26
Giu 2008
ore 15:22

I fighetti, gli appassionati e... la gggente

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E' in corso un dibattito veramente interessante e un dato curioso è che lì, tra le decine di interventi, così come altrove (IDR, il mangione) il mondo viene diviso in fighetti, gourmet & appassionati da un lato e "la gggente" dall'altro. Tutto questo a proposito del parlar di cibo e scrivere di luoghi del mangiare.
Naturalmente la gggente è buona e i fighetti detestabili e cattivi e, come per i film western, questa suddivisione del mondo risulta la più popolare e la più accreditata, il contrario, cioè i fighetti bravi e simpatici ecc... non fa cassetta :-))
Io, che parlo a nome dei fighetti - dato che sembra d'obbligo darmi questo marchio - riconosco che in questi anni sono stati fatti molti errori, per entusiasmo, superficialità, moda e mille altri motivi ma sempre all'interno di un circuito virtuoso dove anche i soldi hanno il loro peso. Già, perché un conto è riempirsi il sito o il blog di pernacchie contro Vissani o Bottura o Scabin o Pierangelini o chi volete voi e un un altro è andarci e pagare il conto. Nei primi 50 ristoranti italiani la gggente non ci va e irride chi li frequenta, i fighetti si, ci vanno e pagano il conto. La gggente va nelle decine di migliaia di luoghi del mangiare dove c'è di tutto, dalla scoperta di ottime trattorie e ristoranti ai locali anonimi, dai posti onesti ai posti di moda tra la gggente, vedere le piazze e le strade di Roma e le trattorie e pizzerie mediocri - ad essere caritatevoli - con la gggente che fa la fila.
Chiariamo subito che non è questione di censo, lauree, reddito ecc... perché tra la gggente ci stanno avvocati, ingegneri, giornalisti intellettuali con relativa puzza sotto il naso per tutto tranne che per il fritto che stanno mangiando e tra i fighetti ci sono molti che devono programmare per soddisfare la propria passione perché lo stipendio è lo stipendio.
In questa guerra non dichiarata si perde di vista l'obiettivo finale dei veri fighetti, gourmet & appassionati che è quello di mangiare bene stando bene, ovvero sedersi a tavola in un ambiente caldo, assaggiando cibi di qualità e non sviliti da sfibranti cotture e alla fine pagando il giusto.
Alcuni membri di questa detestabile casta dei fighetti sono anche curiosi e provano spesso gli indirizzi segnalati dalla gggente, a volte con esito positivo, spesso prendendo solenni fregature. 

Io, a nome dei fighetti & C. continuerò a sperimentare ma mi piacerebbe che, nei limiti del reddito di ognuno, un tentativo di sperimentazione venisse fatto anche dalla gggente, a cominciare da quelli che possono ma non gliene frega nulla. Ne guadagnerebbero tutti.

commenti 76

...ora si scatenerà il bordello...lo sento ;-)

26 Giu 2008 | ore 16:22

Caro Stefano, se non ti sembra una troppo sfacciata autopromozione, posso segnalarti un breve spunto del mio blog, preso a sua volta da un'altra discussione:
http://www.tommasofarina.com/2008/aruotalibera/425/le-classifiche-saran-obsolete-ma-gli-anticlassifica-riescono-ad-essere-molto-peggio
Abbastanza illuminante su una parte della cosiddetta "ggggente".

26 Giu 2008 | ore 16:35

Mi sa che batti e ribatti si arriva sempre li. I due modi di sedersi a tavola. L'approccio "culturale" dei fighetti & co. i quali cercano altri contenuti oltre alla necessità di "sfamarsi"; e la gente che degli altri contenuti non glienepòfregàdemeno e cerca esclusivamente di sfamarsi a poco prezzo e mangiare il più possibile. Anche questo è un approccio da rispettare. Mi ricordo una volta di aver assistito in un villaggio turistico "prezzo tutto incluso" alla fila di gente al buffet gratis, appunto incluso nel prezzo. Da FILM. Nel senso che uomini, donne, nonne e nonni avevano il solo scopo di riempirsi i piatti il più possibile, pane nelle tasche dei calzoncini, bimbi che venivano caricati di deratte alimentari che manco in tempo di guerra...eppure tutte persone nemmeno troppo magrette e con l'impressione di soffrire la fame. Ecco si, una sorta di fame atavica incrociata con il gusto di spendere poco e ammortizzare il più possibile quello che si era già versato come saldo prezzo della settimana. Questo, tra l'altro, è il fattore critico di successo di molte iniziative turistiche di basso livello: fare mangiare male MA IL PIU' POSSIBILE. Perchè alla gente interessa mangiare TANTO (e, fattore non da sottovalutare, AVANZARE TANTO), la qualità può stare in seconda battuta. E' un pò il concetto degli happyhours (spesso il cibo proposto con l'aperitivo è immangiabile) oppure, giusto per ricordare un'altra scena che tutti abbiamo negli occhi, gli orridi buffet a fine di qualsiasi conferenza stampa dove...vabbè abbiamo visto. Visto che mi piace tanto trattare il tema cibo in materia trasversale e metterlo in connessione con altri fronti culturali...appere ovvio che dietro a tutto ciò esiste anche un inconscio di massa, legato al fatto di poter disporre di cibo in quantità, costi quel che costi. Ma solo in termini di salute...non di portafoglio.

26 Giu 2008 | ore 16:42

Non mi riconosco in questa suddivisione.A me piace mangiare bene,bere bene,credo di riconoscere un buon piatto ed un buon vino:ma non credo di possedere la verità assoluta su quello che assaggio. Quello che detesto sono i personaggi capaci di imbastire teorie e ragionamenti su un piatto o su di un vino,che vanno lontano dall'essenziale e che servono soltanto a darsi un tono di fronte a chi siede a tavola con loro ed a chi li ospita nel suo locale. Questo tipo di individuo è capace di mandarmi di traverso qualsiasi miracolo enogastronomico e se possibile cerco di tenerlo lontano dalla mia tavola.

