09
Set 2008
ore 12:03

- 20%

< >

Sul Corriere della sera di stamattina, pagine della cronaca di Roma: solito articolo sulla crisi e un dato, tra il 2007 e il 2008 i ristoranti romani hanno segnato un 20% in meno di fatturato.

commenti 34

Il futuro è della cucina facile e divertente,PIATTI BUONI, DIGERIBILI E DI POCO PREZZO(e da farsi a casa..)

09 Set 2008 | ore 13:06

Temo che sia un dato Italiano, oltre che Romano.
Dalla viva voce di ristoratori del nord, sembra che la situazione non sia migliore neanche li' purtroppo.

09 Set 2008 | ore 13:22

@berny,
che vuol dire che il futuro della cucina è di piatti buoni digeribili a poco prezzo e da farsi a casa?
A me piace anche andare al ristorante!

Però una ttimo: qualche post fa si ipotizzava un prossimo superlancio di grandi chef grazie a pubblicità e partecipazioni televisive ecc...ora siamo tornati alla crisi, passando per il dilagare delle canottiere. Con tutti questi rimbalzi io mi sono persa...

09 Set 2008 | ore 13:35

Ma i superchef quanti sono? Dieci? Quindici?
Qui stiamo parlando della ristorazione.
A Roma, tanto per fare un esempio, ci sono ristoranti, come Felice al Testaccio, dove per trovare posto, anche a pranzo, bisogna prenotare. Questo non significa che a Roma città turistica per eccellenza, la ristorazione nel 2008 sia andata bene.

09 Set 2008 | ore 13:40

il dato è significativo, pone riflessioni sia di business che di contenuto. Un dato in controtendenza: Don Alfonso 1890 segnala un +8% di fatturato comparando il periodo 2007 con quello 2008. Bilanci alla mano. I loro prezzi dei piatti sono praticamente invariati. Quali sono gli altri ristoratori, anche in ambiti diversi dall'alta ristorazione, che vantano un dato di crescita? Sarebbe interessante andare a capire e approfondire il perchè e quali misure strategiche e di visione hanno adottato per far crescere le loro aziende.

09 Set 2008 | ore 13:46

Era una battuta, forse poco felice.., cmq la crisi la si avverte secondo me nella ristorazione di medio livello ( e medio-bassi o medio-alti), cosa che vale un po' per tutti i settori quando c'è la famosa crisi.. . I ristoranti di alto livello, vedi il Don Alfolso, e le pizzerie, sono sempre piene. Chi stà nel mezzo ci rimette sempre..

09 Set 2008 | ore 14:03

Appunto oltre ai grandi chef - a quanto mi pare di capire ora - che evidentemente seguono un andamento diverso deve per forza avere un andamento diverso una fascia di locali trendy di città e di ristorantacci turistici al mare e di pizzerie ovunque che quest'estate ho visto sempre quasi tutti stracolmi.

09 Set 2008 | ore 14:30

credo che dietro la crisi e il -20% si nasconda, ma non più troppo, un problema di rapporto qualità/prezzo dei suddetti ristoranti di fascia media che a Roma è imbarazzante. Si mangia e si commenta:"Ho speso troppo per mangiare mediocremente..."
Se si ricorda più il conto della cena, bè c'è qualcosa che non va...e non dipende solo dalla crisi.

09 Set 2008 | ore 14:58

Tanto per fare qualche numero (altrimenti si parla sempre in astratto) vorrei sapere che cosa intendono per "troppo" per una famiglia media italiana (2+2 figli) i lettori di questo blog.

Secondo me 25 euro a testa sono gia' troppi per la famiglia media (cioe' quella che dovrebbe frequentare i ristoranti medi)

09 Set 2008 | ore 15:11

nei ristoranti c'è tanta confusione, musica alta, il vociare è fastidioso, il prezzo è alto!!! Bene imparate a fare i chef e organizzatevi tra le calde mura di una casa o in un bel giardino tra fresche piante chiacchierando di politica di donne di uomini e della città del gusto. Poi se non sapete cucinare mi chiamate e vengo io gratis...approfittate gente....pubblicità uguale regresso ;))) i chef con la crisi ristorante si butta a pubblicità e media tv evviva

09 Set 2008 | ore 15:14

@DARIO
ok, sempre per non parlare in astratto proviamo a ribaltare la domanda: Dario, tu cosa pretendi/cerchi quando metti in budget un'uscita famigliare (2+2) al ristorante da 100 euro totali (+ benzina, + costo macchina e magari cinema per 4 che è tanto che non usciamo tutti insieme). Partiamo dal menù: quante portate? Bere: 1 bottiglia di vino + 1 acqua + 1 coca + 1 fanta? Poi: che tipo di ambiente? Credo che uno dei punti da esplorare, tanto citato ma sempre poco esplorato/approfondito se non tra di noi che siamo "i loggionisti dei ristoranti", sia proprio cosa si ritiene sia giusto avere per 25 euro. Dario? Però mi sa che anche tu sei uno dei "loggionisti"... ;)))) non vale!

