ore 14:25
Al peggio non c'è mai fine?
VINI DOC IN TETRAPAK
Il vino in scatola ha vinto. Il Ministero delle Politiche Agricole ha autorizzato, con decreto, a confezionare i vini Doc in tetrapak e in "bag in box", cioè confezioni in sacche di alluminio o plastica. Hanno vinto i mercati del Nord Europa dove il contenitore ha meno importanza e dove conta il rapporto qualità-prezzo. Ancora un passo indietro per chi ama la qualità, grida di gioia da chi pensa di conquistare nuove fasce di pubblico. Alla Caviro, quelli del Tavernello, dicono alla Stampa "E' lo sdoganamento di un pensiero, la conferma che le nostre scelte sono state preveggenti". Al Gambero Rosso, quelli della Guida Vini d'Italia, dicono "Al peggio non c'è mai fine".
Foto iPhone
commenti 27
scrivi un commento
notizie in breve
Uno dei primi dieci piatti della cucina regionale italiana.Mia personale classificaEccomi davanti a uno dei monumenti...
ultimi commenti
- MarcoG - Capito. Riuscirà poi a dirci qualcosa sui migliori ristoranti...
- stefano bonilli - La cucina autoctona non esiste se non si vuole...
- MarcoG - Domanda. A Darwin, dove la presenza di aborigeni era...
- Stefano Bonilli - Veramente buono e lo si capisce da come cucinano...
- Maurizio Camagna - Spero che almeno l'indiano sia stato all'altezza! :-))...
- Stefano Bonilli - Vado a cena nel migliore ristorante di Darwin, è...
ultimi post
|
02 Ago |
A Darwin non si fa surf - Uno dei buoni ristoranti di Darwin è... |
|
01 Ago |
L'inverno di Darwin, 33° all'ombra - Già il fatto che da Sydney ci... |
|
30 Lug |
Spice Temple, una grande cucina cinese moderna a Sydney - Magari un tempo sarebbe stata una fumeria... |
|
29 Lug |
Bevendo Yarra Yarra nella baia di Sydney - ... e poi andiamo a cenare nel... |
|
24 Lug |
Le Vie dei Canti - L'Australia intera poteva, almeno in teoria, essere... |
|
23 Lug |
Pasta con le sarde - Eccola qui la pasta con le sarde,... |
|
22 Lug |
Cuciniamo il pesce - Fa caldo in modo africano anche nelle... |
|
21 Lug |
Roma dalle 5 alle 7 - Avevo voglia di vedere Roma all'alba e... |
Questa mattina Annalisa e io siamo andati a discutere dei due nuovi libri in preparazione per...
tag principali
- Adrià
- Alajmo
- Amazon
- Annalisa Barbagli
- Apple
- blog
- Blumenthal
- Bottura
- Bulli
- Calandre
- Corriere della sera
- Cracco
- crisi
- cucina
- Cucinare Insieme
- cuochi
- Ducasse
- Eataly
- Esposito
- Espresso
- Fabio Cremonesi
- Farinetti
- Gambero Rosso
- Gennaro Esposito
- Giunti
- guide
- iPad
- Kindle
- Lopriore
- Marchesi
- Michelin
- Natale
- New York Times
- Nouvelle Cuisine
- OGM
- Open Colonna
- Paolo Della Corte
- Papero Giallo
- Petrini
- Repubblica
- ricette
- Roma
- Roscioli
- Slow Food
- Stefania Barzini
- Striscia
- Sydney
- vino
- Vizzari
Categorie
- Agenda di un papero gourmet
- Alberghi d'Italia
- Birre Artigianali
- Community
- Cucinare Insieme
- Cultura
- Cuochi d'Italia
- Domande
- Fare la spesa
- Food TV
- Guide e guidaroli
- Hi -Tech dreams
- Informazione
- International Chefs
- La Memoria
- La mediateca del gourmet
- Le nostre ricette
- Letture
- Moda & Mode
- Notizie in breve
- Pane al pane
- Progetti nazionali e internazionali
- Schede ristoranti
- Soste gourmand
- Turismo
- Vino & Vini
- Voci dalla carta
ultime letture
Iniziano le vacanze anche per chi rimane in...
Strage è il titolo e dovrebbe essere un...
Arrivano i libri digitali per gli ebook e...








Credo che Irlanda possa essere considerata Nord Europa... quando vado a comprare il vino qui, qualsiasi vino, sta in bottiglie di vetro, sia al LIDL che al Marks and Spencer (per citare due catene di supermercati indirizzati a target differenti); a memoria non ricordo di vini in tetrapak, probabilmente ci sono, ma gli scaffali hanno soprattutto vini in vetro.
Chissa' quanto sara' il risparmio aziendale nell'usare il Tetrapak al posto del vetro
Attenzione a buttar lì queste immagini. Purtroppo i personaggi delle aziende che hai citato sono decisamente suscettibili, e hanno l'abitudine di infastidire in vario modo chi scrive cose del genere. E' una cosa decisamente triste.
Nel merito: hai ragione da vendere.
