06
Dic 2007
ore 19:30
ore 19:30
Un vino da sballo

Quando ho bevuto questa incredibile e introvabile bottiglia del 1989 ho pensato che io Elio Altare l'ho conosciuto per la prima volta nel 1986 a Bra. Era gentile, basso profilo, uno che non se la tirava di certo ma con le idee chiare. Dopo di allora l'ho rivisto un'infinità di volte, il tempo passava per me ma lui in fondo è rimasto uguale. Molti altri suoi colleghi che hanno imparato dal suo esempio - provate voi a produrre 40 ql/ettaro se vi hanno insegnato che quantità è uguale qualità - hanno ancora mani callose ma milioni di euro in banca. Lui sta bene ma non è diventato ricco anche se è uno dei padri della rinascita del Barolo. Questo, in particolare, è un Barolo unico, perfetto, persino commovente. Lo dico per me, degli esperti fo' a meno, parla il mio piacere fisico per avere trovato una tale bottiglia.
Voi avete delle bottiglie che vi hanno colpito, fulminato, commosso? Evitare sbrasate :-)
Stefano Bonilli
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Sempre dello stesso anno, Barolo cannubi boschis di L. Sandrone( ne ho ancora 3 bott) e un' immenso 78 barbaresco" santo stefano" di b. giacosa...
Altare è un grande.
Ma per restare a bottiglie emozionanti, ricordo uno Champagne De Venoge Vin des Princes 1993. Semplicemente sontuoso.
elio é un grande anche per i ... tappi! e' stato il primo ad accusare i suigherifici e pretendere che il lavoro del vignaiolo non venga BUTTATO dal pressapochismo di quanti forniscono tappi di m....
il suo '89 è possente, come il suo altro 'amore': l'Insieme...
In ordine cronologico le ultime (e uniche): Barbaresco di Gaja (98), Merlot 1993 di Radikon. Valpolicella 1993 di Quintarelli....
un plauso ad Elio Altare
al quale va la mia grande ammirazione.
Champagne Prevostat 1973
indimenticabile e Bertani
Amarone 1964 quello che per me era il vero Amarone
mi sono commosso all'assaggio di un castellino in tetrapak.
Due settimane fa ho cucinato outdoor per una festa eravamo una trentina di golosi e un friends..(uso termini inglesi per fare tendenza)mi fece uno scherzo. Mi versò il castellino in un bicchiere a tulipano spacciandolo per chardonnay friulano.
Ho iniziato a rotearlo e a degustarlo...cazzo dissi mi scese una lacrima...per la sua abbondanza di acidità... mi volevono fregare i bastardi.
Comunque direttore non mi commuovo con un vino e ne mi emoziono...se sono in compagnia di una gnocca intelligente che apprezza le cose prendono un'altra piega e mi metto a piangere.
Comunque mi appassiona e mi turba il passito di pantelleria il nobile di montepulciano il barolo il primitivo e la romanella
no la romanella no mi sono sbagliato
Direttore, fra un po' immagino arriveranno fiumi di parole sul rispetto del terroir, della tradizione langarola e quant'altro.
Per conto mio Le dico che una delle bevute più emozionanti della mia vita l'ho fatta con altri forumisti.
Siamo andati molto a ritroso nel tempo a provare e comparare nebbioli diversi...ma che emozione immensa nel provare un Barolo Brunate di Marcarini ed un Sorì Tildin di Gaja (ancora con il fazzoletto rosso)entrambi del 1971!!!
Ciao
Villa Bucci Riserva, Diretur, assaggiato qualche mese fa a Cupramontana ed ancora piantato come un chiodo nel cervello! Perchè di rossi da favola ce ne sono, ma provare emozione per un bianco....è oltre!
P.s.OT: dopo l'antipolica abbiamo ora anche l'"antiguida" e il Gambero rosso paragonato ad un Mastella qualunque....che tempi!
;-)
Montepulciano d'Abruzzo Valentini 1975, "pescato" nella Cantina Storica di Angelo Paracucchi.
