05
Feb 2008
ore 11:11

Napoli è anche pizza :-)

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pizza0502.jpg

Saliamo in taxi sul lungomare di Napoli, dalle parti di Riviera di Chiaia: "In via Caravaggio 52 - diciamo all'autista - "è una pizzeria - spieghiamo, per dare un riferimento - Mai sentita - fa lui - ma siete sicuri che sia buona? Se volete vi accompagno in una delle buone pizzerie dove vanno i napoletani".

Già, dove vanno i napoletani? E cosa vuol dire una buona pizzeria?

Di pizza parlano in molti, anche all'estero. Garcia Santos, uno dei più famosi critici gastronomici del mondo, nel suo ultimo editoriale ne parla e azzarda indirizzi e consigli. Io penso che uno straniero di pizza ne possa capire poco, anche se è un gourmet, così come io italiano non ho capito molto la frittata di patate pur facendo parte della giuria, a Lo mejor de la gastronomia, che decideva la migliore frittata di patate della Spagna mentre loro, gli spagnoli, disquisivano dottamente sull'uovo, le patate, l'amalgama e si capiva che era cosa loro.

Ma torniamo al viaggio in taxi. Noi abbiamo mangiato una serie di eccezionali pizze alla Notizia, in via Caravaggio, appunto, là dove il tassista non sapeva ci fosse una buona pizzeria. Enzo Coccia, il proprietario, fa la pizza e insegna a farla con corsi appositi. Il locale è piccolo, aperto solo la sera perché nel corso della giornata si preparano gli ingredienti e si fa lievitare la pasta, ma anche se piccola La Notizia registra un continuo via vai di gente che prende la pizza per portarla a casa mentre nei 24 posti a sedere i clienti si alternano, servita rapidamente e gentilmente.

Tutto questo perché la pizza che si mangia qui è una delle più buone, per esempio quella bianca con strutto e ripieno di scarola riccia, il ripieno di provola e melanzane, naturalmente la margherita. Non ci mettiamo a fare classifiche e non vogliamo sfrucugliare l'amor proprio dei napoletani anche perché in città sono un migliaio le pizzerie e in tutte i titolari dicono che la loro è la meglio pizza del mondo, ma ci piacerebbe leggere gli indirizzi di quelle che secondo voi sono le migliori pizze e pizzerie di Napoli.

FOTO SIGRID VERBERT

commenti 58

La migliore in assoluto :
Pizzeria di Napoli, a Fuorigrotta, Via Marcantonio o Marcaurelio.
Scoperta per caso ma indimenticabile per la qualità e la freschezza delle materie prime
Locale spartano ma pulito.
Andateci non rimarrete delusi

05 Feb 2008 | ore 17:04

Buona la pizzeria Di Napoli a Fuorigrotta che si divide con Cafasso a Piazzale Tecchio la palma della migliore del quartiere.
In zona centrale direi Brandi, ma anche Manfredi in una delle stradine adiacenti alla centralissima Via Dei Mille e Ciro a Santa Brigida.
Al Vomero/Arenella la migliore è Vittoria, ma anche Alba e Gorizia non sono male.
Ottima la pizzeria Starita a Materdei.
Nel centro storico meritano la deviazione Bellini e Di Matteo.
Meravigliosa anche la pizza di Ciro a Mergellina.

La migliore di tutti a mio avviso resta Michele nei pressi del vecchio Tribunale.

Si ma oltre la pizza......?

