05
Ago 2008
ore 14:25

Al peggio non c'è mai fine?

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tavernello.JPG

VINI DOC IN TETRAPAK 

Il vino in scatola ha vinto. Il Ministero delle Politiche Agricole ha autorizzato, con decreto, a confezionare i vini Doc in tetrapak e in "bag in box", cioè confezioni in sacche di alluminio o plastica. Hanno vinto i mercati del Nord Europa dove il contenitore ha meno importanza e dove conta il rapporto qualità-prezzo. Ancora un passo indietro per chi ama la qualità, grida di gioia da chi pensa di conquistare nuove fasce di pubblico. Alla Caviro, quelli del Tavernello, dicono alla Stampa "E' lo sdoganamento di un pensiero, la conferma che le nostre scelte sono state preveggenti". Al Gambero Rosso, quelli della Guida Vini d'Italia, dicono "Al peggio non c'è mai fine".

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commenti 27

Credo che Irlanda possa essere considerata Nord Europa... quando vado a comprare il vino qui, qualsiasi vino, sta in bottiglie di vetro, sia al LIDL che al Marks and Spencer (per citare due catene di supermercati indirizzati a target differenti); a memoria non ricordo di vini in tetrapak, probabilmente ci sono, ma gli scaffali hanno soprattutto vini in vetro.

Chissa' quanto sara' il risparmio aziendale nell'usare il Tetrapak al posto del vetro

05 Ago 2008 | ore 14:54

Attenzione a buttar lì queste immagini. Purtroppo i personaggi delle aziende che hai citato sono decisamente suscettibili, e hanno l'abitudine di infastidire in vario modo chi scrive cose del genere. E' una cosa decisamente triste.

05 Ago 2008 | ore 14:58

Nel merito: hai ragione da vendere.
Tuttavia, a leggere la cosa da un punto di vista pragmatico (se vogliamo, realista), la faccenda cambia poco. Di vino Doc pessimo ce n'è già in giro a milioni di ettolitri in bottiglia, dubito fortemente che la qualità di quel che c'è in vetro aumenterà se lo trasferiranno direttamente al cartone.

05 Ago 2008 | ore 15:01

Il vino è sempre stato anche immagine.
Io la penso in modo opposto ai signori della Caviro e quindi sono contrario alle Doc in cartone e non credo proprio che siamo arrivati al punto che un forte dissenso debba preoccupare chi lo manifesta.
O no?!?

05 Ago 2008 | ore 15:47

"CASTELLINO - vino rosso - morbido come il profumo del rovere"...cavolo, il copy è un genio: ma che c***o dice...

05 Ago 2008 | ore 15:52

scusate ma il 90% del Chianti DOCG e del Morellino (pure DOCG) secondo me sta meglio nel cartone che nella bottiglia...non ci vedo tutta questa tragedia, anzi.

05 Ago 2008 | ore 16:19

Mica è una tragedia, è un segnale forte dal punto di vista della comunicazione.
Mi stupisco, Gori, che tu non lo avverta.

05 Ago 2008 | ore 16:24

Non ci vedo nulla di male per un vino DOC di qualità per pronto consumo. Qui in Francia alcuni produttori di vino AOC usano il bag-in-box, è un contenitore eccellente che maintiene le caratteristiche del vino impedendo il contatto con l'aria.

Per esempio qui trovo il Touraine AOC Sauvingon Blanc del Domaine Gibault in BIB da 5L, costa 30€ ed è veramente ottimo. Vorrei vederne molti di più (e meno Tavernello o schifezze simili).

05 Ago 2008 | ore 16:26

si, ok...ma il BIB è diverso. Ha altre funzioni, prima di tutto quella di distribuire e permettere l'acquisto di quantitativi superiori al classico 750 cl.
Domanda: ma un vino in bottiglia di vetro non è pronto all'uso?
In ogni caso è evidente che siamo davanti alla solita equazione costi/ricavi. Il vetro costa, il tappo pure. Il vetro si rompe e pesa un casino. La bottiglia tonda occupa spazi di stoccaggio, il parallelepipedo di tetrapack no, è perfettamente impilabile con variabile spazio/prodotto pari allo zero. Per non parlare poi dei costi delle linee di impottigliamento e di "pallettizazione" usando bottigli/tappi/cartoni da sei/scatole di legno...