Tuttavia, a leggere la cosa da un punto di vista pragmatico (se vogliamo, realista), la faccenda cambia poco. Di vino Doc pessimo ce n'è già in giro a milioni di ettolitri in bottiglia, dubito fortemente che la qualità di quel che c'è in vetro aumenterà se lo trasferiranno direttamente al cartone.
Il vino è sempre stato anche immagine.
Io la penso in modo opposto ai signori della Caviro e quindi sono contrario alle Doc in cartone e non credo proprio che siamo arrivati al punto che un forte dissenso debba preoccupare chi lo manifesta.
O no?!?
"CASTELLINO - vino rosso - morbido come il profumo del rovere"...cavolo, il copy è un genio: ma che c***o dice...
scusate ma il 90% del Chianti DOCG e del Morellino (pure DOCG) secondo me sta meglio nel cartone che nella bottiglia...non ci vedo tutta questa tragedia, anzi.
Mica è una tragedia, è un segnale forte dal punto di vista della comunicazione.
Mi stupisco, Gori, che tu non lo avverta.
Non ci vedo nulla di male per un vino DOC di qualità per pronto consumo. Qui in Francia alcuni produttori di vino AOC usano il bag-in-box, è un contenitore eccellente che maintiene le caratteristiche del vino impedendo il contatto con l'aria.
Per esempio qui trovo il Touraine AOC Sauvingon Blanc del Domaine Gibault in BIB da 5L, costa 30€ ed è veramente ottimo. Vorrei vederne molti di più (e meno Tavernello o schifezze simili).
si, ok...ma il BIB è diverso. Ha altre funzioni, prima di tutto quella di distribuire e permettere l'acquisto di quantitativi superiori al classico 750 cl.
Domanda: ma un vino in bottiglia di vetro non è pronto all'uso?
In ogni caso è evidente che siamo davanti alla solita equazione costi/ricavi. Il vetro costa, il tappo pure. Il vetro si rompe e pesa un casino. La bottiglia tonda occupa spazi di stoccaggio, il parallelepipedo di tetrapack no, è perfettamente impilabile con variabile spazio/prodotto pari allo zero. Per non parlare poi dei costi delle linee di impottigliamento e di "pallettizazione" usando bottigli/tappi/cartoni da sei/scatole di legno...
non so direttore, la comunicazione del vino è un pò in mezzo al guado tra derive populiste e innalzamenti d'elite che forse fanno perdere ancora più pubblico. Secondo me dovremmo prendere la palla al balzo, un pò come per lo screwcap contro il sughero, per spostare la discussione non sul contenitore ma sul contenuto.
Ma a quale segnale forte si riferiva direttore?
In assoluto il BiB non mi scandalizza: già dieci anni orsono acquistai vino nello scatolone in Francia, addirittura in Borgogna. Come dice Gori, sarebbe quasi auspicabile che tutto questo permettesse una maggior diffusione del vino di qualità.
Mi preoccupa, invece, il contrario: l'affermazione Caviro per cui il BiB è lo sdoganamento di un pensiero, sembra una presa in giro, una rivincita nei confronti di tutti gli appassionati, di tutti i tecnici considerati di fatto degli snob, gente con la puzza al naso, che si ostina a distinguere, a cercar di capire: cosa sarà mai una bottiglia, una etichetta, un affinamento (che esiste anche per le Doc non solo per le Docg). Una idea di massificazione, di superficialità, certamente non premiante la qualità; e non è secondario che l'abbia portata avanti un ministro leghista.
era ora finalmente come i cugini francesi...dunque i cavatappi inizio a buttarli...in frigoriferi si sistemano meglio...in tavolo presenterò confezioni variopinte che rallegreranno l'ambient...quando ho una femmina al tavolo ci
Direttore, ti ho scritto in privato spiegandoti meglio la mia argomentazione.
era ora finalmente come i cugini francesi...dunque i cavatappi inizio a buttarli...in frigoriferi si sistemano meglio...in tavolo presenterò confezioni variopinte che rallegreranno l'ambient...quando ho una femmina al tavolo ci infilo due cannucce di plastice e celo ciucciamo tutto in allegria
"Abbiamo preso atto delle richieste del mercato" ha commentato il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia. Dirà così quando darà il semaforo verde e si laverà le mani pilatescamente anche quando una maggioranza suicida proporrà di cambiare il disciplinare del Brunello di Montalcino e di aprire, in stile Sant'Antimo, alle varietà internazionali?
Sarà anche pragmatismo o realismo, a me questa cosa sembra una pratica suicida, una concessione alle richieste delle Grandi Aziende
C'è una porzione di pubblico, non piccola, che considera il vino in cartone un non-vino e comunque un prodotto che non acquisterebbe mai.
Snob?
Credo si faccia un uso eccessivo di questo acronimo. Credo che dalla confusione della comunicazione ci guadagneranno solo quelli della Caviro, che infatti già esultano, perché sdoganati.
Mentre il sughero, dopo molte ricerche è stato abbandonato da una parte dei produttori e per certe tipologie di vini - proprio ieri ho bevuto l'Insolia di Cusumano e il tappo non-di-sughero comunicava qualità - il vino in cartone comunica negatività a un paio di milioni di snob, è una pura operazione commerciale, creerà confusione.
