ore 16:40
Vedi Napoli e poi muori?

LA SPAZZATURA CHE NON C'E'
LA CITTA' DEL GUSTO DI NAPOLI CHE APRE
- Se volete fare il giro della spazzatura - ci dice il tassista - vi ci porto io. Ma dove, qui in città? - chiediamo noi - No, si va fuori... in provincia...
E' il primo impatto con Napoli il 31 gennaio. Ci arriviamo dopo avere visto tanta televisione e letto mille giornali, titolo più ovvio "Napoli sommersa dalla spazzatura" ma quella che è stata una situazione anche del capoluogo di quindici-venti giorni fa ora non c'è più, la città è pulita, la peste, le montagne di spazzatura sono nei comuni della provincia. Napoli è pulita ma circondata. Napoli ha però l'immagine distrutta, e così l'Italia.
Giriamo a piedi e in auto per due giorni il lungomare, il Vomero, Posilippo, Spaccanapoli, un po' di quartieri Spagnoli - in questi ultimi poco, in verità, per via delle nostre attrezzature, una bella Panasonic HD e una Canon 5d - ma di spazzatura non ne vediamo, in compenso tanta polizia, e forse questo sarebbe un messaggio da dare agli italiani - ma forse la battaglia politica alle porte, nazionalmente e regionalmente, induce a minimizzare - comunque la non-spazzatura a Napoli andrebbe comunicata agli stranieri che vengono a Napoli (e hanno cancellato tutte le prenotazioni), mica vengono per visitare Pianura, vanno a Capri, pulita perfettamente, vanno in Costiera Amalfitana, pulitissima e per di più in provincia di Salerno, mica di Napoli, e Salerno, si sa, è città pulita e con la raccolta differenziata già da alcuni anni.

Siamo andati a Napoli per l'apertura della Città del gusto e anche questo fatto mi riempie di orgoglio perché mentre i messaggi un po' di tutti sono di sfascio noi abbiamo avuto il coraggio/incoscienza di sbarcare a Napoli e la prima risposta dei napoletani ci ha premiato: corsi pieni e gente carica e contenta che si faccia un'iniziativa come questa proprio adesso e proprio nella loro città. (vedi Photogallery CdG di Napoli)
Il sud è il futuro della nostra enogastronomia. La Campania è una protagonista di questa crescita, così come Puglia e Sicilia. Certo, al sud è ancora tutto un po' più difficile ma sole, materie prime e tradizione permettono di avere grandi ambizioni e allora la Città del gusto a Bagnoli si offre come ponte e vetrina per questo mondo enogastronomico in sviluppo.
FOTO SIGRID VERBERT









Complimenti e in bocca la lupo: una grande iniziativa in una grande città che non merita quanto succede. Mi chiedo anche perchè il tema spazzatura, il dramma spazzatura ha coinvolto in un tutt'uno l'intera Campania. Perchè i media non hanno fatto distinzioni? Perchè il cupio dissolvi, a parte voi del Gambero? A chi giova? Un po' di equilibrio e obiettività nelle questioni di questo paese non guasterebbero.
Napoli una città che mi affascina mi intriga I suoi monumenti, i musei, i personaggi illustri, le sue tradizioni, le chiese, i santi, le leggende, la cucina napoletana, i filosofi, i poeti, i santi, i musicisti, i pittori, gli spettacoli teatrali,tanto altro ancora e la magia del tramonto da vivere a via Caracciolo o a posillipo un quadro da non perdere.
sapori di mare e di terra ci vado almeno una volta all'anno e scopro vicoli anfratti spigoli chiesette degustazioni sempre nuove
La gente è piena di passione occorre che la politica l'amministrazione locale si impegni a dare loro i strumenti giusti per una vita d'equilibrio sociale e culturale
spero che il gambero a Napoli dia il suo contributo
In Italia la comunicazione è un grande problema. E' un problema di democrazia, politico, sociale ed economico. A chi ha in mano la comunicazione conviene mostrare un'Italia allo sfascio per poi malauguratamente divenirne il genio salvatore. Non basta gridare contro lo strapotere mediatico di Berlusconi e piangersi addosso, bisognerebbe capire gli enormi errori di tanti politici nostrani che dell'antiberlusconismo di facciata si sono nutriti e ci hanno costruito sopra le proprie fortune politiche.
