16
Set 2008
ore 09:26

Papero Giallo 2.0

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GUIDA DEI RISTORANTI IN RETE

Beh, in un'altra vita - professionale, è ovvio - se n'era molto discusso  adesso è diventato l'obiettivo numero uno: fare una guida dei luoghi del mangiare da pubblicare sul Web e farla insieme con i lettori e alcuni bravi collaboratori per dare in modo diretto, creando un flusso continuo di informazioni, la fotografia della gastronomia italiana con le schede dei locali e dei piatti, il breve racconto, la mappa, il ranking determinato dal gradimento dei lettori.
Andate a rileggervi quella interessante discussione e qui, più che i sogni, indicate in modo realistico e fattibile la vostra idea di guida internettiana.
Il cantiere è aperto, il nuovo Papero Giallo è alle porte.

commenti 108

Io ho da proporle un'esperta di Osmize nella zona di Trieste. Da anni cerchiamo di convincerla a fare una guida,ma finora siamo riusciti solo a farci portare in giro per il Carso

16 Set 2008 | ore 10:02

magari con la possibilità di interfacciare la guida ai più comuni sistemi di navigazione?

16 Set 2008 | ore 10:03

Direttore, seguendo i suoi ultimi post era chiaro che stava maturando una nuova idea! Il successo del suo blog è a dir poco clamoroso ed è effettivamente un buon punto di partenza per la sua iniziativa. Mi chiedevo se ora, svincolato dal sistema "Gambero Rosso", è alla ricerca di nuovi "collaboratori" che possano dedicare tempo alle sue iniziative. In tal caso ha la mia mail e quindi...
Saluti
Raffaele

16 Set 2008 | ore 10:14

Per quanto riguarda lo realizzazione: niente pacchetti o sistemi di pubblicazione (CMS) standard. Meglio fare tutto ad-hoc in modo sartoriale.

16 Set 2008 | ore 10:21

Sarebbe una idea interessantissima, soprattuto per la possibilità di dare risalto a dei ristoranti che in una guida non ci sono mai stati e che forse non ci entrerebbero mai perchè non fanno parte del "giro" o non sono ancora stati scoperti.., perchè diciamocelo, nelle guide alla fine ci sono sempre gli stessi nomi con dei piccoli accorgimenti di ranking..
Questa sarebbe una guida "genuina", non mediata da nessuno e senza interessi dietro.

16 Set 2008 | ore 10:22

Il progetto diventa realtà infine.Ottimo rilancio, mi sa che ci toccherà ricominciare ad andare spesso a cena fuori per farle avere un po' di pareri. Good luck!!!

16 Set 2008 | ore 10:31

Poche ma chiare informazioni sul tipo di esperienza, attendibili indicazioni sui prezzi e grande attenzione al rapporto qualità prezzo. Bisogna anche avere il coraggio di dire "si mangia bene ma in proporzione si spende troppo". Un sistema di votazione basato su simboli e non su numeri (es. un papero due paperi tre paperi e non il mezzo punto in più o in meno).
A me poi piacerebbe l'indicazione di qualche sosta gourmet nelle vicinanze (ma davvero vicino). Penso in una città anche ad una gelateria, una rosticceria, un macellaio. O in campagna ad un produttore di formaggi o salumi ad esempio. In altre parole Una mappatura del buono ben divisa per zone.
Ovviamente la tua e mail precedente non è più attiva.

Ad Majora

16 Set 2008 | ore 10:52

Io credo di aver già abbondantemente scritto sul post precedete, quindi attendo sviluppi (a meno che non mi venga in mente qualcosa di nuovo e impeordibile)! ;-)

16 Set 2008 | ore 10:59

Condivido l'idea di Ad Majora sulla segnalazione di produttori o aziende agricole che fanno vendita diretta e che quindi fanno prezzi + accessibili. Inoltre il formato web della "nuova guida" per sua natura sarebbe più facilmente aggiornabile! Mi è capitato spesso di non ricevere lo stesso tipo di servizio dedicato agli addetti ai lavori! In tal caso una bella sezione dedicata a quelli che a Roma chiamano "sola"!!!
Inolre sto contattando direttamente alcune aziende vitivinicole straniere da privato. Queste aziende vendono anche ai privati all'estero evitando i distributori locali! Risultato...prezzi abbordabili! Anche questa è una sezione che ha delle potenzialità secondo me!
Sbaglio?
Raffaele

16 Set 2008 | ore 11:02

Importante anche il feedback dei lettori sulle recensioni (o sui resoconti o come li si vuol chiamare). Del tipo "sei d'accordo sulla recensione". Una valutazione delle valutazioni, magari con un criterio di sintesi sull'attendibilità del "recensore".

16 Set 2008 | ore 11:10

eh, eh,, lo sapevo io... :-)
Come avevo già detto nella precedente discussione, questi sono i miei punti:
1-Se è una guida, e non una raccolta di recensioni, deve avere un editore e dei professionisti credibili che la compilano.
2-Per me ci devono essere anche delle valutazioni sintetiche in grado di "guidare" chi cerca un ristorante ed ha poco tempo di leggersi tutte le schede, che ne so, di Bologna.
3-La differenza principale, che ne fa un prodotto diverso dalla guida com'e' oggi, è la piena e libera consultazione su internet e la possibilità di poter inserire dei commenti dei lettori come si fa in un blog con i commenti ad un articolo.
4-come si guadagna con questo sistema? Con lo stesso sistema di prima, ovvero non con la vendita della copia cartacea, che credo coprisse i costi di stampa, ma con la pubblicità.
5-si dovrebbero offrire servizi a pagamento, ma ai ristoranti, non agli utenti. Io credo che se ci fosse un modo di fare una prenotazione online in tempo reale, come per es. su opentable.com il ristoratore potrebbe pagare una piccola cifra.
6-deve essere consultabile in mobilità (telefono, smartphone).
Ovviamente il modello che ne fa un prodotto remunerativo è dovuto alla credibilità della guida, che è fatta dalle persone che vi lavorano. Questo sarebbe stato il vero atout di una guida cosifatta dal Gambero Rosso. In questo caso l'Atout è Bonilli, ma devono essere credibili anche gli altri compilatori. Il punto chiave sta nel mantenere separate la parte editoriale e la parte contenuti degli utenti. Il modello è quello che usano portali come http://shopping.moneysupermarket.com/ dove queste due parti sono separate, e la parte degli utenti è fondamentale come verifica di quella dei professionisti: se entrambi parlano bene di un prodotto, o nel caso nostro di un ristorante, allora è fatta. Se ne parla bene solo la guida ma 7 utenti su 10 ne parlano male, io tendo a credere più a loro, ma la decisione è comunque mia.

16 Set 2008 | ore 11:15

Da neofita del blog leggo con interesse dell'idea di una guida 2.0.
Mi chiedo però se abbia senso trasferire (copiare?) su internet un modello già presente su carta (i voti con i simboli ecc.) o se lo spirito giusto non sia quello di voler creare qualcosa di completamente nuovo, magari capace di aggregare in un prodotto innovativo "addetti" e "non addetti ai lavori", esperti, apprendisti e semplici simpatizzanti della gastronomia...
Un insieme di segnalazioni, per quanto accurate, sofisticate e ben argomentate mi sembrerebbe un risultato piuttosto modesto per un'idea con obiettivi più grandi... (mi sbaglio?).
Proposta.
Qualcosa del tipo: questa settimana mettiamo sotto la lente il ristorante "Tal de' tali" (o la rosticceria, o il paese di...), chi vuole vada e pubblichi impressioni, giudizi ecc.. Alla fine tutti i contributi saranno aggregati in un unico commento...
Boh, non so se è un granchè come idea ma volevo dare un mio contributo.
Comunque buon lavoro!!!

16 Set 2008 | ore 11:21

Avrei bisogno di un contatto (anche mail). chi lo avesse può scrivermi a giampa@giampa.com Grazie mille!

