15
Set 2008
ore 09:31
ore 09:31
Per esempio...?

Per esempio quando si parla di una rivista bella, con belle foto, bisogna avere un modello in testa. Beh, capisco che sembri ambizioso, ma Gourmet della Condè Nast è un modello. Per le foto di cibo, fatte dal genio della fotografia del settore Romulo Yanes, per l'impaginazione e la stampa. Bravo, dirà qualcuno, ma questi vendono un milione di copie... beh, a qualcuno di bravo bisogna pure ispirarsi :-))
Stefano Bonilli
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notizie in breve

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
Lo confesso, io sono un minestraro, adoro tutti i tipi di minestre e purtroppo mi accorgo...
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Dopo tre mesi di attesa e proprio...
Ho letto una recensione sul Sole24Ore di domenica...
I libri sul cibo spesso sono noiosi, spesso...





Ben detto!! meglio sempre puntare più in alto.., ad abbassare il tiro siamo sempre in tempo..
Anche 900 mila copie potrebbero andar bene.. :)
Sei di nuovo al lavoro? E' sicuramente la cosa migliore da fare.
Sarebbe bello se i tuoi nuovi progetti nascessero sul web, indipendentemente dal media che poi deciderai di utilizzare.
Non conosco Paris Gourmet, ma certo una rivista dedicata solo a Roma potrebbe essere una idea buona e - credo - più facilmente realizzabile rispetto a una pubblicazione di carattere nazionale.
Ops...quando ho iniziato a scrivere c'erano solo titolo e foto del post. Non avevo letto il resto e pensavo si trattasse non di Gourmet (che ovviamente conosco) ma di un magazine dedicato solo a Parigi.
L'idea di una rivista che parli solo di Roma e non di tutta Italia, comunque, potrebbe essere presa in considerazione lo stesso.
Non è Paris Gourmet, è Gourmet con il numero di settembre dedicato a Parigi. E' solo la più importante rivista del mondo del settore, forse dovresti conoscerla, vai al link e capirai :-)
Per le foto non c'è problema: c'è Sigrid :-)
Manca solo la parte relativa all'impaginazione e alla stampa....
Una mia amica fotografa dice che questa foto della rivista fatta col mio iphone è brutta, sciatta e che faccio male a pubblicare immagini così.
Ha ragione? Io penso da giornalista, non sono fotografo e ho comunicato con i mezzi che avevo.
Voi che dite?
I Signori Gourmet fanno proprio sul serio!!! :-)))
Mi sono fatta un rapido giretto sul sito e mi pare che sia un ottimo modello a cui ispirarsi per pensare a un nuovo progetto italiano. Foto, grafica, impaginazione curatissime e i testi? Stefano, che ci puoi dire dei contenuti?? grazie!
francesca
Che copertina accattivante!
Avrei bisogno di contattarti via mail.
me lo forniresti cortesemente?
grazie
L.
i mezzi hanno rovinato la spontaneità della comunicazione...meglio così, basta non cadere nell'incomprensione, ma non mi sembra il tuo caso ;-)
per grafica e impaginazione...ehm problemi non ce ne dovrebbero essere
Condivido l'importanza dell'appeal estetico che un prodotto (in questo caso una rivista) deve avere al giorno d'oggi.
E i contenuti? proviamo a buttare giù un indice ideale? Quali rubriche non potrebbero mancare?
