21
Gen 2008
ore 14:20

Italia.it ha chiuso

< >

cassonetti.jpgZitto, zitto il ministro Nicolais ha chiuso il portale Italia.it, brutto e più simile alla spazzatura che sta diventando la nostra immagine piuttosto che a un portale moderno per far conoscere una meta turistica come l'Italia. Sono stati stanziati 45 milioni di euro e ne sono stati spesi 7 milioni di euro.
Qualcuno pagherà per questa ennesima figuraccia internazionale e spreco di denaro pubblico?

commenti 17

Certo che qualcuno pagherà per quello scempio, anzi, ad essere precisi qualcuno ha già pagato... noi contribuenti! :-)

21 Gen 2008 | ore 16:14

Il fatto preoccupante è che pochi di coloro che leggono questo blog sanno di cosa si parla e ancor meno sono interessati alla vicenda che ha a che fare con l'immagine dell'Italia e il turismo. Tutti probabilmente sopraffatti dalle tonnellate di spazzatura napoletana e campana che ci hanno fatto perdere turisti e immagine un po' in tutto il mondo.
Certo che in questo periodo essere italiani è veramente faticoso.

21 Gen 2008 | ore 18:58

giustissimo, Stefano. E il vero problema -nel più tipico approccio italiano- è che anche per coloro (i cosiddetti gourmet o appassionati o viaggiatori) a conoscenza dell'argomento, il caso Italia.it sembra quasi marginale, visti i tempi. e invece è una delle peggiori vergogne degli ultimi anni, che dà l'esatta misura e il polso dell'involuzione italiana: informatica, economica, culturale. pochi paesi sono capaci di promuoversi in modo così inversamente proporzionale alle proprie immense potenzialità turistiche.

21 Gen 2008 | ore 20:20

Guardi Direttore,
spesso io e Lei siamo stati diversi nell'avvertire le sorti future dell'Italia. Oggi, mentre il Paese avrebbe bisogno di una guida politica seria e sicura, si sta consumando forse l'ennesimo giorno tragico della storia italiana. Per interessi familiarlegali si preferisce infierire un duro colpo al Paese piuttosto che concorrere a farlo andare meglio.
Oggi sono triste, amareggiato e contrariamente al solito pessimista.

Ciao

21 Gen 2008 | ore 20:51

seguendo l'evoluzione del caso Mastella in queste ore, questa frase di Flaiano mi sembra piu' che mai di attualita': In Italia la situazione spesso e' drammatica, ma non e' seria.
Stesso dicesi per il sito, che una volta ho con ribrezzo visitato.

21 Gen 2008 | ore 22:18

Sai cosa Direttore? Secondo me era studiato tutto gia' da tempo. Clem aveva gia' annunciato il tutto a fine novembre, ricordi? Lui sapeva, lo disse anche prima di Natale che "se le cose non cambiavano". Quali cose? Eccoci serviti. Ed allora va da se che Rutelli abbia scelto il momento giusto per chiudere baracca, un giorno qualunque nonappena saputo che stava per scoppiare un bubbone che ovviamente ora domina la scena. Punto. Per il portale, francamente, forse e' meglio che non ci sia piuttosto che dare immagine ed informazioni sbagliate, e con una veste che ti fa rimpiangere pure il capitano Corelli ed il suo mandolino.
Con immutato affetto
Pier

21 Gen 2008 | ore 22:58

Io penso che siamo a uno dei punti più bassi della vita repubblicana, cioè degli ultimi sessanta anni della nostra storia.
Scenari prossimi: rivolte popolari in tutta la Campania contro le discariche, come se dovessero le altre regioni farsi carico del disastro campano! Assenza di scelte del governo, paralisi istituzionale e ennesima campagna elettorale.
Stiamo entrando trionfalmente in serie B!!!
A questo punto la storia del portale resta sul fondo, piccola ed emblematica: soldi dilapidati, scarico delle responsabilità, nessunno che paghi, discredito internazionale nell'ambito del turismo che è semplicemente la nostra prima risorsa.

22 Gen 2008 | ore 09:22

In secondo piano rispetto a tutto ciò che sta succedendo in questi giorni in effetti sì, perchè c'è di peggio - quella era ordinaria amministrazione disastrosa all'italiana. Ma soprattutto chiunque abbia seguito la vicenda dall'inizio non si stupisce perchè si vedeva che sarebbe finita così: bastava guardare i siti nazionali di altri paesi europei e quello italiano il giorno del lancio, poi dopo le prime modifiche poi dopo la comparsa del video di Rutelli che implorava in inglese approssimativo "please please please visit Italy" e poi la triste staticità in cui è rimasto da allora. Siamo proprio decadenti! :-(

22 Gen 2008 | ore 09:57

@Bonilli
Bè io so di cosa si sta parlando, e mi ritengo una persona normale, e nonostante questo non posso non notare che ben poco se ne è parlato.
Torna alla ribalta un'antica questione: ma il compito del giornalismo, la missione, non dovrebbe essere quella di denunciare certe aberrazioni?
Di farsi carico di certe battaglie? Di dare voce a chi non ce l'ha?
E non in maniera episodica, come invece spesso accade (molti giornalisti si giustificano affermando che ne hanno scritto qui e ne hanno scritto là, ma se non è accaduto niente evidentemente la campagna è stata, come dire, un pò soft).
Non vedo molte denuncie convinte (a parte le dovute eccezioni), ma forse solo un pò gelose per non aver fatto parte del banchetto.
Spiace constatarlo, ma è uno scandalo nello scandalo.

