, il Manifesto, sarà quella che è, ma lo scopo dell'iniziativa credo sia di far discutere se esista o meno un modo nuovo, diverso, più divertente di trascorrere questi momenti di ritrovo. Ciascuno si mangi i piatti di tortellini che crede. Ma detto che “Più affetti e meno affettati” (lo slogan è di Josè Pellegrini), a mio avviso, è provocazione da prendere in considerazione. Se da questo dibattito dovesse scaturire una modalità più attraente, e perché no, anche più gustosa, che problema sarebbe? Marco Gatti

15 Dic 2007 | ore 19:23

Sig.Gatti, mi scusi, ma secondo lei gli affettati escludono automaticamente gli affetti ??
Poi, a parer mio, i momenti conviviali delle feste sono sempre belli se circondato da amici veri e familiari, quelli giusti.
Poi se si è a tavola con buoni cibi e buoni vini è anche meglio !!

Ciao

15 Dic 2007 | ore 19:31

Gli affettati sono paragonabili agli affetti quando questi ultimi ti fanno sentire come un salame.

E, di solito, questo non accade solo nelle Feste comandate.

15 Dic 2007 | ore 19:38

chi è contento di come trascorre quei momenti, non vedo perchè dovrebbe cambiarne l'impostazione. Il manifesto credo abbia qualcosa da dire ai tanti, invece, che ahimè, si domandano come vivere quei momenti in modo migliore. marco gatti

15 Dic 2007 | ore 19:53

Amen! Ma buon Natale comunque sia a credenti, soprattutto se sinceri, che ad agnostici come me

15 Dic 2007 | ore 19:55

In Puglia è già "bianco natal" !!
Quanta neve.......bellissima....sono felice come una pasqua !!

Ciao

15 Dic 2007 | ore 20:09

"La donna di casa relegata in cucina? Ma cos'è un manuale della novella sposa del 1935!? )
Io voglio almeno un antipasto "alla russa", con le ostriche dello zar.
Poi una bella bagna caoda piena di panna, come faceva la mia bisnonna. ;-)

Sarà colpa di qualche decalogo tipo questo se nei menu di natale di alcuni ristoranti canavesani ho visto invece dei piatti tradizionali la polpa di granchio e la pasta con i gamberetti?

Ma per recuperare il senso delle tradizioni non è più facile diminuire l'eccesso di opulenza quotidiana ora e poi godersi in pace anche gli agnolotti e il moscato (se uno ne ha voglia)?

15 Dic 2007 | ore 21:54

andate in pace! :-)

15 Dic 2007 | ore 23:27

Vediamo un po'... la vigilia è di magro, Natale secondo tradizione, io festeggio santo stefano da molti anni con tortellini in brodo di cappone, bollito con mostarda, verdura e dolce con vini da felicità biblica poi capodanno con cena e bevuta, insomma una buona serie di performance tutte basate sulla qualità e non la quantità.

15 Dic 2007 | ore 23:34

Tortellini tutta la vita: quelli di mia suocera, fatti a mano in numero sempre esagerato. E prima gli antipasti e poi i bolliti, un piatto di carne,i formaggi e ancora frutta secca, dolci natalizi tutti e cioccolato. Con i diversi vini adeguati, compreso un passito (quest'anno uno Sciacchetrà di Riomaggiore, Cinqueterre). E pensare che con il tempo siamo riusciti ad eliminare i piatti di pesce. Ma è troppo: oggi, le case sono piccole, obbligano a stare seduti per tempi lunghissimi (anche 5 - 6 ore)senza respiro e con argomenti di conversazione sempre piu' esili. Allora sembra che le tante portate aiutino a passare il tempo che deve per forza essere l'intera giornata, senno' che Natale è. Prevale la quantità sulla qualità ,non ti puoi sottrarre e non c'è decalogo che tenga. Il ristorante non è la stessa cosa, ma anche noi non siamo piu' gli stessi. Si soffre, ma non cambierei il mio Natale esagerato in dodici nella piccola casa, con uno in tre anche con tutte le prelibatezze possibili.

16 Dic 2007 | ore 00:40

quest'anno i tortellini li farò io...eh si, voglio proprio prepararli uno per uno, quelli piccoli però...l'ho visto fare dai ragazzi di "professione cuoco" da noi e voglio cimentarmi.

vi farò sapere come è andata.
comunque prima chiederò un pò di cose ad annalisa barbagli, con i suoi consigli ho sempre stupito gli ospiti e soprattutto ho imparato a cucinare...quasi :) ...

per fortuna, la mia famiglia non è numerosa.
buona domenica
nerina

16 Dic 2007 | ore 10:49

20 e passa commenti quando bastava una risata a seppellirli!
:-))))

16 Dic 2007 | ore 12:29

sono completamente d'accordo con il principe Carlo (che difende anche i nostri affettati(essendo lui in fondo un po' salame, magari per solidarieta'))

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16 Dic 2007 | ore 13:58

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a cura di Stefano Bonilli


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> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".

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Lo confesso, io sono un minestraro, adoro tutti i tipi di minestre e purtroppo mi accorgo...


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