Ad Majora
Dottor Bonilli buongiorno, ho letto solo ora tutti i post degli ultimi giorni, relativi al suo licenziamento; per quello che può importare e servire, esprimo il mio dispiacere. Torniamo alla polpa di questo post: la scorsa settimana avevamo parlato proprio di stanchezza, inadeguatezza, mancanza d'identità delle riviste di settore italiane, sottolineando come la comparazione con alcune testate straniere non facesse altro che evidenziare i limiti. Già negli ultimi mesi i suoi interventi riguardo questo tema (ed intorno anche al nuovo ruolo che dovrebbero e potrebbero avere le guide, se ripensate e ricontestualizzate) facevano intendere, con lucidità ed onestà interpretativa, come proprio l'ideatore e direttore del Gambero Rosso avvertisse l'uregnza di una palingenesi, di una svolta. Ora che gli eventi hanno accelerato il processo, rendendolo irreversibile (e per l'editoria di settore è probabilmente un bene), eco, si può aprire il cantiere a cielo aperto. ma da dove partire? Lei crede che un modello, un referente come Gourmet sia proponibile nel panorama italiano? E se sì, in toto o estrapolando quali spunti?
Va bene tutto ma discutere un progetto in rete ha vantaggi e svantaggi e tra questi ultimi ci vedo quello di suggerire idee e progetti alla concorrenza e in questo momento di tutto ho bisogno meno che di sprecare l'unica cosa che ho, cioè l'esperienza e la creatività.
Quindi la discussione non può che essere generica, almeno per quello che mi riguarda.
Caro Bonilli, il licenziamento in tronco è un atto brutale e doloroso. E mette fine con tristezza a un lavoro indiscutibilmente straordinario che lei ha fatto. Ma questo finale non mi sorprende, anzi è naturale quando si vende una società. E lei un po' di chiarezza ce la dovrebbe. Perché ha venduto? Perché a una Compagnia finanziaria anonima? E che poi tanto anonima non è, anzi puzza di conflitto di interessi: i soci non sono forse i produttori di vino Panerai, Zonin e Folonari? E se loro hanno messo i soldi e la società Gambero rosso era in perdita, non è normale che vogliano gestirsela loro?
Così, va il mondo dell'economia e lei lo sa bene. Faccia una volta tanto un po' di chiarezza su questo
@ Giovanni
Bravissimo! Un po' di chiarezza, oppure evitiamo di rendere tutto pubblico sbattendolo sul web!
Inizialmente pensavo che, nel racconto di una esperienza al ristorante, contassero più i contenuti delle foto. Da lettore, lo penso ancora oggi. Da "letto" invece, ho capito che la maggior parte delle persone su internet legge qualche riga e poi guarda le foto.
Quindi sì, "questa foto della rivista fatta con l'iphone è brutta". La foto conta, conta eccome.;)
Direttore, posso spendere anche una buona parola per Cook's illustrated magazine?
http://www.cooksillustrated.com/
Meno glamour, meno belle foto, ma per il "casalingo di voghera" come me sarebbe interessante, con test alla cieca sui prodotti e prove e riprove delle ricette finche' funzionano a dovere (E non copiaincollate dal web ;-) )
Dario
A proposito di Gourmet...
ma la bellissima rivista italiana con lo stesso nome che chiuse due anni fa non era valida ?
Un saluto
Luca
Buongiorno e buon inizio settimana, vedo che i bei progetti non mancano e mi auguro che lo riesca a realizzare presto e al meglio.
Caro Stefano, non mi ricordo d'aver mai scritto in vita mia ad un personaggio televisivo o comunque pubblico. Lo faccio volentieri con te per manifestarti la mia solidarietà per ciò che è successo. Ma sei un grande giornalista e andrai avanzi, anzi avantissimo. Chiusa una porta si apre un portone.. Che dici di convincere Farinetti (Eataly) a buttarsi in nuove avventure? Vi vedrei bene insieme!!! Auguroni.
Sì, capisco che la foto possa essere criticata da un fotografo... però assieme alle parole di Stefano mi ha fatto venire voglia di andare sul link di Gourmet... probabilmente sarei andata lo stesso a fare un giretto sul sito, ispirata dalle riflessioni di Bonilli. L'immagine ha reso più veloce, più frizzante il mio desiderio di andare a vedere... molto dipende dalle aspettative che hai rispetto a qualcosa. Io vengo su questo blog perchè mi interessano le riflessioni, gli spunti, le opinioni che qui trovano spazio e si confrontano. Quindi non mi aspetto (ancora! :-)) una foto perfetta. E allora mi piace anche questa che sembra scattata al volo, di mattina, dopo aver bevuto il caffè, con i giornali nuovi appoggiati sul tavolo e mille idee che frullano per la testa... ;-)))
francesca
P.S. intanto mi sto cimentando nella traduzione degli articoli di Gourmet per capire di cosa e come ne parlano...
