25
Ott 2008
ore 01:57

Il Salone è mille cose, eccone alcune.

< >

Il Salone sono le scolaresche che vengono scaricate il mattino al Lingotto e affollano il piazzale davanti agli ingressi in attesa che alle 11 si aprano i cancelli.
Il Salone sono i delegati stranieri che stanno in fila davanti all'ingresso di Eataly in attesa che apra per vedere da vicino il grande magazzino di cui tanto si parla nel mondo e quando sono dentro fotografano tutto e comprano le borse di tela.
Il Salone è Street Food con il cibo da strada e la fila davanti ai panini con il lampredotto, davanti ai panini con la milza e davanti alle piadine.
Il Salone è Terra Madre, i mille volti che vengono da un altrove lontano e si incontrano a Torino in una sede separata, distaccata, dove stanno anche i Presidi, a prefigurare qualcosa e non a rappresentare una collocazione forse sbagliata.
Il Salone la sera si polverizza nei mille locali di Torino e della regione.
E' sforzo gastrico e polmonare.
E' unico ma un po' stanco.

commenti 49

Come lo descrivi tu, con la lista delle cose che il Salone e', tutto ha un suo senso e tutto suona bene. Vorrei solo che tutto fosse meno pervaso da etica e moralismo contadino e terzomondista.

25 Ott 2008 | ore 08:05

gianpaolo non mi pare che SlowFood faccia, a parole, NULLA che non sia contadino e terzomondista ultimamente

25 Ott 2008 | ore 09:48

...perchè comprano le borse di tela??, questa non l'ho capita.. ;)
L'ultima frase è interressante, andrebbe approfondito il discorso.., mi è giunta da più parti questa sensazione, che questa edizione ha qualcosa di diverso, in negativo..., è un po' "congelata"., sono sensazioni che mi sono state riportate, io purtroppo non ci posso venire..

25 Ott 2008 | ore 10:46

Mi spiegate cosa non va nell'etica contadina e "terzomondista"? Non è polemica, giuro. Solo voglia di capire le ragioni di questa affermazione.

25 Ott 2008 | ore 11:48

"Congelata"?? A me sembra il contrario, non ho mai visto come quest'anno tanta partecipazione alle varie conferenze, lasciamo perdere il casino di quelli che vogliono solo lo stuzzichino, credo che la gente voglia capire, voglia informarsi, cioè secondo me da questo punto di vista c'è una crescita.

25 Ott 2008 | ore 15:38

Il Salone è stanco..mi chiedo se sono anche stanche le persone di sentire parlare di cibo in maniera sempre arrabbiata, con i tanti guru che parlano con voce grave e la faccia seria. D'accordo, è il periodo, siamo tesi per altro..ma rilassiamoci almeno con il cibo!

25 Ott 2008 | ore 15:40

Buongiorno vacanzieri del cibo! Mi ha fatto piacere sentire il buon ex-direttore chiacchierare amabilmente del Salone del Gusto! Direi assai... Che si sia intrattenuto con il signor Adrià ancora maggiormente: e non lo scrivo in modo provocatorio, anzi...
Cenare al Bulli costa un terzo dello stipendio medio italiano. Se si volesse cenare, ovviamente... Poi se uno si accontentasse di una singola sifonata, il prezzo può cambiare! E qui il discorso prosegue con i vari Pierangelini, Pinchiorri e chi più ne ha più ne metta. Mi viene in mente una chiacchierata fatta con un amico sindacalista torinese: se spendi 5.000 euro per un Rolex, 40.000 euro per un'automobile, 500.000 euro per acquistare un'abitazione modesta, quale deve essere il tuo reddito? Se bevessi Billecart invece che Krug, molto probabilmente ti faresti fare le camicie da Finollo a Genova e gli abiti da Caraceni a Milano, o sbaglio? Credo sia facile per noi, che abbiamo un reddito pro-capite di almeno una decina di migliaia di euro al mese, mantenere un certo tenore di vita. Ma per il cittadino comune, non parlo del dipendente Fiat ma di buon professionista, o un manager, quanto costa andare a cena o a colazione fuori? Ero in un conosciutissimo ristorante ad Ameglia, provincia di La Spezia, recensito dalla guida dell'espresso, oggi a colazione: due antipasti, due secondi, due dolci, una bottiglia di vino locale (Lambruschi) e due distillati, il tutto 200 euro... Li vale, ci mancherebbe anche: ma quanti dipendenti medi si possono permettere di andare a colazione spendendo questa cifra? Ovviamente il locale era pieno: anche se a colazione è aperto esclusivamente su prenotazione. Nel parcheggio Jaguar, una Maserati Quattroporte, una Porsche coupè, una Cayenne ed altri fuoristrada. Ma è questo il target medio di un ristorante italiano?
Saluti!

