22
Ott 2008
ore 12:32
ore 12:32
Lezioni di recessione

Questa mattina alle 11,30 in Piazza Farnese a Roma, lezione in piazza per gli studenti in sciopero: il professore spiega cos'è la recessione.
Arriva la recessione, infatti, e il loro futuro - i giovani sono il nostro futuro - è sempre più precario, la forbice tra ricchi e poveri, dice Repubblica, si sta allargando o secondo il rapporto OCSE l'Italia è tra i peggiori paesi per diseguaglianze, la classe media diventa sempre più povera.
Arriva la recessione, lo dice il Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi davanti alla Commissione Finanza del Senato, e verranno colpite le famiglie e le piccole imprese.
Se questo è il futuro prossimo noi, qui sul Papero giallo, dove solitamente discutiamo di cibo, consumi, qualità della vita, penso che dovremmo provare a farci coraggio e usare toni più ottimistici perché altrimenti vince l'angoscia collettiva.
Vi chiedo e mi chiedo:
Come vedete il nostro futuro?
E' utile parlarne con gli altri?
La lettura dei giornali e i telegiornali dell'ultimo mese vi spaventano?
Stefano Bonilli
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Eh, la recessione c'è per tutti ma per alcuni un po' di più... Sui modi di affrontarla poi, un dato su tutti: in Francia e in Spagna di fronte alla crisi si è deciso di raddoppiare gli investimenti pubblici in ricerca, da noi si tagliano i fondi del 20%. Che lungimiranza!
P.S. Non mi si dica che là non ci sono i baroni, primo perchè non è vero (parlate con un Catedràtico spagnolo), secondo perchè nessuno li vuole difendere men che meno gli studenti e i docenti nella foto riportata da Bonilli.
Il futuro io lo vedo positivamente. La rivoluzione Wikinomics in cui siamo capitati porterà grandi cambiamenti negli anni a venire su tutti i fronti. La recessione in cui è intrappolato il mondo servirà a ripensare l'economia in senso globale. I giornali io cerco di evitarli, almeno quelli di carta. Per informarsi basta un rss reader e leggi quello che vuoi quando vuoi. Per affrontare questo periodo io sto cercando di vivere in maniera più frugale con l'obiettivo di azzerare il debito! Cominciando dal mio :)
Tema scottante. Rispondo in ordine alle domande.
Come vedete il nostro futuro?
Incerto per il lavoro e per questo molto concentrato sui veri legami.
E' utile parlarne con gli altri?
Praticamente inutile. E' utile per non sentirsi isolati, ma non a fini pratici. Comunque è un argomento da discutere con gli amici fidati.
La lettura dei giornali e i telegiornali dell'ultimo mese vi spaventano?
Mi spaventa per la banalità nel modo di trattare il tema recessione. O toni allarmistici o banali rassicurazioni da parte di chi ha le spalle coperte.
Alla fine cosa serve?
Lavorando nella ricerca oserei dire che serve una soluzione per non farci tutti scappare, a malincuore,all'estero.
La cosa più buffa è che in questo momento l'Italia è forse uno dei paesi dove la recessione preoccupa meno, visto che sono anni che il paese viaggia tra la recessione e la crescita letargica. Saranno almeno 10 anni che in un paese come l'UK l'economia cresce a ritmi alti, ecco perchè per loro invece questa recessione è un vero shock.
Insomma, cosa cambia per noi, veramente?
Emigrare, emigrare, emigrare. Gli altri paesi si riprenderanno, ma noi siamo governati da quaraquaqua, e pare che non interessi a molti... anzi tutti vorrebbero stare al posto loro a non far altro che rubare. Che schifo.
Idem per la Spagna... non c'è giorno (da mesi) che al Telediario non ripetono ossessivi la parola crisis, crisis, crisis...
@ Riccardo Farchioni
Vero, però nell'ultimo Plan naciònal de investigaciòn 2008-2011 hanno stanziato 41 miliardi di euro (non milioni, miliardi), il doppio del precedente.
Qui invece di piani di risanamento non ce ne sono, o meglio, non ce ne sono di validi. Si continua a negare e si continua ad allontanare l'Italia dal resto dei paesi. Se potessi leggere il futuro rispetto al passato, direi che ci sono tutte le premesse per una nuova era fascista. Sembra assurdo, vero?!
P.S. Ma perchè scioperavano?
@ cristina
protestavano perchè questo governo ha ridotto enormemente da qui al 2011 i fondi per l'università, pensando bene di bloccare anche il turnover per docenti/ricercatori (alla faccia di voler svecchiare l'università e di non far fuggire i giovani all'estero...)