Caro Stefano adesso è tempo di deporre le armi. Adesso è tempo che ti dica che mi dispiace perché comunque ti stimo, perché nel''86 quando stavo a Repubblica Bologna il mio amico e collega Domenico Del Prete mi esortò a guardare il tuo Gambero Rosso sul Manifesto e a propormi a te per collaborare. Non lo feci mai e fu un bene. Penso per entrambi. Ma oggi lascia che ti dica che non te lo meritavi. So cosa si prova. Anch'io sono passato da fondatore di un'idea a osservatore esterno. Io ho scelto di andarmene, a te ti hanno cacciato. In malo modo. Io posso prendermela solo con me stesso, tu puoi ben gridare "e il modo ancor m'offende" e se ti serve posso unirmi a te nel gridarlo e nel dirlo. Ovunque. Da giornalista mi sento molto meno libero perché sapevo - pur conoscendo le difficoltà economiche che forse ti/vi hanno fatto fare anche degli errori per così dire deontologici -che tu eri un giornalista-editore. E per quanto noi siamo distanti resta il fatto che la stampa ha bisogno di libertà. La tua "sconfitta" è in una qualche misura la sconfitta di tutti noi perché il tuo Gambero Rosso ora non sarà affatto libero. Ho scritto quelle che tu hai definito nefandezze, ma credo di aver scritto cose vere. Mi piacerebbe che ora che hai visto la faccia feroce del potere tu potessi aiutarci a costruire la verità sul Gambero Rosso. Perché credo che dal nuovo direttore fino alla proprietà ci sia in quelle stanze un enorme conflitto d'interessi. Con una battuta potrei dirti "Vieni a fare il Gambero Rozzo" con me" ma mi accontento se vorrai di un'altra cosa: che tu accetti sinceramente la mia solidarietà. So che sei un vulcano, so che sarai ancora capace di afre molto di geniale, ma forse anche un gesto d'amicizia da quello che tu consideri un nemico in questo momento può farti bene.
Sii felice.
Carlo.
ERA ORA. DOVEVANO LICENZIARTI PRIMA. FINALMENTE....GRAZIE GAMBERO ROSSO
@cambi: ma a te ti hanno fulminato qualche neurona da piccolo??
@direttore (sissi, anche senza patria, direttore lo stesso :-), spero proprio che le armi non le deporrà mai e poi mai! :-)
Caro o cara oliva non so chi tu sia e francamente me ne frega poco. Chiedi a Bonilli se mi crede sincero o no. E credimi i miei neuroni sono tutti a posto, la verità è che in questo paese siete abituati a ragionare in termini di schieramento. Mi dispiace per te oliva ma io penso un'altra cosa: ciò che conta sono gli uomini nel loro presente. E il presente di Stefano, di un collega di un ex direttore come me, mi induce a riflettere e esprimere un sentimento che è di sincera amicizia. O pensi che le guerre debbano durare all'infinito...
