16
Ago 2008
ore 00:03
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Vivere meglio si può?
Il primo settembre inizia l'anno nuovo, almeno per me è sempre stato così.
Quindi in agosto si fanno i buoni propositi ma non tanto per giocare.
Una domanda che dovrebbe suonare bene all'orecchio di un buongustaio è questa:
si può vivere meglio?
Con piccoli e grandi cambiamenti potremmo rivoluzionare la nostra vita quotidiana?
E' possibile introdurre alcune regole di comportamento senza vivere nell'angoscia di trasgredirle?
Provo a elencare alcune regole per vivere meglio ma forse l'ordine o l'elenco potrebbero essere diversi:
1) Imparare a mangiare sano cioè a nutrirsi meglio
2) Imparare a diminuire i nostri rifiuti quotidiani, ciò che si scarta e come lo si scarta
3) Riscoprire attivamente il silenzio nelle città
4) Usare meno l'automobile. Corollario: andare più a piedi e in bicicletta
5) Provare ad acquistare solo l'indispensabile
6) Acquistare il superfluo solo quando diventa "indispensabile"
7) Bere acqua del rubinetto se possibile
8) Consumare meno energia
9) Aiutare chi ha bisogno: è una predisposizione mentale che fa bene alla nostra salute
Già il punto 1 può risultare un Everest per molti di noi, comunque vale la pena discuterne. Chi già pratica tutto questo è esentato dal farci la paternale :-)
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E cambiare lavoro? Cambiare quel lavoro che è spesso causa di tante insoddisfazioni che poi si sfogano anche in piccole maleducazioni quotidiane, dal mangiare al bere, dall'acquisto superfluo a rispostacce distribuite qui e là, al preferire tutte le sere "Giggi L'Untore" piuttosto che mangiare bene a casa ed uscire una volta ogni tanto per andare da qualche "Grande" della nostra cucina?
Lavoro, ultima frontiera, insoddisfazione che accettiamo passivamente con la consapevole tendenza suicida che, tanto, non ci si può far niente, non si può cambiare, può solo peggiorare e che, peggio, il meglio lo abbiamo già dato (spesso a chi professionalmente non ci merita) e che non troveremo altre occasioni.
Sì.
Giggi L'Untore sta aprendo una succursale al Verano.
Se soddisfatti lavorativamente, questa nuovo misura della leadership del branco, tutto gira meglio. Tutto. Come è più facile condurre una vita più sana ed educata quando il bonifico mensile arriva con la soddisfazione di ciò che si è fatto. E' agli altri che è quasi impossibile comportarsi meglio.....
Da Settembre anche per me inizia un anno interessante, perche' i miei figli iniziano scuola in Inghilterra e quindi mi trovero' a fare il pendolare e a confrontarmi con le differenze di vita (senza fare una gara tra chi e' meglio o peggio). Alcune cose che importerei nella mia vita italiana sono 1) educazione o senso civico. L'Italia, come sensazione generale, mi sembra si stia pian piano privando delle regole di buona convivenza. Reimpararle e ricominciare a praticarle a cominciare da me, sperando di essere contagioso.
2) bere meno alcolici, qualche giorno della settimana farne a meno completamente.
3) mangiare meno grassi e meno salato
4) fare piu' attivita' fisica
Proprio la scaletta di priorita' che ti aspetteresti da uno di 44 anni :-)
Quasi tutte le cose che elenca Bonilli in linea di massima cerco già di farle da un pezzo. Paternale non ci penso proprio, ma posso rimarcare....oh sono o non sono trooooppppo avanti!?!! :-)))
Inoltre posso istituire uno sportello informazioni e dispensare suggeriementi su difficoltà pratiche collaterali a cui ho già dovuto cercare una soluzione.
