15
Mag 2008
ore 17:24

Da direttore a ex

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Non sono più il direttore editoriale di Rai Sat Gambero Rosso Channel, il canale che ho fondato insieme con Bruno Pellegrino nel 1999.
Non lo sono più perché non ero d'accordo sulla nuova strategia editoriale del canale Gambero Rosso che Rai Sat intende portare avanti nel prossimo periodo.
Penso che tutto stia cambiando velocemente e che ci sarà una rivoluzione anche per i canali satellitari e le alleanze tra Rai, Mediaset e Sky. 

commenti 103

devo quindi pensare che siano vere anche le voci su una eminente riduzione delle attività editoriali su carta stampata della GRH?

15 Mag 2008 | ore 17:56

ovviamente intendevo "imminente"

15 Mag 2008 | ore 18:10

Non è che sono i primi frutti avvelenati della nuova situazione politica ?

Ciao

15 Mag 2008 | ore 18:23

...era scritto da stamattina su Dagospia che ti avevano trombato come la Brambilla...
Dobbiamo iniziare a preparati il funerale? Vuoi che scriva io l'omelia?

Mucca

15 Mag 2008 | ore 18:33

Mi dispiace. Il Gambero si identifica con lei e col suo gruppo. Non mi piace l'idea che tutto si trasformi in Sereno Variabile o Eat Parade.
Ma ci può spiegare qualcosa di più circa la rivoluzione di cui parla nel post? A rileggerla.

15 Mag 2008 | ore 18:40

il discorso credo sia piu' retrovia....non credo che sia una cosa improvvisa legata alla boutade politica...lo sapremo piu' avanti...auguri a stefano, nonostante tutto.

il successore? il figlio di alemanno?

15 Mag 2008 | ore 18:57

Mi spiace davvero. Abbiamo avuto il piacere di conoscerla personalmente ed apprezzarla. Le auguro ogni bene, sperando che smetta presto i panni dell'ex che non le si addicono.

15 Mag 2008 | ore 19:12

sono fortemente affranta ,ho sempre amato tutto ciò che rappresenteva il Gambero poichè a mio avviso superiore qualitativamente nei contenuti a qualunque altro gruppo dello stesso settore ...tutto ciò però grazie a lei che si trovava a capo,con la sua passione,la sua esperienza ,la sua incorruttibilità...senza di lei non sarò più la stessa cosa!!!! :-(

15 Mag 2008 | ore 19:19

Calma però, non affrettiamoci a cantare il De profundis.
Ci ha annunciato di non essere più il Direttore editoriale del Gambero Rosso Channel e non di non essere più il Direttore della Rivista mensile, del sito, del forum e delle altre pubblicazioni.
Penso che in tali vesti sarebbe difficilmente sostituibile.
In determinate attività l'Azienda e la persona che la dirigono e l'hanno fondata spesso sono una cosa sola.....inscindibili.

Ciao

15 Mag 2008 | ore 19:32

Hei Sbo, ti prego di qualcosa qua hanno già inziato a seppellirti e manco si sono accorti che sei ancora vivo.

Mucca

15 Mag 2008 | ore 19:33

Non mi piace per niente questa cosa,proprio per niente!Gentile Stefano,sono sinceramente dispiaciuta, prima che preoccupata.

15 Mag 2008 | ore 20:46

molto, molto dispiaciuto...ma anche preoccupato...

15 Mag 2008 | ore 21:17

Mi dispiace moltissimo.
Quando gli attacchi diventano personali, spesso mascherano incapacità di replicare con intelligenza.

15 Mag 2008 | ore 21:32

Per quel che vale, dispiace anche a me.

15 Mag 2008 | ore 23:02

Spiace anche a me:
Solidarieta' al Direttore.

15 Mag 2008 | ore 23:38

Che figata, sembra di essere a un funerale dove solitamente la gente ricorda sempre (chissà perché) quanto fosse brava e buona la persona scomparsa (senza peraltro averla mai conosciuta).
Ecco, non è che la qualità dei commenti sia così diversa dalle banalità che si sentono dire ai funerali.
Indaghiamo un po’.
Ad esempio quanti di quelli che piangono e si contorcono come una serpe dal dolore vedono il Gambero Rosso Channel? Su, su, alzate le mani.
E se questa domanda vi sembra troppo banale, andiamo nello specifico della programmazione, da quanto tempo Bonilli non faceva più i suoi editoriali su Bollito Misto?

Mucca

p.s.
Sbo, hai modificato il testo o mi sono rimbambito io?

16 Mag 2008 | ore 01:35

Dispiace molto Direttore. Credo di aver imparato molto da Lei, molto più di televisione, editoria e internet di quanto abbia imparato di cibo. E questo significherà qualcosa.

16 Mag 2008 | ore 08:29

...e se m'è concesso, oserei aggiungere che, visto il tono del comunicato, tutt'altro che entusiasta, è lecito supporre un certo dispiacere nel Direttore.

Non penso sia quindi sbagliato mostrare una discreta solidarietà, visto che spesso gli maciulliamo le gonadi con meticolosa dedizione.

N'est-ce pas?

16 Mag 2008 | ore 08:51

@mucca
Io ora non guardo molto la tv (questa settimana in tutto un paio d'ore) in generale, quindi guardo poco anche il Gambero Rosso Channel. Però è stato quello che ha fatto scattare la mia curiosità di provare i ristoranti diversi dal solito e l'alta cucina e ho imparato anche un bel po' di cose di cucina pratica(considerando che non ho avuto un modello casalingo perché nella mia famiglia nessuno ha voglia di cucinare già da un paio di generazioni prima di me).

Quindi non è che non mi dispiaccia ma questa processione similfunebre a me pare che metta ancora più tristezza!

16 Mag 2008 | ore 09:41

(ops ho dimenticato un pezzo)
Per il lato enigmistico del post "indovina le differenze" a me pare che nel post sia apparso "canale" dopo Gambero Rosso. Forse come sottile risposta a chi chiede delle voci dul settore carta stampata?

Oh tanto per cambiare un po' il tono del post: ma non è che nel nuovo corso del GRC prenderanno a modello altri canali che fanno quei programmi tristissimi e noiosi con riprese e montaggi da telekabul?