05 Ago 2008 | ore 16:45

non so direttore, la comunicazione del vino è un pò in mezzo al guado tra derive populiste e innalzamenti d'elite che forse fanno perdere ancora più pubblico. Secondo me dovremmo prendere la palla al balzo, un pò come per lo screwcap contro il sughero, per spostare la discussione non sul contenitore ma sul contenuto.
Ma a quale segnale forte si riferiva direttore?

05 Ago 2008 | ore 17:36

In assoluto il BiB non mi scandalizza: già dieci anni orsono acquistai vino nello scatolone in Francia, addirittura in Borgogna. Come dice Gori, sarebbe quasi auspicabile che tutto questo permettesse una maggior diffusione del vino di qualità.
Mi preoccupa, invece, il contrario: l'affermazione Caviro per cui il BiB è lo sdoganamento di un pensiero, sembra una presa in giro, una rivincita nei confronti di tutti gli appassionati, di tutti i tecnici considerati di fatto degli snob, gente con la puzza al naso, che si ostina a distinguere, a cercar di capire: cosa sarà mai una bottiglia, una etichetta, un affinamento (che esiste anche per le Doc non solo per le Docg). Una idea di massificazione, di superficialità, certamente non premiante la qualità; e non è secondario che l'abbia portata avanti un ministro leghista.

05 Ago 2008 | ore 17:58

era ora finalmente come i cugini francesi...dunque i cavatappi inizio a buttarli...in frigoriferi si sistemano meglio...in tavolo presenterò confezioni variopinte che rallegreranno l'ambient...quando ho una femmina al tavolo ci

05 Ago 2008 | ore 17:59

Direttore, ti ho scritto in privato spiegandoti meglio la mia argomentazione.

05 Ago 2008 | ore 18:01

era ora finalmente come i cugini francesi...dunque i cavatappi inizio a buttarli...in frigoriferi si sistemano meglio...in tavolo presenterò confezioni variopinte che rallegreranno l'ambient...quando ho una femmina al tavolo ci infilo due cannucce di plastice e celo ciucciamo tutto in allegria

05 Ago 2008 | ore 18:03

"Abbiamo preso atto delle richieste del mercato" ha commentato il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia. Dirà così quando darà il semaforo verde e si laverà le mani pilatescamente anche quando una maggioranza suicida proporrà di cambiare il disciplinare del Brunello di Montalcino e di aprire, in stile Sant'Antimo, alle varietà internazionali?
Sarà anche pragmatismo o realismo, a me questa cosa sembra una pratica suicida, una concessione alle richieste delle Grandi Aziende

05 Ago 2008 | ore 18:09

C'è una porzione di pubblico, non piccola, che considera il vino in cartone un non-vino e comunque un prodotto che non acquisterebbe mai.
Snob?
Credo si faccia un uso eccessivo di questo acronimo. Credo che dalla confusione della comunicazione ci guadagneranno solo quelli della Caviro, che infatti già esultano, perché sdoganati.
Mentre il sughero, dopo molte ricerche è stato abbandonato da una parte dei produttori e per certe tipologie di vini - proprio ieri ho bevuto l'Insolia di Cusumano e il tappo non-di-sughero comunicava qualità - il vino in cartone comunica negatività a un paio di milioni di snob, è una pura operazione commerciale, creerà confusione.

05 Ago 2008 | ore 18:10

Direttore, credo che il fatto che l'insolia di Cusumano comunichi qualità, sia dovuto più al fatto che "il contenitore" è sempre lo stesso, il vetro...
Ho letto l'articolo de La Stampa e l'affermazione di Riccardo Ricci Curbastro sul fiasco (inteso come contenitore) non mi ha convinto del tutto...lì vetro era e vetro rimaneva...in questo caso mi sembra un po' diverso...
Ah, totalmente d'accordo, il tappo in vetro di Cusumano non toglie nulla al fascino di una bottiglia, anzi...mia moglie ora apre le bottiglie facendo meno danni :))

05 Ago 2008 | ore 19:07

E' vero il discorso di spazi, peso, costo , stoccaggio e costo del trasporto, ma penso, da ignorante che cambiando il contenitore cambino anche i sapori.
Proviamo con la Cocacola , vetro,plastica ed alluminio assaggiate , visto sapori diversi.

Immagginiamo quanto si risparmia con l'imballaggio specialmente per quei vini venduti ad 1€ la bottiglia (mi son sempre chiesto che c'è dentro la bottiglia).