A pagamento, ovvio, così contemporaneamente cambio anche lavoro! ;-)
A parte gli scherzi, io trovo che sia veramente molto utile scambiarsi informazioni, indirizzi e suggerimenti. Su questo gli americani, con i loro blog e forum molto accurati (in cui raccontano più gli aspetti pratici e fanno meno chiacchiericcio sul nulla) sono grandi maestri. Spesso c'è anche da divertirsi - tipo leggendo del tizio del Montana che va al lavoro in bici in mezzo alla neve e pubblica la sua foto con il passamontagna che si è ghiacciato incollandosi alla barba. :-)))
No Bonilli, anche tu con l'acqua del rubinetto no, non mi puoi fare questo...
Sigh, mi sento abbandonato. ;-)
Se la discriminante é l'acqua minerale sei messo bene :-)
mica daperttutto l'acqua di rubinetto è aggiunta di cloro, no?
esistono da tempo altre tecnologie com i raggi ultravioletti, per esempio.
se pensiamo quanto dispendio di energia e quanti rifiuti vengono provocati dal consumo di acqua in bottiglie di vetro o plastica invece del rubinetto.
naturlamente, in certe zone (ma sono veramente così tante?) l'acqua di potabile ha solo il nome.
Non sei abbandonato Tommaso, non preoccuparti.
p.s. comunque anch'io sono messo benino.
Ad Majora
Io aggiungerei un punto a mio modo di vedere importante; meno concreto, meno palpabile, ma determinante:
10) Essere maggiormente positivo, propositivo e tollerante a partire da chi ti vive e/o lavora vicino.
Quello sull'acqua è un discorso molto serio. Implicherebbe moltissime ricadute ambientali. Da sempre a casa uso quella del rubinetto che da un po' di anni tratto con i filtri BRITA (eccellenti e comodi). Da settembre in Osteria ho deciso di offrire gratuitamente anche l'acqua di rubinetto in caraffe di vetro come alternativa alle acque minerali che comunque hanno la fonte a me abbastanza vicina (altro dettaglio da tenere in considerazione).
Sono d'accordo sul cambiare lavoro. Sono otto anni che l'ho fatto e non me ne sono mai pentito.....anzi, avrei dovuto farlo un paio d'anni prima!
Sul punto 9 del Direttore credo che si possa essere solo d'accordo. L'aiuto non giova solo il bisognoso che lo riceve ma anche chi lo fa.
Ciao
Io cerco sempre di bere acqua dal rubinetto, se questa è buona. Se è imbevibile (come in molte località di mare) preferisco la bottiglia.
Quello che trovo assurdo è il comperare l'acqua minerale in montagna. Dove sono ora, ad esempio, in valle Vigezzo, l'acqua è buonissima, ma al supermercato molti turisti comperano le bottiglie, credo per abitudine. L'assurdo è che molti si comperano l'acqua Vigezzo. Sicuramente è a Km 0, ma è esattamente la stessa che sgorga dal rubinetto ;-)
io comunque, come proposito per l'anno che viene, per vivere un po' meglio, ho di mangiare di meno e bere meno vino, per cercare di dimagrire 5-10 kili. Sperem....
ciao Dario
Mi sfugge il legame fra la presunta imbevibilità di alcune acque di rubinetto e la loro vicinanza al mare. Ho sempre vissuto in città di mare e non ho mai notato grandi differenze con le acque di mezza collina, Pianura Padana, Murge o altro.
Mi piacerebbe saperne di più.
Ciao
15 modi per vivere meglio su food & wine magazine di agosto 2008 ( tutto consultabile on line) http://www.mygazines.com/vendors/flipbook/flipBook.php?id=619&basecall=/&h=870&w=1440&type=magazine&read_articles=18877&title=Food%20%26%20Wine%20-%20August%202008%20(CAN%2FUSA)&can_tag=1).
Il consiglio numero 6 appare indispensabile: set a stilish green table!
L'argomento caldo del momento a quanto pare è l'acqua del rubinetto. Va bé partiamo da lì.
@vigna
Non so cosa intendesse Dario, ma io so che in alcune località di mare l'acqua del rubinetto in alcuni periodi è salata e anche non potabile (ad esempio all'isola d'Elba, che ricordo perché ci sono stata abbastanza di recente ma sicuramente non è l'unico posto in cui capita).
