12
Nov 2008
ore 01:21
ore 01:21
Franco il traslocatore
UNA STORIA
Faceva veramente il traslocatore Franco, che gestisce Er Grottino alla Garbatella.
Faceva i traslochi e spadellava.
I traslochi di quando si conoscevano un po' tutti e non c'erano i montacarichi esterni.
Sua madre aveva un'Osteria, proprio dove c'è il Grottino, e si beveva e mangiava e le Asl erano di là da venire e pranzo e cena erano popolari e affollate.
Poi tutto è cambiato nel mondo dei traslochi ma anche per le osterie e Franco si reinventato trattore e ha incominciato a cucinare.
Ieri siamo stati a mangiare lì e uno di noi ha avuto un piatto di bucatini all'amatriciana che era di tre etti, perché da Franco i primi sono tanto, ma anche gli altri hanno avuto porzioni sontuose di tagliatelle col sugo della coda e rigatoni alla gricia perché questo è il biglietto da visita del grottino.
I bicchieri sono duralex e le tovaglie di carta e i primi abbondanti erano buoni e anche le polpette venute dopo, come secondo, e la coda, e gli spiedini erano assolutamente corretti, un po' meno il fegato, ma chi se ne frega, siamo stati bene e il vino lo avevamo portato noi, delle grandi bottiglie, per giocare, e coi caffè e due Amaro Nerone abbiamo pagato 120 euro in sei.
Franco ha 50 anni, il fisico del traslocatore c'è tutto e porta occhiali da super miope con le stanghette tenute su con lo scotch.
Il momento è duro, ti racconta, a pranzo si fa poco e la sera comunque si deve correre.
Ti racconta di una Roma che non c'è più, di tasse e incombenze che soffocano, ma poi è contento di vedere i clienti contenti serviti da una cameriera bionda, forse polacca o moldava, di una serata normale, abbastanza piena ma non del tutto.
E' uno dei molti locali di Roma che resiste aspettando tempi migliori, un posto divertente.
Se non siete a dieta.
Ar Grottino der Traslocatore
GARBATELLA
Largo delle Sette Chiese 2
tel 06 5141261
Il momento è duro, ti racconta, a pranzo si fa poco e la sera comunque si deve correre.
Ti racconta di una Roma che non c'è più, di tasse e incombenze che soffocano, ma poi è contento di vedere i clienti contenti serviti da una cameriera bionda, forse polacca o moldava, di una serata normale, abbastanza piena ma non del tutto.
E' uno dei molti locali di Roma che resiste aspettando tempi migliori, un posto divertente.
Se non siete a dieta.
Ar Grottino der Traslocatore
GARBATELLA
Largo delle Sette Chiese 2
tel 06 5141261







io sti posti li adoro santo dio e sai anche qui a nonantola dove sto io c'è un amico che ha aperto un'osteria solo per il gusto di fare bere mangiare se passi di qui ti ci porto si chiama "La Sberla" ci si becca su facebook Bonillo'S
direttore sorrido...mi permetta ma da quando fa il pensionato che scrive e segnala osterie e trattorie quanto calore in queste righe di intima convivialità mi piacerebbe che lei scrivesse ed intervistasse uno chef d'osteria e ne parlasse come ha fatto con ferran adria l'uomo dell'azoto il richard benson della cucina??!!! anchio vado alla garbatella e anchio ho degustato...ma non ci siamo mai incontrati
con simpatia
marco
sono d'accordo che i posti semplici e realmente genuini non stancano e non deludono, certo in questi tempi è normale che vengano riscoperti, ma spesso è anche per low budget, la ristorazione nel globale è un viaggio anche diverso molto + complicato e ricercato altrimenti ci saremmo fermati alle trattorie (senza nulla togliere a loro)!!!!!!!!!!!!!! credo nessuno meglio di lei possa capire Patty da Bologna
Sì, sarà anche per low budget, ma è anche perchè ci si sente "a casa". Torni dopo 10 anni e ritrovi gli stessi sapori. Io segnalerei qualche posto così in giro per l'Italia minore, ma vi fidate?
Giusta la mossa della cameriera bionda..., tutto fà brodo..! :) forse sono stato un po' troppo cinico..