Innanzi tutto però la spinta alla rinascita deve venire dai Campani stessi, rifiutando l'idea consolatoria che prima o poi andrà qualcuno che li aiuterà e risolverà tutti i problemi. Penso che per ricostruire un'immagine decorosa di Napoli e dintorni ci vorranno anni di buona comunicazione ed il proseguimento senza tentennamenti del percorso in ricerca della sempre migliore qualità dell'offerta gastronomica e ricettiva.
In bocca al lupo dunque alla Campania tutta ed anche alla Città del Gusto di Napoli, con l'augurio che possa diventare presto uno dei centri di riferimento per l'eccellenza di questo tanto bistrattato ma importantissimo settore dell'economia nazionale.
Ciao
sono perfettamente d'accordo e godetevi Napoli! buona domenica
direttore il gambero rosso la fa la raccolta differenziata sono convinto di si
E questa mattina leggo che Napoli rischia di tornare in crisi rifiuti perché tutte le discariche scelte da Di Gennaro sono bloccate da manifestazioni popolari.
Sindaci in testa e camorra tra i manifestanti queste scene di blocco e ricatto rischiano di far precipitare una situazione ancora arginata perché il caldo non è arrivato.
Ma poi?
Comunque si capisce che De Gennaro è stato lasciato solo, quelli che manifestano sono anche elettori e quindi per ora non sentirete Berlusconi parlare di questi problemi, si specula anche sulla salute collettiva.
Poi si vedrà.
Come ha dimostrato Identitá golose la nuova frontiera del Gusto é l'Abruzzo piú che la Campania: materie prime eccellenti come pecorini, agnelli zafferano, paste, salumi, oli e vini. Arte in ogni paesino paesaggi unici a queste latiduni...manca solo una Cittá del Gusto a l'Aquila
@ninko: era ora che qualcuno se ne accorgesse!
La Cittò del Gusto a Tagliacozzo, un bellissimo borgo medievale a 40 minuti di auto da Roma, abbiamo già la sede, un meraviglioso palazzo settecentesco tutto affrescato con una grande cucina inutilizzata, tutto già restaurato. Eccoci...noi siamo pronti, e voi?
Letizia
A Napoli abbiamo fatto la prima lezione, non vi sembra prematuro parlare di Abruzzo?
Almeno per un po' dedichiamo attenzione e energie alla Città del gusto di Napoli, magari dando dei suggerimenti su come tra Napoli e Roma si può dedicare più attenzione ai prodotti e ai produttori del sud ma non c'è dubbio che per quanto riguarda i corsi di cucina, specie gli amatoriali, se sei a Napoli e dintorni ci puoi far un pensiero, se abiti lontano leggi di questa inaugurazioni e pensi che ti piacerebbe avere una Città del gusto anche dalle tue parti.
Ma una domandina bisognerebbe porsela: con quali soldi?
I rifiuti incombono su Napoli e la minacceranno ancora. Però non possono essere una scusa per una classe politica abituata a non far niente per continuare a non far niente. E non può essere una scusa per i napoletani per continuare a specializzarsi nella disperazione.
Hai ragione Direttore.
Aprire ora Città del Gusto a Napoli è stato come lanciare un sasso, un bellissimo macigno,nello stagno.
Se farai rete e sistema con chi, indigeno, crede come te nella scommessa, è pronto a contribuire e non si dispera soltanto si crescerà alla grande.
E i rifiuti saranno riciclati.
Auguri.
