ore 06:25
Su e giù per la Via Aurelia
Una sera d'agosto su e giù per la Via Aurelia per andare a mangiare con gli amici. Fai tu, dicono loro, e io mi ricordo il post in cui si elencavano i luoghi dove andare a mangiare, per una guida fatta dai lettori. Golosi 2.0, fatta anche ma non solo dai lettori, e mi sono ricordato l'elenco di Gianpaolo e a Castiglione della Pescaia ho trovato questo ristorante che ti riconcilia con la ristorazione.
Per la verità l'inizio non è stato dei migliori perché dalla spiaggia, dopo il "fai tu" di cui sopra, ho chiamato il 492424 e provato con l'Andana: pieno, se ne riparla nei prossimi giorni e allora mi è venuta in mente Anna e me la sono fatta passare. Una signora ha preso la prenotazione, tutto bene, solo che per la sera del 10 agosto ha omesso di dire che il solo posto disponibile era dentro e non fuori. Colpa della mamma, ha commentato laconico il proprietario e noi, a quel punto, potevamo solo andare dentro e dentro siamo andati.
Misto mare caldo è un bell'inizio, a seguire calamari e gamberetti fritti veramente buoni, un fritto come non ti aspetteresti, quasi perfetto. Tra i vari primi gli spaghetti coi calamaretti di penna sono al dente, buoni e abbondanti, così non si sta tanto a discutere di porzioni e porzioni. Poi una corvina alla griglia, anche questa freschissima e buona. Sorbetto al limone, vino di Poggio Argentiera, Fonte 40, d'obbligo e conto sui 45 euro a testa. Servizio cortese, rapido, attento, in sala dei bambini e nessun problema.
Insomma, quasi una risposta in positivo ai nostri post e discussioni.
Da Anna
Via San Benedetto Po, 13
Castiglione della Pescaia (GR)
tel. 0564935318
Foto:... il solito iPhone :-)
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notizie in breve

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
Lo confesso, io sono un minestraro, adoro tutti i tipi di minestre e purtroppo mi accorgo...
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Anna e' il classico locale familiare che e' riuscito ad evolvere positivamente con l'ingresso del figlio, Claudio Piu (detto anche Piucasse da quando hanno aperto l'Andana con Ducasse ;-)) senza strafare, ma rendendolo un posto prezioso in una zona turistica dove la tentazione del mordi e fuggi e' forte.
In piu', per chi viaggi per la Maremma, notare la differenza tra Castiglione della Pescaia e il resto. A Castiglione c'e' stato qualcuno che ha influenzato positivamente la ristorazione in un modo particolare: a partire dai vini. Parlo di Luciano Lenzi dell'Enoteca Castiglionese, che in trent'anni di attivita' ha dispensato consigli e fatto liste vini a tutti coloro che volevano aprire un ristorante e non partire subito col piede sbagliato o che volevano trasformarlo in qualcosa di piu' "serio". Ed e' in qualche modo un percorso virtuoso quello di partire dal vino, perche' connota gia' il ristorante come qualcosa che si distingue dalla trappola per turisti e che ne definisce in maniera sensibile la clientela.
Io lo tocco con mano, per me e' realta'. Basti vedere la differenza in termine di offerta tra Castiglione e l'Argentario Quest'ultimo che per storia, posizione, dimensioni, dovrebbe essere l'Ammiraglia della Maremma in termini di offerta enogastronomica, ma che invece, tolte due o tre eccezioni, e' un nanetto (spaghetti allo scoglio e falanghina, questo e' il must da quelle parti). E in quanto Orbetellano mi fa un po' rabbia.
Senza offesa per la Capitale, c'e' da dire che una delle differenze grandi e' anche data dalla clientela, che all'Argentario e' praticamente al 90% romana, mentre a Castiglione no. E a sentire gli addetti ai lavori, e' un tipo di cliente molto piu' "conservatore" e meno avventuroso. Sto cercando di usare degli eufemismi :-)
Chissa' che una di queste sere non ci sbatta contro, io ci vivo sull'Aurelia (maldida).