22 Gen 2008 | ore 11:38

ma gli italiani siamo anche noi, non solo e sempre "loro", gli "altri". Perche non ci riescono a vedere, a distinuere? Forse siamo troppo simili agli "altri" anche noi? a quelli di italia.it, o della munnezza di Napoli etc ?

22 Gen 2008 | ore 11:39

Io di quel progetto, come Gambero Rosso, ho fatto parte e ne sono uscito perché, dovendo fornire dei contenuti al capo progetto, cioè IBM, avevamo messo come clausola che non dovevano essere toccati e invece le regioni pretendevano di mettere e togliere dati, cioè di esercizi come alberghi e ristoranti, a loro piacimento.
E noi ce ne siamo andati.

22 Gen 2008 | ore 11:51

Hanno fatto bene a chiudere il sito era una vergogna!
E poi Rutelli che parlava in inglese peggio di Totò e Peppino in gita a Milano (cam tu vizit dis cauntri...), ma andiamo e noi gli diamo lo stipendio a questi?
Adesso faremmo bene a chiedere indietro i 7 milioni scrivendo tante belle e-mail a vuvuvupuntobbarbarapalommbellipunto itte...

22 Gen 2008 | ore 12:01

La vicenda del portale dimostra ancora una volta il senso di disaffezione verso il proprio paese. Nessuno tra i politici crede e opera per il paese, inteso come cultura, tradizioni e valori comuni: tutta la politica è autoreferenziale, si trastulla nei salotti televisivi, risponde a domande di giornalisti compiacenti e compiaciuti di stare lì, l'unico posto dove ormai conta essere. Il linguaggio bizantino e le volgarita' gratuite fanno da sfondo alla poverta' di idee, alla presunzione e alla furbizia. Tutti se ne fregano, di tutto: perche' così fan tutti, lo dice un ministro. E l'Italia si frantuma, lo specchio che riflette il paese è rotto in mille pezzi, ognuno dei quali riflette un pezzetto di paese a sè stante. E nessuno che decida le cose semplici, che dia un segnale: anzi si annunciano leggi, riforme (scuola, patenti etc) che poi non vengono ratificate lasciando tutti in mezzo al guado, all'incertezza sul da farsi.Ma non sono le regole che fanno una comunita', bensi' i rapporti di potere, l'acquisizione del potere, dall'ultimo mastelliano al primo falso cattolico devoto. Siamo finiti in un pozzo, in un tombino e piu' ci si muove, piu' si sprofonda: Fellini chiedeva un pò di silenzio, se si facesse un pò di silenzio, forse si riuscirebbe a capire, a raccogliere i fili e ad agire, con discrezione e efficacia disinteressata.

22 Gen 2008 | ore 12:50

Per essere un blog che si occupa in prevalenza di life style non c'è male: siamo depressi e sfiduciati e nulla si muove che possa far cambiare idea. Eppure nel nostro particolare vediamo che c'è tanta gente che lavora bene, fa il proprio dovere, avrebbe voglia di cambiare ma è muta perché non si fida ormai di nessuno.
Purtroppo.

22 Gen 2008 | ore 13:15

Secondo me una cosa che ostacola ulteriormente quelli che vorrebbero fare qualcosa per migliorare è che a differenza degli Stati Uniti in cui più o meno tutti crescono con la consapevolezza di doversi arrangiare, l'Italia si presenta come un paese in cui le istituzioni si occupano di un sacco di cose; però... solo in teoria!
Già siamo più portati ad attendere che succeda qualcosa ma se un gruppo di persone si auto-organizza per risolvere un po' di problemi o fare qualcosa di utile qui incontra una montagna di ostacoli burocratici che ti costringono ad associarti a qualche iniziativa legata o ai partiti e simili o alla chiesa o grande organizzazione o qualche associazione criminale - o rassegnarti a guardare lo scempio senza far nulla.

22 Gen 2008 | ore 13:56

tra un po' rimpiangeremo chi è morto democristiano...

22 Gen 2008 | ore 15:18

caro direttore, è una vergogna. Bisogna far scattare le manette. Non si può andare avanti con questo sputtanamento totale. Una nazione allo sbando. Il tema spazzatura ha rovinato completamente l'immagine di una regione. "Napoli capitale ecologica". Convegno da 245 mila euro. Non è una barzelletta, ma l'assurda motivazione con cui pochi giorni fa la Regione Campania ha lautamente finanziato un convegno, e la relativa campagna di comunicazione, dal titolo - Primo Forum Sostenibilità -. La relativa delibera è la numero 2104, pag. 17 del Burc e reca la firma del governatore reuccio Bassolino. La colpa non è di Rosetta, Totonno o il pecoraro bisessuale. Questi patetici pastori non troverebbero spazio nei mouk dello Zambia. I responsabili sono I NAPOLETANI e i campani. Gli alibi sono dei cervelli con fili scollegati. Gente che manda al potere certe macchiette, abituata a convivere con la malavita, a essere incapaci di reagire in una città - regione, dove non funziona niente, merita molto di più di questo monnezzopoli. Purtroppo, il disastro non è targato solo Campania. E' tutta l'Italia rovinata. Bisogna scrivere alla CEE per non far avvivare un solo euro. Bisogna commissionare tutta la nazione.

22 Gen 2008 | ore 16:56

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