Posso chiederLe una cosa? Ma queste persone che commentano da tre giorni le Sue vicende con questo astio, rancore quasi e poi goduria, soddisfazione quasi da vendetta compiuta...ecco tutte queste persone conoscono Lei e la sua storia al Gambero così da vicino da potersi permettere simili commenti? Ovvero Lei ne può interpretare le ragioni? Mi scusi era curiosità. Sulle riviste io insisto (mi ripeto) che mi piacerebbe che esse lasciassero "conoscienza", una sorta di formazione più che informazione che poi consentisse una maggiore competenza "quotidiana" da parte del lettore. Ma in effetti è difficile parlarne qui. Comunque auguri
Egregio Bonilli, non ho avuto il piacere di conoscerla personalmente (se non incontrarla di sfuggita ad un evento alla Città a Roma) ma mi dispiace che il fondatore di un’idea sia stato messo alla porta. La squadra che ha formato nella parte redazionale e pubblicitaria (conosco alcuni componenti) è forte. E anche se l'amico Carlo (che come dice è passato da fondatore a osservatore esterno) parla di conflitto di interessi (ma quale rivista-tv non ne ha?) il Gambero Rosso ha fatto scuola. Forse non sono i numeri in edicola a suffragarlo ma la convinzione maturata in tanti Italiani che si può mangiare meglio. Semplicemente. Come Carlo ha spiegato che si poteva viaggiare e conoscere meglio il mondo. Fatti di eccellenza, che non significano beceramente esclusivi o lussuosi, cui io più modestamente ho avvicinato in tempi non sospetti il food-design. Gourmet è una rivista che punta all’eccellenza come è caratteristica di molti prodotti della casa editrice (numeri minori per via del mercato solo italiano, ma AD per citarne uno non più giovane è sempre al comando con lo stesso direttore tra l’altro…). Io penso che la foto nelle riviste illustrate sia ormai un fatto fondamentale per distinguere un prodotto cartaceo da quello on line che ha vantaggi per immediatezza di informazione. Basta dare un’occhiata anche ai libri di ricette che si sono evoluti alla ricerca di una fotografia assumendo un linguaggio da architettura. Non cadrei nel piacere fine a se stesso di cui pur ci sono stati esempi ragguardevoli quanto a impaginazione e formato. Ma i tempi di un’assenza di fotografia o di una fotografia testimone come faceva il Gambero Rosso o Verde Oggi penso siano tramontati. Al piacere di vedere una sua prossima creatura. VP
ciao Stefano hai ragione: Gourmet è una spanna sopra ma forse in Italia riviste che richiedono tali investimenti servirebbero a poco poiché interesserebbero a pochi e non giustificano quindi un investimento tale.
un abbraccio, in bocca al lupo
ho bisogno di contattarla al più presto, come faccio?
Tutta la mia solidarieta' per un pensatore libero come te.
Credi che il tuo intervento a Porta a porta abbia contribuito ad alimentare una congiura di palazzo?
un abbraccio, roberto
Signor Cambi: geniale, invitare Bonilli a lavorare al suo "rozzo".
Non c'è che dire, si conferma proprio una persona elegante (da cui il titolo della sua Opera editoriale...)
Per ardua ad astra. Si scrive così, no?
PS: la foto delle rivista ha il solo scopo di informare, quindi va più che bene quella pubblicata.
Oddio mi sentirei proprio di dare ragione alla tua amica fotografa, benché io di fotografia non è che ne capisca granché! Però bisogna anche aggiungere che la foto in questo caso da il messaggio che deve: una pausa in un bar, sfogliando riviste e sorseggiando un caffè, si direi che ci può pure stare. A volte si preferisce pubblicare una foto con deficit qualitativi piuttosto che niente, no?
Fai bene a guardare in alto, e fai bene a filtrare la tua creatività, non sia mai che il nuovo gambero pigli spunti :))
ciao Stefano,
mi mandi il tuo numero di cellulare via mail.
Grazie
Mauri di Bra
http://www.corriere.it/cronache/08_settembre_15/gambero_rosso_lite_chef_blog_a3db6646-8303-11dd-a6c8-00144f02aabc.shtml
Un articolo che ha voluto dire un centinaio di telefonate di amici, cuochi e sconosciuti.
Fa piacere, per gli insulti e le bassezze vedo che basta il blog :-)
E la cosa bella di Gourmet la sapete qual' è?
1) che l'Italia non manca mai tra le pagine della rivista. Un po' oleografica, di maniera (guarda ad esempio l'altro numero sulla Puglia), ma c'è c'è.