Caro Direttore da napoletano non posso che dire BRAVI per la vostra nuova iniziativa!
Però, per piacere, dire "Comunque si capisce che De Gennaro è stato lasciato solo, quelli che manifestano sono anche elettori e quindi per ora non sentirete Berlusconi parlare di questi problemi, si specula anche sulla salute collettiva". Insomma non ho nessuna simpatia per Berlusconi, ma su questo tema farei altri riferimenti politici. Mi permetta.
Ad Majora
Nell'altro post sui rifiuti mi sono riferito a Bassolino, Jervolino e compagnia ma De Gennaro per ora è un uomo nella terra di nessuno, quelli che hanno gestito lo sfascio monnezza pagheranno ma i futuri governanti - si pensa - preferiscono prima votare e poi sporcarsi le mani: in campagna elettorale, che riguarderà anche la Regione Campania perché Bassolino si dimetterà, io penso, la spazzatura verrà usata, insieme con i manifestanti, per colpire gli avversari politici. Poi si vedrà.
Fossi in Lei comincerei da un bel corso sulle materie prime. I prodotti autoctoni del casertano, tanto per cominciare.
Al dil à delle evidenti necessità commerciali, che non saranno deluse perché Napoli è una città buongustaia, questo sì che sarebbe un sasso nello stagno. Segnare una differenza. Per capire e far capire.
In bocca al lupo Direttore.
Laura
Caro direttore, questa volta non mi hai convinto. Non credo bastino due giorni a Napoli (a piedi e in auto lungo il lungomare, il Vomero, Posilippo, Spaccanapoli, un po' di quartieri Spagnoli) per capire Napoli oggi. Certo di spazzatura non ne hai vista perchè De Gennaro, l'esercito, l'emergenza, l'hanno spostata (per un po', per quanto ancora?) sotto il tappeto e hanno spazzato per l'occasione il salotto del centro. E' da anni che la va così. Ma Napoli, pur troppo - come ricorda proprio oggi Saviano su Repubblica - è una criminalità che tagliaggia e traffica ovunque. E' una politica che sa solo esistere nella corruzione. "E' consorzi che gestivano i rifiuti per conto di imprenditori e boss, mentre - scrive Saviano - la responsabilità della politica locale e nazionale stava nella solita logica di non affidare posti a chi aveva competenze tecniche, bensì ai soliti personaggi con il solo requisito di essere in quota ai partiti. Quanti posti di lavoro distribuiti in periodi preelettorali, in strutture dove la raccolta dei rifiuti o la differenziata rappresentavano puramente un alibi. Perché non si è fatto nulla? Perché l'emergenza fa arrivare soldi a tutti. E quindi di emergenza si vive".
I turisti, Stefano, giudicano da quello che vedono e subiscono in loco, e Napoli -con o senza monnezza - la sua seduzione se la è giocata così e, caso mai, se la deve tutta ricostruire. Ma detto questo non ti capisco, direttore, perchè mi sarebbe piaciuto vederti scrivere : vedete, nonostante Napoli, Bassolino, Jervolino, camorra e compagnia cantante, e tutto quello che gli bolle nella pancia a sta città, il Gambero ha voluto dare (con la nuova Città del gusto a Bagnoli) un segnale di coraggio, di ottimismo; si è, nonostante tutto, voluto investire qui, perchè si ritiene che ci sia ancora manrgine per la speranza. Perchè siamo così pazzi da credere che, forse, impegnandoci insieme a costruire la normalità contro ogni energenza, anche a Napoli ce la si può ancora fare.
Per fortuna molti di quanti leggono il tuo blog questo l'hanno capito e l'hanno scritto. Bravi. Io tifo per loro.
Fantastico! Proprio quello che io ho scritto, bastava leggere.
