22
Feb 2008
ore 11:50

Ristoranti della Camorra

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Un mese fa o poco più la Guardia di Finanza ha fatto irruzione in una serie di ristoranti napoletani dopo che il pentito Emiliano Zapata, nipote del camorrista Giuseppe Misso, aveva detto che il ristorante Zi' Teresa aveva come socio occulto lo zio. Aveva anche indicato i ristoranti "Antonio e Antonio" e i locali "Gusto & Gusto"  e "Giuseppone a mare" come aziende dove c'è una partecipazione occulta di Giuseppe Misso detto O' Nasone. Dice il pentito :«Mio zio Giuseppe è socio del ristoratore Vincenzo Della Notte, e quindi possiede interessi in alcuni ristoranti della città, come "Zi´ Teresa", "Giuseppone a mare", "Antonio e Antonio", "Villa Posillipo». E ancora, secondo i collaboratori di giustizia, una gastronomia in viale Augusto, una rosticceria in piazza Cavour gestita da altri due nipoti del boss, la società con il ristorante "La bella Napoli" ai Vergini.

Questo a Napoli ma purtroppo l'ultimo rapporto sulla Camorra fatto dalla Commissione Parlamentare dice che questa struttura ormai potentissima, ramificata e impenetrabile investe sempre più in alberghi e ristoranti in tutto il paese per riciclare il denaro proveniente dal traffico di droga.
A Roma, per esempio,  si mormorano alcuni nomi, ci sono storie che si raccontano e così a Milano.

Credo che il problema debba essere affrontato cominciando a discuterne pubblicamente perché fino ad oggi è stato molto sottovalutato. Certo, non si possono fare insinuazioni su Tizio e Caio, sul tal locale o il tal altro, ma come primo passo bisogna avere il coraggio di dire e avere chiaro che a Roma, Milano, Torino, Napoli, e non solo, molti bar, molti ristoranti, vari alberghi sono camorra nascosta e, come nel caso napoletano, smettere di andare in locali esplicitamente indicati come tali o che hanno proprietari che sono stati in galera per camorra. Non sto a dire che locali di questo tipo non devono più essere inclusi in una guida.

commenti 49

Sante parole.
Dunque iniziamo a fare nomi e congnomi anche nelle altre città.......

22 Feb 2008 | ore 14:09

anche sul lago di Garda...
sono stato contattato da tre figuri che entrati nel locale deserto all'una di notte/ero solo) mi chiedono di bere champagne....dopo 10 minuti mi chiedono info dettagliate sul locale se voglio venderlo, che a loro interessa parecchio, diventano insistenti pacca sulla spalla, parlano di contanti_(peraltro una bella cifra) il calabrese intanto mi guarda con fare intimidatorio, in piedi mi sovrastava di venti centimetri, e cerca di imbonirmi, dicendo che sarebbe stata una bella cosa, la migliore....
HJo retto il discorso, prendendo la scusa che mancava il socio di ritornare l'indomani.....
escono pagano la bottiglia, intanto prendo modello auto e numero di targa....informo la notte stessa i carabinieri...
non li ho piu' visti.
Resta il fatto che discoteche sul garda sono gestite dalla mafia ed anche ristoranti..pero' ci vogliono le prove.

22 Feb 2008 | ore 14:18

Appunto, ci vogliono le prove perché altrimenti è diffamazione e si rischiano anche di pagare un bel po' di soldi di penale.
Ma incominciare a parlare del problema, capire qual è la situazione, vedere, come a Napoli, dove già magistratura e polizia sono intervenuti e ricordare i nomi dei locali sarebbe opera utile.
Non si capisce perché ci dovremmo preoccupare dell'ecologia e non di una malattia cancerogena come è l'infiltrazione camorristico-mafiosa.
Anche questa è ecologia :-))

22 Feb 2008 | ore 14:37

Senza contare i bar e i ristoranti gestiti dai racket cinesi

22 Feb 2008 | ore 14:41

Sempre mafia è, cinese, albanese, bulgara o africana non importa, fondamentale è incominciare a parlarne perché queste infiltrazioni prosperano nel silenzio e nel disinteresse.

