24
Feb 2008
ore 19:09
ore 19:09
I Galli sono i migliori in cucina?
Sarkozy ha inaugurato il Salone dell'Agricoltura a Parigi. In Italia la notizia che è rimbalzata è che lui ha detto che la cucina francese è la migliore del mondo e che nel 2009 chiederà che diventi patrimonio mondiale dell'Unesco.
Per i giornali francesi, invece, la notizia è questa :-))
Stefano Bonilli
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notizie in breve

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
Sarà per via della crisi? Può essere, oppure è semplicemente stanchezza, è non poterne più...
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L'Italia é il paese dell'arte e l'Argentina della carne? Dietro queste credenze popolari c'é del mito ma certamente anche del vero. Se in tutto il mondo si associa la cucina alla Francia una ragione ci sará, anche se negli ultimi anni sono emersi altri paesi. Ma in Italia per assurde ragioni storiche la gente se dici Francia storce il naso, se dici Spagna ricevi l'applauso collettivo. Comunque Sarkozy farebbe meglio ad occuparsi anche di altre cose, visto che un allevatore in quel salone gli ha detto "non le do la mano perché se no me la sporco". E il malcontento cresce, cresce anche nel mondo agricolo cosí importante in Francia. Quanto spazio stanno dedicando Veltroni e Berlusconi alla cucina e all'agricoltura italiana?...manco in Capitanata davanti a 4 mila persone Walter ha fatto il minimo accenno ai problemi dei produttori di olio e di vino e a come potenziare la distribuzione
son meglio i capponi dei galli, in cucina....
Concordo pienamente con quanto detto da Gigio, anche se nell'ultimo governo Berlusconi, c'era un tale di nome Alemanno che qualcosa l'ha fatta... e anche bene. Perlomeno questa è la mia impressione.
Sarkozy fa il suo lavoro, ovvero difende e promuove il suo paese. ProdiBerlusconiVeltroni non ne sono in grado. Sono tutta fuffa. E chi ci rimette sono sempre i soliti, ovvero tutto il sistema itaia. A partire dal cliente fino all'agricoltore passando per il ristoratore. Ognuno deve fare la sua personale guerra per sopravvivere perchè non c'è un'identità istituzionale che lo difenda, promuova, assista e incentivi. Sarkozy molte volte è un po' goffo e un bel po' tamarro però lo vorrei per me uno che mi difende la cucina nazionale in quel modo....
Non ci si dovrebbe stupire di queste affermazioni, quando la Francia fa marketing enogastronomico dai tempi di Napoleone. Intanto Sarkò ha raddoppiato anche gli investimenti pubblici per il turismo. E i nostri? Tutti dediti alla ricerca delle poltrone, compreso l'ex-giovane di Italia.it ("Pliss,cam tu vizit auar cauntri"), non si stizziscano poi quando gli dedicano i cori di vaffa....
Già, questo post voleva stimolare la reazione di chi vede che si potrebbe promuovere l'Italia e che invece non fa nulla.
Realacci, che cura la campagna elettorale di Veltroni, dovrebbe stimolarlo a intervenire sulla materia cucina-turismo- ma invece fa più presa la sparata demagogica di 1000 euro per tutti ovvero il discorso sulla spesa quotidiana.
I ristoranti vengono intesi nel sentire comune e anche da Veltroni come il superfluo, mica si pensa che sono uno dei pilastri del nostro turismo e il turismo, dopo che si è visto il portale Italia.it, in che mani è?
Secondo me non è problema di migliori o peggiori, ma più organizzati e consapevoli, sì. Sono stati i francesi con l'Esposizione Universale del 1855 a creare la prima classificazione dei vini di qualità. E' stato Escoffier a classificare e standardizzare la cucina. E' la Francia il punto di riferimento culturale in cucina, con la breve e forse già calante eccezione del periodo basco, nemmen spagnolo ( San Sebastian o Girona in fondo sono a pochissimi chilometri dalla Francia). Quindi ci sta, ed è importante che un presidente lo sappia e lo dica.
La prima DOC italiana è del 1964, speriamo non debbano passare 100 anni prima che un presidente proponga ciò che ha proposto Sarkozy. E' un questione di cultura, forza comunicativa nello specifico settore, di consapevolezza rispetto alla solita aria di sufficienza, se non di sospetto, che circonda l'enogastronomia italiana.
Da qui a fare i soliti discorsi un po' qualunquisti però, ce ne passa e non si approda a nulla. Bisogna invece sostenere le associazioni, le persone, l'editoria perchè possano evidenziare e rendere credibili e sostenibili certi obiettivi. E', in fondo, un po' quello che stiamo facendo, nel nostro piccolo, partecipando a questo forum. Si può fare.
Appunto, dice bene Bonilli che mediamente la ristorazione = superfluo, questo vale sia per il politico che per il cittadino medio.
Con la differenza che il politico quando bisogna sparare le solite stronzate televisive non si tira mai indietro, e ricorre ai ripari sulla cucina e sulla moda: > E questa non è antipolitica o qualunquismo...