Cmq il prezzo veramente onesto..
be diciamolo direttore tra i due Lei è piu bellino Le dirò che dall'ultima volta che l'ho vista alla citta del gusto(con due cerotti sulla guancia) la vedo più tonico rilassato e sorridente i suoi 54 anni se li porta alla grande
Ehm...ci deve essere qualche differenza di gusti tra i torinesi e gli abitanti di Roma. Una dozzina di miei amici scesi per una manifestazione, si sono trovati a mangiare lì una sera (consigliati a loro volta da frequentatori di Roma) e i resoconti unanimi sono stati: luogo e accoglienza simpaticissimi ma il cibo non è piaciuto neanche un po', quindi sono usciti scontenti. Oh - nessun fighetto, tutta "gentaglia" abituata a piole grezze, bocciofile, banchetti della festa dell'Unità (Liberazione o Rinascita che siano) e panini CGIL. Boh!?
Questa cosa rafforza la convinzione che per "raccontando" qualunque tipo di locale la cosa migliore sia descrivere la propria esperienza così com'è, molto soggettiva, perché tanto evidentemente ognuno se la vive a modo suo per un milione di motivi diversi e spesso imprevedibili!!!
Non è che poi finiamo con le trattorie del camionista e il vino del contadino..?!
:-)
Io il grottino del traslocatore un po'l'ho frequentato... divertente, ma niente di più: soprattutto per chi, come me, ama le megaporzioni solo se cucinate a regola d'arte. Ci sono innumerevoli posti semplici che meritano di essere una tappa gourmet, ma non penso che il grottino sia una di quelle. Forse ci dovrei tornare?
Ma no, è come quando si va al cinema: capolavoro ma spesso rottura di palle assoluta, film leggero e divertente stroncato dalla critica.
Noi abbiamo fatto ricreazione ma eravamo convinti di mangiare mediocremente e invece no.
@ Gumbo
L'amatriciana, ancorché tre etti/porzione era buona, la coda era buona, i tuoi amici non possono dire, anche non essendo fighetti, che si sta male, possono dire che loro quel giorno... vai a vedere perché, di certo locali così non è che hanno standard costanti.
Comunque resta un gioco :-))
Aggiungerei: in certi locali ci si va per come ci si sta complessivamente, anche se il mangiare è lo spunto iniziale.
Anche io vado in posti in cui il mangiare non è magari eccelso, però le porzioni sono abbondanti, magari trovo anche il da bere che mi piace, e le quattro chiacchiere finali con il proprietario mi fanno sentire bene.
Sarà che ho vissuto molto da solo, per cui il girare per locali era diventato quasi obbligatorio, la sera. Per questo, il lato umano del ristorante per me conta molto.
Infatti non hanno detto "si sta male". Conoscendo alcuni di loro da anni sono sicura che per i nostri classici criteri, come ambiente ci possiamo trovare bene. ;-)
Quello che so è solo che a loro quella sera il cibo non è piaciuto - tutto lì. Avranno scelto i piatti "sbagliati", la serata storta, il momento incasinato, avrà influito la stanchezza, troppa attesa o troppa fretta o la luna storta. E' che mi è sembrato strano leggere questo post, ricordando i loro loro commenti del giorno dopo!!!
Comunque anche qui ci sono locali in cui andiamo volentieri perché sono simpatici e divertenti e ci si sente bene e costano poco; alcuni piatti sono buoni, altri così così, altri proprio un po' storti. Però occhei, come gioco va bene così, mica ci facciamo troppi problemi... :-))
Mi piace sto grottino,
certo tre etti di pasta non riesco a mangiarli e al pensiero che poi viene il secondo mi viene male, ma se il titolare non si offende se si lascia lì mezzo piatto, alla prima discesa a Roma ci faccio un giro. Sulla stessa lunghezza d'onda io consiglio Al Bosco a Colognola ai Colli (Vr), cucina semplice ma tutta genuina (molte cose prodotte in azienda), un fratello in sala, simpatico, l'altro ai fornelli con la passione vera per la cucina. Insomma per lo standard un posto da consigliare assolutamente e si spende 20/25 a seconda del vino che si prende.
Mi scusi, ma siamo sicuri che non ci sia stato un trattamento diciamo di favore... io sono una romana doc, cresciuta in una famiglia di testaccini e trasteverini, so cosa vuol dire mangiare bene, e soprattutto mangiare bene romanesco. Il grottino negli ultimi anni è sceso molto nella qualità della cucina, tanto che non ci vado più a mangiare. A me non importa dei tre etti di pasta. Me ne basta 1, ma cucinato bene, con amore, e con materie prime di alta qualità. Tutto questo, alla mia ultima capatina al grottino (ormai risale ad un anno e mezzo fa) era scomparso. La giornata storta, può capitare in ogni cucina, nel mio caso furono tre di fila, e credo che come sia giusto parlare bene di un locale, si debbano dire anche le cose che non sono piaciute. Questa lunga premessa non toglie comunque nulla alla sua esperienza positiva.