Tra l'altro a me la stessa persona che lavora in un laboratorio e mi ha detto che basta lasciare l'acqua ferma qualche minuto e il cloro se ne va, ha anche detto che il difetto delle Brita e simili è che il filtro si carica di batteri. Quindi io ho controllato le caratteristiche sul sito della SMAT (Acquedotto di Torino) e dato che è a posto preferisco lasciarla qualche minuto ferma, poi buttarci qualche cubetto di ghiaccio come nei locali americani diventa subito più che accettabile! ;-)
Ma oltre a condividere i vostri propositi...non potremmo parlare di come fare a realizzarli? E' sempre quello il punto più difficile!!
p.s. Anche se il mio lavoro non mi piace un granché, cambiare lavoro in questo momento un po' di crisi mi sembra una delle cose più stressanti che potrei fare, quindi l'esatto contrario di "vivere meglio"
Il come fare è il vero scoglio.
Perché ho l'impressione che tutti parlino dell'acqua per non parlare del resto: acqua di rubinetto o acqua minerale, in bottiglia di vetro o di plastica sono bei temi ma che dire del punto 1?
Imparare a mangiare meglio non vuol dire controllare le calorie ma sapere cosa si sta mangiando - e senza fare un esame di laurea ogni volta - e se si è ai fornelli arrivare alla completa digeribilità di ogni piatto usando condimenti e cotture assorbibili dal nostro organismo.
L'una tantum è sempre ammesso ma alla terza volta diventa abitudine: abitudine alla pesantezza, alla sonnolenza, all'acidità, allo stravizio.
E allora ci si vuol male.
Mangiare bene vuol dire vivere bene ma forse ci dobbiamo mettere d'accordo sul valore da dare a "bene" perché io comincio a non considerare più buono un ristorante che mi serve piatti buoni al palato - il classico mangiar bene - ma che mi costano un "coma epatico" ogni volta, cioè uno sforzo di digestione assurdo, fuori della norma.
E parlo di pranzi e cene normali, con quantità di vino normale come accompagnamento.
Vivere bene vuol dire cambiare il tipo di approccio alla cucina, non negandosi nulla ma variando quantità e qualità dei cibi.
A casa diventando studiosi-pratici di ricette.
Al ristorante capendo ciò che si sta mangiando, a partire dall'ordinazione e non avendo paura di chiedere.
Mica interessano i segreti, importante è sapere chu burro è stato usato, quale olio, quanto ha cotto il sugo ecc...
Consumatori coscienti :-)
A parte potabile o non, una volta appurato che l’acqua che esce dal rubinetto lo è, non vedo perché pagarla centinaia di volte in più rispetto a quella gratis del rubinetto!!!!! Ci sono località dove non è bevibile e allora bene all’acqua confezionata. Brutto in ogni caso vedere in tavola la bottiglia di minerale meglio in caraffa, molto meglio (x me). Comprendo bene il desiderio di cambiare lavoro, perché alla maggior parte di noi non piace il lavoro che svolgiamo. Io stesso ho cambiato lavoro molte volte. Quando un lavoro (o un ufficio) non piace si dovrebbe cambiare, evitando di rimanere e covare frustrazione e tristezza.
Ciao
Verissimo, mi scuso se sono andato OT ma ho seguito l'iter dei commenti. Chidere al ristorante? Lecito, anche giusto! Ovvio che ti rispodono come vogliono tergiversando su particolari importanti. Non sempre ti fanno vedere la cucina o la dispensa.
saluti.
Quando lo dissi io alcuni blog fa... mi sentii definire austero... quindi ora non prendo parte alla discussione.
Chiedere al ristorante che burro è stato usato, quale olio, quanto ha cotto il sugo? In un normale ristorante del mio adorato Sud? Ogni tanto ci provo e davvero uno su dieci mostra qualche piccolo interesse a dare qualche spiegazione. Gli altri o pensano che tu sia un ispettore dei nas o ti chiedono più o meno: c'è qualche problema? Sarà che la ristorazione della mia estate è stata fino ad oggi davvero deludente.....
