09
Set 2008
ore 18:33

Food Network Magazine

< >

IL PRIMO CANALE GASTRONOMICO DEL MONDO FA UN MENSILE.

La notizia è di quelle che fanno scalpore: Hearst Magazines, uno dei grandi gruppi editoriali Usa, e Food Network, il più importante canale gastronomico del mondo, si sono messi insieme per fare un mensile, Food Network Magazine, proprio mentre la crisi della stampa americana è ai massimi. L'operazione parte dal traino che il canale Tv Food Network può dare alla rivista grazie ai suoi milioni di spettatori. Gourmet e Bon Appetit della Condè Nast, col loro milione di copie ciascuna, drizzano le orecchie.

In Gran Bretagna la BBC fa Olive, una delle più belle riviste di gastronomia del mondo. 

In Italia si dice che Sitcom vuole fare un mensile. Così va il mondo :-) 

commenti 29

Beh, in fondo è una bella notizia. What's next? Antonella Clerici magazine?? :-)))

09 Set 2008 | ore 21:00

Oppure anche "Le tagliatelle di nonna Pina food magazine" non sarebbe male... :DD

09 Set 2008 | ore 21:50

Io ho dato questa notizia perché in Italia non c'è nessuna rivista - e metto dentro anche il Gambero Rosso - che avvicini minimamente la qualità delle riviste gastronomiche anglosassoni.
Ve la immaginate la rivista della Rai equivalente a Olive della BBC?
Il direttore/direttrice di un partito, il/la vice di un altro, i servizi appaltati ecc... insomma, un marchettificio spaventoso :-(
Guardando all'estero noi troviamo riviste belle e che raccontano la gastronomia del mondo, e sempre con tanto spazio all'Italia, in un modo che noi ci sogniamo quanto a mezzi e bravura dei fotografi e dei giornalisti.
Parlo di Donna Hay, di Gourmet (che ha il più bravo fotografo del mondo di food, Romulo Yanes) di Olive, di Elle Table.

09 Set 2008 | ore 22:26

Voto Olive come la più bella di tutte anche io.

09 Set 2008 | ore 23:05

Non so chi sia Sitcom Editore, ma le copertine dei suoi libri che ho appena visto sul sito sono davvero orripilanti; sembrano l'equivalente editoriale delle confezioni da hard discount. Probabilmente hanno lo stesso target! :-)))

Certo che se quando navigo qua e là sui siti e blog italiani spesso vedo pubblicate con orgoglio foto sfocate, storte, flashate, buie e tutto ciò che di peggio si può immaginare e commenti sotto "ma che belle foto!". Quindi la rivista media che ci troviamo in edicola mi sa che dipende dal lettore medio. Anche qui, ci becchiamo ciò che ci meritiamo, forse.

10 Set 2008 | ore 10:02

Sitcom è l'editore del canale satellitare Alice, nato nel 2000 per fare concorrenza a Gambero Rosso Channel.
Fa una guida dei ristoranti copiando i giudizi delle altre guide :-))

10 Set 2008 | ore 11:10

ma certo GUMBO che ci becchiamo ciò che meritiamo! Faccio un esempiuccio uccio uccio. Tre pagine del COR.SERA di oggi(con uno splendido fondo di DE RITA che è d'obbligo leggere) sono dedicate allo sfacelo del sistema scolastico italiano. Ora, questa non è certo una novità. LA vera notizia è il sondaggio tra i genitori che hanno ragazzi iscritti sull'intera fascia elmentari/università: beh, l'80% risponde CHE SI, E' soddisfatto della scuola italiana! Wow, che fikata. Concludo: scommettiamo che se facciamo un'indagine - ma di quelle serie - su un bel campione rappresentativo di consumatori e frequentatori medi di ristoranti scopriamo che l'80% è soddisfatto del sistema ristorazione Italia? Raga...ma di che stiamo a parlà... :)))

10 Set 2008 | ore 11:48

Ho visto il sito globale del gruppo Sitcom e ho notato che hanno anche il canale Nuvolari. Ogni volta che il mio fidanzato ci capita su - dato che sarebbe teoricamente interessato all'argomento - strilla "ma com'è possibile tirar fuori programmi così brutti, noiosi e mal fatti? E gli inglesi invece hanno Top Gear!" :-D
Un'azienda vocata all'eccellenza in ogni settore, insomma. :-P

Però appunto come si coglia anche dall'intervento di Fabio evidentemente qui va bene così...sob sob...e allora noi che possiamo fare? Ci rassegnamo? :-(

10 Set 2008 | ore 12:02

ops...era "si coglie"...mi è scappato qualche tasto...