26 Giu 2008 | ore 16:58

@TOMMASO
ho letto la serie di post che hai lincato. Però io questa Sabrina la trovo proprio simpatica scusa. Le piace mangiare etti di pasta si, però denota un gusto e anche attenzione alle cose. Cerca ristorantini semplici ma buoni (al suo palato naturalmente), si mangia pane e salame in riva al mare...insomma mi sembra una "cliente" da catturare, nel senso che inducendole un'esigenza magari potrebbe capire meglio e apprezzare meglio quello che noi fighetti intendiamo. La categoria "gente" a cui fa riferimento il Direttore invece è un pochino più tosta da convincere. Purtroppo è spesso irrecuperabile, ha mangiato schifezze per tutta la vita così come ha guardato TV spazzatura per tutta la vita...è difficile che si faccia l'abbonamento a CLASSICA di sky...però ribadisco che è da rispettare. Invece, lavorando sulle Sabrine di turno, trovando un modo di spiegare e raccontare il cibo e l'emozione diversa che esso può generare oltre ad aumentare gli zuccheri nel sangue e dare sazietà, sono convinto che si potrebbe aumentare notevolmente la "base di fruizione", come si dice nel marketing strategico, raggiungendo lo scopo di comunicare il cibo di qualità in maniera nuova e non esclusivamente fighetta. Ricordiamoci sempre che i fighetti sono - a priori - mal sopportati. Da tutti e in tutti i campi

26 Giu 2008 | ore 17:11

Questo ultimo commento è l'emblema della tolleranza]
Nel merito, complimenti a Bonilli che riesce a definere gli habitués del settore..e, simpaticamente, si schiera pure..
ciao

26 Giu 2008 | ore 17:13

Buonasera Bonilli, è la prima volta che partecipo attivamente alla discussione, solitamente mi limito a leggere. Questa volta però merita davvero, sono pienamente d'accordo. Mi trovo spesso, soprattutto fra colleghi, a parlare di ristoranti e di "cene fuori" e mi capita quasi sempre, visto il mio carattere abbastanza chiuso, di quasi-vergognarmi dell'andare per ristoranti di un certo livello. Sembra proprio che spendere 50-60 Euro (per tirare basso, ovviamente) per stare bene e mangiare seriamente sia da fessi, quando si potrebbero spendere 35-40 Euro per una pizza ed un'insalata di mare impresentabile (ah, dimenticavo la birra media allungata). E' una forma di ignoranza che fatico a sopportare, la gggente che giudica senza sapere e senza la volontà di informarsi e capire. Come dice Lei, "Ne guadagnerebbero tutti".
Grazie dello spazio. Marco

26 Giu 2008 | ore 17:15

sono d'accordo...anzi voleva proprio essere tollerante.

26 Giu 2008 | ore 17:19

scusa Fassone, intendevo il commento prima del tuo ;)

26 Giu 2008 | ore 17:21

lo immaginavo...però in fondo anche il mio non è male... ;-)

26 Giu 2008 | ore 17:28

Non penso di andare fuori tema se pongo alla vostra attenzione un topic in svolgimento nella Piazza del Forum del Gambero Rosso circa la "stagione sotto tono" che attanaglia alcuni di noi ristoratori in varie zone d'Italia. Dal Garda, a Firenze , alla Puglia. Magari non saremo un campione rappresentativo però segnaliamo un malessere che rischia di diventare profondo.
Personalmente se guardo gli esercizi commerciali della mia stessa via posso ritenermi "contento".
Se invece guardo al futuro mi avvilisco, l'agenda della politica, tutta la politica, è rivolta a sbranarsi su problemi di tutt'altra natura.
In questo contesto le riviste di settore possono svolgere un ruolo di maggior stimolo?
L'acquisto di una Guida gastronomica sarà ancora allettante o vista la sempre minor predisposizione ad uscire la sera potrà sembrare ad alcuni fighetti o gggente una spesa superflua ed evitabile ?

Ciao

26 Giu 2008 | ore 17:50

Sì, la Sabri poi si è spiegata. Il primo post però si attaglia alla perfezione alla categoria.

26 Giu 2008 | ore 17:52

Sono rimasto pure io molto colpito dal 3d segnalato da Vigna. Direi che non e' nemmeno troppo OT.

26 Giu 2008 | ore 17:59

Caro Vignadelmar, intendiamoci, con la morte nel cuore, dico che alla luce di tutti i casini e mega problemi che questo Paese ha pretendere che la politica si occupi dei ristoranti è un bel sogno. Le scuole vanno a pezzi, le università pure, abbiamo problemi economici e di occupazione, non si spende più e c'è il rischio che l'inflazione vada alle stelle. Spazzatura ovunque e buche nelle strade. Ma cosa vuoi che gliene freghi alla gente, in una situazione come questa, delle guide gastronomiche o del poter andare a mangiare fuori? Ricapiamoci bene: mangiare fuori per 9 persone su 10 e indipendentemente dal "costo/pasto" è considerato un lusso a cui si può - anzi moralmente si deve - rinunciare. Se si usasse una tecnica di focus group ti assicuro che le percentuali di risposta sarebbero tutte in questa direzione. Poi becchi l'appassionato, come potresti beccare il melomane di turno che si spende 300 euro per un biglietto alla Scala di Milano, che ti dice che lui non si compra le scarpe e non fa più il pieno di benzina da tempo pur di andare a mangiare nel tal ristorante. Il punto invece su cui si può lavorare ancora molto e che sono certo porterebbe importanti risultati anche a voi ristoratori è che la differenza tra mangiare male e mangiare bene può essere racchiusa in un piccolo gesto, anche economicamente parlando. A partire dalla spesa di tutti i giorni. Se non si decide di riprendere a lavorare partendo dalla base e si cerca di imporre il concetto di "spesa importante" stiamone certi, la gente continuerà a considerare la cosa un lusso da fighetti.

26 Giu 2008 | ore 18:03

mi sembra che il problema sia più complesso della divisione tra fighetti e gggente (tra l'altro mi piacerebbe chiamarla gente!)... Io sono un fighetto, da anni batto i migliori ristoranti del mondo, per passione e divertimento; e credo che continuerò a farlo perchè continuo a considerarlo uno spasso! Ma non posso fare a meno di avere qualche perplessità, che ultimamente espongo anche troppo spesso: veramente la ristorazione in Italia si è scollata dalla società reale, inseguendo sale sempre più barocche e architetti invadenti, cercando strigliature sempre più varie e fintamente eleganti (quando torneremo a mangiare in un bel vecchio ginori bianco e rotondo?) e consegnandosi mani e piedi ai prodotti di lusso massificati e banali distribuiti dalle solite società di alimenti per ristoranti ha raggiunto ormai prezzi siderali! E badate bene non parlo solo dei superstellati, in alcuni dei quali è veramente difficile uscire con un conto inferiore ai 300€, ma soprattutto di quella massa di locali fighetti (mo ce vò...) che con facilità ci propinano conti da 100€. Questo ritengo sia il problema di una ristorazione gourmet oramai lontana dalla gente... devo ammettere da fighetto che a tarda sera ultimamente mi è capitato spesso di uscire da locali così e chiedermi se non avesse ragione la gente?
Ps tra l'altro l'esistenza di locali superpremiati con degustazione a 65€ dovrebbero far pensare che forse determinati campionati non sono così imprescindibili...