16 Mag 2008 | ore 09:51

Qui sta il problema, Gumbo: capire se, al di là della solidarietà con Bonilli, sta succedendo qualcosa nella informazione del mondo enogastronomico. Non tanto dal punto di vista politico, sarebbe facile dietrologia, ma proprio di scelte economiche ed editoriali. Guido Barendson ha diretto Linea Verde che non è esattamente ciò che io intendo per informazione enogastronomica in tv: prevale la banda del paese, la tavolata di "prodotti tipici" da gita sul pulman delle pentole, gli sbandieratori e costumi medievali. Si impara di più vedendo semplicemente dieci minuti de "I protagonisti del vino" che con quattro ore di Linea Verde. Ecco questo temo: che il mondo dell'enogastronomia, coi suoi distinguo, con le sue "pretese", essendo considerato un mondo di gente con la puzza al naso, venga stravolto a favore di un superficiale "basta magnà" o farsi vedere nel "posticino in" coi vip a bere un "prosecchino". Bonilli parla, con un certo risentimento, di cose che cambiano velocemente, di rivoluzione: vorrei capire, senza drammi, se è stata una "esecuzione" come dice Kela, o diversità di vedute strategiche ed economiche, nel qual caso sarebbe utile e interessante sapere.

16 Mag 2008 | ore 10:10

Al di là del fatto che il canale Rai Sat Gambero Rosso Channel non guidato dal GRH sia un controsenso, mi piacerebbe sapere qual è la nuova linea editoriale.
Ci saranno nuovi investimenti? I conduttori rimarranno gli stessi o ci sarà una ripulita generale?
Sono uno spettatore del canale e, francamente, negli ultimi tempi ho trovato la programmazione un pò noiosa(a parte i Tutti pazzi per... che è un programma geniale).
Se la Rai o Sky o chi non so decidesse di investire qualche soldino, non sarebbe male.
Temo però che alla guida del canale metteranno il solito fenomeno che di cucina capisce ben poco: ho negli occhi le puntate agghiaccianti di Vespa sulle guide e tremo...

16 Mag 2008 | ore 10:35

In che senso "il canale Rai Sat Gambero Rosso Channel non guidato dal GRH" ?! La Holding c'è e rimane, mica è stato venduto il canale... O mi sbaglio?

16 Mag 2008 | ore 11:05

Direttore, mi dispiace.

Ho seguito il GR Channel dal '99 e tremo all'idea del cambio della guida e linea editoriale.
Così come sono preoccupato delle altre voci che si leggono sul ridimensionamento delle iniziative su carta stampata. Appunto spero veramente che siano solo voci...

Fabrizio F.

16 Mag 2008 | ore 11:08

Sono assolutamente dispiaciuta. Non è assolutamente buona cosa questa che ha comunicato. Il Gambero Rosso si identifica completamente con la sua figura, di conseguenza è una grande perdita anche per il canale satellitare.

16 Mag 2008 | ore 11:22

Caro Stefano, mi dispiace di cuore e sinceramente, devo molto a te e al gambero, ma sicuro della tua forza so che non finisce qui e presto ti ritroveremo con la forza delle tue idee.
Dario.

16 Mag 2008 | ore 13:39

Caro Direttore,
da appassionato la ringrazio per ciò che ha fatto fino ad ora sul canale 410. Seguo da anni le trasmissioni del canale con grande soddisfazione ed interesse. Spero che la nuova gestione non riempia il canale di trasmissioni "da tagliatelle della nonna Pina"!!!
Capisco il rammarico...ma lei è un uomo che conosce le nuove tecnologie di comunicazione e quindi credo, e soprattutto mi auguro, riuscirà a trovare nuove canali di espressione! Prima o poi anche l'IPTV riuscirà ad entrare in maniera massiccia nelle nostre case!
La saluto e arrivederci a presto!!!
Raffaele

16 Mag 2008 | ore 14:36

Io sono dispiaciuto, come è facile capire, ma non ho finito, non vado in pensione, ho tante idee, conosco tanta gente, credo/spero di avere degli amici e quindi...

16 Mag 2008 | ore 14:59

no words, ovviamente, sulla "soap raisat \ grh"...

dalle crisi nasce sempre qualcosa di nuovo...

nessun pianto da funerale, quindi, solo progetti e idee...

16 Mag 2008 | ore 15:15

sono veramente dispiaciuto. conil suo abbandono il canale perderà moltissimo. ma conoscendo ed ammirando le sue iniziative sono convinto che presto ritornerà in pista più forte e con idee ancora più nuove.

16 Mag 2008 | ore 15:21

In bocca al lupo Bonilli!

16 Mag 2008 | ore 15:22

Dott. Bonilli convinta della genialità e unicità della sua testa
immagino che le sue energie siano già rivolte verso altri orizzonti e che dal "gusto amaro"di questa situazione scatutrirà una energia ed una forza che porteranno alla realizzazione di nuovi inaspettati progetti.

16 Mag 2008 | ore 15:32

Come sempre, ça va sans dire, Bonilli omette dei particolari particolarmente interessanti e fondamentali per capire il motivo per cui non è più direttore editoriale del canale. Ecco i fatti, dunque.
Nel 1999, quando nasce il canale Gambero Rosso Channel, Rai Sat non gode di ottimi risultati, nè in termini economici nè di ascolti. I vertici di allora pensarono che puntando sull'appeal ( e sui danarosi sponsor) che il GRH poteva portare a Rai Sat, firmarono un'accordo che fu, nei contenuti almeno, in gran parte stabilito da Bonilli. inutile dire che i vantaggi erano più per il Gambero che per Rai Sat. Di più, anche in questo caso si verificò uno sdoppiamento di poltrone inedito, roba da moltiplicazione degli strapuntini di prodiana memoria, il gambero rosso Channel aveva due, diconsi due, direttori: uno editoriale ( Bonilli) e l'altro "istituzionale", cioè effettivo ma che contava come il due di spade quando regna bastoni! Inutile dire che questi funzionari rai che negli anni hanno ricoperto l'incarico di direttore, pur essendo valenti, erano assolutamente estranei al mondo enogastronomico, parliamo dei vari Noferi, Antoni... dunque, ovviamente, Bonilli ha sempre avuto il "possesso" del canale. Recentemente, invece, al vertice del canale c'è andato un giornalista di raffinata cultura gastronomica, Guido Barendson, figlio di quel Marino che è stato una delle penne e dei palati migliori che la critica eno- gastromomica possa annoverare. giunto al vertice, il caro Guido, ha scoperto il "trucchetto" di Bonilli e, giustamente, ha fatto rilevare che Mamma Rai ci perdeva un casino con quel famoso contratto capestro. Giunto il momento della scadenza di quel contratto, proprio questo mese, la Rai si è finalmente ravveduta e ha deciso che forse due direttori erano troppi. Finale: il direttore unico, quindi anche editoriale, del canale è e sarà Guido Barendson. Non temano giornalisti, cuochi e produttori che stanno già da tempo facendo la questua: Il nuovo direttore, oltre ad essere un grandissimo giornalista ( ha condotto per anni il TG2, poi Linea Verde) è un palato finissimo e competente e saprà dare un senso di profondo equilibrio al canale.
Saluti

