20
Lug 2008
ore 11:17

La stanchezza del blog

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USURA DI STAGIONE O VICOLO CIECO?

Roma è un bel po' vuota in questa domenica di fine luglio.
Dopo avere letto i giornali al fresco di piazza Farnese e prima di immergermi nel fresco della solita Feltrinelli faccio un passaggio per la Rete: gmail, qualche chat, un'occhiata a blog e siti memorizzati. E' un'abitudine fisiologica e credo non potrei più farne a meno però da alcuni mesi avverto la sensazione di una perdita di interesse per molti blog o siti che prima non potevo non leggere.

Sono io che arrivo stanco alle imminenti vacanze o non sono piuttosto molti dei blog ad avere perso in freschezza?
Forse è lo stesso blog, in quanto strumento di comunicazione, ad avere raggiunto un punto di saturazione? Capita anche a voi di provare le stesse sensazioni?

E' una stanchezza, una noia che si avverte e che si insinua in tutto il web, che porta alcuni a staccare la spina, penso a muccapazza e al suo blog che in questi anni ha svolto una funzione importante ma anche ad essere travolti dal successo, penso, tra i molti esempi possibili, al bel blog della mia fotografa preferita, travolto da post con duecento e più interventi, una chat dentro al blog. Vedo blogbabel che riapre e le solitte classifiche dei soliti noti della prima ora e le solite discussioni e provo una grande noia.
Poi penso al Papero Giallo e al fatto che dovrebbe viaggiare in rete da solo perché ci sono tante cose da dire "del" e "sul" mondo della gastronomia, del vino, del turismo e il "bel post" giornaliero mette a posto la coscienza, vellica un pezzetto di ego e nulla più, specialmente se per tutta la tua vita hai fatto il giornalista e guardi con occhio disincantato lo stato delle cose attuale.

Io, l'ho già scritto di recente, dall'esercizio quotidiano del blog, cioè dal fatto di avere uno strumento che mi permette di confrontarmi con gli altri in tempo reale, ho imparato molto, ne sono stato educato e vorrei farlo crescere e mi domando se questa noia che avverto e che c'è nell'aria insieme con una crisi economica profonda è anche la noia dei lettori e se chi ha staccato la spina, come utente o protagonista, ha guadagnato tempo per fare cose migliori o non ha piuttosto chiuso un importante canale di comunicazione.

Questo viene in mente in una mattina domenicale romana, silenziosa e non troppo afosa :-) 

commenti 35

direi argomento ciclico e molto dibattuto ma sostanzialmente credo si tratti di una fase di passaggio della comunicazione su internet destinata ad evolversi dal blog tradizionale verso una forma più complessa e adatta ai tempi, negli USA si intravedono alcuni esempi interessanti di evoluzione dei blog, secondo me ci arriveremo pure noi...

20 Lug 2008 | ore 12:52

io invece riduco tutto a una semplice questione stagionale. è l'estate.

20 Lug 2008 | ore 13:50

mica tanto ciclico perché cominciano a registrarsi defezioni tra gli animatori dei forum e chiusure vere e proprie di blog.
E non è che ne riaprano di così imperdibili :-)
E poi noi non siamo l'America e sul food & wine non è che abbiamo scodellato chissà quali meraviglie, a parte la solita corazzata Condè.
Può essere l'estate? Bah, mi sembra tutto più cronicizzato.

20 Lug 2008 | ore 13:54

Direttore, una domanda:
e se mancassero gli spunti?
Nell'ambito food, parlo dei comuni mortali, ho paura che qualcuno, pur di scrivere, presenti un pesto di buccia di frutto della passione e noci...
Ah, sono d'accordo, in alcuni blog, purtroppo, sembre di essere in una community...