26 Giu 2008 | ore 18:24

perdere il contatto con la realtà e scollarsi dalla società è uno dei passatempi preferiti di questa Italia...però poi la gente (anche a me piace chiamarla così...il suono di troppe doppie mi disturba), nel bene e nel male, prende posizioni, decisioni, e piazza i suoi voti...per questo che insisto a "essere tollerante" e a non sottovalutare niente

26 Giu 2008 | ore 18:27

Caro Fassone io penso semplicemente che tutti i casini ed i mega problemi di questo paese siano strettamente correlati con la crisi da noi percepita della ristorazione e del turismo. Badi bene ad un dato che non conoscendo noi ristoratori che abbiamo scritto in quel topic di sicuro le è sconosciuto: siamo tutti ristoratori che hanno un buon/ottimo rapporto tra qualità e prezzo...così almeno dicono le Guide.
Poi io sono anche uno di quelli che per mangiare e bere bene arriverei a privarmi quasi di tutto, ma in quanti saremmo a far così ?
Certo non tutto gira attorno a noi ristoratori ma quì, a casa del Gambero Rosso, credo che la cosa interessi. E siccome il Direttore nei suoi ultimi topic centra molto il discorso sulle Guide standard o di nuova generazione e la loro fattibilità, penso che focalizzare il problema sulla crisi odierna possa essere anche uno dei punti di vista possibili per poterle realizzare al meglio e centrarle sulle necessità dei consumatori.

Ciao

26 Giu 2008 | ore 18:30

sono assolutamente d'accordo...infatti avevo premesso che parlavo "con la morte nel cuore" il che significa anche che sono molto vicino ai ristoratori - specialmente quelli che lavorano con senso e hanno un buon rapporto qualità/prezzo - che subiscono lo stato delle cose. Sempre in bocca al lupo

26 Giu 2008 | ore 18:36

To' mo.... :-)

Quello che va' rivisitata è l'immagine del fighetto che attualmente è l'allegoria dell'eterogay, delicatino, raffinato e incredibilmente snob.

Bisogna ricostruire un prototipo e renderlo appetibile per avere un seguito più ampio. Proprio per migliorare la qualità di tutta la ristorazione.

Io propongo di mettere George Clooney alla Direzione del GR.

26 Giu 2008 | ore 18:41

crepi il lupo...il thread sulla stagione bassa l'ho aperto io...grazie vigna pero' mi sembrava giusto aprirlo.
io rappresento la media ristorazione ed ho visto un mercato calante..la cosa mi ha preoccupato, pensando fosse solo un problema mio.
per intenderci ...nei primi sei mesi dell'anno scorso ho chiuso a 6400 clienti quest'anno se arrivo a 4500 4800 e' gia' tanto.
e scusate se e' poco ma il calo rappressenta il mio guadagno di attivita' se non di piu'....

26 Giu 2008 | ore 18:47

sono molto solidale con il calo della ristorazione, ma temo che visto i tempi in cui ci dibattiamo sia inevitabile. il potere di spesa della gente è molto diminuito, logico che taglino sulle uscite serali... Mi risultano dati di decrescita ancor più importanti di quelli che segnalate... Certo taluni prezzi non aiutano, ma neanche giustificano da soli il calo!

26 Giu 2008 | ore 19:05

Io ritengo fighetti o figatelli (per dirla in lumbard) coloro che si beano nel dimostrare agli altri che spendon cifre in ristoranti cari. Se poi gli chiedi di spiegarti come è strutturato un piatto......ehhhh buonanotte! Anche coloro che, on line, parlaparlanoparlano (leggi digitano) e poi al ristorante ci vanno ogni morte di papa e ancor meno capiscono qualcosa di cucina, io li classifico figatelli.
Condannare (tipico degli invidiosi come serve) chi frequenta solo certi ristoranti, bollando i medesimi come fighetti, snob ecc.ecc. è da mentecatti. Ci son persone che in un mese si fumano (oltretutto danneggiando se stessi e la società che ce li ha in groppa)sigarette e mi fermo alle sigarette, che sono quelle ai prezzi più "popolari",per l'equivalente di 2 bei pranzi nei migliori ristoranti italiani e non.
Ognuno è libero di spendere come vuole i propri denari soddisfando le proprie passioni....almeno questo!!!Ecchecappero!!
Saluti
LAMAX61°

26 Giu 2008 | ore 21:18

un gastronomo - nel senso brillatsavariniano del termine - non è MAI un fighetto. Credo che la nozione di fighetto comporti una dimensione di "vuoto" mentale (spesso direttamente proporzionale alla pienezza del portafoglio) che non corrisponde a un "goloso curioso". Faccio fatica a vedere Bonilli fighetto. Diciamo che Bonilli ha avuto molti fighetti che l'hanno imitato.

26 Giu 2008 | ore 23:33

Eppure mi danno del fighetto o peggio perché questo - come quasi tutti i mondi - è un mondo di invidie, piccoli sgarri e camarille e quindi fighetto è diventato uno dei peggiori insulti tra gastronomi o che si ritengono tali e io sono fighetto ma anche un pentito, prima Adrià e adesso le trattorie, e poi ho avuto l'ardire di proporre una guida 2.0 - che non si deve chiamare così perché se no i puristi della rete si incazzano... - senza dire che ci sono già alcuni che stanno facendo le loro guidine che non bisogna chiamare guidine altrimenti si offendono... ma vi rendete conto che mondo folle è diventato il piccolo pianeta del cibo&vino?

27 Giu 2008 | ore 00:03

Sèèèè....dite che non siamo tutti una banda di fighetti perché voi siete da QUESTO lato della barricata da tanto tempo! ;-)))

In quanto ex-denigratrice di frequentatori di ristoranti costosi (che può significare anche 25-30 euro) mi ricordo cosa pensavo...tutti fighetti senza appello perché buttano soldi frequentando locali in cui paghi solo la scena, le fregnacce, il fatto di essere o sembrare in, comprare o vendere l'illusione di essere VIP o di far parte di un'élite.