25 Ott 2008 | ore 16:58

Luca, sono contento se mi dici questo..:)come ho detto non è una mia opinione, mi è stato riferito, io quest'anno il salone lo vedo attraverso la diretta sul web..
Cmq credimi, la strada per avvicinare, non dico tutti, ma anche una bella fetta degli italiani alla cultura del cibo, è ancora molto molto lunga.., queste bellissime manifestazioni fanno sembrare il contrario, ma un conto è la curiosità, un conto è appassionarsi veramanete... e te lo dico a malincuore..

25 Ott 2008 | ore 16:58

Fanciulli, appassionarsi alla cultura del cibo costa: e non poco... E' facile parlare di tartufi bianchi d'Alba: ma quanto costa una grattata? Mi pare che qui sia come andare al Salone nautico di Genova. E sognare un Perini di 40 metri...

25 Ott 2008 | ore 17:00

Complimenti per il tuo reddito mensile..., interessante... :)

25 Ott 2008 | ore 17:01

Collegatevi al sito di libero.it: boom consumi in Italia, si chiama il pezzo di riferimento. Il 40% dell'introito di uno stipendio parte per i consumi primari: affitto, bollette etc. se si ipotizza uno stipendio di 3.000 euro, quasi 1.500 se ne vanno per quei costi fissi. Poi ci sono i libri da acquistare per i figlioli, la spesa quotidiana, qualche biglietto per il cinema, un teatro la benzina per l'automobile e quant'altro. Quanti italiani sipossono permettere il lusso di cenare da Pierangelini e compagni? Quanti si possono permettere il lusso di bersi una sana boccia di Billecart? Non tutti si chiamano Bonilli, Farina o Cernilli...

25 Ott 2008 | ore 17:07

Gallina di Saluzzo, Lardo di Colonnata, ovviamente stagionato 24 mesi se no è un'eresia, formaggio di fossa del cuneese, riso? Ma compriamo solo quello in latta di Rondolino... Che si beve figlioli? Ma ovviamente un bel Barbaresco dei Marchesi di Gresy: se no che gusto c'è???? Ma siamo tutti dei berluscones in erba? Ma per cortesia...

25 Ott 2008 | ore 17:13

Ed ovviamente i fagioli devono essere solamente quelli di Sorana: a proposito, li ho acquistati qualche tempo fa in una nota gastronomia di Lucca. Tre etti di fagioli, 12 euro. Avessi acquistato del filetto avrei speso di meno.

25 Ott 2008 | ore 17:15

Te li hanno messi un po' cari.. :))

25 Ott 2008 | ore 17:24

4 euro l'etto sembra sia il prezzo corretto, considerato che la produzione media è decisamente limitata. L'anno scorso li pagai un terzo in meno... Non che gli zolfini costino molto meno... Non ne faccio una colpa al ristoratore, anzi: vivo tra l'italia e Londra. Si può ben immaginare quanto costi cenare colà: e non parlo di Cipriani, di Maccioni, Santini, per stare sugli italiani, o di Ivy o Gordon Ramsey. Andate un po' a cenare in una qualsiasi pizzeria Rossopomodoro o Madeinitaly a Londra, e poi se ne riparla... Pizza? Squisita, nemmeno da Gennaro Esposito a Torino può esser migliore: ma vogliamo parlare del vino che vi propinano? E poi esce sta polemica su vino in tetrapack... Ho un carissimo conoscente dalle parti di Rocchetta Tanaro, imparentato con qualcuno che a Bolgheri fa uno dei migliori vini italiani, il quale un po' di anni fa decise di mettere in tetrapack il proprio nebbiolo. Ovviamente non chiamandolo nebbiolo... Poi oggi caviro, o come si chiama, percorre la stessa strada: e tutti fulmini e saette. Come se a bevessero eslusivamente Corton o Mersault... Ma per cortesia...