Thomas Barrack sul Sole 24 Ore di ieri dice che qui in Italia ci sono grandi potenzialità per il turismo (...) ma manca una strategia da sistema paese.
Aggiungo che all'Italia manca - tra le altre cose - una guida seria, capace di pianificare gli obiettivi del paese, una guida rispettata da tutti...Una guida che capisca come promuovere il turismo, la ristorazione, il vino.....
io che ho vissuto e cucinato in francia caro professore posso testimoniare che i francesi sono un popolo molto nazionalista e protettore dei suoi confini culinari…non a torto hanno dato in passato scuola di cucina e scuola sull’enologia…
Non manca solo una guida seria, caro Mettiu, manca proprio la gente seria! Qui tutti fanno promesse astruse e poi si abbarbicano sulle poltrone finché possono, tanto i voti (dagli scemi) li hanno già avuti. I francesi non hanno solo LA scuola di cucina e LA scuola di enologia, ma anche L' Ecole de politique...noi cosa abbiamo?
El País sta lanciando una collezione con le ricette dei migliori cuochi: ogni settimana un'uscita dedicata a un grande e prime uscite su Adriá e Berasategui. Poche ricette particolarmente significative e ben spiegate. Anche i giornali possono molto, c'è l'agenda setting anche a livello alimentare per cui se voi giornalisti lanciate l'idea che le ricette di Vissani e Pierangelini sono riproducibili in casa e tutto sommato conoscerle é cultura forse l'elettorato chiederebbe ai politici di potenziare anche la ristorazione...peró come ho detto in precedenza Rajoy nella Rioja ha dedicato 10 minuti della ora di discorso al vino e ai problemi di logistica...da noi direbbero ma Walter é impazzito con tutti i problemi che abbiamo si mette a parlare di hotel e vino
http://www.elpais.com/articulo/cultura/Alta/cocina/secretos/elpepicul/20080217elpepicul_6/Tes
Loro hanno l'ENA, Ecole Nationale d'Administration, che prepara i futuri grand comis dello stato.
Taccio sulla formazione dei nostri comis che, per fortuna, negli ultimi anni arrivano dal settore privato ma che grazie a un articolo demagogico dell'ultima finanziaria perderemo tutti se rimarrà a 240.000 euro il limite massimo di retribuzione quando il mercato per questi livelli è di 600.000 euro.
Udite, udite! Questa mattina il Presidente Napolitano, intervenendo, mi pare, a un convegno organizzato da Città del Vino, ha sottolineato l'importanza economica e culturale della viticoltura nel nostro Paese.
Un piccolo passo nella storia dell'enologia italiana.
I francesi partono dal presupposto che la loro cucina ed i loro vini siano i migliori del mondo, senza discussioni.
Lo possono fare forti del sostegno che la politica ,convinta dell'importanza della gastronomia come veicolo per diffondere il made in France, da sempre fornisce al settore.
Anche le persone comuni sono convinte che il loro vino, la loro cucina siano i migliori del mondo.
Da noi arriviamo adesso a conoscere la faccia degli chef, dei wine maker, e non sempre li giudichiamo con benevolenza, preferendo il clamore di una polemica alla conoscenza del loro lavoro.
Se non ci crediamo noi italiani nella nostra gastronomia, come possiamo pensare che gli altri riconoscano le nostre capacità?
Tra le 3 forchette quest'anno ci sono 2 chef non italiani. Sono bravissimi e nessuno li mette in discussione, anzi danno un grande contributo alla nostra cucina. Immaginate se mai la guida rossa indicherebbe in Francia uno chef italiano tri-stellato...
Beh, il più giovane cuoco d'Europa ad avere avuto il massimo voto dalla Michelin è stato Alajmo, cioè un italiano, non un cuoco francese.
Sono un bel po' sciovinisti i nostri cugini ovvero credono molto nella Francia, ma non sono scemi.
Però hanno sempre fatto grandi prodotti e li hanno saputi vendere, vedi formaggi e vini, e hanno sempre valorizzato la loro cucina.
Dopo dieci anni di sbornia spagnola torneranno in auge, per intanto sono il primo paese del mondo per visitatori.
Volevo ricollegarmi al discorso del direttore circa realacci e veltroni e l' attenzione a riguardo del cibo:veltroni io l' ho avuto come cliente, non beve vino e mangia quasi soltanto mozzarella di bufala, il che non guasterebbe in un piu' ampio criterio di regime alimentare, ma da li' a pensare che uomini con un' attenzione al cibo e alla ristorazione di qualita' dovrebbero rappresentarci....."stamo bene cosi'"
Intervengo scherzosamente dicendo che anche dall'altra parte non stiamo messi proprio benissimo. Berlusconi è famoso anche per aver detto che chi dedica più di 7 minuti al mangiare è una persona che non realizzerà niente di importante nella vita.