2) nonostante parta dall'America arriva regolarmente ogni mese nella mia cassetta postale, quella fuori porta.
Al lavoro Bonilli, al lavoro. Che ce n'è.
E se ha bisogno di una mano.
Daniele Cernilli direttore!!!??? Un altro ottimo motivo per non comprare più il Gambero Rosso...
Scopro oggi, accedendo al web del suo licenziamento. Mi rammarica...Tra l'altro uno dei commenti di ieri che riportava i retroscena finanziari delle scelte finanziari, ha aumentato l'amaro della vicenda, almeno per me.
Il mondo del web ha manifestato per lei: è il lato bello di Internet.
I blog, nonostante le tante critiche, si sono dimostrati uno strumento democratico accorrendo in suo soccorso.
Fossimo tutti miliardari, le avremmo già offerto mille altre opportunità lavorative
Leggendo l'articolo del corriere, scopro che Bonilli è nato a Roma ed ha 54 anni.
Hanno sbagliato persona?
E' l'informazione Qb...quanto basta.
Provate a leggere la stessa identica notizia di cronaca su tre giornali diversi, vi sembreranno tre ;-)
Fare chiarezza come qualcuno gli ha chiesto, dire perché ha venduto e a chi, per il nostro direttore sono solo bassezze. Peccato!
Anvedi, prima intervista da uomo professionalmentente libero ed è già lì che si ringiovanisce! ;-)
p.s. la foto in certi contesti se è brutta rovina tutto, ma in altri l'effetto un po' storto da cellulare...o vecchia macchinetta fotografica economica... o Polaroid...può starci. Anzi a volte fa pure moto fico! ;-)))
Mi sembra una tempesta tropicale, bisogna solo aspettare che passi...
Apprezzo molto il tentativo di proporre nuovi spunti di discussione, ma, il risultato non cambia...sempre lo stesso da 3 giorni.
Eh, la lingua batte dove il dente duole...
carissimi Stefano ho appena letto la notizia, non ho parole per commentare, sono stata testimone della nascita,non ci siamo frequentati molto ma ti ho sempre stimato molto.
Un grande abbraccio con tanta
simpatia Patrizia Filiputti
Tutto cambia. E' cambiato Slow Food, cambiera' il Gambero. Vedremo come.
L'editoria, citando un altro, non e' un pranzo di gala. Girano soldi, nuotano pescecani. E' Chinatown. Shit happens.
Vedremo, spero davvero, la sua creatura caro, carissimo Bonilli. Per colpa sua ho iniziato a comprare il Manifesto, e per un po' ho anche continuato (ormai son anni fa).
E il gambero e' l'unica food magazine che ho tutta intera. Vediamo ora se mi tocca aprire un altro scaffale.
Se devo incolparla di qualcosa, e' di aver favorito il mio essere sovrappeso e di avere alimentato la mia/nostra curiosita' gastronomica a discapito del portafoglio. Ma va bene cosi'.
Il silenzio poi del mondo food (e la parola di chi invece non c'e' stato a nascondersi dietro un dito) non so perche' ma non mi stupisce. E' Chinatown, solo meglio decorata.
Gourmet, che ho visto tante volte in aereoporto, e non ho comprato mai proprio per le foto che me lo facevano sembrare tanto Vogue, invece lo comprero', cosi' per farmi un'idea.
Cook's Magazine lo compro da tempo. E' una curiosa rivista molto americana fatta da ossessivi, gente che prende, per dire, dodici polli dello stesso peso e prova a cuocerli un po' di piu', un po' di meno, un po' piu' vicino alle braci, un po' piu' lontano, per vedere come vengono, poi pubblica i risultati. Scienziati. E il pezzo meglio, anche li', sono gli editoriali. Non credo andrebbe in Italia, ma chissa'...
