20
Gen 2008
ore 18:59

Papero laico

< >

La lettera del professor Marcello Cini e il documento di un gruppo di docenti contro l'invito al Papa ad inaugurare l'anno accademico della Sapienza di Roma con una Lectio Magistralis sono iniziative assolutamente legittime, come ha puntualizzato a Ballarò il professor Rodotà. Mai un Papa ha inaugurato un anno accademico, come ha ricordato il professor Sartori a Matrix, non è tradizione ed è cosa diversa dal fare un intervento. La Lectio Magistralis di inaugurazione viene fatta da un professore in attività e poco c'entra che Ratzinger fosse professore, oggi è il Papa e l'inaugurazione con discorso di apertura non è la cerimonia per un Papa, è iniziativa impropria e per di più gestita malissimo dal Rettore e dal Governo. Che ci sia qualcuno che non vuole il Papa è legittimo, questo non vuol dire impedirgli di parlare perché c'erano tutte le condizioni perché andasse alla Sapienza e intervenisse anche se ci sarebbero stati fischi al suo arrivo. Non lo si può fischiare?

Quanto al "silenzio del Papa" , che occupa tutti i notiziari  radio televisivi ogni domenica, mi sembra sia un'affermazione risibile. La chiamata di Ruini in piazza San Pietro è stata una prova di forza di una chiesa che divide e non unisce. La processione di politici in piazza è stato uno spettacolo penoso perché erano lì davanti alle telecamere a fare dichiarazioni come soggetti politici e non come privati cittadini, forse le elezioni sono vicine?

Sentire poi quello che dice Radio Maria  su questa vicenda fa capire che anche nella Chiesa Cattolica ci sono dei pazzi estremisti. E forse ha ragione Beppe Grillo... di sicuro ne ha Eugenio Scalfari.

commenti 23

Comunque il papa come rappresentante di stato a mio parere poteva parlare ma in un contesto di discussione e di confronto. Penso che questo atteggiamento di repulsione alla visita abbia dato forza alla chiesa ed abbia indebolito la controparte
il Papa è diventato in questo modo vittima della cosi detta intolleranza laica
Comunque spero che i media e la televisione apra discussione e non si limiti solo al vittimismo di una parte…e a far vedere le piazze colme solo per il papa come se il resto è brutto e cattivo

[Qualora si tentasse] una teologizzazione della politica, allora ci sarebbe una ideologizzazione della fede [...] e la politica non si desume dalla fede ma dalla ragione. In questo senso lo stato dev'essere uno stato laico, profano nel senso positivo. (citato in Enzo Bianchi, La differenza cristiana, Einaudi, 2006, I, 3)

20 Gen 2008 | ore 20:40

Ma per riparare al torto subito, non si potrebbe chiedere al buon vecchio Marchi d'invitare Ratzinger ad aprire Identita' Golose per fare la Lectio Magnistralis???
Pier

20 Gen 2008 | ore 21:17

Finalmente qualche timida voce contraria, nel frastuono di questo concerto monocorde a favore del Papa.
Mi chiedo - e chiedo ai signori d'oltre Tevere - se uno scienziato ateo ed evoluzionista volesse fare una Lectio Magistralis alla Gregoriana sulla laicità della Scienza, lo lascierebbero parlare?

20 Gen 2008 | ore 22:50

Paperino.