16 Set 2008 | ore 11:27

Bene, si sente davvero la mancanza di una guida obiettiva e di qualità. Inoltre non è più tempo delle guide cartacee che impediscono la condivisione e il collegamento delle informazioni.

Mi piacerebbe una guida dove i lettori potessero collaborare ma che al tempo stesso mantenesse una forte impronta redazionale, perché disporre di tanti giudizi e molti commenti non è utile se non si riesce a misurarne l'attendibilità. Immagino tu conosca http://www.tripadvisor.com/ (esiste anche .it), che pur occupandosi di un argomento molto più semplice che il cibo, presenta giudizi discordanti e non sempre utili, costringendo i visitatore ad una lunga lettura per potersi costruire una idea pur confusa di quello che sta cercando.

Guide online belle e attendibili non ne esistono, credo che nessuno ci abbia nemmeno mai provato. Era ora.

16 Set 2008 | ore 11:34

Anch'io penso che l'idea di Ad Majora di indicare posti/produttori gourmet nelle vicinanze sarebbe molto utile. A me poi piacerebbero dei simboli immediati o alcune brevissime descrizioni sulla tipologia del locale e del suo ambiente e per quale occasione sceglierlo oltre che per la cucina (mi pare, se non sbaglio, che qualcosa di simile sia nel Carnet de Route di Omnivore).
Penso poi che sia necessaria la guida di una redazione di collaboratori esperti e contemporaneamente il massimo di apertura per lo scambio delle opinioni con gli utenti, pur, come scrive Gianpaolo, mantenendo i due gruppi ben individuabili da chi legge.
In ultimo, potrebbero esserci periodicamente delle "uscite" (non so come chiamarle su web) monografiche dedicate a città/territori/cucine.
E soprattutto, dovrebbe garantire la condivisione rapida delle informazioni in rete.

Fabrizio

16 Set 2008 | ore 11:42

La guida dovrebbe giustamente essere compilata da persone competenti non prezzolate, capaci di inserire anche critiche negative-costruttive: su questa base una serie di recensioni tipo tripadvisor scritte da "chi c'è stato" completerebbe il tutto. Un'attenzione particolare dovrebbe essere rivolta al low cost (anche del reparto vinicolo) che oggi in tempo di ristrettezze è indubbiamente ricercatissimo. Ottima l'idea di inserire le soste gourmet: quando si fa qualche gastrogita nel fine settimana è importante sapere dove comprare per evitare inutili salassi senza la giusta qualità.
Detto questo, in bocca al lupo per la nuova avventura, siamo tutti in sfrigolante attesa!!!
Cuococrociato, Parma.

16 Set 2008 | ore 11:59

ci pensate ai tantissimi turisti che vengono in Italia e ripartono con un'idea approssimativa della nostra cucina?
che matriciane mangiano? che carbonare?
sarebbe interessante una sezione in inglese per dar loro degli indirizzi validi, sia se cercano la tradizione, sia l'innovazione

16 Set 2008 | ore 12:03

... e magari una guida gratuita e aperta, ma valida nei contenuti e nelle recensioni...

16 Set 2008 | ore 12:32

le butto là:

Una guida che si proponga, oltre che di segnalare i blasonati, di scovare ristoranti poco conosciuti, che costituiscano piacevoli sorprese per l’insieme di offerta. Una sorta di nuovo che avanza, mettendo anche alla prova il locale recensito: se non mantieni il livello ti uccide il “passaparola 2.0”

Un motore di ricerca potente per regione/provincia, fascia di prezzo, tipologia di cucina, che possa sfruttare anche la cartografia: le immagini valgon più delle parole.

Una “redazione” (utenti di livello ?) che certifichi segnalazioni e voti, della magna rete, altrimenti diventa un pollaio starnazzante.

Una buona quantità di locali segnalati per ogni provincia, che consenta di poter scegliere.

Un corredo fotografico ad ogni locale: esterno, interno, piatti.

Un commento piacevole ma sintetico della redazione con consigli di piatti e con l’indicazione di particolarità di livello: pane fatto in casa; carrello dei formaggi; selezioni di birre artigianali… ecc

La possibilità dell’utente di commentare le sue impressioni dopo aver visitato il ristorante e di assegnare un suo personale punteggio che appaia a fianco di quello “uffciale”

La possibilità da parte di un locale di segnalarsi, alla redazione che dovrà poi certificarlo.

Io per una guida così sarei disposto anche a pagare un fee di accesso annuale.

In bocca al lupo.

Marco

16 Set 2008 | ore 12:34

E' un'idea meravigliosa ma ho qualche perplessità su come realizzarla dalla parte dei lettori. Mi spiego. Tu sei sicuramente un maestro nel avere in testa una tabella che ha già delle indicazioni di massima per valutare un locale (per esempio location, arredamento, e giù fino ad arrivare al cibo vero e proprio)ma chi non ha questo genere di esperienza non so quanto sia in grado di dare informazioni precise e/o complete.
C'è da dire che (e chiedo umilmente perdono agli addetti) molto spesso mi sono imbattuta in "schede di locali" così asettiche, fredde e poco stimolanti da farmi risultare antipatico il locale (che teoricamente avrebbero dovuto recensire o promuovere), e, a prescindere dalla veridicità del loro giudizio, non mi hanno per nulla ispirato. L'idea buona sarebbe di dare una spallata a molti critici alla ratatouille reinventandosi una maniera di recensire anche col cuore.

16 Set 2008 | ore 12:40

Ottima idea. Confido nelle tue doti per trasfromare l'idea in un luogo unico e diverso. Serve un punto di riferimento di questo genere e tu direttore puoi farcela.

16 Set 2008 | ore 12:44

non so, forse perché da ragazzo mi emozionavo subito per quella che sembrava una buona idea (salvo poi ritornare coi piedi per terra anche troppo in fretta) che non riesco ad essere subito così propositivo.
il problema è - forse - immaginare un template innovativo e chiaro ma non troppo schematico; chi non ha tempo per leggere con calma probabilmente non è l'utente tipo.
a me piaceva abbastanza il dettaglio (e l'anarchia) delle rece di max-b.org

16 Set 2008 | ore 12:47

Una sorta di "sezione ristoranti" del forum gr, ma con un admin capace, che sappia moderare gli interventi, e più ordine nelle schede. Di sicuro sarebbe il primo luogo dovrei andrei a postare le mie impressioni del mio girovagare tra i luoghi di piacere :)

16 Set 2008 | ore 12:58

Le rispondo pensando a cosa non trovo nelle guide o perchè sono reticenti a seguire una guida.

Innanzitutto alcune guide online non sono molto flessibile nella ricerca. In una città grande come Rome o Milano interessa anche sapere la zona, casomai con una piccola mappa.

I parametri di cui tengo conto sono: il prezzo, la varietà del menù, quali sono i piatti forti anche in relazione alla cucina locale, l'uso di prodotti tipici.

Sono molto attratta dall'uso di prodotti tipici e dalla possibilità anche in acquistarli in loco, soprattutto se sono in viaggio.

Il suggerimento di TripAdvisor è buono. Accanto ad una recensione professionale sarebbe interessante vedere cosa ne pensano i comuni mortali, come me.

16 Set 2008 | ore 13:04

Sono d'accordo con molti dei precedenti post e soprattuto con il penultimo di Marco.
Enfattizzo il possibilità di un supporto cartografico per la navigazione.
Credo sia un grande valore aggiunto per una guida web avere come punto di ingresso nella ricerca, oltre che le canoniche ricerche testuali (nome, provincia, punteggi, ecc.), la possibilità di individuare un territorio attraverso un sistema GIS (cartografico) e quindi avere la mappatura completa dei punti di interesse nella parte cartografica selezionata.
A questo punto nella programmazione del viaggio, oppure durante (come già sottolineato attraverso smartphone , pda, ecc.), avere la possibilità di capire immediatamente quanto disti e/o quanto sia più o meno agevole raggiungere un determinato pnto di interesse.
Spesso, non conoscendo i luoghi circostanti, si perde una grande oppoortunità appena "dietro l'angolo"...