10 Set 2008 | ore 12:05

@Fabio Fassone
ma non ci posso credere che quel sondaggio sia attendibile......in ogni caso io non lo avrei chiesto assolutamente ai genitori, ma ai ragazzi iscritti da un annetto all'universita' chiederei se sono soddisfatti di cio' che ha dato loro la scuola, e ai neolaureati in cerca disperata di un lavoro adeguato chiederei se sono contenti di cio' che ha dato loro l'Universita'. Scommettiamo che le percentuali cambiano????? :)

Al Direttore, volevo solo dire che questi post non fanno altro che girare il coltello nella piaga :)

Ma io non dispero, arriveremo anche in Italia ad avere riviste di quel livello, magari con i soliti 50 anni di ritardo :)

10 Set 2008 | ore 13:01

ELVIRA cara, d'accordo chiedere agli studenti universitari...però per quanto riguarda asilo, elementari e medie a chi vuoi chiedere se non ai genitori. Non ho idea se il sondaggio sia fatto bene o meno, però sono certo che i nostri commenti qui - sia in campo enogastronomico che su altri temi - non rappresentano certo il pensiero di massa. Ai fini statistici, rappresentiamo un campione elittario, almeno in termini di pensiero

10 Set 2008 | ore 13:30

... Cara Gumbo, purtroppo hai ragione sulle foto. E mi scuso per quelle (fatte col telefonino e di corsa) alla regata La Rotta del Vino di Castiglioncello...

(http://blog.gamberorosso.it/dfm/archives/2008/09/_interessante_l.html)

Per quanto riguarda invece il tema lanciatoci da Bonilli... beh, caro direttore: credo proprio che ABBIAMO perso un bel treno!!!!!!!!!!!!!!

10 Set 2008 | ore 14:49

Scusi Direttore, ma visto che mette anche il Gambero tra le riviste che non si avvicinano neanche minimamente a quelle citate, ci spieghi perche' non si puo' fare in Italia.

E' una questione di soldi? Di pochi lettori? di qualita' dei giornalisti e fotografi? Di mercato troppo affollato di riviste di ricette di basso valore?

10 Set 2008 | ore 17:23

Bella domanda che merita una risposta.
Il primo Gambero Rosso, quello che era inserto del manifesto, disegnato da Piergiorgio Maoloni, è stato certamente il più bello e innovativo e è durato dal dicembre del 1986 al dicembre del 1991.
Il secondo Gambero Rosso, quello andato in edicola nel febbraio del 1992, per molti motivi, è stato un prodotto editoriale non riuscito.
Colpa nostra perché le condizioni per avere successo c'erano tutte.
I successivi numeri della rivista hanno scontato la mancanza di mezzi.
Un esempio? Gli accertamenti della diffusione sono dei falsi e tutti lo sanno perché basta vendere il Gambero un centesimo la copia che con 100.000 euro faccio 100.000 copie di diffusione certificata, in realtà ne vendo 12.000 o 15.000, tanto vendono in edicola i più noti mensili maschili, il resto è sostegno dell'editore, abbonamenti praticamente regalati.
Per avere certi inserzionisti bisogna però avere la certificazione...
Un piccolo editore senza capitale come è stato il Gambero Rosso è cresciuto molto, ha fatto un canale televisivo, libri di successo ma non è riuscito a fare un grande mensile perché ci vogliono i soldi e ci vuole il pubblico.
E se in Italia Cucina Moderna, mensile non esttamente elegante e bello, vende 250.000 copie anzi, è certificato per una tale cifra, vuol dire che il pubblico vuole dell'altro.