Lo confesso, una del gruppo gli ha detto chi ero... lui i gamberi credo li cuocia e la cameriera ha detto come battuta "mica dobbiamo pagare?"
Pare che siano passati già dei giornalisti ? :-)
Possibile che lui abbia cotto con attenzione il chilo di bucatini, in tre piatti/porzione e infatti io racconto la nostra serata e dico solo provate, mica sarà costoso? poi, quien sabe?
In effetti un vantaggio non indifferente di questo genere di posti è il prezzo; se anche andasse male non c'è da disperarsi.
Raccolta indirizzi in tema? A Torino, come locali simpatici con cucina casalinga vecchio stile, intorno ai 15-18 euro vino incluso: Bocciofila la Baracca (via Passo Buole 45) oppure Circolo Ricreativo Mossetto (Lungodora Agrigento 16).
Per carità la mia era una battuta, è ovvio che non ce lo vedo neanche io a prendere il tempo con il cronometro affinché la pasta sia al dente al punto giusto. dicevo solo, che purtroppo le ultime tre volte che io avevo mangiato lì, non mi ero alzata da tavola rinfrancata. tutto qui.
io ci mangio spesso ar grottino del traslocatore, quando mi va di fare una passeggiata in giro per la Garbatella. Delle volte vado anche dar Moschino a Piazza Brin, perché sono posti d'atmosfera.
L'abbondanza è d'ordinanza e direi che con alti e bassi ho mangiato delle volte una gricia molto buona.
Non credo nei trattamenti di favore. Magari può scapparci qualche cosa sul servizio (e non era il caso di ieri sera) ma in cucina non si può improvvisare niente: in linea di massima "o sai o non sai". Poi aggiungiamo che ieri il locale era pieno e dunque la cucina lavorava a pieno regime e non solo per noi. Naturalmente ogniuno fa la ua esperienza e si sporca la lingua come vuole. Però le cose che abbiamo mangiato funzionavano, erano ben cucinate, erano buone. E ci siamo sganasciati da morire! :)))
FF,
con "O sai o non sai" cosa vuoi dire? Che secondo te, dato che ieri quello che avete mangiato era buono allora significa si mangia sempre o quasi sempre bene?!
Che lo stato d'animo casuale, i gusti soggettivi e il divertimento colalterale influiscano molto sul giudizio globale -indipendentemente dal cibo - siamo d'accordo.
Ma che la vostra esperienza escluda la possibilità che sia un locale in cui ci sono alti e bassi o che ad altri possa essere andata peggio...bè, è un modo di giudicare che io non condivido!
E tutto questo senza negare che ci si possa divertire comunque per molti motivi - anche solo per la compagnia o per il fatto di vedere piatti-montagna o aver potuto assaggaire l'Amaro Nerone Amaro de Roma! :-)))
Sapete che cosa sta accadendo?
Che stiamo tarando lo strumento di critica&narrazione di locali fuori dagli schemi, in generale anche dalle guide, dove la componente di variabilità incide molto e quindi ci sta la critica di chi dice di avere mangiato piatti mediocri e quella di chi dice che invece erano piatti tranquillamente mangiabili.
Prima o poi troveremo una sintesi :-))
Ora sono fuori ufficio -fuori firewall, posso vedere il video. Ehi, non sapevo che aveste mostrato l'amaro, giuro che l'ho citato solo perché se lo ricordavano i torinesi come un mito per via del nome e delle fiamme sull'etichetta
Vedi che pian piano...i punti di accordo li troviamo? ;-)
p.s. Oh caspita ma...nel video il Franco traslocatore sembra un personaggio di Verdone!
Ciao gente! Direttore bello questo tuo appunto di vita. Non credete che - donando un po' più di semplicità (vedi questo resoconto) e meno nozionismo anche le guide potrebbero vendere qualche copia in più?
Una cosa per tutte relativamente ai trattamenti di favore: per fortuna che ci sono e che qualcuno li ammette. Chi protesta è solo invidioso/a...
...perdonate la domanda banale ma com'è che sto locale (di cui ignoro se sia segnalato nelle guide)ha trovato così tanta approvazione nei gourmet?
Mucca
Ma è un gioco, che c'entra dire che non è nelle guide, quasi a sottintendere qualcosa che poi non corrisponde al tuo pensiero.
Non c'è perché è una trattoriaccia dalle enormi porzioni e noi abbiamo fatto una spedizione gastronimico-ricreativa.
Tutto lì.
