ore 16:24
Chapeau per Enzo Vizzari
Tanto di cappello a Enzo Vizzari, curatore delle Guide dell'Espresso, che nel suo blog, Frittomisto, che appare sotto la testata dell'Espresso, si dissocia in modo netto e inequivocabile dall'ultima copertina del settimanale.
Velenitaly, questo è il titolo dell'ultima copertina e di un'inchiesta del settimanale. Un'inchiesta mal fatta che mescola sotto un titolo gravissimo fatti che non stanno insieme. Un danno inimmaginabile per il made in Italy del vino per cercare di vendere qualche copia in più.
Io nel 1986 lavoravo per Di Tasca Nostra, una trasmissione televisiva di grande successo di Rai2, è ho fatto un lungo servizio sui Ciravegna e lo scandalo del metanolo. Quello è stato l'anno zero del vino italiano, uno scandalo pazzesco con 19 morti e un vero choc per il mercato italiano e internazionale. La capacità di risorgere dimostrata dai produttori è stata incredibile e oggi il comparto del vino vale 9,5 miliardi di euro ed è una buona fetta del made in Italy.
Nell'inchiesta sono state mescolate superficialmente vicende che non stanno insieme: quella del falso vino prodotto in milioni di ettolitri e la violazione dei disciplinari del Brunello di Montalcino sotto una copertina terroristica, Velenitaly, che farà danno, un grande danno, essendo giornalisticamente sbagliata, così come l'inchiesta è superficiale e fatta da chi non sa di che parla.
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Lo confesso, io sono un minestraro, adoro tutti i tipi di minestre e purtroppo mi accorgo...
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l'uscita di Vizzari, che ha mandato un commento sullo spinoso tema sia al mio blog che ad altri, dimostra come si tratti di una persona seria, che ha il coraggio ed il rispetto delle proprie opinioni, anche se lavora per lo stesso gruppo che ha sparato "Velenitaly" in copertina. Bisognerebbe piuttosto capire, cosa su cui cerco di ragionare in un post che pubblicherò domani su Vino al Vino, se questo "scoop" sia stato fatto solo per vendere più copie, in coincidenza del Vinitaly, o per altri motivi più o meno misteriosi o fantastici. Girano al proposito le interpretazioni più disparate... Perché sparare a zero su tutto il vino italiano? Cui prodest?
Non solo si è fatta di tutta l'erba un fascio, ma, anche separando le due situazioni, non se ne capiscono esattamente gli estremi: per il Brunello è stato violato il disciplinare con diversi vitigni, con diversi vini, è stata alterata la produzione, a sant'Antimo cosa si produce oltre al sangiovese e oltre al brunello?
Per Velenitaly certe sostanze chimiche fanno parte dei processi di produzione o finiscono così come sono nel vino, il vino è solo annacquato, perchè si parla asproposito di danni alla salute e cancerogenicità?
Ho regalato brunello ad un amico che si è ripromesso di invitarmi per aprirlo come si deve: lo farà ancora?
Già quando avevo letto l'articolo sui prodotti biologici sull'Espresso era raffazzonato e mi aveva fatto pensare: "certo che se questo è il livello delle inchieste che riesce a produrre una delle riviste più note siamo a posto!".
Ma almeno quella non poteva fare potenzialmente tanto danno quanto questa.
Certo che già l'Italia come immagine sta messa male, pensare solo a vendere copie in più in questo momento senza considerare le conseguenze mi sembra proprio stupido.
Sarà che a Torino io vedo settori che si sgretolano e scompaiono senza speranza; se ci distruggiamo da soli anche quelli che funzionano poi che facciamo, emigriamo tutti?
L'articolo dell'Espresso è un tipico caso di giornalismo spazzatura, laddove il giornalista si permette di scrivere e sentenziare di cose che non conosce.
Luk
dai rumors al vinitaly pare che la concomitanza con vinitaly ed elezioni sia da ricondurre ad una guerra tra procure e corpi investigativi e forse pure ad un tentativo di sabotare alcune indagini. E non sono circolate tante parole gentili per De Castro...
Spero che i produttori migliori si ricordino di questa copertina e di chi ha tirato un'autentica bomba contro il mondo del vino a pochi giorni dallo scandalo delle mozzarelle.
caro bonilli dovresti saperlo che gli italiani hanno la memoria cortissima...votano sempre le stesse facce da culo, pur avendo dato terga per anni...cosa pretendi che si ricordino del vino del cibo e di una copertina, siamo un popolo da invadere senza tema(nel senso di paura) non abbiamo piu' un referente socialnazionale...non pretendiamo troppo da un popolo che esce dal vuoto pneumaticopolitico.....
Non si dimentichi come il successo nell'export del vino e dei prodotti italiani possa aver dato fastidio a qualcuno a cui questo mercato è stato in parte sottratto. La coincidenza dello scandalo del vino con Vinitaly lascia perplessi,ed alle coincidenze personalmente ho smesso di credere da anni.
Purtroppo siamo rimasti ai tempi dei Guelfi e dei Ghibellini...
Oscar per la coerenza al sig. Vizzari!
Anche Ernesto Gentili e Fabio Rizzari, che curano la guida Vini d'Italia dell'Espresso, nel loro blog http://vino.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/04/06/espresso-amaro/#comments
prendono le distanze dalla famigerata copertina.
Vediamo adesso cosa succederà in casa Espresso.
@andrea gori: nel caos generale non ho capito bene dalle voci di corridoio chi/cosa e in che modo avrebbero influito la guerra tra procure e corpi investigativi (quali?), elezioni, ministri, produttori invidosi o chi altro ci sia!
Perché quello che ho trovato per la parte della sofisticazione dei vini da 70 centesimi è:
"L'inchiesta è nata da controlli compiuti lo scorso settembre in una cantina di Veronella (Verona)", in cui furono trovate taniche di acido cloridrico (sostanza su cui mi ha chiarito le idee Dario Bressaini in giro per blog). da cui si arriva a due aziende in provincia di Taranto 'Vmc' e 'Enoagri Export srl', i cui proprietari sono stati iscritti sul registro degli indagati il 31 gennaio.
Poi "il 27 marzo, dopo che le indagini di laboratorio avevano accertato la presenza nel mosto di acqua, zucchero e saccarosio, il gip Pio Guarna, su richiesta del pm Buccheri, dispose il sequestro preventivo dei due stabilimenti (...)Zucchero, quindi, e nessuna sostanza velenosa, come sottolinea all'Ansa lo stesso procuratore di Taranto, Aldo Petrucci, rilevando che nessuna sostanza cancerogena è stata riscontrata fino a questo momento nei mosti sequestrati."
Quindi l'allarmismo e la confusione fra le informazioni, l'associazione con il caso del Brunello che non c'entrava nulla, la concomitanza con Vinitaly mi sembra comunque fondamentalmente solo colpa dell'Espresso. O è una mia impressione?