20 Lug 2008 | ore 14:10

Non sono né favorevole né contrario a quanto detto sino ad ora. L'estate, in ogni caso, non c'entra molto, anche se è vero che d'inverno i collegamenti ad internet sono più intensi. Tutti i fenomeni sono ciclici, vivono di alti e tonfi. Altra cosa è invece constatare che il piacere della gola e tutto ciò che è comunicazione affine e riconducibile, è in forte ed inesorabile calo! È in calo perché si è voluto farne un'informazione salottiera, esclusiva, così ora, inevitabilmente, ci si accorge che tutto gravita attorno a pochissime realtà. Quando queste vanno in crisi o scelgono di fare altre cose, si accusa una palese flessione. L'afa c'entra poco o nulla! Con questo non voglio asserire che si sarebbe dovuto attuare un linguaggio gastronomico “porta a porta” ma senz'altro preoccuparsi di diffondere il “verbo del gusto” anche a chi di gusto, cose buone e riserve speciali non ha proprio alcuna dimestichezza (o interesse). Io faccio comunicazione e mi prendo le mie responsabilità perché se parlo di errori nel mio piccolo ne ho commessi. Non volevo tuttavia esporre un'idea schematizzata, né offrire una soluzione ma dire che le avvisaglie citate dal Direttore effettivamente sono tali…L’irrisolto, è in sostanza ancora tutto qui…

20 Lug 2008 | ore 15:10

I fattori della crisi, della stanchezza, almeno per quello che riguarda il nostro mondo, mi sembra che siano facilitati dalla confusa offerta che il lettore-navigatore si trova di fronte una volta acceso il computer.
Da un lato ci sono i blog di ricette, alcuni belli, pochi direi.
Ci sono i blog del vino, molto ma molto tecnici.
Ci sono blog individuali che raccontano le proprie esperienze gastronomiche e alcuni sono interessanti e mai banali.
Ci sono i blog che parlano un po' di tutto.
Ma non c'è il pubblico, se si intendono le migliaia di contatti, perché cucina, ricette, ristoranti, cuochi sono sovra esposti e nel pubblico da un po' di tempo prevale una reazione di stanchezza e rigetto.
E' certo che abbiamo commesso molti errori di comunicazione, di linguaggio ma è vero anche che la cucina, per indicare il mondo complessivo di cui stiamo ragionando, in Italia è sempre stata popolare e conservatrice.
Poi, piccoli gruppi di appassionati, alcune decine di migliaia, forse cento o duecentomila persone, hanno seguito l'evoluzione della nuova cucina degli ultimi venti anni, ne hanno provato i piatti, ne hanno parlato e scritto.
Forse uno dei problemi è proprio questo.

20 Lug 2008 | ore 17:18

rischio di non essere creduto ma è la prima volta che scivo in un blog, pur leggendoli abitualmente. Volevo riportare la mia esperienza personale riguardo questa forma di noia o malessere diffusa. Forse superfluo dirlo ma come tanti sono un appassionato di enogastronomia e dopo anni dedicati a questa passione mi sono ritrovato senza "benzina" ovvero non ricevevo più quegli imput necessari che ti spingono verso nuovi traguardi, alla fine sono riusciuto a rimettermi in moto ma anche in discussione, collegando il mondo eno-gastronomico con quello audiofilo, dove per audio si intende fare conoscere e diffondere una cultura dell'ascolto in alta qualità e quindi con impianti valvolari, diffusori a tromba ecc... non voglio entrare nel merito tecnico.
Tramite un gruppo di amici abbiamo creato una associazione ed ora siamo veramente in un grande fermento culturale, organizziamo serate dove uniamo il cibo il vino e l'audio con un notevole riscontro di interesse, Questa fusione a arricchito sia noi ma spero anche i nostri ospiti e continua ogni volta ad alimentarci e a stupirci. Concludo dicendo che quando ci si unisce, pur con mondi diversi, ma dove lo scopo e passione è la medesima, si possono fare grandi cose e spesso risolvere piccoli problemi esistenziali.