Ad Majora

05 Feb 2008 | ore 17:15

Per riprendere il titolo del suo post,
vorrei riportare la notizia che la pizza napoletana é in dirittura d’arrivo per ottenere dalla UE la STG (specialità tradizionale garantita), poiché la ricetta é già certificata da un proprio disciplinare nazionale.
Ma cosa vuol dire una buona pizzeria?
Dovremmo chiedercelo in molti!
Riporto quindi alcune righe di un articolo apparso il 29/01/08 su Ilsole24ore dal titolo “Business scippati: pizza tedesca con strategie globali.”
Klaus Rader, a.d. della catena Vapiano, il nome parrebbe italiano invece ha sede a Bonn, annuncia di voler aprire 100 nuovi ristoranti in Europa e tra gli obbiettivi del 2009 ci sarebbe anche l’apertura di alcuni ristoranti in Italia. Vapiano, già presente in 31 paesi del mondo, ha chiuso il 2007 con 43 milioni di euro di fatturato, il doppio dell’anno precedente, non male per un marchio che é arrivato sul mercato solo 6 anni fa.
Ma cosa si mangia da Vapiano?
Pasta e pizza preparate sul momento, naturalmente!
E siccome sono tedeschi, quindi efficientissimi, forniscono all’ingresso una tessera magnetica dove il cliente registrerà le ordinazioni. In coda ai banconi a vista, il cliente-consumatore vedrà preparare davanti ai suoi occhi gli italici manicaretti, smarcherà la tessera e si accomoderà ai tavoli. Alla fine un inserviente sparecchierà per lui le stoviglie in ceramica e vetro. Pagamento alla cassa scaricando la tessera. Vapiano sfama mediamente 900 clienti al giorno per punto vendita, grazie a 1.100 dipendenti tedeschi e nativi dell’est Europa. Nessun cuoco é italiano, tranne quello della sede madre di Bonn dove si creano e si testano le ricette base. Sì, perché il 30% della rete Vapiano é in franchising. Peraltro l’a.d. afferma che mozzarella, parmigiano e pomodori sono acquistati in Italia. Che magra consolazione….

05 Feb 2008 | ore 17:30

Cafasso numero uno a Napoli e rimando al post del mio blog
http://olivariidea.blogspot.com/search/label/sapori

05 Feb 2008 | ore 17:43

consiglio vivamente DI MATTEO in Via dei Tribunali, 94!LA pizza è buonissima ed enorme...il posto però è piccolissimo quindi aspettatevi lunghissime file per i vicoletti di napoli...

05 Feb 2008 | ore 17:44

Come alternativa forse solo Di Matteo, o Michele ai Tribunali, l'importante è però sempre la base, cioè il criscito e non il lievito che rende la pizza gommosa e fa venir sete.

E diffidate delle pizze con mozzarella di sola bufala.

a mozzarella da pizza deve avere le stesse caratteristiche della mozzarella normale, ma una quantità di acqua inferiore, e con un minor tenore di grasso (15-20% contro il 20-25% di quella da tavola).

05 Feb 2008 | ore 17:51

ma la pizza, come il ragù, è questione di imprinting o meglio, di affezione. Così ognuno sceglie la pizzeria che meglio rispecchia la sua idea, ed è inutile sperimentare, rispetto a quella che si preferisce, le altre pizze saranno sempre una delusione

05 Feb 2008 | ore 17:56

A parte che il pizzaiolo campione del mondo é spagnolo (Fabián Martín) il paragone non ci sta perché tutti gli spagnoli mangiano una volta al mese una pizza, quanti italiani mangiano la tortilla e con frequenza? Gli spagnoli credono di avere le migliori pizze del mondo, e in subordine guardano all'Argentina non all'Italia. A Napoli si puó mangiare la migliore pizza d'Europa e anche la peggiore, come tutto in questa cittá non conosce vie di mezzo. A me piacciono i classici: Da Michele e Trianon (via Pietro Colletta) saró poco originale ma gira e rigira come IN QUESTI DUE POSTI NESSUNO mediocre la pizza di Brandi, pessima quella del Soldino vicino a Via de'Tribunali. Un saluto.

05 Feb 2008 | ore 18:11

Pure la miglior pizza in Spagna? Io ero rimasto al miglior panettone, alla miglior mozzarella, al miglior prosciutto e al miglior cuoco del mondo...
Domani che si saprà, che i migliori pizzoccheri alla valtellinese e il miglior risotto lo fanno in Spagna?
Forse il successo ha dato alla testa.

05 Feb 2008 | ore 18:59

http://www.directoalpaladar.com/2007/05/25-las-mejores-pizzas-del-mundo-de-fabian-martin

E sul risotto Capel disse una cosa simile aspetta che te la trovo e poi ci facciamo due risate

05 Feb 2008 | ore 19:03

Ho amato perdutamente la pizzeria Bistecca, a Fuorigrotta. Una pizzeria "commerciale" senza troppe fisime, dove però ci si appaga assai.

05 Feb 2008 | ore 19:05

Ma una pizza al mese fa veramente ridere visto che c'è chi tre giorni su sette va a mangiare pizza, vuoi per i pochi soldi che ci sono in giro, vuoi perché è divertente come alimento. La pizza per un italiano è una cosa ben precisa, per un romana e una cosa un po' diversa che per un italiano e più importante, per un napoletano è parte del suo cromosoma.