Sperando di vedere presto concretizzata questa iniziativa, mi rendo disponibile a dare il mio umilissimo contributo

In bocca al lupo Direttore...
da un Ingegnere ma soprattuto da un folle innamorato dell'ottimo Cibo e della cultura enogastronomica he Lei ha sempre onorevolmente rappresentato ...

16 Set 2008 | ore 13:08

Mi sembra un'ottima idea! Qualche breve spunto che mi viene in mente:
1) la rete è piena di informazioni, il problema è vagliarle, quindi un nucleo di "esperti" è vitale perchè altriemnti si rischiano valanghe di segnalazioni di autopromozione
2) gli esperti non dovrebbero però diventare le intoccabili vestali della buona cucina, ma essere sottoposti a un confronto con i giudizi dei normali clienti (che poi sono quelli che comprano le guide). Come? Pensare ad esempio ad una quota di riscontri (dei clienti)discordanti rispetto alla valutazione (dell "esperto") superata la quale la qualifica stessa di esperto può essere messa in dubbio (lo so, un po' draconiana e populistica se si vuole, ma se l'esperto è intoccabile si creano dei cortocircuiti tra guida e pubblico).
3) un link in cui si scoprono non solo generici produttori locali (va benissimo, intendiamoci) ma i fornitori del ristorante valutato (lì ho mangiato un ottimo lardo, ma dove lo potrei trovare nella zona?)

Per non annoiare oltre, mi taccio

un saluto

Loris

16 Set 2008 | ore 13:17

OT (ma non troppo) @bonilli
direttore, siamo un gruppetto di giovani che vorrebbe tentare di fare una piccola guida cartacea sulla periferia romana, diversa dal solito, con l'obiettivo giusto di rientrarci dalle spese... visto che lei ora è libero "sul mercato", ci piacerebbe avere qualche consiglio, in cambio di una cena in una delle trattorie che frequentiamo ;-) Se l'idea le va, ci risponda x email, grazie!

16 Set 2008 | ore 13:44

Gentilissimo Direttore, non essendo un gran frequentatore di siti e blog,solo ora vengo a conoscenza del Suo allontanamento dal Gambero Rosso. E' davvero un brutto colpo. Le esprimo la solidarietà di tutta la famiglia con la promessa di seguirla di più sul Suo blog.
In bocca al lupo!
Sergio Circella
La Brinca di Ne

16 Set 2008 | ore 13:44

Sono molto d'accordo con tutti e con GAGLIARDI specialmente. Un ristorante è anche un progetto di marketing territoriale. Intorno allo chef/cuoco girano sempre molte storie, fornitori, prodotti locali, realtà uniche e quasi sempre sconosciute all'avventore di passaggio. Personalmente trovo sempre questa trasversalità molto interessante e che vale la pena essere "omeopaticamente" raccontata. E poi una vera ricerca di osti, oste, cuochi e cuoche sarebbe un bel modo di ricominciare dalla base...quella vera!

16 Set 2008 | ore 13:55

Se il modello pare inaffidabile, quello o ha comunque bisogno di finanziarsi. La differenza è tra pubblicità o abbonamenti. Se finora non l'ha fatto nessuno è perché il business latino/med diffida ancora di Internet. Slowfood, che ha sempre fatto una selezione territoriale non-professionale, aveva la sua Guida delle Osterie online, poi le ha riservate agli abbonati o acquirenti dell'edizione fisica. Come diciamo noi ad Harvard, per una Guida 2.0 free "sono cazzi".
Una indicazione temporanea per la startup mi pare possa essere questa: recensioni popolari su template, filtro/moderazione di volontari professionali.
Quanto dura?

16 Set 2008 | ore 14:00

Vedo che il server salta certi tags: il primo periodo è da leggersi "Se il modello aperto pare inaffidabile, quello chiuso o semiaperto ha comunque bisogno di finanziarsi.
Sorry.

16 Set 2008 | ore 14:03

Anche una guida vinicola, sulla falsariga, sarebbe utile e aspicabile.

16 Set 2008 | ore 14:16

Un altro discreto modello di supporto ad una guida web è quello che fa Poggio Argentiera http://poggioargentiera.com/blog/2008/09/12/spediti-i-vini-per-tasting-panel-poggio-argentiera/
Mica male!!!
Raffaele

16 Set 2008 | ore 14:25

Ci sono molti progetti online che hanno provato ad andare in questa direzione, l'archivio di tigulliovino, duespaghi, il mangione e tante altre raccolte più o meno ufficiali. Certamente la creazione di un progetto di questo tipo sotto l'imprimatur di Stefano Bonilli potrebbe finalmente avere il rilievo e la visibilità che merita.

Mi piacerebbe, qualsiasi cosa ne venga fuori, poter trovare forme di collaborazione e scambio con questo progetto di antologia "open social" :
http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=1046

Un caro saluto a tutti.


Filippo Ronco

16 Set 2008 | ore 14:28

L'importante è non stare sulla linea de " Il Mangione"

16 Set 2008 | ore 14:46

Caro Fabio dal nobile cognome, grazie per la precisazione "GAGLIARDI", davvero non vorrei diventare il sig. Ad Majora.

Ad Majora

16 Set 2008 | ore 14:58

caro Stefano, leggo spesso il tuo blog, senza commentare. Mi spiace per la disavventura Gambero Rosso ed un grosso in bocca al lupo per la tua nuova attività.
Circa la nuova guida, mi sembra molto importante sottolineare il rapporto qualità-prezzo e la condivisione di giudizi: quindi buona l'idea secondo cui i lettori possono confermare o confutare una recensione.
Cordiali Saluti!

16 Set 2008 | ore 15:12

"Caro Fabio dal nobile cognome, grazie per la precisazione "GAGLIARDI", davvero non vorrei diventare il sig. Ad Majora.

Ad Majora"

Altro piccolo OT

La tua lucidità di analisi ed esposizione, le argomentazioni proposte, la pacatezza ed educazione sono firma ancor più riconoscibile della precisazione peraltro dovuta. Dal canto mio che sia Gagliardi o Ad Maiora ti leggo sempre volentieri.
Con stima
Pier

16 Set 2008 | ore 15:13

@Gagliardi: chiedo venia per l'Ad Majora ma ho letto e scritto in corsa...

Fabrizio

16 Set 2008 | ore 15:20

L' idea è ottima e mi rendo disponibile, come già proposto in passato a collaborare. Una idea: Poche parole,alcune foto dei piatti e impressioni vere. Va da sè che è importante dare voti non solo al cibo, ma anche all'ambiente (pulizia,bagni,arredamento) e alla cortesia.Il tutto a prezzi, possibilmente, non da ...mutui americani!Lasciamo in pace quelli già ARRIVATI. Ormai di loro si sa già tutto e sono alla portata di pochi. Anche oggi si può mangiare bene in posti accoglienti e senza...pagare dazio!
Coraggio Stefano...facci sognare!

16 Set 2008 | ore 15:27

buonasera, sono assolutamente d'accordo su due punti:

- il modello del Mangione è deleterio per quanto riguarda la qualità delle recensioni, io opterei per recensioni fatte da una squadra di recensori fidati dando ai frequentatori solo la possibilità di contribuire con impressioni e commenti. In questo modo si avrebbero recensioni di qualità.

- i metodi di finanziamenti dovrebbero essere banner pubblicitari ed eventi...il sito deve essere gratuito e senza necessità di registrazioni.. diventerebbe un riferimento per chiunque cerca locali di qualità

Aggiungo che il successo di blog come Vg a mio parere è legato alle fotografie....quindi si dovrebbe costruire una guida ricca di immagini dei locali e dei piatti...

16 Set 2008 | ore 15:36

io terrei la futura guida on line -in linea di massima- orientata verso posti dove si mangi max con €40,00, eccezzioni in alto gradite sia chiaro.

