21
Nov 2008
ore 09:15

Rimini, l'archetipo e il futuro

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Sono a Rimini, a Indicativopresente,  il primo festival di trendwatching o interpretazione del mondo che verrà, per parlare del futuro della gastronomia.
Il mio sarà uno degli interventi: il futuro dell'arte, dell'architettura, del turismo, dell'informazione, dei mass media, della città ecc... sono alcuni dei molti altri interventi in programma.
Molti di voi hanno fatto ipotesi, previsioni, scenari e io li racconterò perché del presente e del futuro prossimo fanno parte anche i blog, Facebook e tutte le forme di comunicazione che stanno rivoluzionando il nostro modo di vivere.

Parlerò principalmente dei blog e l'arte della gastronomia, di questa enorme comunità che si è via via formata in questi anni e sta condizionando, molto di più di quel che non si voglia riconoscere, cuochi, giornalisti e pubblico.

E parlerò della trattoria, l'archetipo, l'idea innata del nostro modo di nutrirsi :

"Nessun archetipo è riducibile a semplici formule. L'archetipo è come un vaso che non si può svuotare né riempire mai completamente."

commenti 25

il web e i suoi derivati sono ottimi per veicolare le informazioni e renderle fruibili a tutti, molto meno per monetizzarle.

21 Nov 2008 | ore 10:09

Bella Bonilli....!!!! :))

21 Nov 2008 | ore 10:12

E' un'impressione o per l'abstract (che si può leggere sul sito) hai preso più ispirazione dal post sul Traslocatore che da quello appositamente aperto? :-)

21 Nov 2008 | ore 10:28

Direttore sarebbe bello anche leggere il testo dell'intervento, specie per noi che non possiamo esserci. Ha modo di pubblicarlo da qualche parte? =)

21 Nov 2008 | ore 10:29

Su youtube, please ;-)

21 Nov 2008 | ore 10:29

Ohi, ma sul sito c'è scritto che l'incontro è alle 18. Non gli lasciate neanche il tempo di fare l'intervento, già su YouTube lo volete!?

p.s. l'abstract si legge già sul sito, ma mi pare scritto in modo abbastanza vago da lasciar spazio alle sorprese - durante il vero e proprio intervento. Giusto?

21 Nov 2008 | ore 10:55

Dalla biografia di Stefano Bonilli scritta sul sito di Indicativo Presente si legge: "...Nel settembre del 2008 è uscito dal Gambero Rosso e ora sta progettando una nuova attività editoriale...".
Il futuro non lo so, ma il presente lo vedo un tantinello ipocrita...

21 Nov 2008 | ore 11:51

Ipocrita? Ma che sciocchezza!!!
Avrei dovuto dire, a gente che non sa nulla di gambero rosso e dintorni, che mi hanno cacciato? E chi? E quindi raccontare in due righe una storia ancora tutta da discutere, almeno in tribunale?

21 Nov 2008 | ore 12:01

Interessante direttore il concetto di archetipo applicato alla trattoria. L'avevo studiato per la mia tesi e messo in relazione a quello di stereotipo. I confini sono molto labili tra i due concetti e il rischio è che ben presto - se non è già avvenuto- la trattoria e la tradizione di casa nostra diventino degli stereotipi... Bisogna già correre ai ripari?

21 Nov 2008 | ore 12:15

Ha ragione bonilli: in quel contesto non ha senso dare troppe specifiche. L'importante mi sembra il seguito "ora sta progettando una nuova attività editoriale".
Aspettiamo tutti questi sviluppi.
Mi spiace non essere a Rimini ad ascoltare :-(

