07
Apr 2008
ore 11:14

Tutto fa brodo, cioè copie?

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La vicenda la sapete: una copertina dell'Espresso intitolata Velenitaly a cappello di un'inchiesta dove si mettono insieme una storia giudiziaria di tre anni fa passata in giudicato e che riguarda il Passito di Pantelleria, l'inchiesta sul Brunello che riguarda un'aggiunta del 10/15% di vini non previsti dal disciplinare che stabilisce l'uso di Sangiovese e un'inchiesta di 7 mesi fa, Veronella, che riguarda ingenti partite di vino adulterato. Il tutto fatto uscire in concomitanza col Vinitaly.

Da questa copertina si sono dissociati il responsabile delle Guide Espresso Enzo Vizzari e i curatori della Guida Vini Ernesto Gentili e Fabio Rizzari. Il fatto è clamoroso e vedremo che contraccolpi provocherà dentro il gruppo editoriale.

Ma ben maggiori sono i contraccolpi di mercato, anche a livello internazionale, che questo cocktail velenoso e giornalisticamente sbagliato - si mescolano fatti di rilevanze giudiziarie abissalmente diverse e pericoli per la salute che non esistono per quanto riguarda due delle tre vicende, quelle del Brunello e del Passito di Pantelleria - sta provocando perché il lettore comune, il consumatore sta percependo il messaggio che ci sono vini velenosi, associa al Brunello una sensazione di pericolo mentre all'estero incominciano a chiedere notizie e comunque la nostra immagine ne esce ulteriormente deteriorata dopo lo scandalo della mozzarella.

Il magistrato che sta indagando sulla vicenda del Brunello con aggiunta di Merlot, Syrah o Cabernet invece che sequestrare centinaia di migliaia di bottiglie doveva fare delle analisi a campione per vedere se la denuncia era fondata e poi archiviare o colpire rapidamente i colpevoli. Altra problema riguarda le autobotti che scorazzano per l'Italia trasportando vino: se delle autobotti trasportano vino in una zona vinicola dovrebbero avere una bolla che stabilisce rigidamente contenuto, cantina di partenza, il percorso obbligato e la cantina di arrivo, così si toglierebbe ogni spazio ai disonesti, così fanno nella Champagne.

Ma noi siamo più furbi :-(( 

commenti 19

Oh non avevo visto questo post! Prima postato un commento e relativa domanda di là ma se sarebbe stato molto più in topic qui.

Mi chiedo a questo punto: c'è qualcosa che possiamo fare noi che non abbiamo tutto quel potere mediatico per recuperare? Io comincio a deprimermi un po' troppo sul futuro dell'Italia...

07 Apr 2008 | ore 12:41

La cosa triste è che fra stampa e produttori furbi stiamo provvedendo ad affossarci da soli, e neanche lentamente. In un momento drammatico come quello che sta attraversando l'Italia, con problemi sul lavoro, sulla salute, sulla politica corrotta, ora dobbiamo fare i conti anche con l'immagine di un'Italia da temere perché non rispetta le regole in campo alimentare.
Poco importa se nel vino non ci sono veleni, poco importa se le mozzarelle di bufala sane sono nettamente superiori rispetto a quelle con la diossina, poco importa se produciamo in numerose regioni d'Italia olio dop certificato di ottima qualità.
E' giusto che le porcherie vengano fuori, ma nel modo giusto, senza enfatizzare o inventare pericoli che non ci sono.

07 Apr 2008 | ore 13:07

L'uscita dell'Espresso è mirata solo al numero di copie, che la cassa di risonanza concomitante con Verona, avrà sicuramente creato. Sulla sofisticazione alimentare di queli vini a basso prezzo si dovrebbe punire pesantemente e velocemente, due aggettivi che non fanno parte del vocabolario della nostra giustizia.

Sul Brunello dico solo che il mondo cambia, così i mercati, così il gusto dei consumatori. Oggi i vini "ruffiani", quelli tanto bordolesi, per capirci, hanno gioco facile, in più i nostri disciplinari sembrano i sussidiari di scuola di quando ero bambino: la geografia non veniva mai aggiornata. Quando il nostro Brunello è in cantina a farsi "bello", (5 anni di affinamento o 6 per la riserva, se non ricordo male) i grandi Bordeaux sono già sul mercato a fare incetta di market share.
Magari ci vorrebbe il coraggio a quattro mani (e anche non pensare ai soldi che è costata la vigna) per mettersi a fare un VINO DA TAVOLA nel comune di Montalcino.
La certezza è che per l'ennesima volta abbiamo fatto la figura dei peracottari.
Un saluto
Marco

