15
Ago 2008
ore 12:17

Ferragosto tra Albinia e Senigallia

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Se non vai in spiaggia, causa vento e nuvole, vai nel paese più vicino per giornali e colazione, nel mio caso Orbetello. E' un pensiero che fanno in molti, però, e quindi il Ferragosto inizia con ingorghi al mare e, telefonando agli amici, si scopre che anche quelli che sono in montagna, dove diluvia, sono ingorgati.

Il 15 agosto Licia Granello "intervista" come ogni anno su Repubblica Enzo Vizzari per sapere come sarà la prossima guida dell'Espresso. Pranzo dell'anno quello da Uliassi. Sono d'accordo, ci sono stato l'11 luglio con tre amici, due dei quali non c'erano mai stati: cena favolosa in riva al mare in una atmosfera venata di nostalgie. Bravo Uliassi e la sua formidabile squadra.

Il telefono si riempie di auguri di buon Ferragosto: perché? Dove nasce questa usanza? Io non rispondo :-)) 

Cucinare a casa fa riscoprire manualità e belle ricette. Fa capire anche quanto sia più cara la spesa in città, nel mio caso a Roma. Cucinare a casa toglie la voglia di andare in un ristorante purchessia e penso che crisi, meno soldi che girano e voglia di non farsi prendere per i fondelli porteranno nei prossimi mesi un'ondata di chiusure nel mondo della ristorazione da rapina, quella che pensa si possa ancora vivere lavorando tre-quattro mesi l'anno e i fine settimana. Il menu lo sapete già, è uguale da nord a sud.

Albinia, in Toscana, ai bordi dell'Aurelia, è brutta, costruita in modo selvaggio e senza un piano regolatore. Era un'Italia che pensava ad arricchirsi in fretta. Adesso arriverà il conto.

Non restano che le Olimpiadi... 

 

commenti 21

Ubi maior minor cessat! Vero, sacrosanto! I mercati finanziari globali continuano a restare fragili, vulnerabili, quindi, per effetto, i consumi di tutti i giorni subiranno una flessione incredibile che non si vedeva dalla prima metà degli anni ’70. Proprio di queste cose ragionavo con una collega l’altra sera. È vero, infatti, che una buona parte delle storiche e significative riviste di cucina con elementi di economia domestica ha il boom proprio negli anni ’70, tra crisi energetiche e destabilizzazioni economiche più o meno ingenti. In questi frangenti le persone che amano mangiar bene senza lasciare le mutande in certi locali apprendono come fare spese mirate, come scegliere e distinguere una fettina di noce da una di spalla. Come e dove acquistare il pesce fresco e poi cucinarlo. Le persone dovranno rimboccarsi le maniche e cucinare per davvero. Consolidare la cultura gastronomica che non significa mangiare bene una tantum, ma sempre e soprattutto a casa. Cucinare a casa (giustamente come dici tu) non riscoprendo, ma I-mparando l’esecuzione di un piatto, evitare sperperi e cucinare bene con grassi dosati, di qualità senza trascurare la conservazione e il risparmio. Sono ancora troppe le persone che mangiano e devono bene solo fuori mentre dovrebbe diventare pratica ricorrente!
Poi, tra le pareti domestiche, ampia libertà di scelta se idratrasi di acqua del rubinetto o minerale senza che ciò diventi l'ennesima vexata quaestio di questa torrida estate ;))

15 Ago 2008 | ore 13:43

Boh, le previsioni da queste parti erano "pioggia e temporali"; stamattina si vedevano le nuvole arrivare e c'era tutta l'aria di pioggia e temporali in vista e in effetti sono arrivati.
Che ci fa tutta 'sta gente negli ingorghi?Non possono aspettare domani o dopodomani che è previsto un tempo migliore? La moda di ferragosto mi sa che è salsiccia e braciola cruda - non solo sushi - perché la carbonella sotto il diluvio me la vedo male... :-)))

Toh, a Senigallia un po' di gente che conosco ci va in questo periodo da anni per il Summer Jamboree. Ma non sono tipi da Uliassi...si rimpinzeranno sicuramente in qualche pizzeria-ristorante a caso qualche isolato più in là.

15 Ago 2008 | ore 14:32

Gumbo, ma domani o dopodomani se c'è tempo migliore si va in spiaggia, mica per negozi :-))
E' quando c'è il brutto tempo che si vede l'Italia sbracata ed ex consumista.

15 Ago 2008 | ore 15:05

Il post ferragostano è arrivato a tenerci compagnia e non solo a quello :-)
Fra la richieste, non esaudite, di un "Antico gelato" e di un sorbetto alla mela verde è sempre bello leggere pensieri interessanti che ci distolgono dalle solite richieste....tanto per rimanere in tema.....