09 Set 2008 | ore 15:29

@Fabio: io non vado spesso al ristorante, magari una volta al mese.
Cosa chiedo? Faccio prima a dirti cosa NON chiedo: non voglio antipasto+primo+secondo+dolce. L'antipasto quasi sempre, poi O un primo O un secondo, e il dolce solo se c'e' qualcosa di fuori dallo standard e interessante, che la panna cotta la faccio meglio io a casa :-). Mia moglie a volte salta pure l'antipasto: l'abitudine a mangiare tanto sta scomparendo, a mio parere.

1 bottiglia di vino in due (i bimbi non bevono ovviamente) ??? Nein, non se ne parla. E' troppo (con i controlli stradali poi...) Io prendo un calice e, magari, anche la mia signora. E se non offrono il vino al calice mi prendo l'acqua.

09 Set 2008 | ore 15:41

Che ci sia la crisi in generale è vero:anche se non ho mai visto a Roma tante automobili fuori serie come da qualche anno a questa parte,e continuo a vederle. sicuramente la crisi ha toccato il ceto medio in maniera più eclatente:però vorrei riflettere sull'esempio fornito di Felice al Testaccio. Locali come questo sono sempre pieni,ne conosco alcuni anche io e sono quelli dai quali le sorprese non sono mai venute.Ci si ricorda i piatti e non il conto. La verità è che molti locali che nascono per prendersi la loro fetta di mercato rapidissimamente e poi dopo pochi mesi finiscono, hanno contribuito a far si che il ristorante venga visto con maggior sospetto ed allora,quando arrivano le vacche magre,il pranzo o la cena fuori diventano rami da tagliare.
Secondo me comunque non tutto il male vien per nuocere e non è detto che da questa situazione che ha qualcosa di valido da offrire non ne esca poi avvantaggiato.

09 Set 2008 | ore 15:44

Il dato romano è sempre di difficile interpretazione.
La ristorazione risente in maniera importante dei flussi turistici per cui è difficile comprendere quanto questo calo sia dovuto ai romani o a minor presenza turistica.
A questo si aggiunga che il dato non rileva una minore presenza nei ristoranti (n°. di coperti) ma un generico calo di fatturato che potrebbe anche voler dire maggior afflusso in locali più economici.
Quello che da osservatore vedo è che probabilmente bar e similari in zone turistiche hanno incrementato la propria clientela a discapito dei ristoranti, i pranzi da tutto esaurito sono sempre più rari e credo che anche lì vada cercata la spiegazione di parte del calo.

09 Set 2008 | ore 15:49

Certo, 25 euro in 4, che fanno 100, per una famiglia che esce a cena non è poco sicuramente, però adesso come adesso spendere meno di 25 euro a cena è cosa ardua, almeno che non si vada a mangiare una pizza + una birra. Con 25 euro in un qualsiasi ristorante di medio livello più di 2 portate (tra cui un antipasto) e il vino non le prendi. Poi il vino andrebbe sempre considerato a parte,è quello che scombina il prezzo della cena.

09 Set 2008 | ore 16:16

berny: appunto, e quindi la gente smette di andarci. A me piu' che il vino stupisce, chenneso', un piatto di pasta_con_qualche_sugo_magari_sfizioso a 12 euro! Hoooo, quasi 24.000 vecchie lire per degli spaghetti?? Scherziamo?

09 Set 2008 | ore 16:43

Per farvi meglio capire: ero da Felice all'ora di pranzo, un pranzo molto tardo anche per Roma, ci siamo seduti alle 14,40 e c'era ancora gente. Ascoltavo le telefonate continue di prenotazione per la sera e il pranzo dei prossimi giorni. Se avessi dovuto parlare di come va la ristorazione a Roma basandomi solo su questo spaccato... certo, ho speso 25 euro a testa e mangiato bene e abbondante e forse questa è la spiegazione di tutto.
Mettici il passa parola e si può capire che il - 20% riguarda quelli, tanti, che pensavano a mungere i turisti e anche molti romani.
Anche per loro, però, la festa sta finendo :-)

09 Set 2008 | ore 16:58

Il problema è proprio il rapporto qualità/prezzo. Se si paragona il costo del mangiare fuori-casa in Italia con quello all'estero si vede quando sia difficile oggi per un italiano medio uscire da casa spesso la sera come può farlo invece un suo pari-reddito in Spagna, Francia, Germania, ma anche a Londra.