Ma chi non è stato a Napoli credo sia un pochino spiazzato da un'informazione che dice sempre e solo Napoli per dire il tutto, solo che venti giorni fa Napoli assomigliava a Pianura e oggi no e quella spazzatura non l'hanno messa sotto il tappeto - battuta - hanno fatto pulizia iniziando da Napoli e non da Pianura così come a Roma Piazza di Spagna con l'immondizia farebbe il giro del mondo e Mostacciano no.
Volendo si può fare demagogia, volendo si può ragionare.
Di Bassolino, Jervolino e altri c'è scritto, qui importava rompere "il luogo comune" che tu invece sposi in pieno.
La camorra c'era anche durante il rinascimento napoletano di Bassolino sindaco, non per questo allora si è taciuto e minimizzato quello sforzo.
La piazza della foto simboleggia un risultato che si può ottenere ed essendo andato io a Napoli e non altri, a fare la Città del gusto, trovo buffo spiegare a me che l'iniziativa è coraggiosa e parte da una fiducia grande nei napoletani.
A volte ci si fa prendere dalla polemica, caro Alfredo, e si sbaglia a leggere... capita :-)
Non era polemica, la mia. Era appena un giro di tango - a due - sul liscio e il ruvido della stessa pista. E Napoli, Stefano, ti costringe a questo: o ci si confronta, ci si scontra, si azzarda, si inventano strade da tentare. O ci si affida al sangue di San Gennaro. Altre strade sono impraticabili. Ostruite dalla monnezza.
Direttore Lei mi lusinga. Sa che io amo le periferie, anche quelle dei blog. Per questo non La dimentico, nonostante le omissioni.
In ogni caso, senza ironia, sono contenta di leggere che a Napoli qualcosa si muove.
E allora miei cari, abbasso la monnezza e viva ( non sopravviva! :) )Città del Gusto a Napoli.
... ma col casché?
...comunque io a inizio caos e la settimana scorsa avevo parlato con alcune persone che abitano a Napoli (non troppo lontano dalla foto qui sopra, altri in altre zone della città e nel beneventano): e hanno detto che lì quest'anno di cumuli di spazzatura non ce ne sono stati proprio MAI stati!
Credo sia meglio non fidarsi mai troppo delle notizie riportate (del resto un paio di giorni fa ho sentito su RAI2 che "un quarto dello stipendio degli italiani se ne va per avere in tavola la fettina". Caspita che fettine!)
Poi però sento Rutelli che diceva che ci vogliono impianti moderni e innovativi come gli inceneritori invece delle discariche; mentre un altro servizio spiegava come a Monaco di Baviera gli impianti siano a emissioni zero e producano pure energia.
Insomma, un po' indietro lo siamo davvero!
(oh comunque godetevi la Città del Gusto, meno male che quella funziona!)
Gumbo forse non sai che gli italiani mangiano solo carne di Kobe, 100 euro 100 gr., o, in assenza, l'antikobe di Agostino Musso...ecco perché spendiamo 1/4 dello stipendio in filetti...con uno stipendio medio di 1000 euro possiamo permetterci 250 gr. di filetto...kobe purissima
Non capisco perche`iNAPOLETANI producono spazzatzra nella l'oro casa e non vogliono gli incneritori!!! pero`pretendono
che altre cita`o p....si prendono la l'oro(MERDA)VERGOGNA:UN SALUTO
Caro Friiulan, sereno, non esageri con la grappa.
Ad Majora
Caro(GIOVANNI GAGLIARD)Inon volevo offendere i NAPOLETANI
ma sa storia va da anni, vi rendete condo se si va indietro nel tempo la cultura
diNapoli si e perssa .sesi pensa il mondo indero conoscie
le vostre cose buone dal caffe` alla pizza dal pomodorogoppa ispaghetti ,mozz..di bufala alla buona pizza.Che dire WW NAPOLI.un saluto.
Due Cose.
