ore 15:06
Il Pastore e i buoni polli
Ma allora esistono! Parlo di quelli che fanno una cucina semplice, buona, del territorio. Esistono, per esempio l'Agriturismo " Il Pastore" a Festà di Marano sul Panaro, in provincia di Modena. Appennino, calanchi, circa 450 metri di altezza, una famiglia, lei in cucina col figlio più giovane, in sala padre e figlio.
Tortelloni ripieni di ricotta che si sciolgono in bocca e polli e faraone alla griglia e anche formaggio alla griglia e Lambrusco Grasparossa. Tigelle e gnocchi fritti. 20 euro più il vino. Tutto buono e naturale, gente semplice e cortese, il papà dalla forte personalità, ma simpatico.
Il Pastore, via Salata 766, Festà di Marano sul Panaro tel. 3393506926
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notizie in breve

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
Sarà per via della crisi? Può essere, oppure è semplicemente stanchezza, è non poterne più...
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Ciao a tutti!
Girovagando su internet, ho trovato un sito - aggregatore su argomenti di cucina e ricette. Trovo sia ben fatto, per cui ve lo segnalo: http://cucina.ilbloggatore.com
Mi piace la fase "ruspante" che ha assunto questo blog negli ultimi tempi.
Rosso ci cova, caro Tommaso.
Da vecchio lettore del Gambero, praticamente dalla sua nascita, sono contento di questa volontà di ricercare nella provincia italiana quei posti, se ancora esistono, dove i piatti hanno un loro unico nome e non tutta la sequela degli ingredienti. Sarà nostalgia? A me il gambero rosso piaceva più 6 anni fa di adesso. Prima riuscivo a seguire i vostri consigli, a visitare le vostre scoperte, ora non ci riesco. Era il supplemento del Manifesto, ora sembra la rivista della confindustria.
Sei anni fa? Sei sicuro?
Hai ragione erano più belli quelli dell'altro secolo!
e non c'erano neanche reazionari papalini come Farina! :-O)
Sei anni fa il Gambero Rosso era lo stesso, sei anni fa il manifesto non c'entrava nulla già da dieci anni, sei anni fa si parlava di trattorie e quattro anni fa si parlava di polpette :-)
Senza presunzione direttore lei il giornale lo fa, noi lo leggiamo. A me sembrava più bello, più interessante, più scopritore quello di 10 anni fa. Comunque condivido appieno l'intenzione e l'attenzione verso i temi dei suoi ultimi interventi.
certo che esistono...ce ne siamo accorti ora? la grande maggioranza della gente li adora e va a degustare questa cucina soffocata dalla moda e dalla troppa chimica-fisica applicata agli elementi.
Direttore quale gradisce il suo palato? ci riveli i suoi gusti...ma le piace tanto la cucina fantascientica di molti chef automi e replicanti?
voto a questo mio commento 6-
5 :-)
ah ah ah!
sei anni fa...
avevamo sei anni in meno!
@francesco
ma secondo me la rivista si è aggiornata ed è rimasta di qualità editoriale il dire era meglio.... mi da il senso di quando si dice ai tempi miei!!!Retrologia inutile... che cosa ha la rivista oggi di meno. Forse siamo noi che dieci anni fa essendo più giovani vedevamo il cielo più blu
voto a questo mio commento 5 (ora voglio vedere il leader massimo che voto mette!!!) Certo che ce lo vedo Bonilli su una poltrona di cialda di parmigiano con tre mila bottiglie intorno di famosi cru con una scrivania enorme fatta ad isola con fornelli e forno incorporato dietro la testa un quadro con il volto di chef adria. Sul soffitto appesi salami formaggi di malga e speck e davanti a lui una finestra a vetro immensa che si affaccia sulla roma fluviale
Hasta
direttore non ci chiuda Kelablu... Le vogliamo bene..e anche a lei...
ma di che nazionalità (o comunque ceppo linguistico) è marco? è una nuova forma di linguaggio? :-)
chiedo scusa ho scritto tutto molto velocemenete
marco...mi perdonate?di solito non scrivo così f perdonami altrimenti non ci dormo
io rimango un appassionato di questo mondo bello strano e incattivito... :-))
ma va' la'...non e' vero.
beato LEI che è un'ottimista...che visione ha del mondo? e che visione ha dell'uomo? intendo come dimensione ultima e totale dell'uomo sia soggettivamente come esperienza e forza e principi.
si parte da un agriturismo e si finisce a Spinoza, Kant e Sartre, io ritorno al pollo ruspante se non vi dispiace :-)
per non smentirti...L’uomo è ciò che mangia “der Mensch ist was er isst” Ludwig Feuerbach :-)
gia e che mangia? se l'uomo è ciò che mangia...siamo messi male.