10 Set 2008 | ore 19:07

Senza eccessi di ruffianeria, a me il Gambero Rosso non mi sembra poi male come state dicendo.., a me piace e mi sembra che riesca sempre ad essere interessante.., da quando poi Sigrid collabora con le sue foto, il livello grafico è certamente aumentato, le sue foto sono eccezionali secondo me, essenziali ed eleganti. Poi la rubrica delle classifiche la trovo giusta ( ci faccio anche dei post per il mio blog :), citando sempre la fonte s'intende...), non voglio rubare niente a nessuno.
Certo, che la gente voglia altro mi pare evidente, il dato delle vendite di Cucina Moderna è indicativo.
Però per fortuna c'è qualcuno, anche se siamo in pochi, che vuole altro ancora. C'è spazio per tutti.

10 Set 2008 | ore 21:34

Lo dico qui, tanto non lo legge nessuno :-) che il mondo dell'enogastronomia dove sono stato io in questi trenta anni è stato un mondo stanco e vecchio tranne poche eccezioni.
Idee nuove? Non interessavano e le riviste brutte di allora e di oggi non sono altro che il volto del pubblico, mica sono costretti ad acquistare pubblicazioni mediocri.
Certo, ci sono stati Veronelli, Guarnaschelli Gotti, Maffioli, c'era Cantarelli e c'era Mario Soldati ma tutto questo sa tanto di rievocazione stanca.
Meglio buttarsi a fare cose nuove e belle.
Potendo :-)

10 Set 2008 | ore 22:42

Esattamente: il "volto del pubblico"! E' questo il punto. Bisogna diffondere il concetto di qualità a "quel" pubblico che generalmente abbina la qualità ai grandi chef e comunque ad un mondo alieno, distante da lui e dalla sua quotidianità. La qualità-quotidiana nella spesa, nel ristorante medio, nei giornali...Il Gambero rosso, che io trovo invece gradevole e ben strutturato, si colloca un gradino più in alto rispetto ad altri e questo è il gap da eliminare, stimolando una crescita nel pubblico; ne trarrebbero vantaggio anche la spesa, la ristorazione...semplice a dirsi, lo so.

11 Set 2008 | ore 09:36

Sono d'accordo con Flavia, secondo me e' questione di comunicazione: chi compra cucina moderna perche' la sento vicina alla cucina familiare o facile (una vita fa, da studentessa, ne ho comprate quintalate :)), magari vede il Gambero Rosso come una rivista che parla solo di grandissimi chef e di ristoranti stellati in cui non so se andra' una volta nella vita , magari non si aspetta di trovare articoli che parlano della qualita' del cibo e dei vini, o di tecniche di cottura divertenti come quella in giardino, o ricette tranquillamente fattibili....

Il "gap" psicologico secondo me e' assolutamente da superare, perche' anche i gusti del pubblico si devono educare, non si puo' giustificare sempre l'abbassamento del livello dell'offerta con la frase "e' quello che vuole il pubblico"..e non so perche' scrivendo queste parole penso anche all'offerta televisiva :))

@Fabio Fassone
Per esperienza indiretta so che alla maggior parte dei genitori la scuola va bene se i professori promuovono e non "rompono", non se e' davvero in grado di dare una preparazione :(

11 Set 2008 | ore 10:04

:)) per fortuna c'è qualcuno che spende due parole per la rivista che facciamo ogni mese... visto che ci lavoriamo abbastanza e, nonostante alcuni svarioni, ci mettiamo anche abbastanza cura! I mezzi: è vero. Ma fino a un certo punto... E credo anche che il Gambero possa conquistare un pubblico più ampio (fermo restando che quello che già ha merita davvero tanto di cappello!!!): basterebbe cominciare a seguirlo un pochino di più a livello di azienda... insomma, non credo che servano per forza e subito risorse immense... vedremo! Intanto, ci siamo!!!