05 Feb 2008 | ore 19:08

Su Capel mi sono già espresso, e preferisco stare zitto sennò Paolo Marchi mi lincia!

05 Feb 2008 | ore 20:09

Su Napoli preferisco Pellone in via Nazionale 93 tel 081.5538614 e Ernesto Cacialli Il Pizzaiolo del Presidente via tribunali 120 tel 081210903.
Pizze di gran classe, ma attenzione da Cacialli a scegliere un tavolo non troppo lontano dal forno.
Quando poi voglio andare in estasi scelgo Antonio La Marca da Era Ora a Palma Campania Via Circumvallazione, 182
Tel. 339.8587591.
Semplicemente divina.

05 Feb 2008 | ore 20:29

Mi meraviglia che nessuno abbia ricordato la migliore pizzeria di Napoli: Sorbillo (il primo, non il secondo nè il terzo) in via dei Tribunali.
Inventori del calzone imbottito o ripieno negli anni Trenta, raggiungono vette di goduria e di colesterolo con la "Sorbillo" o ripieno "fritto-al forno" senza pomodoro, farcito di cicoli di maiale, ricotta, provola e pepe nero, grande e dalla pasta leggerissima; anche la classicissima "salsicce e friarielli" merita senz'altro la deviazione.
Provare per credere. Attenzione solo durante il weekend: fila di quaranta persone con chiamata per altoparlante, nonostante i due piani e i numerosi tavoli.
Per il capitolo "pizza fritta" recatevi, il mercoledì, il sabato e la domenica, alle spalle di piazza Mercato. C'è una friggitoria che fa il ripieno fritto "completo" forse migliore della storia e lo fa con gran modestia. Attenzione, in questo caso, al calore dell'imbottitura, più o meno alla temperatura della lava vulcanica.
Ultima, per gli arancini e le frittatine di maccheroni, sublimi ed economici, "la pizzeria del Presidente" in via Tribunali. Enjoy!

05 Feb 2008 | ore 22:31

Se dobbiamo parlare di pizza fritta, e specificamnete di cibo di strada, nei pressi di Porta Nolana, c'è una coppia di coniugi che impastano e friggono clazoncini ripieni, cioli ricotta e pomodoro, nel cofano di una vecchia fiat 127 blu. Il piano di lavoro è sulla strada, mentre il resto è appunto nel bafagliaio dell'automobile, compresa la bombola del gas.
non so se sono ancora lì ma oltre alla qualità del calzone, che mangiato in strada ha sempre un altro sapore, è un'esperienza unica e divertente.

06 Feb 2008 | ore 09:31

Sarebbe interessante sapere se c'è qualcuno che conosce pizzerie altrettanto buone di quelle napoletane. Pizzerie paragonabili a queste, indicate come le migliori del capoluogo campano, che siano a Roma e nelle altre città italiane.
Ovviamente l'elenco ha senso solo se è stato possibile fare un confronto, altrimenti dire che la pizzeria XY di Milano è buona o più buona senza conoscere le pizzerie di Napoli è un esercizio inutile.
Per finire la pizza napoletana, col cornicione, è una tipologia ben precisa di pizza, quella che si mangia a Roma, bassa e croccante, è un'altra tipologia di pizza.
Per tutte, però, la differenza fra buona o cattiva la fanno la lievitazione e l'impasto.
Insomma, la pizza è un piatto serio, un gran piatto ma di pizze e pizzerie buone in giro per l'Italia ce ne sono ben poche a fronte delle decine di migliaia di locali che servono pizza.

06 Feb 2008 | ore 11:19

L'unica pizza col cornicione, lievitata con pasta madre, fiordilatte di Agerola etc., che si può mangiare a Torino, buona come al Trianon, é quella Da Cristina in c.so Palermo.

06 Feb 2008 | ore 11:53

Concordo con quanto scritto, soprattutto con la discrepanza tra il numero di pizzerie e quello dove la pizza è buona.
Mi piace aggiungere, da napoletano doc che la pizza, come il caffè risente dalla cosidetta "mano" di chi la fa, delle condizioni meteorologiche e dell'acqua, che a Napoli, è un po' piu "dura" come quella del Serino, oramai quasi introvabile.