22 Feb 2008 | ore 14:45

Bè ammetto la mia ignoranza, non ho assolutamente la sensazione di quanto possa essere grande e diffuso questo problema. Giusto parlarne.
Marco

22 Feb 2008 | ore 14:59

e' assolutamente ramificato in tutta italia concentrazioni maggiori nelle grandi citta' del sud ma anche al nord non si scherza...sul garda girano interessi vertiginosi....e nessuno(privatamente) non puo' far nulla....ci sono altisonanti che compaiono su riviste di settore che sono dei prestanome..si sa....lo so io da privato cittadino figuriamoci se non lo sa la forza pubblica...

22 Feb 2008 | ore 15:13

"Resta il fatto che discoteche sul garda sono gestite dalla mafia ed anche ristoranti..pero' ci vogliono le prove."


Ma qui non manco magari un "alcune"? La mia famiglia allargata gestisce 4 ristoranti e 2 alberghi sul Garda e sono il frutto di 40 anni di lavoro massacrante che vedo fare ancora ad oggi anche ai miei genitori tutti i santi giorni.

Che le infiltrazioni ci siano lo dice anche Saviano, ma non è bello sputare a pioggià su quelli che il loro lavoro lo fanno onestamente.

22 Feb 2008 | ore 16:01

A Milano questa realtà è ben radicata tutti sanno a quali ristoranti ci si riferisce però nessuno dice niente nessuno indaga e loro continuano ad aprire nuove cose .

Non credo che possiamo fare qualche cosa noi se poi nessuno si muove.
Sicuramente a Milano sarebbero spariti in molti

22 Feb 2008 | ore 16:19

Sippero... la questione è facile se messa in termini di localini piu o meo mediocri che si preoccupano più del colore dei soldi che entrano e escono che non di ciò che fanno in cucina. Sono brutti sporchi e cattivi, non c'entrano con le guide, bisognerebbe fare qualcosa ecc. E fin qui ci siamo. La riflesisone invece diventa interessante se si pensa a quei - pochissimi - locali dove magari non tutto è limpido come dovrebbe (era un eufemismo questo?) ma che nel contempo, per un qualche strano motivo ignoto a noi umani, propongono 'anche' cose da mangiare spettacolari. E con quelli cosa ci si fa? (perche io personalmente se un mafioso mi dovesse fare la fiorentina più buona mai mangiata in vita mia - faccio per dire - non so fino a che punto m'importerebbe ancora la qualità morale del personaggio... :-)

22 Feb 2008 | ore 16:24

d.o.c. molecolare....io gestisco un locale da vent'anni ...non ho detto che tutte le attivita' son gestite dai traffici mafiosi ci mancherebbe...mi sembrava chiaro quanto scritto..chiedo scusa se ti sei offeso.
io non sputo su chi lavora onestamente.
pero' guarda caso il traffico di droga e prostituzione e' fiorentissimo sul garda...guarda quanti villini affittati in nero alle signore della notte a cifre da capogiro...

22 Feb 2008 | ore 17:03

per oliva...meno male che non tutti sono come tia......

22 Feb 2008 | ore 17:06

Dici che è meglio una mediocre bistecca legale di una bistecca da sballo totale ma cucinata da uno che ha a che vedere con la malavita? Secondo me, no :-)

22 Feb 2008 | ore 17:43

Napoli, Lago di Garda , Milano, Roma gli affari come l'amore si fanno in due. Molto spesso il "losco" è sudatticio e puzza di tabacco, spesso è con cravatta e erre moscia, molto spesso porta l'aureola, delle volte un compito ragioniere.Altro che favole!

22 Feb 2008 | ore 17:43

Uff, bel topic spinoso (uno via l'altro, direi). Io sono commerciante, in prima persona, dal '91, e prima di me la mia famiglia, dalla fine della guerra (la seconda mondiale, ormai va precisato). Normale che se ne siano viste un po' di tutti i colori; perfino da queste parti (Genova) pure con la crisi, la situazione non brilla: la riviera sembra terra di nessuno per i locali notturni; in citta' la ristorazione mi pare in mano alle famiglie (quelle serie, dico, quelle che Casini vuole salvare) e questo perche' temo ci sia pochissima trippa per i gatti: quindi, appunto, la conduzione familiare e' abbastanza la norma.
Certo che un topic cosi', in cui ovviamente nomi non se ne possono fare, e' ben triste: sentiamo i vari si dice. Tutto questo puo' rientrare nell'altro filone di argomenti, riassumibile in "decadenza del Paese"?