E' il solito discorso del pubblico romano che, purtroppo, abbiamo fatto fin troppe volte. Buffi gli eufemismi per descrivere, comunque efficacemente, una città di bifolchi e cafonazzi del gusto e non solo.
La definizione dei romani data dal saccente Direttor Tonelli,reduce da esperienze personali assai scottanti con la città,lascia il tempo che trova.
Da romano e da cliente da quando l'autonomia economica è stata raggiunta, vorrei solo far notare che in una grande città esistono realtà diverse e generalizzare in modo bieco dà l'idea di una frustrazione non digerita.
Personalmente a Roma vado da ristoranti di quartiere senza tante pretese oppure in locali dove,in molti anni,mai ho ricevuto sorprese di alcun genere.
E' quando mi discosto dal seminato che nascono i problemi e non a causa mia,ma a causa del proliferare di attività che nascono si sviluppano e muoiono per la mancanza alla base di una solida cultura gastronomica e la ricerca del profitto immediato .
Andare in questi posti equivale spesso ad andare a cercare una esperienza poco soddisfacente,ed esiste anche una forte responsabilità di chi ne pubblicizza ad arte le qualità su blog e forum vari.
Si fà presto a dire che il cliente romano è conservatore:le sole ,come noi cafonazzi le chiamiamo,lasciano il segno nell'amor proprio oltre che nel portafoglio.
La definizione dei romani data dal saccente Direttor Tonelli,reduce da esperienze personali assai scottanti con la città,lascia il tempo che trova.
Da romano e da cliente da quando l'autonomia economica è stata raggiunta, vorrei solo far notare che in una grande città esistono realtà diverse e generalizzare in modo bieco dà l'idea di una frustrazione non digerita.
Personalmente a Roma vado da ristoranti di quartiere senza tante pretese oppure in locali dove,in molti anni,mai ho ricevuto sorprese di alcun genere.
E' quando mi discosto dal seminato che nascono i problemi e non a causa mia,ma a causa del proliferare di attività che nascono si sviluppano e muoiono per la mancanza alla base di una solida cultura gastronomica e la ricerca del profitto immediato .
Andare in questi posti equivale spesso ad andare a cercare una esperienza poco soddisfacente,ed esiste anche una forte responsabilità di chi ne pubblicizza ad arte le qualità su blog e forum vari.
Si fà presto a dire che il cliente romano è conservatore:le sole ,come noi cafonazzi le chiamiamo,lasciano il segno nell'amor proprio oltre che nel portafoglio.
La definizione dei romani data dal saccente Direttor Tonelli,reduce da esperienze personali assai scottanti con la città,lascia il tempo che trova.
Da romano e da cliente da quando l'autonomia economica è stata raggiunta, vorrei solo far notare che in una grande città esistono realtà diverse e generalizzare in modo bieco dà l'idea di una frustrazione non digerita.
Personalmente a Roma vado da ristoranti di quartiere senza tante pretese oppure in locali dove,in molti anni,mai ho ricevuto sorprese di alcun genere.
E' quando mi discosto dal seminato che nascono i problemi e non a causa mia,ma a causa del proliferare di attività che nascono si sviluppano e muoiono per la mancanza alla base di una solida cultura gastronomica e la ricerca del profitto immediato .
Andare in questi posti equivale spesso ad andare a cercare una esperienza poco soddisfacente,ed esiste anche una forte responsabilità di chi ne pubblicizza ad arte le qualità su blog e forum vari.
Si fà presto a dire che il cliente romano è conservatore:le sole ,come noi cafonazzi le chiamiamo,lasciano il segno nell'amor proprio oltre che nel portafoglio.
I piani per la mia coda di vacanza toscana a settembre non sono ancora completi. Un punto in più per Castiglione! ;-)
@Gianpaolo, il vacanziero-tipo di Castiglione, quello un po' più propenso alla novità, da dove arriva? Pura curiosità. (Io ero lì in ferie 3 estati fa ma non ci ho fatto caso perché andavamo sempre in giro per tutta la provincia, che non conoscevo).
