03
Dic 2007
ore 11:12

Il librone più bello

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E' uscita la riedizione della Grande Enciclopedia Illustrata della Gastronomia a suo tempo, era il 1990, edita da Selezione dal Reader's Digest e curata da Marco Guarnaschelli Gotti. Un libro bello e importante, tre anni di lavoro e costi molto alti tanto da bloccarne una ristampa. Poi l'uscita dal mercato italiano di Selezione i cui diritti furono acquistati da Camuzzi Editoriale.

Questa nuova edizione è stata fatta dalla Mondadori e curata dalla Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

E' un libro che tutti gli appassionati devono avere perchè fondamentale e ai limiti della perfezione anche se con una serie di manchevolezze che via via si scoprono usandolo, un'opera di impianto solido. E' il logico regalo di Natale da fare a un cuoco, un appassionato, a un giornalista ma anche a chi non sa e vorrebbe sapere. Dalla A di Abalone e Abate, rispettivamente un mollusco e una pera, fino a  zuppa inglese e zuppiera c'è tutto quello che vorreste e dovreste sapere del variegato mondo del cibo & del vino una volta tanto senza classifiche ma con descrizioni puntuali, foto e disegni illustrativi.

Grande Enciclopedia Illustrata della Gastronomia
Nuova Edizione
pp. 1144
euro 80
Mondadori 

enciclopedia_gastronomia1.jpg

(sinistra) Edizione 1990 Selezione dal Reader's Digest - (destra) Edizione 2007 Mondadori

Ho lavorato alcuni mesi con Marco Guarnaschelli Gotti quando agli inizi dell'esperienza di Gambero Rosso Channel è venuto a lavorare con noi. Aveva scritto, fatto televisione e cinema era un uomo colto. Progettammo subito di fare una specie di enciclopedia filmata sfruttando la sua enorme esperienza concretizzatasi nella Grande Enciclopedia. Ma durò poco perchè la malattia e poi la morte ci bloccarono.

La sua grande opera piano piano divenne oggetto di culto e di ricerca nei negozi dell'usato e su ebay. Molti mesi fa ho cercato di acquistare i diritti dell'opera da Camuzzi Editoriale ma sono arrivato pochi minuti dopo la Mondadori e così la nuova edizione è finita a Pollenzo invece che a Roma. Peccato, questo non vuol dire non sia contento dell'uscita dell'opera che, penso, avrà il successo che si merita.  

commenti 19

Stavo tenendo d'occhio Amazon per il Larousse Gastronomique...ma a questo punti quale scelgo? Resto in Italia?

03 Dic 2007 | ore 14:50

Incrociato Sabato.. mi ha sconvolto la copertina gialla quasi anonima, (sembra una dispensa universitaria) si distingueva su tutto... l'ho acquistato subito, e ne sto già assaporando i contenuti, davvero un ottimo riferimento.
VG.

03 Dic 2007 | ore 15:19

Cara gumbo, resta in Italia, l'opera merita veramente.

03 Dic 2007 | ore 16:10

ci manca solo un sapere enciclopedico poi siamo apposto! af

03 Dic 2007 | ore 19:50

Basta tenere il libro a portata di mano quando si vuole approfondire: si chiama cultura :-)

04 Dic 2007 | ore 00:02

Poi il librone cominci a usarlo per lavoro e scopri che di Franco Colombani, fondatore della Linea Italiana in Cucina, c'è la data di nascita e non quella della morte, davvero tragica. Un modo di fare storia molto singolare. Poi vai a vedere se c'è quello che è stato l'interprete di punta di Linea Italiana, cioè Ezio Santin, che con l'Antica Osteria del Ponte ha avuto le tre stelle Michelin, e invece trovi solo Santini Nadia. E allora pensi al vizio di fondo dei vari Capatti e soci, ideologi dell'osteria e del locale popolare, incapaci di storicizzare la grande ristorazione italiana che non è solo i tre o quattro "ovvi" protagonisti ma un insieme di storie che hanno permesso a tutto il movimento gastronomico di crescere.
E così ti accorgi che l'ideologia nel piatto è un gran brutto metodo.

04 Dic 2007 | ore 11:36

Mah, forse per approfondire vanno meglio i testi specialistici / monografici... Comunque una enciclopedia bisogna sempre averla.