Significativo il fatto che se avessi scritto la bella recensione-compitino sarebbero intervenuti in dieci :-)
Che la vostra fosse una rimpatriata divertente l'avevo capito, quello che più mi preoccupa è il messaggio finale che potrebbe passare al pubblico e agli addetti al settore, soprattutto in un momento difficile per la ristorazione di qualità e non.
Leggendo e guardando il filmato, sembrate il divertimento a tavola fatto a persona per cui, penso che varrebbe la pena chiedersi se Il Grottino sia un modello di ristorazione più interessante, godereccio e divertente di quei tanti localacci segnalati dalle guide oppure è uno di quei locali che lasciano il tempo che trovano, con tutto il rispetto per il Traslocatore e il suo lavoro.
Mucca
E se invece di cercare il pelo nell'uovo, andaste anche voi in una qualche trattoriaccia per passare una bella serata con gli amici? Per poi raccontarla in questo blog. Ovviamewnte.
..mi sembra un ottima idea, ma chiccazzo se ne frega di andare a farsi spennare da Pierangelini, Vissani, Uliassi o Bottura; perdinci, andiamo a passare una bella serata in qualche Trattoriaccia che poi lo raccontiamo in questo simpatico blog!
Mucca
@GUMBO
veramente intendevo dire che un cuoco in cucina non può improvvisare una capacità che non ha solo perchè vuole far contento un determinato cliente
I problemi ci sono quando qualcuno trasforma ciò che si legge in questo post e ne deduce che questi locali in assoluto siano meglio di tutti gli altri, gli unici in cui ci si diverte, gli unici in cui si mangia "vero" - cosa che secondo me è sbagliata (così come è sbagliato pensare che gli unici ristoranti in cui si mangia bene siano quelli oltre i 100 euro).
A me piace andare in alcuni localacci dove mangi così così a prezzi stracciati, vado nelle trattorie e nei bistro di qualità e anche nei ristorantoni. Ogni tipologia e ogni locale ha qualità e difetti e si può cercare il pelo nell'uovo e contemporaneamente ci si può divertire e lasciar sorprendere un po' in tutti.
direttore organizzi una bella cena a una trattoria simile lei a capotavola e noi tutti intorno a magna a beve e chiacchierare del futuro enogastronomico delle nostre vicisitudini insomma a levarci i peli superflui...tutti a roma un locale tutto nostro...
ho detoo una cazzata...vabbe l'ho detta
voto in condotta per me 3
Mo va la Marco, ma quale 3 in condotta, anzi, io ho un idea migliore.
Chiediamo a Paolo Marchi di invitare Er Traslocatore come relatore al prossimo Identità Golose, secondo me sarebbe super actaul!
Pensare che era la battuta che facevamo noi ieri sera... :-))
...ma io non scherzavo :)
paradossalmemte, potrebbe essere un esempio anche per chi decide di fare ristorazione in una maniera diversa di quella che pensi te, Vizzari, Marchi o Cremona e per quanto mi riguarda, penso che la scelta del Traslocatore sia una scelta del tutto rispettabilissima e di conseguenza non vedo per quale motivo uno deve ascoltare sempre la solita storia nel fare cucina.
Il mondo è bello perchè vario.
Mucca
Evvai così: un posto con l'anima del Paese Reale, da prendere come viene, mai sul serio. Il Papero l'ha imbroccata, stavolta.
8-)
gia il paese reale...termine dimenticato...ieri su exit sulla 7 vedere quattro politici che difendono i loro stipendi e le loro marachelle mi è venuto il vomito...comunque la ristorazione è anche quella di nicchia di borgata di sapori antichi e popolari forse in questi anni per tendenza moda o che ne so io molti di noi quando ne parlava arrossiva si intimidiva ....tutto era futuro invenzione architettura dei piatti e allora sa che ve dico è ora di far parlare anche coloro che la fanno come franco...con le loro esperienze e i loro racconti di borgata...non occorre per questo chiaramente abbandonare i nuovi concetti e l'alta cucina ma direttore un'autocritica va fatta...molto giornalismo enogastronomico si è scollato dalla realta sociale...diciamo operaia di cucina e la gente comune ha smesso di seguire... ascoltare informarsi...va be dopo sta stronzata che ho detto!!! sta cena se fa? idea affittiamo la citta del gusto anzi occupiamola...autogestione...il tema è bonilli e il concetto del mangiare alto e basso cucina popolare e destrutturata insomma il titolo più o meno è questo...se la città del gusto ci rifiuta la sala tutti a testaccio...da chi lo decida Lei...voto a questo mio commento 6- io verrò con il grembiule e il fiocco per allinearmi con la riforma. Non ho riletto nulla di quello che ho scritto speriamo bene.... Ben alzato direttore vede sono le 8 e le scrivo...mi fossi innamorato di Lei ;))) se faccia una lieta risata
Beh, care anime belle avrei una curiosità. Qualcuno sa dirmi che pasta usa, che pomodori usa, che olio usa e che guanciale (se guanciale) era l'ottimo traslocatore. Costa poco perchè si risparmia sull'ambiente e sul servizio o anche sulla spesa. Quanto conta la materia prima per far da mangiare? Qual è il livello qualitativo accettabile di una pasta secca di un olio o di una conserva di pomodoro?