16 Mag 2008 | ore 15:40

Il canale era da più di un anno che boccheggiava, sempre meno stimolante, sempre più zoppicante. Jamie Oliver è stato replicato una trentina di volte, in tutte le declinazioni possibili, doppiato e non doppiato, giovane e magro che scivolava sulla balaustra della scala a chiocciola, meno giovane e cicciotto che girava per gli asili e gli orti. Alla povera Ravaioli hanno fatto mettere veli, indossare kimono, accendere candele, spegnere ceri, lavare wok, ma dopo un pò non se ne poteva più dell'ennesimo replay. Mariola è da anni che cucina sulla stessa barca e Antonaros ci parla sempre delle stesse erbette. Alla fine, pur tra i limiti culturali macroscopici di alcuni progetti, era meno noiosa Alice...

16 Mag 2008 | ore 15:44

Pienamente in sintonia con l'analisi di Marco G. Non è più lo stesso Canale che amavamo. Penso che il gesto del Direttore possa essere il punto di partenza di una rifondazione seria (con il Direttore stesso in testa... magari) o di una chiusura definitiva di un Canale che ha perso la sua mission iniziale.

16 Mag 2008 | ore 16:33

@Capozza: il tuo sembra proprio un intervento sotto dettatura :-)

16 Mag 2008 | ore 16:43

che noia i soliti bene informati... quelli che ci spiegano tutto e tutto sanno... Questo non toglie che per chi è "nato" con il Gambero Rosso, questo giro di boa sia un colpo. Bene fai Direttore a dire che sei ancora vivo e insieme a noi! Ne sono certo, tutto cambia e scorre e spesso da un male nascono cose positive. a te Stefano auguro il meglio, come la tua testa merita, ma anche al Gambero channel come la sua storia dimostra.
Ciao Alessandro

16 Mag 2008 | ore 16:50

Cambierà anche il nome del canale? Gambero Nero?

16 Mag 2008 | ore 17:05

Raffinata cultura gastronomica, palato finissimo... Ma dove siamo finiti? Nell'Ottocento? E già che i baffetti di Barendson ricordano proprio quei gentili commodori della Marina Britannica. Al Gambero faranno lezioni di galateo, magari riprendendo quel programmino di Alice col cuoco da surgelati, lo stilista e la maestrina di bon ton. E poi tagliatelle di nonna Pina per tutti, accompagnati dalla banda comunale del ridente paesino in presenza del vescovo e del solito assessore. Spero in una migrazione in massa di programmi come Protagonisti del vino, Tutti pazzi per..., In cucina con lo chef, La cucina di..., Bollito Misto, Cucina in 10 minuti eccetera, magari con nuovo piglio e entusiasmo. Noi appassionati li aspettiamo, perche è da essi che è partita e si è alimentata la nostra passione.

16 Mag 2008 | ore 17:50

Sinceramente non avevo nessuna ipotesi in mente riguardo possibili motivi collaterali del passaggio di direzione.
L'intervento di mr. Capozza (che altre volte non mi è sembrato proprio di opinioni equilibrate, neutrali e affidabili) a questo punto mi fa sospettare che ci possano essere dietro anche faccende; tipo piazzare l'importante "figlio di pezzo grosso" a cui in Italia non si nega mai un posto di prestigio...uhmmmm....

Per il resto veramente c'è qualcuno che trova guardabile un canale come Alice con quelle trasmissioni da casalinghe e riprese da sceneggiato di serie z?

16 Mag 2008 | ore 19:07

Non vedo perché per difendere qualcuno si debba necessariamente attaccare qualcun altro.

16 Mag 2008 | ore 19:26

Apprendo la notizia del suo addio, e le confesso con un inevitabile e sottile velo di felicità. Non certo perchè non la ritenga all'altezza, anzi tutt'altro. La considero un'eminenza a tutto tondo, un pioniere nel campo enogastronomico. Ma quel sognatore un pò folle, sicuramente lungimirante si è dovuto arrendere alla realtà. Una realtà fatta di numeri, di strategie, di bilanci da far quadrare, che poco c'azzeccano con i sogni. Anche in questa dipartita si è dimostrato però un anticipatore. Mi aspetto tra un pò, la chiusura della Città del Gusto di Roma, un tempo punto di riferimento per noi gastronauti. Ora ridotta ad una sorta di tavola calda da stazione, dove gli avventori non respirano più quelle magiche atmosfere, quei profumi di cose buone. La qualità del cibo, del servizio e delle competenze è crollata in modo vertiginoso e credo non ci sia via d'uscita. Anche la rivista è diventata una raccolta pubblicitaria, sempre più scarna di servizi interessanti, forse perchè non ci sono persone in grado di portare avanti le idee. Pertanto la sua decisione, la sua uscita di scena sono soltanto la conferma che è stato e rimarrà un grande...... Auguri.

16 Mag 2008 | ore 19:37

Con chi parla Tommaso Farina? Se con me di Alice io (e i miei amici) ho sempre sempre espresso questa identica opinione perché se secondo me è inguardabile come la maggior parte dei programmi e dei film italiani non posso mica dire che sono stupendi.
Su Barendson ho solo solo una pulce nell'orecchio che mi ha messo l'intervento di Capozza dato che sostanzialmente non so chi sia costui.

16 Mag 2008 | ore 19:57

Con tutti. Anche il Fabry mi era sembrato un po', ehm, tranciante.
Però su Alice sottolineerei l'onestà di programmi come il Pinzimonio di Massobrio, che è molto ben fatto.

16 Mag 2008 | ore 20:03

Il sig. Capozza che conosco e saluto cordialmente, non pensi di essere il più furbo di tutti. Perchè non ci racconta donde provengono così dettagliate informazioni? E'evidente che non sia farina del suo sacco, per quello che scrive e per come lo scrive. Qui c'è lo zampino di qualcun altro, giù la maschera!

16 Mag 2008 | ore 20:08

cara Cristiana, il mondo si divide in quelli che sanno e quelli che fanno finta di sapere... Fai bene a chiedere ulteriori chiarimenti, allora se si sa si parla se no si taccia. Il mio babbo mi ha sempre detto "è più facile parlare che impararsi a stare zitti. Ci resta solo da aspettare e guardare...