16 Set 2008 | ore 15:45

Sono nuovo di questo sito, ci arrivo da quello di sigrid (cavolettodibruxelles).
L'idea di una guida on line di ristoranti è una cosa che stavamo pensando un gruppo di amici di Gubbio:fare una mini guida su tutti i posti della nostra città. una guida da chiamare "il paguro rosa" e da pubblicare su www.mentindipendenti.net e su socere2004.splinder.com . siamo pronti a sposare un'idea come la vostra. con schede più meno standard ma poi libertà di critica, ironia, e commenti familiari.. attendiamo sviluppi

16 Set 2008 | ore 15:58

Perchè funzioni sono necessarie, credo, due aspetti:
A) la gratuità di accesso (vedo le guide cartacee assai sfogliate in libreria ma assai meno comprate)
B) l'individuazione di una nicchia di mercato (non andiamo a cercare di far concorrenza a VG e Mangioni vari) che potrebbe essere quella non solo dei semplici curiosi ma anche un pubblico uun po'più specializzato. Perchè ad esempio non riprendere l'esecuzione di alcuni piatti direttamente al ristorante (l'esecuzione dei piatti, non una pubblicità/presentazione tipo VG)

Un caro saluto

Loris

16 Set 2008 | ore 16:43

il gambero ROSSO, il paguro ROSA, la kela BLU, il papero GIALLO...raga, del paguro ROSA intendo, please...

16 Set 2008 | ore 17:02

Caro dir,
io vorrei tanto una guida cartacea da consultare comodamente sul divano di casa prima di muovermi per una gita gourmande. Vorrei una guida bella e ricca nei contenuti ma anche nel formato, nella carta, nella grafica, nelle foto. e poi magari nella guida trovo un modulo dove metto i miei dati oppure un indirizzo internet dove fornirveli, cosicché voi possiate inviarmi via mobile, via mail o via cartacea o tutti e tre gli aggiornamenti. Insomma io voglio un prodotto sartoriale nei contenuti e nella confezione. Le dirò che ancora aspetto un almanacco dei golosi (in uno dei miei tanti traslochi ho perso quello -l'unico degno - con le fette morsicchiate ....sigh).... pensi anche a noi ...... che in questo momento siamo orfani.

16 Set 2008 | ore 17:17

Credo che il mezzo lo consenta...dare spazio anche all'origine dei prodotti con i quali il cuoco lavora sia indice di qualità e attenzione nei confronti del cliente
Oggi di moda il km0, c'è chi lo fa da anni senza che nessuno lo degnasse di uno sguardo, ma anche attenzione al bio (quello vero). E magari due argomentazioni del cuoco sui perchè di questo e di quello

16 Set 2008 | ore 17:40

Non solo ristoranti, ma mondo della ristorazione in generale. Secondo me, il modello deve essere Eater, ce n'è un bisogno che la metà basta.

16 Set 2008 | ore 18:11

Eh si, mettiamo anche le suonerie, donne nude e i link ai film da scariccare!

Andate un po' tutti a lavorare! Perditempo!
Lui e' senza lavoro, giustamente (per giusta causa), ma voi altri?
Tanto il Papero ha bruciato la terra attorno, difficile che ricresce dell'erba!

16 Set 2008 | ore 18:14

Beh, vedo che anche tu hai del tempo da perdere intervenendo in una discussione tra perditempo.

Ad Majora

16 Set 2008 | ore 18:27

L'imbecille di turno :-)) al prossimo giro cassato via

16 Set 2008 | ore 18:34

Caro Direttore,
mi piace molto l'idea di una guida 2.0, e vorrei aggiungere qualcosa ai numerosi suggerimenti assolutamente validi, già postati.

Intanto vorrei ribadirne alcuni:
- geolocalizzazione: importantissima. visualizzare su una mappa i luoghi è estremamente utile. così come utile sarebbe poter incrociare i dati relativi anche ad altre proposte "culturali" presenti nelle immediate vicinanze del luogo di ristoro.
- commenti degli utenti: assolutamente 2.0. la partecipazione deve essere il punto distintivo.
ci vorrebbe addirittura la possibilità di creare un proprio spazio nel sito/blog previa registrazione in modo che chiunque possa postare i propri contributi. in questa maniera si potrebbero tenere affiancate recensioni di livello professionale a recensioni di livello amatoriale.
- esperti regionali: servirebbe garantire la validità del servizio avvalendosi di esperti per ciascuna regione.
- far accadere "cose": il popolo 2.0 partecipa quasi esclusivamente se stimolato. una guida fatta dagli utenti per gli utenti deve muovere i propri passi a partire da iniziative che siano coinvolgenti.

Infine le trasmetto la mia solidarietà per quanto capitato.

resterò sicuramente in contatto!

cordiali saluti

16 Set 2008 | ore 18:53

Stefano, noi ci siamo... poi mi sembra che in post di qualche tempo fa mi avessi già "tacciato" di consultare una guida ai limiti della legalità... se questo progetto diventasse una realtà in continuo aggiornamento, sarebbe uno strumento utilissimo ...
kiara&giulia

16 Set 2008 | ore 19:05

Vedo anch'io dei tratti già delieneati.
Credo che sia necessario avere un form a mo' di questionario dove inserire le valutazioni degli utenti.
Questo permetterebbe di evitare che le discussioni diventino "forumistiche" o peggio si trasformino in dispute personali.
Però la rete è viva, e tale deve rimanere, e forse scindere le due cose, mantenendo uno spazio dove ci si vuole "scornare" a vicenda su questo o quel posto manterrebbe vivo il tutto.

16 Set 2008 | ore 20:19

Non sarebbe male riservare uno spazio anche al ristoratore censito,dove lui possa presentare il suo locale e le linee che lo caratterizzano. E scambiare esperienza,suggerimenti,valutazioni con chi lo visita. Manca nelle guide in genere la voce dei protagonisti,spesso noi utenti ci dobbiamo immaginare un posto ed i suoi piatti leggendo solo un punto di vista.

16 Set 2008 | ore 22:10

Mi permetto di dire la mia, io definirei prima quali sono i ristoranti, le trattorie, le osterie ecc. che voglio valutare, in base alla categoria definirei una sorta di rating, che permette di riconoscere la categoria.
Il rapporto qualita' / prezzo, secondo me, deve essere affiancato alla valutazione "servizio", personalmente credo che oggi si debba avere una nota di riconoscimento, non sono sicura se darei la possibilita' di valutazione a tutti gli utenti. Vero che la rete ci insegna ad essere meno selettivi piu' aperti... e comunque una definizione dell'aspettativa che ho del risultato finale. Infine, bucanero perdonami, per scornarsi ci sono i forum una guida deve avere un carattere meno soggettivo...

16 Set 2008 | ore 22:18

@minitecla
Scusami, ma una guida fatta dalla rete deve essere libera, nel senso indicato da luca nel suo commento, e anche da te.
E' impossibile che non si creino diversità di vedute, anche su dati oggettivi, ma i dati devono essere "puliti" per facilitarne la consultazione. Poi lo "scornarsi" (l'ho detto in senso buono, non nella peggiore accezione del termine) è tipico della rete, e non lo puoi fermare.

16 Set 2008 | ore 23:20

Caro Direttore, ho letto ed apprezzato quello che ha raccontato, e Le manifesto tutto il mio apprezzamento per lo stile e la serenità con cui affronta questa evenienza.
Tuttavia mi lasci dire che, per l'unica volta che ci sono stato, Gambero Rosso e Città del Gusto sono state una delusione: una bistecca piena di pepe (che mia moglie odia, e che non era indicato nel menu), spocchia e supponenza a volontà.
In televisione, poi, sempre più l'aria di essere "i soli che ne capiscono...", come il Suo amico Petrini, che a volte mi sembra voler essere un, anzi "il", Profeta, magari con annessa Cattedra-Per-Chiara-Fama, e giù supponenza mascherata da Democrazia e Rispetto.
Lei vada avanti sulla strada che ha pensato, ed io non Le faccio auguri (porta male) ma solo un sonoro "in bocca al lupo" (evito di citare anche la balena).
E Buon Lavoro!
Infine: a mio avviso i Suoi ex-coworkers non andranno lontano, ma - come si dice - il tempo è Galantuomo.
Vedremo...