20 Lug 2008 | ore 17:44

Sono perfettamente d'accordo ed inoltre apprezzo la tua sensibilità ed evidente professionalità nel voler analizzare un dato di fatto purtroppo reale, urgente. Me ne accorgo anche dall'editoria, Direttore, e dai molti libri che passano sulla mia scrivania. Ma chi li leggerà mi chiedo. Libri di illustri sconosciuti che nemmeno costano così poco! E' un pò come il discorso sulle guide che si faceva qualche settimana fa. Compreso il GR ne aggiungo altre tre, forse, ma le altre? Mi dispiace dirlo, ma evidentemente i mangioni hanno il sopravvento sui gourmet. Prevale sempre la solita tesi che è meglio il tanto e cattivo, il brutto e subito. Il Gambero Rosso ha segnato in ogni caso un momento positivo, illuminato e importante per la comunicazione di settore. In tempo è galantuomo per cui l'auspicio è sempre rivolto all'ottimismo.

20 Lug 2008 | ore 17:47

@ Alessandro
Veramente interessante il tuo intervento e il racconto delle cose che fate. Evidentemente non tutto è noia :-) per fortuna.

20 Lug 2008 | ore 18:15

Mentre leggevo il post, mi è venuto in mente un qualcosa di simile scritto non molto tempo fa da hugh macleod (http://www.gapingvoid.com/Moveable_Type/archives/004603.html).
Per chi non vuol leggersi il post di macleod, riporto la chiave del discorso: "The big story is not about blogging. CheapEasyGlobal is the big story. And it's here now. It has arrived. And it's permanent. And there's not a damn thing anyone can do about it, save for a nuclear holocaust."
Cheap, Easy, Global, si riferisce alla possibilità oggi offerta a chiunque di pubblicare ogni cosa in modo semplice e a costo zero. Ed è questo il cuore del discorso, non il blog. Il blog è oggi una possibilità che credo rimarrà, alla quale si aggiungeranno altre cose forse più efficaci, ma sono solo mezzi, o media.
Questa possibilità ha spalancato le porte della pubblicazione globale a qualunque imbecille avesse voglia di farlo? La risposta è sì, ma è proprio questa la rivoluzione, altrimenti si ritornerebbe alla logica che solo chi "lo merita" può pubblicare. Con tutta la difficoltà di stabilire chi decide "chi lo merita" e in base a quali scelte.
La difficolta si è quindi spostata nello scegliere cosa leggere, ma la palla è in mano di ogni individuo, che così ha la responsabilità in proprio di scegliere e non delegata a qualcun altro. Vi sembra poco?

20 Lug 2008 | ore 19:01

Caro direttore, non abbi riguardi, per qualsiasi evenienza sarei felice ed orgoglioso di correre in suo aiuto !!!

20 Lug 2008 | ore 19:11

Credo che pubblicare per l'effimera libidine di vedere la parola scritta sia dopo poco frustrante se non si ha nulla da dire.
Un blog vivo è uno spazio dove confluiscono idee.
Un blog della nuova generazione ha immagini, filmati e podcast non come sfoggio di bravura tecnologica ma come uso intelligente di strumenti di comunicazione efficaci.
La mia preoccupazione - forse estiva e domenicale - è che ci sia sempre più una ritirata entro i propri confini, cioè nella routine, senza fare la fatica di confrontarsi con le informazioni e le persone nuove.
Tutti possono pubblicare ma basta un'occhiata per capire chi si ha davanti.

20 Lug 2008 | ore 19:16

Io credo che l'estate abbia la sua importante parte di responsabilità nella disaffezione dallo scrivere. Se la uniamo al mare di proposte di blog potenzialmente da leggere credo che il risultato sia che il tanto è uguale a niente.
Inoltre come in ogni forma di comunicazione contemporanea, chi urla, chi le spara più grosse, fa audience in fretta ma mi piace credere che alla lunga si bruci.
Troppa offerta, magari urlata, frastorna e non invoglia alla lettura.
Penso però che sia anche in corso una selezione della specie, chi non è seguito a sufficienza smette presto di profondere energie ed impegno nel proprio blog per ripiombare nell'anonimato.
Come si diceva prima forse è necessario allegare alla lettura dei contributi multimediali personalizzanti la comunicazione in corso fra scrivente e lettore, la spersonalizzazione credo abbia le ore contate.
La metto come proposta magari sbagliata ma credo che mettere una foto dell'autore del blog possa in parte sopperire a questa spersonalizzazione. Associare ad un testo, ad un contributo multimediale anche la faccia dell'autore potrebbe favorirne la comunicazione. E perchè no, forse si potrebbe arrivare anche a concedere al lettore che abbia voglia di rispondere di metterci la propria faccia o un proprio contenuto multimediale magari di dimensioni contenute.