20 Gen 2008 | ore 23:22

il frastuono di voci pro-Papa come giustamente dice Bonilli, lo hanno fatto Mastella, Casini, Berlusconi e gente simile.
A me l'episodio non è piaciuto e hanno fatto quasi tutti una figura barbina. In particolare il rettore incauto e in vena di pubblicità gratis per la sua elezione ma ancora peggio secondo me si sono comportati i nostri studenti che si sono fatti usare come bischeri dal loro rettore in questo giochetto che ha sfruttato lo strisciante anticlericalismo universitario.
E 'sti studenti secondo me sono anche un pò miopi perchè la Chiesa è l'unica entità storica politica di queste dimensioni che continuamente elabora e modifica le sue posizioni su tantissime questioni, soprattutto quelle scientifiche. Mentre da goni dove arrivano accuse di immobilismo e bigottismo.
Io sono uno scienziato (biologo) di formazione (e anche come professione per un paio di anni) cattolico praticante e autointerrogantesi ma non mi sono mai sentito nè condizionato dalla Chiesa nè inibito anzi semmai stimolato continuamente nella ricerca delle verità scientifiche.
Chi accusa la Chiesa di essere contro la scienza dimosta di non conoscere la storia nè di aver letto nessuno dei libri di Papa Ratz!

20 Gen 2008 | ore 23:33

Ma che tristezza...sentire il Papa in Piazza S.Pietro davanti a tutti i chierichetti di governo che esorta gli studenti "illuminati" ad avere rispetto delle opinioni altrui... Le opinioni altrui? Lui parla di rispetto delle opinioni altrui? Ma se non rispetta nemmeno l'amore tra due persone (dello stesso sesso...) Se vuole bruciare la 194, ma per piacere. Se fosse per la chiesa avremmo ancora la Terra piatta...Ma in Australia non lo vorranno il Vaticano?

21 Gen 2008 | ore 09:05

ho letto ieri il fondo di Scalfari con il quale concordo pienamente. Ho particolarmente apprezzato l'equilibrio in cui ammette che effettivamente si erano create delle condizioni per le quali non era più consigliabile la sua partecipazione. Ma anche la parte in cui rimprovara il Vaticano di essere responsabile di questa montante marea anticlericale, effetto del clericalismo invadente che sta contraddistinguendo questo papato.
Paradossalmente l'Italia era meno clericale (e anticlericale) ai tempi della DC.

21 Gen 2008 | ore 09:53

Bella questa lettera di un prete vero...........
“Chi semina vento raccoglie tempesta”! - da Aldo Antonelli, Prete
A me non piace ricorrere ai detti o citare proverbi perché li ritengo la tomba della ragione, una sorta di cristallizzazione della pigrizia mentale. Ma questa volta il detto/proverbio mi si è presentato immediato e spontaneo nella sua apoditticità.
Quando ci si ingolfa in un processo di sovraesposizione, mediatica e/o politica che sia, non ci si può che aspettare una reazione altrettanto alta di intolleranza e di insofferenza.
Da troppi anni andiamo assistendo ad una prevaricazione da parte della gerarchia ecclesiastica che mortifica la politica, emargina la diversità e condanna l’altrui pensiero. La brama ossessiva e possessiva nel rivendicare privilegi ed esenzioni, finanziamenti e protezioni; gli interventi altezzosi sul parlamento perché legiferi a suo (di lei Chiesa) piacimento; la miopia tutta autoreferenziale nel non scorgere valori là dove laicamente pur ci sono; tutto ciò ha contribuito a infliggere nella Chiesa una mutazione genetica tale da rendere difficile scorgere sul suo volto i lineamenti di quella comunità nella quale “le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo” (Lumen Gentium 1). Il volto di tenerezza e di simpatia che guarda al mondo con la passione dell’attenzione e dell’amore ha lasciato il posto, in questi lunghi e tristi anni, alla maschera del cipiglio che ordina e redarguisce. Il pastorale è diventato bastone, al grembiule del servo è stato sostituito il paludamento del principe e la testimonianza, unica, legittima forma di presenza della chiesa nella società, ha ceduto il passo all’ordinanza. Questo stravolgimento, a sua volta, ha trasformato la base stessa della chiesa “appiattita sulle logiche dello scambio, impoverita di ogni slancio profetico, lontana dal compito di offrire ad una società inquieta e per tanti aspetti lacerata motivi di fiducia, di speranza, di coesione” come ebbe a dire Pietro Scoppola già nel febbraio del 2001.
La penna di Eugenio Scalfari, su Repubblica di domenica 13 Gennaio, ha descritto molto bene la situazione disastrosa in cui è stata ridotta ultimamente la comunità ecclesiale e quella civile insieme. «In Italia ci sono oggi due minoranze, quelle dei cattolici autentici e quella degli autentici laici. In mezzo c’è un corpaccione di laici e di cattolici “dimezzati”, che ostentano virtù civiche e religiose che non praticano affatto. Quella è la maggioranza del paese». E aggiunge «Il guaio è che la gerarchia ecclesiastica e il Magistero non sono affatto turbati da questa situazione paganeggiante. La loro preoccupazione è l’otto per mille, i contributi pubblici….».
Ora, se una tale affatto evangelica presenza della Chiesa nel paese lascia l’amaro in bocca a molti credenti, teologi e semplici fedeli, cosa non può creare nella coscienza dei dubbiosi e dei diffidenti? Se questa regia devastante riesce a disaffezionare il fedele, come non seminerà odio e risentimento nell’animo del miscredente?
Non c’è dubbio che nel ritorno di questo vecchio e becero anticlericalismo una buona parte di responsabilità è da addebitare alla chiesa stessa.