25 Ott 2008 | ore 17:30

E per non parlare delle guide... Del quale l'ex direttore è un esperto con tanto di sodali, come enzo Vizzari, del quale ho profonda stima, tant'è. Poi vorrei anche sapere chi li visita sti ristoranti. Ieri, sempre a colazione, ero in una new entry della Guida dell'espresso: recensione 13,5 e località ad un tiro di schioppo da Massa, in direzione di Forte dei Marmi. Decantato come se fosse il figlio minore di Lorenzo Viani. tra l'altro un encomio solenne riportato qualche giorno fa nell'edizione locale de ''Il Tirreno'', ovviamente sempre dell'editoriale espresso. Addirittura lì codesto ristorante viene addirittura definito ''mitico''. Ecco andatec, poi se ne riparla...

25 Ott 2008 | ore 17:36

Federico di San Giorgio ma perchè non ti apri un blog?

25 Ott 2008 | ore 17:52

Dici?

25 Ott 2008 | ore 17:55

Direi. A meno che tu non ne abbia già uno.

25 Ott 2008 | ore 18:27

@Roberto, e' proprio l'etica tout court che quando arriva all'enogastronomia combina disastri. Basta leggere il post sugli OGM di qualche giorno fa.
Riconosco che e' un limite mio, ad altri va bene cosi' e amen.

25 Ott 2008 | ore 23:00

Devo dire che per molti di noi torinesi è una gran festa avere tutto questo movimento in città - io per ora mi diverto, al resto penserò la prossima settimana.

p.s. ho ascoltato alcuni momenti dedicati all'OGM e anche se il panel non era sempre entusiasmante, ho capito un po' meglio anche il punto di vista no-OGM. Che in realtà ha a sua volta alcuni punti piuttosto convincenti, quindi a questo punto non mi resta che approfondire entrambi.

25 Ott 2008 | ore 23:27

Non sopporto più chi parla male dell Guide. Non compratele! Le Guide aiutano solo a scegliere, date loro meno importanza e la smetterete di scrivere nei blog le solite scempiaggini.

25 Ott 2008 | ore 23:43

Credo che le scempiaggini le scriva lei signor Siro. O Sirio? Si occupa di astrologia?

26 Ott 2008 | ore 01:35


premetto che seguo il canale RaiSat Gambero Rosso Channel da quando ha iniziato a trasmettere.
ieri sera mi aspettavo di vedere un interessante e discretamente confezionato programma, street food, alle 21.30 ca.
al suo posto, piuttosto inspiegabilmente, è apparso un esserino impacciato, piuttosto ignorante in materia di food e non solo, malvestito e neppure troppo simpatico, una 'piccola' persona.
intervistava un paio di persone, tra queste, Carlin Petrini, al quale ha fatto alcune battute che si poteva veramente risparmiare e spingeva
gli interventi di un 'ristoratore' romano, anche lui trasparente come e più dell'acqua fresca.
poi è apparsa la Lusenti, che, timidamente, si riferiva al poverino, tale barendson, per certo un pluri raccomandato, apostrofandolo
come "direttore".
spero di aver capito male, ma se il tipo è direttore del canale, è meglio che cambiate tutti lavoro.
se, invece, come credo, è un direttore di rete, cioè viene foraggiato da Raisat, il problema è circoscritto, lo cacceranno appena lo vedono, non arriva al panettone, di sicuro alla colomba.
per certo, dal di fuori è facile notare uno strano sbandamento ed una serie di tendenze e scelte veramente assai discutibili e alcune assolutamente non condivisibili.
troppo spazio a improvvisati come mariola, barberini, rugiati, e a riciclati cuochi falliti come corelli, barbieri.
assurde trasmissioni cancellate, come qb della Lusenti multitasking (un soggetto che vuole decisamente strafare e comunque fare dell'altro, leggi la giornalista), che con spaghetti al fronte fa il paio con la barberini e il suo inguardabile e inqualificabile 'mercati d'italia', dove è impacciata e mediocre come una sciampista di borgata lontana dal casco.
concludo comunicandovi che, dall'altro lato del TV, il canale nel suo complesso, và verso direzioni discutibili che sono di ardua comprensione.
restano discreti santin, la ravaioli, sabellico, il politico bolasco e qualcosa acquistato qua e là.
concludo veramente ringraziandovi per averci voluto privare dell'odioso e snob, quanto inutile, alfredo antonio antonaros, che assieme alla dente, fareste bene a nascondere nel cassetto.
con immutata stima,

__
edoardo chioni

26 Ott 2008 | ore 07:14

@ Federico
Ma ci sei o ci fai? Ti compri i fagioli di Sorana o poi vieni a lamentarti su blog che sono cari. Apri gli occhi prima e lasciali sul bancone, stop.