Ciao

20 Lug 2008 | ore 20:03

Mah, io non sono mica tanto d'accordo. Non la vedo questa "stanchezza", se ci si riferisce ai blog in generale e non al food&wine in particolare. I blog non sono necessariamente un "mezzo di informazione": per molti sono più semplicemente un mezzo per socializzare e conoscere gente nuova. A volte questo accade anche nei commenti di un post, come è successo a cavoletto (cosa che mi pare lei Direttore non apprezzi molto).
In altri casi sono semplicemente uno spazio dove una persona vuole dire la sua su un argomento (a costo zero, come nota giampaolo)
Io seguo vari blog tematici (bioetica, matematica, glottologia, fumetti, ogm, cucina, etc...) molto interessanti e vivaci e non mi pare di notare una stanchezza.
Forse c'è nei blog "generalisti", in molti di quelli che popolano la top 100 di blogbabel e che per restare nella top 100 cercano sempre di dire due parole su qualsiasi cosa accada.

Per quel che riguarda la cucina, a mio parere il grosso degli utenti web è ancora sui forum, strumenti più adatti a sviluppare delle conversazioni. Infatti gli utenti dei forum di cucina più gettonati (coquinaria, gennarino, etc...) sono in continuo aumento (e molti blogger culinari si ritrovano in quei forum per chiacchierare)

20 Lug 2008 | ore 21:53

Credo che in molti forum si respiri ancora di più l'aria che il Direttore non apprezza...spesso le discussioni vanno OT, con utenti che si prendono in giro tra loro con argomentazioni che sfuggono ai più, o peggio, che si beccano per pagine e pagine...
Anch'io non amo la situazione di cavoletto, dove, in coda ad ogni post ci sono le cose più strampalate...mettersi d'accordo per il brunch della domenica...beh, ci sono gli sms...

20 Lug 2008 | ore 22:10

Non sono convinto che il blog sia passato, più che altro si tratta di un momento di stanchezza generale, diciamo che forse ci sono troppi contenuti banali, per quanti riguarda i blog di cucina, ma è inevitabile. Il tempo farà la differenza. Personalmente scopro dei blog molto ricchi di contenuti ma non iscritti a nessuna classifica, di persone che mettono il proprio sapere on line, il proprio punto di vista e intanto disdico sempre più abbonamenti a riviste e giornali che mi sembrano sempre più generalisti e di poco contenuto. (ovviamnete non il gambero). Ho notato il passaggio di molti blogger alla costruzione di un sito vero e proprio, per dotarsi di strumenti tecnici più complessi e che permettono di fare più cose. All'inizio può essere un blog ma deve trasformarsi in qualcos altro come un sito, per quanto riguarda cavoletto di bruxelles ,il successo bisogna imparare a gestirlo e svilupparlo nel corso del tempo.

21 Lug 2008 | ore 10:06

Non penso sia la stanchezza del blog come mezzo di comunicazione, ma siamo noi blogger che rimaniamo disorientati dalla velocita’ e capillarità della informazione.Fino a ieri la notizia del settimanale della carta stampata veniva decantata , ripresa, discussa, oggi bruciamo notizie e ragionamenti in pochi minuti per poi buttarci su un altro argomento.Si rischia di perdere un po' in dettaglio.
Che sia forse necessario uno slow-blog?

