20
Apr 2008
ore 19:08

Le migliori pizzerie di Roma?!?

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Un'intera pagina del bel supplemento Life & Arts del Financial Times di sabato 19 è dedicata alla migliore pizza di Roma. O perbacco, pensiamo, una pagina intera a firma Adrian Adams, ci saranno i soliti noti, vediamo un po'. E invece no,i tre indirizzi che dovrebbero essere i migliori sono Ivo a Trastevere, il Panificio Arnese e Baffetto.
Come dire che il miglior ristorante di Parigi è la Tour d'Argent.
Figurarsi, luoghi onesti, ma niente più: Baffetto se avete voglia di fare 30/40 minuti di fila per una pizza romana assolutamente normale, Ivo a Trastevere non si sa perché è messo come indirizzo particolare  e il Panificio Arnese è indicato forse perché è aperto la domenica. 

Dopo l'articolo del NYT sui cuochi stranieri nelle cucine italiane arrivano i giornalisti stranieri a darci le dritte?!?
Ormai siamo terra di conquista :-))

Suggeriamo a Adrian Adams di fare uno sforzo e visitare Bir & Fud, la Gatta Mangiona e Sforno passando per la pizza al taglio di Pino Arletto Il Taglia Pizza e Pizzarium di Bonci. Sono le migliori pizze di Roma senza alcun dubbio.

commenti 35

That's american taste!
Quanta fatica: ma guarda un po' sti mericanacci che mica le leggono le nostre guide.
... Ma che ce frega, ma che ce 'mporta. :)

20 Apr 2008 | ore 21:46

è basta con la diplomazia. basta con queste segnalazioni di incompetenti. omai sono tutti provetti esploratori e grandi scopritoi. dovrebbero prima consultare e chiedere a chi sta sul territorio e gira con attenzione.
prendeteli a calci voi che potete.

20 Apr 2008 | ore 21:57

non mericanacci ma inglesacci :-))

20 Apr 2008 | ore 22:32

prrrrrrr! ve li meritate......

20 Apr 2008 | ore 22:58

chi si merita chi?

20 Apr 2008 | ore 23:07

A proposito di american taste... Ancora mi ricordo, un giorno lontano a ferrara, il faccino delusissimo di un turista americano al tavolo accanto dopo che era arrivata la sua 'pizza coi peperoni' (magari s'aspettava pure il cornicione farcito di formaggio filante, chi lo sa?...). ps: Ao', ma 'sto Ivo a Trastevere, e chi è?? :-)

20 Apr 2008 | ore 23:58

E la migliore amatriciana di napoli? Il miglior pesto di Torino? Siamo proprio un Paese dalle mille risorse.

Ad Majora

21 Apr 2008 | ore 08:19

Gagliardi va bene essere sempre critici ma questa proprio non l'ho capita

21 Apr 2008 | ore 09:08

Gagliardi e' urtato dal fatto che si fa un servizio sulla migliore pizza senza cercarla in primo luogo a Napoli, cosi' come io genovese diro' che il miglior pesto non lo si cerchera' in primo luogo a Torino. Questo solo per quel che riguarda l'ermeneutica Gagliardiana, no endorsement implied.

21 Apr 2008 | ore 09:59

Eviterei Bir & Fud che, dopo un'ottima partenza, presenta degli alti e bassi. Se c'è Gabriele (sempre meno) c'è una qualità, in caso contrario capita di mangiare pizze dure e mal lievitate (certe volte solo tre ore per garantire a tutti i clienti di mangiare). Quando si dice passare dalla qualità alla quantità...

21 Apr 2008 | ore 09:59

Da sempre Roma è una città con la pizza come piatto portante e con una sua identità, la pizza alla romana, appunto, per non parlare della pizza al taglio, questa si tipica - ce ne sono 1500 -
Restare al dogma che la pizza buona la si debba cercare in primis a Napoli mi sembra veramente forzato. E anche per gli spaghetti dovremmo andare prima a Napoli? E per il caffè?
Il pesto è un altro discorso perché non ha la diffusione della pizza, è vero localismo, regionalismo.
Ma le lasagne le mangio molto buone in vari posti che non sono emiliani e ho gustato splendidi tortellini sui Navigli :-)

21 Apr 2008 | ore 10:28

Voleva essere una boutade ma con un fondo di verità.
Nel senso che non so cosa sia la pizza alla romana. Convengo che a Roma si mangiano forse le migliori pizze al taglio d'italia. Ma la pizza tradizionale no.
Comunque io non parlerei di dogmi, ma di territorialità e tradizione. Altrimenti seguendo il suo discorso caro Bonilli e vista la diffusione del cibo pizza potremmo dire che non solo non la si debba cercare in primis a Napoli, ma neanche in Italia. E poi mi consenta in Italia è possibile mangiare spesso buone lasagne e ottimi tortellini, ma la pizza buona fuori da Napoli bisogna proprio cercarla con il lanternino tra innumerevoli frisbee, bruschette camuffate e amenità varie. E' qualcosa di indissolubilemnte legato alla mia terra. E non è un discorso (solo) di tradizione e cultura ma proprio di gusto. provare per credere.