Direttore, credo che il fatto che l'insolia di Cusumano comunichi qualità, sia dovuto più al fatto che "il contenitore" è sempre lo stesso, il vetro...
Ho letto l'articolo de La Stampa e l'affermazione di Riccardo Ricci Curbastro sul fiasco (inteso come contenitore) non mi ha convinto del tutto...lì vetro era e vetro rimaneva...in questo caso mi sembra un po' diverso...
Ah, totalmente d'accordo, il tappo in vetro di Cusumano non toglie nulla al fascino di una bottiglia, anzi...mia moglie ora apre le bottiglie facendo meno danni :))
E' vero il discorso di spazi, peso, costo , stoccaggio e costo del trasporto, ma penso, da ignorante che cambiando il contenitore cambino anche i sapori.
Proviamo con la Cocacola , vetro,plastica ed alluminio assaggiate , visto sapori diversi.
Immagginiamo quanto si risparmia con l'imballaggio specialmente per quei vini venduti ad 1€ la bottiglia (mi son sempre chiesto che c'è dentro la bottiglia).
Mi viene in mente spesso quella pubblicità " a cosa si deve il successo di Tavernello?" e la cominciavano a sviolinare, penso che l'unica risposta sia che di poveracci senza soldi ce ne sono molti e tra questi anche alcuni alcolizzati.
Gente che vaga nelle stazionia ciucciare il suo tetrapack ne ho vista molta.
Attiviamoci per essere vicino a chi ha bisogno del nostro aiuto signor ministro e non a favore delle lobby degli imbottigliatori.
@SEPE
non confondere i poveracci senza soldi con gli alcolizzati e con la gente che - priva di cultura del bere - s'accatta un tavernello. Faresti un grave errore, anche di insensibilità verso chi ha seri problemi di salute.
Ma hai idea di quanto fattura la brand tavernello? Tutti poveracci e alcolizzati? Non diciamo fesserie.
Il problema della comunicazione è grave. Se pensiamo a quanto è stato fatto per togliere al sughero tutta l'importanza che aveva e quanto diventa facile, oggi, poter servire una bottiglia con tappo in vetro, o in silicone o anche a vite, sembra quasi un tempo inutilmente sprecato. Sono d'accordo con Fassone quando dice che in tanti acquistano Tavernello perchè costa poco ma non sono alcolizzati: è vero anche che l'immagine delle stazioni con i barboni che ciucciano dal tetrapak rimane stampigliata nella mente. Che sia un problema di immagine che ci portiamo dietro da tempo lo conferma quanto dice Mike Tommasi dalla Francia: lì riescono a sdoganare il vino AOC in bag in box senza problemi, noi certo non ci riusciamo!
La gente che beve il vino cartonato, con tutto il rispetto, se ne frega del fatto che sia Doc, Igt, Vdt o che altro. Per loro il vino è semplicemente "bianco o rosso". Una volta di più, le grosse industrie faranno leva sull'ignoranza, sul "non sapere" di chi non è interessato.
non è una tragedia.
la tragedia sono i vini stessi in scatola, non solo quelli doc.....
la tragedia è chi li compra...la tragedia è che questo succede nel paese enologicamente parlando tra i primi al mondo....
la tragedia sono i passi futuri(che dio ce la mandi buona!)
aggiungo che qui in spagna la gente che beve vino o sangria in cartone vive per strada.
O al massimo è bevuto qualche inglese/svedese che gira scalzo per strada.
Non aggiungo altro.
Le questioni del tappo di sughero e del contenitore di cartone sono interamente diverse e non vanno confuse. Ci sono vini di grande qualita' senza tappo di sughero; ci sono fior di enologi che giurano che (per certi tipi vino) non c'e' alcuna differenza, anzi la differenza e' a favore del non-sughero perche' elimina i difetti 'da tappo'; e ci sono interi paesi produttori di vini davvero ottimi come la Nuova Zelanda (ma avete provato i loro Chardonnay?) che utilizzano il non-sughero come standard. Chi non ci crede e non e' fighetto ma vuole ragionare sui fatti faccia un bel blind tasting e si convinca da se'.
Diverso, drammaticamente diverso il discorso per il vino cartonato, nulla da aggiungere a quanto di sacrosanto scritto da Bonilli e da altri.
ehi alder è d'accordo, con me! ok che è americano ma magari ci fa vedere che non tutto il male viene per nuocere...
http://www.vinography.com/archives/2008/08/italy_gets_it_right_scotland_g.html
Ma perchè il gambero se la prende tanto con il tavernello però poi i soldi della pubblicità li prende e non gli fanno così schifo? Direttore mi aiuti lei a capire.
A proposito di alimenti e bevande varie imbottigliate o confezionate.
Che dire di della bio-bottiglia?
Presentata come l'ultima grande frontiera dell'imbottigliamento di acqua minerale, è stata definita al Tg2 difficilmente riciclabile ed addirittura dannosa per la salute, perchè poco compatibile con l'anidride carbonica.
Ma questo tipo di innovazioni non dovrebbero proprio tutelare l'ambiente e il consumatore?