07 Apr 2008 | ore 14:06

Aggiungo solo una informazione su come in Italia si elude il controllo sul traffico del vino. Se una cantina ha trasportato 100 litri e non ha subito alcun controllo, la stessa bolla di accompagnamento verrà riutilizzata per un nuovo trasporto di altri 100 litri. A patto che i due trasporti avvengano lo stesso giorno!!! Come sempre le regole ci sono ma vanno applicate e vanno fatti controlli!
Un saluto
Raffaele

07 Apr 2008 | ore 15:09

non so come andrà a finire ma un dubbio mi assale e se l'espresso avesse ragione... chiarissero subito lealmente e ci facessero capire...altrimenti il caso diventa carne da macello anche per tutti coloro che lavorano nel settore e che ci credono e che cercano (spero con serietà) di trasmettere il senso e la sostanza del nettare di bacco
intanto i francesi ridono...quanto ridono!!!!

07 Apr 2008 | ore 15:41

...E' giusto che le porcherie vengano fuori, ma nel modo giusto, senza enfatizzare o inventare pericoli che non ci sono.

Ma quando mai le grandi porcherie o i veri porci hanno mai pagato qualcosa. Il problema, principale ed ormai atavico di tutte e dico tutte le malefatte e ben riassunto negli avverbi di Marco ai quali aggiungerei il "certamente". Se i pochi colpevoli pagano tardi o addirittura mai pagheranno, gli unici sconfitti sono i tanti (si i tanti) onesti. E fra i duramente velocemente e certamente ci devono pure essere coloro che si parano dietro al dovere di informazione. Bravo Vizzari pronto a...rischiare.

07 Apr 2008 | ore 16:29

A fine indagine si facciano i nomi e si vieti ai responsabili di lavorare PER SEMPRE nel mondo agricolo/alimentare.
Sarebbe sufficiente! Ciravegna (quello del metanolo) non ha fatto 1 giorno di galera e lavora nell'azienda che porta il nome del figlio. Ci siamo capiti?

07 Apr 2008 | ore 17:08

Il servizio dell'Espresso ricorda molto la trasmissione Report fatta qualche tempo fa proprio sul mondo del vino, anch'essa era piena di inesattezze e si cercò di mettere tutto in grande calderone creando solo confusione. Probabilmente il giornalismo d'inchiesta italiano non è preparato per affrontare in modo serio questo settore.

07 Apr 2008 | ore 17:54

Il giornalismo d'inchiesta italiano non esiste più da tanto tanto tempo, per cui non è preparato ad affrontare in modo serio alcunchè.

07 Apr 2008 | ore 18:58

Prego, GumboC, ci dica cosa dobbiamo e possiamo fare..

07 Apr 2008 | ore 19:14

Una class action contro i media che causano questi disastri. Nei paesi anglosassoni (e non solo) tutti i produttori, insieme,organizzati, reclamerebbero i danni per la diffusione di notizie "false e tendenziose". Se le porcherie etiche non si possono piu frenare con la Ragion Morale e allora bisogna colpire al portafoglio. Ho davanti a me la email di un ristoratore italiano in Germania: mi dice che ci vorranno due anni per far dimenticare ai suoi clienti questo disastro.

07 Apr 2008 | ore 20:40

@stefano buso: Veramente se avessi idee brillanti invece di fare una domanda avrei fatto un'affermazione!

07 Apr 2008 | ore 22:07

La cosa interessante, a proposito di "cane non mangia cane", è il silenzio della stampa che di questo autentico disastro provocato dalla copertina dell'Espresso non ha fatto menzione, salvo alcune eccezioni.
Eppure è stato come sparare contro lo specchio che rifletteva l'immagine della bella Italia del vino.
Lo specchio è andato in pezzi e i concorrenti godono.

07 Apr 2008 | ore 23:11

Sulle Questioni Poste nel Concetto: Tutto fa brodo cioè copie?

Ullallà!!!

La Cucina come Atto Politico?

Bene continuiamo a ragionare

"Un ragionamento è un discorso che da alcune premesse ed attraverso l’articolazione del loro sviluppo giunge ad alcune conclusioni." ( da uno più attrezzato di me)

Veloce verso le Conclusioni

Da Roccacerro verso Sante Marie passando per il Sonno Profondo del Nostro Territorio

Mario Iacomini
Abate Mar(z)io Brigante
dal xxv Secolo Marte a.C.
di Professione “Ovviocoltore”
“Sto coltivando l’ovvio di domani attraverso di oggi il mio non Ovvio”

p.s. Sarebbe interessante ragionare sul perchè la Cucina può essere considerata Atto Politico

08 Apr 2008 | ore 01:38

Se si considera che mangiare é un atto agricolo, il resto viene da sé.

08 Apr 2008 | ore 09:38

Ma il grande ministro nel frattempo che fa? Ha fatto qualche dichiarazione importante? Andrà di nuovo in tv a bere il vino in diretta? Altre figure entranti uscenti o permanenti della politica che dicono? Tutto tace anche lì?