06 Feb 2008 | ore 12:20

Piccola rettifica, l'Acquedotto del Serino è ancora la principale risorsa idrica napoletana, forse per via delle numerose vasche di decantazione, l'acqua non è più la stessa. ora taccio, che mi sembra di aver abusato di questo blog

06 Feb 2008 | ore 12:25

ma qui:
http://blog.gamberorosso.it/bonilli/archives/2007/12/i_librone_piu_bello.html#comments

parli di questo libr oed io mi chiedo:

ma è così oltraggioso aver comprato l'eciclopedia de La cucina Italiana in edicola?

r

06 Feb 2008 | ore 15:14

A Bologna una pizza paragonabile a quella napoletana (cornicione, mozzarella misto bufala, cottura a legna che non fa venir sete, etc.) si mangia al Grottino in via Albani, zona Bolognina. Posto un po' più caro della media e spesso quasi vuoto...

06 Feb 2008 | ore 15:35

Per il Direttore:

A Cisternino (Brindisi) c'è la Pizzeria Doppiozero (con forno napoletano).

Può trovare vari riferimenti nel Suo forum.

A Napoli ho assaggiato la pizza di Michele a Forcella e quella dei fratelli Salvo a San Giorgio a Cremano.

Sensazioni sempre raccontate nel Suo forum...

06 Feb 2008 | ore 16:48

Sarò sincero:se sto fuori dal napoletano mai mangio pizza (quella che Bonilli ha descritto).
Sarà pregiudizio, visto che la pizza è il piatto più mangiato nel mondo, ma non riesco a considerrala non napoletana.
Ammazzatemi se volete, ma son fatto così.
Preferisco assaggiare quello che il territorio che calpesto mi offre.
Sollecitato dal Direttore proverò in futuro a recuperare.
Una volta, però, a Milano, dalle parti del Vigentino, un pizzaiolo oriundo di Vico Equense me ne propinò un surrogato e gli chiesi se non si sentisse in colpa per questo.
Mi rispose "questa è una delle migliori di Milano, d'altra parte qui è difficile riconoscere la vera pizza. Semplicemente non la conoscono"
Da allora ho preferito all'ombra della Madonnina rifocillarmi con i pani di Princi.
Morale: la vera pizza qual è e chi la sa fare?
Basta il disciplinare e l'origine protetta o l'acqua del Serino e la giusta di miscela di farine o il criscito-lievito come il dotto Carlo Olivari ci informa?
Non bastano.
Ci vuole sapienza, cultura e un pizzico di salutare euforia.
Formare una scuola di pizzaioli con l'anima e non soltanto con la tecnica e che vadano in giro per il mondo potrebbe essere la mission napoletana di GR a Città del Gusto.
Perchè ha ragione Bonilli: la pizza è una cosa seria.
Che fa impazzire il palato!

06 Feb 2008 | ore 16:50

Non c'e niente da fare: la pizza mangiata a Napoli, quella che avete definito col cornicione, è unica. Di fatto, pur nelle ovvie diversità tra le innumerevoli pizzerie della città (da turista cito Ciro a Santa Brigida e, mi pare, I Re di Napoli, piazza Trento e Trieste), il prodotto è diverso da quanto si può trovare altrove. Non credo sia una questione di cornicione, di alta, bassa, cotta eccetera, ma è proprio la pasta, la leggerezza e la consistenza che sono diverse. D'altra parte molti pizzaioli, nelle nostre città, sono di origine napoletana, quindi non sarebbe nemmeno una questione tecnica ( diamo per scontato che non siano improvvisati e che sappiano tenere la temperatura del forno, impastare e così via). Insomma la pizza di Napoli è la pizza di Napoli, e basta. Poi ci sono le altre, diverse. Per questo concordo con Tommaso quando sottolinea l'unicità del prodotto e ne consiglia una ulteriore e concreta valorizzazione. Ma si può dare una d.o.p. all'anima?