21 Lug 2008 | ore 11:47

E' dal 2002 che uso lo strumento blog. Ed è dal 2002 che sistematicamente si arriva "cotti" a questo periodo dell'anno. Al di la del fatto che comunque il blog "stanca" e richiede periodi di disintossicazione. Finiti i quali, tutto torna come prima. Più di prima. Ti amerò

21 Lug 2008 | ore 11:51

secondo me è una combinazione di eventi: l'estate da un lato, e la ripetitività da un altro nel mondo food blog (io per primo).

probabilmente quando si superano certi numeri di visite e commenti, il blog stesso "AUTO RETROCEDE" da web 2.0 a web 1.0

21 Lug 2008 | ore 12:39

Ma ragazzi,
penso li leggiamo tutti i blog di enogastronomia, se ci troviamo qui col direttore a dibattere di questo argomento. Io credo sia una fase di stanchezza fisiologica dovuta alla situazione che si è venuta a creare attorno ai blog, che sostanzialmente stanno iniziando a stancare. Vi siete accorti che gli interventi sono letteralmente crollati? E mi riferisco ai blog più blasonati, quelli tenuti da giornalisti famosi, critici celebrati. Nessuno se li fila più, i nostri poveretti scrivono fiumi d'inchiostro (che sia anche questo il problema?) e nessuno interviene. Non è piaggeria, ma matematica tra i pochissimi blog che funzionano c'è quello del direttore Bonilli e c'era quello di Mucca, dove si potevano leggere dei dibattiti... dibattuti. Poco altro poi, se non il deserto, interventi, stimoli, spunti ma reazioni zero, encefalogramma piatto.
Non credo insomma sia soltanto la calura estiva.

21 Lug 2008 | ore 12:46

La comunicazione evolve in fretta, potrebbe essere che i blog per come li abbiamo conosciuti fino ad ora incomincino ad essere visti come vecchi, non al passo con i tempi.
La televisione, l'immagine, il farsi conoscere e riconoscere, sono sempre più importanti.
Anzichè leggere le riflessioni scritte dell'Autore forse sarebbe bello sentirgliele dire, magari guardandolo in faccia mentre parla.
Fare un videoblog sarebbe impensabile ? Oppure troppo difficile ?
(Naturalmente per arrivare poi anche alle video risposte....)

Ciao

21 Lug 2008 | ore 13:06

Avviso: sono off topic!
Volevo segnalare a Bonilli questa cosa che mi sembra interessante, ci ho trovato Decanter, Cooking, Food&Wine e Food&Drink (http://www.mygazines.com/magazines/index/catalogues/food_wine). Ci vedrei bene il Gambero, e anche le guide: http://www.mygazines.com/tour/upload_magazines

21 Lug 2008 | ore 13:59

Io un videoblog non lo aprirei neppure. Se c'e' una cosa che non sopporto e' questa corsa al multimediale a tutti i costi.

21 Lug 2008 | ore 14:42

Beh, corsa al multimediale, non so, ma voglia di sperimentare mezzi di comunicazione sempre più efficaci, questo si.
Io, lo confesso, ci sto pensando :-)

21 Lug 2008 | ore 16:19

Ci sono blog che mirano a creare una discussione a creare una comunità un punto d'incontro, ci sono blog autoreferenziali che parlano di se stessi e sono quelli che annoiano di più ma sono blog, ci sono poi blog tematici per che vuole condividere una passione un
argomento insieme con altri, ci sono blog che sono dei progetti multimediali che si evolvono. Personalmente sono contento e mi piace questa possibilità di lasciare esprimere la propria opinione. Se si fa un blog incentrato sulla propria personalità inevitabilemente si deve passare anche alla parola al video, sono comunque dei strumenti di comunicazione anche se semplici, è come il cinema che da muto diventò sonoro. Sei tu che ti mettin in gioco con la tua credibilità e personalità. Se un blog ha troppi commenti e visite, non retrocede bensi deve evolversi essere un punto di riferemento non è una cosa negativa anzi ma deve essere gestita in modo diverso oserei dire più professionale.

21 Lug 2008 | ore 16:42

Direttore, lo so che molti hanno voglia di comunicare in modo diverso con strumenti diversi, ma spesso e volentieri chi questa "comunicazione" deve recepire non ha voglia di video o altre stramberie che non siano semplici parole scritte.
Guardi l'esempio emblematico del cellulare: nonostante i markettari spingano per video, browsing di internet e altre cose mirabolanti, si utilizzano ancora soprattutto gli SMS. Semplici parole (a parte una piccolissima minoranza di "technoentusiasti" per i nuovi gadget ;-) )

21 Lug 2008 | ore 16:43

E' proprio per evitare questi pensieri che la domenica cerco di dormire fino metà pomeriggio.