La prima è che mi sorprende l'assoluta mancanza di critiche o appunti alla figura di De Gennaro, non che sia questa la sede, ma visto che molti commenti parlavano di colpe di Bassolino o della Jervolino o già delle prossime mancanze del futuro governo, mi chiedo se nessuno ha da ridire a proposito di un personaggio come De Gennaro che dal mio punto di vista dovrebbe essere già stato sospeso da ogni tipo di incarico da almeno 8 anni.
Da leggere:
http://boink.noblogs.org/post/2007/06/14/san-de-gennaro
Il secondo appunto è che mi sono stufato di sentiremi raccontare che il futuro del turismo italiano passa per Capri, Positano, Chiantishire, Cortina etc..
Quando eravamo in vetta alla classifica sui posti più visitati del globo, i numeri li facevamo con Rimini e la riviera Adriatica, quello dovrebbe essere il modello da esportare nel Sud d'Italia, non dovunque certo, ma se riuscissimo a trasferire quella voglia di lavorare, quella imprenditoria familiare, quell'organizzazione, il sud certamente ne avrebbe dei benefici.
Sono stufo di pensare che dobbiamo diventare un paradiso per miliardari in andropausa.
Un campeggio a Secondigliano dal mio punto di vista sarebbe sicuramente meglio dell'ennesimo 5 stelle a Sorrento.
Poi che la Camorra non arrivi in Costiera, mi fa strano, non è che non ci vanno perchè sono già loro i proprietari???
Caro Emsi, il futuro del turismo italiano passa per Capri, Positano ecc. ecc. con un pò di organizzazione in più e sperando in una imprenditoria più illuminata.
Quanto al campeggio a Secondigliano ti chiedo: ci sei mai stato? Forse sarebbe meglio l'aria dismessa ex Italsider di Bagnoli, luogo incantevole ed attualmente monumento all'inefficienza e alla mediocrità di una classe politica inadeguata tutta sia nazionale che locale, sia di destra che di sinistra.
Quanto ai grandi alberghi in Costiera, non mi danno nessun fastidio. Anzi.
poi sul fatto che sia la camorra proprietaria in Costiera, beh, non avrei dubbi.
Ad Majora
Il campeggio a Secondigliano era un modo di dire.
Cercavo di far capire che è l'imprenditoria locale, anche con pochi mezzi, che dovrebbe fare qualcosa, anche di microscopico, per cercare di cambiare le cose.
E comunque se sei certo sia la camorra proprietaria in Costiera, ti dovrebbero dar fastidio i loro grandi alberghi.
Il modello Rimini era degli anni Sessanta. Oggi Turchia, Croazia, Tunisia e Grecia ci battono quanto a prezzi quindi puntare su una riedizione di tre stelle e autosfruttamento, lavorando solo tre mesi all'anno vuol dire puntare su un modello sbagliato.
Le isole Baleari funzionano ormai 12 mesi l'anno e così l'Algarve e lì vanno i pensionati del nord Europa. Andrebbero anche nel sud Italia ma ci vorrebbero, strade, aereoporti, alberghi e servizi che ora non ci sono.
In Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna si lavora ancora solo nella stagione estiva.
Capri, Ischia e la Costiera potrebbero lavorare nove mesi l'anno avendo Napoli come retrovia ma se si rimette in sesto Napoli...
Cari signori si discute sempre che la colppa e´della camorra d'rangeta evvia di seguito,ma se vediamo tutti noi stessi che gente comune occupa binari ferroviari,svincoli autostradali ecc...ecc. perche`non vogliono gli inceneritori.All'ora mi chiedo la colppa e`dei cittadini o dei politici che stanno guardare a magnaa.????che´una vergogna nenche nelle strade AFRICANE si arriva asti punti di vista.
Perché il cambio di firma? Prima Friulan e adesso Ortega?
Ciao, a proposito del problema dei rifiuti a Napoli, ti consiglio di leggere questo articolo trovato in rete, è molto interessante. Parla della storia della discarica di Contrada Pisani e del suo scempio…
A presto!
http://www.settimopotere.com/index.php?option=com_content&task=view&id=116&Itemid=33