22 Feb 2008 | ore 17:46

volete nomi?
ok io mi sbilancio....
sesto senso a desenzano....
vorrei vedere chi mi smentisce...oppure e' piu' facile che mi minacci.
cazzo che palle...ma la mia Italia dov'e' finita?....
come sempre lancillotto resto..d'altronde ho mollato un attivita' nell'82 grazie all'"aiuto delle forze dell'ordine" che mi hanno costretto a chiudere pensando fossi in combutta con gli spacciatori di merda....
ho vissuto cose che voi umani....
Bonilli se questa non e' una denuncia....
vorrei che anche oliva mettesse noime e cognome...ma non posso pretenderlo...figuriamoci!

22 Feb 2008 | ore 18:06

spariti tutti? ed i nomi?.....

22 Feb 2008 | ore 18:27

bau bau micio micio.....
caro Bonilli volevi provocare? mi spiace ma siamo proprio tutti italiani....
PEPPINO IMPASTATO non ha insegnato niente a nessuno?..i centopassi non vi han commosso?
bene. vuol dire che siamo un popolo di coglioni senza palle..un ossimoro...si'

22 Feb 2008 | ore 18:41

Caro Adriano, intanto basterebbe fare i nomi sulla falsariga di Napoli. Come nel capoluogo partenopeo ci sono state nel corso degli ultimi anni operazioni della GdF in molte parti d'Italia ma i nomi dei locali beccati ma valli a ricordare...
Sparare nomi per beccare una querela è altrettanto inutile ma discutere del problema - quando solitamente non se ne parla - lo trovo utile e abituare i clienti-gourmet, almeno loro, a scegliere non solo in base al menu.
Oppure è solo un esercizio di impotenza?

22 Feb 2008 | ore 18:47

be' ho provato a lanciare il sasso...dopotutto rischio io..sull'impotenza non ne sarei sicuro.
il nome che ho sparato chiuso per collusioni mafiose e riaperto dopo tre giorni...mi spieghi perche'?

22 Feb 2008 | ore 18:50

mi chiedevo se l'odore dei pizzi si senta nel piatto...parafrasando il famoso film....
:-O)

22 Feb 2008 | ore 19:42

ma il sesto senso a Desenzano non è una disoteca?
Saranno 9-10 anni che non ci vado ma era uno dei club più alla moda di tutta Italia con tanto di selezione all'ingresso (in base allo stile faschion dell'individuo che voleva entrare) uno dei fashion selezionatori era il noto e carestoso parrucchiere Righetti di Verona, nonché mio carissimo amico stramodaiolo.
Non sapevo che il locale fosse gestito dalla Camorra, in effetti nel privè si poteva tranquilamente dire: "Al sesto senso ci si sente proprio come a casa nosta"

22 Feb 2008 | ore 19:56

cosa nostra al limite.....
ies ai du

22 Feb 2008 | ore 20:02

vedo sul forum un sacco di assensi....
:-O)

22 Feb 2008 | ore 20:17

non andarci talvolta non basta. perché quando i ristoranti stanno aperti per riciclare denaro sporco, non è indispensabile che la gente ci vada a mangiare. af

22 Feb 2008 | ore 21:18

adriano...ma perchè ti agiti così tanto?
Guarda che c'è anche chi non scrive niente perchè non ne ha la minima idea!
Come cavolo si capisce se un ristorante all'apparenza normalissimo è gestito dalla camorra?! Mica c'è un cartello sopra e i tizi con gessato e mitra all'ingresso.
Alcuni "nait clab" hanno un'aria molto losca...ma da lì a poter dire con certezza cosa succede dietro le quinte ce ne passa!

22 Feb 2008 | ore 21:41

precisazione: quando parlo di nait clab loschi penso a quei localini che appaiono e scompaiono in zone improbabili della città nell'arco di una stagione o poco più. Sarà un mio limite, ma i locali più famosi d'Italia non sono in primi che mi vengono in mente...boh!

22 Feb 2008 | ore 21:52

mi agito perche' non sono zoombie come l'80% degli itagliani....