Non ho mai mangiato in questa osteria e quindi non posso che fidarmi di Bonilli. Ma in posti simili mi è capitato tante volte di pagare poco e di rimpiangere i soldi che avevo risparmiato.
Meditiamo?
Ad Majora
@giovanni gagliardi
io pure avrei una curiosità. Qualcuno sa dirmi che pasta usano, che pomodori usano, che olio usano e che guanciale usano quelli dell'alta ristorazion? che tifanno pagare molto? Chi ha lavorato dietro le sale sui fornelli conosce e sa sopratutto quando si parla di alta ristorazione diretta a sale grandi quindi per many people... quindi a volte mi fido più del piccolo
@marco,
Perché dici alta ristorazione = sale grandi e many people? A me risulta l'esatto contrario...
@gunbo chicken
io ci ho lavorato nell'alta ristorazione con grandi sale e many people... poi c'è l'alta ristorazione da pochi posti in sala...non mi sembra di aver detto una baggianata.... con simpatia
marco
@marco,
non intendevo dire che era una baggianata. Solo che la differenziazione piccolo=maggior qualità e attenzione=popolare e grande=minor qualità e attenzione=alta ristorazione non mi sembra abbia senso, dato che esistono molti locali popolari per moltissimi people e molti locali di alta ristorazione per pochissimi people...
@gumbo
si ci stiamo incartando io comunque rispondevo al concetto di assoluto fatto da gagliardi che l'ho sentito troppo mirato
Ok, ok. Una cosa che mi pare capiti sempre è che quando si parla di locali tipo questo parte la serie di commenti straesaltati "ah finalmente i locali veri, quelli in cui mangi la vera cucina comeuna volta, quelli della gente,quelli in cui stai proprio bene e paghi il giusto".
Come se quelli in cui spendi di più (anche poco di più) necessariamente fossero una fregatura fissa, facessero cucina finta e artificiale, tutta scena, e non ci si possa sentire a proprio agio e divertirsi comunuque.
E subito dopo appaiono quelli come Gagliardi che analizzano ogni dettaglio del cibo o di ciò che c'è attorno per cercare stabilire la qualità oggettiva del locale - che forse oper certi locali non è misurabile in questi termini.
Non è una critica specifica a giovanni, per certi aspetti condivido quello che dice - nel senso che per me che è importante il gusto, io il piattone di pasta preferisco mangiarlo a casa e risparmiare e uscire poi a mangiare qualcosa di più sfizioso. Però secondo me a volte va bene anche così. A volte, appunto.
Perché poi se si esagera si finisce come i miei amici che guardano solo esclusivamente il fatto che in un posto si sentono come a casa e spendono poco e ci vanno minimo 2 volte alla settimana sempre e solo lì e io per incontrarli devo sempre mangiare la pizza al padellino! Che noia! :-/
Allora: la pasta è di quelle che costano poco, i condimenti penso vadano di conseguenza.
Quando mangi il bucatino, è gradevole.
La coda era proprio buona.
Le polpette buone.
Dopo, beh, dopo molti di noi hanno avuto acidità notturna, digestione un po' faticosa.
Ma se volete facciamo anche l'elenco di tutti i blasonati che la notte lasciano il segno.
La nostra spedizione, a cui faranno seguito altre incursioni di questo tipo, e non solo a Roma, aveva l'obiettivo della convivialità, prima di tutto, e del gioco ed essendo tutti i partecipanti alla serata degli addetti ai lavori il gioco consisteva nell'andare "in basso" tanto è vero che io stesso e gli altri abbiamo giocato e ironizzato prima della serata mettendo in rete su Facebook il filmato de "I nuovi mostri" là dove Gasman porta al tavolo di un gruppo di snob-coglioni lo zzuppone alla porcara...
Insomma, se non è gioco questo?