Ciao

15 Ago 2008 | ore 15:28

Quest'anno scrivo ogni giorno perché il mare, o almeno questo mare, permette stupende pause di lavoro e io, essendomi dotato di un collegamento Vodafone, la famosa pennetta veloce e mille volte meglio di Onda Tim, lenta e penosa, scorazzo in rete stando sotto una tettoia e guardando le dune e il mare e poi torno a lavorare, ché questo agosto è di riflessione e di lavoro.

15 Ago 2008 | ore 15:56

Eh grazie, chi è in vacanza sì che va al mare domani; ma io parlo di quelli che sono partiti stamattina dalla città per la gita di Ferragosto (che è come quella di Pasquetta) e che tornano stasera a casa e domani e domenica andranno come d'abitudine in giro per centri commerciali.

15 Ago 2008 | ore 17:05

caro Direttore, beato lei che e' al mare ... mi associo a Gumbo riportando che nei 2 giorni precedenti qui a Trento ci sono stati lunghi temporali serali, mentre oggi e' un alternarsi di afa e pioggie brevi. In montagna ci siamo stato a fine luglio e questo fine settimana eviteremo gli ingorghi che qui sulla A22 sono frequenti. Dimenticavo visto la serata fresca polenta e carne alla griglia. Ha fatto bene a scegliere la pennetta Vodafone, la Onda Tim e' una grossa fregatura, al lavoro ne abbiamo acquistate 15, oltre ad essere lenta e' anche instabile ... quando prende! Grazie per i suoi preziosi post e buon fine settimana.

15 Ago 2008 | ore 17:10

E' proprio vero che Albinia e' brutta, invece Orbetello non e' male. Io, che sono di Orbetello, ho passato invece gran parte della giovinezza (mi fa un po' ridere sto' termine) ad Albinia, che era brutta, ma aveva quella vitalita' propria dei bruttini ma simpatici, un po' tipo mini Rimini, per capirci.
Oggi invece, per motivi familiari non lieti, ho passato parte della giornata nel frusinate, a Monte S.Giovanni Campano, paese di provenienza di mio padre. Ecco, se vogliamo l'apotesi della bruttezza bisogna andare la'. Non mi considero uno (troppo) snob, ma la bruttezza del costruito, anzi spesso del costruito a grezzo e mai finito, e' un pugno in faccia, una sensazione fisica di nausea. Non ho mai visto un territorio cosi' deturpato e cosi' ricco di cattivo gusto, sono sicuro che e' unico nel suoi genere, andrebbe fatto un libro fotografico.

15 Ago 2008 | ore 17:32

Il brutto in Toscana è ancora più brutto. Marina di Bibbona e Marina di Donoratico, un po' più a nord, dalle parti di Bolgheri e Cecina, sono un raro esempio di pineta e dune devastate da una speculazione cieca e stupida aiutata da amministrazioni di sinistra, presuntuose e ignoranti.
Orbetello è gradevole e ordinata e il sindaco Matteoli, di An, dà un buon esempio. Io ormai me ne frego del colore del sindaco, voglio che amministri bene.
Me ne frego dovunque meno che a Roma... :-((

15 Ago 2008 | ore 18:13

dal momento che lavora, egregio signor Bonilli, ho una domanda per lei; posto che aiutai un antiquario mio amico a mettere insieme la biblioteca gastronomica di bagnasco a lugano, che impatto ha avuto ed ha nelle varie cucine regionali italiane la forte presenza ebraica sia per quanto riguarda il cibo che i distillati (vino e liquori) Mi basta un accenno chiaro no una relazione. Sono di milano, l'italia non mi piace in tutti i sensi e pur vecchio, forse vado a montare un bar de copas y pintkos o nel sud della francia,forse a Lourdes, o nei paesi baschi. 2 euro per boccone, la birra ben tirata a 2 euro, personale sudamericano. Grazie per la collaborazione y buen trabajo

15 Ago 2008 | ore 18:36

mah, la crisi, gli ingorghi, il traffico, l'italia dei tronisti di ieri, il brutto tempo, capalbio ecc... quanto sono lo tani tutte queste cose: il verde adriatico, il solito ombrellone, i pomodori con il riso dell'orto, le sagne con i fagioli fatte in casa, le polpette, formaggi, caucionetti, il pecorino e il cerasuolo sfusi di cataldi e valentini... molti bambini, qualche amico e parecchi anziani... com'era più semplice la vita una volta e come lo è oggi basta volerlo, non mettere pinochietti, canottiere e non comprare Suv... basta alla sera una pennetta vodafone e una buona musica che suona in giardino, qualche goccia inzia a cadere... ma è piacevole sulla pelle

15 Ago 2008 | ore 20:06

...certo che scoprire uliassi il 15/08/08... quel che si dice stare sulla notizia!