26 Ott 2008 | ore 07:47

@ pippo
Signor Pippo, credo che lei abbia qualche problema a comprendere la lingua italiana... Mai lamentato che i ristoranti siano cari: ho semplicemente scritto che e fantascietifico parlare di ristorazione d'alto livello per gente che guadagna duemila euro al mese. Semplice e lineare. Perchè per potersi permettere un pranzo da 150 euro, occorre indossare una camica da 250, una scarpa da 500, portare al polso un orologio che ne vale 10.000 eccetera. Se no ci si accontenta di andare una volta ogni 15 giorni in pizzeria. Le pare un discorso classista? Certo, ma almeno ho il coraggio di farlo. Cordialità.

26 Ott 2008 | ore 08:13

Guardi, sig. Federico, che imborghesendo la cucina ed analizzando le nuove realtà socio-economiche si rispolverano solo concetti d'antan, evidenziando limitazioni ovvie (forse non scontate)! L'emancipazione dalla fame e gli "assaggi di massa" sono stati temi già affrontati nel corso di questi ultimi decenni. Invece è importante verificare la considerazione rivolta al cibo ben oltre la sua semplice, scontata manipolazione.

26 Ott 2008 | ore 09:19

Signor Stefano, il suo linguaggio mi torna leggermente criptico. Se la parte relativa al ''d'antan'' andasse in qualche modo ricondotta a quanto da me espresso precedentemente, la troverei fuoriluogo. Invece mi interesserebbe approfondire la seconda parte, che significa ''verificare la considerazione rivolta al cibo ben oltre la sua semplice, scontata manipolazione''?????
Ben gentile.

26 Ott 2008 | ore 09:37

Volentieri, oltre ogni formula retorica! Se Lei interpreta il mio come criptico, potrei evincere una sorta d’interpretazione volutamente ambigua da parte Sua. La mia era una modesta esortazione a considerare aspetti e sollecitazioni indubbiamente meno materiali ma forse più interessanti quali, vizio, voluttà, gratificazione, tralasciando testimonianze relative ai costi, ai prezzi etc etc…
Un saluto

26 Ott 2008 | ore 10:02

Signor Stefano lei si che sa dove andare a parare! Vizio, voluttà, gratificazione: e mi riconduco a quello scritto da me molto sopra. Come si può osannare (Guida dell'espresso) un localaccio con tovagliato in acrilico finto seta, pavimentazione a quadrettoni in finto cotto-vera ceramica, carta dei vini in vera plastica (ha presente quel'odore inconfondibile?) E mi fermo qui. Se anche avessi mangiato del buon cibo in codesto posto, e dico se anche..., che voluttà ne avrei ricevuta? Mi è rimasto il vizio, visto che ero in compagnia di una signora a modo!
Un saluto a lei.

26 Ott 2008 | ore 10:12

Guardi sig.Federico, io non porto nemmeno l'orologio e le scarpe magari le compro pure nei saldi ma se voglio "godere" una volta ogni tanto, in certi locali ci faccio pure un salto, come ho già fatto e guadagno anche meno di 2000 euro al mese.
"... quelli di Sorana: a proposito, li ho acquistati qualche tempo fa in una nota gastronomia di Lucca. Tre etti di fagioli, 12 euro. Avessi acquistato del filetto avrei speso di meno."
Deduco che per lei sig.Federico, siano cari questi fagioli o no?
Come vede non ho parlato di ristoranti e credo di non avere nessun problema a comprendere la lingua italiana.
Saluti