Adesso invece sono qui che mi chiedo come sia possibile che alcuni miei amici negli ultimi due mesi abbiano speso più di me per mangiare fuori - ingozzandosi di pizze al padellino, farinata cruda, torte fluorescenti, birrette annacquate. Perché non gli viene mai in mente di cambiare? Come mai non è evidente perché a me non piace andare in quei locali? Cosa sarebbe utile a ispirarli a provare qualcos'altro?

E come diavolo è successo che io ora mi ritrovo nella categoria dei fighetti?!! :-D

27 Giu 2008 | ore 00:16

... da tempo sei tra i fighetti, cara gumbo, da quando hai cominciato a scrivere nel forum di quei fighetti del gambero rosso :-)

27 Giu 2008 | ore 00:21

Però Bonilli, scusi eh, ma "fighetto" proprio no. Cioè capiamoci sul termine fighetto.
Dicesi fighetto personaggio arrivato, con cultura pari a zero, generalmente dotato di almeno un Suv, facilmente distinguibile per l'abbigliamento/divisa fuori luogo, che se va a cena da Adrià lo fa solo per poterlo raccontare ("uè stellina, ho mangiato nel ristorante più caro del mondo con una lista di attesa di un anno io ho prenotato la sera prima") mentre si aggiusta l'orologio in bella vista, ma di ciò che ha mangiato non ha capito nulla.

Ho capito, ha voluto condurci con la maieutica alla conclusione che lei non è fighetto.

27 Giu 2008 | ore 00:25

Frequentare il forum di quei fighetti del Gambero Rosso ha causato l'immediata apertura del fascicolo a mio carico, ma - a pensarci bene - quello che mi ha marchiata a fuoco credo sia stata l'improvvisa balzana idea di fare 800 km in un giorno per (provare a) mangiare in uno di quei ristorantoni da fissati ed essermi pure divertita moltissimo.
Oh però devo ammettere che il mondo dell'enogastronomia a me pare comunque ancora strano e io mi tengo sempre un po' ai margini, non vorrei perdere il contatto con il Pianeta Terra (ma in questo il magro stipendio aiuta)! ;-)

p.s. Ma...voi che dissertate sul termine fighetto...mi dite che nessuno vi ha mai detto che siete fighetti del gusto, fissati, tarati, maniacali? :-)))

27 Giu 2008 | ore 00:50

no Gumbo! Non me l'ha mai detto nessuno, perchè altrimenti gli passo sopra con il mio SUV e lo spetascio (lo spappolo).Eridagli con il SUV!!!
Ciao
LAMAX61°

27 Giu 2008 | ore 07:20

Cito il Direttore... "ma vi rendete conto che mondo folle è diventato il piccolo pianeta del cibo&vino?"
Credo che la sintesi di tutto sia in questa frase: c'è una gara una corsa ad accaparrarsi le poltrone in prima fila, fatte di recensioni casalinghe, foto di piatti e foto del cuoco di turno abbracciato al recensore. Un senso di "tana!" di "mio!" che pervade la rete. Basta vedere il fatto che appena lei, Bonilli, ha parlato di guida 2.0, ha sollevato la madre di tutti i polveroni: "ma come Bonilli è stato sempre sulla carta e ora viene a rompere i coglioni a noi qui in rete?"
E certo se un professionista, non sviolino, ma di lei si può dir di tutto tranne che non sia bravo nel suo settore, se un professionista si mette a fare quello che tanti debuttanti allo sbaraglio hanno provato a fare, forse riesce a farlo anche meglio. E aggiungo pure che riesce anche a trovare risorse meglio di altri.
Ma tutto questo affannarsi intornoo a stelle epunteggi (guai a toglierli) fa perdere di vista il problema vero, che è quello che cita Liloni, che racconta del suo personale e diffuso calo dei consumi di un 20%/30%.
Concludo dicendo che forse appartengo alla fascia dei fighetti, magari nell'angolo in basso :), ma concordo, con lei, nel dire che quando mi seggo ad un ristorante voglio che tutto sia intonato come una bella musica, rinunciando alla quantità e puntando all'ogni tanto ma di gusto.
Saluti
Marco

27 Giu 2008 | ore 08:13

una curiosità: ma i critici gastronomici, quelli che mangiano al ristorante a pranzo e a cena tutti i giorni, hanno ancora fame? Come diavolo si fa a gustare una cena se a pranzo ti sei sparato un degustazione 8 portate? o il giorno dopo un altro pranzo???

27 Giu 2008 | ore 09:08

molto interessante il commento di marco/loste, che apre un ulteriore sottinsieme: i fighetti che sfighettizzano gli aspiranti fighetti...
tanto per chiarire che c'è esposto il cartello "ironia", segnalo solo che i dilettanti magari possono anche essere professinisti che non hanno ancora avuto l'occasione giusta: nel paese in cui pubblica solo chi ha pubblicato, o figlio di chi ha pubblicato, suona solo chi ha suonato o è figlio di un suonatore, ecco che la rete consente sì di spazzolare l'ego di noi nessuni, ma anche di vedere qualche cosa di interessante che altrimenti di sarebbe perso nel posto delle nebbie dei nepotismi.
va bene fighetti, va bene snob, ma almeno teniamo le finestre aperte che sennò ci scaviamo una nicchia così profonda che ci vuole il batiscafo per ritrovarci.
(e dire che condivido quasi tutto dell'intervento...)

27 Giu 2008 | ore 09:35

"mangiare bene stando bene, ovvero sedersi a tavola in un ambiente caldo, assaggiando cibi di qualità e non sviliti da sfibranti cotture e alla fine pagando il giusto."