Tenga duro, siamo in tanti con Lei.
sandro
@carocambi: Ah sissi, ecco, ha ragione, non è un problema dei neuroni a sé, mi scusi tanto se ho frainteso, non volevo mica insultarLa. Ora però mi è tornato in mente il nome preciso che cercavo stamattina - sa io non sono mica uno che si occupa di medicina, insomma a me il cervello piace impanato e fritto, o al massimo come ripieno di quegli involtini marocchini, chi sa come si chiamavano quelli?, che fanno dalle parti di Fès, davvero, se un giorno ci capita li cerchi, sono straordinari - insomma, ecco, questa cosa che pensavo io, si chiama 'lobotomia', dico bene? :-)
SCUSATE MA UN'AFFERMAZIONE GRAVE COME QUELLA DI ALESSANDRO NEL POST "IL LATO UMANO DELLE STORIE" IN MERITO A PRESUNTI 3 BICCHIERI COMPRATI CON LA PUBBLICITA' SULLA GUIDA NON MERITA RISPOSTA? SE E' FALSO VA QUERELATO, SE E' VERO IL SILENZIO E' INACCETTABILE.
Il concetto di guida è articolato e complesso. Di fatto la guida perde facilmente la propria identità e tende a sostituirsi al giudizio soggettivo del lettore più che sostenerlo e aiutarlo. Tende ad oggettivare ciò che in realtà è soggettivo. In questo senso una guida farebbe meglio a contenere solo segnalazioni, descrizioni, recensioni senza stilare classifiche attribuendo punteggi. L'attribuire i bicchieri piuttosto che i grappoli è però per il lettore in un certo senso una garanzia: è una responsabilità per la guida che si confronta con il palato dei lettori e con le concorrenti. Per il resto siamo sempre nel campo dell'editoria e quindi in campo imprenditoriale pertanto la ricerca del profitto è correttamente scontata. Del resto dire "abbiamo rinunciato ogni anno a contratti per centinaia di migliaia di euro di pubblicità di aziende vinicole che non si sentivano adeguatamente premiate dalla guide del GR" non è in sostanza la conferma che il mondo delle imprese enogastronomiche ruota attorno alle guide creando un vero e proprio sistema?
Commento interessato, lo dico subito a scanso di equivoci :-)
Mi piace la cucina, così come qualsiasi cosa che sia creativo, sono un lettore avido di riviste/libri/blog di cucina e sono umanamente dispiaciuto di ciò che è accaduto a Bonilli. La notizia io l'ho letta sul sito dell'Ansa in effetti e non altrove...
Vengo però al dunque: la cucina mi piace e mi diverte, ma non mi da da mangiare perché non è il mio mestiere. Per acquistare e mangiare cibi succulenti mi procuro il denaro facendo il progettista grafico in un piccolisosmo studio ;-)
E per piccolissimo intendo sia di metri quadri sia di persone (siamo in due).
Per cui se Bonilli volesse intraprendere un progetto editoriale nuovo, beh, che dire? Siamo quiper offrire la nostra collaborazione per un progetto grafico. Ovvio che pur di lavorare con personaggi così mitici e del calibro di Bonilli, bisogna buttarcisi a capofitto per cui se solo ci verrà chiesto un progetto grafico ci metteremo in gara volentieri! Sarebbe un sogno che si avvera quello di potere mettere a frutto le mie competenze per un settore che mi appassiona così tanto.
Noi siamo qui, se la cosa dovesse mai interessare. Non mi dilungo oltre perché mi pare di avere già rubato anche troppo spazio e chiedo scusa a tutti. Se invece è già tutto a posto vorrà dire che riporrò ilsogno nel cassetto :-)
P.S. come si è visto anche questa volta ormai il web ha assunto un'importanza notevole. E il sito di Gourmet è la riprova, se ancora ce ne fosse stato bisogno, che alla carta stampata si affianca sempre - in un prodotto di qualità vera - una presenza online che sia altrettanto curata a livello grafico e di contenuti.