09 Set 2008 | ore 17:31

Franco: il problema, per molti, e' anche il prezzo in se!! non solo il rapporto qualita'/prezzo

09 Set 2008 | ore 18:18

Secondo voi questa crisi potrebbe portare ad una selezione più attenta del locale anche da parte del consumatore medio? In altre parole potrebbe diffondersi quel ragionamento: "ci vado una volta in meno ma scelgo bene"?
Oppure fioriranno i ristoranti low cost - all you can eat?

09 Set 2008 | ore 18:48

anche a me capita di andare
al ristorante una volta al mese,
ma i 100 euro me li spendo da solo,
per un primo ho speso anche 50 euro(godendo);
si vive una volta sola,o no?

09 Set 2008 | ore 19:03

Si vive una sola volta ma è meglio vivere in compagnia e io quando esco con gli amici vado dove scelgono loro - Felice, appunto - perché è più divertente scoprire i posti buoni a buon prezzo.
E poi, è stato scritto proprio nel blog, si deve andare a mangiare anche solo per un piatto, il più buono: la migliore pasta e ceci, i migliori tortellini ecc...
Mangiare, giocare, divertirsi.
Che altro se no??? :-))

09 Set 2008 | ore 19:14

hai perfettamente ragione caro direttore,
ma per chi come me, amici per andare al ristorante non ne ha,
l'amico diventa il cuoco e, o, le persone che sono in sala;
ed allora vado poco ma bene, ed il pranzo diventa un evento
tre , quattro ore trascorse in serenità ed in compagnia
di buon cibo, vino e ottime persone;un perfetto antidepressivo

salute

09 Set 2008 | ore 19:47

eleuterio: va benissimo spendere dei soldi, se si hanno, per le proprie passioni, ma non credo che i ristoratori possano basarsi, per far tornare i conti, solo sugli "appassionati".

09 Set 2008 | ore 21:11

e tantomeno su chi ci va per un piatto solo ;-)

09 Set 2008 | ore 21:47

jpg: beh, quando vado in un ristorante etnico non ho problemi di quel tipo, visto che il concetto di "primo" e "secondo" l'abbiamo solo in italia ;-)

09 Set 2008 | ore 22:01

Cosa si ricorda di una cena? Perchè si esce a cena? Il mangiare, nel senso di sostentamento, credo che non riguardi più nessuno. Uscire con gli amici? Si possono fare anche due passi, un aperitivo, un caffè per parlare. Insomma si esce a cena, preferibilmete con amici( ammetto che coi bimbi piccoli è tutto un altro discorso) per condividere un gioco, un divertimento, un piatto, un vino, delle persone, un ambiente che poi ricorderai, del quale parlerai sia in negativo ma soprattuttto in positivo. Ecco perchè il prezzo conta relativamente: in Italia si provano le emozioni dette sia nella trattoria "Alla curvaccia" che nel locale stellato. Sarebbe preferibile poter contare su una ristorazione media intorno ai 30 euro con queste caratteristiche: non ci stanchiamo di cercare, e non essendo nababbi, di selezionare e programmare le uscite. E anche con qualche successo: sembra infatti che molti locali si stiano covertendo al vino al bicchiere, che gli stessi commensali non identifichino più l'abbondanza con la qualità, che gli stessi commensali cerchino più leggerezza e più colori. Se c'è una crisi nella ristorazione media riguarda forse quei ristoranti fermi, immobili, col cameriere spallato, con menù stantii, dove si mamngia solo per mangiare cose scure e stracotte secondo standard obsoleti. I numeri sono alti, perchè questi ristoranti sono ancora tanti. Ma io continuo a cercare di divertirmi.

09 Set 2008 | ore 22:21

Il bravo ristoratore deve cercare di prendere tutti i possibili clienti e quando dico di andare in un ristorante per un piatto buonissimo dico che a Roma - e non credo che si faccia solo nella capitale - si va a mangiar fuori in compagnia dicendo "andiamo da Tizio che fa il miglior cacio e pepe" oppure "andiamo da Caio che fa una coda alla vaccinara imbattibile" e non tenere conto di questo modo di divertirsi a tavola vuol dire perdere gente che in un mese va anche dieci-dodici volte fuori a cena.
Un solo piatto vuol dire che poi prendi un contorno, prendi il dessert, ordini il vino, magari buono.
Il ristoratore intelligente sa che il suo locale deve essere sempre una meta appetibile, altrimenti la crisi travolgerà anche lui.