Ps Gumbo, Guido Barenson è uno stimato giornalista di mezza età, mi sembra buffo vederlo nelle vesti del ragazzino viziato :-)

16 Mag 2008 | ore 20:15

...bhe, almeno Capozza poteva anche dirlo che aveva provato ad entrare in quella grande famiglia chiamata Gambero Rosso senza però riuscirci (nel senso che nessuno lo voleva tra le balle).

Mucca

16 Mag 2008 | ore 20:21

L'opinione di Cocozza su Barendson mi sembra da prendere allo stesso modo in cui consideriamo un tizio che non conosciamo che ci dice:Dottò venghi a provare sto ristorantino,lo garantisco io si mangia benissimo,tutto genuino,vino fatto da noi,come una volta. Ma chi lo conosce? Che Barendson sia uomo dal grande palato lo dice lui:ma mettiamo pure sia vero. Bonilli,che personalmente non mi è molto simpatico,è uno di quei due o tre personaggi che hanno come sinonimo enogastronomia italiana. Il successo del suo lavoro è di fronte agli occhi di tutti. Ritengo che rinunciare alla sua capacità ed esperienza possa essere una base di partenza negativa per qualsiasii iniziativa nel settore.

16 Mag 2008 | ore 20:25

Caro Mucca, dici che è l'eterna storia della volpe e dell'uva ???

Però dire volpe è forse esagerato..... ;-)

Ciao

16 Mag 2008 | ore 20:29

...parecchio esagerato...

Mucca

17 Mag 2008 | ore 00:53

Provando a spogliare la vicenda da asprezze e personalismi e ragionando nel silenzio della notte causa una cattiva digestione - il ristorante che mi ha stroncato lo tacerò :-) penso che in questi anni di globalizzazione e cambiamento la tenuta delle nostre tradizioni e la loro riscoperta in alcuni casi, non per moda o per archelogismo, dovranno essere il filo conduttore di un lavoro giornalistico e narrativo.
Proviamo a congelare per un attimo polemiche e contrapposizioni e guardiamo la nostra realtà italiana: è una vera e propria Arca di Noè delle diversità armoniche, di tutte le diversità: più di duecento vitigni autoctoni, circa 420 tipologie di formaggi, centinaia di tipi di pane, centinaia di salumi con una storia e una tradizione, ortaggi e frutta, migliaia di ricette, una tavolozza infinita di sapori come in un paradiso terrestre e, di contro, un nostro modo di vivere quotidiano, di acquistare, di mangiare che sembra ignorare tutta questa diversità con mille motivazioni la prima delle quali è la minore capacità di acquisto dello stipendio delle famiglie.
In realtà lo scostamento tra il patrimonio enogastronomico italiano e gli italiani è dato principalmente dalla mancanza di conoscenza della realtà nella quale viviamo, dalla mancanza di capacità di far circolare i prodotti senza le mille intermediazioni e quindi a un minor prezzo per il pubblico e dalla mancanza di educazione al gusto fin dalle elementari.
Ecco che la televisione, il web, i libri, le riviste dovrebbero imboccare decisamente la strada di un'informazione diversa, nuova, di scoperta e di frontiera.
Ho delle idee e penso che ci sarà modo di sentire il parere di chi segue questo blog ma anche di allargare il discorso al mondo della rete, di saldarlo con molto del lavoro di slow food e di quelli che cercano costruttivamente, dopo alcuni anni di tsunami culturale, di costruire un'alternativa intelligente alla globalizzazione dei sapori, dei gusti e dei prodotti.
E in fondo un "cambiamento d'aria" come il mio può far bene al cervello e alla creatività.

17 Mag 2008 | ore 04:28

Direttore, il suo commento notturno ci fa capire che lei è sicuramente sulla strada giusta. La globalizzazione dei sapori ha bisogno di un'alternativa intelligente perchè sta rovinando le nostre ricchezze enogastronomiche.

17 Mag 2008 | ore 08:42

A me la cattiva digestione provoca solo eruttazioni di idrocarburi solforati...

Penso che sia fondamentale far riavvicinare gli italiani alla cultura gastronomica, non solo come studio della tradizione storica ma anche come ricerca nelle sue evoluzioni.

E sono davvero convinto che un approccio orchestrato da più esponenti autorevoli possa servire.

Se aveste bisogno di uno che svuoti i posaceneri, io sarei disponibile

17 Mag 2008 | ore 09:49

Secondo me, si perde di vista un punto fondamentale: il Gambero rosso ha delle aspirazioni notevoli (vedi anche apertura di costosissime Città del gusto), ma poi tende spesso verso un pubblico veramente minoritario (a chi possono servire veramente i servizi sui vini californiani da 400 euro?). La cosa può produrre anche risultati interessanti (e non c'è dubbio che il gambero sia stata ed è la realtà gastronimica più interessante in circolazione), ma è ovvio che sulla fattibilità economica siamo messi male. E' come voler realizzare un film d'autore per un pubblico limitato, ma pretendere dal produttori 150 milioni di dollari di budget: auguri. Io credo che sarebbe anche l'occasione per fare un minimo di autocritica e vedere cosa non ha funzionato del proprio lavoro. Magari, meno servizi sui vini introvabili (fatti peraltro benissimo, s'intende) e qualche indagine seria sul Brunello o sulle possibili adulterazioni del vino (ovviamente, non prendendo spunto dall'Espresso). Insomma, se le ambizioni di Bonilli (encomiabili) erano di far aumentare la conoscenza della cultura gastronomica italiana nel pubblico medio, fa capito perché questo non è stato possibile...

17 Mag 2008 | ore 09:51

Mmm... sembra Eataly fatto progetto editoriale. Bonilli, Petrini e Farinetti: la capacità imprenditoriale e una salutare incoscienza non mancherebbero.

17 Mag 2008 | ore 10:00

Suggerisco anche una seria espansione internazionale del GR. E' vero che l'incredibile diversita' del patrimonio alimentare italiano e' una risorsa unica, ma e' anche vero che a tutt'oggi in una citta' cosmopolita come Londra capita di vedersi servire, in ristoranti stellati, una coppetta con 'olive oil from Tuscany', come dire prosciutto dal nord Italia.

Magari il GR puo' fare quello che le nostre penose autorita' non hanno mai fatto, cioe' promuovere veramente quel che c'e' di buono in Italia all'estero. Pliiz cam tu italy.