Una frase che dovrebbe essere scolpita nella pietra.
Io mi vanto di avere "convertito" a fighetti parecchi amici nel ferrarese. E' quasi una missione :)

27 Giu 2008 | ore 09:49

Gli appassionati di enogastronomia, per non dire i gourmet, sono ritenuti noiosi e snob: prova ne sia che, anche per educazione, è sconsigliabile a un tavolo normale, parlare di vino, anche se sei sommelier, o di cibi, anche se sei un gourmet. Annoiano. E chi? ma sicuramente la ggente, ma anche i fighetti, che per me son quelli che vogliono solo apparire, vogliono solo bere champagne, vogliono solo il locale dove vedere e farsi vedere, apparire. Perche chi se ne frega, bisogna divertirsi e farlo dove come o dove si divertono i vip.
L'unico modo per convertire un fighetto, a sua insaputa, è fargli bere vini importanti, che egli ritiene status symbol e goderne anche noi, tanto paga lui.
Il fighetto non va da Bottura o Scabin, forse manco li conosce: va invece da Giannino e da Lorenzo al Forte perchè rende di più in termini di presenzialismo.
Comunque, a parte la classificazione e collocazione del fighetto, e concludendo quindi "a nome degli appassionati e gourmet" soltanto, il post del Direttore è assolutamente condivisibile

27 Giu 2008 | ore 10:24

Gumbo - da come si racconta nel post sopra - è la prova che una persona che aveva assunto determinate barriere mentali contro chi spendeva soldi nel cibo possa, se stimolata attraverso chiavi di lettura giuste, essere contaminata...irrimediabilmente. Questo non significa che si fotte lo stipendio in ristoranti. Così anche la SABRINA dell'amico Farina. Basta lavorarci. E di persone così c'è pieno il mondo. Sono curiose, interessate, sensibili. Dunque, a mio avviso, è impossibile che la "cultura del cibo" non possa generare una certa forma di interesse. Secondo me la missione della 2.0 può anche essere questa. Ora tocca sviluppare la visione.

27 Giu 2008 | ore 10:31

Fighetto è detto con spregio.
Perché? Perché è uno attento ai particolari e alla loro somma: che olio usano in questo ristorante? Che tipo di pasta è? I pomodori da dove vengono? Che riso è? La carne dove la prendete? Naturalmente se ogni volta fosse così più che di un fighetto staremmo parlando di un inarrivabile rompipalle e invece stiamo dicendo che fighetto=appassionato e cosciente, cioè uno che non mangia a occhi chiusi.
Gumbo cita sempre sconfortata i suoi amici che si riempono di schifezze solo perché a basso prezzo ma non è solo il costo del buon cibo la causa del distacco della gente, c'è anche il disinteresse totale per questi valori della cultura materiale e un'attenzione spasmodica per la marca dei jeans, delle scarpe da ginnastica, ormai mostruose e costose - come rimpiango le Superga bianche e blu - della maglietta e degli occhiali per i quali 200 euro sono un vero affare.
C'è un cambiamento dei valori e il culto dell'apparenza, il tutto di un coattismo alla Briatore-Gregoracci che spaventa ma non indigna.

27 Giu 2008 | ore 10:35

Direttore, vero VERO STRAVERO!! Se vuole io ho il miglior "benchmarking" sull'argomento: tre figli compresi nell'età 18 - 2 anni. Il confronto quotidiano è durissimo. Però...e qui viene il bello e la fierezza del padre, sul cibo sono dei veri "fighetti" come intende lei: non mangiano a occhi chiusi e rompono le balle ai compagni di scuola quando li vedono mangiare schifezze. Riccardo, 2 anni, adora le trippette di baccalà in umido...abbiamo creato dei mostri? :-)

27 Giu 2008 | ore 10:54

D'altra parte col cognome che ti ritrovi poteva mai essere diversamente?

Ad Majora

27 Giu 2008 | ore 11:08

Temo di si :-)

27 Giu 2008 | ore 11:08

mio figlio di 7 anni(che vedo ogni venti giorni,e che non sa che sono suo padre) l'ultima volta ha voluto assaggiare un gambero crudo, poi invece della solita pasta ai pomodori ha voluto mangiare una pasta con le sarde il tonno le olive ed i pomodori non contento a sbranato la porzione di rombo della mamma...e' entrato in cucina 10 volte guardando il pesce chiedendo il nome poi e' stato ad osservare il cuoco che spadellava...non sapete che emozione ho provato! uscito il bambino il cuoco mi guarda ridendo e mi dice: il dna non tradisce.....si e' vero ho creato un mostro anche io

27 Giu 2008 | ore 11:26

@Fabio Fassone, certo che è possibile cambiare. Anche la Sabbri potrebbe! :-D
Che poi è vero che la Sabbri come la maggioranza disprezza l'alta cucina senza conoscerla, ma questa però è già una finezza successiva e di cui volendo si può fare a meno nella vita (peggio per loro). Almeno nel genere ruspante lei di attenzione ce ne mette; la grande fatica è convertire (copyright Rob78) i distratti, quelli che hanno disisnteresse totale per ciò che mangiano. La missione numero uno è trovare il modo di dargli una scossa, risvegliarli dal torpore, incuriosirli al magico mondo delle sfumature! Pensiamoci,pensimoci, così riacquisisco anche una maggior vita sociale. :-)))

OT @ tutti quelli che odiano le scarpazze bioniche luminescenti, nonchè agli orfani delle Chuck Taylor (che prima facevano tanto Ramònès e mo' ce l'hanno pure i bambini, non si possono più mettere) rivelo l'arma segreta: le Jack Purcell. Ho incontrato solo altre due persone che ce l'hanno e dubito che tra i fighetti gourmet che frequentano questi lidi ci sarà la corsa ad accaparrarsele... ;-)

27 Giu 2008 | ore 11:27

@GAGLIARDI
...si, mi hanno "battuto" bene bene a me con il mio cognome... :-)

27 Giu 2008 | ore 11:40

"Già, perché un conto è riempirsi il sito o il blog di pernacchie contro Vissani o Bottura o Scabin o Pierangelini o chi volete voi e un un altro è andarci e pagare il conto."
Bonilli si confonde sempre di più con VG.......sto perdendo i miei riferimenti!
:-)
Secondo me la gggente non sperimenta per definizione...

27 Giu 2008 | ore 11:41

Credo di qualificarmi anch'io come fighetto, essendo la spesa per ristoranti e vino di qualita' (almeno nelle intenzioni) di gran lunga quella che deturpa di piu' le mie finanze.

Pero' c'e' un senso in cui -per rovesciare paradossalmente un post di Bonilli- si dovrebbe mangiare ad occhi chiusi. Cioe' concentrarsi sui sapori, sulla sostanza invece che sulla griffe.

Dal mio punto vista, fighetto e' quello che spende un sacco di soldi per mangiare materie prime griffate, ma poi non saprebbe distinguere al sapore un formaggio di latte d'alpeggio dal Lerdhammer. Negli stellati se ne incontrano tanti cosi': portafogli tumescenti e papille di plastica.