@ gianpaolo
Mi vergognavo a dire che in crisi siamo da anni. Non ricordo dalle superiore in poi un anno in cui non ho sentito la parola crisi per l'Italia.
Cos'è la non crisi ?!
E' almeno dalla metà degli anni 80 che in Italia s'è perso il senso di una qualche crescita. Allora si scoprirono le Borse, i Fondi di investimento, qualcuno fece qualche soldo, in un paese che scopriva di avere carte da giocare nel mondo, penso alla moda, al design, alla cucina mediterranea.
Poi, in effetti, dalla Guerra del Golfo, attraverso l'11 settembre, ogni sussulto grande o piccolo vedeva l'Italia in continuo affanno e per un motivo o per l'altro tutto stagnava: pil, crescita etc. Forse solo per un anno, prima dell'avvento dell'euro, il paese si è ritrovato a fare sacrifici per un obiettivo comune.
Lo stato di crisi è quasi endemico, nel nostro Paese, ma è stato sempre affrontato con fiducia, magari non condivisa tra tutti i cittadini, ma con lo sguardo in avanti. Oggi, purtroppo, guardare avanti è difficile: si sente puzza, si vedono nebbie. Proprio stamane, con piglio raccapricciante da dittatore sudamericano, non ammettendo nè repliche, nè ripensamenti, il presidente del consiglio ha minacciato ritorsioni e intransigenza armate verso studenti, professori e precari della scuola: mi ha pervaso un senso di tristezza e sgomento profondi.
P.S. Comunque quella foto del post mi riempie il cuore.
La recessione di cui tutti oramai parlano puo' essere solo un segno della crisi intesa come crisi sociale a cui tutti abbiamo contribuito. In realtà ogniuno di noi ragiona a scatola chiusa; quando si toccano solamente i propri interessi solo allora si comincia a scendere in piazza a far lezione e' un po' come il cuoco che si sbizza quando riceve una annotazione non benevola per il proprio piatto.
Se si parla di futuro personale, molto egoisticamente dico che lo vedo bene e non credo di sbagliarmi. Se si parla del futuro del Paese, beh lì stiamo messi decisamente peggio ed è difficile vedere una risalita...
sono emigrato un anno fa in Olanda per lavoro e vedere l'Italia da qui fa male.. troppo male.. vedere come la gente ci considera, quello che gli altri europei pensano di noi e di chi ci governa fa vergognare ma alla fine è la verità.. vedere l'italia da fuori e compararla con un'altra realtà, l'olanda per me, mi fa capire che ormai la recessione c'è da un pò di tempo.. che ogni giorno che passa è un passo verso il peggio.. sono orgoglioso di essere italiano e l'italia mi manca moltissimo per tanti motivi ma ora come ora non tornerei indietro, meglio vivere la recessione da qua!
Io credo che il momento sia pessimo, sia dal punto di vista culturale che economico. La recessione inanzitutto è delle persone, poi si sviluppa sul portafoglio, ma da che sono al mondo non ho mai avuto così paura della stupidità e dell'ignoranza della gente.
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali
e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti
ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me
e non c'era rimasto nessuno a protestare.
Bertold Brecht
@gustavo belli
Per favore, certe notizie deprimono, e soprattutto spero non le legga quella che ho fatto venire qui in Italia... Detto questo, quello che dici (e al quale potrebbero essere aggiunti commenti sullo stato dei loro ospedali, dei loro "centri di salute", metro, autobus.....) giustifica il mio leggero divertimento quando li vedo agitarsi per questa loro "crisi".....
@LDB. Non e' di Brecht. l'ha copiata anche lui.
Ebbene sì, le notizie degli ultimi mesi mi preoccupano. Lavoro da quasi 2 anni come redattore, settore turismo e ricettività, e negli ultimi 6 mesi non ho fatto altro che leggere notizie allarmistiche. Da quando poi la "defaiance" (si scrive così?) finanziaria ci ha messo davanti agli occhi una realtà tanto catastrofica quanto verosimile, ho iniziato ad alzare le antenne per davvero. Dico però anche questo: i giornali devono fare scoop, spesso la stessa notizia viene ripetuta più volte e la ridondanza mediatica genera l'effetto allarmistico tipico dei mass media. E’ importante imparare a destreggiarsi fra le news e non perdere il filo.