17 Mag 2008 | ore 10:08

...E che finalmente si inizi a parlare seriamente all' Estero ,non solo di cucina e di Cuochi Italiani, ma anche dei prodotti alimentari Italiani di qualita'.

17 Mag 2008 | ore 11:46

In un momento di difficoltà interna come questo, parlare dell'impegno del GR all'estero mi sembra poco realistico...

17 Mag 2008 | ore 12:33

Per Muccapazza: come al solito sei male informato, è vero che Marco Bolasco mi fissò un appuntamento con Clara Barra e Perrotta ( che nel 2001 erano i responsabili della Guida) la cosa decadde perchè io ero, nel frattempo, entrato alla Guida de L'Espresso;

Per Cristiana Lauro: Ciao anche a te ( non ricordavo ci dessimo del Lei), la farina è tutta del mio sacco; il fatto che sia da tempo fuori da questo mondo, abbastanza deprimente tra l'altro, basta vedere cosa è divenuto negli anni questo blog, non vuol dire che io non sia informato. " Io so tutto, vedo tutto e conosco tutti" direbbe qualcuno.... la storia del Gambero Channel la so da tempo, sia perchè sono molto amico di Mark Antoni, il direttore precedente, sia perchè lo sono, da anni, del nuovo: Guido Barendson, che è stato chiamato apposta per risanare i "buchi" della passata gestione....

Per tutti: Guido Barendson è stato chiamato a dirigere il canale già da gennaio, quindi ben prima che Berlusconi vincesse le elezioni. In più, egli non è affatto un uomo di destra, anzi, sia per storia personale che professionale è uomo di profonda cultura socialista ( quella di sinistra ), pertanto, cari amici, non c'è rischio che il gambero rosso diventi "nero". Forse diverrà solo un pò più equilibrato e, magari, riuscirà ad essere pure in attivo!

PS: nessuno ha letto, qualche mese fa, quello sfizioso articolo di Carlo Cambi intitolato " I furbetti del bicchierino"? consiglierei attenta lettura.

Per Bonilli: Pace all'anima sua! Si goda il riposo.

17 Mag 2008 | ore 12:52

Ma guarda un po', proprio adesso torna buono anche "molto del lavoro di slow food".
Singolare, nevvero?

17 Mag 2008 | ore 13:12

Un amico mi ha detto che quelli di Bra fanno una guida dei vini non male da 22 anni e pare ci sia di mezzo anche il gambero rosso :-)
Può tornare buona l'informazione, no?

17 Mag 2008 | ore 13:26

Francesco Capozza, tu hai la mia età e sei già così pieno di odio? Dai, non serve.

17 Mag 2008 | ore 14:16

Concordo con Tommaso, tutto quest'odio non ha senso.
"Per Bonilli: Pace all'anima sua! Si goda il riposo." quest'affermazione caro Capuozza è inqualificabile. Io al suo posto proverei molta vergogna.

17 Mag 2008 | ore 15:11

Vedi Bonilli, ti fanno anche i conti del Tfr e gli auguri ..
Il tutto lascia non poca perplessità ..

17 Mag 2008 | ore 15:14

Concordo, l'affermazione è l'antitesi dell'eleganza.
Ciò rende ancora più perplessi..

17 Mag 2008 | ore 15:16

la cosa (così come la chiami) è decaduta per via del.... "le faremo sapere".

Mucca

17 Mag 2008 | ore 15:41

Caspita che gufatore il Capozza. Strana idea però quella di Tommaso Farina che più si è giovani meno odio si prova.

Per il resto, in effetti speriamo che una diffusa comunione di intenti ci faccia superare una volta per tutte il livello pliiz cam tu itali....

17 Mag 2008 | ore 16:11

in bocca al lupo Stefano per il prossimo futuro

17 Mag 2008 | ore 16:33

Caro Mucca sei patetico.... "Le faremo sapere" non è mai stato pronunciato, poichè non ho mai incontrato nè la Barra, nè Perrotta... dunque... cambia informatori.

17 Mag 2008 | ore 17:40

L'affermazione di Capozza è ignobile.
Però è da capire, il livore e l'invidia sono bestiacce difficili da vincere, specialmente per i poveri di spirito e di argomenti da proporre alla discussione
:-(

Ciao

17 Mag 2008 | ore 17:50

Non che più si è giovani meno odio si prova, ma di evitare di guastare la giovinezza con dell'odio non necessario.

17 Mag 2008 | ore 19:24

Naturalmente dopo la virgola avevo pensato a un "si tratta di" che poi non ho scritto. Come vedete, la giovinezza in questo caso non mi ha aiutato.

17 Mag 2008 | ore 19:26

..ma quale cambio di informatori? Ci mancherebbe pure che mi rivolga a qualcuno per chiedere qualcosa su di te? Solitamente mi informo per pesci più grossi mica per quelli rossi che boccheggiano negli acquari casalinghi (la classica ampolla di vetro).
Sono giunto a quella conclusione solo per quello che tu stesso hai scritto: "...è vero che Marco Bolasco mi fissò un appuntamento con Clara Barra e Perrotta ( che nel 2001 erano i responsabili della Guida) la cosa decadde perchè io ero, nel frattempo, entrato alla Guida de L'Espresso"
Insomma, se qualcuno (del calibro di Bolasco) mi fissa un appuntamento non accetto subito le caramelle offerte dal primo sconosciuto Vizzari).
A proposito, com'è che nella guida dell'Espresso 2002 non compare il tuo nome? E manco in quella del 2004? (porca vacca dov'è la guida dell'espresso 2003?)
Il tuo nome compare nell'edizione 2005. Non ti sembra buffo dire che non hai acettato l'incontro nel 2001 perchè eri entrato nella guida dell'espresso (nel 2004?)
Com'è che non ci scrivi più?
Ti sono andate di traverso le caramelle di Vizzari?

Mucca

17 Mag 2008 | ore 19:48

Il patetico Capozza, cacciato dal mondo delle guide, non ha capito che a cena o a pranzo chiunque ci va con chi gli aggrada ma che nell'esercizio delle funzioni non si parla/sparla come lui, ragazzino immaturo, era uso fare, tanto da finire cacciato.
E ora viene qui con lo stesso tono e inizia, lui che è andato in pellegrinaggio da Pierangelini in modi patetici, scrivendo "... e suo cugino Pierangelini" riferendosi a me e io ho lasciato la frase cretina scritta da un cretino perchè è la più bella firma sulla parabola del giovane critico con mamma incorporata che è riuscito a bruciarsi tutti i ponti e ora ricompare per dispensare un po'di veleni e maldicenze.
La classe è classe :-)

Posted by: bonilli | 10.10.07 12:31


Così parlava bonilli di Capozza. L'avvoltoio se l'è legata al dito, ovviamente. Ora fluttua su quello che considera un dead man walking.