16 Set 2008 | ore 23:35

Bisogna considerare che se domani scendo in aereo a Verona e voglio pranzare bene non ho la possibilità di aprire le GoogleMap sul mio BlackBerry e di ottenere i point-of-interest dei ristoranti aperti oggi e a quest'ora e magari di ordinarli per preferenze dei lettori, di leggere le recensioni, di lasciare il mio commento a caldo alla fine del pranzo...

16 Set 2008 | ore 23:39

Stefano, vedo la guida online non come la cosa, ma come una delle conseguenze, dei "byproduct" della cosa. Qual è dunque la cosa? Facile: portare il gusto, la cultura e la pratica del mangiare e del bere bene, alla gente, a più gente possibile. Come farlo? Con lo show, lo show, lo spettacolo del mangiare e del bere bene. E come fare lo show? Con tutto quello che la rete offre, e spostandosi in giro per tutta italia, un vero e proprio road-show permanente, contemporaneamente online e offline, che coinvolga appassionati, cuochi, ristoratori, produttori, scienziati, nonne e mamme reduci di cucine di casa...

17 Set 2008 | ore 00:58

No dai, il road-show no. Ce n'è già abbastanza di showbusiness attorno al gusto. C'è troppo show e troppo business. Invece bisogna insegnare alle persone (Tombolini che dice "gente"?) ad alzare le chiappe e andare a trovare il gusto.

17 Set 2008 | ore 09:58

Ah, e mi raccomando: niente voti nella guida 2.0
Teobaldo docet.

17 Set 2008 | ore 09:58

Senza voti non è una guida, è un libro.

17 Set 2008 | ore 10:02

Sarebbe bella una guida totalmente libera ed indipendente, in cui oltre ai pregi non si tentenni nello scrivere chiaramente anche i difetti.Per esempio: ci sono ristoranti in cui mangi benissimo ma la cantina non è assolutamente all'altezza. Altri in cui la cantina ed i piatti sono all'altezza ma non il servizio. Insomma: io dettaglierei TUTTO, un po' come si fa noi quando ci sediamo al tavolo di un ristorante.
Io potrei contribuire ma... abito a Parigi.
Una guida franco italiana no eh?
Comunque sono una professionista del settore ed ho qualche idea!

17 Set 2008 | ore 10:23

Non concordo Gianpaolo.
Il voto è "disaggregante termine numerico e non condivisa umana fatica".
E questo ritengo valga sia per i vini che per i ristoranti.
Mi potrei sbagliare, ma mi sembra che nella guida Osterie d'Italia non ci siano voti, eppure pochi la considerano un libro.

17 Set 2008 | ore 10:24

@gianpaolo
Non sono d'accordo, senza voti resta comunque una guida!

Su un modo di esprimere un gradimento globale...che sia tramite qualche stratagemma grafico (come avevo detto a me piacciono molto gli omini in poltrona di Alias) oppure altro va bene. Ma i voti e le medie matematiche, su una scala che dovrebbe essere oggettiva quando ci sono così tante testoline a valutare per stabilire il valore di un locale a me non piacciono.
Anche perché trovo difficile immaginare come si potrebbe uscire da i limiti degli standard classici, che non sono in sintonia con me e non riesco a liberarmene! ;-)

Ecco alla fine non sono riuscita ad attendere gli sviluppi senza dire niente - anceh se ho ripetuto una cosa che avevo sicuramente già detto in passato! :-)))

17 Set 2008 | ore 10:27

@ Mr.Oz
Chi è Teobaldo?

17 Set 2008 | ore 10:29

Ciao Gumbo.
Teobaldo Cappellano è uno dei più importanti produttori di Barolo tradizionale.
Fa parte del gruppo ViniVeri.
Sul retro delle sue bottiglie c'è scritto:
http://www.oz-design.it/blog/?post=1234

17 Set 2008 | ore 10:36

Come Gumbo, attendo sviluppi, essendomi già espresso a suo tempo, per quel che vale.
Poichè il nuovo PaperoGiallo mi riesce meno immediato da consultare, tra l'altro non mi si aggiorna ad ogni apertura, intervengo solo oggi. Mi piace però ribadire una necessità in una guida nuova per impostazione e, essendo in rete, per spazi: raccontare storie, svelare persone. Al di là degli aspetti tecnici, vorrei una guida in cui una persona di cui mi fido, sia essa esperto che appassionato, sia per dire Gumbo piuttosto che Bonilli, mi raccontino di un posto dove sono stati bene, da amici. Solo attraverso una emozione, un dettaglio, belle foto saro' invogliato a visitare quel ristorante, quella trattoria. Di schede, stelline, voti son piene le guide: asettiche e fredde. Non mi interessa la guida onnicomprensiva, da viaggiatore che a mezzogiorno non sa dove andare a mangiare; mi interessa una guida più ragionata, con appuntamenti e luoghi da scegliere, da conoscere, siano essi trattorie, ristoranti, pasticcerie, focaccerie, macellerie e così via. Posti, memoria, storie, piatti, scoperte, emozioni, appunti e voglia di muoversi.

17 Set 2008 | ore 12:16

@Mr.Oz Se leggo una guida perchè voglio trovare un ristorante dove andare a cena stasera, tendo ad essere poco interessato all'aspetto filosofico della questione. La scheda serve per approfondire, ma alcuni sono come me, superficiali, ecché li vogliamo lasciare senza mangiare o punirli con la lettura di 200 schede prima di trovare un ristorante buono?

@Gumbo. Non vedo differenza concettualmente tra un simbolino o un numerino, a me possono andare bene entrambi, basta che non mi si costringa a leggere tutta la guida prima di decidere dove andare a mangiare stasera.
Non voglio "essere educato" dal redattore, prima di potermi meritare un piatto di tortellini! ;-)

17 Set 2008 | ore 12:28

Giampaolo, mi sembri fuori target.
Possiamo trovare un compromesso con il simbolino?
Trovo brillante l'idea della chiocchiola e molto ben distribuita, raramente svenduta.
È un buon modo per dare in due secondi un giudizio chiaro su un ristorante: andateci.
Mentre il voto, tagliente e cinico come un bisturi, è in realtà molto meno utile.

17 Set 2008 | ore 12:43

Per Gianpaolo. Tutto chiaro e legittimo, solo che io non decido dove andare sera per sera, o giorno per giorno: leggo una guida e memorizzo, annoto posti dove mi piacerebbe andare.
Quindi, ribadisco, la mia idea di guida non è da portare in macchina, non è a prova di telefonino, nè di navigatore satellitare. E' una cosa diversa, più ragionata, più "lenta" se vogliamo. Non so, ma non credo che consultare una guida sia necessariamente richiesto dall'impellenza di trovare un posto dove mangiare sotto i morsi della fame.
Sia ben chiaro, capisco la tua idea e trovo sia legittima: solo ha bisogno di una "guida" diversa da come la intendo io.

17 Set 2008 | ore 12:49

D'accordo un qualche simbolino si può mettere, come la chiocciola, le forchette ecc, che riassuma la recensione. Anzi, perchè non un "papero", due paperi, tre paperi, papero con cuore per un posto emozionante, eccetera eccetera.

17 Set 2008 | ore 12:54

gianpaolo, mi pare che di questo punto ne avessimo già dibattuto sul vecchio o post o uno di quelli che all'epoca erano collegati.

Non capisco come tu possa partire in quarta e andare a mangiare in un locale - senza leggere neanche due righe di commento - quando magari i recensori hanno punti di vista completamente diversi dal tuo!