27 Giu 2008 | ore 11:42

Credo di avere nel passato contagiato VG che però ha pensato bene di unire in una sola persona il fighetto e la gggente creando un mostro.
Oggi mi sembra sia in fase di decontaminazione :-)

27 Giu 2008 | ore 11:49

@Man,
ecco proprio per prevenire la sindrome del fighetto griffato io sto facendo delle prove: test alla cieca casalinghi per capire quanto influisce ciò che sai/pensi/credi di un prodotto su ciò che percepisci, e quanto divergenti le due cose possono essere. E' interessante. E poi io mi diverrto con 'ste cose, solo che tra i gourmet-più-gourmet non sono riuscita a trovare nessuno disposto a rischiare la figuraccia... ;-)

27 Giu 2008 | ore 12:24

E infatti, Gumbo, il tuo e' un approccio da vero gourmet.

Per quanto riguarda i supergourmet, loro hanno un immagine pubblica da difendere - io posso ammetere tranquillamente di fare a volte le cappellate piu' clamorose negli assaggi alla cieca; o quando gli amici mi invitano a cena e mi dicono 'dai, indovina che erbe ci ho messo un questa zuppa' e piglio borragine per cicoria.

Ma non e' questione di fare il campionato mondiale di assaggio. Lo spartiacque fra vero gourmet e fighetto e' fatto sopratutto di attegiamento mentale e di valori.

PS: il povero VG viene sempre deve avere le orecchie che fischiano in continuazione per come viene sempre tirato in ballo...

27 Giu 2008 | ore 13:56

@Stefano Caffari, anche io espongo il cartello "ironia" :)
Nel mio intervento, non volevo fare lo schifignoso, verso gli aspiranti fighetti, non capisco tutti i commenti che ho letto, onestamente non ricordo se tu fossi tra quei commenti, di coloro che facevano notare a Bonilli che quanto da lui "pensato" fosse in effetti già presente in rete. Trovo che la rete è GRANDE proprio perché aperta a qualsiasi iniziativa, e il fatto che qualcosa ci sia non significa che non si possa migliorare, (figurati se mi mettevo a scrivere storie di ricette se non la pensavo così).
La seconda cosa è che, onestamente, aldilà di qualche raro esempio(il tuo sito lo è: complimenti) per il resto siamo a livello di aggregatori di indirizzi o poco meno. Quindi ben venga l'idea del professionista, se poi il professionista riesce a portare a bordo qualche aspirante fighetto/professionista, aribenvenga una nuova guida 2.0. Io la leggerei !

Marco

27 Giu 2008 | ore 15:47

E' vero! Il povero VG vien sempre tirato in ballo, mentre lui non tira proprio in ballo mai nessuno. Tira diritto per la sua strada, giusta o sbagliata che sia. Altri invece son sempre pronti ad appiccicargli l'etichetta di questo o di quello. I suoi meeting ti piacciono? Prendi e ci vai! Non t'aggradano? Lasci perdere.
Non ho mai visto intervenire Claudio Sacco per il gusto di rompere i maroni a qualcuno.Non condivido tutto il suo stile ma lo ritengo persona seria e lontana dalle invidie e pettegolezzi dei soliti alieni gastronomici.

Per ACIDRAVE
Mi spiace caro Paolo il tuo generalizzare in quel modo.
Mi spiace perchè tu sei uno che fa le cose più che parlarne. Ma se fai le cose e non riscuoti il consenso di chi le degusta e te le approva o te le critica, mi spieghi per chi cavolo le fai?
Ci son persone che potrebbero insegnarti qualcosa tra quelli che tu definisci critici capaci di far 2 pasti fighettosi, giornalieri, al ristorante. Non si può sparare così a casaccio. Allora dopo non stupirti se qualcuno dice che la maggior parte di coloro(non professionisti) che postan le recensioni sono dei pressapochisti, spannisti impreparati ed incompetenti.
Saluti
LAMAX61°

27 Giu 2008 | ore 15:52

A me interessa molto l'argomento crisi della ristorazione, è ovvio, perchè noi che facciamo vino ci siamo dentro fino al collo, purtroppo.
Come se ne esce non lo so, e penso che purtroppo il problema è più del paese, con la sua povertà incombente, che altro.
Senza però voler criticare in massa una categoria (che tra l'altro mi da' da mangiare, in tutti i sensi :-)), mi chedo se molti ristoratori sia coscienti di di quello che dice Bonilli, ovvero che si vorrebbe andare al ristorante per mangiare bene stando bene. Il che per me si traduce in un mio pallino, non il rispetto, ma l'empatia con il cliente. Insomma la customer satisfaction, che poi non è altro che quella cosa che ti fa dire: ci sono stato bene qui, ci ritornerò.
A prescindere dal livello del ristorante, mi sembra che in alcuni manchi del tutto questa attenzione nel trattare l'ospite con riguardo, direi con calore umano. E questa è una sensazione che si può avvertire facilmente anche nella grande ristorazione, dove magari il servizio è impeccabile, ma è quasi un esercizio dimostrativo, senza veramente crederci.
Naturalmente questo accade veramente dappertutto e ogni giorno, e devo dire che trovo l'Italia in continuo degrado da questo punto di vista, specialmente se paragonata ad altri paesi.
Io penso che se il ristoratore si sforza di essere anche Oste, nel senso letterale di colui il quale da ospitalità e ha come primo obiettivo il benessere del suo ospite, molti tornerebbero al ristorante più spesso. Fermo restando che i soldi sono quelli che sono, purtroppo.

27 Giu 2008 | ore 17:07

lì l'analisi dura due righe: costano troppo. parli con mille persone e mille persone ti diranno che per bere lo stesso vino e mangiare lo stesso piatto oggi ci vogliono gli stessi euri quanti erano i fogli da mille.
e ci sono troppi locali in cui si mangia orrendamente per una somma indecorosa (ieri sera mi hanno chiesto 16 yuri per una tagliata che era una chiara istigazione a delinquere).
avanti con i menù fissi a pochi soldi, avanti con i vini buoni a prezzi umani e vedrai che la voglia torna.

27 Giu 2008 | ore 17:29

La povertà incombente (ammesso che lo sia) può solo fare bene alla gastronomia. E' stato sempre così. Le lingue di fenicottero delle cene anticoromane (preferite dai fighetti del tempo) non hanno avuto futuro, la cicoria cacio e ova è ancora in giro in qualche maniera. Probabilmente la povertà incombente farà male a quelli che ci lavorano, speculano o investono nella gastronomia. ma questa è un'altra storia.