21 Gen 2008 | ore 10:23

Personalmente, da agnostico, mi chiedo "laicamente" perchè la religione faccia tanta paura agli atei. Qual è il problema? In cosa matematici e fisici atei (e che pare facciano dell'ateismo una religione) possono essere limitati nella loro attività dalla venuta del Papa.
Che differenza c'è dal punto di vista dell'intolleranza e del fanatismo tra un Odifreddi e un Buttiglione?
Invidio le certezze di entrambi.
C'è però una differenza a mio avviso.
Mentre il cattolicesimo è una religione vera e propria con tutti i pregi e i limiti di essere religione, far diventare l'ateismo una religione mi sembra davvero grottesco.

Ad Majora

21 Gen 2008 | ore 10:48

Direttore, mi ritrovo completamente nelle sue parole. Ne abbiamo ampliamente dibattuto anche nel forum. Trovo importanti tutti gli interventi che richiamano con forza ad una sempre maggiore laicità nei rapporti fra Istituzioni della Repubblica Italiana e lo Stato della Città del Vaticano.
Anche io trovo penoso l'affannarsi di tanti Parlamentari di centro sinistra ieri a Piazza San Pietro fra i quali spiccava l'ex Radicale Rutelli.

Ciao

21 Gen 2008 | ore 10:49

Io sono rimasto sbalordito dall'ondata di conformismo clericale che sta dietro le dichiarazioni della gran parte dei politici ma anche di alcuni giornali.
I fatti non sono stati raccontati per quello che erano e sono: l'invito a un Papa ad inaugurare un anno accademico. E' un'iniziativa sbagliata e non c'entra nulla con la libertà di parola, è un fatto che non è mai avvenuto. In Germania il papa ha parlato nell'aula magna dell'università e ha fatto un intervento - poi precipitosamente corretto forse perché sbagliato - ma non ha inaugurato l'anno accademico. Qui il furbo rettore lo ha invitato nel modo sbagliato e nel luogo sbagliato.
Gli eccessi successivi di una piccola minoranza non possono essere la vera causa della rinuncia così come la lettera dei professori era ed è una manifestazione assolutamente legittima e civile di dissenso.

21 Gen 2008 | ore 10:57

Io ho capito che un tizio che si occupa di scienza ha invitato un tizio importante che si occupa di religione a inaugurare l'anno accademico (cosa che, nell'era moderna in cui teoricamente ci troviamo, è effettivamente un po' strana).
Altri tizi che si occupano di scienza hanno espresso il loro dissenso. Il tizio che si occupa di religione ha deciso di non andare.
In un mondo normale, avrebbe dovuro finire lì, invece è stato solo l'inizio di un delirio; tanto per non lasciarsi sfuggire l'occasione di confermare tutti i luoghi comuni sugli italiani in sole due settimane, voilà!