Una guida fatta da una redazione è diversa perché comunque si parte dal presupposto che tentino di equilibrare i voti a una scala comune il più possibile oggettiva.

Fare questo su una guida dei lettori mi sembra oltre che impossibile un peccato perché perderebbe proprio una delle caratteristiche che la differenziano maggiormente dalle guide "normali" - quindi uno degli aspetti più interessanti perchè diversi da ciò che già esiste (che può essere utile per altri motivi).

Però appunto, se rappresenta solo un'indicazione di massima della soddisfazione globale di chi ha mangiato in un dato locale, allora possiamo andare d'accordo.

perché a quel punto non ha pretese di oggettività su una scala standard, ma è solo un'indicazione, soggettiva su come si è stati. Poi chi si accontente non legge il resto, chi è più pistino legge anche il perché (purché sia breve - e per far questo mi sa che ci devono essere dei limiti imposti dall'alto!)... ;-)

17 Set 2008 | ore 13:01

Io la immagino come una guida multiforme.

Sei a casa davanti al Mac fighetto con mezz'ora di tempo? Accedi alle schede dettagliate, con la recensione della redazione, i commenti, le foto, e chi più ne ha...

Ti colleghi on the road dall'iPhone fighetto e hai una fame da lupo? Accedi alla versione mobile dove vedi le cose essenziali.

Ancora di più. Ti trovi in particolare sintonia con il dato redattore/utente che quasi come per magia ha it uoi stessi gusti e le sue indicazioni sono sempre perfette? Attivi un filtro che ti mostra solo le sue recensioni, poi quelle degli utenti che piacciono a lui, etc.

Ci vedo anche un sistema di punti che indica l'autorevolezza degli utenti.
Così quando un utente raggiunge il livello di GastroGuru diventa proprietario del sito e licenzia il direttore (forse è un po' presto per sdrammatizzare, eh?).

17 Set 2008 | ore 13:12

@Gumbo:"Non capisco come tu possa partire in quarta e andare a mangiare in un locale - senza leggere neanche due righe di commento - quando magari i recensori hanno punti di vista completamente diversi dal tuo!"
E' perchè a me piace provare e sperimentare di testa mia, però se sono in una città che non conosco voglio uno strumento che mi permetta di scremare l'80% dell'offerta, o comunque le "sole" acclarate, e poi decidere in base all'ora, al luogo dove mi trovo ecc.
Un idea che mi è venuta al volo, mi sembra interessante. I ristoratori (almeno quelli che colgono le potenzialità della rete, quindi quelli intelligenti...) dovrebbero avere la possibilità di editare tutta quella parte che non è soggettiva, come:
-numeri di tel., email, web
-giorno di chiusura
-ferie
-menu stagionale (coi prezzi)
-menu del giorno o specials
-carta vini (molti l'hanno su excel o simili anche aggiornata)
e quant'altro.
Pensate allora che si potrebbero fare ricerche parametrate sui giorni di apertura, luogo, vini (per es voglio un locale dove trovo il Tocai di Edi Keber 2005 o altro, spesa per primo, secondo, ecc.

Questa per me è la sezione guida, da consultare al momento. Nulla vieta, visto che su internet lo spazio non è un problema, di approfondire, filosofeggiare, e tutto quello che volete. Non vedo proprio perché una cosa dovrebbe escludere l'altra.

17 Set 2008 | ore 13:20

@Mr.Oz
In raeltà di alcune di queste cose...tipo il filtro di selezione utenti più affini ecc...ne avevamo già parlato nel vecchio post, ma a quanto pare è difficile andare a ritrovare le cose in mezzo a tutti quegli interventi, quindi tanto vale riportare a galla le cose che ci interessano - tanto più che a distanza di tempo possono nascere nuove idee. Io sarei d'accordo su quello!

@gianpaolo,
anch'io le guide le uso moltissimo nel modo che dici tu - mi serve al volo un posto in cui mangiare in un luogo che non conosco. Solo che io non mi fido mai dei numeretti, leggo sempre tutto comunque perché per scegliere devo capire se è il genere di cosa che cerco io o di cui ho voglia in quel momento.

Diciamo che abbiamo un approccio diverso, per cui se la guida risponde alle esigenza di entrambi tanto di guadagnato (in termini di potenziali lettori intendo).

17 Set 2008 | ore 13:47

E inserire nella guida anche il cosiddetto streetfood? Sono pochi a dargli dignità ma, tra la crisi e il tempo tiranno, sempre più quelli che lo gustano e lo apprezzano. E che, come me, non si accontentano del primo baracchino/take away che incontrano. Ne parliamo?

17 Set 2008 | ore 15:31

Forse sarebbe utile un nuovo riassunto che raggruppi le proposte sui vari aspetti e i diversi punti di vista (che tendono a ripetersi). A suo tempo ne aveva fatto uno molto sintetico Kela, ma ora sarebbe da rifare e aggiornare. Però ci vanno ameno due o tre ore, mi sa!

17 Set 2008 | ore 16:04

Mi piace l'impostazione data da Mr.Oz, ma condivido l'auspicio di Gianpaolo e Gumbo di poter disporre di dati a diversi livelli. Ripeto che solo numeri, indirizzi, barrette, voti e dati per consultazioni veloci mi sembra poco poco.
Non ultimo mi sembra importante l'interfaccia, l'aspetto delle pagine con cui il lettore viene subito a contatto: ecco, per esempio, che anche da questo punto di vista solo numeri e dati (che potrebbero avere validità in una consultazione veloce)renderebbero la pagina fredda e anonima, rispetto ad una impostazione più calda con rimandi fotografici, per esempio.

17 Set 2008 | ore 16:10

D'accordo con gianpaolo sulla guida articolata su due livelli, quello della redazione (che grazie all'impostazione professionale e alla sistematicità delle ispezioni può garantire visione d'insieme e uniformità di giudizio) e quello dei commenti degli utenti.

Sarebbe interessante avere un agente software che, basandosi sui voti che l'utente pincopallo dà a un certo ristorante, sia in grado di raccomandargli altri ristoranti sulla base del giudizio di utenti che hanno la massima affinità (misurata sui voti assegnati) con pincopallo.

D'accordissimo anche sui seguenti punti già trattati:
- accesso anche su telefonino, smartphone, navigatori
- valorizzazione dei fornitori d'eccellenza e individuazione delle loro "reti" di diffusione (esempi toscani: quali ristoranti hanno in carta i formaggi di Corzano e Paterno o la torta Pistocchi?). Con una interfaccia leggera e un buon database si possono gestire molti dati di questo tipo in modo che sia l'utente a scegliere il livello di approfondimento e la "granularità" dei dettagli per le proprie ricerche.
- la parte dei lettori dovrebbe essere strutturata come un social network, così se mi piace una recensione di tizio posso andare sul suo profilo, leggere gli altri suoi post e magari allargare la rete di amicizie. In questa direzione molto interessante l'esempio del nuovo Wall street journal:
http://bits.blogs.nytimes.com/2008/09/15/new-wsjcom-builds-on-its-community-of-subscribers/?ref=media
- la guida può spaziare in tutti i generi (street food, osterie, ristoranti più raffinati) oppure si possono immaginare guide specialistiche. Personalmente preferisco l'opzione del calderone unico ;-)
- Utilissime le foto

17 Set 2008 | ore 17:00

Non mi convince tanto questa separazione tra redazione e utenti, preferirei una maggior interdipendenza, tipo utenti indirizzati o coordinati da professionisti, fatta salva la affidabilità da conquistarsi passo dopo passo. Concordo sulle foto, non utilissime, ma fondamentali.

17 Set 2008 | ore 17:07

Un'altra cosa: mi sembra di cogliere una tendenza all'effetto elenco del telefono, che ritengo assolutamente da evitare. Ci può anche stare, ma credetemi, solo con quello la "cosa" sarebbe poca cosa, ricca di dati, ma povera di contenuti.