06 Feb 2008 | ore 17:42

Non sono più convinto che la pizza mangiata a Napoli sia unica (o sembri unica per una serie di motivi, diciamo meglio) da quando il cuoco Uliassi di Senigallia (AN) mi ha consigliato di mangiarla da Michela da Walter in Lungomare Da Vinci,33. Impressionante! Il miglior cornicione della vita, lievitata con pasta madre, farcitura doc e tutto quanto. Tra l'altro in costante aggiornamento. Se il proprietario ascolta me (e Uliassi soprattutto) cambia locale: ai limiti del frequentabile

06 Feb 2008 | ore 18:21

Pizza a Roma: col cornicione (a richiesta doppio), da Bir&Fud (purtroppo si chiama così davvero il locale) a Trastevere. Lavorazione e ingredienti sono "figli" del Bonci: ça va sans dire...
(e per onestà devo aggiungere che è buona anche la cucina in generale, le birre sono solo artigianali e i prezzi veramente più che onesti).

06 Feb 2008 | ore 19:17

La pizza ha preceduto la globalizzazione decenni or sono. Il tempo le ha dato ragione! Confermo che la migliore è quella semplice con pochi orpelli..
Sb

06 Feb 2008 | ore 20:27

Nato a Napoli, vivo a Roma da 20 anni.
Per me la pizza napoletana è ancora ineguagliata, mai mi è capitato di mangiarne così buone fuori da Napoli.
Sorbillo (quello citato da Pietro Bembo) ed il Pizzaiolo del Presidente i miei preferiti.
A Roma ci sono alcune ottime pizzerie, che utilizzano condimenti di prima qualità, ed offrono un prodotto complessivamente validissimo, considerato anche il beveraggio, che a Napoli in genere è a livelli a dir poco spartani.
Ma LA PIZZA, come la fanno a Napoli qui non c'è... e spero che continui a non esserci, non vorrei perdere un'altra delle ragioni per tornare nella mia amata città.

07 Feb 2008 | ore 11:49

Dato paolo ha parlato di Torino:
Secondo me la pizza di Cristina non è assolutamente paragonabile a quella di Napoli!
Almeno, a qualla di Napoli che ho mangiato io cioè Sorbillo, Di Matteo e un'altra a Fuorigrotta di cui non ricordo il nome (ma mi sono piaciute più quelle di Via dei Tribunali).
I proprietari della pizzeria Cristina sono molto simpatici, il posto è un'istituzione però gli ingredienti non sono proprio uno spettacolo (e neanche l'impasto).

Forse Esposito è la più napoletana di Torino ma non ci vado da un sacco di tempo.
E Eataly...forse non è 100% Napoli style ma come piacevolezza complessiva si difende molto bene!

07 Feb 2008 | ore 14:17

Scusate, non è per molemizzare, ma bisogna scindere tra una pizza buona ed una buona pizza. La prima è la pizza che piace al gusto. La seconda è quella che per cultura di chi la mangia, ed intendo per preparazione storico culturale, meglio risponde ai canoni tradizionali. Faccio un esempio: il pesto, per me napoletano, mangiato a Genova è 9 volte su 10 buono, ma non sono tradizionalmente e culturalmente preparato per apprezzare un buon pesto.

07 Feb 2008 | ore 14:25

p.s. non sono così sicura della napolinità della pizza di Eataly solo perchè è passato quasi un anno da quando ho mangiato la pizza a Napoli e non sono sicura che i miei ricordi non siano deformati da frequentazioni di pessime pizzerie (per colpa degli amici senz papille), nel frattempo.

Tra l'altro...la pizza alla toscana (o era fiorentina? Ma mi pare una bistecca) esiste? O è stata una mia allucinazione uditiva o qualcuno che mi ha detto una scemenza?

07 Feb 2008 | ore 14:38

Carlo Olivari...e come si fa a sapere se uno ha la preparazione storico culturale per giudicare?
Chiunque viva lontano da Napoli e ci sia stato poche volte può avere al massimo una conoscenza teorica e molto poco pratica. Per cui nei limiti delle possibilità si cerca di cogliere le differenze e dare un'opinione ma ovvio che noi bagnacaodari abbiamo dei limiti... :-)))

07 Feb 2008 | ore 14:41

Gambo cicchen, me lo aspettavo un commento del genere. Avrei dovuto chiarire ancora meglio che non c'era nulla di provocatorio. Il mio commento era teso unicamente a ribadire che i piatti della cucina tradizionale (di qualunque parte del mondo) sono giudicabili dal loro gusto. Stabilire quale sia il migliore è ben altra cosa. E probabilmente è un concetto troppo personale e legato alla territorialità e quindi forse non ha senso chiederselo.
Riguardo alla preparazione storico-culturale, è chiaro che è riferita al fatto che se non conosciamo perettamente le origini di un piatto ci dobbiamo "limitare" ad assaggiarlo e a trarne conclusioni soggettive.