04 Dic 2007 | ore 12:09

Scusate, leggo ora l'ultimo commento di Bonilli, vado un pochino OT ma mi riaggancio alle recenti riflessioni sulla Michelin. Bonilli dice: "...cioè Ezio Santin, che con l'Antica Osteria del Ponte ha avuto le tre stelle Michelin, e invece trovi solo Santini Nadia..." Ma perché davvero non iniziamo a dire "ha avuto i tre cappelli e le tre forchette", oscurando (ignorando) "la rossa" palesemente fuorviante (come mi sembra proponga anche Paolini nell'ultimo A me mi piace) e stabilendo un nuovo codice di merito per il quale valgono solo le nostre guide? Davvero, scusate per l'OT ma visto che la discussione è fresca...

04 Dic 2007 | ore 12:15

Ehmmm...dopo questa partenza mi sa che se aspetto ancora un paio di giorni mi sentirò consigliare il Larousse!

Non ho capito però se nell'edizione vecchia quei nomi c'erano e ora sono spariti o non ci sono mai stati?

04 Dic 2007 | ore 12:47

Nel frattempo però un po' della storia perduta (e non) credo valga la pena vederla qui, in forma di fotografie (!!!): http://www.webalice.it/aalecchi/album/Grandi%20Chef/index.html.

04 Dic 2007 | ore 13:38

La Michelin la critichi e anche duramente ma non ha senso fingere che non esista. Quando prima Marchesi e poi Santin hanno avuto le tre stelle della Rossa questo ha significato molto per la cucina italiana. Allora la Michelin dominava il mercato dall'alto di 300mila copie, oggi se sono 120mila è già tanto. Allora le guide erano poche, c'era Veronelli, c'era l'Espresso, oggi chiunque fa una guida e in libreria ci sono i soliti classici ma anche tanta "spazzatura".
E' evidente che quando si storicizza il passaggio dalla Michelin è obbligatorio. Diversa è la dipendenza e la soggezione.

04 Dic 2007 | ore 13:43

Nell'edizione del 1990 erano segnalati Marchesi e Colombani ma non c'era Nadia Santini e tantomeno Ezio Santin.

04 Dic 2007 | ore 15:33

Non ho capito una cosa Stefano, ma dopo la revisione il nome di Santin non è stato aggiunto? Strano davvero! Su quanto sia difficile far attecchire l'idea della grande ristorazione in Italia si potrebbe scrivere poderosi tomi. Che manchi la cultura nell'avventore che se lo potrebbe permettere passi(vedi Capanna che critica un ristorante che fa pagare 150 euro e poi ha delle scarpe ai piedi che costano il triplo), ma se manca in chi la ristorazione la deve raccontare e divulgare...la cosa diventa grave!

04 Dic 2007 | ore 19:23

Santin non c'è perchè se lo sono dimenticato. Altra ipotesi, non c'è perchè Ezio Santin è sempre stato una grande lavoratore e poco personaggio.
Da ultimo non c'è perchè non si è pensato al peso delle tre stelle Michelin negli anni Ottanta.

04 Dic 2007 | ore 23:29

nella Michelin 1990"erano segnalati Marchesi e Colombani ma non c'era Nadia Santini e tantomeno Ezio Santin"?
mah...
Nella Michelin dell'89 Gualtiero Marchesi tre stelle, Dal Pescatore e Antica Osteria del Ponte due stelle e il Sole a Maleo una stella

05 Dic 2007 | ore 12:42

Oggi sono passata alla Feltrinelli e c'era il megalibrone; arrivato fresco fresco e ancora sigillato, ma già qualcuno l'aveva messo male sullo scaffale, piegando malamente e strappando un po' alcune pagine. Quindi io ci ho pppprovato e ho spuntato un bello sconto; più lo sconto dei punti della tessera...bè che l'ho portato a casa spezzandomi la schiena ma sfilando dal portafoglio meno della metà del suo prezzo. :-)))
Non sarà perfetto però c'è un sacco di roba interessante...ora mi posso divertire a sfogliarlo uh uh!

05 Dic 2007 | ore 22:57

Libro favoloso. Il Vangelo degli appassionati. Non comprerete mai più una rivista dopo averlo sfogliato. Eccetto Gambero Rosso,,, Ovviamente.

08 Dic 2007 | ore 11:17

Sarei curioso di conoscere le manchevolezze del libro. Con quali libri si potrebbe integrare?

10 Dic 2007 | ore 16:39

Ma questo quanto costa?
Sono soggetta a critiche, offese, mamma mia e adesso che faccio?

Insomma, il mio peccato è aver preso quella che sta uscendo in edicola della Cucina Italiana.

UPS.

Rob

05 Feb 2008 | ore 12:30

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