17 Set 2008 | ore 17:13

Oltre allo street food proporrei anche lo sdoganamento dell'aperitivo. Sacrilegio?

17 Set 2008 | ore 18:06

Vorrei fare una domanda a Bonilli, se posso permettermi, e a tutti colori che hanno un'opinione in merito alle recensioni "negative". E intendo proprio negative nel senso di "meglio lasciar perdere"
Mi chiedo infatti se per una guida di questo genere dovremo presumere che i locali presenti sono "consigliati" e tutti gli altri "a tuo rischio e pericolo" oppure potremo avere anche resoconti un cui un piatto pessimo viene chiamato pessimo (e finalmente perderemo per strada i "non indimenticabile")?

18 Set 2008 | ore 08:57

Visto che ne sono stati fatti i nomi, vorrei sapere per cortesia in quale misura, per esempio, 10 recensioni fatte da utenti diversi (e normali clienti, che riportano il prezzo realmente pagato) su Il Mangione dovrebbero essere meno affidabili di una recensione fatta da una persona che preannuncia la sua visita in un ristorante. Bella l'idea di una "squadra" di recensori fidati, peccato che poi quando il ristorante viene visitato da un normale cliente con viso non noto le differenze nel servizio e nel prezzo pagato siano alla fine nette. Senza polemica, solo per capire, se qualcuno avrà voglia di spiegarmi la cosa. Grazie

18 Set 2008 | ore 09:02

@cristiano E per quale motivo al mondo la visita dovrebbe essere preannunciata?!! E fatta da volti noti? :-)))

@stefano caffarri -Rientrando fra i colori ;-) a cui chiedi io dico la mia: secondo me un'esperienza negativa (soprattutto se talmente negativa da essere considerata una vera sola) avrebbe senso inserirla comunque perché altrimenti non rimane traccia dei posti orribili in qui qualcun altro ha avuto la sventura di andare. Questo secondo me vale soprattutto per i locali "da tutti i giorni", per quanto mi riguarda.

Il problema però sarebbe riuscire a gestirle in modo da assicurarsi non siano i capricci di un cliente tignoso o la rivalità di un concorrente a causare l'affossamento di un locale. Fatto a cui io non saprei trovare una soluzione...

18 Set 2008 | ore 09:26

@gumbo chicken: perchè se parli di persone fidate e competenti credo che alla fine i nomi che girano siano sempre quelli (magari che collaborano per più guide).

La recensione ideale per me? Una persona sconosciuta al ristoratore che racconta senza tanti giri di parole la propria esperienza in un locale e scrive esattamente quanto ha pagato, con le singole voci.

Mi sembra si stia scoprendo l'acqua calda, nel senso che grosse innovazioni su guide o preseunti tali non vedo come ce ne possano essere. Anche VG all'inizio proponeva "recensioni fotografiche di un appassionato viaggiatore" e aveva una certa linea, ma con l'avvento della guida "Altissimo Ceto" e rapporti diretti con i ristoratori i dubbi sono sorti a molti (a torto o a ragione non discuto, non è questo il punto).

P.S. io sono convinto che l'idea di tale guida sia già ben chiara a Bonilli da tempo, ma magari qualche consiglio da parte di qualche utente può essere comunque utile.

18 Set 2008 | ore 09:44

@gumbo chicken: esperienza negativa in un "locale da tutti i giorni" sì e invece esperienza negativa in uno stellato o pluri in cui ci lasci qualche centinaio di euro in più?

18 Set 2008 | ore 09:48

Siamo sempre lì: una esperienza negativa, per quanto relativa perchè se proprio tutto da buttare allora il recensore deve fare esame di coscienza, una esperienza negativa non la posso liquidare con un brutto voto soltanto, dovrò far capire, distinguere e spiegare (un po' come nel famoso Carrà di Kelablu nel gioco, toh!,"Siamo tutti Bonilli").
Ribalto il tema posto da Caffarri: secondo voi i ristoranti famosi, gli stellati e forchettati dovrebbero far parte di questa guida o sarebbe più opportuno rimanere nell'ambito che va dalla trattoria alla medio-alta ristorazione ?

18 Set 2008 | ore 09:52

@cristiano
La questione delle persone fidate io l'ho capita diversamente, ma per evitare di confrontarci su supposizioni, meglio attendere chiarimenti ufficiali!

Non intendevo dire che l'esperienza negativa nello stellato vada censurata. Ho scritto quello perché stavo pensando più che altro all'utilizzo che prevedo per me di una guida di quel tipo:
1. nel 90% dei casi sarebbe per trovare locali "da tutti i giorni", non tanto per i supermegaristoranti
2. nel 90% dei casi i miei problemi seri, le esprienze tragiche, sono state con i locali sono stati nella fascia di ristoranti "da tutti i giorni" quindi questo è semplicemente quello che mi preoccupa di più!
3. Nella fascia alta e altissima di informazioni ne girano mediamente già di più che nei ristoranti "normali" e nuovi quindi ne sento meno l'esigenza; inoltre almeno la metà delle critiche che leggo sono cose che a me sembrano più capricci che problemi seri (interpratazione estremamente soggettiva, per entrambe le cose ma qui ognuno dice la sua opinione per formare una discussione e poi un quadro più sfaccettato possibile, credo).

18 Set 2008 | ore 10:03

Ecco, un buon metodo potrebbe essere quello di analizzare il sito di Altissimo Ceto e fare esattamente l'opposto.

18 Set 2008 | ore 11:26

Se serve una mano... lavoro da diversi anni nel campo dell'editoria su web (oltre alla passione per la fotografia, i viaggi e la cucina).

Online ci sono diverse guide, nessuna fatta particolarmente bene. C'è sicuramente spazio per un progetto semplice ma innovativo.

18 Set 2008 | ore 15:59

Ciao Stefano, sono Fabio Ingrosso di Vino24, VinoGlocal e VinoPR. Come posso contattarti? Qui su internet non trovo una tua email, gradirei parlare con te di un progetto.
Saluti,
Fabio Ingrosso

18 Set 2008 | ore 17:06

Concordo pienamente con Cristiano. Una squadra di esperti (peggio ancora se opera a livello regionale) non è che rimanga a lungo sconosciuta (posto che lo sia mai stata ai ristoratori di un certo livello). L'obiezione contro "il dilettante allo sbaraglio" che si mette a fare recensioni mi sembra poco calzante perchè il 90% almeno di chi leggerà quella guida appartiene proprio a quella categoria. Qui non si tratta di trasformare i gusti degli italiani, di educarli, perchè corrispondano a quelli di 30 recensori, ma di dare loro informazioni affidabili perchè possano passare un piacevole serata in un buon ristorante. Mentre spesso vedo all'erta una certa presunzione pedagogica del tipo: "Questo ristorante per me è ottimo se alla plebe non piace è perchè non capisce, ecc..".
Se poi voglio formare un cenacolo di intenditori o di persone che aspirano ad esserlo, va benissimo ma non chiamiamola guida, ma Rotary Gourmet;-)

19 Set 2008 | ore 10:49

Ma scusate se si parla di una guida fatta dai lettori - ho riletto il post nuovo e anche quello vecchio e questo c'è scritto - da dove vi esce quest'idea dei 30 recensori che operano a livello regionale e che tra l'altro si fanno pure riconoscere?!?

