20
Ago 2008
ore 09:46

Un'incursione nel lusso: Il Pellicano

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Le incursioni nel lusso spesso sono belle, costose e intriganti.
Questa volta la meta è uno degli alberghi più famosi del mondo.
In cucina sono venti, giovani, sorridenti e simpatici. La cucina è grande, moderna, dotata di tutte le attrezzature più recenti. I venti giovani sono i cuochi del Pellicano, uno di quegli alberghi di lusso dove la proprietà crede che gli ospiti debbanno alloggiare in paradiso e quindi mangiare anche bene, molto bene.
E così verso il tramonto, mentre una colonna lunghissima di auto lascia Porto Ercole dirigendosi verso l'Aurelia noi abbiamo puntato verso questo albergo con le terrazze affacciate sul mare dell'Argentario.
Si chiama Antonio Guida il cuoco che dirige le cucine. Anche lui giovane, salentino, di buona mano e, cosa ancora più importante, bravo allenatore, visto che nel corso della nostra visita era assente per il turno di riposo e la squadra ha funzionato ugualmente alla perfezione.
Il Pellicano ha due ristoranti, uno gourmet, nella terrazza più in alto e uno di cucina più agile, nella terrazza inferiore. Entrambi godono di un panorama unico e 120 coperti in totale.

Si inizia con una insalata di mare tiepida con qualche orecchietta, salsa alle alghe, "Coddure" pugliesi all'olio extra vergine d'oliva, delicata, eccezionalmente buona.
Tra i primi le tagliatelle di farina gialla, crema di pasta e ragù di coniglio, piatto equilibrato e riuscitissimo.
Risotto alle erbette con tartare di tonno, intrigante e perfetto.
Paccheri farciti al nasello con crema al dragoncello, salsa ai gamberi e zenzero confit, buono veramente.

Prima riflessione: si è iniziato con dei primi piatti eseguiti alla perfezione e veramente buoni che danno una bella dimostrazione della qualità della cucina del Pellicano.

Secondi di pesce e di carne, nel nostro caso meglio i secondi, il pollo e il piccione, del primo, l'orata cotta nell'argilla, che è stato il piatto più debole della serata. In particolare il petto di piccione affogato, servito con scaloppa di fegato grasso, rucola e spinaci era veramente buono, uno di quei piatti che ti ricordi.
Anche i dolci sono buoni, il pasticciere si chiama Nicola Di Lena. Buonissimo il parfait alla liquirizia con cristalli di foglie di tabacco, pera alle spezie e crema al caffè.

Dicevamo che è stata un'incursione nel lusso perché i prezzi sono in linea con lo standard dell'ambiente: il menu degustazione costa 130 euro mentre alla carta un primo piatto costa tra i 25 e i 33 euro e i secondi piatti tra i 42 e i 49 euro, i dessert tra i 15 e i 18 euro. Il servizio è di quelli che vorresti trovare dovunque, rapido, preciso, sorridente.
Bella carta dei vini, anche internazionali, ma intelligente attenzione alle aziende della Maremma.

E' vero, le incursioni nel lusso spesso sono belle. 

 

 

 

commenti 11

scusi la domanda , ma lei ha cenato al ristorante gourmet o a quello piu' agile? se quello piu' agile mi puo' dare un suo parere?
grazie

20 Ago 2008 | ore 13:04

Anche a me quell'insalata di mare, mangiata un mesetto fa, piacque molto.

20 Ago 2008 | ore 14:21

Ieri sera il lavoro imponeva il gourmet :-))

20 Ago 2008 | ore 14:41

Tutto il rispetto per Il Pellicano, ma vorrei chiarirmi le idee: come giustificare, se giustificabile, un menu degustazione a 130 euro, per quanto buono e intrigante, con il menu degustazione da 11 portate (più aperitivo e tapas) a 115 euro o da 7 portate a 95, proposti il 14 agosto scorso al Celler de Can Roca ? C'è differenza nelle materie prime? Nella valutazione del proprio lavoro? Nella clientela? Sono due tipi di ristoranti diversi?
El Celler è considerato uno dei migliori ristoranti del mondo, e per quel che valgono le classifiche, non so come si colloca il Pellicano. Dove sta la differenza? Lo chiedo perchè al Celler sono stato benissimo, ma ho notato una tendenza a usare prodotti "poveri" (acciughe, ortaggi, maialino, frutti di mare,sogliole, frutta) e a cucinarli magistralmente, quasi tendendo a ridurre, a raggiungere l'essenzialità, il limite dei profumi e dei sapori. Salvo poi andare in visibilio e spazzolare i piatti. Senza nessuna sensazione di lusso, anzi di grande confortevolezza. Ecco, perchè così spesso in Italia il concetto di lusso prevale sulla cucina, diventando preponderante, con relativo e spesso ingiustificato aumento dei prezzi?