08 Apr 2008 | ore 11:06

Sulle Questioni Poste nel Concetto: Ullallallallallà!!!

"Se si considera che mangiare é un atto agricolo, il resto viene da sé.".

Ullallà!!!

Dal mio punto di vista non era così quando abbiamo iniziato a ragionare sulla "..Cucina come Atto Politico, di trasformazione dell'esistente..." (da istanze varie di qualche anno fa ai micrtofoni microfonati)

Serviva cioè un salto Logico-Culturale....Questo salto è stato compiuto molto tempo fa proprio per superare il ragionamento che riconosceva il mangiare come atto agricolo.

Presentato e discusso a tutti i livelli è stato posto all'attenzione di tutti (ad iniziare dalla critica anche studiosa del gusto).

Comunque. Comunque quello che volevo dire era anche altro.

Volevi dire cioè che sarebbe interessante ragionare sul perchè la cucina deve (doveva) essere considerata invece un atto politico.

Questo ragionamento sarebbe interessante farlo anche con tutti quelli che sono stati "coinvolti" attraverso un confronto sempre di discussione e di analisi dal 2000 a domani in questo nostro viaggio.

Sono molte infatti le personalità a tutti i livelli con le quali abbiamo stabilito un rapporto di ragioni sui principi della nostra ricerca sulla cucina, ma non solo!

Ed Allora?

Ed Allora anche in assenza di risposte e di apertura questo confronto di ragionamenti si "farà".

Tutto il materiale prodotto nel nostro spostamento sarà pubblicato (in realtà è stato già pubblicato), compreso quello relativo alla nostra stramba idea di pubblicazione, in un unico Spazio-Tempo.

Roccacerro per Sante Marie si cambia nel Tempo del Sonno Profondo del Nostro Territorio

Veloce allora senza Moltiplicatori di Senso

Mario Iacomini

08 Apr 2008 | ore 13:38

Sulle Questioni Poste nel Concetto: “La Cucina come Atto Politico”

Comunque (da uno più attrezzato di me).

Chiaramente il discorso sviluppato intorno al concetto “Tutto fa Brodo cioè copie” non si riferisce solo al “..riconoscimento del valore politico della cucina.

Sono le sue Conseguenze infatti il terreno più interessante di quel confronto che abbiamo dal 2000, o su di li, sempre richiesto.

Già, le sue Conseguenze!!!
In maniera molto chiara le “Conseguenze della Cucina come Atto Politico” sono state da noi proposte in tutte le “Istanzepubblicanti” come le possibili alternative – secondo noi certe e necessarie - a quello sconforto futuro della prospettiva del domani che oggi è divenuto la cifra caratterizzante del nostro essere territorio, ma non solo.

Ancora, proprio le “Conseguenze” sono state le ragioni affrontate nei momenti di “Divulgazionepubblicante” e nei tanti appuntamenti di “Approfondimentopubblicante” (con tutti a tutti i livelli).

Esse rappresentavano per noi “l’Oltre” tra l’altro neanche troppo celato dietro la "..Cucina come Atto Politico, di trasformazione dell'esistente….”

Già, “l’Oltre”!!!
“..Prima ed Oltre la Ristorazione a Km 0” (da … di Mario Iacomini) è quello che, ancora tempo fa, abbiamo proposto nella nostra stramba azione di “Comunicazionepubblicante”.

Una Comunicazione quella Pubblicante anch’essa posta sotto la lente della ricerca e dello studio, per capire fino in fondo “l’Ostruzionismo Culturale” che andavamo incontrando innanzitutto e per essere ancora una volta come Serafino Gubbio Operatore alla ricerca proprio dell’oltre che c’è in ogni cosa: per essere cioè il più possibili aderenti alla realtà. E’ per questo forse che stiamo da molto tempo ormai girando un film su questa storia…. ” (da …. di Mario Iacomini)

da Roccacerro per un ultimo viaggio verso Sante Marie passando per il sonno profondo del nostro territorio

Veloce allora e senza moltiplicatori di Senso

Mario Iacomini

10 Apr 2008 | ore 01:21

Il giornalismo d'inchiesta italiano non esiste più da tanto tanto tempo, scrive "egalitè". In gran parte è vero, ma, per la mozzarella di bufala campana, ci abbiamo provato. Abbiamo alzato le chiappe dalle sedie di redazione, e siamo andati in Campania a vedere come stanno le cose. Il racconto in onda giov. 17 apr. h.21, ven.18 apr. h.12, e sab. 19 apr. h.20, su Raisat Gambero Rocco Channel, in Bollito misto.

17 Apr 2008 | ore 14:48

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a cura di Stefano Bonilli


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> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".

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