Il romano di cui si parla, con orologio importante, Suv, moglie ingioiellata e modi strafottenti è simile al milanese o al bolognese, cioè è il tamarro, il boro, la caricatura verdoniana che c'è un po' dovunque.
Certo, i romani sono circa tre milioni e l'Argentario è un loro feudo, chiaro che di macchiette di quel tipo lì ce ne saranno lì più che altrove.
Caricatura estrema, ma veritiera, e assai. Tra l'altro, comune a tutte le latitudini! Anni oro sono ne trovai uno (accompagnato da una)che mi chiese il prezzo della mia laurea e se ero disposto a venderla per pecunia o servigi di livello regale. Trattasi di gente che ha patito fame, privazioni e, una volta ottenuto "due schei"(alla veneta) si crede regista di tutte le stanze dei bottoni ...
@Gumbo. A Castiglione ci sono più persone dal centro-nord e anche un maggior presenza diffusa di turisti stranieri dal Nord Europa. Quest'anno al bagno dove ho passato una settimana con la famiglia vedevo una inusuale presenza di americani, che per una serie di indizzi ho pensato fossero militari anche se probabilmente di un certo livello, visto che spendicchiavano in pranzi non a buon mercato.... Ma in genere ci sono molti svedesi, anche per la presenza di Riva del Sole, villaggio fondato dagli enti pensionistici svedesi negli anni 60 per mandare al mare i lavoratori. Ah, la socialdemocrazia svedese! ;-)
Per il discorso dei romani, bisogna dire che la Roma dell'Argentario è una Roma ben connatata nelle sue caratteristiche socio-antropologiche-politiche. Senza fare di tutta l'erba un fascio, ma è sempre stato il feudo di una certa aristocrazia nera, di una certa politica (centro destra o destra estrema), di una certa imprenditoria e del mondo dello spettacolo. Interessante da questo punto di vista vedere il suo esatto complemento, uguale e contrario (ma non necessariamente più virtuoso), nella Roma che va a Capalbio.
E' tutto un gioco di specchi. Però rende il posto interessante, come minimo.
Io che sto a Capalbio, in realtà sto in una casa di fronte alle dune, lontana da tutto e così è per decine e decine di case sparse nella campagna. Poi, chi vuole va nei due stabilimenti noti e chi è furbo va nei meno noti o su spiaggia libera.
La sera e le cene non dipendono dal luogo dove si sta ma da chi si frequenta e cosa si vuole fare.
Se sei rozzo e di destra o sinistra questo è un altro discorso.
Io sono molto stanco :-))
Mi sono dimenticato questo, che credo spieghi bene certi personaggi a cui ci si riferisce: Ricucci si sposò all'Argentario (o fece la festa di nozze lì, non mi riscordo), e comprò Villa Feltrinelli a Porto Santo Stefano, già proprietà dell'ex sindachessa Susanna Agnelli, per una paccata di milioni. Adesso la villa è in vendita per la metà, solo 29 milioni se vi interessa. Capito i tipi?
Il Sindaco della mia città, Orbetello, tanto per dire, è il Senatore Altero Matteoli di AN. E tra l'altro, io che voto (meglio dire votavo) aimè dall'altra parte, devo ammettere che Orbetello negli ultimi anni è cresciuta e migliorata tantissimo con questa amministrazione, anche se non ancora nella ristorazione putroppo.
Era giusto per spiegare, ma non vorrei fare caricature, e poi l'Argenatrio è molto più bello di Castiglione ;-)
C'era un posto a Capalbio...ho trovato anche il nome sul taccuino, Antiche Dune (c'entrerà con le dune del bonilli?) gestito da un'inglese e un romano molto simpatici da cui andavamo a mangiucchiare qualcosa ogni tanto mentre vagavamo qua e là. Qualcuno sa se c'è ancora?
Ho trovato anche il nome del locale in cui eravamo sfortunatamente finiti la prima sera a Castiglione, tardi per carcare, stanchi del viaggio, da cui non ci aspettavamo niente di che ma certo non in cui ho mangiato uno dei piatti di pasta peggiori della storia come è stato: da Celso. Orrore orrore!