21 Nov 2008 | ore 12:18

Giusto ieri a pranzo mi sono fermato in una trattoria che piu' trattoria di cosi' non si puo'; basti dire che la "filodiffusione" e' una radiolina con l'antenna che spunta, vecchie foto in bianco e nero sui muri, calendario della Lazio, ed il conto lo fa il vecchio proprietario su un block notes in lire e poi lo "traduce" in euro con la calcolatrice; zona Tor Pignattara, una zona storica e tipica di Roma per quel che riguarda "L'archetipo delle trattorie" nel suo aspetto piu' classicista, ossia per citare un termine tanto amato dagli italiani: della tradizione.
Era giovedi', quindi vado per gli gnocchi, aspetto quasi 30 minuti, faccio in tempo a leggere il giornale, e arriva un piatto di gnocchi non fatti in casa con un sugo di pomodoro a dir poco insignificante, peccato me lo aspettavo col sugo delle spuntature.
Il secondo, immangiabile letteralmente; uno spezzatino di carne dura e gommosa, ed un contorno di broccoli romani dal colore indefinibile e dal sapore semidisgustoso.
Caffe' imbevibile, direi che le uniche 2 cose buone sono state la mezza di Ferrarelle ed il pane, non certo fatto da loro.
Conto 18 euro.
Sono uscito maledicendo questo paese, e la sua tanto decantata tradizione memore anche di un esperienza analoga avuta qualche mese fa, nella stessa zona.
A proposito della ferrea linea di preferenza degli italiani sulla tradizione culinaria, a scapito di qual si voglia innovazione, e quindi progresso generale di conseguenza, mi e' venuto in mente che a Londra l'ultima volta che ci sono stato, a maggio di quest'anno, andai a pranzo da Latium, tre forchette sulla guida Michelin, con guardaroba all'entrata, orchidee sui tavoli e camerieri che ti servono l'acqua; mangiai un'ottimo primo, secondo e dolce con acqua e caffe', e pagai 26 sterline.

Mi verrebbero da fare tante riflessioni, ed osservazioni, all'infinito. E chiunque ne puo' trarre le sue, di osservazioni.
In fin dei conti sintetizzerei che l'idea eccezionale di Massimo Bottura della distanza di 10 km dalla tradizione potrebbe essere anche giustamente espansa fino a venti o trenta.

21 Nov 2008 | ore 15:10

Potrò sembrare cinico, ma, credetemi, non c'è polemica: a volte vado sui siti stranieri per capire come gli altri ci vedono.
Stavo giusto navigando sul sito di Jamie Oliver.
Guardavo una di quelle ricette semplici tipicamente italiane, in cui la qualità degli ingredienti viene prima della bravura del cuoco: la pasta al pesto(http://www.jamieoliver.com/recipes/pasta-and-pizza).
Beh, lì la ricetta prevede tra gli ingredienti
"1 x jar of Green Pesto", tradotto, un barattolo di pesto verde.
Pensate, l'Autore del sito ha sintetizzato un'intera tradizione in un "vasetto verde" di pesto del supermarket.
Una sconfitta per la nostra cultura!
Chissà quante persone nel mondo visitano quel
sito e quante obiezioni potremmo fare su quella ricetta e non facciamo (a cominciare dal basilico ligure, la foglia piccola, con o senza aglio, la battitura nel mortaio sennò nel mixer "ammazzi" il pesto, cottura della pasta con o senza patate e fagiolini etc.).
Dai pochi commenti lasciati sotto la ricetta ho capito che effettivamente a voler cercare di scambiare la cultura enogastronomica si potrebbe pensare al mondo virtuale e, dunque, come si ipotizzava, intervenire in quello spazio virtuale per "rimettere le cose al loro posto".
Il dubbio però rimane: data la particolare importanza che la materia prima ha in cucina e, soprattutto nella cucina italiana, si potrebbe - è vero - rivendicare detta qualità divulgandola. Ma non è forse preferibile lasciare gli altri nella loro supposta conoscenza della cucina italiana ?
Questo dico in quanto l'esperienza dei presidi, dei consorzi e delle cooperative e relativi marchi colettivi, rispetto al mercato, sembra non essere così incoraggiante e tutelante (il grana e il reggiano ormai vanno sul banco sottocosto).
In secondo luogo, perchè le iniziative più importanti che hanno ricevuto il riconoscimento europeo, anzichè contrassegnare la qualità, sono state il grimaldello per gli altri.
Così oggi l'Italia si sta sempre più frazionando in mille dop, doc, docg, igt, igp etc., per prodotti che forse non meritano tanta attenzione, con il rischio, appunto, che il pesto alla genovese è quello verde in vasetto, ossia esattamente quel risultato che i marchi collettivi dovevano scongiurare.

Filippo

21 Nov 2008 | ore 15:30

Filippo, non comprendo perchè lei parla di sconfitta per la nostra cultura. Io ogni volta che vedo pasticciare il sig. Oliver ed altri albionici trovo che non facciano altro che sottolineare qual è la loro di cultura (gastronomica). E ringraziando Dio è tanto diversa dalla nostra.

Ad Majora

21 Nov 2008 | ore 16:31

Sveglia Filippo, Jamie Oliver vende barattolini di pesto, per l'appunto, dovresti farti un giro a uno dei Tesco che stanno qui, ha un intero scaffale dedicato :D

21 Nov 2008 | ore 17:21

Stamattina ho dato un'occhiata alle notizie on line. Sul Guardian c'era scritto che la Michelin a giugno aveva tolto una stella a Marchesi, quindi lui ha restituito l'ultima rimasta e ora la guida l'ha eliminato.