22 Feb 2008 | ore 23:57

Indubbiamente ci sono tanti zombie, ovvio che c'è gente che sa taaaante cose e fa finta di niente. Ma c'è anche un sacco di gente che parla di cose che non conosce realmente, gente che che si fa ingannare delle apparenze, gente che sparge voci per danneggiare i concorrenti, gente molto abile a nascondere gli sporchi affari; il tamarretto che cerca solo di fare un po' il bullo è quasi identico al pupillo della criminalità organizzata; gli spacciatori di sostanze varie ronzano intorno a tutti i locali notturni che ho visto, ma è impossibile capire al volo in che rapporti siano col proprietario. Quindi a meno che non si sia molto vicini a qualcuno coinvolto direttamente o non sia capitato per caso di assistere a qualche scena inequivocabile non è per niente facile capire.

23 Feb 2008 | ore 00:35

Ma che state a dire...va tutto bbene, la mafia non esiste.

23 Feb 2008 | ore 07:40

Ma l'avete letto Gomorra? Forse non è ancora chiaro che:
1) la camorra non è un'associazione filantropica che assiste i derelitti lazzaroni
2) come prima la mafia ora la camorra si è fatta impresa e dell'impresa conosce tutti i coretti meccanismi di azione e di investimento
3) si rivolge ai migliori professionisti del settore in cui investe
4) è capace di avere degni rappresentanti anche nella politica ciarliera e nel governo reale degli enti pubblici o delle istituzioni (vedi la monnezza napoletana)
4) non è affatto rappresentata da rozzi emissari ( quelli che hanno visitato Liloni sono avanzi epigonici dei bravi di don Rodrigo o dei comparielli del boss)
5) lascia pure chiedere tangenti a questi bravetti, ma predilige invitare chi ha soldi alla compartecipazione nell'impresa facendo guadagnare ben oltre il normale atteso dall'investimento.

Se così stanno le cose, perché ci meravigliamo che esistono ristoranti della camorra?
Probabilmente esistono anche grandi ateliers e grandi negozi del genere.
Possono essere riconosciuti? e come? recuperando il metro lombrosiano tipo: quel cuoco è guercio, meglio evitarlo?
Il problema vero è che se polizia e magistratura non fanno un bel repulisti nulla si sa.
E se si sa ha ragione bonilli.
Al pari del non voto ai politici mafiosi dimostriamo il nostro disdegno: non sediamoci a tavola là dentro.

23 Feb 2008 | ore 09:11

Non so , ho poco da dire, Ma vi porto il mio punto di vista come contributo.

Niente da dire perchè nonostante giro quotidianamente i ristoranti mezzogiorno e sera, interagisco , parlo , chiedo e mi informo , non ho mai percepito il genere di problematiche che segnalate voi.
Sarò miope , ma non ho mai visto ne sentito nulla, e ve lo posso giurare sul mio Gabriele! Visto che prima si parlava di avere le palle di fare nomi e cognomi.
Vi cito un altro esempio, nella mia giovinezza dai 16 ai 32 anni sigh.. , ho frequentato locali , discoteche, tra tavoli e boccie di champagne , fino all'alba e oltre, quando sentivo parlare di giovani e droga in discoteca, io sorridevo perchè non ho MAI visto nulla, ma NULLA, che non fosse alcol.

Ne deduco...
Discoteche e ristoranti che frequentavo e frequento, sono diversi da quelli che frequentano gli altri ?

Ho paura di si... certi ambienti/locali e certe frequentazioni, basta saperci girare al largo , credo.

Se poi per chiudere, è normale per il 95% degli italiani NON riconoscere un Gambero fresco da uno surgelato, credo sia altrettanto normale non saper distinguere un ristorante VERO da uno dove si va riciclando denaro o altro. Ma purtroppo io oltre chiaramente a parlare SOLO di ristoranti VERI, altro non posso fare.

VG.

23 Feb 2008 | ore 10:45

A onor di cronaca le vicende torinesi dovrebbero far riflettere, dopo i fatti della sala bingo di Moncalieri, della discoteca del Valentino e del racket del lavoro nero ai mercati generali. Ma dovrebbe far riflettere anche il fatto che a Milano molti esercizi commerciali del centro hanno una vita media di 10/12 mesi...
Comunque mi é capitato di vendere ignaro a ristoranti, gestiti da prestanome dotati di licenza, che in realtà erano delle "lavatrici" per riciclare denaro sporco della mafia. Ho testimoniato più volte ai processi e naturalmente non ho più rivisto un soldo. Parlo di città del nord e del centro Italia.

23 Feb 2008 | ore 11:00

Senza volerne parlare male, segnalo al direttore che alcuni di questi erano anche recensiti sulla guida del Gambero rosso....