27 Giu 2008 | ore 17:29

Io mi definerei più con un termine diverso, quello che usano i miei amici per descrivermi, un "rompi......." .
Il bello che sono sposato con antonella da un anno ed anche lei è diventata una rompi.... .
Purtroppo siamo di quelle persone che assaggiano l'olio prima di condire l'insalata, non ci fermiamo a vedere solo l'etichetta o se la bottiglia è griffata , non c'e ne frega nulla, l'importante è l'olio.
questo per esprimere il mio pensiero, se devo intendere la parola fighetto come l'intende il direttore all'ora sono anch'io del branco.
Purtroppo oggi giorno, almeno dalle mie parti, si vedono sempre più spesso persone con portafogli gonfi che mangiano per emulazione, per apparire o per sentirsi importranti, poi non riescono a riconoscere una pesce di mare da uno di allevamento. E quando gli servi un fritto di calamari fresco, fritti nella padella di ferro con olio fresco, ti dicono " Sicuro che sono buoni? hanno un sapore strano!" abituati ai congelati sbiancati con il cloro che arrivano dalla Thailandia.
Gente che spende 200€ per un paio di scarpe fatte in cina da bambini sfruttati e sottopagati, e poi si mettono paura di pagare una bottiglia di olio € 15.
Spero che tutti noi creeremo più mostri, "Fighetti" o "Rompi...." possibili.

27 Giu 2008 | ore 17:30

Il discorso dall'antica roma ad oggi è diverso.
In quanti di voi si mettono sedere all'aria araccogliere cicoria per i campi e poi stanno 2 ore a lavarla, sperando che qualcuno non ci abbia sotterrato cernobyl in quel campo.
Oggi stiamo perdendo la nostra identità culinaria, perchè si sta perdendo la figura della massaia o di chi dirigeva le famiglie, che faceva la spesa, che sceglieva im tagli di carne , che faceva quadrar i conti e che portava avanti una tradizione che era la nostra storia.
Se voliamo discutere di prezzi , una pizza una birra ed un'antipasto di mare di quelli confezionati in bidoni in salamoia, nel locale ristopizzapubar in riva al mare quantoti costa?
Vedo locali da 600 posti che nei menù scrivono un sacco di belle cose poi nei piatti........... sembrano a buon mercato ma se chiedi una nocciolina la paghi, rancida ma la paghi. Penso che con 40€ si può mangiare bene anzi si deve mangiare bene,non è abbassando i prezzi che si vince la crisi, è con la serietà e dando prodotti genuini. Anche io sento la crisi, ma preferisco far capire alla gente che noi siamo quello che mangiamo e non quello che indossiamo.
All'ora ben venga una guida dei fighetti dove qualcuno mi indichi dove mangiare sano senza prendere fregature.

27 Giu 2008 | ore 17:43

sono completamente d'accordo: con 40€ si deve mangiare bene: sono 80 mila lire (equals il degustazione di cedroni del 2000 o giù di lì ;-))

27 Giu 2008 | ore 18:02

Al di là dell'uso dei termini, ci sono gruppi di persone che hanno un palato e un senso del gusto più semplice altri ricercato. Secondo me c'è un gap tra alcuni ristoranti di alta classe che si indirizzano ad un target di appassionati che però preferiscono programmare le uscite al ristorante e sono sovente mezzi vuoti. Altri che si pongono di fare una cucina meno ricercata e sono sovente pieni. Sono stato in settimana a Firenze in un posto se vogliamo terribile, trattoria da sostanza dello il troia, tavolo unico, una cucina semplice ma regionale, senza pretese, servizio diciamolo pure inesistente, tutte le persone presenti al mio tavolo erano professionisti con tanto di jaguar e mercedes per intendersi posteggiata nei pressi,erano persone che avrei potuto benissimo incontrare all'enoteca pinchiorri ne sono convinto, ma facevano la fila qui, in un posto per un conto di 25/30 euro, non so spiegare perchè ma ci devono essere altre ragioni oltre alla tirchieria.

27 Giu 2008 | ore 18:36

Secondo me il concetto che non riesco a trasmettere è che l'eccellenza si trova nello "chateau vattela a pesca" come da "giggino o casar".
Allo chateau vai per la location per il servizio e per il cibo, da gigino vai perche un formaggio cosi lo puoi mangiare solo da lui.
Ma ciò non toglie che a gigino allevare le sue bestie curarle , certificarle, mungerle fare i suoi formaggi in ambiente sano e portarli a giusta maturazione costa soldini.
A me ristoratore cercare scoprire e raggiungere giggino mi costa tempo e soldi come faccio a raccontarti tutta questa poesia a 25-30€ in città.
All'ora quanti falsi ci sono in giro?
Qual'è la differenza tra sfamarsi e godere di un cibo di una cena?
Con questo non voglio dire che non possano esistere questi posti , ma in città ancora non mi è capitato di trovare il casaro che mi fa assaggiare i suoi prodotti ad un prezzo abbordabile.

27 Giu 2008 | ore 19:01

E' molto interessante uno dei discorsi di Lamax 61: uno che si fuma un pacchetto al giorno (e magari anche di più) quanto denaro dedica mensilmente al suo "vizio"? Provate a fare il calcolo e vengono fuori cifre non indifferenti: prendendo per buoni 4 euro a pacchetto, fanno 120 euro al mese, più o meno. Roba che puoi andare una volta al mese da Agata e Romeo (ho detto un nome a caso).

28 Giu 2008 | ore 16:13

Rispondo ad Arcidrave, per me: nei momenti più scellerati, ossia di chiusure guidaiole, anni fa ho dovuto anche fare così: fuori a pranzo, fuori a cena. Ho anche provato a fare tre ristoranti in una giornata, due a pranzo e uno a sera. Naturalmente di fame, nel mio caso, non c'era la minima ombra.
Chiaro che non l'ho fatto per giorni e giorni di seguito. Tantomeno posso farlo oggi, adesso che ho da fare anche altro (giorni attuali economicamente più floridi, ma gastronomicamente forse meno appaganti di quelli in cui, da freelance, se mi saltava il ticchio prendevo la macchina e mi facevo 300km).