Mucchina, tu questo lo sai già visti gli scambi al vetriolo del recente passato proprio su questo blog (ottobre, post sulla Guida GR 2008).
link: http://blog.gamberorosso.it/bonilli/archives/2007/10/la_guida_la_classifica_e_il_po.html#comments

Sei proprio un cattivone....tanto cattivone quanto er savonarola de tutti i critici,
er core de roma romae!!!

Dimenticavo: Capozza, salutaci mammà, strafottente raccomandato che non sei altro.

17 Mag 2008 | ore 23:29

Francvino,

Le persone s’instupidiscono all’ingrosso e rinsaviscono al dettaglio. Per ciò amo il particolare.

Mucca

18 Mag 2008 | ore 01:13

cazzarola!....meno male che vivo in montagna! ....una bella famigliola..... buonanotte a tutti. :-O)

18 Mag 2008 | ore 03:04

Caro Stefano,
lascia perdere questa fiera dei veleni. Pianta tutto e riparti da capo. Immagina un foglio dentro a un quotidiano che racconti solo di vino, di cibo, di itinerari e di persone.
Ti seguiremmo in tanti.

18 Mag 2008 | ore 11:51

Visto questo clima di regolamento di conti, posso cogliere l'occasione per mandare a cagare il mio vicino di casa?

Mi sembra che Colinmckenzie abbia inquadrato molto bene un limite di molti professionisti del settore, ossia quello di rivolgersi solo a un gruppo chiuso d'elite.

E' fondamentale essere animati da un generoso spirito divulgativo per ridurre il dislivello che in Italia s'è creato tra pubblico e cucina moderna.

18 Mag 2008 | ore 16:38

Francesco, mi sembra che ci sia bisogno di un poco di eleganza, e ne vedo poc nelle tue dichiarazioni... La modestia poi ti porta a dire che sai tutto, tutto vedi e tutti conosci, complimenti... ma non lo sai che una dei requisiti principali è non "sputtanare" le fonti. Non so se i signori che citi hanno piacere a essere tirati dentro a così bassi livelli. Guido che è un'amico ed un collega sono certo di no! E comunue lascia decidere a lui quando e se essere tirato in ballo:
ciao

18 Mag 2008 | ore 16:41

caro direttore, siamo sinceramente dispiaciuti per questa cosa che lascia l'amaro in bocca, come una cena in cattiva compagnia.
con i saluti la nostra stima.
Paola Bertinotti.

18 Mag 2008 | ore 18:03

Suvvia Bonilli, ora non faccia il finto tonto...
Di "Vini d'Italia" sanno tutti, così come (quasi) tutti sanno che da parecchi anni è l'unica cosa che vi tiene insieme.
Ciò premesso, non posso che condividere con lei l'impressione che molti equilibri stiano mutando, nel mondo della comunicazione.
Un saluto e in bocca al lupo a lei e, soprattutto, a coloro con lei stanno forse rischiando il posto di lavoro.

18 Mag 2008 | ore 20:24

Bonilli, ritengo anche io che ci sia spazio per nuove iniziative che sapranno vederti protagonista, per ilresto non posso che dire, mai come in questo momento

Ad Majora

19 Mag 2008 | ore 08:45

Il "rinnovamento" di per se dovrebbe essere positivo, ma stando alel informazioni che mi hanno dato persone che lavorano al gambero rosso, l'obiettivo dei nuovi CAPI è ripianare il bilancio, magari facendo anche fuori proprio quelli che "c'erano dall'inizio", la memoria storica.
Più pubblicità e qualche attività editoriale in meno mi sembra una strada praticabile. E se proprio bisogna ridurre il personale, che lorsignori della Direzione vadano a guardare davvero chi lavora e chi no; ce n'è di gente che ruba lo stipendio ogni mese!!!!!!!!!!

21 Mag 2008 | ore 13:32

credo sia ora di svecchiare e, a parte i mai sufficientemente riconosciuti meriti di Bonilli, ci siano oggi dei grossi problemi di bilancio e di valore del marchio da sostenere, che vanno ben oltre il valore "affettivo" che si può attribuire al Gambero Rosso e a Bonilli perché gli altri nomi, non me ne vogliano, non contano come lui. Se il tutto va a scatafascio, con i milioni di euro in gioco che ci sono, fondi di investimento e privati che ci hanno creduto, non è comunque bello per nessuno. Bonilli è il Gambero Rosso, o lui o tutto nuovo e basta. Bolasco, Cernilli.... non me ne vogliano, ma sono legati e vivono di luce Bonilliana e non possono mai e poi mai rappresentare il "nuovo", l'innovazione che può garantire o almeno far credere agli azionisti veri che, con il loro intervento, il Gambero rifiorirà. Non è plausibile nessuna situazione di risanamento che comprenda Bonilli o che lo escluda del tutto, personaggi tipo Cernilli o Bolasco o Barenson o noto che sia incluso. O si rinnova, o si rimette del tutto il potere in mano a Stefano, magari con un serio controller vicino, perché altrimenti i conti non tornano. Come qualcun altro ha fatto già notare, che il canale Alice faccia più ascolti del Gambero dice moltissimo, al proposito.
Credo che Bonilli debba fare il lavoro che sa fare.
I bilanci vanno lasciati ad altri.
Il nuovo non si chiama certo Bolasco o Cernilli o Barenson o altri dei noti, con tutto il rispetto per loro. Un conto è la passione, un conto sono i bilanci e la redditività di chi ci investe sopra. Qui sta scemando anche la credibilità di chi ci investe ed ha acquistato parte del marchio Gambero Rosso, una grande patrimonialità e asset da difendere, al di là di quanto si vuol dire.
C>i vuole un serio piano di rilancio, di risanamento e di collocazione estera, il resto ritengo siano tutte chiacchiere inutili e gossip clientelare.

Alvaro

25 Mag 2008 | ore 00:29

Ciao Sbo,
è giunto il momento di passare all'azione: fonda le brigate gamberorosse!
Io ci sono.

bob

27 Mag 2008 | ore 15:59

E se invece ritirasse fuori Gastronomia Operaia?

Podere Operaio?

Tanto, non è che girino molti soldi, anche fuori dalla CdG....