15 Ago 2008 | ore 20:18

ops, lapsus freudiano, non volevo dire scoprire, m SANTIFICARE... cmq cambiando gli ordini dei fattori il risultato non cambia... :-)

15 Ago 2008 | ore 20:30

Quando nei pressi di Arcachon ho raccolto il materiale informativo all'ufficio del turismo ho visto in prima pagina un senatore che aveva fra i suoi obiettivi diventare il primo dipartimento per piste ciclabili e percorsi tracciati e segnalati per escursionismo (che per ora sono "soltanto" svariate migliaia di km) con sempre più servizi che permettano di non utilizzare l'auto e valorizzare le risorse naturali mi è tornata in mente la congrega di un sindaco che ho sentito parlare un po' di tempo fa: la sua idea di sviluppo era gigantesco hotel nella pineta (che sarebbe parco naturale ma...), centri commerciali, svincoli stradali, banchine per yacht enormi e mostrini cementosi correlati per attirare un turismo che lui definisce "di pregio" o "di più alto livello". E ho concluso che...ecco siamo proprio lontani anni luce! :-(

E due parole sull'inquinamento acustico? Motori rombanti, clacson, radio gracchiante oppure con supermegabass di sottofondo, cantantucoli con le basi nel dehors, intrattenimento urlante forzato anche in luoghi in mezzo al verde, e lezioni di aquagym ad alto volume anche in spiaggia?

p.s. La battuta di alessandro bocchetti su Uliassi e il 15 agosto non riesco a capirla indipendentemente dall'ordine dei fattori... :-)

15 Ago 2008 | ore 21:10

@ gumbo, la questione non è il 15 agosto, ma l'anno... Vizzari cita oggi Uliassi come cena dell'anno quando sono almeno quattro anni che c'è un pellegrinaggio ininterrotto di chef e appassionati verso lo chalet sulla spiaggia di Mauro...

15 Ago 2008 | ore 21:16

@alessandro,
ahhh ok-l'equivoco era che io pensavo ti riferissi a questo post che riportava il fatto, invece era proprio il fatto. :-)))
C'è da dire comunque che è "pranzo dell'anno" non "cuoco emergente dell'anno"; quindi ci può stare (io però la guida Espresso non ce l'ho non so chi erano i premiati gli anni scorsi e perché e per come...).

15 Ago 2008 | ore 21:42

@gumbo:si, si ci può stare, per carità, ma penso che il compito delle guide è essere cronisti, riconoscere il nuovo, più che consolidare il certo... Ma per carità è un parere personale... Cmq Mauro Uliassi è un grande! E sono contento per lui e per il riconoscimento

15 Ago 2008 | ore 22:13

carissimo signor bonilli, mi sono sbagliato a non identificarmi. Se la mia domanda è vissuta come tabù non se ne fa nulla, se no può mandarmi una mail. Grazie.

15 Ago 2008 | ore 23:08

listoparatodo@gmail.com

15 Ago 2008 | ore 23:11

@bookseller

Ma nessun problema, ovviamente, solo che trovo la domanda singolare in questo post e in questo giorno. I blog funzionano per tematiche e questa domanda la definirei fuori tema.
Comunque la cucina ebraica ha influenzato varie cucine regionali in modo determinante, pensiamo alla cucina romana e ai piatti della tradizione ebraica che ne fanno parte a pieno diritto, idem per la cucina veneziana.
Là dove una religione determina così fortemente le scelte per chi con la religione si identifica - e per gli ebrei non ci sono mezze misure, o si pratica o non si pratica - l'imprinting è fortissimo e ha una sua forza propagatrice molto grande, mentre la religione cattolica ci ha abituati a un maggiore lassismo, pensiamo il mangiare di magro al venerdì che per me bambino era un precetto e che oggi pochissimi cattolici, anche praticanti, rispettano.

15 Ago 2008 | ore 23:45

Claro che la domanda era singolare e OT la ringrazio per la cortesia ma mi interessava sopratutto se le "usanze" ebraiche siano entrate nelle abitudini del mangiare e bere della gente comune, come dire, di soppiatto, ossia, senza che se ne fossero rese conto. Per esempio, io sono della generazione che da giovane seguiva soldati-brera-clerici coi loro "missultit" sul lago di como o le rane fritte ne pavese o il bollito misto con tanto di "testina" ma non mi hanno mai convinto, così come l'esuberante sfoggio di pasta, pizza, focaccia, piadina etc. In quasi tutti i paesi, si inizia con una zuppa e qui invece con una montagnetta di spaghetti o maccheroni. Insomma mi può fare due o tre esempi pratici di COME ste usanze ebraiche hanno invaso l'uso quotidiano del mangiare? Che i religiosi mangino kosher o kasher lo so. Oppure se non hanno invaso affatto e sono rimasti nel loro brodo, nunca mejor dicho. Vado in settembre in terra sefardita e questo è il motivo ella domanda, quanto al giorno, siamo già al 16 di agosto, ore 01,30 e sono otra vez off topic. Spero di non averla annoiata. Auguroni.

16 Ago 2008 | ore 01:36

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