Mi viene in mente spesso quella pubblicità " a cosa si deve il successo di Tavernello?" e la cominciavano a sviolinare, penso che l'unica risposta sia che di poveracci senza soldi ce ne sono molti e tra questi anche alcuni alcolizzati.

Gente che vaga nelle stazionia ciucciare il suo tetrapack ne ho vista molta.

Attiviamoci per essere vicino a chi ha bisogno del nostro aiuto signor ministro e non a favore delle lobby degli imbottigliatori.

05 Ago 2008 | ore 21:24

@SEPE
non confondere i poveracci senza soldi con gli alcolizzati e con la gente che - priva di cultura del bere - s'accatta un tavernello. Faresti un grave errore, anche di insensibilità verso chi ha seri problemi di salute.
Ma hai idea di quanto fattura la brand tavernello? Tutti poveracci e alcolizzati? Non diciamo fesserie.

05 Ago 2008 | ore 23:00

Il problema della comunicazione è grave. Se pensiamo a quanto è stato fatto per togliere al sughero tutta l'importanza che aveva e quanto diventa facile, oggi, poter servire una bottiglia con tappo in vetro, o in silicone o anche a vite, sembra quasi un tempo inutilmente sprecato. Sono d'accordo con Fassone quando dice che in tanti acquistano Tavernello perchè costa poco ma non sono alcolizzati: è vero anche che l'immagine delle stazioni con i barboni che ciucciano dal tetrapak rimane stampigliata nella mente. Che sia un problema di immagine che ci portiamo dietro da tempo lo conferma quanto dice Mike Tommasi dalla Francia: lì riescono a sdoganare il vino AOC in bag in box senza problemi, noi certo non ci riusciamo!

06 Ago 2008 | ore 12:16

La gente che beve il vino cartonato, con tutto il rispetto, se ne frega del fatto che sia Doc, Igt, Vdt o che altro. Per loro il vino è semplicemente "bianco o rosso". Una volta di più, le grosse industrie faranno leva sull'ignoranza, sul "non sapere" di chi non è interessato.

06 Ago 2008 | ore 14:31

non è una tragedia.
la tragedia sono i vini stessi in scatola, non solo quelli doc.....
la tragedia è chi li compra...la tragedia è che questo succede nel paese enologicamente parlando tra i primi al mondo....
la tragedia sono i passi futuri(che dio ce la mandi buona!)

06 Ago 2008 | ore 16:09

aggiungo che qui in spagna la gente che beve vino o sangria in cartone vive per strada.
O al massimo è bevuto qualche inglese/svedese che gira scalzo per strada.
Non aggiungo altro.

06 Ago 2008 | ore 16:12

Le questioni del tappo di sughero e del contenitore di cartone sono interamente diverse e non vanno confuse. Ci sono vini di grande qualita' senza tappo di sughero; ci sono fior di enologi che giurano che (per certi tipi vino) non c'e' alcuna differenza, anzi la differenza e' a favore del non-sughero perche' elimina i difetti 'da tappo'; e ci sono interi paesi produttori di vini davvero ottimi come la Nuova Zelanda (ma avete provato i loro Chardonnay?) che utilizzano il non-sughero come standard. Chi non ci crede e non e' fighetto ma vuole ragionare sui fatti faccia un bel blind tasting e si convinca da se'.

Diverso, drammaticamente diverso il discorso per il vino cartonato, nulla da aggiungere a quanto di sacrosanto scritto da Bonilli e da altri.

06 Ago 2008 | ore 18:06

ehi alder è d'accordo, con me! ok che è americano ma magari ci fa vedere che non tutto il male viene per nuocere...
http://www.vinography.com/archives/2008/08/italy_gets_it_right_scotland_g.html

07 Ago 2008 | ore 09:49

Ma perchè il gambero se la prende tanto con il tavernello però poi i soldi della pubblicità li prende e non gli fanno così schifo? Direttore mi aiuti lei a capire.

09 Ago 2008 | ore 23:21

A proposito di alimenti e bevande varie imbottigliate o confezionate.
Che dire di della bio-bottiglia?
Presentata come l'ultima grande frontiera dell'imbottigliamento di acqua minerale, è stata definita al Tg2 difficilmente riciclabile ed addirittura dannosa per la salute, perchè poco compatibile con l'anidride carbonica.
Ma questo tipo di innovazioni non dovrebbero proprio tutelare l'ambiente e il consumatore?

22 Ott 2008 | ore 11:51

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