Ad majora

21 Apr 2008 | ore 10:43

Secondo me in italia é piú facile mangiare una buona pizza che una buona lasagna o dei buoni tortellini. Il pesto una specialitá piú regionale...peccato che in tutto il mondo sia ormai una salsa conosciuta e preparata, a volte con traduzioni grossolane, a volte con ottime riuscite. Qui in Spagna ultimamente il pesto si butta sempre piú spesso sul risotto o sull'insalata caprese, con mozzarella e pomodorini, o incluso come salsa da aggiungere in insalate varie. La pizza romana per i miei gusti é troppo sottile e difficlmente riesce a riempire il mio gargantuesco appetito...se vai da Trianon invece, che a Gaglardi non piace, esco che faccio fatica a camminare persino io. Di solito a Roma la pizza, che molto raramente mangio nella versione non al taglio, la mangio da Baffetto o al tanatorio in via Panattoni o in un pizzeria discreta e superaffollata in via Madonna dei Monti, zona Colosseo (solo quando non trovo posto alla Taverna Romana di via Madonna dei monti). Direttore ci dica dove trova buone lasagne, a parte all'Osteria Bottega, perché sono anni che quando ritorno in Italia o ci porto amici "esteri" vengo massacrato con il fatto che altrove le lasagne sono piú buone che nella madrepatria.

21 Apr 2008 | ore 12:23

Giò, la pizza alla romana è quella molto bassa, e tendenzialmente molto croccante.

21 Apr 2008 | ore 13:09

Gagliardi, intanto mi piacerebbe che assaggiasse la pizza che Marco Merola prepara alla Città del gusto da alcuni anni, molto buona anche se fatta con forno elettrico - causa diktat dei pompieri - e poi direi che Sforno fa una pizza così buona che nel mio ultimo giro a Napoli per pizzerie - tre mesi fa, non uno o due anni fa - l'ho collocata tra le prime come qualità dell'impasto e perfezione nell'esecuzione.
E' un po' la storia del tunisino che fa la migliore carbonara di Roma...

21 Apr 2008 | ore 13:41

E perché non ci mettiamo anche il Gambero Rosso della Città del Gusto di Roma? A me la pizza è piaciuta moltissimo (caro Bonilli non faccia il modesto, non ora?!).

21 Apr 2008 | ore 14:12

Perché non faccio di professione il pizzaiolo, la cito ma non la promuovo. Devono essere quelli che la trovano buona a dirlo, io sarei poco credibile :-))

21 Apr 2008 | ore 14:45

Gigio, non sono proprio d'accordo. trovo molto ma molto più facile mangiare buoni tortellini che una buona pizza.

Tommaso non so di cosa parli io bassa e molto croccante la mangio a Milano ed in tutto il resto d'Italia, anche all'estero. Che fanno copiano Roma? Poi bassa e croccante per me non è una pizza ma una figura mitologica: metà frisbee e metà bruschetta.

Caro Bonilli, in effetti non sono mai stato alla Città del Gusto. Certo, anche lei potrebbe organizzare qualche happening - anche a base di pizza - con noi del blog.

Ad Majora

21 Apr 2008 | ore 15:01

Solo per rompere un pò al direttore:
come mai alla Città del gusto il forno é elettrico mentre da Eataly é a legna?
Sono diversi i Vigili del fuoco?

21 Apr 2008 | ore 15:10

Proprio per rompere:-)
Non solo i pompieri sono diversi a Torino ma a Roma, in via Fermi, a 100 metri in linea d'aria da noi, ci sono forni a legna e sopra cinque piani di abitazioni.
Da noi c'è un intero edificio dedicato al cibo.
Misteri della burocrazia?

21 Apr 2008 | ore 15:22

aaah, ora ho capito si parla di pizze nel forno elettrico. Scusate, allora, io parlavo d'altro.