27 Mag 2008 | ore 18:35

Vorrei chiedere:1) E' vero o non è vero che la Compagnia Fiduciaria Nazionale controlla il 50,5% del capitale di FWF che a sua volta è la controllante del GRH?
2) E' vero o non è vero che Paolo Cuccia è stato nominato vicepresidente del consiglio di amministrazione di Food e Wine Factory che è la padrona del Gambero Rosso in data 30-11-2007 e ha pieni poteri e quindi che Stefano Bonilli è un presidente solo di facciata?
3) E' vero o non è vero che Paolo Cuccia siede anche nel consiglio di amministrazione della CIA (Compagnia immobiliare azionaria) creata da Paolo Panerai scorporando le proprietà immobiliari dall'editoriale Class e che Cuccia sta in quella società insieme a Panerai?4) E' vero o non è vero che Cuccia ha trattato a insaputa di Bonili con RaiSat che voleva chiudere la joint venture con Gambero Rosso per Gambero Rosso Channel e che la Rai ha chiesto che direttore a tutti gli effetti del canale fosse Guido Barendson pena il non rinnovo del contratto che ora si sostanzia con la totale disponibilità di Gambero Rosso Channell da parte di Rai Sat che alla Gambero Rosso versa solo l'affitto del marchio e degli studi televisivi della Città del Gusto?
5) Se le cose stanno così forse Bonilli non si è dimesso per divergenze editoriali ma è stata dimesso?
6) E' vero o non è vero che Gambero Rosso Channel chiuderà per due mesi (luglio e agosto) in attesa che la Rai lo ristruturi e ne contenga i costi?
7) E' vero o non è vero che il Gambero Rosso sta discutendo di chiudere il blog di Kelablu perché costa troppo e soprattutto perché è un po' troppo indipendente?
8) E' vero o non è vero che la politica nell'assalto a Gambero Rosso Channel non c'entra nulla perché Guido Barendson non è affatto un giornalista di destra e Paolo Cuccia il vicepresidente plenipotenziario di FWF la controllante di Gambero Rosso siede anche nei consigli di amministrazione di Acea, di Capitalia, di Bulgari di Eur Congressi ed è considerato un "consigliere" di Bettini il braccio destro (anche se acciaccato) di Veltroni?
9) E' vero o non è vero che la Compagnia Fiduciaria Nazionale che è il vero padrone del Gambero Rosso (non si sa in nome e per conto di chi e se Bonilli una volta buona lo dicesse forse farebbe un servizio alla verità) è controllata dai commercialisti Aldrighetti e dalla Italimmobiliare di Pesenti?
10) E' vero o non è vero che la CFN fu usata dai "furbetti del quartierino" per le scalate bancarie?
11) E' vero o non è vero che la CFN oltre a possedere il 50,5% del capitale della FWF possiede anche il 32 % delle azioni della GRH avendole rilevate dalla Negotia di Bora e dalla Igi Sgr (società di emanazione Interbanca)?
12) Se le cose stanno così è vero o non è vero che oggi Bonilli, sua moglie Marinella Viglione, Pellegrino, Cernilli e Salerno sono a tutti gli effetti soci di minoranza e tutt'al più dipendenti a stipendio dal vero padrone del Gambero Rosso?
13) Se le cose stanno così è vero o non è vero che Bonilli non ha più potere di firma né su GRH né su FWF perché i pieni poteri sono in una società di Sergio Cellini e nell'altra di Paolo Cuccia?
14 Se le cose stanno così per chi lavora Bonilli? Per un gruppo di banche, per uno studio di commercialisti, per una società immobiliare dove siedono due vignaioli, per il cementiere Pesenti che è uno dei soci di RCS?

29 Mag 2008 | ore 23:12

E' ricomparso Carlo Cambi.
Quando c'è da fare il lavoro sporco lui c'è sempre :-)

30 Mag 2008 | ore 08:02

Buongiorno Direttore,
non so se da Giornalista Professionista di lunghissimo, autorevole, apprezzato, benemerito e per molti versi innovativo corso, lei consideri un lavoro sporco chiedere informazioni. Può darsi. Ma il nostro comune mestiere - ora che forse ella non può più considerarsi un editore - è questo: cercare di sapere per capire e comprendere per testimoniare. Mettiamo per assurdo che ella vada a recensire un ristorante che offre nel menù solo carne di razza Chianina e in forza di questo utilizzo di una materia prima di eccellenza la bistecca le viene proposta a 50 euro a porzione. Mettiamo che degustandola ella trovi la carne eccessivamente morbida rispetto allo standard della vera Chianina e che si sorprenda a considerare che delle due l'una: o è vera Chianina o quello chef è semplicemente geniale. E mentre propende per la seconda possibilità e si prepara ad assegnare le tre forchette al ristorante in questione scopre che è di proprietà del maggiore importatore di ciccia argentina che magari è pure incappato in un' inchiesta per frodi alimentari. Che fa? Chiede o non chiede al ristoratore se ha le fatture di acquisto della Chianina? Perché se recensisce il ristorante senza certezza sulla provenienza degli ingredienti lei dà ai lettori un'informazione che è foriera di complicità con un gestore truffaldino. Ecco, potrebbe dire in tutta coscienza che è un lavoro sporco chiedere le fatture?
Se vuole le faccio un altro esempio. Mettiamo che un piccolo vignaiolo che deve molto ad un amico giornalista il quale è anche editore dei propri media venga raggiunto da una richiesta di sostegno per quell'editore, magari partecipando a un road show a pagamento in giro per il mondo. Il piccolo vignaiolo che potrebbe farne a meno accetta tuttavia la proposta per tre ragioni: due ideali e una economica. Quelle ideali sono: dare una mano a chi gli ha fatto comunque del bene, non perdere il contatto con chi magari segnalando i suoi vini con una certa enfasi e con indubbia professionalità gli consente di allargare il proprio mercato e incrementare il valore aggiunto dei propri prodotti. Quella economica è evitare che un proprio concorrente possa godere di questi vantaggi al suo posto. E mettiamo - sempre ragionando per assurdo s'intende - che questo piccolo vignaiolo scopra che l'editore del suo amico giornalista è in realtà un grande vignaiolo che può così controllare se vuole la visibilità o meno del piccolo vignaiolo. Lei crede che il giornalista che domandasse conto di questo farebbe un lavoro sporco o contribuirebbe a consentire al piccolo vignaiolo di fare la sua scelta di aderire o meno a quel road show di cui sopra in piena trasparenza e libertà? Ben sapendo a quel punto che non aiuta con le sue sostanze un giornalista-editore amico ma che accetta o meno un'offerta economica di cui deve misurare la convenienza solo sul possibile ritorno economico e non più anche su quella che potremmo chiamare la mozione degli affetti.
Ecco, caro Direttore, mi piacerebbe tanto discutere con lei e con gli altri autorevoli interlocutori di questo blog se domandare con tutto il rispetto possibile ma anche con la necessaria fermezza lumi sugli asseti proprietari di una casa editrice è o non è un lavoro sporco.
Perché vede Direttore a mio modestissimo parere una società editrice non è propriamente un soggetto privato. Lo è rispetto al codice civile e lo è rispetto alla sua natura giuridica privatistica, lo è molto meno rispetto alla sua mission. Se si occupa di pubblicare gli affari degli altri dovrebbe pubblicare anche i propri affari. A maggior ragione quando questi affari s' intersecano, almeno in parte, con il servizio pubblico radiotelevisivo con le amministrazioni pubbliche di città regioni e Stato. E' vero che non c'è un obbligo ope legis di farlo, ma vi è una sorta di imperativo deontologico. Del resto lei ha condiviso con buona parte dei colleghi giornalisti italiani in anni che ahimè paiono troppo lontani sacrosante battaglie in vantaggio degli editori puri e per la trasparenza del sistema mediatico. E devo dirle che al di là di tutte le possibili polemiche ed asprezze passate presenti e future mi dispiace molto che un gruppo di giornalisti che era riuscito a farsi editore di se medesimo oggi debba - sempre che ella confermi quanto risulterebbe dai libri societari di FWF e GRH - alzare bandiera bianca. E' sinceramente una perdita in termini di democrazia e di libertà del nostro sistema mediatico. Ma per affermare questo bisogna sapere se le cose stanno così o meno. E allora mi dica lei: cercare di saperlo è davvero un lavoro sporco?
Se può sia felice, o almeno sereno. La lascio con una massima di Machiavelli che in questi mesi tengo come una sorta di stella polare: "Non sono i titoli che illustrano gli uomini, ma sono gli uomini che illustrano i titoli" E questo mi creda vale anche per le cariche e le proprietà societarie.