Ah, il post di Debord mi fa tornare in mente un altro Verdicchio entusiasmante ribevuto recentemente, un Serra Fiorese 1997 di Garofoli assolutamente perfetto...che piacere!!!
Ciao
capisco il direttore, ma gli altri che lavoro fanno, chi sono e soprattutto quanto spendono per poter avvicinare tali bottiglie. Non si trovano nelle enoteche a meno di essere dell'ambiente o amici di enotecari o degli stessi produttori. io sono sommelier diplomato , ma la mia "bibbia" è l'almanacco del berebene !
Fabrizio, scusa ma non sono d'accordo con il tuo post.
Qui si parla di bottiglie che ti abbiano emozionato, non necessariamente devono essere costose. Molto spesso invece bevo delle ottime bottiglie con un rapporto qualità/prezzo eccellente.
Comunque, come per l'alta ristorazione, dovremmo far caso a quanti soldi spendiamo per cose non strettamente necessarie ma delle quali non ci priveremmo mai. Proviamo ad invertire i fattori e mettiamo al primo posto delle personali esigenze voluttuarie una buona cena, una buona bottiglia di vino....qualche sfizio riusciremo a togliercelo.
Comunque la bottiglia di Serra Fiorese del 1997 quando l'ho comprata credo costasse circa 15.000 lire, adesso una nuova annata la compri a circa 20 euro in enoteca.
Ciao
Sorì San Lorenzo 1989 - Gaja
Sorì Tildin 1971 - Gaja
Barolo Cerequio 1989 - Marengo Marenda
Fiorano bianco 1978 - Ludovisi
E, per arrivare più ai giorni nostri:
Monfortino 1999 - Conterno
Che emozioni !!!!
Capisco le preoccupazioni per il prezzo di una bottiglia e infatti ho detto niente sbrasate ma se uno decide di regalarsi una grande bottiglia bisogna fare i professorini e alzare il ditino dicendo che costa troppo?
Troppo rispetto a che?
Se è il piacere di una serata, bevuta in compagnia va bene qualunque bottiglia e le sbrasate sono citare un grande Borgogna del 1945 introvabile. Che poi anche questi vini dieci anni fa costavano "solo" molte lire, oggi sono inavvicinabili. Quindi attenzione alla relatività dei prezzi/anno/quando l'acquisto perchè ciò che appare impossibile oggi lo era fino a pochi anni fa.
E per finire: ho chiesto di citare bottiglie che hanno lasciato un'emozione, non ho chiesto le bottiglie più costose della vostra vita. Facile che alcune bottiglie storiche lascino una grande emozione, ma non necessariamente per tutti.
beh, si citavano champagne, sorì tildin d'annata, amaroni etc. e sicuramente costano, ma giustamente, le occasioni e le modalità possono essere le piu' diverse e soprattutto le piu' libere. condivido quanto detto da vignadelmar, ma la mia provocazione derivava da una eccessiva frequenza nei post di grandi e rare bottiglie che , togliamoci pure gli sfizi e invertiamo i fattori, sembrano un po' orientate verso, come dite?, la "sbrasata". comunque io cito un barolo rinaldi forse 1964 ( bevuto in degustazione verticale una decina di anni fa), uno chateau d'Yquem '96 e un falerno del massico di villa matilde.
Il mio primo barbaresco bevuto in una piazzetta di Neive (Barbaresco Ripa Sorita). Solo allora ho capito che un vino poteva, a ragione, essere definito "VELLUTATO"!!!
Aperto giorni fa L'Insieme di Altare: gran bel rossone, maturo, eccellente prezzo-qualita'; peccato che, in quanto vino da tavola, non possa esibire l'annata; era un 2000, immagino, decriptando il numero di lotto. E, restando minimalisti, di Altare amo pure il Dolcetto :)
mi associo ricordando una bevuta da brividi in questa stupenda annata: monprivato 89 mascarello
a ben pensarci quella verticale di barolo fu un concentrato di emozioni: rinaldi presentava tre suoi baroli (64, 78 e non ricordo) e insieme a lui era presente teobaldo cappellano che presentava un suo barolo (eravamo alla metà degli anni 90)che era passato nelle botti piccole. quest'ultima cosa era presentata come una novità, una sperimentazione e tra i presenti, compresi i produttori si accesero polemiche sempre garbate e costruttive. ecco quella sera l'austerita' di un bicchiere, la morbidezza dell'altro, la passione di chi ci aveva lavorato, furono uno spaccato emozionante del mondo del vino e un invito ad approfondirne la conoscenza.