20 Ago 2008 | ore 19:09

Ma non mi sembra proprio che le materie prime dei piatti che sono in menu siano particolarmente costose, è l'Italia che costa di più. Nel nostro caso al Pellicano si mangia molto bene ma credo che il costo del personale e della gestione complessiva siano molto alti.
Costi alti per mantenere lo standard e quindi avendo in carico un grande numero di dipendenti.
Il Celler non è un albergo con ristorante, il Pellicano è un Relais & Chateaux con due ristoranti.
La ristorazione d'albergo è più costosa perché alle 7 iniziano a servire le colazioni e fino alle 1 di notte il lavoro continua, quindi turni e molto più personale rispetto a un ristorante.
Detto questo, la Spagna, anche se di poco, è meno costosa dell'Italia.

20 Ago 2008 | ore 19:43

Il Pellicano e' un albergo con 100 posti letto, e 130 di personale. Tempo fa, visitando le cucine (splendide), ed il ristorante, an un certo punto chiesi cosa c'era dietro una certa porta. Gianni Alocci, mitico manager del ristorante, mi mostro' una grande la stanza con tantissimi tavole e sedie, definendolo come il "ristorante cinese". Si tratta ovviamente della sala mensa, che ogni giorno ospita un centinaio di persone a pranzo e cena, e quindi, mi diceva Antonio, devono cucinare 200 pasti per il personale e 200 per i clienti.

Io non sono mai stato al ristorante spagnolo citato, pero' certo anche la location del Pellicano e' speciale, e qualcosa anche questo vorra' dire.
Oggi eravamo a merenda, con una certa Valeria e un certo Luciano che facevano qualcosina in cucina, e li' c'era anche la deliziosa Valentina, sommelier del Pellicano e per me emblema di come dovrebbe essere il personale di sala di un grande ristorante, simpatica, professionale, entusiasta.
Peccato per chi non c'era :-), anzi peccato anche per me perche' loro sono ancora la'.
In Settembre e in Ottobre ci sara' una serie di cene (10 cene) con 10 aziende di vino della Maremma (2 diverse ogni sera), con menu' fisso a 110 euro, vini compresi. Penso che possa essere un occasione buona per chi voglia provarlo. Vi terro' aggiornati.

20 Ago 2008 | ore 21:01

un tizio con le scarpe grosse (e cervello assai fino) diceva: "i ricchi? mai sbagliato niente".

21 Ago 2008 | ore 23:29

Abbiamo avuto la fortuna di conoscere la cucina del pellicano 4 anni fa, quando era già arrivato Antonio Guida in cucina,e,da allora, ogni estate, "ci regaliamo" una serata in questo posto fantastico. Ed ogni anno Antonio ci regala emozioni uniche con piatti sempre nuovi ma sempre di grandissima qualità. Anche nei piatti all'apparenza più complessi, i singoli sapori,i profumi e gli aromi più vari sono facilmente distinguibili! E' questo strano connubio,piatti super raffinati sulla carta ma sapori veri al palato, che intriga e rende questo posto unico. Quello che non riesco proprio a capire è perchè "Il Pellicano" inteso come ristorante venga così sottovalutato dalle guide...

24 Ago 2008 | ore 18:30

La cucina di Antonio Guida è assolutamente emozionante nella sua continua ricerca di fantasia ed equilibrio volta ad esaltare le caratteristiche delle materie usate. Abbiamo ancora scolpite nella mente alcune magiche serate passate al Pellicano in compagnia di Antonio e dei suoi splendidi piatti .... GRANDE ANTONIO

28 Ago 2008 | ore 11:51

Per fabrizio: (acciughe, ortaggi, maialino, frutti di mare,sogliole, frutta per te e' cucina povera??????????????????????? Cucinare e' facile con caviale ecc., la qualita' e la lavorazione di una semplice acciuga e cio' che rende grande un ristorante... Sono un cuoco, e casualita' ho lavorato fino a maggio al pellicano e ora sono al celler di can roca. Sono due grandi chef, uno famosissimo adesso, Juan Roca, l'altro abbiate pazienza...

29 Ago 2008 | ore 21:43

sono d'accordo con il "cuoco" Riccardo.Sono stato anche io al celler e ritengo che Juan sia un ottimo artista,ma anche perche' viene seguito continuamente dai media del settore mentre antonio guida ancora non ha trovato il suo mentore che dica al mondo quanto sia bravo.Il giorno che succedera' vedrete che Antonio verra' celebrato in modo totalmente diverso da oggi, valutato con piu' attenzione e ogni cosa che fara' diventera' eccezzionale.Forza Bonilli

15 Ago 2009 | ore 16:28

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