26 Ott 2008 | ore 10:57

Apprendo con piacere la sua familiarità con la lingua di Dante. Anche se un dubbio mi rimane: riferito al mio commento. Non ho affatto detto che siano cari a priori. Avendoli acquistati significa che me li posso permettere... Il ragionamento che sta alla base è diverso. E mi ricollego al Salone del Gusto, alla buona tavola etc etc. Si fa un gran parlare di prodotti di qualità, di filiera corta, di NON UTILIZZO DI OGM in agricoltura. Bene: anzi, perfetto! Non so da dove lei scriva, ma io in Toscana ci sono alquanto. I fagioli sono diffusissimi, ad esempio in lucchesia. Ed una famiglia media ne consuma anche due chili a settimana. In Val di Nievole, zona Montecatini Terme, terra natale del ristoratore italiano più famoso nel mondo (che non è Vissani, non è Pierangelini, non è Cracco, non è Scabin bensì si chiama Siro Maccioni) i fagioli li cuociono al fiasco, in casa. Quanto dovrebbe spendere un impiegato di banca montecatinese se ai figlioli dovesse cuocere fagioli di Sorana un giorno si ed uno anche?
Il problema è questo: si parla tantissimo di grande ristorazione, di vini spettacolari. Ma poi, nel quotidiano, chi se li può permettere? Dissertare di questo genere di cucina è come dissertare di barche da 40 metri, ribadisco il concetto. Credo che da parte di tutti servirebbe un poco di umiltà. Molto semplicemente. Cordialmente.,

26 Ott 2008 | ore 11:15

@ federico di san giorgio
Bravo! Propongo di smettere di parlare di alta ristorazione, prodotti di nicchia, ecc. e di iniziare tutti insieme una bella discussione su pasta Barilla, McDonald's e Spizzico...
P.S.
Per quelli che guadagnano "almeno 10mila euro" cliccare invece sul nuovo blog SanGiorgio.it

26 Ott 2008 | ore 16:24

Sig federico ci dia lei una spiegazione sul perchè questi fagioli hanno questo prezzo. Ma li da voi si mangiano fagioli ogni due giorni??? Suvvia un poco fantasia, la cucina italiana è leggermente più ampia.

26 Ott 2008 | ore 16:40

Gentilissima Signora Alice, io per fortuna vivo altrove e non in Val di Nievole. Ma ci sono spesso da quelle parti. E le garantisco che i fagioli, e non solamente da quelle parti, li mangian tutti i giorni. Ebbene si. Cordialmente, of course.
Per il prezzo del fagiolo? Semplice: le faccio una domanda io. Come mai il petrolio costa così tanto al barile? Stesso motivo per cui il fagiolo di Sorana costa più di un borlotto. Domanda, offerta: ovvero quantità disponibile. Ma qui sembra che tutti si viva nel paese delle meraviglie, Signora Alice.

26 Ott 2008 | ore 17:00

Gentilissima Signora Alice, io per fortuna vivo altrove e non in Val di Nievole. Ma ci sono spesso da quelle parti. E le garantisco che i fagioli, e non solamente da quelle parti, li mangian tutti i giorni. Ebbene si. Cordialmente, of course.
Per il prezzo del fagiolo? Semplice: le faccio una domanda io. Come mai il petrolio costa così tanto al barile? Stesso motivo per cui il fagiolo di Sorana costa più di un borlotto. Domanda, offerta: ovvero quantità disponibile. Ma qui sembra che tutti si viva nel paese delle meraviglie, Signora Alice.

26 Ott 2008 | ore 17:00

Mi spiace la ripetizione come sopra ma dipende dal sito non dal sottoscritto. Noto una certa acredine... Sottile (mica tanto...)
Spiace, perchè basta non pensarla come il generone e subito avanti Savoia tutti all'attacco! caro Draghin Draghetto volente o nolente occorre ascoltare anche i commenti degli altri. Se proprio la urtano, li salti!

26 Ott 2008 | ore 17:05

Ecco, bravo, domanda-offerta, nessuno scopre niente, allora che ci commenta a fare la sua spesa a Lucca? E' veramente la sagra dei luoghi comuni. Cordialità.

26 Ott 2008 | ore 18:14

Cara Alice (sempre di più nel Paese delle M.) se non contestualizza non coglie ovviamente. Io non ho scritto che son o più o meno cari per me: io ho scritto che qui si fa solamente demagogia, come la sua! I luoghi comuni sono i suoi: e di quelli che si sciolgon in un brodino di giuggiole perchè hanno avuto una esperienza mistica andando dal signor Scabin a farsi sifonare la seconda portata. Ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, madame. E continui a sognare Scabin, ci mancherebbe anche!
Con ossequio.

26 Ott 2008 | ore 18:20

Scusi Sig. San Giorgio, si può commentare anche se non si guadagnano dai 10.000 euro al mese in su..?? o ci sono delle restrizioni...? :))

26 Ott 2008 | ore 19:06

Va bene san giorgio va bene , buon preoseguimento, monsieur.

26 Ott 2008 | ore 19:15

Siamo al catto-comunismo, mannaggia!
Ad maiora, ovviamente: contenti voi!!!!