L'alimentazione ha sempre avuto una valenza culturale, etica, sociale, soggettiva altresì che psichica. Oggi questo patrimonio viene sempre più a mancare, il processo di globalizzazione cerca di convincerci della bontà dei cibi manipolati geneticamente adducendo essere anche, in termini sociali: l'unica soluzione al problema della fame nel mondo.
vi sarete accorti che se si parla di trattorie sembra che uno detesti i ristoranti da corsa come se l'una cosa escluda l'altra. E invece come per i libri si possono amare i gialli i classici russi e alcuni di stile libero :-)
marco anche se stavo giocando sul filo dell'affermazione di Stefano sul si parte dall'agriturismo e si arriva a Kant, quanto di vero c'è in quello che dici, non posso fare a meno ultimamente di ripensare a "mi fido di te" di Carlotto...
Vero Bonilli, concordo con la tua disamina. Forse, qualcuno non realizza che, contesto a parte, il vero protagonista della tavola è sempre il cibo.
Riscoprirsi cacciatori del gusto diventa ancor più che stimolante così; altra cosa che sottolineo (e presto dedicherò un pezzo) è un pensiero a tutti coloro che CUCINANO per se stessi senza ottenere alcun premio o pagella!
ciao ciao
Scrivo da Modena, tutti vanno al Pastore, per la qualità l'abbondanza e il prezzo. Qualcuno poi va anche anche dal mitico Bottura, incluso il sottoscritto...Cosa c'è di meglio che averli entrambi?
Quelli del Pastore mi sono piaciuti perché modesti ma con un'idea e per nulla sprovveduti. I due figli hanno studiato e sono in gamba, la mamma è il solito perno di tutto ma in cucina ha già il giovane figlio che lavora con lei e il padre è quel tanto tosto, cocciuto, da risultare simpatico. E poi ho mangiato un pollo quasi commovente e io per i polli buoni, si sa, ho un debole :-))
domanda d'esame
quale sono gli elementi che fanno il pollo buono?direttore ci sveli il dilemma
un solo elemento: il mangime di qualità.
Come dice il filosofo " il pollo è ció che mangia"
:-))
Mi sembra di sentire i gossip che giravano ieri a San Patrignano tra i blogger presenti: Papero Giallo ha strambato a 180° e si è portato dietro anche la flottiglia che corre sulla sua scia.
direttore oltre al mangime credo che entri in gioco il rispetto delle regole naturali del suo vivere animale quindi ambiente luogo microclima ecc
Papero Giallo è curioso e innovatore e la ricerca delle trattorie è uno dei tanti terreni sui quali si muove.
E' vero, il pollo è buono se vive nel suo habitat e infatti quello che ho gustato razzolava felice insieme con le faraone e doveva solo stare attento ai lupi e alle volpi che in zona si danno molto da fare.
Ne sanno qualcosa i sei pavoni che i tre lupi del territorio hanno sbranato in una notte.
Natura vera.
Questa dimensione più "ruspante" mi piace molto di più
comunque direttore tutto questo è bello e fa ambient...la campagna,il lupo ezechiele,le galline...e tutto è a misura d'uomo e da valutare ....ma quando si sconfina e si parla della massa di affamati che popolano il mondo o si parla delle mense o di grandi ristorazioni... il pricipio cambia e si torna alla batteria mangimi lampade alogene di riscaldamento gabbie...siamo tanti e non basterebbe la materia prima che razzola felice per il campo del contadino....e allora il compromesso come si trova? Quindi alle massaie come me come fare a riconoscere il buon pollo industriale (di batteria)??? il meglio ci sarà per questa diffusa categoria...
Credo che questo tipo di ristorazione rappresenti una nuova tendenza, che si rappresenta scegliendo cibi rassicuranti che danno un senso di benessere, sicurezza e gratificazione, che affonda le sue radici nella memoria del gusto di ogni individuo. Dopo anni di cibo complicato, aggressivo, etnico, si sente un bisogno di ritorno alla semplicità, a un cibo che ricorda un po' l’infanzia, un alimentazione semplice ma che sapeva creare atmosfera e calore. Un alimentazione che fa bene alla mente e al corpo senza essere un prodotto salutistico, ma semplicemente un cino sano e gustoso. Un opportunità per ristorazione, si tratta di prodotti semplici, ma che richiedono una adeguata scelta e selezione degli acquisti e che permettono di potere controllare meglio i costi di gestione.