21 Gen 2008 | ore 11:14

Questa é una della ragioni vere per cui ci ha superato la Spagna, altro che menate di Ferrán e spumette. Un paese che i gay li processava per direttissima ha approvato, tra i primi, il matrimonio homosex e il papa é stato sbattuto furoi dalle mutande, dalla camera da letto e dai libri di scienza. La nostra generazione giovanile é invece piú conservatrice di quella dei padri e quindi teniamoci Buttiglione e le assurde polemiche sull'inaugurazione dell'anno accademico. Suvvia non l'hanno ne espropiato né inviato in esilio ad Avignone, questo povero Papa che tanto soffre per non aver letto il suo discorsetto. peccato che sia cosí all'antica, perchñe come teologo non sarebbe neanche male e la sua tesi dottorale su Sant'Agostino merita una lettura.

21 Gen 2008 | ore 12:52

l'errore non è stato del Papa, ma del rettore che non doveva pensare di invitarlo in quell'occasione; mi sembra che questo aspetto sia un po' sottovalutato

per il resto, sono convinta che la presenza della Chiesa a Roma sia una delle cause più grandi del nostro sottosviluppo, rispetto alle altre nazioni europee

sulle reazioni dei nostri politici, stendiamo un velo pietoso (l'annesimo); dopo il discorso di Mastella contro la magistratura, che sembrava uscito dalla boccuccia di silvio, mi sono vergognata di essere italiana

in questo periodo ne stiamo infilando una dietro all'altra

21 Gen 2008 | ore 15:21

@giovanni gagliardi.
Gli atei, con tutta probabilita', non hanno paura della religione, ma hanno paura che si vogliano imporre per legge comportamenti e stili di vita di una religione a chi ha altre idee sulla vita.
E visto come vanno da noi le cose non mi sembra una paura tanto infondata.

21 Gen 2008 | ore 22:07

Caro Gianpaolo, ti ricordo che le leggi le fa il parlamento a maggioranza. E che evidentemente c'è una maggioranza di parlamentari cattolici, il che non mi sorprende in un paese a grande maggioranza cattolica. Non penso si possa in alcun modo impedire a chi ha una fede religiosa di uniformare ad essa anche le proprie scelte politiche, e lo dico da non religioso.
Io continuo a pensare che dietro certi atteggiamenti antipapisti si nasconda il germe insano di ideologie perniciose almeno quanto può esserlo il fanatismo religioso.

Ad Majora

22 Gen 2008 | ore 09:14

Per chi ha letto le ultime uscite del cardinal Bagnasco, presidente Cei, c' è da rimanere inorriditi per le ingerenze ormai esplicite nella vita politica italiana.
Inoltre o è un bugiardo lui, in quanto dice che il Papa ha rinunciato su consiglio delle autorità, o dice il falso il governo che ha subito smentito l'affermazione di Bagnasco precisando anzi che presidente del consiglio e ministro dell'interno avevano garantito l'assoluta sicurezza della visita papale all'università.
Sembra chiaro quindi che il Vaticano abbia usato le manifestazioni di dissenso per montare una campagna mediatica a favore del Papa con i risultati che abbiamo visto.

22 Gen 2008 | ore 09:17

Mi sembrava che la richiesta dell’intervento del papa all’Università, per l’apertura dell’anno accademico, fosse all’interno delle manifestazioni di giubilo per la moratoria sulla pena di morte dichiarata dall’ONU.
Ma papa Ratzinger, coautore del Catechismo della chiesa cattolica, assieme a papa Giovanni Paolo II, edito nella sua forma definitiva nel 1997, nella proposizione 2267 scrive:
“2267 L'insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell'identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l'unica via praticabile per difendere efficacemente dall'aggressore ingiusto la vita di esseri umani.”
La Repubblica italiana non prevede la pena di morte, nemmeno nel codice militare. Il capo di Stato del Vaticano invece la giustifica moralmente...