E ora questo vuol dire che d'ora in poi non solo con tutti gli amici che ho sempre avuto ma pure la volta che magari capiterà di uscire con i gorumet mi toccherà finire comunque in questi locali?!! Ogggesù, ma allora è una condanna!!! :-D
Ehi però...cari mostri...mi diverto a leggere i vostri racconti giocherelloni...ma nel frattempo avete frequentato per anni tutti i ristoranti fighissimi del mondo. E io questo aspetto se permetti ve lo invidio un po'!
Così come invidio i miei amici della pizzeria al padellino. Perché hanno trovato un posto in cui si trovano veramente bene e ci tornano sempre volentieri anche ogni due giorni, ogni volta in cui serve un posto fuori casa in cui mangiare o trovarsi a chiacchierare. Io forse ho gusti un po' troppo trasversali...mi importa molto il gusto e la varietà di ciò che assaggio, non mangio quantità enormi di cibo, però mi sento più a mio agio in un'atmosfera semplice e senza troppe formalità, ma un luogo un po' carino invece non sono ancora riuscita a trovare un posto vicino a casa che rissuma tutti gli aspetti (più lontano sì, ma per le esigenze quotidiane non va bene!). Continuerò a vagare raminga alla ricerca di un locale-dimora! Sob Sob!
E voi il locale "come una seconda casa" ce l'avete o l'avete mai avuto?
D'accordo con tutto, d'accordo con il gioco e con la convivialità. La mia voleva essere una sorta di provocazione. Visto che nel nostro mondo è tutto un fiorire di piccoli produttori, prodotti artigianali critiche alla Mc Donaldizzazione del mondo e quant'altro, ho preso spunto dal post di Bonilli per fare una serie di domande a mio giudizio non del tutto banali.
Si può mangiare bene impiegando materie prime di non grande qualità? Allora c'è una sopravvalutazione dell'importanza delle materie prime in cucina?
Che differenza c'è tra uno spaghetto Latini ed uno Auchan (per fare un esempio)? E' davvero così diverso il gusto della amatriciana se invece del guanciale uso la pancetta? O è solo rispetto della tradizione fino a sè stesso? Mi chiedo anche caro Bonilli, se davvero il bucatino era un bucatino che costa poco qual è il livello minimo di decenza che un piatto deve avere? La mia opinione è che ben venga il low cost, ma una certa qualità del cibo deve comunque essere presente. E quindi, me ne frego del servizio, delle posate, della carta dei vini. Ma in preparazioni così semplici, la materia prima è assai importante e quindi anche una piccola osteria mi piacerebbe che facesse un piccolo sforzo in tal senso. Peraltro, non penso che ciò sia impossibile dal punto di vista dei costi.
Ad Majora
comunque ho mangiato in trattorie sopratutto in campagna dove i prodotti non erano firmati ed erano di alta qualita... noto molto spesso che molti cercano l'etichetta...ad esempio pasta martelli...tutto il resto è monnezza...questi molti fanno salotto non fanno i gourmet intelligenti
Quindi? Visto che fai l'esempio della Martelli e che un prodotto firmato lo deve essere per forza per un principio di tracciabilità quanto meno, dimmi il nome di una pasta secca che giudichi buona anche se non di gran nome.
Perchè dire ho mangiato in.....trattoria....in campagna.....alta qualità.....prodotti non firmati...è un pò generico. E soprattutto difficilmente riferibile al prodotto pasta secca e più riferibile alle uova del contadino. O no?
Ad Majora
io non volevo entrare sulla polemica prodotti volevo intendere che in molti posti ti siedi e ti danno oli del contadino paste artigianali fatte in laboratorio e non per forza devono essere firmati...paghi di meno e mangi bene uguale....
Io sono uno che compra molti libri e ne leggi ancora di più. Leggo tutto e se mi capita Novella 2000 io la leggo e non come se fosse una pubblicazione porno, da tenere nascosta da un'altra rivista.
Da Er Traslocatore ci andiamo perché ci divertiamo, così come da Baffo a maccarese dove praticamente la redazione del Gambero Rosso migrava una volta al mese armata di bicchieri e grandi bottiglie per mangiare la bistecca da due chili, l'intervento, e bere grandi vini su tovaglie di plastica e a Maccarese.
Fighetti noi?
Fighetto anche Baffo che, quando la Tv di Sky e il suo monopolio era di là da venire, aveva dieci grandi schermi accesi su tutte le tv del mondo ma tovaglie di plastica e grande carne danese.
L'alto e il basso, la rottura degli schemi, il gioco.