23 Feb 2008 | ore 11:06

Concordo con Claudio , anche qui da me non ho mai percepito nulla di quanto si è detto , anche se sono sicuro che pure qui non sono tutti stinchi di santi , qualche caso isolato si è verificato un paio di settimane fa con alcuni commercianti all'ingrosso , ma è stato stroncato sul nascere , li hanno presi tutti , comunque , resto anche io del pare che se si vuole ci si riesce a stare alla larga da certi posti, saluti Salvo

23 Feb 2008 | ore 14:55

Si dice che molti bar del centro di Roma siano della camorra. Si dice che alberghi e ristoranti di Roma siano della camorra. Si dice... ma i miei amici che fanno la giudiziaria ti raccontano di quello che era un indirizzo famoso per gli elettrodomestici e invece... e io me lo sono andato a vedere e certo non pensavo a un cartello _ Socio Camorra - ma di vedere qualcosa di strano si e invece era uno di quelli che andavano per la maggiore e poi si è riciclato sui televisori di segmento alto, boh... capisco che per il cittadino sia difficile ma se il proprietario è andato dentro col 41bis per alcuni mesi, caso romano noto, non diventa più difficile ma anzi è palese e però mondo tv e spettacolo erano sempre lì e poi se si gira nel centro di Roma tutti o quasi i bar fichi di vendono coca.
Insomma, tutte vergini disattente? Tutti che cadono dalle nuvole? Tutti gli altri ristoratori che non sanno?
Ma mi faccia un piacere!!!! diceva Totò :-)

23 Feb 2008 | ore 17:34

la coca qua sul garda scorre a fiumi...credo a questo punto che la polizia stia a guardare..per non parlare degli albanesi puttanieri...ah...scusate mi han dato del razzista per questo.....

23 Feb 2008 | ore 17:50

Certo sig. Bonilli , nessuno dice , che non c'è questo mondo sommerso però a seconda dei posti ce ne è più o meno , citando Roma , fu clamorosa la storia di "Quinzi & Gabrielli " di qualche anno fà

23 Feb 2008 | ore 18:17

Un attimo però si sono intersecate più faccende. Una cosa è il locale/albergo/ristorante segretamente legato finanziariamente alla camorra...ma se ho capito bene anche il caso del negozio di Roma finchè non è stato arrestato mica era così evidente no?

Ho capito bene che però anche dopo, tutti hanno continuato a frequentarlo come niente fosse? Che anche quando è certo la gente se ne frega? Questo sì è il punto su cui si potrebbe fare qualcosa come clienti. Io se avessi un elenco garantito di questi locali li eviterei.

Altra faccenda, invece, che nei locali si trovi droga di vario tipo (secondo dal locale) mi pare sia una delle cose che sanno quasi tutti (tranne VG?). Si dice che a Torino quando arrivavano alcuni jazzisti ( tipo Chet Baker) in qualunque luogo suonassero, a una certa ora appariva un certo tizio. Tutti sapevaon perchè era lì. Ma alla fine, dato che forniva un servizio in alcuni casi necessario in modo discreto e silenzioso...chi aveva interesse a denunciarlo? Io non l'avrei fatto. Come non ho mai detto in giro che quando andavamo a fare le prove da un tizio con cui suonavo (figlio del proprietario di un hotel) incrociavamo sempre le prostitute del marciapiede di fronte che andavano al piano di sopra con i clienti. Ma loro erano vecchia maniera, libere professioniste, non schiavizzate o che - quindi perché immischiarci? Ci sono vari livelli di problemi...

23 Feb 2008 | ore 19:51

@ Claudio. Beh Claudio, parliamo di una piaga sociale come la droga, a leggere quello che scrivi mi vien da pensare che sei un pochino ingenuo. Ma non c'è nulla di male. Vai al ristorante mezzogiorno e sera, ma il target che frequenti tu non è quello su cui investe chi vuol nascondere le cose. Li aprono in sordina, anzi nemmeno li chiudono. ieri c'era una farmacia, oggi una pizzeria, ieri una trattoria dove l'affitto lo da 6 mila al mese oggi zac la stessa pizzeria della stessa catena. A te le metafore di una Milano che certamente conosci.