28 Giu 2008 | ore 16:19

Intanto il fido Bonaiuti afferma con disgusto:"Il linguaggio rozzo e volgare di Di Pietro - dichiara - è al di fuori della politica, riguarda soltanto l'osteria."
Mi verrebbe da chiedere al fedele Bonaiuti da quanto tempo non entri in un'Osteria.
Per avere un concetto così basso del linguaggio che usiamo all'interno dei nostri antri di perdizione dovrebbe essere da parecchi decenni.... :-(

Ciao

28 Giu 2008 | ore 19:46

Caro Tommaso Farina il tuo conto è fatto sula base di un pacchetto di MS e riguarda un fumatore non ancora accanito. Un FUMATORE ormai conclamato tale non fuma meno di 30 sigarette al di. Non so cosa costi 1 pacchetto di Marlboro ma sicuramente non 4 euro.
Illuminatemi, son fermo a 25 anni fa.
Comunque il mio intento era quello di mettere in evidenza come ognuno ha le sue scimmie sulle spalle, oltretutto il fumo è particolarmente dannoso e colpisce figatelli fighetti e non.
Ciao
LAMAX61°

28 Giu 2008 | ore 20:01

io sono un vulva dipendente....invitare una donna a cena una volta alla settimana mi costa circa 400 euro al mese...pero' non piango ne son contento. :-O)

28 Giu 2008 | ore 20:15

Esperti qui accanto mi dicono che il Marlborough costa circa 4.30 euro.

28 Giu 2008 | ore 21:17

Gauloises (con filtro!) fino a poco tempo fa stavano a 3,70. E allora se uno smette di tirare coca pensa quanti ristoranti in più, allora! :-D

Però non è così facile essere abbastanza motivati da cambiare certe abitudini...mi sembra più alla portata di tutti non so tipo...5 McDonald's o 2/3 pizzate anonime=1 buona osteria/trattoria.

28 Giu 2008 | ore 21:50

e tu Gumbo fumati le gauloise (che fan di un beneeee!!!!) e rinuncia alle pizzette ed a McD.= 1 BUONAOSTERIA/TRATTORIA .....se Dio vuole, siamo ancora in un paese libero.
Ciao
LA MAX61°

P.S. Meno COCA-più CUOCHI!

28 Giu 2008 | ore 22:17

i fighetti in cucina sono quelli che portano la femmina in ristorante convinti di essere i patron del cibo e del buon bere... e fanno propia l'arte culinaria la loro scienza...come se gli altri non capiscono nulla esiste solo lui come inetenditori... e si confondono convinti che quello che dicono è bibbia. Quindi bevono un vino lo roteano ci infilano il naso lo degustano affermando che quello è un ottimo vino piemontese poi il sommelier gli fa notare che sta bevendo un vino lumbard....figura de merda...ma lui giustifica e rivolta la frittata...a me è successo malgrado non sono un fighetto. Direttore dica la verità con quante donne ha fatto il fighetto...dica la verità soltanto la verità...non dica bugie altrimenti va all'inferno
voto a questo mio commento 7-

29 Giu 2008 | ore 14:01

Il fighetto del futuro, credo che sarà un fighetto non fighetto. Fighetto nel senso appassionato-conoscitore- valorizzatore del buon cibo, ma che si "abbasserà" al livello della ggggente per far loro capire, a volte invano, a volte magari no, che il buon cibo non è questione di soldi, non è una questione elitaria, è un modo di vivere, di scegliere, le cose buone, sane e genuine.

Il vecchio fighetto che parla con termini incomprensibili alla gggggente comune, che snobba, che ruota il bicchiere 3 anni prima di bere, ecc ecc, credo scomparirà.

All'estero è già così. Lo vedo. Il fighetto italiano è molto old style, il gourmet del giorno d'oggi e del futuro è una persona senza la puzza sotto il naso. Parla come mangi.

29 Giu 2008 | ore 15:43

Quindi, secondo te, Marco Carboni, il vero fighetto-figatello del futuro è un MANGIONE.....vusto che dovrà parlare come mangia!!!!
guarda qui:
http://www.ilmangione.it/forum/

e tutto ricomincia dall'inizio.
Saludos
LAMAX61°

29 Giu 2008 | ore 17:44

Però a tirarla così! Questi post allungati per pariare come si allunga l'acqua in attesa di calarci la pasta diventano una palla.
Su al lavoro, direttore.
Aspettiamo la 2.0

29 Giu 2008 | ore 18:04

Qui al mare c'è un bel venticello e la lettura dei molti interventi fa capire che la ricerca di identità, anche se con toni scherzosi, sta ad indicare un riaggiustamento di tutti i parametri identitari.
Sarà per la crisi - leggere i giornali di stamattina fa capire che quello che sta succedendo non sarà passeggero - sarà per un certo logoramento di sicuro il vero appassionato diventerà sempre più simile al neofita.
Gente che se la tira per una semplice trattoria non la vedo mentre era possibile fare i fichi con i ristorantoni di serie A che oggi sono per pochi o per professionisti - intendiamoci, per me lo sono i Gagliardi, i Cauzzi, Fassone, mucca oltre ai soliti noti giornalisti e scribi ecc... - cioè gente che nel gran locale può e sa andare.
Ma è il panorama della gastronomia che cambierà perché i pochi soldi imporranno un ritorno di massa al passato, un passato rivisitato con gli occhi del 2008, quelli dei clienti e dei ristoratori.
Fighetti addio :-))

29 Giu 2008 | ore 18:04

adieu fighet du rang! :-O)
si scherza ne'... mi scherse so 'n brao gnaro.
adri ano

29 Giu 2008 | ore 19:41

Certooooo che si schersaaa! Bisogna averci il sense of humor....a questo mondo.
Ciao
LAMAX61°

30 Giu 2008 | ore 08:51

Un m....one è diventato fighetto.......occhio alle rece, ha fatto il salto di qualità.
Saluti
LA MAX61°

02 Lug 2008 | ore 00:09

sei un grande, concordo pienamente con quello che hai scritto, e mi associo dalla parte dei fighetti :D

05 Ago 2008 | ore 19:49

Mi domando, ma se la gggente parcheggia in doppia fila e i "fighetti" tengono la distanza di sicurezza e non suonano il clacson, non sarà perchè nessuna ha mai provato ad infamarla (la ggente)? Una guida 2 forse potrebbe, con le stroncature, educare la gggente a divenire gente.

22 Ott 2008 | ore 22:46

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