Chi ha parlato di fighetti? Quella di Bonillli sarebbe una risposta a cosa?
@gagliardi: "c'è una sopravvalutazione dell'importanza delle materie prime in cucina?"
SI, da parte di molti se-dicenti "gourmet" assolutamente si.
E' pure stato dimostrato con dei test alla cieca pubblicati.
Ad esempio dando lo *stesso* prodotto ma in un caso dicendo che era un DOP e nell'altro caso un prodotto anonimo, gli assaggiatori si facevano influenzare e credevano davvero che il prodotto DOP fosse migliore dell'altro. Posso farne a valanga di questi esempio.
A mio parere nel mondo dei gourmet c'è una buona dose di autoconvincimento e un'altra buona dose di misurare la qualità dei prodotti con il suo costo
Il che non vuol dire ovviamente che tutti i prodotti sono uguali, ma che alla prova dei fatti, con test rigorosamente alla cieca, i gourmet sono molto meno in grado di discriminare di quello che vorrebbero ammettere
Bene vedo che il solo Bressanini ha raccolto qualcuna delle mie provocazioni. Ma è già qualcosa.
Qualcuno mi sa dire secondo lui quanto cambia in una amatriciana tra l'uso del guanciale artigianale del piccolo produttore e l'uso di una qualsiasi pancetta tesa da supermercato?
p.s. Ecco Baffo è un esempio. Ci sono stato una volta ed ho trovato tutto assai dozzinale. Nel senso che io voglio tranquillamente passare sopra il caos, la cattiva organizzazione, il servizio inesistente. Ma devo trovare qualcosa di davvero buono. Da Baffo non l'ho trovato. Mi sembra proprio un posto per fare caciara con gli amici. Niente di male ovviamente. Anzi. Ma un blog gastronomico potrebbe (dovrebbe?) anche ignorarlo.
Ad Majora
Gagliardi, non è che sei un gran fighetto? :-)
Baffo sarà dozzinale ma per anni ha avuto della gran carne.
Se ci andavi con la giacca di cascmir facevi una cavolata ma se ci andavi per la carne cotta sulla grande griglia verticale costruita apposta - ecco, il dozzinale era equilibrato da questa griglia, ma forse non te ne sei accorto - ti divertivi.
Se poi bevevi dei borgogna di piccoli produttori, quando costavano relativamente poco, il gioco era fatto.
Bisogna spiegare sempre tutto??? :-P
Bonilli, in genere non amo le etichette. Non mi piace darle nè riceverle.
Sicuramente sono un pò esigente. Anche nei "postacci" cerco un minimo sindacale. Lo cerco anche nel panino a Milano a pausa pranzo. Avrò dei problemi, che dirti? Della mia unica esperienza da Baffo ricordo una carne non indimenticabile e cotta troppo.
A Roma ad esempio, sul genere "mangio la carne in posti senza grandi pretese" preferisco a Baffo (sicuro che non sia lui fighetto pieno com'è di giovani della "Roma bene"?)un posto come BISTEAK. 1000 volte.
Ad Majora
@gagliardi: beh, tra guanciale e pancetta c'è sicuramente una differenza gustativa. La sento anche io che non ho il palato fino. Ma siccome del "rispetto della tradizione" non me ne frega una mazza :-p io uso la pancetta per fare sia l'amatriciana che la carbonara, e uso il parmigiano invece che il pecorino. Perchè per me è più buono così (li ho provati entrambi ovviamente)
Se invece vuoi chiedere se c'è differenza tra un buon guanciale artigianale e uno "industriale" e se si sente in una amatriciana, mah, non ne sono sicuro, ma non ho mai provato (perchè da queste parti già è una impresa trovare il guanciale, e se lo trovi è solo Fiorucci)
Questa storia poi del "piccolo produttore artigianale" però andrebbe un poco ridimensionata. Si possono mangiare delle ciofeche galattiche assolutamente costose e da "piccolo produttore artigianale", e allo stesso tempo anche all'auchan si può trovare della buona pasta non vetrosa (tra parentesi la Latini la trovo un po' sopravvalutata, con un punto di cottura bastardo, e per me è un difetto)
Continuando a rispondere alle "provocazioni", credo che anche l'ambiente e la convivialità facciano parte del "buon gustare" e non ci vedo nulla di scandaloso se in un blog gastronomico si parla di Franco il traslocatore.