Tornando seri Direttore mi vien da dire che noi ristoratori e uomini di questo settore siamo come fantasmi che si materializzano ogni tanto per essere bruciati sul rogo dopo aver subito un processo sommario per l'aumento doloso dell'inflazione!!!
Ciao
In alcune cose i francesi sono migliori, credo che un po tutti dobbiamo qualcosa alla cucina francese, che piaccia o no, è stato il punto di riferimento culturale in cucina, se non l'unico per molti anni. Sono sciovinisti è vero ma noi insieme a loro siamo l'unico paese che difficilmente acqusita una bottiglia di vino che non arrivi dai propri confini, ma questo non lo vedo come un elemento negativo. Italia non ha nulla da invidiare, no anzi una cosa da invidiare c'è, si chiama Sopexa, che è l'agenzia di commercializzazione dei prodotti francesi, presente in tutti i mercati, propositiva, forte, una grande esperienza e professionalità. Le aziende francesi possono contare su questa grande organizzazione, le aziende italiane invece si devono... arrangiare
Berlusconi si vanta anche di bere il bianco della Valtellina. Possiamo dire che é anche l'unico in Italia, non perché sia un vino esclusivo, ma perché non esiste....
Peggio di lui fece solo l'on. Delfino, piemontese, sottosegretario all'agricoltura col governo Berlusconi, che durante un'intervista non ricordava nemmeno una DOC del Piemonte!
Io invece ricordo il compianto Corrado D' Ambra che mi racconto' un' aneddoto legato all'allora g6 del 1994 a Napoli: i nostri politici non conoscevano nemmeno l' esistenza della biancolella che veniva servito alla cena dei capi governo.
Indovinate chi era colui che conosceva la provenienza , il nome e le caratteristiche del vitigno in questione?
Ovviamente il Presidente Chirac....
Be' Prodi all festa di Telese dimostró di sapere perfettamente che cos'era il maialino nero casertano e le peschiole...comunque ieri a Macerata qualcosa sul turismo Walter lo ha detto a proposito de centri storici marchigiani e dell'Italia che ha tutto per fare il grande salto...l'unica Italia che si deve svegliare é quella della classe politica.
Di tutti questi episodi legati ai personaggi noti o meno noti della politica italiana non ne conoscevo nemmeno uno.
In compenso recentemente in un ristorante piuttosto noto in cui ero a pranzo c'era una famiglia francese; una coppia con due bambine tra gli 8 e gli 11 anni circa che oltre a mangiare tranquille avevano il loro bicchiere di vino da assaggiare!
In Italia quando qualcuno fa assaggiare un vino ai bambini di solito viene aggredito come diseducatore e traviatore di minori. Poi però la maggior parte dei genitori ignara del fatto che i figlioli della stessa età allo stato brado passano la serata a bere i mix bibite+alcool che si trovano tranquillamente al bar e al supermercato. Se alcool deve essere, almeno che sia di qualità!
Non sono affatto d'accordo con Gumbo, assolutamente. Dare del vino ai bambini è follia, non c'entra nulla con la cultura enogastronomica.
Vero è che le visite al ristorante di qualità con i bambini sono una caratteristica delle famiglie francesi che qui da noi non si usa fare quasi mai: si preferisce spendere l'equivalente(in tribuna anche di più) per andare allo stadio.
Anche da parte di (alcuni)ristoratori capita spesso sentir dire che non vogliono bambini nei loro ristoranti; trovo questi atteggiamenti ingiustificabili e di una limitatezza mentale inquietante, già viviamo in un mondo dove i Mac Donald hanno vita facile producendo dei danni non solo a livello educativo ma anche come danno alla salute dei ragazzi. Ci mancano i divieti di ingresso per i bambini.
Personalmente, dove vedo queste limitazioni, non ci metto piede ne da solo ne per pranzi di lavoro. Poi si lamentano della crisi del settore...
Io ricordo ancora quel dito di Freisa dove pucciavo un biscotto di meliga, al ritorno dalla Messa della domenica....avevo 5 anni!
Mah più di tanto io non so, perché di pupi non ne ho; però un messaggio equilibrato e positivo, si solito funziona meglio di un divieto di principio.
A me e alla maggior parte dei miei amici era vietato qualunque assaggio da bambini, appena è capitato di mettere mano a bottiglie di alcolici pessimi e a caso ci sbronzavamo di brutto!
Ragazzini che ho visto da piccoli assaggiare qualche sorso (eccezionalmente, mica tutti i giorni!) sono cresciuti e non sono alcolizzati.
Insomma dipende molto se si sa comunicare un messaggio o un altro (peraltro è una cosa che ho buttato lì a caso perché mi è tornata in mente, non è che io difenda strenuamente un comportamento o l'latro...erano solo constatazioni, chiuso!)
...e comunque, appunto, l'altra parte della questione che volevo esprimere era proprio il fatto che portassero le bambine al ristorante ad assaggiare cose molto particolari e queste mangiavano tranquille! (certo dipende anche dalle disponibilità economiche ecc. però una volta ogni 10 anni...)