09 Set 2008 | ore 22:34

La colpa è degli avvoltoi dei ristoratori, che sbagliano sempre e tutto, che rincarano i prezzi, che si sono fatti le ville alle Bahamas e a Porto Cervo, che speculano sul petrolio e le materie prime. Il futuro è come dice Berny (1° commento), evviva! Per fortuna che eravamo fra le cucine migliori al mondo. Lasciamo ai Berny trasmettere alle future generazioni la gloriosa cucina italiana. Il libero mercato ha sempre ragione.

09 Set 2008 | ore 22:37

Mica lo capisco.
I ristoratori non hanno TUTTE le colpe ma hanno le loro belle colpe.

10 Set 2008 | ore 00:21

Se il pubblico cercasse davvero il miglior rapporto qualità prezzo e andasse in un locale perché fa un piatto veramente buono io sarei molto contenta. Purtroppo quelli che conosco io guardano solo che il prezzo sia minore di X (la qualità può tranquillamente essere uno schifo), buona quantità, ambiente piacevole, servizio informale e amichevole e che il locale sia comodo da raggiungere.
Se tutti avessero questi criteri rischiano di chiudere molti locali meritevoli e restare aperti quelli mediocri o peggio.

Oh ieri sera che ho ceduto, sono andata alla pizzeria pessima per riuscire a fare quettro chiacchiere post vacanze con alcuni amici e ho avuto un'illuminazione su un altro criterio determinante per quella tipologia di clienti: la disponibilità del gestore a fare i conti separati!

p.s. le mie papille che sono passate in due giorni letteralmente dalle stelle alle stalle erano proprio depresse; per anestetizzarle ho scelto all'americana - salamino piccante (mitica pepperoni pizza!) - e non ho smesso mai di chiacchierare per non sentire il sapore. bah!

10 Set 2008 | ore 10:49

GUMBO...SEI IL MIO MITO!!

10 Set 2008 | ore 11:57

Gumbo: "buona quantità, ambiente piacevole, servizio informale e amichevole e che il locale sia comodo da raggiungere"

mi sembrano fattori da tenere in considerazione. Non devi vedere la questione dal punto di vista dell'appassionato di cucina. Le persone hanno interessi diversi, passioni diverse e propensioni alla spesa diverse. I ristoratori devono essere in grado di attrarre i tuoi amici, che non hanno certo voglia mentre sono a tavola di discutere di quello che stanno mangiando ma hanno solo voglia di incontrarsi e quindi scelgono il locale piu' comodo. Se le stesse condizioni le potessero trovare altrove (con il cibo piu' buono) sono sicuro che andrebbero, su tuo consiglio, anche altrove.

ciao Dario

10 Set 2008 | ore 12:53

Dario, ovvio che anche per me sono importanti anzi fondamentali questi aspetti; anche a me piace chiacchierare a tavola - cosa che peraltro è quasi impossibile in quei locali perché tra radio tamarra e rumore di fondo devi pure urlare. E anch'io guardo il prezzo, di solito sto tra i 15 e i 35 euro tutto compreso.
Io chiedo solo di non guardare solo se c'è il parcheggio di fronte al locale e il numeretto davanti al simboletto dell'euro, ma anche il gusto. Chiedo troppo?
Perché devo spendere 15-20 euro per mangiare spazzatura......fritti straunti, zucchine spappolate, pasta scotta annegata nell'acqua, pizza rinsecchita, hamburger bruciati, pane vecchio, glutammato a palla, pangasio del Mekong puzzolente, liquami indescrivibili al posto di vino e birra. Perché perché perché? Non capisco perché devo pagare per farmi disgustare. A quel punto vado a vedere un film splatter, che mi costa meno e non mi rovina neanche il fegato! ;-)

Decine di volte ho ripetuto "ci troviamo una volta in questo o quest'altro locale" - tutti posti con le stesse caratteristiche di amichevolezza e nella stessa fascia di prezzo, ma più carini e più buoni. Persino più vicini a casa di alcuni di loro. Invece niente, non si scollano. Peraltro anche mio padre è della stessa forza, quindi ormai lo so che certi tipi -abitudinari al massimo, restii a qualunque cambiamento e con le papille minorate - semplicemente io non li capirò mai e viceversa.

10 Set 2008 | ore 14:04

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