Quando ero studente a Milano ogni tanto andavo da "Oscar", traversa di corso Buenos Aires. Gli enormi piatti di pasta (buona!) erano "conditi" dalle sue battute al limite dell'offesa alle signore del tavolo, dal busto di mussolini in bronzo che adorava e dalla foto sua con il mitragliatore quando era nei parà. Faceva parte del "menù", e la convivialità della compagnia ne godeva (da andarci solo se apprezzi il genere ovviamente. hai presente la famosa scena di fantozzi? )
Insomma, che barba parlare sempre e solo di piatti e di locali "strepitosi", "assoluti", "da urlo" e di quanto è vasta la cantina :-)
ben vengano i traslocatori, non perchè sono una cosa "nuova", ma perchè ci sono sempre stati ed è giusto parlarne
Bisteak quando è nato il Gambero era nella mente di Giove e io racconto episodi del passato e il minimo sindacale dei postacci penso sia variabile, e comunque Bisteak non è un postaccio e quindi non vedo il senso del raffronto.
Comunque a volte le etichette dovrebbero far riflettere :-))
Caro Bressanini, nulla da dire sulla prima parte del tuo intervento, che raccoglie in pieno i temi che ho provato a lanciare.
Permettimi però di difendere la pasta Latini (quella tradizionale e non la senatore Cappelli) ed in particolare gli spaghetti. Sono secondo me straordinari e non hanno rivali in mantecatura e meglio ancora se fai fare metà cottura nel sugo. Li trovo poi davvero squisiti anche bolliti con un filo d'olio buono.
Oscar a Milano è un luogo divertente dove si mangia assai e si spende il giusto. Niente di più.
Per lo stesso prezzo a Milano trovi luoghi dove c'è meno caciara ma mangi bene. Comunque molto meglio. Sicuramente meno conosciuti alle masse di Oscar, ma assai più buoni. Farli conoscere e consigliarli dovrebbe essere a mio giudizio uno dei compiti di un blog gastronomico. Poi, per carità, si può parlare di tutto e tutte le opinioni sono importanti.
Ad Majora
E allora diciamolo Bonilli che Baffo è un pò fighetto.
A parte gli scherzi, ripeto, ci sono stato una sola volta. Sarò stato sfortunato.
p.s. ma devono far riflettere chi? Chi le riceve o chi le appioppa?
Ad Majora
... chi le "appioppa" perché vuol dire che ha sopravvalutato chi le riceve :-))
@ bonilli
.....sei un grande, senza se e senza ma!
Ad Majora
@gagliardi: chiedo scusa, mi riferivo alla Cappelli (cenere sulla testa :-) )
(tra parentesi, a me piace molto la pasta Setaro )
Sui locali da divulgare concordo in pieno (anche della profonda provincia, non solo nelle grandi città)!!
Tanto per dare un contributo nella discussione tra Bisteak e Baffo...Io conosco Baffo soltanto dal 2004 e Bisteak dal 2006. Baffo probabilmente ha un storia ma ultimamente si è uniformato ad altrei ristoranti...anche nel prezzo. Che senso ha andare in un posto alla Baffo per poi dover pagare la stessa cifra di Bisteak? Chiaramente il servizio non è paragonabile...ma anche la carne non ha tutta questa differenza! Mi permetto di consigliare la carne della Pampa sempre a Roma anche se un pò difficle da trovare senza navigatore!
A proposito la prossima settimana vado a provare Franco il traslocatore. Ho mandato il link di youtube a vari amici e devo dire che la scena di persone che mangiano dallo stesso piatto è risultata attraente. Mi chiedo se youtube può essere un modo efficace di farsi pubblicità? tante volte sui siti dei ristoranti si trovano foto "non attraenti" e testi pessimi. Forse una vera immagine dei locali e dei piatti può essere molto più efficace! Che ne dice Direttore?
Raffaele
Bonilli (e chiunque stia o passi da Roma),
forse la conosce già, ma se vuole divertirsi le segnalo anche il Coccio, in via de Meli (zona Palmiro Togliatti). Mi ci hanno portato degli amici. Ti siedi ad una tavola già apparecchiata con gli antipasti (ricordo una ricotta di una freschezza rara, e delle melanzane a funghetto da silenzio contemplativo). Primi: non dimenticherò mai le pappardelle al sugo di spuntature. Secondi: coratella! Da bere, romanella bianca (ma perché era finita la rossa, e non c'è stato verso di convincere i commensali a prendere un rosso, anche leggero. E infatti l'esito non è stato all'altezza delle portate). Dolce: tiramusù della casa. Per sturare: grappa morbida. Prezzo: 25 euro a testa.
Esci e ti dici: Dio benedica questo Paese, capace di mandarti in bestia e in sollucchero nel giro di cinque minuti.