Buon week end

23 Feb 2008 | ore 20:47

Bel tema, ma un po' astratto che per chi vive a Napoli. Strano, vero? La camorra entra nei locali per ripulire danaro. Dunque sono molto facili e identificabili non solo perché i camerieri in genere sembrano usciti da una scena di Scarface, ma perché il menù è banale, turistico con tocchi esotici che negli anni '90 erano costituiti dal salmone ora dallo speck, non c'è attenzione al cliente, vini delle solite marche, eccetera. Ma, sopratutto: non gliene frega nulla delle guide e dei giornali, anzi, preferiscono stare un po' fuori dai riflettori. Ancora non ho conosciuto un locale in odore di camorra dal quale uscire soddisfatti e arricchiti gastronomicamente parlando. La gastronomia è cultura, aggiornamento, il livello criminale della camorra ha una elaborazione elementare, non sofisticata, va sui luoghi comuni e vive di status symbol un po' pacchiani e immediatamente visibili. Mentre la mafia è riserbo, la camorra è ostentazione. Insomma, per dire che il fenomeno esiste, eccome, ma viaggia su circuiti ben definibili, separati. Difficile caderci da cliente. Le famiglie di ristoratori e pizzaioli sono tutte ben conosciute a Napoli e stanno sulla piazza da almeno due o tre generazioni. Ritengo invece il problema più subdolo e complesso se parliamo di bar. Ma qui alzo le mani perché bisognerebbe approfondirlo molto bene prima di scirverne.

23 Feb 2008 | ore 21:08

@ Nicola

Nicola il problema è sempre quello, tutti lo sanno quali sono a Milano vicino a te ce ne sono e io sono contornato da questa tipologia di ristoranti però aprono chiudono riaprono sotto altro nome .
Il problema è che non riescono a scoprire le magagne che ci stanno dietro e di conseguenza non li chiudono .
E altra cosa molto più importante è che la gente fa a botte per andarci sapendo le voci che ci girano intorno eppure fanno sono sempre pieni

buona domenica

24 Feb 2008 | ore 09:43

E' uscita sul http://www.quadriviosgr.it/rassegna_stampa/2007/07.07.16_Bufale_in_viaggio_verso_la_Borsa_Corriere_Economia.pdf un'inchiesta che metteva in discussione le origini finanziarie dubbie di una nuova catena di ristoranti e pizzerie e credo ci siano state querele e ci sarà un processo. Di sicuro il metodo è questo: la catena apre tre o quattro locali, chiude quelli che non funzionano, non paga i debiti, tutto sparisce in un muro di nebbia e ti ritrovi nel locale rimasto aperto molti degli stessi tipi degli altri tre locali mentre la base finanziaria di questa catena che utilizza più nomi per i ristoranti e le pizzerie è abbastanza intricata e non si riesce a conoscere.

24 Feb 2008 | ore 09:51

Eh appunto, guarda che giri complicati; di solito non sono fessi, purtroppo!

p.s. Certo che...ehm,... "Lastrico srl" e (per chi conosce l'inglese) "Ass srl" qualche sospetto potrebbero farlo sorgere...

24 Feb 2008 | ore 10:18

@ Andrea Alfieri

Vicino a Cavallaro ci sono dei locali loooschi????
Ma che scherziamo?
Non ci credo.....
;-)
'azz sotto casa mia, a pochi numeri civici da Nicola, c'è un viavai niente male, bella gente insomma...

Ma che mi metto a fare una telefonata alla polizia al giorno?

Buona Domenica

24 Feb 2008 | ore 15:14

Direttore, il meccanismo che mettono in atto é molto complesso, dietro ci sono commercialisti, avvocati, notai, consulenti finanziari che sono dei loro o lavorano per loro. Il meccanismo delle scatole cinesi é purtroppo legale, sa quante aziende lo applicano in Italia? Non solo quelle che fanno il crack e finiscono sui giornali. Quando andai a testimoniare al processo (penale) come parte lesa, la società indagata, una del meccanismo, aveva un debito IVA di 8 milioni di euro...

24 Feb 2008 | ore 20:10

paolo ho capito che per i soldi che dovevi avere hai fatto la fine di me con un "noto giornalista"...beviamoci sopra va'.....

24 Feb 2008 | ore 21:03

Eh, Adriano, ma questa é l'Italia: il paese dei furbi, anche se nel mio caso dietro ai furbi c'era la mafia.

25 Feb 2008 | ore 11:31

Condivido le parole di Luciano Pignataro.

27 Feb 2008 | ore 14:08

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