26 Ott 2008 | ore 19:19

Lasciatelo stare, farnetica e si sta sfregando le sue manine davanti alla tastiera ridacchiando per tutto lo spazio che si è preso e che gli stiamo dando.

26 Ott 2008 | ore 19:59

Naaaaaaaaa: avevo toppato. Siamo al valium...

26 Ott 2008 | ore 21:43

E si un po' di valium non farebbe male

26 Ott 2008 | ore 23:28

Salone stanco? Ce ne fossero di manifestazioni come queste e di associazioni come Slow Food... esprimono la vera gioia che deve dare il cibo che deve essere buono e accessibile a tutti, non solo ai multimilionari. Abbasso i fighetti e i pseudo ristoranti con pseudo ambizioni da 80 euro a coperto... tutta fuffa! I ristoranti costosi che riescono a giustificare il perchè di certi prezzi con la qualità e la bravura e la gentilezza sono davvero un numero esiguo (non li ho girati tutti ma una 30ina di stellati sì), allora molto meglio una gran bella trattoria o osteria, che faccia piatti della tradizione, buoni, spesso ottimi o eccezionali, serviti con garbo, gentilezza, un sorriso, e a un prezzo accessibile

27 Ott 2008 | ore 17:11

posso fare una risataì alle due di notte stanco ma felice§?
ahahahahahahahahah
scendete dai peri....
adriano

28 Ott 2008 | ore 02:15

..il salono siamo io e mio figlio di 2 anni e mezzo in giro per otto ore senza soste.........siamo campioni del gusto e della resistenza!!!

28 Ott 2008 | ore 09:19

Io al Salone sono stato benissimo. Certo, ho fatto il furbo e ci sono andato il giovedì.

28 Ott 2008 | ore 19:49

scrivi un commento

Puoi scrivere quello che vuoi, ma se è una sciocchezza posso cancellarlo. Se il tuo commento non viene pubblicato subito, è colpa dell'antispam che ha dei criteri tutti suoi. Non ti preoccupare, magari scrivimi un breve messaggio per avvisarmi, appena posso recupero tutto.

Risotto_barbera.jpg Risotto alla barbera

Il cielo è più grigio e la temperatura è calata, è tempo di piatti caldi e...


ultimi commenti

  • Alessandro - Lo stato italiano dovrebbe finanziare le banche ancor piu'...
  • piermiga - Quando Antonella entrò nel camerino lui era seduto e...
  • Raffaele - Mi tocca essere d'accordo con Gumbo Chicken!!!...
  • Roberto Bentivegna - :( Non più tardi di qualche mese fa ti...
  • gumbo chicken - Vista l'insensibilità del commento di Tristano - che condanna...
  • Tristano - Che strana gente è quella che si occupa di...

ultimi post

20
Gen
Una rosa bianca per il Maestro Abbado - Foto ANSAE' morto alle 8,30 del...
18
Gen
Prendere esempio da Ducasse? No, l'esempio sono i fratelli Roca - Avevano già le tre stelle Michelin...
16
Gen
Fool racconta l'Italia del cibo. Un po' come te l'aspetti, ma anche no - E' uscito Fool n. 4 dedicato...
14
Gen
La grande bellezza di Roma che piace agli stranieri e non agli italiani - La grande bellezza è un bel...
09
Gen
Aprire è un po' morire - Lo sai che Piripicchio ha aperto...
07
Gen
Spaghetti alla bolognese made in New Zealand - Venti giorni senza cucina italiana a...
04
Gen
15 giorni da Valerio M. Visintin senza passamontagna, occhiali e guanti neri - Lo sognavo da tempo ma in Italia...
04
Gen
Viaggiare in aereo con 200 romanzi, saggi e libri di cucina - Leggendo sul New York Times alcuni autorevoli...
Pici_1.jpg Pici con le briciole

Dopo tanto sud torniamo nell'Italia Centrale, in Toscana, per raccontare una bella ricetta semplice e popolare,...


ultime letture

IMG_2291.JPG Viaggiare in aereo con 200 romanzi, saggi e libri di cucina

Leggendo sul New York Times alcuni autorevoli pareri...


Ferricuoco.JPG Maria Antonietta Quaresima ovvero Marie-Antoine Careme detto Antonin

Poco tempo fa parlavo con un giovane...


IMG_0522.jpg Gianni Brera, il grande padano

Ho ripreso in mano La pacciada, il...


Twitter
Friendfeed