Francamente nemmeno il dialogo con le altre persone è riuscito a confortarmi, però le do ragione, direttore, sul fatto di essere ottimisti. Nel senso che in fondo la strada si può sempre aggiustare, basta crederci. Dico a studenti e giovani lavoratori: impariamo in fretta i segreti del lavoro, non dormiamo. Ma impariamo con consapevolezza e senso critico. Insomma, se oggi la situazione economica è questa, in una società che vive per il denaro, forse le cose non sono state fatte tutte nel modo giusto no? Io credo che noi possiamo fare di meglio.
Caro Stefano,
purtroppo volenti o nolenti siamo in ballo,
e come solito dobbiamo cavarcela da soli
(in tutti i sensi)
razionalmente se si pensa al futuro non è roseo, ma meglio pensare che periodi brutti sono già capitati nel passato e in qualche modo ne siamo usciti
parlarne con altri è utile ma spesso essendo un pò tutti depressi si rischia di perdere le energie e pensare in maniera troppo pessimista
bene sicuramente tenersi informati ma anche comunicare tramite blog
risposte:
1) incerto, per forza di cose. la situazione è tale che far previsioni è inutile, si naviga a vista. Mi ricordo che a luglio gli analisti di settore, con il petrolio a 147 dollari al barile, davano per certo il tetto dei 200 dollari alla fine dell'anno. ieri è stato quotato 66! e si tratta di professionisti!!
2) è utile sempre parlarne con gli altri perché scambiare opinioni fa circolare le idee. ma bisogna avere le spalle forti: di Cassandre è pieno il mondo, e a deprimersi è un attimo
3) personalmente mi frustrano. anzitutto, perché vorrei leggere molto di più di quanto riesca a fare. e poi perché mi rendo conto di quanto sia difficile approfondire. Ancora sul petrolio: domani si riunisce a Vienna l'Opec per decidere di tagliare la produzione. Si parla di riduzioni enormi: da uno a tre milioni di barili al giorno. L'istinto mi dice che lunedì avremo di nuovo il prezzo della benzina alle stelle. Poi però ho letto il Sole 24 Ore a pagina 7, dove si spiega che Russia, Cina e Usa stanno aumentando le riserve per frenare la domanda e che quindi l'Opec può far quel che vuole, ma il prezzo non salirà. Il pezzo è di quelli che devi andare a cercare, non ti salta all'occhio subito. e io ho dovuto, per lavoro, cercarmelo. se non fossi stato obbligato, mi sarei agitato.
1. Il futuro oggi è una sfida difficile, ma stuzzicante. Con un po' di arroganza -forse-, lavorando nella ricerca credo che il mio sia il settore che può tirare fuori il Paese dalla crisi. Per il mio futuro personale: ho un contratto all'università per 2 anni, ottenuto tramite un progetto europeo. Lavoro per l'Europa, in Italia, conservando così nel mio Paese competenze e capacità che mi piacerebbe trasmettere un domani...se ci sarà un domani per me in questo Paese!
2. Utilissimo parlare con gli altri. Perchè sono convinta che in moltissimi settori in Italia conviva l'eccellenza e la "nullafacenza". Lo vedo direttamente nell'università e mi sembra che la stessa cosa accada in altri settori: non siamo il Paese di eccellenti tradizioni gastronomiche e quello in cui vengono contraffatte le etichette?!
3. Non più di quanto mi spaventassero ieri. Mi spaventa soprattutto il fatto di leggere dati numerici, che dovrebbero essere oggettivi, diversi da testata a testata. Di chi ci fidiamo?!
Ciao!
Questa recessione è frutto di una sapiente super regia politico/finanziaria. Togliamo la problematica legata alla delocalizzazione delle produzioni verso paesi a basso costo e senza regole, che crea sicuri problemi di squilibrio economico a svantaggio di certe aree. Detto questo, qualcuno si è mai chiesto le vere motivazione di questa crisi sbandierata da tutti i mass media? Forse la bomba atomica ha distrutto tutti i beni materiali del mondo? Forse è sparita tutta la massa monetaria circolante sul pianeta? Siamo stati colpiti da una grave epidemia che azzererà l'esistenza umana? No! E allora evitamo la scientifica disinformazione somministrataci dai mezzi di comunicazione di massa, pronta a spaventare il parco buoi. Solo cosi nessuno getterà alle ortiche i propri beni (materiali ed immateriali) regalando la opportunità agli speculatori di riacquistare a prezzi stracciati. Mi rendo conto delle difficoltà ma, solo con un atteggiamento anticiclico si evita di entrare nel tritacarne.