04
Dic 2007
ore 11:14
ore 11:14
Marchesi & Santin
Il 10 dicembre, nell'ambito della riunione delle Soste, Gualtiero Marchesi e Ezio Santin festeggiano i trent'anni di professione. Sono stati due capiscuola della ristorazione italiana: l'uno portando da noi tutta la forza innovativa della Nouvelle Cuisine, l'altro esaltando la Linea italiana in Cucina, un'idea, un movimento nato su impulso di Franco Colombani del Sole di Maleo. Molti giovani pensano di poter fare cucina senza conoscerne la storia ma proprio queste due figure fanno capire quanto sia importante mantenere la memoria. 77 anni Gualtiero, quasi 71 Ezio, hanno percorso la fine del secolo scorso e l'inizio di questo rimanendo sempre ai vertici della ristorazione italiana.
Stefano Bonilli
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La cucina moderna come dice lei direttore, deve tutto a queste due persone ,i cuochi che portano avanti il nuovo pensiero cucina nascono con lo spirito marchesi(cracco,lopriore,crippa,berton ecc.)tanti altri arriveranno e per i giovani sono figure fondamentali .
Beh, devono essere due nomi poco conosciuti ovvero poichè non si parla male e non si sputtana qualcuno c'è poco da dire :-)
Secondo me è il momento del revival della Parola di Quelo: la seconda che hai detto!
Chi ha letto questo libro? 20 Anni di Cucina all’Antica Osteria del Ponte
Da aggiungere alla lista natalizia per completare il quadro storico? ;-)
I nomi sono molto conosciuti, il problema è che non si capisce cosa ci sia da dire oltre che essere d'accordo. Insomma non mi sembra un post molto stimolante. Si può fare di più.
Ad Majora
Forse chi c'è stato avrebbe potuto raccontare la sua esperienza ma forse il silenzio ci dice che tra i molti che leggono questo blog quasi nessuno ha pranzato o cenato da Marchesi e Santin. E allora si apre un terzo capitolo: sembrerebbe che la cucina d'autore sia appannaggio di pochi, vuoi per il prezzo vuoi per un timore culturale.
Provo a contribuire al tema.
Io sono stato all'Albereta e lo trovo strepitoso.
Per altro, non vi è dubbio che la cucina a questi prezzi sia appannaggio di pochi. Ma non solo.
Bisogna rendersi conto che mangiare per tanta gente significa semplicemente nutrirsi. E che anche chi, invece, lo giudica un piacere non sempre gradisce certe elaborazioni o approcci un pò più cerebrali. Insomma la nostra è un pò una nicchia.....inevitabilmente, aggiungerei. Come in ogni campo, le eccellenze non sono per tutti.
Ad Majora