07 Feb 2008 | ore 16:13

@Gumbo

Ho paragonato Da Cristina al Trianon, non a Sorbillo o agli altri, leggi bene.
I proprietari non mi interessano, ho detto che i prodotti sono buoni e che la pasta é lievitata con lievito madre, te lo posso confermare perché sono intollerante ai lieviti di birra. La pizza da Esposito é napoletana per finta, usano le pallozze congelate come fanno da Chiambretti, dove usano anche l'hamulsion al posto della mozzarella. Quella di Eataly é lievitata bene, i prodotti base sono al top, ma lavorano alla genovese e non alla napoletana, infatti il titolare ha una pizzeria a GE-Sturla.

07 Feb 2008 | ore 16:44

@paolo
Ok, avendo introdotto il tuo post con il cornicione sembrava un discorso più generico e che al Trianon fosse solo un esempio...anche perchè non avendola provata non sapevo che fosse così diversa dalla pizza "dei Tribunali".
L'importante è chiarirsi!

Io e alcuni altri con cui sono stata alcune volte da Cristina non siamo rimasti molto esaltati dagli ingredienti SOPRA la pizza di Cristina (come sapore, non so nulla di quali siano e da dove provengano) e dalla consistenza; ma forse non ci piacerebbe neanche il Trianon; e sicuramente qui entramo in gioco più che mai anche i gusti soggettivi, appunto!

Sulla pizza di Esposito di sicuro non ho niente da controbattere perchè ho un ricordo vago e un sacco di "sentito dire", sicuramente ne sai più di me.

07 Feb 2008 | ore 17:03

Vorrei sottolineare che lo storico Trianon a Napoli - che fa una pizza assai pesante anche perchè molto unta - è ormai una ex pizzeria. Da tempo è fuori dalle scelte dei gourmet napoletani. Giustamente.

Ad Majora

07 Feb 2008 | ore 19:00

Vorrei sottolineare che al Trianon ho mangiato nel giugno del 2000. La prossima volta dichiarerò anche la serie dello scontrino, così facciamo prima...

07 Feb 2008 | ore 20:58

Bè a questo punto vorrei precisare che la pizza di Cristina, non è la mia preferita a Torino, ma non è nè unta nè pesante e comunque sicuramente oltre la media cittadina.

I miei suoceri (beneventano-napoletani e piuttosto integralisti in tema pizza) hanno dichiarato che la pizza di Eataly è buonissima. Sinceramente non so con precisione se la sua preparazione sia filologicamente corretta...però se loro la definiscono "alla napoletana" ci sarà pur qualche motivo valido!

In una pizza napoletana lontano da Napoli è più importante che il risultato evochi i sapori della pizza di là oppure che sia fatta con tutti i crismi teorici e scientifici però poi le manchi un qualcosa?

07 Feb 2008 | ore 21:01

Ma guarda un po'!
Però...è pur vero che in giro per Torino ci sono cose davvero immangiabili e ben peggiori...ma la pizza allo Sfashion (che lui tra gli altri cita è piuttosto cattiva (sempre secondo me) se si vede che teoricamente si ispira alla napoletana .

09 Feb 2008 | ore 00:17

Infatti io dei giudizi di Moliterni non mi fido, mi fido del mio palato e mi affido al mio stomaco, sperando che digerisca...

09 Feb 2008 | ore 00:56

Sono stato alla Notizia e' sono rimasto scioccato da quant'e buona la pizza.
Tra Milano e provincia c'e il vuoto assoluto , a mio avviso ,c'e solo a Legnano la pizzeria Tric Trac in via Grigna che fa delle buone pizze con dell'ottima materia prima .
Ma la Notizia e' un'altra cosa

09 Feb 2008 | ore 09:42

Secondo il mio modestissimo parere, ma piuttosto collaudato, penso che la migliore pizzeria di Napoli, anche se si trova in provincia, sia la pizzeria "Salvo" a San Giorgio, tra l'altro premiata anche dal gambero rosso come una delle migliori dell'intera regione...ha una marcia in più rispetto alle svariate pizzerie napoletane...segue poi a ruota "Di Matteo"....strepitosa la sua pizza fritta...una bomba ipercalorica...ma buona....!!!