Su Repubblica invece a fianco della foto di Marchesi c'è scritto che il suo ristorante è il Flipot!!

Insomma ci sarà pure interesse per la Michelin, ma forse è un po' superficiale e confusionario...?

21 Nov 2008 | ore 17:24

(il commento precedente era per il post sulla Michelin, pazienza)

21 Nov 2008 | ore 17:54

@aPaz
Hai ragione, il presente è ipocrita.

Doveva dire che il Gambero Rosso ha perso Bonilli.

Oppure, che qualcuno ha trovato una maniera furba per non pagargli il dovuto (al momento).

"Uscito" è un termine troppo elegante per essere vero...

22 Nov 2008 | ore 16:45

Tornando in topic.

"Il futuro della gastronomia è lontano da casa mia".

Può essere un buon titolo, no?

Non credo che in città avremo tanto presto la risoluzione del dilemma del futuro della gastronomia. Per me, è in provincia o all'estero che si deve guardare, a come si sono o si stanno abbattendo i costi totali (TCO vero e proprio) e come si crea un qualcosa di attraente per i clienti.
Nelle strutture cittadine è difficile da raggiungere subito, questo obiettivo, quando i fornitori ti caricano pure le multe che prendono per portarti la roba, invece di evitarle...

22 Nov 2008 | ore 16:50

già che sei a rimini vai a farti un giro a torriana al povero diavolo il miglior ristorante della romagna.
buon appetito

22 Nov 2008 | ore 19:59

io veramente ci sono già stato ieri sera :-))

22 Nov 2008 | ore 23:17

mi scusi, c'è la possibilità che pubblichi l'intervento? sia scitto o filmato? ero curioso di sentire cosa diceva sull'argomento, sul sito dell'evento non è possibile vedere nulla, grazie

24 Nov 2008 | ore 16:24

”… Sulle Questioni Poste nel Concetto: Il Futuro visto dal Passato
Veloce Veloce e senza cura che mi si è impantanata la lingua nel mentre nel web

Si, sarebbe davvero interessante conoscere il "futuro" della ristorazione secondo il Maestro.

Mi piacerebbe capire infatti dove abbiamo sbagliato nell'articolazione della nostra idea di cucina e conseguentemente dell’idea del nostro modello di ristorazione che elaborate alla fine del 1999 inizio 2000 sono state poste poi all'attenzione generale dal 2002 attraverso numerosissimi momenti di confronto e di discussione con tutti a tutti i livelli.
“..Io credo che sia necessario spingere la discussione sulla cucina in tutte le direzioni alla ricerca di un’identità possibile.
La nostra identità l’abbiamo trovata nel lavoro sul concetto di Tipico. Lo studio ha aperto inoltre diverse strade tra le quali quella del rapporto tra cucina ed arte
Il passaggio secondo noi necessario è quello appunto dalla “cucina come fatto artigianale alla cucina come fatto espressivo”all’interno di una concezione Nuova del Tipico.
Su questo piano abbiamo inteso stabilire delle relazioni di confronto con gli addetti ai lavori.
La relazione tra cucina ed arte ancora proposta come direzione di ragionamento nel convegno “Culture e Colture” organizzato in Terra Madre – 2006 - , non ha avuto però grandi consensi…. “ ” (da questo stesso blog)
“….E’ chiaro che i ragionamenti in esso contenuti sono organizzati all’interno di un’idea della storia che individua il soggetto come elemento di trasformazione e di cambiamento della realtà che ci circonda e la Cucina come atto estremamente politico sottraendola in questo modo ai processi che la marginalizzano nell’angusto ambito di segno distintivo che marca l’appartenenza e quindi la differenza tra gli uomini….”. (da questo stesso blog)
Per questo motivo……
Roccacerro senza conclusioni
da Primo Manifesto della Cucina Liberata
di Mario Iacomini…..”

25 Nov 2008 | ore 12:40

il "Povero diavolo" e' presente sul libro che presentero' a Roma al quinto quarto martedi' 9 dicembre....scusate l'intrusione.

25 Nov 2008 | ore 13:25

Scusate l'intrusione bis;
dove si terra'la presentazione, e a che ora?
Vorrei farci un salto

26 Nov 2008 | ore 14:52

Quinto Quarto via della farnesina 13 presentazione verso le 20....il menu' e' scritto su un paio di blog....

27 Nov 2008 | ore 17:17

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