21 Lug 2008 | ore 17:03

Gentile direttore, ho seguito con interesse le sue riflessioni, e quelle di muccapazza. Non riuscendo a percepire un movimento in corso (forse chi ha esperienza pluriennale è più indicato di me), mi limito ad esprimere la mia esperienza: patecipando al "mondo dei blog" solo da pochi mesi, si ha l'entusiasmo della "gioventù" dove tutto è possibile, tutto è nuovo, tutto è un parco giochi. Ci sono talenti innati che esprimono il loro meglio cavalcando nuove frontiere, ma ci sono anche comuni mortali che sono soddisfatti anche solo nel ripercorrere le strade battute dai pionieri (superando semplicemente i propri limiti). Secondo me sino a quando c'è curiosità, voglia di fare e di imparare, c'è margine per i blog.

21 Lug 2008 | ore 17:33

chi ha staccato la spina, come utente o protagonista, ha guadagnato tempo per fare cose migliori...

Hai voglia, caro Direttore! E sarebbe bello pure raccontarle, ma, per quel che mi riguarda, gia' dormo solo una media di cinque ore per notte (quando va bene :))

Per molti di noi il blog e` un aspetto marginale della vita, visto che il lavoro Vero assorbe gran parte del tempo: le assicuro che, dopo nove ore davanti al computer, la voglia di "bloggare" passa... meglio la gente vera, i convivi goderecci, le gite, il sole, l'aria fresca (quest'anno a Milano e` una favola, ci sono pure poche zanzare :))

Mi stupisce che torni sempre sull'argomento, sa? Mi stupisce che non comprenda (eppure e` semplice) che 'sa da campa' e il blog non paga... puo' essere un ottimo punto di partenza per chi non ha nulla da perdere e dispone di tanto tempo: allora si' che il blog puo' diventare uno strumento utile per comunicare, sempre che questo sia lo scopo.

Un caro saluto.

22 Lug 2008 | ore 00:38

Io sono circondato da gente che lavora, gente normale, sia giovane che avanti con l'età e non sento dire che il computer e la rete sono molto diversi dal televisore - che tengono sempre più spento - o dal cellulare.
Alcuni hanno il loro blog, altri neppure sanno cosa sia, tutti usano il computer al lavoro e a casa.
Tutti devono campa', anche io, che però uso più il computer e il blog e tutti fanno la spesa, cucinano e il fine settimana staccano.
Sempre più bisognerà parlare con i "tutti" e come per i giornali è nata la free-press così per la rete nascerà/potrebbe nascere la free-ricetta, per parlare schematicamente.
Non tenderei, comunque, a delineare una vita a compartimenti stagni.
Comunque capisco, cara Elisa, che sia difficile la quotidianità, forse più di quel che immagini :-))

22 Lug 2008 | ore 07:23

trovo che i blog siano un mezzo dalle grandi potenzialità, ma come in altre cose, spesso vengono utilizzati in maniera troppo personale. Mi spiego. Uno dei problemi di questo paese, a mio avviso, è questa abitudine da parte di tutti (o almeno di molti) di parlare di tutto. I famosi tuttologi sono ovunque, ma spesso sembra quasi che parlino a se stessi, una sorta di terapia di auto-ascolto..Questa non è comunicazione: ben vengano allora i blog basta che ci sia scambio, voglia di ascoltare e non di ascoltarsi, ben vengano anche le garbate polemiche se servono ad un confronto e se portano ad un risultato per tutti. Insomma comunichiamo "tra" noi sempre, il tempo per farlo lo dobbiamo trovare e lo vogliamo trovare, magari sacrificando qualche altra attività più...individuale!
Saluti