22 Gen 2008 | ore 10:26

@giovanni gagliardi
Caro Giovanni, ti ricordo che la costituzione italiana garantirebbe la laicità dello Stato e il rispetto di tutte le sensibilità religiose, anche di chi non ne ha.
Per cui mal si sposa con la giustificazione che se la maggioranza è cattolica anche le leggi lo devono essere. E tra l'altro, questo è un fatto ben noto presso la maggioranza dei cittadini italiani (anche cattolici), come dimostrato dai referendum sul divorzio e sull'aborto, che non certa classe politica italiana. Per altro composta principalmente di divorziati e risposati che vorrebbero imporre a chi non crede dei precetti che loro stessi non hanno seguito.

Va bene mettere in discussione tutto, va bene che la Spagna ci abbia superati e la Michelin non consideri la ristorazione italiana, ma la libertà religiosa mi sembra proprio il minimo brandello di civiltà che ci resta. Perdiamo pure quello e sposto le vigne in Kent e mi metto a fare Champagne inglese... ;-)

22 Gen 2008 | ore 15:49

Caro Gianpaolo, davvero non comprendo. Cosa possiamo fare se in Parlamento si formano maggioranze trasversali di cattolici su tutta una serie di temi? Possiamo non votare candidati di stretta osservanza cattolica. Stop. Ma non possiamo considerare le loro posizioni illegittime nè in alcun modo impedirgli di esprimerle. Lo ribadisco, i cattolici in Italia sono tantissimi ed il loro voto fa gola ad entrambi gli schieramenti, trasversalmente. Quanto alla libertà religiosa, penso che in Italia sia assicurata a tutti, se pensi che stiamo costruendo una moschea al giorno.
E' ovvio che, come in tutti i settori anche in quello religioso chi in un determinato ambito territoriale è più forte si fa sentire di più.
Ma soprattutto ribadisco che non ha senso fare guerre di religione contro le religioni!
Si mangia?

Ad Majora

22 Gen 2008 | ore 16:26

Quindi tu troveresti normale se venisse abolito il divorzio o l'aborto, visto che ci sono tanti cattolici in parlamento. Boh?
Tra l'altro mi sono sempre chiesto una cosa. Visto che per chi e' religioso osservante e praticante dovrebbero bastare i precetti della sua religione per scegliere il suo modello di vita (non divorziare, non abortire, niente coppie omosessuali), appare ovvio che se si intende tradurre questi precetti in legge, lo si fa principalmente per obbligare a comnportarsi di conseguenza a chi religioso non e'. Giusto?
Mangiamo va...e beviamoci sopra.

22 Gen 2008 | ore 23:50

Il combinato disposto dell'adunata ina piazza San Pietro, Mastella in piazza e che poi si dimette, Bagnasco che fa chiara ingerenza nella politica italiana a proposito di leggi della repubblica dovrebbe farci capire che è altrettanto normale che dall'Università Coranica del Cairo vietino l'incontro con il Rabbino Capo Di Segni dell'Imam della Moschea di Roma.
Ingerenza questa e quella di Bagnasco no?
Perchè è normale quando uno stato estero e confessionale come il Vaticano fa questo con l'Italia e ci si stupisce quando la più alta autorità religiosa del mondo arabo, l'Imam del Azhar el Sharif, lo fa con l'Imam di Roma?
Che differenza c'è, a livello mediatico internazionale, tra piazza San Pietro gremita e le centinaia di migliaia di fedeli che pregano alla Mecca? Il mondo non è solo cattolico e neppure solo cristiano ma nei paesi più avanzati è sempre laico.

23 Gen 2008 | ore 11:26

Mi spiace vedere questo scadimento di Stefano nell'insulto a una persona come padre Livio Fanzaga, che certo non è un pazzo, né un estremista.
E' una persona di grande intelligenza e di grande passione. E nella fattispecie, condivido totalmente quello che dice. Fortunatamente, i Frova passano e i Papi restano.

25 Gen 2008 | ore 15:41

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