11 Set 2008 | ore 11:43

Mah, io sinceramente preferirei che degli Chef si parlasse DI MENO, e si parlasse di cibo, prodotti e alimentazione (e agricoltura). I grandi Chef non li conosce nessuno (statisticamente parlando, intendo) E negli USA quelli conosciuti al pubblico popolare lo sono perche' hanno avuto degli Show televisivi come Iron Chef America o altri Show di food network (di cui sono appassionato)

ciao Dario

p.s.: adesso dico una cosa che magari scandalizza qualcuno: io sfoglio sempre con piacere la rivistina (pubblicitaria) gratuita sugli alimenti che mensilmente Esselunga mi regala. :-)

11 Set 2008 | ore 11:46

Premesso che come ho detto a me il gambero piace e parecchio.. vorrei, se mi posso permettere, dare un piccolo consiglio.
Ci sono, secondo mè, troppi articoli e rubriche che parlano di enogastronomia internazionale e dintorni, vedi la rubrica NOTIZIARI: da Parigi, da Barcellona, da New York.. etc.. etc.., per fare degli esempi.
Tutto interessante, ma io mi concentrerei più sulla nostra penisola, non darei tanto spazio ai nostri "cugini", "fratelli" e "parenti"..
Nel Numero di Luglio; TENDENZE: low cost con gusto: francia, parigi, inghilterra, londra... , solo da ultimo l'italia. Questo intendo.
Un mio piccolissimo appunto...

11 Set 2008 | ore 12:05

Il punto é: cosa si intende per cibo? ricette? perché allora sarebbe possibile parlare di chef partendo proprio dal loro alfabeto, cioè le ricette e andarci dentro, capirne il perché. Ovviamente, a livelli diversi a seconda dello spessore del personaggio... Ma chiedo: questo sarebbe parlare + di cibo? Perché non credo che si possa fare una rassegna dei prodotti alimentari e basta... Del resto i cuochi, a parte la gloria e la fama, non sono né più né meno che coloro i quali il cibo lo manipolano, lo trattano e dunque lo conoscono meglio proprio per mestiere... Quindi, forse, si potrebbe provare a parlare di questi protagonisti della gastronomia utilizzando di + la chiave del cibo e dei piatti?

11 Set 2008 | ore 12:06

A me il Gambero invece piace sempre di meno. Certo, ogni mese lo compro (ma prendo anche altre pubblicazioni, mediamente trascurabilissime, ma che ci posso fare se sono un accumulatore compulsivo di carta?) e ogni mese trovo qualche articolo, qualche spunto, qualche idea che giustifica la mia tenacia. Però la carica eversiva, l'effervescenza, l'incisività di quello del primo periodo (che il Direttore stesso ricorda e giudica come il più felice e riuscito), no, quelle non riesco proprio più a trovarle. Ci sono dei compiti corretti e ben svolti, dell'informazione utile e ben dispiegata, ma troppo spesso mancano le zampate capaci di lasciare un segno, le pagine che si ricordano per identità ed originalità di pensiero, stile di scrittura, densità dell'argomentare, qualità grafica. E dico questo sicuro della serietà e dell'impegno di chi lavora alla rivista, però...

11 Set 2008 | ore 15:44

della serie "dite la vostra che dico la mia", provo anche io:
@berny da quanto tempo leggi il GR per sostenere che il livello grafico è aumentato? Da parte mia sono assolutamente d'accordo con l'analisi di MARCO G.
@POLACCHI, la mia personale opinione è che della chiave di lettura cibo/piatti per raccontare gli chef ne siano un pò tutti stufi. I grandi protagonisti hanno storie alle spalle, pensieri, sono vere e proprie aziende, sono progetti di marketing territoriale, sono imprenditori. Hanno una loro concezione della vita, tempo, dei fenomeni sociali del nostro tempo. Tutto questo finisce nei loro piatti. D'altronde il cibo è cultura...giusto?Perchè ogni tanto, non dico sempre, non presentare l'argomento top chef come vengono trattati - nei vari mensili - architetti, giornalisti, scrittori, musicisti, star del cinema ecc ecc. Perchè non usare più spesso lo strumento "intervista", perchè non stare in cucina con le brigate 4 o 5 giorni e poi raccontare gli aspetti meravigliosi, acrobatici e faticosi di un gruppo di lavoro che coeso nello sforzo e nel pensiero produce/riproduce un piatto? Intanto, quel piatto, per noi comuni mortali sarà nel 99% dei casi irriproducibile: sia per tecnica che per materia prima. Poi, giusto per fare un esempio, perchè non coinvolgere di più i lettori facendoli diventare, per un giorno, story teller delle loro esperienze culinarie, dei loro viaggi,(giusto per dire mi viene in mente l'impostazione di alcune rubriche di BBC OLIVE). Il Direttore spesso cita i casi internazionali Olive, Gourmet, Bon Appetit e io ci metto anche Gastronomica e quant'altro. Perchè non sono spunto di stimoli per inventarsi anche da noi una rubrichetta sfiziosa,un modo diverso di approcciare le cose, un format di concorso divertente, un confronto di ricette tra chef, autori e lettori. Naturalmente dico tutto questo sapendo bene che ci sono di mezzo budget, mezzi, inviati, fotografi e costi vari. Certo che se la redazione GR è costretta a ragionare con un budget di poche migliaia di euro a numero e, con tutto il bene che voglio alle persone intendiamoci e la stima professionale che ho di loro, con autori costretti a essere "tutto fare" intervenendo sul 50% della rivista...beh, si rischiano le nozze con i fichi secchi. La mia opinione è che lasciando le cose come stanno - scusami la franchezza - la curva del Gambero magazine sia destinata a continuare a scendere. Cosa ne pensi?