22 Lug 2008 | ore 10:18

Parliamoci chiaro ci sono blog che appena aperti cavalcano l’onda con le grandi tematiche quindi partenze a razzo con tremila ideee trascurando una dialettica semplice che possa arrivare al medio lettore…che vuole capire leggere con piacere i tuoi pensieri e dibattere con leggerezza convinti di avere capito. Le grandi tematiche i grandi discorsi fanno odiens al momento ma poi annoiano perché perdono di leggerezza elasticità. Ve lo immaginate aprire un blog e parlare di cucina ad alti livelli… esprimendo concetti alti e difficili…affascinante ma quanto dura. Un blog non può essere, a mio parere una facoltà universitaria. L’incedere deve essere lento, vario, impegnato e goliardico. Se hai un po’ di esperienza, noti subito quando stai annoiando, o quando li stai solleticando con qualcosa che interessa. Poi esiste la depressione da blog che ti tenta a chiuderlo.Scrivere, a volte per chi? Per che cosa? Dall’altra parte del video, chi c’è, quanto è interesse e quanto è gossip e curiosità? Il pensarci ti deprime e pensi…ma si chiudo sto blog.
Non hai quasi nessuna indicazione se quello che fai è apprezzato, o anche solo utile, oppure è spazio sprecato.
Poi arriva il commento. O un cenno su un altro blog. O un link da un altro sito. E sospiri qualcuno esiste e mi segue…ma li scatta la dipendenza da blog…brutta!!!! commento positivo, un commento negativo, uguale , gradimento. La matematica è impietosa, ma rispecchia la realtà, fatta di approssimazioni, quantità non rappresentabili, umanamente incomprensibili. Poi ti accorgi che in un mondo dove ci si incontra di sfuggita e dove sono sempre meno i luoghi di raduno e di incontro (una volta c’erano le sezioni di partito i comitati di quartiere)se ti piace parlare delle tue scoperte, condividere quello che impari, i pensieri di ogni giorno, non puoi farne a meno e ti accorgi che il blog è uno strumento utile terapeutico tipo diario.
Alla fine torni. Il sito è sempre al suo posto, identico a prima, però senti di avergli fatto un torto, con la tua assenza. E riprendi felice di comunicare raccontare. Se ci sono errori in quello che scrivo abbiate pietà vado di fretta..c'è il popolo che mi aspetta
Saluti dall'attento gourmet marco
voto a questo mio commento
6 scarso

22 Lug 2008 | ore 13:44

"E sospiri qualcuno esiste e mi segue…ma li scatta la dipendenza da blog…brutta!!!!". Hai ragione Marco, solo che questo accade anche al lettore-frequentatore dei blog: anch'egli segue i suoi scritti, scambia le sue idee con altri che coltivano la sua stessa passione, per vedere l'effetto che fa. Io frequento praticamente solo i tre blog del GR, sono poco pratico e detesto il concetto di chat: partecipare a un blog tematico è altra cosa. Ma mi preoccupa un po' il mio consultare compulsivo, quando questi tre blog a turno, sono fermi, o più lenti a sfornare post, o idee o trastulli: si crea dipendenza? Non so in fondo anche quando piace un libro, un disco, un film un ristorante non si vede l'ora di leggerlo, vederlo provarlo: così anche il blog coinvolgente, se non fosse che solletica anche la vanità di ciascuno di noi. E non so se è bene.

22 Lug 2008 | ore 17:24

@Flavia -"trovo che i blog siano un mezzo dalle grandi potenzialità, ma come in altre cose, spesso vengono utilizzati in maniera troppo personale."
Ma non è proprio questo il principale connotato dei blogs, essere un strumento di comunicazione personale, anche quando sono aziendali?

22 Lug 2008 | ore 18:07

20 luglio... il direttore scrive che la sua "favorita" ha grande successo e centinaia di commentatorio.il 21 luglio 149: è vero, sono tanti. Ma poi cosa accade? il 23 luglio già sono 59, il 24 luglio 62, il 25 sono 56, il 26 solo 37!
Che succede?
Questo post ha portato jella?
Oppure anche i commentatori sono stanchi?
:o)

29 Lug 2008 | ore 18:24

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