Ad Majora
Bene, parliamo un po' dello scoglio numero 1. Prima cosa che vedo è che sicuramente ognuno traduce il proposito a modo suo: per l'aspetto "dietetico" io preferisco curare quel che mangio a casa tutti i giorni e non dovermi far problemi se mangio fuori. Al ristorante preferisco godermi il gusto e anche se non è proprio sano, pazienza (e mettermi a chiedere gli ingredienti dei piatti proprio non mi va). L'unica cosa che spesso mi dissuade dal provare locali è che nei ristoranti italiani le quantità sono esagerate; non sono adatte a me che adoro assaggiare ma mangio poco e non mi piace avanzare metà di ogni piatto per tentare di arrivare al dolce senza star male!
Migliorare il modo di mangiare a casa senza essere costretti a sacrificare tutto il tempo libero e mezzo stipendio per il cibo è una sfida molto interessante ma anche complicata perché ti costringe a mettere in discussione tante comode abitudini (es. andare al primo supermercato sotto casa), fare più attenzione a come spendi e come scegli, poi cercare e sperimentare alternative (negozi, mercati, produttori, rivenditori via internet), porti domande e cercare soluzioni (ma è meglio questo o quello e perché? come faccio ad arrivare al mercato prima che chiuda se al mattino lavoro?), imparare cose nuove (sugli ingredienti, sui prodotti, su come cucinarli e conservarli)...insomma un po' di fatica ci vuole - soprarttutto se parti da junk food a go go come me - però è divertente e man mano diventa più semplice.
usare di meno l'automobile per me sarà difficile; sul resto farò del mio meglio.
Io credo che abbia ragione gumbo, a casa si mangia sempre, salvo uscite per lavoro o diletto, e quindi è da casa che parte la spinta a mangiare meglio nel senso di nutrirsi meglio e, come tutte le scelte di qualità, anche questa implica fatica e intelligenza applicate ai piccoli gesti di tutti i giorni.
Lasciarsi andare, mangiare quel che c'è, non scegliere ma subire è la cosa più facile e anche darsi la scusante del poco tempo è quasi sempre un alibi.
Credo che il punto 1 sia centrale e che gli altri punti del vivere bene siano sostituibili con equivalenti scelte, ma non il punto che riguarda la nostra alimentazione, il nostro modo di vivere ogni giorno.
In realtà una faccenda interessante è che gli altri punti in gran parte sono diretta conseguenza del punto uno. Fatto che tra l'altro è molto utile per chi -come me- ha una forza di volontà pari a quasi zero quando si tratta di cambiare per buoni motivi troppo astratti o peggio che mai per "dovere".
Io funziono come i cani da addestrare: basta convincerli convinci che comportandosi in un certo modo otterranno un premio di cui sono ghiotti, ed è fatta. Io...uguale! :-)))
Io sono partita dall'obiettivo di mangiare cose più buone a casa e fuori casa. Ho preso un'agenda e ho cominiciato a scrivere come spendevo i soldi per il cibo e ho scoperto un sacco di sprechi, un sacco di cose che non valevano la spesa e partendo da lì ho cercato e provato alternative e spunti per cambiare ciò che non funzionava; e continuo a farlo perché c'è sempre da migliorare.
Facendo più attenzione a ciò che faccio e organizzando un po' meglio le cose (incluso scegliere ricette semplici) automaticamente diminuiscono i rifiuti e gli scarti, si aquistano meno cose inutili, si usa meno l'auto, a volte si perde persino qualche chilo e si può andare di più al ristorante a godersi qualcosa di sfizioso!
bonilli, mi sa che i gourmet non c'han mica voglia di far fatica a star dietro ai buoni propositi. Si sono defilati tutti, fuggiti in fretta a chiacchierare di ristoranti! ;-)
Mi sa anche a me che le scelte faticose lascino i gourmet dubbiosi... poi si mettono l'animo in pace e dicono "con l'anno nuovo... il prossimo mese... ma io sto bene... si vive una sola volta ecc... " e vanno avanti come se niente fosse :-))
Per fortuna ci sono anche quelli sensibilizzati, e sono sempre più numerosi.
Vivere bene con intelligenza :-))