11 Set 2008 | ore 17:00

Io sono il fondatore e direttore di questa rivista.
Qui si può anche ipotizzare che prossimamente non sarò più il direttore perché tutto passa...
Si può anche dire che una bella rivista è l'espressione di un gruppo coeso e felice e se guardo il Gambero Rosso attuale non lo vedo nè coeso nè felice.
Le citazioni dei mensili belli è, poi, un po' azzardata, e lo dico io che sono stato il primo a farle perché Gourmet è il prodotto di punta e da un milione di copie della Condè Nast, gruppo che, tanto per capirsi, guarda dall'alto in basso il gruppo Repubblica-Espresso che fattura un miliardo di euro!!!!
Con 16-18 milioni di euro di fatturato noi facciamo ridere, no???
Poi, voglio essere lucido: probabilmente la situazione è difficile e noi la interpretiamo male.
Infine io non sono uno che rimpiange i bei tempi passati ma devo dire che era più facile fare un grande Gambero Rosso nel 1986-1990 che fare un decente Gambero Rosso nel 2008.

11 Set 2008 | ore 22:43

cazzarola: eravate così allegri perché ieri era l'11 settembre?
oloap :-)

12 Set 2008 | ore 10:08

no, non sono d'accordo, scusami Direttore, ma con 16/18 milioni di euro non si fa per niente ridere. Si possono fare molte cose fatte bene con tutti quei soldi. Però è importante essere coesi e felici, come dici tu.

12 Set 2008 | ore 10:55

Se hai la Città del gusto, le scuole, gli studi televisivi, la casa editrice e 120 dipendenti a busta paga l'ottica cambia :-)
Poi la cosa buffa è che in giro, tra addetti ai lavori del vino, della ristorazione e tra i giornalisti tutti sanno i cazzi nostri e ne parlano da almeno un paio di anni ma poi quando accade che io vengo letteralmente sbattuto fuori dal canale che ho inventato e diretto per nove anni, diciamo "per incompatibilità con i nuovi dirigenti di Rai Sat", nessuno dice ma... che succede?

12 Set 2008 | ore 11:15

Anticipo da subito che sono di parte, lavoro per Alice, e di conseguenza anche per il gruppo Sitcom. Ma confesso che mi ha fatto molto sorridere la sua definzione della società e del canale per cui lavoro. Cito testualmente:
"Sitcom è l'editore del canale satellitare Alice, nato nel 2000 per fare concorrenza a Gambero Rosso Channel.
Fa una guida dei ristoranti copiando i giudizi delle altre guide :-))"
Adesso, non vorrei sorprenderla troppo, ma l'universo non ruota intorno al Gambero Rosso. Il canale Alice, non è nato per fare concorrenza a voi. La concorrenza, e mi permetta di sottolineare RECIPROCA, è venuta dopo, ed è una conseguenza del nostro stesso esistere. In merito alla guida, la definizione è invece completamente errata, la Gola in tasca, perché così si chiama, è dichiaratamente una guida delle guide. Per ogni ristorante, pur dando una sua descrizione dell'ambiente e del tipo di cucina, cita anche i giudizi di altre guide. Forse mi sbaglio, ma credo che Citare sia molto diverso da Copiare.
Ma il mio, come ho anticipato, è un intervento di
parte. Barbara Giovanetti

28 Gen 2009 | ore 10:39

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