17 Feb 2008 | ore 19:27

Il gastronauta (Davide Paolini) sta parlano a radio24 di pizza napoletana e stg....un pò in ritardo, vero?

23 Feb 2008 | ore 11:11

Siete mai stati alla pizzeria OPROFESSORE in via del fiume giallo a Roma?
saluti

11 Mar 2008 | ore 13:21

ragazzi non fatemi ridere...la pizza e si una cosa personale ma qui a dire che cafasso e di napoli sono le migliori di fuorigrotta siete lontani....tra le prime ce sicuramente il ristorante ciarly a p.le tecchio,,,,provate a vedere il fine settimana le persone che aspettano all impiedi la pizza.... e confrontatecon la folla di cafasso,ecapirete la differenza ....forse tutti pazzi aspettare ore per una pizza peggiore,quando si puo attraversare e andare da cafasso...rifletteteci,comunque sono un amante della pizza e dico che cafasso offre un ottimo prodotto,provate la pizzeria ciarly e non potrete mai rimanere delusi se amate la vera pizza....ciao e buona pizza.

06 Giu 2009 | ore 04:17

concordo in pieno per la pizzeria ciarly .....molto buona,bel locale,e sopratutto ottima la pizza....unicoproblema l attesa...maquando la pizza e buona sisa....sconsigliato di sabato,troppepersone,e troppa l attesa...ma la pizzae veramente buona...consigliatissimo.

06 Giu 2009 | ore 04:21

All'epoca di questo post non c'ero ancora sul "Papero". Dico la mia ora. Il parametro gente che "aspetta all'impiedi" non vuol dire nulla. Le pizzerie sul lungomare, io che sono un "pizzomane" e che abito proprio lì, sono sempre affollate ma fanno a gara a chi fa la pizza peggiore, Ciro a mergellina escluso. Quartiere fuorigrotta le migliori sono Cafasso e poi Di Napoli, la Notizia è quella che usa i prodotti migliori. Centro storico, Sorbillo, Di Matteo. Nobili decadute da anni lo storico Trianon e ultimamente, purtroppo, Michele ai Tribunali. Al vomero lo storico Gorizia. Zona stazione, in via nazionale (uscita tangenziale corso malta), assolutamente da non perdere Pellone ma non sedetevi. All'ingresso della pizzeria c'è Genny con il suo banco che dispensa crocchè, frittatine di pasta, pizze fritte, arancini....provare per credere.

06 Giu 2009 | ore 09:34

la folla che ce per i locali alla riviera nn puo essere paragonata a quella nei locali di periferia,quella e zona turistica,e il posto l attrazzione!!comunque concordo anche io per la pizzeria ciarly, ottima la pizza, ecco l unica cosa e che bisogna armarsi di pazienza,ma sicuramente e migliore di cafasso.

23 Giu 2010 | ore 02:12

ricordo a tutti che la pizza resta una cosa molto soggettiva, nonostante tutto stiamo parlando di tre colossi per quanto riguarda fuorigrotta,usano entrambi ottime materie prime e ventano numeri di pizze esagerati.....io le conosco entrambe e anche io prediligo ciarly,ma nn per questo cafasso nn fa un buon prodotto.credo che siano le migliori in assoluto per fuorigrotta.

23 Giu 2010 | ore 02:17

e vero che e soggettiva, ma credo che sia piu avanti la pizzeria ciarly,e piu quotata e offre davvero un ottima pizza,e un ottimo fritto,per me la migliore di fuorigrotta.

23 Giu 2010 | ore 02:20

pizzzeria che usa prodotti naturali esempio: (carciofi freschi)

04 Ago 2010 | ore 15:50

confermo!!! le zeppole con ricotta le sà fare solo lui kosi!!!!!!!!

04 Ago 2010 | ore 15:53

Raga concordo con gli amici.... A Fuorigrotta... Ciarly a vita...... Anche se le altre nn sono male....

22 Nov 2011 | ore 02:14

Nessuno ha detto che cafasso o di Napoli siano male, ma come paolo anche io preferisco di gran lunga la pizzeria Ciarly, tutto qui,... Ciao

22 Nov 2011 | ore 02:17

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Lo confesso, io sono un minestraro, adoro tutti i tipi di minestre e purtroppo mi accorgo...


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