Ad Majora

21 Apr 2008 | ore 15:40

Non copiano Roma, ma probabilmente i romani la pizza siffatta la considerano "cosa loro"...

21 Apr 2008 | ore 16:29

Chiedo venia per la facezia direttore, della quale ero a conoscenza, ma questo ci dimostra perché un imprenditore straniero fa bene (per lui) a non investire in Italia ed insegna a noi, in questo piccolo mondo culinario, che qualunque partito si voti non cambia mai niente. Ma non eravamo tutti cittadini italiani?

21 Apr 2008 | ore 16:40

Piccola scommessa con Gagliardi: sono certo che non è in grado di distinguere una pizza da forno a legna da una da forno elettrico :-))

Ad Majora al quadrato

21 Apr 2008 | ore 16:45

il messaggio a mia firma in verita' non e' mio...ho il computer in sala.
ricordo pizze eccezionali di gabriele....non potrei assolutamente parlar male delle pizze mangiate a roma.

21 Apr 2008 | ore 16:46

Comunque anche qui la pizza bassa e croccante si chiama "alla romana" - appunto per distinguerla da quella "alla napoletana".

Oh il forno a legna ha sempre il suo fascino. Però un pizzaiolo bravo può fare una pizza migliore in un forno elettrico che un pizzaiolo mediocre con un forno a legna. Qui a Torino imperversano i forni a legna ma le pizze mediamente fanno comunque schifo.

(e un mio amico di Austin ha giudicato miglior pizza di Torino quella al padellino uscita da un forno elettrico con un rullo automatico rispetto a quella di Gennaro Esposito) :-)))

21 Apr 2008 | ore 17:18

Accetto la sfida. Ovviamente. Ed a parte gli scherzi è da tempo che mi riprometto di fare un salto alla Città e lo farò.

Ad Majora

21 Apr 2008 | ore 17:31

Ci vediamo in via Fermi 161 :-))

21 Apr 2008 | ore 18:17

anche in via della meloria 39.....

21 Apr 2008 | ore 20:00

@Gigio: ma che è il "tanatorio a via Panattoni"? Credo tu ti confonda con quella che, in realtà si chiama Panattoni, ed è soprannominata "l'Obitorio" o "Ai Marmi", per via dei vecchi tavoli col piano in marmo. Sta su Viale Trastevere e, dai romani, è considerata un refugium peccatorum dopoteatro, in quanto aperta fino a tarda notte e in grado di offrirti un pasto a velocità supersonica anche in condizioni di sovraffollamento. Storica e comoda, senz'altro. Però da qui a considerarla una delle migliori pizzerie romane ce ne corre: sta messa come Baffetto, diciamo. O anche un gradino sotto. Il che è tutto dire. Piuttosto noto che nessuno ha citato, oltre ai consueti Mostri Sacri, Il Forno della Soffitta a via Piave, il Secchio e L'olivaro a via Portuense, Margarì al Casilino o lo storico Giacomelli a v. Faa di Bruno. Su su, chè a Roma di scelta per una pizza decente ne abbiamo. Baffetto secondo me gli inglesi la citano solo perchè fa "folk", sta in centro e a un passo c'è quel pub, l'Abbey Theatre, stracolmo di anglosassoni che guardano le partite della premier league o di rugby alla tv. ;-)

22 Apr 2008 | ore 10:18

Effettivamente Pannocchia volevo dire la pizzeria Panattoni in viale trastevere, altrimenti conosciuta come Obitorio. Sai com'è a volte si scrivono le cose senza pensare...

22 Apr 2008 | ore 14:21

Dio mio, l'Obitorio no!!!
Se prendì un supplì ti resta l'acidità per un giorno, la pizza è mediocre, la folla tanta e la qualità... beh non vorrete mica anche la qualità?

22 Apr 2008 | ore 16:59

io prima andavo sempre alla stessa pizzeria sotto casa...poi ho scoperto www.pizzaroma.it è un portale che con due clic mi fa vedere le pizzerie/ristoranti presenti nelle zone di roma in cui mi trovo e leggere recensioni e contatti per prenotare...tutto gratis...ve lo consiglio.

24 Set 2009 | ore 03:21

Ma si trattava della pizza veramente romana e non quella tipo napoletana come mi pare di capire dalle pizzeriwe suggerite da Stefano Bonilli

19 Gen 2010 | ore 14:57

Secondo me le migliori pizzerie sono a Napoli :)
Da Baffetto però ne ho sempre sentito parlar bene sia per i prezzi che per la pizza

16 Feb 2011 | ore 14:59

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