30 Mag 2008 | ore 10:04

Diffondiamo notizie non del tutto corrette, Anellide...

GRH risultava così divisa, a metà aprile dai doc accedibili legalmente:

FWF 60,5 %
IGI 16 %
Negotia 16%
Pellegrino Bruno 7,1 %
Garbagnati Furio Massimo 0,4 %

Non farei tanto notizia sui Soci e sulle loro divisioni, non serve a nulla.

E' che questa impresa sembra messa veramente male, guardando i bilanci. E' giusto che ci si schieri intorno alla bravura e al carisma di Bonilli, ma la situazione economica non è allegra e lui è tra i responsabili, proprio perché è "lui" il Gambero Rosso.

Peccato.

Si poteva fare meglio?

Forse.

Si può fare meglio?

Sicuramente. Bisogna vedere se qualcuno ha voglia e soldi per farlo.... tanti soldi e tanta voglia...

30 Mag 2008 | ore 11:01

L'acqua scarseggia ed il Papero non galleggia.....

31 Mag 2008 | ore 18:42

fortuna che Silvio c'e'!
una cordata come per l'Alitalia?
:-O)

01 Giu 2008 | ore 11:28

Il Papero galleggia, in questo o in altri specchi d'acqua, perché è un animale libero e furbo :-))

01 Giu 2008 | ore 19:05

Grande risposta, Direttore, grande risposta... e un altro specchio d'acqua sarebbe più che una risposta per molti, se non per tutti.

01 Giu 2008 | ore 19:39

Ma gli strani visitatori che hanno lasciato messaggi alla Riina sono spariti?
Eppure c'è ancora molta carne al fuoco :-)

05 Giu 2008 | ore 12:58

Forse staranno prendendo ancora informazioni, tipo con che perdite si è chiuso il 2007. E' un buon modo per fare gli avvoltoi, sa?

06 Giu 2008 | ore 19:43

L'Informator Cortese... e Mafioso, aggiungerei io visto che trattare da anonimi questa materia vuol dire non essere spettatori ma parte in causa, in questo caso non certo la mia :-)) e lanciare segnali e insinuazioni.
A che pro?

07 Giu 2008 | ore 16:44

Ha ragione, a che pro?
Ma se qualcuno la ha in considerazione, e conosce la situazione, non dovrebbe ricevere questo tipo di domanda. Mafioso? E perché? Non ci sono ricatti, né minacce di morte o male in quel che scrivo. Potrei dare dati all'euro, ma me li tengo, lo fanno già altri.
Si guardi le spalle, a me mi conosce benissimo, e se mi anonimizzo un motivo ci sarà, e non è certo contro di lei.....

07 Giu 2008 | ore 23:01

Io che firmo diffido sempre di chi non firma quando il discorso si fa serio.
In questo caso guardiamo per un attimo i fatti: in un post pubblicato da un paio di settimane d'improvviso compaiono interventi fatti non da comuni lettori ma da persone interessate a fatti societari.
Una, Carlo Cambi, segue un suo percorso che, tra l'altro, incrocerà di nuovo il mio in quanto il giudice sta per emettere la sentenza su Gambero Rozzo, la porcata fatta in barba ai marchi e alla loro storia.
Da questo signore mi aspetto solo azioni negative.
Poi compare un altro individuo, anonimo, che si mette a ragionare sulla società che possiede il Gambero Rosso, sui suoi bilanci e, da ultimo, dice di guardarsi alle spalle.
Dove? Per strada? In azienda? Dagli amici? Dai soci? Dai conoscenti? ecc...
Se non è uno stle mafioso questo?
Il tutto fatto in uno spazio - un post vecchio - dove ormai passano a leggere in pochi, certamente il sottoscritto a cui il programma di gestione del blog segnala tutti gli interventi.
Tutto questo, usando un eufemismo, appare strano, se non, invece, programmato e funzionale...

continua

08 Giu 2008 | ore 12:46

Ma no, la cosa è più semplice, non esageriamo. A parte che è comparso più di un soggetto. Evidentemente, c'è un qualche interesse, per qualcuno anche stima incondizionata, pare. Stia tranquillo, a fine anno ci si arriva. Dicono. O lei pensa che qualcosa Cambi?

08 Giu 2008 | ore 23:55

Io sto tranquillo :-)
Qui siamo semplicemento in terreno da psichiatra.

09 Giu 2008 | ore 12:02

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