19 Set 2008 | ore 10:57

@ gumbo chicken
Allora una guida fatta solo dai lettori non è una guida, semplicemente perchè non può "guidare" nessuno. E' al massimo una pregevole raccolta di opinioni/impressioni (tacendo del rischio di autopromozione o al contrario di pubblicità negativa fatta al concorrente di turno).
Il ruolo di una redazione di esperti, intenditori, gourmet chiamiamoli come volete è indispensabile. Il riferimento ai 30 recensori era ovviamente un'iperbole (ma siamo sicuri che nei ristorantini di medio livello vadano a far visita schiere di guida-inviati? non è che sono sempre quei tre o quattro?) Una guida, a mio parere, dev'essere un connubio di impressioni del cliente medio + giudizi (si presume motivati) dell'intenditore. Con i primi valuto il servizio medio di un ristorante (sono gentili con tutti o solo con i soliti noti? la cucina è sempre attenta o solo quando teme batoste, ecc.). Con i secondi valuti la prestazione massima di un ristorante, e allora a questo punto il recensore può esserlo anche in modo dichiarato (alla VG per intenderci) perchè tanto se non so dipingere come un novello Michelangelo non lo saprò fare neanche se sono sotto gli sguardi arcigni di un ultra noto critico d'arte. O no?

19 Set 2008 | ore 13:23

@loris,
Non stavo dicendo che vada tolta la redazione. E? che la redazione sicuramente sarà composta da persone che vanno anche al ristorante ma il lavoro di selezione/verifica ecc. non lo fa certo al ristorante (al massimo dal McDonald's quando avrà il wi-fi gratis....uahhh uah!).
Quindi chi li vede? Quelli che recensiscono sono anonimi sconosciuti che vanno al ristorante da sconosicuti (ovvio che se ritornano 20 volte allo stesso ristorante probbailmente diventeranno clienti conosciuti a quel ristoratore, ma una volta che lo dichiarano, chi legge si regola di conseguenza).
Non capisco...

19 Set 2008 | ore 13:42

@ gumbo chicken
Ma non si parlava anche di mettere delle belle foto online, ecc. Cos'è fai le foto in incognito alla 007 utilizzando una micro fotocamera da piazzare sull'asticella degli occhiali? E siccome non è pensabile far fare a personale stipendiato più visite per ristorante (non parlo dell'Enoteca Pinchiorri ma della trattoria sperduta nel paesino) una per fare le foto da mettere online, una per valutare anonimamente, una per vedere se per caso quella prima impressione non dipendesse dalla particolare serata, ecc., non vedo altra scelta che dividere tra visite "ufficiali" in cui realizzare il servizio-recensione con foto, e visite "in incognito" da affidare però ad appassionati (e pensare a qualche forma di "accreditamento") che spontaneamente visitino il locale e che poi dicano come si sono trovati. E' un criterio generalizzabile? Non so. Però in alcune circostanze potrebbe funzionare.

19 Set 2008 | ore 14:03

@loris,
Le foto ai piatti - ad esempio - di sicuro non le faccio!
Di individui più o meno noti che vagano facendo foto ce ne sono già una marea (anzi un Sacco...hih hih!). Ovvio che il ristoratore può immaginare che vadano a pubblicare una recensione da qualche parte e questo potrebbe influire sul trattamento che ricevono. Ma è la stessa cosa per chi ha un suo blog.

Potrebbe anche esserci qualcuno che va al ristorante premurandosi di far sapere che farà una recensione o addirittura ricattando il ristoratore - problema che come mi pare avessero avuto su qualche sito americano o addirittura alla Zagat.

Però che un gruppetto di recensori fidati vada in ogni locale recensiti dai lettori per verificare mi pare assurdo!! A te pare possibile?

19 Set 2008 | ore 14:26

Credo che mi metterò a sistematizzare le molte opinioni fin qui espresse sul 2.0 secondo alcuni filoni aggreganti per fare un passo avanti nella nostra discussione-elaborazione.
Amici che navigano e lavorano nel settore, però, mi hanno detto che sto sbagliando tutto avendo aperto una discussione in rete: prima di tutto perché ho tolto l'effetto sosrpresa e mi sto molto impegnando-compromettondo ma ancora più perché fornisco utile materiale alla concorrenza.
Devo dire che mi sono sentito un po' ingenuo e mi sono chiesto se queste osservazioni siano da tenere in conto anche se, essendo la discussione partita da tempo, la frittata ormai è fatta :-)
Voi che ne pensate?
Una discussione come questa porta più vantaggi che svantaggi?
Ho sbagliato per troppo entusiasmo e precipitazione?
A questo punto ben vengano consigli detti davanti a una platea piuttosto che sussurrati in un orecchio.

19 Set 2008 | ore 16:12

@ gumbo chicken
Perfettamente d'accordo con te che non è possibile spedire orde di recensori stipendiati a visitare 2, o 3 volte lo stesso locale sperduto tra i monti. E' per questo che ribalterei il principio: una e al massimo 1 visita con foto, giro nelle cucine, ecc. quindi giocando a carte scoperte, e un numero X (dipenderà: 0, 1... 20) di altre visite fatte da appassionati (ergo non stipendiati) che riportano le valutazioni del "comune mortale" quindi in incognito.
Boh, mi limito a pensare con voi ad alta voce, non ho soluzioni, temo comunque che fare un prodotto originale e che stia economicamente in piedi su internet sia un'impresa titanica... Come si dice dalle mie parti: Sperém ("Speriamo", per chi non viene dalle brumose pianure padane)!

19 Set 2008 | ore 16:32

Mah, non credo che tu abbia sbagliato: non si tratta di lanciare un nuovo prodotto sul mercato delle merci tradizionali e quindi sfruttare i vantaggi competitivi di una buona idea avuta in anticipo sui concorrenti. Con internet avresti potuto tenere tutto nascosto fino al giorno del debutto del nuovo Papero 2.0 e passata mezz'ora uno che ti avesse voluto scopiazzare avrebbe potuto mettere online ciò che voleva. Non stiamo parlando dei tempi di progettazione di un'auto... Però se gli esperti dicono diversamente...taccio.

19 Set 2008 | ore 16:45

Mah, direttore, le idee sono talmente vaghe, diverse, tecnicamente inconsistenti che non vedo, nelle nostre discussioni, un rapporto diretto con un progetto, una sorta di format tali da favorire una eventuale concorrenza.
Se l'idea c'è, non credo che lei attingerà più di tanto alle nostre opinioni, perchè una cosa è discutere, altro creare concretamente (in senso tecnico, organizzativo, economico, estetico, ecc) una iniziativa del genere. Le opinioni servono per tastare il polso degli appassionati, per orientarsi, non credo molto di più, per professionisti esperti. Tra discussioni in rete e un progetto concreto ce ne passa.
Eppoi,non enfatizzerei: quando KelaBlu invitò a scrivere una recensione con un senso, dentro schemi fissati, in 300 parole, si rispose solo in una dozzina, brutta, sporca e cattiva.

19 Set 2008 | ore 18:03

Dipende Bonilli. Se la sua idea è realizzare un sito al quale partecipa il pubblico, con commenti/recensioni/vattelapesca allora benissimo, anzi indispensabile, discuterne alla luce del sole.
Diversamente, se la sua operazione è di tipo "dall'alto verso il basso", beh allora la segretezza è d'obbligo.

20 Set 2008 | ore 11:36

Io sono abitualmente classificata fra gli ingenui, quindi forse non sono la persona giusta per giudicare. :-)

Inoltre propendo più per l'ipotesi che far circolare le idee sia meglio che fare tutto in segreto diffidenti come topastri in un sottoscala. E secondo me in questo specifico progetto - che è una versione diversa e migliorata di qualcosa che più o meno esiste - si guadagna di più dal confronto con gli altri. In ogni caso, tra una raccolta di idee e mettere in piedi una cosa che funziona ci sono di mezzo competenze, investimenti, capacità organizzative, ostacoli come in qualunque nuovo progetto e tutta una lunga serie di cose che...non è che chiunque si legga questi due post sia in grado di fare...

20 Set 2008 | ore 14:18

e poi la tenzone tra first movers e newcomers non l'ha ancora vinta nessuno.
il problema vero in rete nn è avere l'idea (in genere facilmente copiabile con poco dispendio di tempo e di denaro) ma farla funzionare. E rimanere attuale, all'interno di un mondo che ha una dinamica del tutto autonoma.

21 Set 2008 | ore 03:39

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