La spiaggia di Capalbio era un caso interessante da studiare: il tratto in cui c'eravamo fermati iniziava con un carnaio assoluto alla spiaggia di fronte al camping; a fianco, la famooooosa Ultima Spiaggia, costosa, con le sue file ordinate di ombrelloni e lettini, il bar da fighetti, ma comunque piuttosto affollata. In mezzo, il triste "vorrei ma non posso" della zona in cui l'Ultima Spiaggia ti affitta ombrellone e tu abbini la tua sediolina o asciugamano - spendendo un po' meno.
Alla fine c'è ancora una spiaggia organizzata, la Dogana mi pare, con gli stessi servizi dell'"Ultima" ma un sacco di spazio in più e prezzo molto più basso, anche molto più basso delle spiagge liguri, decisamente confortevole.
E poi...una spiaggia libera infinita e completamente deserta!!! :-)))
... E lì verso Ansedonja ci sono io :-)
Il bello della Maremma e' che ci sono km e km di spiagge libere. La parte che da Ansedonia va verso Capalbio, dove e' l'ultima spiaggia, e' certamente bella e si puo' scegliere dove andare senza spendere nulla. Pero' anche la parte della Feniglia, che da Ansedonia va verso Porto Ercole, sono circa 7 km, ci si arriva in macchina solo dalle due estremita', dove ci sono tre stabilimenti da una parte e un po' di piu' dall'altra. Nel mezzo almeno 4-5 km di spiaggia favolosa, con dietro i pini del parco naturale, una delle pinete piu' belle che ci siano.
I miei avevano il primo stabilimento balneare con ristorante anneso, che si trova su quella spiaggia, dalla parte di Ansedonia, ci ho passato venti anni li'. Adesso si chiama il Cartello, e dice che ci si mangia anche bene (devo ancora andare, colpa mia).
Se andate li' in un giorno dove non e' scirocco, e fate due passi a piedi, vi sembrera' di stare in un isola tropicale, con la prossima persona a piu' di cento metri da voi.
Uuhhh...il Cartello me lo ricordo moooolto bene: siamo scesi nella stradina per sbaglio e la batteria della moto (che non è proprio un fuscello) ci ha piantati in asso proprio lì, all'ingresso del parcheggio. Di domenica. Ci abbiamo messo un bel po' per riuscire a ripartire.
Il locale annesso allo stabilimento è molto carino, era affollatissimo; quelli che lo gestiscono e anche alcuni ospiti (tra cui un paio di tizi famosi della tv di cui non ricordo il nome) sono stati veramente molto gentili e hanno fatto il possibile per aiutarci. Però i prezzi del ristorante ci sembravano un po' alti, (adesso magari non più) - abbiamo mangiato solo un panino!
Le spiagge della Maremma le abbiamo girate quasi tutte. La Feniglia era molto bella ma troppo affollata per i miei parametri...! Tra quelle meno impervie sceglievamo spesso Ansedonia, poco a sud del promontorio e a quanto pare poco a nord di bonilli.:-)))
Tra l'altro secondo me quelli che si erano piazzati alla città di Cosa sì che avevano capito tutto dalla vita! ;-)
scusa il ritardo ma sono incappato in questo blog solo adesso e per caso.
Io sono carlo, il romano delle antiche dune.
Nel 2008 siamo stati costretti a vendere perche' stavamo trovando troppi ostacoli tra il comune di capalbio e la provincia di grosseto, (inutile soffermarci sul tipo di ostacoli!). Abbiamo chiuso l'allevamento di cinta quasi regalando i suini perche' mentre i debiti camminavano le entrate erano bloccate dalle amministrazioni cui sopra. E siamo pure stati fortunati perche gia' giravano gli avvoltoi che si sarebbero volentieri impossessati di tutto per un tozzo di pane!
Ah l'Italia, Repubblica basata sul lavoro!
Ti ringrazio perche' e' gratificante vedere che qualcuno si ricorda di te.
Oggi ci siamo trasferiti a follonica e pur sempre nella ristorazione facciamo cose molto meno appariscenti anche se piu' remunerative. Ciao