Cerretalto 1995 (Casanova di Neri) semplicemente unico e magico
@vignadelmar
Io pure ricordo un grande Serra Fiorese 1997 bevuto quest'anno... :)
@Fiorenzo
Dell'Insieme se ne parla troppo poco. Un vino che oltre alla soddisfazione organolettica ne accompagna una etica. E bisogna, quando possibile, assaggiare gli Insieme di tutti gli altri produttori.
ora faccio il serio mi ha squilibrato la libido e il cervello
Creato 1976 Passito di Pantelleria Salvatore Murana
barbera conca tre pile 90 aldo conterno bevuto due anni fa assieme a degli sboroni bauscio/romani...quello si' a trovarlo!:-=)
"La grandezza da ricercare nel bicchiere, per chi beve un vino di Elio Altare, credo sia proprio la grandezza stessa di Elio Altare persona, che trasmette in ogni sua singola bottiglia!"
Nelle Langhe mi è capitato di sentire parlare di Altare a proposito delle sue vicissitudini coi tappi: ne parlano con molto rispetto, ma non ho capito se lo considerano un eroe o l'ultimo giapponese nella giungla. O forse è la stessa cosa.
Riferisco con un certo pudore , tra tanti talenti e preziosi, del brivido che mi procurò l'assaggio un umile Lambrusco, il Vigna Migliolungo della Cantina di Arceto. Una bottiglia da tre euri e di certo non introvabile: ma costruita con la piccola produzione di una vigna di studio di un istituto agrario di qui, con cloni dimenticati come l'Uva Termarina. Ecco, al primo assaggio la folgore di quel sapore inconfondibile che non sentivo da quarant'anni, quando mio nonno espiantò l'ultimo filare.
Effetto Anton Egò, in sintesi. Quasi la lagrimuccia...
Preferisco i rossi, ma quando si parla di emozione mi vengono in mente due vini bianchi:
- Sancerre "Les Monts Damnes" di Francis Cotat del 1996 (bevuto nel 2006)
ed un eccezzionale
- Vernaccia di San Gimignano Baroncini 1967 (bevuta a luglio 2007, 40 anni di vino!!! ma andava giù che era un piacere... :-))
la più recente grande amozione:
Barbera d'Alba 'PIANPOLVERE SOPRANO' 1995 di Ferruccio Fenocchio
Rocce rosse 1991 Ar.pe.pe. (Valtellina superiore riserva).
Per me é sempre un'emozione berlo e regalarlo agli amici.
Altare è una persona seria che ha fatto una scelta coraggiosa in tempi non sospetti. Va rispettato e stimato. Detto questo, i suoi vini non mi piacciono. Sono un tradizionalista. Beppe Rinaldi e Teobaldo Cappellano sono i miei barolisti preferiti.
grandi emozioni,un cannubi boschis 1990 di sandrone,
un alzero quintarelli 1988,un brunello schiena d asino 1990 mastrojanni, ma un montepulciano 1990
di valentini non ha rivali semplicemente mostruoso
senza nulla a togliere agli altri.
... mah , le enoemozioni sono sempre le ultime , in ordine di tempo . Altrimenti si fa dietrologia .Difficilissimo è emozionarmi , ma l'altro ieri ci sono andato vicinissimo con un bianco , unico aperitivo di fianco a tanti presunti mostri rossi di Gevrey Chambertin . Chateau Chalon 1996 Jean Macle . Forse il vino più estremo che conosca , davvero da enoperversione per chi ha un percorso di bevute ormai lungo , tanto lungo ...